DCCCCXIIAnno diCristoDCCCCXII. Indiz.XV.AnastasioIII papa 2.LodovicoIII Imperadore 12.Berengariore d Italia 25.Mercè del saggio governo del reBerengariocontinuò la quiete e pace nel cuor dell'Italia in questi tempi, perchè egli sapeva rendersi benevoli gli allora formidabili Ungheri, trattenendoli dal tornare in Italia. Duravano solamente gli affanni nella Campania per le scorrerie dei Saraceni abitanti presso al fiume Garigliano, e ne' confini del Piemonte e delle circonvicine parti, a cagion degli altri Saraceni spagnuoli che dimoravano in Frassineto. Tornarono in quest'anno gli Ungheri a devastar la Sassonia e Turingia. Ma nella Gallia, dove per tanti anni addietro i Normanni, peste del genere umano, aveano riempiute tutte le occidentali provincie d'incendii, ruberie e morti, finalmente si cominciò a respirare[Gementicens., Hist. lib. 2, cap. 17.]col ripiego preso di cedere aRollone, capo di que' masnadieri, quel tratto di paese che cominciò ad appellarsi Normandia. A questo s'indusseCarlo il Semplicere della Gallia per le istanze de' suoi baroni.Rollone, con abbracciare la religion cristiana, e ricevere il santo battesimo, in cui gli fu mutato il proprio nome in quello diRoberto, condusse anche il popolo suo a rinunziare agl'idoli, e diede principio ad un insigne ducato in quelle parti. Noi vedremo, nel secolo susseguente, la lor nazione in grand'auge anche in Italia. Mancò di vita nel presente annoRodolfo Ire di Borgogna[Hermannus Contract., in Chron.], e in luogo di lui assunse il governo di quel regnoRodolfo IIsuo figliuolo. Questo principe ancora si lascierà vedere in Italia da qui a pochi anni, e farà parlar di sè stesso. Possedeva il celebre monistero della Nonantola, secondo l'uso di questi tempi, fra gli altri monisteri da sè dipendenti, uno d'essi situato nel distretto di Trivigi,e fondato daGherardo contepiù di cento anni prima[Ughell., Ital. Sacr., tom. 5 in Episcop. Tarvis.]. Nella irruzione degli Ungheri restò affatto distrutto quel sacro luogo, e seppellito nelle rovine il sepolcro de' santi martiri Senesio e Teopompo, i corpi de' quali ivi riposavano. Ebbe premuraPietro abbatenonantolano che questi sacri pegni fossero trasportati a Nonantola; e una tal traslazione fu fatta nell'anno presente, come ha il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital.]e il catalogo degli abbati nonantolani da me dato alla luce[Antiq. Ital., Dissert. LXVII.]. Leggesi presso l'Ughelli descritta essa traslazione da un antico scrittore. Fu questo l'ultimo anno della vita diPietro Tribunodoge di Venezia. Il Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]ripruova l'avere alcuni scritto ch'egli fu un principe iniquo e pessimo, e che per gli suoi demeriti fu ucciso dal popolo, sapendosi da autentiche scritture aver fatta lega in lui la benignità colla saviezza, e ch'egli, dopo aver pacificamente governato il suo popolo per ventitrè anni e ventitrè giorni, era di morte naturale mancato. Per elezione del popolo fu sustituito in suo luogoOrso Particiaco, ossiaParticipazio II, soprannominato Paureta. Inviò questi da lì a poco alla corte di CostantinopoliPietrosuo figliuolo a significare al greco Augusto la promozione sua. Probabilmente era allora imperadoreCostantino Porfirogenitofanciullo, perchè in quest'anno morìAlessandrosuo zio. Molte finezze, molti regali ricevette il veneto giovine; e ornato ancora del titolo diprotospatariose ne tornava tutto contento a casa, quando sui confini della Croazia fraudolentemente si trovò preso daMichele ducadi Schiavonia, spogliato di quanto avea, e consegnato aSimeone redei Bulgari. Se volle Orso doge riavere il figliuolo, fu necessitato a spedire in BulgariaDomenicoarcidiacono di Malamocco, che con grandissimi doni il riscattò, e in benemerito fu dipoi creatovescovo della sua chiesa. Abbiamo dagli storici greci[Curopalata, Simeon Logotheta et alii.]che il suddetto re dei Bulgari in questo medesimo anno con un copioso esercito passò ad assediar Costantinopoli; ma conosciuto che troppo duro era quell'osso, diede orecchio a chi trattò di pace; laonde carico d'oro e di altri regali se ne tornò alle sue contrade. Trovandosi ilre Berengarioin Pavia, diede facoltà, siccome accennai di sopra, aResinda badessadel monistero di Posterla di poter fabbricare castelli, cioè fortezze nelle ville e tenute del suo monistero[Antiquit. Ital., Dissert. XXVI, pag. 467 et 469.],cum bertiscis, merulorum propugnaculis, aggeribus, atque fossatis, omnique argumento, ad paganorum deprimendas insidias. Vuol dire per difendersi dalla pessima generazion degli Ungheri pagani. Anche nell'anno precedente avea Berengario accordata una simile facoltà aPietrovescovo di Reggio, come costa da altro suo diploma. Di qua poi venne che specialmente per la Lombardia più di prima si cominciarono a fabbricar fortezze, rocche, torri e castella ben munite in tal copia, che nel secolo susseguente si mirava in queste contrade, per così dire, una selva di questi luoghi forti; ed ogni signorotto, non che i marchesi, conti ed altri signori potenti, n'era provveduto.
Mercè del saggio governo del reBerengariocontinuò la quiete e pace nel cuor dell'Italia in questi tempi, perchè egli sapeva rendersi benevoli gli allora formidabili Ungheri, trattenendoli dal tornare in Italia. Duravano solamente gli affanni nella Campania per le scorrerie dei Saraceni abitanti presso al fiume Garigliano, e ne' confini del Piemonte e delle circonvicine parti, a cagion degli altri Saraceni spagnuoli che dimoravano in Frassineto. Tornarono in quest'anno gli Ungheri a devastar la Sassonia e Turingia. Ma nella Gallia, dove per tanti anni addietro i Normanni, peste del genere umano, aveano riempiute tutte le occidentali provincie d'incendii, ruberie e morti, finalmente si cominciò a respirare[Gementicens., Hist. lib. 2, cap. 17.]col ripiego preso di cedere aRollone, capo di que' masnadieri, quel tratto di paese che cominciò ad appellarsi Normandia. A questo s'indusseCarlo il Semplicere della Gallia per le istanze de' suoi baroni.Rollone, con abbracciare la religion cristiana, e ricevere il santo battesimo, in cui gli fu mutato il proprio nome in quello diRoberto, condusse anche il popolo suo a rinunziare agl'idoli, e diede principio ad un insigne ducato in quelle parti. Noi vedremo, nel secolo susseguente, la lor nazione in grand'auge anche in Italia. Mancò di vita nel presente annoRodolfo Ire di Borgogna[Hermannus Contract., in Chron.], e in luogo di lui assunse il governo di quel regnoRodolfo IIsuo figliuolo. Questo principe ancora si lascierà vedere in Italia da qui a pochi anni, e farà parlar di sè stesso. Possedeva il celebre monistero della Nonantola, secondo l'uso di questi tempi, fra gli altri monisteri da sè dipendenti, uno d'essi situato nel distretto di Trivigi,e fondato daGherardo contepiù di cento anni prima[Ughell., Ital. Sacr., tom. 5 in Episcop. Tarvis.]. Nella irruzione degli Ungheri restò affatto distrutto quel sacro luogo, e seppellito nelle rovine il sepolcro de' santi martiri Senesio e Teopompo, i corpi de' quali ivi riposavano. Ebbe premuraPietro abbatenonantolano che questi sacri pegni fossero trasportati a Nonantola; e una tal traslazione fu fatta nell'anno presente, come ha il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital.]e il catalogo degli abbati nonantolani da me dato alla luce[Antiq. Ital., Dissert. LXVII.]. Leggesi presso l'Ughelli descritta essa traslazione da un antico scrittore. Fu questo l'ultimo anno della vita diPietro Tribunodoge di Venezia. Il Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]ripruova l'avere alcuni scritto ch'egli fu un principe iniquo e pessimo, e che per gli suoi demeriti fu ucciso dal popolo, sapendosi da autentiche scritture aver fatta lega in lui la benignità colla saviezza, e ch'egli, dopo aver pacificamente governato il suo popolo per ventitrè anni e ventitrè giorni, era di morte naturale mancato. Per elezione del popolo fu sustituito in suo luogoOrso Particiaco, ossiaParticipazio II, soprannominato Paureta. Inviò questi da lì a poco alla corte di CostantinopoliPietrosuo figliuolo a significare al greco Augusto la promozione sua. Probabilmente era allora imperadoreCostantino Porfirogenitofanciullo, perchè in quest'anno morìAlessandrosuo zio. Molte finezze, molti regali ricevette il veneto giovine; e ornato ancora del titolo diprotospatariose ne tornava tutto contento a casa, quando sui confini della Croazia fraudolentemente si trovò preso daMichele ducadi Schiavonia, spogliato di quanto avea, e consegnato aSimeone redei Bulgari. Se volle Orso doge riavere il figliuolo, fu necessitato a spedire in BulgariaDomenicoarcidiacono di Malamocco, che con grandissimi doni il riscattò, e in benemerito fu dipoi creatovescovo della sua chiesa. Abbiamo dagli storici greci[Curopalata, Simeon Logotheta et alii.]che il suddetto re dei Bulgari in questo medesimo anno con un copioso esercito passò ad assediar Costantinopoli; ma conosciuto che troppo duro era quell'osso, diede orecchio a chi trattò di pace; laonde carico d'oro e di altri regali se ne tornò alle sue contrade. Trovandosi ilre Berengarioin Pavia, diede facoltà, siccome accennai di sopra, aResinda badessadel monistero di Posterla di poter fabbricare castelli, cioè fortezze nelle ville e tenute del suo monistero[Antiquit. Ital., Dissert. XXVI, pag. 467 et 469.],cum bertiscis, merulorum propugnaculis, aggeribus, atque fossatis, omnique argumento, ad paganorum deprimendas insidias. Vuol dire per difendersi dalla pessima generazion degli Ungheri pagani. Anche nell'anno precedente avea Berengario accordata una simile facoltà aPietrovescovo di Reggio, come costa da altro suo diploma. Di qua poi venne che specialmente per la Lombardia più di prima si cominciarono a fabbricar fortezze, rocche, torri e castella ben munite in tal copia, che nel secolo susseguente si mirava in queste contrade, per così dire, una selva di questi luoghi forti; ed ogni signorotto, non che i marchesi, conti ed altri signori potenti, n'era provveduto.