CDLXXXIXAnno diCristoCDLXXXIX. IndizioneXII.Felice IIIpapa 7.Zenoneimperadore 16.Odoacrere 14.ConsoliProbinoedEusebio.In Occidente fu eletto consoleProbino, creduto della casa Anicia.Eusebiofu console dell'imperio orientale. Diede fine ai suoi giorni in quest'annoAcaciovescovo di Costantinopoli[Victor Turonensis, in Chron. Theoph., in Chronogr.], già scomunicato da papa Felice, ed ebbe per successoreFlaviano, appellatoFlavita, oFravitada altri, che solamente campò tre mesi, e dopo di lui fu elettoEufemio, il quale si mostrò di sentimenti cattolici e difensore del concilio calcedonese, con aver fatto immediatamente cancellare dai sacri Dittici il nome di Pietro Mongo eretico ed usurpatore della sedia patriarcale d'Alessandria. Nella primavera, o piuttosto nel febbraio di quest'anno, giunse l'immenso esercito diTeodericore dei Goti, ch'era in moto per venire in Italia, al fiume Ulca. Quivi trovò la nazione dei Gepidi tutta in armi per contrastargli il passo, o perchè temesse di lasciar passare per quel terreno chi, qualora gliene fosse venuta voglia, vi si avrebbe potuto fermare, oppure perchè erano stati guadagnati que' popoli da Odoacre, già ben informato dei disegni di Teoderico. Pare che i Gepidi possedessero o tutta o parte della Dacia ripense di qua dal Danubio, che Zenone dicemmo aver conceduta a Teoderico, se pure non accorsero da altro paese. Certo è che l'opposizione fu fatta. Ora trovandosi l'armata gotica affamata dall'una parte, perchè era venuta meno la vettovaglia, e dall'altra chiuso il passo; la necessità la constrinse a combattere, benchè con troppo svantaggio. Passarono dunque il fiume, posero in rotta i Gepidi, e ne fecero grande strage. Ilpadre Sirmondo chiama il re de' Gepidi di alloraGundarito. Ma l'autore della Miscella[Hist. Miscell., tom. 1 Rer. Italic.]gli dà il nome diTriostila, e dice che costui rimase morto in quella battaglia. Di più aggiugne esso autore che Teoderico poco appressoBubam Vulganorum regem magna simul cum suis agminibus caede prostravit. Ma si ha da scrivereVulgarorum, cioèBulgarorum: il che ci fa intendere che fin da allora i Bulgari aveano messo piede nella Mesia inferiore. Ed in fatti quell'autore poco più di sotto aggiugne che i Bulgari fecero una lagrimevole scorreria nella Tracia, e la devastarono tutta. Ennodio[Ennod., in Panegyric. Teoderici.]sembra dire che i Sarmati si opposero anch'essi ai Goti, ma furono dissipati ben tosto. Seguitando ora l'autore della Miscella, secondo la mia edizione, e gli anonimi Valesiano e Cuspiniano, che sono i più esatti storici di questi avvenimenti, è da sapere che Odoacre, conoscendo qual fiero temporale si fosse mosso all'Oriente contra di lui, ammassò quanta gente potè opporvisi. Se vogliam credere al suddetto Ennodio, cioè ad un panegirista oratore, che accresce o sminuisce tutto, per esaltar sempre il suo eroe Teoderico, avea Odoacre eccitate contra di quellotutte le nazioni, e molti reerano accorsi in aiuto di esso Odoacre. Nel primo dì di aprile creò generale dell'armi sueTufa; e poscia egli stesso, quando sentì avvicinarsi il nemico, si portò colla sua potentissima armata al fiume Lisonzo di là da Aquileia nel Friuli, e quivi si trincerò.Arrivato dall'altra parte Teoderico, spese alcuni giorni per ristorare in quell'ubertoso paese la sua gente e i cavalli affaticati per sì lungo viaggio. Poscia scelto il dì della battaglia, e messe in armi tutte le squadre de' suoi combattenti, valicò il fiume, ed assalì l'opposto esercito di Odoacre. Fu sanguinoso e terribile il conflitto, ma in fine toccò ad Odoacreil prendere colla peggio delle sue genti la fuga. In qual giorno seguisse questa giornata campale, non si può raccogliere dal Cronologo del Cuspiniano, perchè egli confonde le azioni e i tempi. A noi basterà di sapere che Odoacre si ritirò a Verona, sperando che quella forte città e l'Adige gli dovessero servir d'argine. Ma colà sopraggiunto anche Teoderico, si venne ad una seconda battaglia poco lungi dalla stessa città. Fu non minore la strage di questo che del precedente conflitto, ma ancor qui sopraffatto Odoacre dalle forze nimiche, rimase sconfitto e di nuovo prese la fuga[Histor. Miscell., tom. 1 Rer. Ital.]. Molti furono che in fuggendo si precipitarono nell'Adige, e quivi trasportati dalla rapidità delle acque, finirono di vivere. Seppe ben profittare Teoderico della vittoria, perciocchè nel caldo di essa seguitando i fuggitivi, ebbe la fortuna d'entrare in Verona, i cui cittadini per la costernazione non osarono di far testa. Dopo queste sconfitte, Odoacre con quelle truppe che gli erano restate, prese il cammino alla volta di Roma, con pensiero di quivi fortificarsi, per quanto s'ha dalla storia Miscella. Ma giunto colà vi trovò le porte serrate, nè potendo in altra maniera sfogar la sua rabbia per un tal rifiuto contro i cittadini, mise a ferro e fuoco tutti i contorni. Poscia di là se ne tornò a Ravenna, dove si diede a far quante fortificazioni mai potè per sua difesa. Il Cronologo del Cuspiniano imbroglia qui le cose, narrando in un fiato che Odoacre entrò ne' trincieramenti (di Ravenna), con aggiugnere che i suoi soldati Eruli si misero nella Pigneta, e che si venne ad un combattimento, in cui restò uccisoLibellagenerale della milizia, e tagliati a pezzi assaissimi dall'una e dall'altra parte: dopo di che Odoacre si chiuse in Ravenna a dì 9 di luglio. Agli anni seguenti appartengono questi fatti. Ora il vittorioso Teoderico indirizzò i suoipassi alla volta di Milano, dov'era il miglior nerbo delle forze di Odoacre, e gli riuscì di guadagnare e tirar nel suo partito buona parte di quelle soldatesche, che se gli arrenderono insieme conTufagenerale dell'armata di esso Odoacre. E stando in Milano, non pochi concorsero colà a riconoscerlo per signore, fra' quali si contarono i Pavesi, alla testa de' quali andòsant'Epifanioloro vescovo. Lasciatosi poi adescare dalle belle parole di Tufa, uomo furbissimo, che gli promettea mari e monti, l'inviò con parte dell'esercito contra di Odoacre. Giunto costui a Faenza, intraprese l'assedio non so se di quella città, oppur di Ravenna. Ben so per relazion dell'Anonimo Valesiano[Anonymus Vales.]e dell'autor della Miscella[Hist. Miscell., tom. 1 Rer. Italic.], che uscito Odoacre di Ravenna, e venuto a Faenza, allora Tufa si cavò la maschera, e tornato co' suoi al servigio di lui, gli diede anche in mano i primari uffiziali ed assaissimi soldati di Teoderico, che già erano seco venuti, ed appresso furono condotti ne' ferri a Ravenna: avvenimento, onde restò sì fattamente sorpreso Teoderico, che giudicò bene di ritirarsi coll'esercito in Pavia, dove attese a premunirsi con tutte le possibili fortificazioni. Ennodio[Ennod., in Vit. S. Epiph. Ticin. Episc.]anch'egli racconta che in tal congiuntura un'immensa moltitudine di Goti si rifugiò in quella città. Con sì strepitose avventure terminò il presente anno.
Consoli
ProbinoedEusebio.
In Occidente fu eletto consoleProbino, creduto della casa Anicia.Eusebiofu console dell'imperio orientale. Diede fine ai suoi giorni in quest'annoAcaciovescovo di Costantinopoli[Victor Turonensis, in Chron. Theoph., in Chronogr.], già scomunicato da papa Felice, ed ebbe per successoreFlaviano, appellatoFlavita, oFravitada altri, che solamente campò tre mesi, e dopo di lui fu elettoEufemio, il quale si mostrò di sentimenti cattolici e difensore del concilio calcedonese, con aver fatto immediatamente cancellare dai sacri Dittici il nome di Pietro Mongo eretico ed usurpatore della sedia patriarcale d'Alessandria. Nella primavera, o piuttosto nel febbraio di quest'anno, giunse l'immenso esercito diTeodericore dei Goti, ch'era in moto per venire in Italia, al fiume Ulca. Quivi trovò la nazione dei Gepidi tutta in armi per contrastargli il passo, o perchè temesse di lasciar passare per quel terreno chi, qualora gliene fosse venuta voglia, vi si avrebbe potuto fermare, oppure perchè erano stati guadagnati que' popoli da Odoacre, già ben informato dei disegni di Teoderico. Pare che i Gepidi possedessero o tutta o parte della Dacia ripense di qua dal Danubio, che Zenone dicemmo aver conceduta a Teoderico, se pure non accorsero da altro paese. Certo è che l'opposizione fu fatta. Ora trovandosi l'armata gotica affamata dall'una parte, perchè era venuta meno la vettovaglia, e dall'altra chiuso il passo; la necessità la constrinse a combattere, benchè con troppo svantaggio. Passarono dunque il fiume, posero in rotta i Gepidi, e ne fecero grande strage. Ilpadre Sirmondo chiama il re de' Gepidi di alloraGundarito. Ma l'autore della Miscella[Hist. Miscell., tom. 1 Rer. Italic.]gli dà il nome diTriostila, e dice che costui rimase morto in quella battaglia. Di più aggiugne esso autore che Teoderico poco appressoBubam Vulganorum regem magna simul cum suis agminibus caede prostravit. Ma si ha da scrivereVulgarorum, cioèBulgarorum: il che ci fa intendere che fin da allora i Bulgari aveano messo piede nella Mesia inferiore. Ed in fatti quell'autore poco più di sotto aggiugne che i Bulgari fecero una lagrimevole scorreria nella Tracia, e la devastarono tutta. Ennodio[Ennod., in Panegyric. Teoderici.]sembra dire che i Sarmati si opposero anch'essi ai Goti, ma furono dissipati ben tosto. Seguitando ora l'autore della Miscella, secondo la mia edizione, e gli anonimi Valesiano e Cuspiniano, che sono i più esatti storici di questi avvenimenti, è da sapere che Odoacre, conoscendo qual fiero temporale si fosse mosso all'Oriente contra di lui, ammassò quanta gente potè opporvisi. Se vogliam credere al suddetto Ennodio, cioè ad un panegirista oratore, che accresce o sminuisce tutto, per esaltar sempre il suo eroe Teoderico, avea Odoacre eccitate contra di quellotutte le nazioni, e molti reerano accorsi in aiuto di esso Odoacre. Nel primo dì di aprile creò generale dell'armi sueTufa; e poscia egli stesso, quando sentì avvicinarsi il nemico, si portò colla sua potentissima armata al fiume Lisonzo di là da Aquileia nel Friuli, e quivi si trincerò.
Arrivato dall'altra parte Teoderico, spese alcuni giorni per ristorare in quell'ubertoso paese la sua gente e i cavalli affaticati per sì lungo viaggio. Poscia scelto il dì della battaglia, e messe in armi tutte le squadre de' suoi combattenti, valicò il fiume, ed assalì l'opposto esercito di Odoacre. Fu sanguinoso e terribile il conflitto, ma in fine toccò ad Odoacreil prendere colla peggio delle sue genti la fuga. In qual giorno seguisse questa giornata campale, non si può raccogliere dal Cronologo del Cuspiniano, perchè egli confonde le azioni e i tempi. A noi basterà di sapere che Odoacre si ritirò a Verona, sperando che quella forte città e l'Adige gli dovessero servir d'argine. Ma colà sopraggiunto anche Teoderico, si venne ad una seconda battaglia poco lungi dalla stessa città. Fu non minore la strage di questo che del precedente conflitto, ma ancor qui sopraffatto Odoacre dalle forze nimiche, rimase sconfitto e di nuovo prese la fuga[Histor. Miscell., tom. 1 Rer. Ital.]. Molti furono che in fuggendo si precipitarono nell'Adige, e quivi trasportati dalla rapidità delle acque, finirono di vivere. Seppe ben profittare Teoderico della vittoria, perciocchè nel caldo di essa seguitando i fuggitivi, ebbe la fortuna d'entrare in Verona, i cui cittadini per la costernazione non osarono di far testa. Dopo queste sconfitte, Odoacre con quelle truppe che gli erano restate, prese il cammino alla volta di Roma, con pensiero di quivi fortificarsi, per quanto s'ha dalla storia Miscella. Ma giunto colà vi trovò le porte serrate, nè potendo in altra maniera sfogar la sua rabbia per un tal rifiuto contro i cittadini, mise a ferro e fuoco tutti i contorni. Poscia di là se ne tornò a Ravenna, dove si diede a far quante fortificazioni mai potè per sua difesa. Il Cronologo del Cuspiniano imbroglia qui le cose, narrando in un fiato che Odoacre entrò ne' trincieramenti (di Ravenna), con aggiugnere che i suoi soldati Eruli si misero nella Pigneta, e che si venne ad un combattimento, in cui restò uccisoLibellagenerale della milizia, e tagliati a pezzi assaissimi dall'una e dall'altra parte: dopo di che Odoacre si chiuse in Ravenna a dì 9 di luglio. Agli anni seguenti appartengono questi fatti. Ora il vittorioso Teoderico indirizzò i suoipassi alla volta di Milano, dov'era il miglior nerbo delle forze di Odoacre, e gli riuscì di guadagnare e tirar nel suo partito buona parte di quelle soldatesche, che se gli arrenderono insieme conTufagenerale dell'armata di esso Odoacre. E stando in Milano, non pochi concorsero colà a riconoscerlo per signore, fra' quali si contarono i Pavesi, alla testa de' quali andòsant'Epifanioloro vescovo. Lasciatosi poi adescare dalle belle parole di Tufa, uomo furbissimo, che gli promettea mari e monti, l'inviò con parte dell'esercito contra di Odoacre. Giunto costui a Faenza, intraprese l'assedio non so se di quella città, oppur di Ravenna. Ben so per relazion dell'Anonimo Valesiano[Anonymus Vales.]e dell'autor della Miscella[Hist. Miscell., tom. 1 Rer. Italic.], che uscito Odoacre di Ravenna, e venuto a Faenza, allora Tufa si cavò la maschera, e tornato co' suoi al servigio di lui, gli diede anche in mano i primari uffiziali ed assaissimi soldati di Teoderico, che già erano seco venuti, ed appresso furono condotti ne' ferri a Ravenna: avvenimento, onde restò sì fattamente sorpreso Teoderico, che giudicò bene di ritirarsi coll'esercito in Pavia, dove attese a premunirsi con tutte le possibili fortificazioni. Ennodio[Ennod., in Vit. S. Epiph. Ticin. Episc.]anch'egli racconta che in tal congiuntura un'immensa moltitudine di Goti si rifugiò in quella città. Con sì strepitose avventure terminò il presente anno.