DCCCCLXXVAnno diCristoDCCCCLXXV. Indiz.III.Benedetto VIIpapa 1.Ottone IIimperadore 9 e 3.Diede fine alla sua vita e al suo pontificato in quest'anno, oppure sul fine del precedente,Dono IIpapa, senza che apparisca notizia alcuna delle azioni sue, e col non essere ancora ben certo il tempo del suo pontificato. Ben si sa da alcune bolle che fu eletto papa in questo anno, se non prima.Benedetto VII, nipote diAlbericogià principe o tiranno di Roma e vescovo di Sutri, giacchè più non si faceva conto de' canoni che vietavano ai vescovi il passaggio da una chiesa all'altra. Che egli entrasse nella sedia di san Pietro prima dell'aprile del presente anno, lo pruova il p. Pagi[Baron., Ecclesiast. ad ann. 992.], e possono anche persuaderlo altre memorie che citerò qui sotto all'anno 978. Che v'intervenisse ancora l'assenso e l'approvazione diOttone IIAugusto, asserita da alcuni scrittori, si può dedurre dalla vita di sanMajolo abbatedi Clugnì, là dove scrive[Pagius, in Crit. ad Annal. Baron.]che esso imperadore unitamente con sant'Adelaidesua madre fece quanto potè per indurre il santo abbate ad accettar questo sublime impiego per rimediare agli scandali del disunito ed ambizioso popolo romano. Ma egli che cercava d'essere umiliato e non esaltato, tanto si seppe scusare, che si sottrasse alle loro istanze e preghiere:Non longo post tempore,scrive quell'autore,romana sede proprio viduata pastore, idem Dei famulus(Maiolo abbate)Ottonis secundi juncta cum matre prece, Italiam repetere a partibus est coactus Galliae. A matre tunc et filio honoresusceptus dignissimo, ad culmen apostolicae dignitatis precibus impelli coepit continuatis, con quel che segue. Ora non essendo loro riuscito questo intento, fu poi eletto ed intronizzato il suddettoBenedetto VII, il quale non tardò a raunare un concilio, e a fulminar la scomunica contra del vivente e fuggito antipapaBonifazio.Gerberto arcivescovodi Rems, e poi pontefice romano, negli atti del concilio di Rems, pubblicati dal cardinal Baronio[Syrus, in Vit. S. Majoli apud Mabillon.]così ne parla:Succedit Romae in pontificatu horrendum monstrum Malefacius(così nomina egli l'iniquo Bonifazio),cunctos mortales nequitia superans, etiam prioris pontificis sanguine cruentus. Sed hic etiam fugatus, et in magna synodo damnatus est.Possono tali parole lasciar qualche dubbio cheBenedetto VIIimmediatamente dopo l'espulsione dell'iniquo Bonifazio e non giàDono II, fosse alzato al pontificato. Ma senza miglior lume non si può decidere una tal quistione.Non s'accordano gli storici tedeschi nell'assegnar l'anno in cuiArrigo II ducadi Baviera fu colla forza astretto ad umiliare il capo all'Augusto Ottone II suo cugino. Lamberto da Scafnaburgo[Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.]parla di ciò sotto l'anno precedente, Sigeberto[Sigebertus, in Chron.]sotto il presente, ed Ermanno Contratto[Hermannus Contractus, in Chron.]più tardi. Oltre a ciò, secondo l'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.], fece questo imperadore guerra con gran valore e fortuna ai Danesi. Sigeberto ciò riferisce all'anno susseguente. Credesi che presente terminasse il corso di sua vitaArnolfo arcivescovodi Milano, il quale ebbe per successoreGotifredo. Questi, per attestato di Arnolfo storico milanese[Arnulf., Hist. Mediolanens., lib. 1, cap. 8.], nipote del suddetto Arnolfo, a tutta prima fu rigettato dal clero e popolo, perchè non era nè prete, nè diacono, ma solamente suddiacono. Finalmentesuperò tutti gli ostacoliregiae fidelitatis gratia, perchè o era stato promosso da Ottone II Augusto, o per interposizione di lui si placarono gli oppositori. Questi poi ebbe guerra, come di sopra fu accennato, conCorradoedAdalbertofigliuoli del fu re Berengario, che tuttavia viveano e teneano vive le lor pretensioni. Si quietò Corrado per via d'accordo; ma Adalberto, finchè ebbe fiato, tenne l'armi in mano; tutti fatti, come si può credere, succeduti in Lombardia. Sotto quest'anno ancora notò Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronic.]cheIsmael(sarà un capitano dei Saraceni)interfectus est, et Zacherias(sarà un generale de' Greci)Botuntum cepit, cioè la città di Bitonto, in cui forse prima dominavaPandolfo principedi Benevento: notizie troppo scure per poter conoscere la storia di que' paesi. E il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital. lib. 7.]parimente nota cheBononienses, orientibus in urbe seditionibus, turres privatas condere; Urbevetani consules creare coeperunt. Ma il Sigonio avrà ciò preso da qualche storia degli ultimi tempi, non punto valevole ad informarci di questi tenebrosi tempi. Che si potesse allora dar principio alle torri private de' nobili nelle città d'Italia, non avrei difficoltà a crederlo. Ma tengo ben certo che niuna per anche delle città d'Italia avea introdotto l'uso de' consoli coll'autorità e balìa che troveremo ne' due secoli susseguenti.
Diede fine alla sua vita e al suo pontificato in quest'anno, oppure sul fine del precedente,Dono IIpapa, senza che apparisca notizia alcuna delle azioni sue, e col non essere ancora ben certo il tempo del suo pontificato. Ben si sa da alcune bolle che fu eletto papa in questo anno, se non prima.Benedetto VII, nipote diAlbericogià principe o tiranno di Roma e vescovo di Sutri, giacchè più non si faceva conto de' canoni che vietavano ai vescovi il passaggio da una chiesa all'altra. Che egli entrasse nella sedia di san Pietro prima dell'aprile del presente anno, lo pruova il p. Pagi[Baron., Ecclesiast. ad ann. 992.], e possono anche persuaderlo altre memorie che citerò qui sotto all'anno 978. Che v'intervenisse ancora l'assenso e l'approvazione diOttone IIAugusto, asserita da alcuni scrittori, si può dedurre dalla vita di sanMajolo abbatedi Clugnì, là dove scrive[Pagius, in Crit. ad Annal. Baron.]che esso imperadore unitamente con sant'Adelaidesua madre fece quanto potè per indurre il santo abbate ad accettar questo sublime impiego per rimediare agli scandali del disunito ed ambizioso popolo romano. Ma egli che cercava d'essere umiliato e non esaltato, tanto si seppe scusare, che si sottrasse alle loro istanze e preghiere:Non longo post tempore,scrive quell'autore,romana sede proprio viduata pastore, idem Dei famulus(Maiolo abbate)Ottonis secundi juncta cum matre prece, Italiam repetere a partibus est coactus Galliae. A matre tunc et filio honoresusceptus dignissimo, ad culmen apostolicae dignitatis precibus impelli coepit continuatis, con quel che segue. Ora non essendo loro riuscito questo intento, fu poi eletto ed intronizzato il suddettoBenedetto VII, il quale non tardò a raunare un concilio, e a fulminar la scomunica contra del vivente e fuggito antipapaBonifazio.Gerberto arcivescovodi Rems, e poi pontefice romano, negli atti del concilio di Rems, pubblicati dal cardinal Baronio[Syrus, in Vit. S. Majoli apud Mabillon.]così ne parla:Succedit Romae in pontificatu horrendum monstrum Malefacius(così nomina egli l'iniquo Bonifazio),cunctos mortales nequitia superans, etiam prioris pontificis sanguine cruentus. Sed hic etiam fugatus, et in magna synodo damnatus est.Possono tali parole lasciar qualche dubbio cheBenedetto VIIimmediatamente dopo l'espulsione dell'iniquo Bonifazio e non giàDono II, fosse alzato al pontificato. Ma senza miglior lume non si può decidere una tal quistione.
Non s'accordano gli storici tedeschi nell'assegnar l'anno in cuiArrigo II ducadi Baviera fu colla forza astretto ad umiliare il capo all'Augusto Ottone II suo cugino. Lamberto da Scafnaburgo[Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.]parla di ciò sotto l'anno precedente, Sigeberto[Sigebertus, in Chron.]sotto il presente, ed Ermanno Contratto[Hermannus Contractus, in Chron.]più tardi. Oltre a ciò, secondo l'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.], fece questo imperadore guerra con gran valore e fortuna ai Danesi. Sigeberto ciò riferisce all'anno susseguente. Credesi che presente terminasse il corso di sua vitaArnolfo arcivescovodi Milano, il quale ebbe per successoreGotifredo. Questi, per attestato di Arnolfo storico milanese[Arnulf., Hist. Mediolanens., lib. 1, cap. 8.], nipote del suddetto Arnolfo, a tutta prima fu rigettato dal clero e popolo, perchè non era nè prete, nè diacono, ma solamente suddiacono. Finalmentesuperò tutti gli ostacoliregiae fidelitatis gratia, perchè o era stato promosso da Ottone II Augusto, o per interposizione di lui si placarono gli oppositori. Questi poi ebbe guerra, come di sopra fu accennato, conCorradoedAdalbertofigliuoli del fu re Berengario, che tuttavia viveano e teneano vive le lor pretensioni. Si quietò Corrado per via d'accordo; ma Adalberto, finchè ebbe fiato, tenne l'armi in mano; tutti fatti, come si può credere, succeduti in Lombardia. Sotto quest'anno ancora notò Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronic.]cheIsmael(sarà un capitano dei Saraceni)interfectus est, et Zacherias(sarà un generale de' Greci)Botuntum cepit, cioè la città di Bitonto, in cui forse prima dominavaPandolfo principedi Benevento: notizie troppo scure per poter conoscere la storia di que' paesi. E il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital. lib. 7.]parimente nota cheBononienses, orientibus in urbe seditionibus, turres privatas condere; Urbevetani consules creare coeperunt. Ma il Sigonio avrà ciò preso da qualche storia degli ultimi tempi, non punto valevole ad informarci di questi tenebrosi tempi. Che si potesse allora dar principio alle torri private de' nobili nelle città d'Italia, non avrei difficoltà a crederlo. Ma tengo ben certo che niuna per anche delle città d'Italia avea introdotto l'uso de' consoli coll'autorità e balìa che troveremo ne' due secoli susseguenti.