CDXCVIII

CDXCVIIIAnno diCristoCDXCVIII. Indiz.VI.Simmacopapa 1.Anastasioimperadore 8.Teodericore 6.ConsoliGiovanni ScitaePaolino.Il primo di questi consoli, cioèGiovanni Scita, fu creato in Oriente da Anastasio imperadore in ricompensa della fedeltà e bravura, con cui egli avea tratta a fine la guerra isaurica nell'anno precedente, dove egl'era stato generale dell'armi imperiali. L'altro, cioèPaolino, ebbe da Teoderico il consolato in Occidente. Dal padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]è chiamatoPaulinus Decius, perchè della famiglia Decia fuPaolinoconsole nell'anno 534, il quale perciò è appellatojuniore. Se questa ragion sia fuor di dubbio, lascerò deciderlo agli eruditi. Ben so che, quando si ammetta per vera e certa, si avrebbe da scrivereDecius Paulinus, e non giàPaulinus Decius, essendo stato costume degli antichi di nomar le persone dall'ultimo lor nome, ossia cognome. Compiè in quest'anno il corso di sua vitaAnastasio IIpapa, essendo succeduta la sua morte nel dì 17 di novembre. Fu eletto ed ordinato dalla maggior parte del clero romano in suo luogo a dì 22 del medesimo mese papaSimmacodiacono, di nazione sardo, ma con grave discordia; perciocchè un'altra parte elesse e consacròLorenzoprete di nazione romano. Teodoro lettore[Theod. Lector, lib. 2 Hist. Eccl.]lasciò scritto cheFesto, ritornato dall'ambasceria di Costantinopoli, guadagnò con danari gli elettori di Lorenzo, sperandodi far poscia accettare a questo suo papa l'enotico di Zenone; e che per questa divisione succederono assaissimi ammazzamenti, saccheggi, ed altri mali innumerabili alla città di Roma, sostenendo cadauna delle parti l'eletto suo, con durare questo gravissimo sconcerto per ben tre anni. L'autore della Miscella[Histor. Miscella, tom. 1 Rer. Italic.], secondo la mia edizione, anch'egli racconta avere una tal discordia sì fattamente involto non solo il clero, ma anche il senato di Roma, cheFesto il più nobile tra senatori, stato già console nell'anno 472, eProbino, stato anche esso console nell'anno 489, sostenendo la parte di Lorenzo contro diFausto, che parimente era stato console o nel 485, o nel 490, e contro gli aderenti di Simmaco, fecero guerra ad esso Simmaco, con restare uccisa in mezzo a Roma la maggior parte dei preti, molti cherici, ed assaissimi cittadini romani: giacchè non cessò per alcuni anni questa diabolica gara e dissensione. Dal che apparisce che il maggior male venne dalla parte de' partigiani di Lorenzo. E Teofane scrittore greco asserisce anch'egli[Theoph., in Chronogr.]che l'elezion di Lorenzo procedette dalla prepotenza diFesto patrizio, il quale si era impegnato coll'imperadore Anastasio di far creare un papa a lui favorevole, e non perdonò alla borsa per far eleggere Lorenzo. All'incontro uno scrittore della fazion di esso Lorenzo, il cui frammento ho io pubblicato fra le vite de' romani pontefici[Rer. Ital., part. 2, tom. 4.], attribuisce il peggio a Simmaco, il quale, secondo lui, fu accusato di vari vizii, e non ebbe mai quieto il suo pontificato. Ciò nondimeno che sempre militerà in favore di Simmaco, si è, ch'egli venne riconosciuto sì dai concilii romani, come dalla Chiesa tutta per successor legittimo di san Pietro, e considerato ne' concilii come innocente: di maniera che si può credere che l'accuse a lui date fossero, se nontutte, almeno la maggior parte, fabbricate dalla malevoglienza de' suoi nemici. E per conto di queste lagrimevoli scene, sappia il lettore che non succederono tutte nel presente anno, anzi le più sanguinose accaddero molto più tardi.

Consoli

Giovanni ScitaePaolino.

Il primo di questi consoli, cioèGiovanni Scita, fu creato in Oriente da Anastasio imperadore in ricompensa della fedeltà e bravura, con cui egli avea tratta a fine la guerra isaurica nell'anno precedente, dove egl'era stato generale dell'armi imperiali. L'altro, cioèPaolino, ebbe da Teoderico il consolato in Occidente. Dal padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]è chiamatoPaulinus Decius, perchè della famiglia Decia fuPaolinoconsole nell'anno 534, il quale perciò è appellatojuniore. Se questa ragion sia fuor di dubbio, lascerò deciderlo agli eruditi. Ben so che, quando si ammetta per vera e certa, si avrebbe da scrivereDecius Paulinus, e non giàPaulinus Decius, essendo stato costume degli antichi di nomar le persone dall'ultimo lor nome, ossia cognome. Compiè in quest'anno il corso di sua vitaAnastasio IIpapa, essendo succeduta la sua morte nel dì 17 di novembre. Fu eletto ed ordinato dalla maggior parte del clero romano in suo luogo a dì 22 del medesimo mese papaSimmacodiacono, di nazione sardo, ma con grave discordia; perciocchè un'altra parte elesse e consacròLorenzoprete di nazione romano. Teodoro lettore[Theod. Lector, lib. 2 Hist. Eccl.]lasciò scritto cheFesto, ritornato dall'ambasceria di Costantinopoli, guadagnò con danari gli elettori di Lorenzo, sperandodi far poscia accettare a questo suo papa l'enotico di Zenone; e che per questa divisione succederono assaissimi ammazzamenti, saccheggi, ed altri mali innumerabili alla città di Roma, sostenendo cadauna delle parti l'eletto suo, con durare questo gravissimo sconcerto per ben tre anni. L'autore della Miscella[Histor. Miscella, tom. 1 Rer. Italic.], secondo la mia edizione, anch'egli racconta avere una tal discordia sì fattamente involto non solo il clero, ma anche il senato di Roma, cheFesto il più nobile tra senatori, stato già console nell'anno 472, eProbino, stato anche esso console nell'anno 489, sostenendo la parte di Lorenzo contro diFausto, che parimente era stato console o nel 485, o nel 490, e contro gli aderenti di Simmaco, fecero guerra ad esso Simmaco, con restare uccisa in mezzo a Roma la maggior parte dei preti, molti cherici, ed assaissimi cittadini romani: giacchè non cessò per alcuni anni questa diabolica gara e dissensione. Dal che apparisce che il maggior male venne dalla parte de' partigiani di Lorenzo. E Teofane scrittore greco asserisce anch'egli[Theoph., in Chronogr.]che l'elezion di Lorenzo procedette dalla prepotenza diFesto patrizio, il quale si era impegnato coll'imperadore Anastasio di far creare un papa a lui favorevole, e non perdonò alla borsa per far eleggere Lorenzo. All'incontro uno scrittore della fazion di esso Lorenzo, il cui frammento ho io pubblicato fra le vite de' romani pontefici[Rer. Ital., part. 2, tom. 4.], attribuisce il peggio a Simmaco, il quale, secondo lui, fu accusato di vari vizii, e non ebbe mai quieto il suo pontificato. Ciò nondimeno che sempre militerà in favore di Simmaco, si è, ch'egli venne riconosciuto sì dai concilii romani, come dalla Chiesa tutta per successor legittimo di san Pietro, e considerato ne' concilii come innocente: di maniera che si può credere che l'accuse a lui date fossero, se nontutte, almeno la maggior parte, fabbricate dalla malevoglienza de' suoi nemici. E per conto di queste lagrimevoli scene, sappia il lettore che non succederono tutte nel presente anno, anzi le più sanguinose accaddero molto più tardi.


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