DXXVIIAnno diCristoDXXVII. IndizioneV.Felice IVpapa 2.Giustinianoimperadore 1.Atalaricore 2.ConsoleVezio Agorio Basilio Mavorziosenza collega.Fu console creato in Occidente questoMavorzio, i cui nomi e cognomi si leggono negli antichi testi di Orazio poeta, emendati e riveduti da lui con altri codici più antichi, a lui somministrati da Felice oratore romano. L'iscrizione fatta da esso Mavorzio si legge nella prefazione del Bentleio all'edizione di Orazio, ed anche ne' Fasti del Relando. Console non fu creato in Oriente, o questo è taciuto ne' Fasti, perchè non doveano per anche essere composte le differenze insorte fra le due corti. Probabilmente in quest'annoAmalasuntamadre e tutrice del reAtalaricostabilì un aggiustamento conAmalaricore dei Visigoti, di cui ci lasciò la notizia Procopio[Procop., de Bell. Goth., lib. 1, cap. 13.]. Pretendeva Amalarico tutto il tratto di paese che Alarico re avolo suo aveva goduto nelle Gallie, cominciando dai confini dell'Italia. Si venne ad una convenzione, e ad Atalarico re d'Italia toccò tutta la Provenza col resto del paese conquistato fino al fiume Rodano. Ad Amalarico fu ceduto quanto di là dal Rodano andava ad unirsi col regno de' Visigoti in Ispagna. Per attestato del medesimo storico[Idem, ibid., cap. 2.], seguitava a governare il regno Amalasunta, donna dotata di gran prudenza, zelante della giustizia, e provveduta d'animo più che virile. Restituì essaai figliuoli diSimmacoe diBoezioi beni paterni già confiscati, e si andava guadagnando l'amor di ciascuno colla clemenza e col guardarsi, per quanto poteva, dal gastigare nella vita e nella roba i suoi sudditi. Da lei era allevato il figliuolo alla maniera romana, facendolo anche andare alla scuola per istudiar le arti liberali. Deputò essa al di lui governo de' più assennati della sua nazione. Avvenne, che trovatolo un dì in fatto nella camera, gli diede uno schiaffo, per cui egli piangendo scappò via. I Goti, ciò saputo, se n'alterarono forte, e dissero villanie contra d'Amalasunta, quasi ch'ella volesse far crepare d'affanni il figliuolo, per poi rimaritarsi e comandare a bacchetta. Però un giorno i primati dei Goti andarono a trovarla per dirle che lor non piaceva la maniera da lei tenuta nell'educazion del figliuolo. Essere lo studio delle lettere nemico dell'armi, perchè ispirava della viltà e timidezza. Aver essi bisogno di un re non letterato, ma guerriero ed avvezzo all'armi militari. Che Teoderico neppur sapea leggere o scrivere il suo nome, e pure avea fatto tremare tanti popoli, fatte tante conquiste, nè avea egli mai permesso che i Goti andassero alla scuola, con dire che non avrebbero maneggiata asta e spada con animo intrepido coloro che si fossero accostumati ad aver paura della sferza. Però non voler essi tanti pedanti per suo figliuolo; ma ch'ella scegliesse de' giovani di età uguale, che convenissero con esso lui, ed egli attendesse secondo i costumi della nazione, ad imparar la maniera di regnare. Benchè ad Amalasunta dispiacesse una sì fatta pretensione, pure, temendo delle novità, mostrò d'aver cari i loro consigli, e fece quanto desideravano. Di qui venne poi la rovina di Atalarico.In Oriente si sentiva già l'imperadoreGiustinopesar gli anni addosso, e trovavasi malconcio di sanità, a cagione di un'ulcera in un piede, fatta molti anni prima da colpo di saetta in unabattaglia[Theoph., in Chronogr. Marcell. Comes, in Chron. Alexandr.]. Però pensò a dichiarare il suo successore; e questi fuGiustiniano, figliuolo diVigilanziasua sorella, che pria godeva il titolo dinobilissimo, ed era pervenuto all'età di circa quarantatrè anni. Nel dì 4 d'aprile di quest'anno il fece coronar imperadore e il prese per suo collega. Se vogliam credere a Procopio[Procop., in Histor. Arcana, cap. 9.], scrittore sospetto in ciò che riguarda Giustiniano, il senato e popolo di Costantinopoli mal volentieri, e solamente per paura, acconsentì a questa elezione, conoscendo assai che Giustiniano abbondava più di vizii che di virtù. Zonara[Zonar., in Annal.], per lo contrario, scrive che il senato stesso fece più istanze a Giustino perchè gli desse la porpora. Dopo questa funzione passarono appena quattro mesi, che Giustino aggravato dalla malattia terminò i suoi giorni: principe per la sua moderazione e pel suo zelo in favore della religion cattolica degno di vita più lunga. Pertanto venneGiustinianoAugusto a restar solo nel governo de' popoli, ch'egli assunse con gran vigore. Non era già egli principe ignorante affatto delle lettere, come gran tempo è stato creduto per un testo scorretto di Suida, il quale, siccome hanno dipoi riconosciuto gli eruditi, attribuì quest'ignoranza a Giustino[Alamannus, in Notis ad Histor. Arcan. Procopii.], e non già a Giustiniano, il quale anzi si sa dal suddetto Procopio, da Teofane e da altri, che fu principe istruito nelle scienze e nelle arti, e mostrossi versato nella stessa teologia, talvolta ancora più del dovere. Avea egli tentato in addietro di prendere per moglieTeodora, figliuola di Acacio, sopraintendente del serraglio delle fiere destinate per le caccie dell'anfiteatro: donna allevata fra i commedianti, e ch'egli aveva levato dal pubblico postribolo e tenuta sempre per sua concubina. Ma finchè visseEufemiaimperadricemoglie di Giustino, eVigilanziasua madre, che si opposero a sì fatto obbrobrio, non si attentò di eseguir la sua intenzione. Mancate esse di vita, la sposò; e dappoichè fu creato imperadore, poco stette a dichiararla Augusta: il che dovette dar motivo di molte mormorazioni al popolo, e di maggiori querele col tempo, per essere stata questa ambiziosa, furba ed interessata donna uno strumento e mantice di molte iniquità, e un flagello della religione cattolica in Oriente. Nel presente anno, per quanto abbiamo da Sigberto[Sigebertus, in Chron.]e da Paolo Diacono[Paulus Diaconus, Histor. Longobardor., lib. 1, cap. 22.], iLongobardisotto il re loroAudoino, dopo avere molto indebolito il regno degli Eruli, dalla Moravia, dove si crede che prima fossero giunti, passarono nella Pannonia, oggidì Ungheria, e quivi stabilirono la loro abitazione e signoria. Ma Procopio mette molto più tardi[Procop., de Bell. Goth., lib. 2, cap. 22.]il regno di Audoino, e, secondo lui, siccome vedremo, anche nell'anno 539 regnava il re loroVaci, ossiaVaccone, al quale succedetteValtari, e posciaAudoino.
Console
Vezio Agorio Basilio Mavorziosenza collega.
Fu console creato in Occidente questoMavorzio, i cui nomi e cognomi si leggono negli antichi testi di Orazio poeta, emendati e riveduti da lui con altri codici più antichi, a lui somministrati da Felice oratore romano. L'iscrizione fatta da esso Mavorzio si legge nella prefazione del Bentleio all'edizione di Orazio, ed anche ne' Fasti del Relando. Console non fu creato in Oriente, o questo è taciuto ne' Fasti, perchè non doveano per anche essere composte le differenze insorte fra le due corti. Probabilmente in quest'annoAmalasuntamadre e tutrice del reAtalaricostabilì un aggiustamento conAmalaricore dei Visigoti, di cui ci lasciò la notizia Procopio[Procop., de Bell. Goth., lib. 1, cap. 13.]. Pretendeva Amalarico tutto il tratto di paese che Alarico re avolo suo aveva goduto nelle Gallie, cominciando dai confini dell'Italia. Si venne ad una convenzione, e ad Atalarico re d'Italia toccò tutta la Provenza col resto del paese conquistato fino al fiume Rodano. Ad Amalarico fu ceduto quanto di là dal Rodano andava ad unirsi col regno de' Visigoti in Ispagna. Per attestato del medesimo storico[Idem, ibid., cap. 2.], seguitava a governare il regno Amalasunta, donna dotata di gran prudenza, zelante della giustizia, e provveduta d'animo più che virile. Restituì essaai figliuoli diSimmacoe diBoezioi beni paterni già confiscati, e si andava guadagnando l'amor di ciascuno colla clemenza e col guardarsi, per quanto poteva, dal gastigare nella vita e nella roba i suoi sudditi. Da lei era allevato il figliuolo alla maniera romana, facendolo anche andare alla scuola per istudiar le arti liberali. Deputò essa al di lui governo de' più assennati della sua nazione. Avvenne, che trovatolo un dì in fatto nella camera, gli diede uno schiaffo, per cui egli piangendo scappò via. I Goti, ciò saputo, se n'alterarono forte, e dissero villanie contra d'Amalasunta, quasi ch'ella volesse far crepare d'affanni il figliuolo, per poi rimaritarsi e comandare a bacchetta. Però un giorno i primati dei Goti andarono a trovarla per dirle che lor non piaceva la maniera da lei tenuta nell'educazion del figliuolo. Essere lo studio delle lettere nemico dell'armi, perchè ispirava della viltà e timidezza. Aver essi bisogno di un re non letterato, ma guerriero ed avvezzo all'armi militari. Che Teoderico neppur sapea leggere o scrivere il suo nome, e pure avea fatto tremare tanti popoli, fatte tante conquiste, nè avea egli mai permesso che i Goti andassero alla scuola, con dire che non avrebbero maneggiata asta e spada con animo intrepido coloro che si fossero accostumati ad aver paura della sferza. Però non voler essi tanti pedanti per suo figliuolo; ma ch'ella scegliesse de' giovani di età uguale, che convenissero con esso lui, ed egli attendesse secondo i costumi della nazione, ad imparar la maniera di regnare. Benchè ad Amalasunta dispiacesse una sì fatta pretensione, pure, temendo delle novità, mostrò d'aver cari i loro consigli, e fece quanto desideravano. Di qui venne poi la rovina di Atalarico.
In Oriente si sentiva già l'imperadoreGiustinopesar gli anni addosso, e trovavasi malconcio di sanità, a cagione di un'ulcera in un piede, fatta molti anni prima da colpo di saetta in unabattaglia[Theoph., in Chronogr. Marcell. Comes, in Chron. Alexandr.]. Però pensò a dichiarare il suo successore; e questi fuGiustiniano, figliuolo diVigilanziasua sorella, che pria godeva il titolo dinobilissimo, ed era pervenuto all'età di circa quarantatrè anni. Nel dì 4 d'aprile di quest'anno il fece coronar imperadore e il prese per suo collega. Se vogliam credere a Procopio[Procop., in Histor. Arcana, cap. 9.], scrittore sospetto in ciò che riguarda Giustiniano, il senato e popolo di Costantinopoli mal volentieri, e solamente per paura, acconsentì a questa elezione, conoscendo assai che Giustiniano abbondava più di vizii che di virtù. Zonara[Zonar., in Annal.], per lo contrario, scrive che il senato stesso fece più istanze a Giustino perchè gli desse la porpora. Dopo questa funzione passarono appena quattro mesi, che Giustino aggravato dalla malattia terminò i suoi giorni: principe per la sua moderazione e pel suo zelo in favore della religion cattolica degno di vita più lunga. Pertanto venneGiustinianoAugusto a restar solo nel governo de' popoli, ch'egli assunse con gran vigore. Non era già egli principe ignorante affatto delle lettere, come gran tempo è stato creduto per un testo scorretto di Suida, il quale, siccome hanno dipoi riconosciuto gli eruditi, attribuì quest'ignoranza a Giustino[Alamannus, in Notis ad Histor. Arcan. Procopii.], e non già a Giustiniano, il quale anzi si sa dal suddetto Procopio, da Teofane e da altri, che fu principe istruito nelle scienze e nelle arti, e mostrossi versato nella stessa teologia, talvolta ancora più del dovere. Avea egli tentato in addietro di prendere per moglieTeodora, figliuola di Acacio, sopraintendente del serraglio delle fiere destinate per le caccie dell'anfiteatro: donna allevata fra i commedianti, e ch'egli aveva levato dal pubblico postribolo e tenuta sempre per sua concubina. Ma finchè visseEufemiaimperadricemoglie di Giustino, eVigilanziasua madre, che si opposero a sì fatto obbrobrio, non si attentò di eseguir la sua intenzione. Mancate esse di vita, la sposò; e dappoichè fu creato imperadore, poco stette a dichiararla Augusta: il che dovette dar motivo di molte mormorazioni al popolo, e di maggiori querele col tempo, per essere stata questa ambiziosa, furba ed interessata donna uno strumento e mantice di molte iniquità, e un flagello della religione cattolica in Oriente. Nel presente anno, per quanto abbiamo da Sigberto[Sigebertus, in Chron.]e da Paolo Diacono[Paulus Diaconus, Histor. Longobardor., lib. 1, cap. 22.], iLongobardisotto il re loroAudoino, dopo avere molto indebolito il regno degli Eruli, dalla Moravia, dove si crede che prima fossero giunti, passarono nella Pannonia, oggidì Ungheria, e quivi stabilirono la loro abitazione e signoria. Ma Procopio mette molto più tardi[Procop., de Bell. Goth., lib. 2, cap. 22.]il regno di Audoino, e, secondo lui, siccome vedremo, anche nell'anno 539 regnava il re loroVaci, ossiaVaccone, al quale succedetteValtari, e posciaAudoino.