CDXXXVIII

CDXXXVIIIAnno diCristoCDXXXVIII. IndizioneVI.Sisto IIIpapa 7.TeodosioII imperad. 37 e 31.ValentinianoIII imperad. 14.ConsoliTeodosio Augustoper la sedicesima volta, eAnicio Acilio Glabrione Fausto.I nomi del secondo console, non conosciuti in addietro, risultano da una iscrizione da me data alla luce[Thes. Novus Inscript., pag. 404.]. S'era creduto in passato per fallo dei copisti, che Teodosio Augusto nell'anno 435 avesse pubblicato il Codice, chiamato dal suo nome Teodosiano; ma Jacopo Gotofredo[Gothofred., in Prolegomen. ad Cod. Theodos.]mise in chiaro, che solamente nel presente anno seguì questa pubblicazione. In fatti si truovano in esso Codice leggi date anche nel 436 e 437. La legge, con cui fu confermato esso Codice da Teodosio, si vede indirizzata aFiorenzo, che era prefetto del pretorio dell'Oriente in quest'anno, e non già nel 435. Prospero Tirone[Prosper Tiro, in Chronic.]anch'egli sotto quest'anno riferisce l'edizion d'esso Codice. Questanobil fatica e raccolta di leggi imperiali fece grande onore a Teodosio imperatore, essendo stato ricevuto esso Codice, non solo nell'Oriente, ma anche nell'Occidente per l'Italia, Francia e Spagna, e fin presso i Barbari, che s'erano piantati in queste provincie. Questo credito gli avvenne, perchè dianzi la giurisprudenza avea delle leggi contrarie fra loro, e molte d'esse occulte, e sparse qua e là con innumerabili consulti e risposte, di maniera che i giudici e legisti faceano alto e basso, e decideano con sommo arbitrio le cause, mancando loro un intero libro delle costituzioni de' principi. In questo anno pure esso imperador Teodosio lasciò andare Eudocia Augusta sua moglie a Gerusalemme a sciogliere un voto fatto a Dio[Socrat., Hist. Eccl., lib. 7, cap. 46.], se potevano maritar la figliuola, siccome poi loro venne fatto. Anche santa Melania la giovane, allorchè fu in Costantinopoli, avea esortata l'imperadrice alla visita di que' luoghi santi; ed essa Melania, trovandosi poi in Gerusalemme, andò incontro all'imperadrice, e ne ricevette molti onori. Fanno menzione ancora di questa andata Teofane[Theoph., in Chronogr.], e l'autore della Miscella[Hist. Miscella, lib. 14.]ed Evagrio[Evagr., lib. 1, cap. 20.], e tutti concordano ch'ella ornò di ricchissimi doni le chiese, non solamente di Gerusalemme, ma anche di tutte le città per dove ella passò nell'andare e tornare. Aggiugne di più Evagrio, ch'essa rifece le mura della santa città, e quivi edificò varii monasteri, lasciando dappertutto fama di piissima principessa. Ma Evagrio confonde con quest'andata l'altra, che seguì dopo alcuni anni, e della quale parleremo più abbasso. Accadde ancora in quest'anno, che predicandoProclovescovo di Costantinopoli le lodi di san Giovanni Grisostomo suo antecessore[Socrat., lib. 7, cap. 44.], il popolo alzò le voci, domandando che il suo corpo fosse riportato inquella città, dove era stato pastore[Baron., Annal. Eccl.]. Però Teodosio, udito le premure di Proclo e del popolo, puntualmente ne eseguì la traslazione con gran solennità, e con chieder egli perdono, e pregare per gli suoi genitori che aveano perseguitato cotanto un così insigne e santo prelato. E nel presente anno abbiamo da Evagrio[Evagr., lib. 1, cap. 16. Niceph., lib. 14, c. 45.], che furono ancora trasportate le sacre ossa dell'incomparabil santo martire Ignazio dal cimitero fuori d'Antiochia entro la città nel tempio appellato Ticheo. Intanto venuta la primavera, Valentiniano Augusto colla real consorte, per attestato di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], partitosi da Salonichi, felicemente si restituì a Ravenna. Duravano tuttavia varii moti di guerra nella Gallia, dove i Goti erano in armi. San Prospero[Prosper, in Chronic.]nota sotto quest'anno che contra di quei Barbari fu combattuto con felicità; ed Idacio[Idacius, in Chron.]ci fa sapere che riuscì ad Aezio, generale dell'armata imperiale, di tagliar a pezzi ottomila d'essi Goti. Aggiugne il medesimo autore che gli Svevi, dai quali era infestata una parte del popolo della Gallicia, si ridussero a riconfermar la pace. Gravemente s'infermò in questi tempiErmericore de' medesimi Svevi, e però dichiarò re suo figliuoloRechila, il quale appresso Singilio fiume della Betica con un corpo di gente diede battaglia ad Andevoto e lo sconfisse, con restare sua preda un grossissimo valsente d'oro e d'argento. Il Sigonio[Sigonius, lib. 12, de Occident. Imper.], a cui mancavano molti aiuti per la storia, che son venuti alla luce dipoi, narra in quest'anno, ma fuor di sito, che i Goti in Ispagna sconfissero Rechila re degli Svevi, e gli tolsero il tesoro. Anzi Rechila fu nell'anno presente vincitore, e quell'Andevoto era capitano dell'esercito romano, perciocchè sant'Isidoro[Isidorus, in Chron. Svevor.]scrive cheRechila con una gran parte dell'esercito fece giornata con Andevoto duce della milizia romana, che gli era venuto incontro con gran forza, e presso Singilio fiume della Betica il mise in rotta, con venire alle sue mani il tesoro del medesimo. S'era poi formata nell'anno antecedente, per attestato di Prospero[Prosper, in Chron.], una compagnia di corsari di mare, composta di disertori barbari, cioè Vandali, Goti e Svevi; e costoro nel presente diedero il guasto a molte isole del Mediterraneo, e spezialmente alla Sicilia. Ma abbiamo sotto quest'anno da Marcellino conte[Marcell., in Chron.], che Cotradi, uno de' capi di questi corsari, con assaissimi suoi seguaci fu preso ed ucciso. Fioriva in questi tempiValeria Faltonia Proba, moglie diAdelfioproconsole, donna di felice ingegno e scienziata, che compose i Centoni di Virgilio. Ad imitazione di essa ancheEudociamoglie di Teodosio Augusto formò i Centoni d'Omero. Fiorivano ancora sanCirillovescovo d'Alessandria, eTeodoretovescovo di Ciro, eccellenti scrittori della Chiesa di Dio.

Consoli

Teodosio Augustoper la sedicesima volta, eAnicio Acilio Glabrione Fausto.

I nomi del secondo console, non conosciuti in addietro, risultano da una iscrizione da me data alla luce[Thes. Novus Inscript., pag. 404.]. S'era creduto in passato per fallo dei copisti, che Teodosio Augusto nell'anno 435 avesse pubblicato il Codice, chiamato dal suo nome Teodosiano; ma Jacopo Gotofredo[Gothofred., in Prolegomen. ad Cod. Theodos.]mise in chiaro, che solamente nel presente anno seguì questa pubblicazione. In fatti si truovano in esso Codice leggi date anche nel 436 e 437. La legge, con cui fu confermato esso Codice da Teodosio, si vede indirizzata aFiorenzo, che era prefetto del pretorio dell'Oriente in quest'anno, e non già nel 435. Prospero Tirone[Prosper Tiro, in Chronic.]anch'egli sotto quest'anno riferisce l'edizion d'esso Codice. Questanobil fatica e raccolta di leggi imperiali fece grande onore a Teodosio imperatore, essendo stato ricevuto esso Codice, non solo nell'Oriente, ma anche nell'Occidente per l'Italia, Francia e Spagna, e fin presso i Barbari, che s'erano piantati in queste provincie. Questo credito gli avvenne, perchè dianzi la giurisprudenza avea delle leggi contrarie fra loro, e molte d'esse occulte, e sparse qua e là con innumerabili consulti e risposte, di maniera che i giudici e legisti faceano alto e basso, e decideano con sommo arbitrio le cause, mancando loro un intero libro delle costituzioni de' principi. In questo anno pure esso imperador Teodosio lasciò andare Eudocia Augusta sua moglie a Gerusalemme a sciogliere un voto fatto a Dio[Socrat., Hist. Eccl., lib. 7, cap. 46.], se potevano maritar la figliuola, siccome poi loro venne fatto. Anche santa Melania la giovane, allorchè fu in Costantinopoli, avea esortata l'imperadrice alla visita di que' luoghi santi; ed essa Melania, trovandosi poi in Gerusalemme, andò incontro all'imperadrice, e ne ricevette molti onori. Fanno menzione ancora di questa andata Teofane[Theoph., in Chronogr.], e l'autore della Miscella[Hist. Miscella, lib. 14.]ed Evagrio[Evagr., lib. 1, cap. 20.], e tutti concordano ch'ella ornò di ricchissimi doni le chiese, non solamente di Gerusalemme, ma anche di tutte le città per dove ella passò nell'andare e tornare. Aggiugne di più Evagrio, ch'essa rifece le mura della santa città, e quivi edificò varii monasteri, lasciando dappertutto fama di piissima principessa. Ma Evagrio confonde con quest'andata l'altra, che seguì dopo alcuni anni, e della quale parleremo più abbasso. Accadde ancora in quest'anno, che predicandoProclovescovo di Costantinopoli le lodi di san Giovanni Grisostomo suo antecessore[Socrat., lib. 7, cap. 44.], il popolo alzò le voci, domandando che il suo corpo fosse riportato inquella città, dove era stato pastore[Baron., Annal. Eccl.]. Però Teodosio, udito le premure di Proclo e del popolo, puntualmente ne eseguì la traslazione con gran solennità, e con chieder egli perdono, e pregare per gli suoi genitori che aveano perseguitato cotanto un così insigne e santo prelato. E nel presente anno abbiamo da Evagrio[Evagr., lib. 1, cap. 16. Niceph., lib. 14, c. 45.], che furono ancora trasportate le sacre ossa dell'incomparabil santo martire Ignazio dal cimitero fuori d'Antiochia entro la città nel tempio appellato Ticheo. Intanto venuta la primavera, Valentiniano Augusto colla real consorte, per attestato di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], partitosi da Salonichi, felicemente si restituì a Ravenna. Duravano tuttavia varii moti di guerra nella Gallia, dove i Goti erano in armi. San Prospero[Prosper, in Chronic.]nota sotto quest'anno che contra di quei Barbari fu combattuto con felicità; ed Idacio[Idacius, in Chron.]ci fa sapere che riuscì ad Aezio, generale dell'armata imperiale, di tagliar a pezzi ottomila d'essi Goti. Aggiugne il medesimo autore che gli Svevi, dai quali era infestata una parte del popolo della Gallicia, si ridussero a riconfermar la pace. Gravemente s'infermò in questi tempiErmericore de' medesimi Svevi, e però dichiarò re suo figliuoloRechila, il quale appresso Singilio fiume della Betica con un corpo di gente diede battaglia ad Andevoto e lo sconfisse, con restare sua preda un grossissimo valsente d'oro e d'argento. Il Sigonio[Sigonius, lib. 12, de Occident. Imper.], a cui mancavano molti aiuti per la storia, che son venuti alla luce dipoi, narra in quest'anno, ma fuor di sito, che i Goti in Ispagna sconfissero Rechila re degli Svevi, e gli tolsero il tesoro. Anzi Rechila fu nell'anno presente vincitore, e quell'Andevoto era capitano dell'esercito romano, perciocchè sant'Isidoro[Isidorus, in Chron. Svevor.]scrive cheRechila con una gran parte dell'esercito fece giornata con Andevoto duce della milizia romana, che gli era venuto incontro con gran forza, e presso Singilio fiume della Betica il mise in rotta, con venire alle sue mani il tesoro del medesimo. S'era poi formata nell'anno antecedente, per attestato di Prospero[Prosper, in Chron.], una compagnia di corsari di mare, composta di disertori barbari, cioè Vandali, Goti e Svevi; e costoro nel presente diedero il guasto a molte isole del Mediterraneo, e spezialmente alla Sicilia. Ma abbiamo sotto quest'anno da Marcellino conte[Marcell., in Chron.], che Cotradi, uno de' capi di questi corsari, con assaissimi suoi seguaci fu preso ed ucciso. Fioriva in questi tempiValeria Faltonia Proba, moglie diAdelfioproconsole, donna di felice ingegno e scienziata, che compose i Centoni di Virgilio. Ad imitazione di essa ancheEudociamoglie di Teodosio Augusto formò i Centoni d'Omero. Fiorivano ancora sanCirillovescovo d'Alessandria, eTeodoretovescovo di Ciro, eccellenti scrittori della Chiesa di Dio.


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