ATTO IV.

ATTO IV.

Stanza nell’appartamento di Serra in città. Armi e quadri sulle pareti. Orologio a pendolo. Scaffale con libri. Una scrivania, poltrone, canapè.

CLAUDIO (alla scrivania con un candelliere acceso davanti, in atto di suggellare una grossa busta. Pallido, gesti febbrili)

Luigi?... (con impazienza) Luigi, Luigi!

LUIGI (entrando)

Eccomi!... comandi.

CLAUDIO (dopo un momento, guardandolo)

T’ho chiamato... (chiude gli occhi nello sforzo di richiamar le idee).

LUIGI (timidamente)

È pallido, sa. Si sente male?

CLAUDIO (dopo aver guardato l’orologio a pendolo)

Aspetto gente che non dovrebbe tardare. Aspetto il signor Laneri. Può darsi... puòdarsi che non sia solo.... Comunque, introdurrai, ecco tutto.

LUIGI

Sta bene, sì signore. Adesso... vuol caffè?

CLAUDIO (si alza e passeggia nervoso)

LUIGI

L’ho tenuto al caldo, il caffè; è pronto, è buono. Se preferisse una tazza di cammomilla, può averla subito. — Ho veduto che non ha toccato il letto, se vi si buttasse... Non le pare? Lo chiamerei quando venisse il signor Piero... E se anche volesse il dottore... ne abbiamo uno vicino...

CLAUDIO

Su te si può contare?

LUIGI (dopo essere rimasto un momento a bocca aperta)

Su me, dice? Se non può contare su di me, su chi vuol contare? Da quant’anni sono in casa?.... Non lo so più; era viva ancor sua nonna, così dunque...

CLAUDIO

Va in pace.

LUIGI

Vado via. Se ha bisogno, sono di là... Non l’adopera più la candela?

CLAUDIO (siede)

LUIGI

No?... allora... (soffia il lume. Scampanellata. Luigi corre via. Claudio scatta in piedi e si volge all’uscio).

Piero, smorto, con qualche disordine negli abiti. Entrando si libera dal cappello e viene difilato a Claudio, senza alcun saluto.

Piero, smorto, con qualche disordine negli abiti. Entrando si libera dal cappello e viene difilato a Claudio, senza alcun saluto.

PIERO (mostrando una lettera)

Vero, questo?

CLAUDIO

Vero.

PIERO

Hai fatto questo! — Tu?

CLAUDIO

Sì. (dopo un momento) Perchè dubiti? In certi casi... procedimento sommario...

PIERO

Ah!?

CLAUDIO

E d’altronde poi...

PIERO

Vieni al fatto.

CLAUDIO

Il fatto è questo. Te lo ripeto tutto, perchè posso aver omesso qualcosa, scrivendo. — L’altrasera, alla villa, la baronessa si ritirò a mezzanotte. Restammo soli, vi furono fra noi poche parole aspre,... le prime in tanti anni. Mi lasciasti per andare a letto. Mi sentiva male; non so perchè, soffocavo. Scesi in giardino e mi gettai sulla panca che sta sotto il cipresso grande; di fronte alle finestre di donna Ida. V’era lume ancora, vedevo l’ombra di lei sulle cortine bianche, abbassate. Ad un tratto, qualcuno entrò dalla porta vicina alla finestra. Vidi l’atto delle braccia, e poi lei che sciogliendosi bruscamente corse a chiuder le imposte. Era stato un attimo, un lampo, un sogno! Subito non compresi qual enorme consenso significasse quell’atto: la barriera nera sbattuta fra voi ed il di fuori... Poi riafferrai la visione, ti vidi... Tu, tu nella sua camera a quell’ora? Saltai in casa. — Era vero, era vero: la tua camera era vuota. (si lascia andar seduto) E lo rimase... Passai la notte in sala; immagini cosa si può diventare in una simile attesa? (alzandosi) Non vi ho sturbati, non è vero? Non ho urlato, nè riso, nè cantato come ne sentivo lo stimolo; non ho buttata a terra la porta... Avevo paura, movendomi, di cascar morto. Credevo di scagliarmiti addosso quando saresti uscito... Ma, e poi, bastava? — Sono fuggitoa piedi, in fretta, in furia, così com’ero perchè... Perchè poteva darsi che il mondo finisse!

PIERO (alza le spalle con impazienza)

CLAUDIO (con ira)

Aspetta! Ho ben saputo aspettare a suo tempo? — Fui in città, a casa tua; parlai al domestico, chiesi di veder le tue lettere tutte e di comprar quelle che potevano interessarmi. Accettò, e... mi trovò egli stesso in un ripostiglio ciò che cercavo. Intelligente; fedele anche, ne volle un bel prezzo! Le avrei pagate con sangue... E seppi tutto, ebbi completo il romanzo. Tu da più di tre anni amante di donna Ida; ella si abbandonava già a te, al tuo amore quando respingeva così superbamente il mio! Usciva forse dalle tue braccia, il giorno in cui per dar lo scambio, sopir forse un dubbio e liberarsi di me, mi denunziava al marito. Io partii; i vostri amori continuarono fino a che, avendo Galliari voluto stabilirsi in campagna, i convegni si fecero per forza più rari... Laneri non veniva in casa; bisognava introdurlo. Come far accettare al barone un amico giovane, nuovo, inatteso?... Un’ultima deliziosa letterina, scritta due giorni prima del nostroarrivo alla villa, mi fa l’onore d’occuparsi di me; e mi rivela l’intrigo. Io, io ero destinato a metterti in casa; io amico tuo; amico da tanto tempo di Carlo, il quale, dopo l’ammirabile rivelazione fatta da sua moglie un anno prima, non poteva più permettersi sospetti, nè su di lei così franca e fedele, nè su di me, che credeva guarito e che glielo giuravo!

PIERO

Meno parole... e poi?

CLAUDIO

Oh poi!... Quand’ebbi lette e assaporate le lettere, ne scrissi una anch’io, alla baronessa, e l’hai tra le mani.

PIERO (padroneggiandosi)

Senti, Serra; parliamo con calma. Torna in te. Sai, che certe confidenze sono impossibili tra amici, tra fratelli. Sono incompatibili con... Insomma disonorano chi le fa. Che potevo dirti, io?

CLAUDIO (non risponde)

PIERO (dopo aver aspettato)

Renderai quelle lettere?

CLAUDIO

Senti, Laneri, parliamo con calma. Io ci ho un dubbio che non ho potuto schiarirmai. Non saprei decidere se una lettera appartiene a chi l’ha scritta od a chi la riceve. Perciò cambio avviso come a me garba o conviene. In questo caso le lettere devono tornare, secondo me, a chi le ha scritte.

PIERO

Spieghiamoci. Tu vuoi che la baronessa te ne faccia richiesta?

CLAUDIO

Ecco.

PIERO (avviandosi)

Bene. Torneremo.

CLAUDIO (alza le spalle)

PIERO (tornando)

Sola?... No.

CLAUDIO

Oh! e perchè?

PIERO (frenandosi)

Non acconsentirà mai.

CLAUDIO (con ironia)

Credi? — Però, le donne hanno modi così singolari d’intendere la dignità... Foss’io te, non prenderei impegno per lei.

PIERO (con voce sorda)

Claudio!... Sai cosa penso di te?

CLAUDIO

Forse precisamente quello che ne penso io.

PIERO

Penso che sei... Ah! via, finiamola tra noi, tra uomini.

CLAUDIO (freddamente)

Un duello?! — Eh, certo sarebbe un sollievo trovarsi di fronte, avventarci l’uno contro l’altro e soffocar tutto nel sangue..... Ma io non voglio.

PIERO (va a lui, stravolto, coi pugni stretti)

CLAUDIO (impassibile)

Eeheh!..... Ho previsto tutto; sai. Non vi salverebbe neppur la mia morte.

PIERO (si ferma. Dopo una pausa, durante la quale il suo volto cambia espressione)

Claudio, e se fosse la mia?... La mia morte, dico. Per Dio, sei un uomo, vendicati dell’uomo! — Dammi le tue condizioni, parla.

CLAUDIO

Ho parlato.

PIERO

Sono disposto a tutto, sai, a tutto. Come vedi, il campo è ampio, alla tua vendetta. Non la rivedrò più..... Mi comprendi?

CLAUDIO (non lo guarda, non risponde)

PIERO (con angoscia crescente)

Non la rivedrò più... Andrò via, lontano;non tornerò, non udrai più parlare di me, mai, mai..... Se mi troverai sulla tua strada potrai uccidermi come un cane... Vado via, Claudio, partirò quando vorrai. Te ne dò la mia parola d’onore. (con forza) Si può non credere in Dio, ma alla parola d’un gentiluomo si deve credere.

CLAUDIO (non risponde)

PIERO

Ma... poichè ti giuro sulla memoria di mia madre che tutto sarà finito! Non intendi, non ti basta? Ti par poco? Vuoi..... vuoi, vuoi che io ti scriva qui di mio pugno una lettera nella quale ti annunzio che mi uccido? — La mostrerai poi.

CLAUDIO (accenna di no, col capo)

PIERO

E rispondi! Ma cosa vuoi, che pretendi?... Dammi quelle lettere, Serra... Claudio, dammi quelle lettere, dammele per lei..... Se l’hai amata devi poter perdonare...; l’amore non può esser tutto svanito in poche ore. — No, di lei, no, ma di me fa quel che vuoi. T’ho detto: atutto, disposto atutto. (volgendo l’occhio alle armi della parete) A non uscir vivo di qui, a morir sull’istante. Si può...; Non va... non ti basta? Faccio di più. Ti prego, ecco.Dammi quelle lettere; ti supplico, e, per Dio, mi vuoi a terra? eccomi a terra!... (alzando subito la testa) Non ti basta!

CLAUDIO (voltandosi imperioso con voce terribile)

No... Ti accordo la giornata intera!

PIERO (esce).

CLAUDIO (correndo alla scrivania)

Luigi, Luigi?... Luigi!

LUIGI (accorrendo)

Signore...

CLAUDIO (prestissimo)

Vieni qui. (mostrando la busta suggellata) Ecco, tieni a mente, se mi capita disgrazia...

LUIGI

Misericordia!!...

CLAUDIO

Taci. Prima d’ogni altra cosa, subito, subito, a qualunque costo, devi portar al barone Galliari queste lettere; rimetterle a lui, a lui in persona; trovarlo dovunque sia, e non affidarle a nessuno, per nessuna ragione...M’hai inteso? Conto su te. (mostrando un’altra busta) Quanto troverai qui, in questa busta al tuo nome, tutto per te.

LUIGI

Ah Signore! Madonna! per carità...

CLAUDIO

Zitto, va via e non entrare se non ti chiamo. (suono di campanello) Corri, presto!

LUIGI (esce).

Ida entra e si ferma vicino alla porta, che le si chiude alle spalle. Claudio, in piedi alla scrivania, le accenna di avanzare.

Ida entra e si ferma vicino alla porta, che le si chiude alle spalle. Claudio, in piedi alla scrivania, le accenna di avanzare.

CLAUDIO

Non l’aspettavo così, subito...

IDA (con voce bassa che si va rinfrancando)

Sono venuta in città, appena ricevuta la lettera. Laneri mi ha accompagnata. Mentr’era qui con lei, ero sotto nel legno... Or ora mi disse... che... dovevo salire...

CLAUDIO

Fu convenuto così.

IDA (con tono lento e grave)

Sono venuta perchè so d’aver a che fare con un gentiluomo, incapace di usare d’un mezzo... d’una forza comprata. Ho pensato che doveva essere tornato in sè; trovarsi pago, vendicato abbastanza coll’affanno mio di queste ore, e coll’umiliazione che m’infligge.

CLAUDIO (le accenna di sedere)

IDA (ricusando e restando dove si trova)

Così m’immagino... confido che mi vorrà restituir quelle povere lettere.

CLAUDIO (freddamente)

Ecco, certo così si accomoderebbe subito ogni cosa; e per il verso che conviene a lei e a qualcun altro. Sarei io solo a rimetterci. Lo ammetta una buona volta, baronessa, abbiamo fatto una curiosa giocata. Io con la forza, lei con l’astuzia. Avrei potuto perdere e mi trovo aver vinto. Dunque... non sta a me a pagare.

IDA

Se le dicessi che tutto è finito e che non rivedrò più Laneri?

CLAUDIO

Egli pure m’ha parlato così, ma ha compreso... ch’era tardi.

IDA

Dunque per quei fogli maledetti non vuol nè giuramenti, nè lagrime,... neppur sangue?

CLAUDIO (la guarda fissamente, senza batter ciglio)

IDA

No?... (alzando la testa con gli occhi sfavillanti) Ah no!? Ma sa quello che fa? Lo sa che la sua è un’infamia, un’azione senza nome?

CLAUDIO

Oh sì! (accostandosi) Sì, sì, ma torniamo, torniamo indietro, signora; che del cammino n’abbiam fatto in un anno! Detestato, respinto ed infine denunziato, che dovevo fare? Partire? L’ho fatto, l’ho fatto convinto che lei mi sacrificava all’onore, al dovere; ho piegato la testa senza discutere, senz’approfondire; senza rivoltarmi, senza protestar con un gesto, con una parola, con un pensiero. Partii e fui morto per lei. Il pensiero di quel che mi costava la repressione d’un amore qual era il mio non turbò certo i suoi sonni in quest’anno. Ritornai. Troppo presto? — Non so... Così non fossi tornato mai! Ad ogni modo agitazioni e desideri erano se non spenti, sopiti. Dopo tanti disperati pensieri, avevo la pace; vagheggiavo una vita seria, fatta di studi e dilavoro. Pensavo a lei ancora, sì... Come ad una cosa santa, inaccessibile e pura. E, se nutrivo speranze, erano placide e serene, trasvolavano avanti, verso giorni indefiniti, lontani, in cui avrei potuto riaccostarmi placidamente, oramai vecchio, amico saldo e sicuro. E..., lo affermo, lo giuro, vi avrei sfuggita, perchè lo dovevo, perchè lo volevo, perchè con un lungo martirio ne avevo comprata la forza... Chi mi cercò? (concitato) Chi mi chiamò e mi rivolle vicino? Chi frugò sotto le ceneri e vi scovò i carboni mal spenti e vi soffiò su tanto da ridestare più viva e più gagliarda la fiamma? — Lei, donna Ida! — Fui debole, fui vile... Vi è chi può scagliarmi le ingiurie più atroci che si possano sputare sulla fronte d’un uomo. Ma nessuno al mondo doveva più di lei rispettare la mia passione! Non vi è voce umana che valga ad esprimere quello che io provavo, e sapendolo, si è servita di me per ridursi in casa l’amante, per conservarselo al fianco... Sono io che gliel’ho buttato nel letto! (Breve pausa, mutando tono) Infame io! Altro che infame. — Ma lei?... La mia è azione senza nome, e sia; alla sua lo porrà chi dovrà giudicarla. Quello a cui io la scoprirò nuda e svergognata!

IDA (trepidante)

Serra non lo farà ora che è forte.

CLAUDIO

Lo fu a suo tempo e tanto anche lei.

IDA

Non può perdere una donna che piange, che prega, che si metterà ai suoi piedi, quando lo voglia...

CLAUDIO

Ai vostri, signora, ho pianto a lungo, ho implorato ancor io.

IDA

Espierò tutto, soffrirò, morirò, ma mi renda le mie lettere. Per quanto ha di caro, di sacro nel mondo...

CLAUDIO

Più nulla di caro, più niente di sacro, morto l’amore; l’amicizia morta, tutto è infamia, è tradimento, non vai più la pena di vivere!

IDA

Sì... la morte, questo sarà la mia morte; conosco Galliari, mi ucciderà...... E voi lo volete?... Non potete volerlo, se mi avete amata, se forse... se ancora... Oh poi, sentitemi...vi vendicate di me, di Piero,... ma anche di Carlo: ed è troppo; anche lui ne morrà, o perderà la ragione, o sarà infelice, disperato per sempre. (con somma energia) Sta in voi, sta in voi il risparmiarlo, il salvarlo. Ma Carlo non ha colpa, perchè punirlo con noi?

CLAUDIO (terribile)

Mi vendico; non penso, non cerco, non so. Non ho tempo a guardar la giustizia, a pensare al futuro; tutto è finito, e vada ogni cosa in perdizione!

IDA (venendo a lui)

Rendetemi le lettere per... oh! mio Dio! per l’amore che provaste per me!

CLAUDIO

Oh! (battendo insieme le palme).

IDA (indietreggia e cade sul canapè)

CLAUDIO (viene a lei)

IDA (fissandolo mentre s’avvicina)

Serra, non vi amo, no... no...

CLAUDIO

Eh, chi parla d’amore, chi ve lo chiede?! Abbiamo giocato ed avete perduto. Pagate... Rivincita, ricatto, che fa a me la parola! Tornerete a Piero con le lettere; a Pieroche aspetta, come ho aspettato io nella vostra sala. (con un riso convulso) Ieri a te, oggi a me, così va il mondo!

IDA (puntando le mani verso di lui, come per tenerlo lontano)

Oh, l’infame!... Oh! ma non sentite come, quanto vi sprezzo?

CLAUDIO

Ed io?

IDA (con accento intensissimo)

Ma vi odio, io! (si copre la faccia)

CLAUDIO

Giuro a Dio che fra un’ora Carlo avrà le vostre lettere!

IDA (scopre il volto pallidissimo; rimane colle braccia piegate, i pugni chiusi alle guance, il capo fra le spalle; abbandonata, ma muta, fredda ed inerte)

CLAUDIO (dopo un momento si getta ai suoi piedi, cerca invano d’attirare le mani. Ritraendosi subito)

Sei di gelo, sei un cadavere, sei la morte! (alzandosi rapidissimo, prende le lettere e gliele getta in grembo).

IDA (le prende, si alza, e si avvia)

CLAUDIO (seguendola)

Ida!... Ma Ida,... ti amo io, ti amo sempre, ti amo ancora, ancor tanto...

IDA (è sulla soglia)

CLAUDIO (disperatamente)

Ida, pietà! Guardami... una parola... una parola! una parola!...

IDA (senza voltarsi)

Vi perdono!

(Claudio rimane un attimo come impietrito a guardar l’uscio rinchiuso, poi balza alla scrivania, fruga e ne toglie un revolver. Cala la tela).

(Claudio rimane un attimo come impietrito a guardar l’uscio rinchiuso, poi balza alla scrivania, fruga e ne toglie un revolver. Cala la tela).

Dello stesso AutoreLA CONTESSA IRENEROMANZOUn vol. in-12º, 1889 — L. 3.················I LANCIA DI FALICETOCon Prefazione di G. GIACOSAUn vol. in-12, con 30 illustrazioni — L. 4.················I PIFFERI DI MONTAGNAUN PALADINORaccontiSeconda ediz. — Un vol. in-12, 1890 — L. 2,50.················VECCHIO PIEMONTERELIQUIELE MASSE CRISTIANENovelleSeconda ediz., I vol. in-12º, con illustrazioni — L. 2················LA BELL’ALDALeggendaUn elegante vol., con illustrazioni, in-8, 1885 — L. 2.(Legato alla BodonianaL. 2,50).

Dello stesso Autore

LA CONTESSA IRENE

ROMANZO

Un vol. in-12º, 1889 — L. 3.

················

I LANCIA DI FALICETO

Con Prefazione di G. GIACOSA

Un vol. in-12, con 30 illustrazioni — L. 4.

················

I PIFFERI DI MONTAGNA

UN PALADINO

Racconti

Seconda ediz. — Un vol. in-12, 1890 — L. 2,50.

················

VECCHIO PIEMONTE

RELIQUIE

LE MASSE CRISTIANE

Novelle

Seconda ediz., I vol. in-12º, con illustrazioni — L. 2

················

LA BELL’ALDA

Leggenda

Un elegante vol., con illustrazioni, in-8, 1885 — L. 2.

(Legato alla BodonianaL. 2,50).

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


Back to IndexNext