DXXAnno diCristoDXX. IndizioneXIII.Ormisdapapa 7.Giustinoimperadore 3.Teodericore 28 e 10.ConsoliVitalianoeRusticooRusticio.Vitalianofu console orientale,Rusticooccidentale in quest'anno.Rusticiopiuttosto cheRusticofu egli appellato, perchè tale si ritrova il suo cognome in un'antica iscrizione[Thesaur. Nov. Inscript., pag. 418.], e nella Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.]e ne' Fastialessandrini[Fasti Alexandrini.]. Da Vittor Tunonense[Victor Turonensis, in Chron.]vien dettoRusticone. Quanto aVitaliano, egli è lo stesso che abbiam veduto di sopra coll'armi in mano contra dell'imperadore Anastasio, figliuolo di Patricio, ossia Patriciolo, nipote d'Aspare e pronipote d'Ardaburio, personaggi famosi nella storia di questi tempi, siccome abbiam veduto di sopra. Era egli stato richiamato, siccome dicemmo, alla corte da Giustino Augusto, dichiarato generale delle milizie e promosso in quest'anno alla dignità del consolato, con sapersi inoltre che il suo credito e potere in corte, e la sua confidenza presso di Giustino davano negli occhi di ognuno. Ma cotanto innalzamento suo fu cagione della sua rovina, o pur egli fu esaltato per più facilmente rovinarlo. Abbiamo da Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]che nel mese settimo del suo consolato egli fu nel palazzo imperiale assalito, e con sedici ferite levato dal mondo, restando in tal occasione trucidati due suoi sergenti Celeriano e Paolo. La cagione della caduta di questo insigne personaggio viene attribuita da Evagrio[Evagr., lib. 4, cap. 3.]ad una perversa politica di Giustino Augusto, il quale, temendo ch'egli, per essere persona di tanta riputazione, potesse tentare delle novità simili alle precedenti, l'adescò con tanti onori, per fargli poi levare la vita. Probabilmente Evagrio prestò qui fede a Zacheria storico Eutichiano e pieno di mal talento contra di Giustino imperador cattolico. Crede il cardinal Baronio cheVitaliano, perchè favoriva i monaci sciti, passasse nel partito degli eretici, e che perciò Giustino il facesse ammazzare. Ma, siccome osservarono il cardinal Noris e il padre Pagi, Vitaliano fu sempre unitissimo colla Chiesa cattolica e nemico degli eretici. E se vogliamo poi credere aProcopio[Procop., in Histor. Arcana, cap. 6.],Giustiniano, nipote di Giustino, quegli fu che con promessa d'impunità per le passate sedizioni, e con giuramenti di buona amistà, e con prenderlo per fratello, trasse Vitaliano alla corte, e poscia inspirati dei sospetti contra di lui all'augusto zio, il fece uccidere, forse dispiacendogli la troppa confidenza in lui posta da Giustino, e temendo d'averlo oppositore o concorrente nella succession dell'imperio. Comunque sia, Giustino non fece rumore nè risentimento alcuno per questo ammazzamento, o perchè si trattava di un suo nipote, o perchè era anch'egli complice del fatto; e Giustiniano crebbe maggiormente da lì innanzi in autorità e potenza. In una lettera diPossessorevescovo a papaOrmisda, scritta nell'anno presente, è parlato de' libri diFausto Riense, e v'ha queste parole:Filii quoque vestri magistri militum Vitalianus, et Justinianus super hac re rescripto beatitudinis vestrae informari desiderant. Dal che si vede che Giustiniano, al pari di Vitaliano, era salito al posto di generale delle milizie; ma Vitaliano precedeva. Ancorchè fosse seguita la riunion delle chiese per opera del cattolico imperadorGiustinoe diGiovannivescovo di Costantinopoli, che terminò i suoi giorni in quest'anno, con aver per successoreEpifanio, tuttavia restavano alcune dispute di dottrina, per cagion di una proposizione celebre nella Storia ecclesiastica:De uno de Trinitate passo; nè erano d'accordo alcune chiese d'Oriente, specialmente quella di Costantinopoli, colla Sede apostolica intorno al levar dai dittici i nomi di alcuni vescovi, al tollerarvene degli altri. Fu sopra ciò tenuto un concilio in Costantinopoli, e dipoi spediti da esso concilio i legati a papa Ormisda. Lo stesso Giustino Augusto, anch'egli premuroso di veder estinte le differenze tutte intorno alla religione ed alla disciplina ecclesiastica, spedì al medesimo romano pontefice,Gratomaestro dello scrigno per suoambasciatore, acciocchè seco trattasse dei correnti affari, riconoscendo anch'egli, non meno che i vescovi, il privilegio singolare dei successori di san Pietro, nel governo della Chiesa universale, e nelle decisioni intorno alla dottrina che han da seguitare i fedeli. Sopra questi punti ha da consultare il lettore la Storia ecclesiastica.
Consoli
VitalianoeRusticooRusticio.
Vitalianofu console orientale,Rusticooccidentale in quest'anno.Rusticiopiuttosto cheRusticofu egli appellato, perchè tale si ritrova il suo cognome in un'antica iscrizione[Thesaur. Nov. Inscript., pag. 418.], e nella Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.]e ne' Fastialessandrini[Fasti Alexandrini.]. Da Vittor Tunonense[Victor Turonensis, in Chron.]vien dettoRusticone. Quanto aVitaliano, egli è lo stesso che abbiam veduto di sopra coll'armi in mano contra dell'imperadore Anastasio, figliuolo di Patricio, ossia Patriciolo, nipote d'Aspare e pronipote d'Ardaburio, personaggi famosi nella storia di questi tempi, siccome abbiam veduto di sopra. Era egli stato richiamato, siccome dicemmo, alla corte da Giustino Augusto, dichiarato generale delle milizie e promosso in quest'anno alla dignità del consolato, con sapersi inoltre che il suo credito e potere in corte, e la sua confidenza presso di Giustino davano negli occhi di ognuno. Ma cotanto innalzamento suo fu cagione della sua rovina, o pur egli fu esaltato per più facilmente rovinarlo. Abbiamo da Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]che nel mese settimo del suo consolato egli fu nel palazzo imperiale assalito, e con sedici ferite levato dal mondo, restando in tal occasione trucidati due suoi sergenti Celeriano e Paolo. La cagione della caduta di questo insigne personaggio viene attribuita da Evagrio[Evagr., lib. 4, cap. 3.]ad una perversa politica di Giustino Augusto, il quale, temendo ch'egli, per essere persona di tanta riputazione, potesse tentare delle novità simili alle precedenti, l'adescò con tanti onori, per fargli poi levare la vita. Probabilmente Evagrio prestò qui fede a Zacheria storico Eutichiano e pieno di mal talento contra di Giustino imperador cattolico. Crede il cardinal Baronio cheVitaliano, perchè favoriva i monaci sciti, passasse nel partito degli eretici, e che perciò Giustino il facesse ammazzare. Ma, siccome osservarono il cardinal Noris e il padre Pagi, Vitaliano fu sempre unitissimo colla Chiesa cattolica e nemico degli eretici. E se vogliamo poi credere aProcopio[Procop., in Histor. Arcana, cap. 6.],Giustiniano, nipote di Giustino, quegli fu che con promessa d'impunità per le passate sedizioni, e con giuramenti di buona amistà, e con prenderlo per fratello, trasse Vitaliano alla corte, e poscia inspirati dei sospetti contra di lui all'augusto zio, il fece uccidere, forse dispiacendogli la troppa confidenza in lui posta da Giustino, e temendo d'averlo oppositore o concorrente nella succession dell'imperio. Comunque sia, Giustino non fece rumore nè risentimento alcuno per questo ammazzamento, o perchè si trattava di un suo nipote, o perchè era anch'egli complice del fatto; e Giustiniano crebbe maggiormente da lì innanzi in autorità e potenza. In una lettera diPossessorevescovo a papaOrmisda, scritta nell'anno presente, è parlato de' libri diFausto Riense, e v'ha queste parole:Filii quoque vestri magistri militum Vitalianus, et Justinianus super hac re rescripto beatitudinis vestrae informari desiderant. Dal che si vede che Giustiniano, al pari di Vitaliano, era salito al posto di generale delle milizie; ma Vitaliano precedeva. Ancorchè fosse seguita la riunion delle chiese per opera del cattolico imperadorGiustinoe diGiovannivescovo di Costantinopoli, che terminò i suoi giorni in quest'anno, con aver per successoreEpifanio, tuttavia restavano alcune dispute di dottrina, per cagion di una proposizione celebre nella Storia ecclesiastica:De uno de Trinitate passo; nè erano d'accordo alcune chiese d'Oriente, specialmente quella di Costantinopoli, colla Sede apostolica intorno al levar dai dittici i nomi di alcuni vescovi, al tollerarvene degli altri. Fu sopra ciò tenuto un concilio in Costantinopoli, e dipoi spediti da esso concilio i legati a papa Ormisda. Lo stesso Giustino Augusto, anch'egli premuroso di veder estinte le differenze tutte intorno alla religione ed alla disciplina ecclesiastica, spedì al medesimo romano pontefice,Gratomaestro dello scrigno per suoambasciatore, acciocchè seco trattasse dei correnti affari, riconoscendo anch'egli, non meno che i vescovi, il privilegio singolare dei successori di san Pietro, nel governo della Chiesa universale, e nelle decisioni intorno alla dottrina che han da seguitare i fedeli. Sopra questi punti ha da consultare il lettore la Storia ecclesiastica.