DCXLVI

DCXLVIAnno diCristoDCXLVI. IndizioneIV.Teodoropapa 5.Costantino, dettoCostante, imperadore 6.Rotarire 11.In quest'anno, siccome s'ha dalla Storia ecclesiastica, furono tenuti varii concilii in Africa da quei vescovi, in proposito dell'eresia de' monoteliti, detestata in quelle parti al maggior segno. Scrissero all'imperadore e aPaolopatriarca di Costantinopoli, con pregarli di reprimere i seminatori di quella abominevol dottrina, non sapendo, o mostrando di non sapere, che da esso Augusto e da quelpatriarca veniva il principal fomento della medesima eresia. Leggonsi ancora le loro lettere a papaTeodoro. Ma in questi tempi l'Africa stessa cominciò ad essere lacerata da interni mali. Ribellossi contra dell'imperador CostanteGregorio prefetto del pretorioin quelle provincie[Theoph., in Chronogr.], senza che se ne sappia il perchè, ed ebbe dalla sua quei popoli. Pensavano i vescovi di spedire all'imperadore un'ambasceria per li correnti affari della Chiesa; ma non si attentarono ad eseguire il disegno, dacchè venne loro notizia di essere caduti in sospetto di tener mano anch'essi alla ribellione suddetta. Avendo poi scritto papa Teodoro delle lettere assai forti a Paolo patriarca di Costantinopoli, affine d'intendere chiaramente i di lui sentimenti intorno alle controversie presenti che turbavano la Chiesa, costui finalmente si cavò la maschera, ed apertamente gli fece sapere ch'egli non riconosceva se non una volontà in Cristo: dopo di che il papa cominciò a pensare a procedere contro di lui per iscomunicarlo.

In quest'anno, siccome s'ha dalla Storia ecclesiastica, furono tenuti varii concilii in Africa da quei vescovi, in proposito dell'eresia de' monoteliti, detestata in quelle parti al maggior segno. Scrissero all'imperadore e aPaolopatriarca di Costantinopoli, con pregarli di reprimere i seminatori di quella abominevol dottrina, non sapendo, o mostrando di non sapere, che da esso Augusto e da quelpatriarca veniva il principal fomento della medesima eresia. Leggonsi ancora le loro lettere a papaTeodoro. Ma in questi tempi l'Africa stessa cominciò ad essere lacerata da interni mali. Ribellossi contra dell'imperador CostanteGregorio prefetto del pretorioin quelle provincie[Theoph., in Chronogr.], senza che se ne sappia il perchè, ed ebbe dalla sua quei popoli. Pensavano i vescovi di spedire all'imperadore un'ambasceria per li correnti affari della Chiesa; ma non si attentarono ad eseguire il disegno, dacchè venne loro notizia di essere caduti in sospetto di tener mano anch'essi alla ribellione suddetta. Avendo poi scritto papa Teodoro delle lettere assai forti a Paolo patriarca di Costantinopoli, affine d'intendere chiaramente i di lui sentimenti intorno alle controversie presenti che turbavano la Chiesa, costui finalmente si cavò la maschera, ed apertamente gli fece sapere ch'egli non riconosceva se non una volontà in Cristo: dopo di che il papa cominciò a pensare a procedere contro di lui per iscomunicarlo.


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