DCCCCLIIIAnno diCristoDCCCCLIII. Indiz.XI.AgapitoII papa 8.BerengarioII re d'Italia 4.Adalbertore d'Italia 4.Insorse in quest'anno un'aspra e scandalosa guerra in Germania, perchèLodolfofigliuolo delre Ottonesi ribellò al padre; e collegato conCorrado ducadella Lorena suo cognato, e con altri principi della Germania, prese l'armi specialmente centra diArrigo ducadi Baviera suo zio paterno, siccome disgustato per più ragioni contra di lui. Fu dunque necessitato il re Ottone a procedere coll'armi contra del figliuolo e del genero. Succederono sanguinosi assedii, saccheggi di città, coll'altre pensioni di una guerra arrabbiata, che io, come avventure fuori d'Italia, lascerò raccontare ad altri. Se non falla Frodoardo[Frodoardus, in Chronico.], ebbe origine questo fuoco dall'essere nato al re Ottone dalla regina Adelaide un figliuolo maschio, e corsa voce che il padre avesse destinato questo frutto delle sue seconde nozze alla successione del regno, quando egli l'avea già promessa a Lodolfo,con avergli anche fatto giurar fedeltà dai baroni. Intanto il re Berengario tornato in Italia, per quanto scrive il Continuator di Reginone[Continuator Rheginonis, in Chron.], di tutte le sue disavventure incolpavaepiscopos, et comites, ceterosque Italiae principes; omnesque eos odiis et inimicitiis insequens, inimicissimus sibi effecit. Fra quelli che particolarmente s'erano tirato addosso l'odio di Berengario ci fuAlberto Azzosignore di Canossa, dopo essere venuto esso re in chiaro, aver egli ricoverata e nascosa Adelaide nella sua forte rocca, onde ebbe principio la depressione sua. Però ne andava Berengario meditando la vendetta; ma il rispetto del re Ottone, che aveva assicurato della sua protezione Azzo, il riteneva. Quand'eccoti accendersi in Germania la guerra suddetta, la quale non lasciava luogo ad Ottone di pensare all'Italia. Allora fu che Berengario spedì l'esercito suo all'assedio di Canossa, e non già allorchè Adelaide s'era colà ricoverata. Trovò quivi Azzo ben provveduto di vettovaglia per una lunga difesa. Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 1, c. 1, tom. 5, Rer. Ital.]ci assicura che al re Ottone fu condotta da Azzo la regina Adelaide:. . . . . . Quae regi tunc quoque nupsit:Conjuge suscepta redit ad propriam modo terram,Attoni spondens, quod de se maxima posset.Poscia vien raccontando che Berengario, il quale finchè Ottone non fu arrivato in Verona (o piuttosto in Pavia), non conobbe ove fosse occultata Adelaide, fieramente adirato contra di Azzo, si portò ad assediarlo in Canossa. Ora non avendo egli potuto intraprendere questo assedio, dappoichè Ottone era calato in Lombardia, perchè altro aveva egli da pensare in quel rovescio di fortuna, resta che solamente dappoichè egli fu restituito nel regno, e vide impegnato il re Ottone nelle interne turbolenze de' suoistati, allora scaricasse la sua bile contra di Azzo. Ma Canossa era inespugnabil fortezza; altra via non restava per impadronirsene, che di soggiogarla colla fame, e a questo avea ben provveduto Azzo. Scrive Lupo protospata[Lupus Protospata, in Chronico, tom. 5 Rer. Ital.]all'anno 951:Malachianus fecit praelium in Calabria cum Saracenis, et cecidit. Ma l'autore della Cronica arabica cantabrigense[Chron. Arab., P. II, tom. 2 Rer. Ital.]mette questo fatto sotto l'anno presente con iscrivere:Egressi sunt exercitus(dei Saraceni)in Calauriam, et obviam facti Melgiano, eum in fugam egerunt. Aggiugne che gli abitanti di Ramaza e Pietra fecero in tal occasione schiavi molti Cristiani, e gl'inviarono in Africa. Questo Malachiano, o Megliano, assai si conosce che era generale de' Greci. Gareggiavano tuttavia i due eletti, ma non mai consecrati arcivescovi di Milano, cioèManasseeAdelmanno, con intanto furiosamente malmenare i beni e il tesoro di quell'insigne chiesa. Stanchi i Milanesi di questo scandaloso contrasto, o per amore o per forza gl'indussero a cedere: con che restò aperto il campo all'elezione di un nuovo arcivescovo, e questi fuWalpertoossiaGualberto.Utrisque(scrive Arnolfo[Arnulf., Hist. Mediolan., lib. 1, cap. 4, tom. 4 Rer. Ital.]storico milanese)sponte vel invito cedentibus, sedem tenuit Walpertus solus. Nel margine del manoscritto estense di quella storia è scritto che l'elezione di Gualberto accadde nell'anno 953. Rapporta il Campi[Campi, Istor. di Piacenza, tom. 1.]un decreto di questo arcivescovo, scrittoanno Incarnationis Domini DCCCCLIII pontificatus autem domni archipraesulis Walperti decimo, mense julio, Indictione V(dovrebbe essereVI): note che l'indicano creato vescovo dopo il luglio dell'anno presente 953, se pure l'indizione Vnon mostra piuttosto l'anno precedente. E poi conviene accordare quest'atto con un altro riferitodall'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr. tom. 4 nov. edit.], dove s'incontra nell'aprile di quest'annoGualbertogià arcivescovo.
Insorse in quest'anno un'aspra e scandalosa guerra in Germania, perchèLodolfofigliuolo delre Ottonesi ribellò al padre; e collegato conCorrado ducadella Lorena suo cognato, e con altri principi della Germania, prese l'armi specialmente centra diArrigo ducadi Baviera suo zio paterno, siccome disgustato per più ragioni contra di lui. Fu dunque necessitato il re Ottone a procedere coll'armi contra del figliuolo e del genero. Succederono sanguinosi assedii, saccheggi di città, coll'altre pensioni di una guerra arrabbiata, che io, come avventure fuori d'Italia, lascerò raccontare ad altri. Se non falla Frodoardo[Frodoardus, in Chronico.], ebbe origine questo fuoco dall'essere nato al re Ottone dalla regina Adelaide un figliuolo maschio, e corsa voce che il padre avesse destinato questo frutto delle sue seconde nozze alla successione del regno, quando egli l'avea già promessa a Lodolfo,con avergli anche fatto giurar fedeltà dai baroni. Intanto il re Berengario tornato in Italia, per quanto scrive il Continuator di Reginone[Continuator Rheginonis, in Chron.], di tutte le sue disavventure incolpavaepiscopos, et comites, ceterosque Italiae principes; omnesque eos odiis et inimicitiis insequens, inimicissimus sibi effecit. Fra quelli che particolarmente s'erano tirato addosso l'odio di Berengario ci fuAlberto Azzosignore di Canossa, dopo essere venuto esso re in chiaro, aver egli ricoverata e nascosa Adelaide nella sua forte rocca, onde ebbe principio la depressione sua. Però ne andava Berengario meditando la vendetta; ma il rispetto del re Ottone, che aveva assicurato della sua protezione Azzo, il riteneva. Quand'eccoti accendersi in Germania la guerra suddetta, la quale non lasciava luogo ad Ottone di pensare all'Italia. Allora fu che Berengario spedì l'esercito suo all'assedio di Canossa, e non già allorchè Adelaide s'era colà ricoverata. Trovò quivi Azzo ben provveduto di vettovaglia per una lunga difesa. Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 1, c. 1, tom. 5, Rer. Ital.]ci assicura che al re Ottone fu condotta da Azzo la regina Adelaide:
. . . . . . Quae regi tunc quoque nupsit:Conjuge suscepta redit ad propriam modo terram,Attoni spondens, quod de se maxima posset.
. . . . . . Quae regi tunc quoque nupsit:
Conjuge suscepta redit ad propriam modo terram,
Attoni spondens, quod de se maxima posset.
Poscia vien raccontando che Berengario, il quale finchè Ottone non fu arrivato in Verona (o piuttosto in Pavia), non conobbe ove fosse occultata Adelaide, fieramente adirato contra di Azzo, si portò ad assediarlo in Canossa. Ora non avendo egli potuto intraprendere questo assedio, dappoichè Ottone era calato in Lombardia, perchè altro aveva egli da pensare in quel rovescio di fortuna, resta che solamente dappoichè egli fu restituito nel regno, e vide impegnato il re Ottone nelle interne turbolenze de' suoistati, allora scaricasse la sua bile contra di Azzo. Ma Canossa era inespugnabil fortezza; altra via non restava per impadronirsene, che di soggiogarla colla fame, e a questo avea ben provveduto Azzo. Scrive Lupo protospata[Lupus Protospata, in Chronico, tom. 5 Rer. Ital.]all'anno 951:Malachianus fecit praelium in Calabria cum Saracenis, et cecidit. Ma l'autore della Cronica arabica cantabrigense[Chron. Arab., P. II, tom. 2 Rer. Ital.]mette questo fatto sotto l'anno presente con iscrivere:Egressi sunt exercitus(dei Saraceni)in Calauriam, et obviam facti Melgiano, eum in fugam egerunt. Aggiugne che gli abitanti di Ramaza e Pietra fecero in tal occasione schiavi molti Cristiani, e gl'inviarono in Africa. Questo Malachiano, o Megliano, assai si conosce che era generale de' Greci. Gareggiavano tuttavia i due eletti, ma non mai consecrati arcivescovi di Milano, cioèManasseeAdelmanno, con intanto furiosamente malmenare i beni e il tesoro di quell'insigne chiesa. Stanchi i Milanesi di questo scandaloso contrasto, o per amore o per forza gl'indussero a cedere: con che restò aperto il campo all'elezione di un nuovo arcivescovo, e questi fuWalpertoossiaGualberto.Utrisque(scrive Arnolfo[Arnulf., Hist. Mediolan., lib. 1, cap. 4, tom. 4 Rer. Ital.]storico milanese)sponte vel invito cedentibus, sedem tenuit Walpertus solus. Nel margine del manoscritto estense di quella storia è scritto che l'elezione di Gualberto accadde nell'anno 953. Rapporta il Campi[Campi, Istor. di Piacenza, tom. 1.]un decreto di questo arcivescovo, scrittoanno Incarnationis Domini DCCCCLIII pontificatus autem domni archipraesulis Walperti decimo, mense julio, Indictione V(dovrebbe essereVI): note che l'indicano creato vescovo dopo il luglio dell'anno presente 953, se pure l'indizione Vnon mostra piuttosto l'anno precedente. E poi conviene accordare quest'atto con un altro riferitodall'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr. tom. 4 nov. edit.], dove s'incontra nell'aprile di quest'annoGualbertogià arcivescovo.