CDLXX

CDLXXAnno diCristoCDLXX. IndizioneVIII.Simpliciopapa 3.Leoneimperadore 14.Antemioimperadore 4.ConsoliSeveroeGiordano.QuestoSeveroconsole occidentale, se vogliam credere a Damascio nella vita di Isidoro filosofo[Photius, in Biblioth., Cod. 242.], era di professione pagano, e perciò caro ad Antemio imperadore, che ci vien rappresentato per adoratore degl'idoli. Ma Fozio, che ci dà tali notizie, osservò che almeno per conto di Antemio non merita fede Damascio, filosofo empio, nimico de' Cristiani, e che racconta molte altre fole in quella vita. Costui visse ai tempi di Giustiniano Augusto. Abbiamo dalla Cronica Alessandrina sotto quest'anno e sotto il seguente, che l'imperador Leone mandòEraclio Edesseno, figliuolo di Floro, già stato console, eMarso Isauro, personaggi di gran valore, con due eserciti raccolti dall'Egitto e dalla Tebaide, contra di Genserico re de' Vandali. Questi all'improvviso avendo assaliti i Vandali, ricuperarono Tripoli ed altre città dell'Africa, e diedero sì buona lezione a quel tiranno, che fu astretto a chiedere la pace; ed in fatti l'ottenne, perchè Leone Augusto avea bisogno di questi due generali, e di Basilisco suo genero, per effettuare i disegni conceputi contra di Aspare e de' suoi figliuoli. E perciocchè la caduta di costoro succedette nell'anno susseguente, è perciò più verisimile che nel presente essi facessero la guerra suddetta nell'Africa,e ne fossero poi richiamati nell'anno appresso. Procopio riferisce[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 6.]queste imprese di Eraclio all'anno 468, cioè a quello stesso, in cui Basilisco colla formidabile armata d'Oriente assalì l'Africa con fine poi tanto infelice. Ma è facile che si sia ingannato. Anche Cedreno[Cedren., in Histor.]racconta che per due anni dopo la spedizione di Basilisco fu guerreggiato in Africa con varia fortuna. Narra sotto questi consoli Cassiodoro[Cassiodorus, in Chron.]che aRomanopatrizio, scoperto che macchinasse d'usurpare l'imperio d'Occidente, fu per ordine di Antemio Augusto tagliato il capo. Anche l'autore della Miscella, secondo la mia edizione[Rerum Italicar. Script. Tom. 1.], fa testimonianza di questo fatto, ma senza che ne traspiri alcuna particolarità dagli altri autori. Aggiunge l'autore d'essa Miscella, che in questi giorni, avendo voluto Genserico tornar di nuovo ad infestar l'Italia, superato da Basilisco in una battaglia navale, fu costretto a tornarsene svergognato a Cartagine. Non parlando alcun altro scrittore di questo combattimento, io non so che mai crederne. Per altro poco fa abbiam veduto che Basilisco doveva essere stato rimesso in grazia di Leone Augusto, il quale faceva capitale di lui per atterrare la potenza d'Aspare e de' suoi figliuoli.

Consoli

SeveroeGiordano.

QuestoSeveroconsole occidentale, se vogliam credere a Damascio nella vita di Isidoro filosofo[Photius, in Biblioth., Cod. 242.], era di professione pagano, e perciò caro ad Antemio imperadore, che ci vien rappresentato per adoratore degl'idoli. Ma Fozio, che ci dà tali notizie, osservò che almeno per conto di Antemio non merita fede Damascio, filosofo empio, nimico de' Cristiani, e che racconta molte altre fole in quella vita. Costui visse ai tempi di Giustiniano Augusto. Abbiamo dalla Cronica Alessandrina sotto quest'anno e sotto il seguente, che l'imperador Leone mandòEraclio Edesseno, figliuolo di Floro, già stato console, eMarso Isauro, personaggi di gran valore, con due eserciti raccolti dall'Egitto e dalla Tebaide, contra di Genserico re de' Vandali. Questi all'improvviso avendo assaliti i Vandali, ricuperarono Tripoli ed altre città dell'Africa, e diedero sì buona lezione a quel tiranno, che fu astretto a chiedere la pace; ed in fatti l'ottenne, perchè Leone Augusto avea bisogno di questi due generali, e di Basilisco suo genero, per effettuare i disegni conceputi contra di Aspare e de' suoi figliuoli. E perciocchè la caduta di costoro succedette nell'anno susseguente, è perciò più verisimile che nel presente essi facessero la guerra suddetta nell'Africa,e ne fossero poi richiamati nell'anno appresso. Procopio riferisce[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 6.]queste imprese di Eraclio all'anno 468, cioè a quello stesso, in cui Basilisco colla formidabile armata d'Oriente assalì l'Africa con fine poi tanto infelice. Ma è facile che si sia ingannato. Anche Cedreno[Cedren., in Histor.]racconta che per due anni dopo la spedizione di Basilisco fu guerreggiato in Africa con varia fortuna. Narra sotto questi consoli Cassiodoro[Cassiodorus, in Chron.]che aRomanopatrizio, scoperto che macchinasse d'usurpare l'imperio d'Occidente, fu per ordine di Antemio Augusto tagliato il capo. Anche l'autore della Miscella, secondo la mia edizione[Rerum Italicar. Script. Tom. 1.], fa testimonianza di questo fatto, ma senza che ne traspiri alcuna particolarità dagli altri autori. Aggiunge l'autore d'essa Miscella, che in questi giorni, avendo voluto Genserico tornar di nuovo ad infestar l'Italia, superato da Basilisco in una battaglia navale, fu costretto a tornarsene svergognato a Cartagine. Non parlando alcun altro scrittore di questo combattimento, io non so che mai crederne. Per altro poco fa abbiam veduto che Basilisco doveva essere stato rimesso in grazia di Leone Augusto, il quale faceva capitale di lui per atterrare la potenza d'Aspare e de' suoi figliuoli.


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