DCCCCXXXIII

DCCCCXXXIIIAnno diCristoDCCCCXXXIII. Indiz.VI.GiovanniXI papa 3.Ugore d'Italia 8.Lottariore d'Italia 3.Truovo io parimente nel gennaio di quest'anno ilre Ugoin Toscana. Stando egli in Arezzo, confermò ai canonici di quella città,precibus karissimi fratris nostris Bosonis incliti marchionis, i beni lasciati daPietrovescovo ai medesimi canonici, e che loro avea confermatoserenissimus avus noster Lotharius imperator, padre diLottariore della Lorena,da cui era nataBerta sua madre. Fu quel privilegio[Antiq. Ital., Dissert. LXII.]datoanno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIII, XVI kalendas februarii, regni autem domni Hugonis piissimi regis VIII, dominique Lotharii item regis III, Indictione VI. Actum in domo sancti Donati.Quindi si può ricavare che Ugo già fosse re nel gennaio dell'anno 926. Ma non è sicuro questo documento. Ho ben io messo qui l'anno 933, ma parmi che l'originale non fosse ben chiaro in questa nota. E poi come accordar questo diploma coll'altro dell'anno precedente? Ivi nel dì primo di luglio 932 correva l'anno sestodel regno d'Ugo, e qui nel dì 17 di gennaio del 933 corre l'anno ottavo. V'ha anche dell'errore negli anni del regno di Lottario. Per l'affronto poi ricevuto daAlbericopatrizio di Roma, e dal popolo romano nell'anno antecedente, si rodeva il cuore il re Ugo, e non tardò a cercarne vendetta con passare all'assedio della stessa Roma. Trovò chi non era figliuolo della paura. Diede bensì il guasto al paese, ma non gli riuscì di condurre i Romani ad aprirgli le porte, e neppure a far capitolazione alcuna. In poche parole si sbriga Frodoardo con iscrivere[Frodoardus, in Chron. tom. II, Rer. Franc. Du-Chesne.]sotto quest'anno:Hugo rex Italiae Romam obsidet. E Liutprando racconta ch'esso Ugo[Liutprandus, Hist., lib. 4, cap. 1. Duc. Burgund., lib. 2.]qualiter Romam, ex qua ejectus turpiter fuerat, posset acquirere, cogitabat. Collecta itaque multitudine, proficiscitur Romam: cujus quamquam loca et provincias circum circa misere devastaret, eamque ipsam quotidiano impetu impugnaret, ingrediendi eam tamen effectum obtinere non potuit.Potrebbe anche credersi succeduto in quest'anno, e forse prima, ciò che il medesimo Liutprando racconta[Idem, lib. 3, cap. 13.].Cioè che i principi d'Italia, malcontenti di avere sopra di sè un re che aduna somma malizia avea cominciato ad unire la crudeltà, con avere specialmente privato sotto indegno pretesto della vista e del ducato Lamberto marchese di Toscana suo fratello, si avvisarono di richiamare in Italia il già detronizzatoRodolfo IIre di Borgogna. Ugo, che tenea delle spie dappertutto, lo seppe; e spediti a Rodolfo i suoi ambasciatori, gli fece uscir di cuore questa voglia, con cedergli parte degli stati ch'egli possedeva in Provenza, prima di venire al regno d'Italia, avendo all'incontro ceduto quel re ad Ugo qualsivoglia sua pretension sopra l'Italia. Così restò egli libero dal timore da quella parte. Pretendono il Du-Chesne[Du-Chesne, de Duc. Burgund., lib. 2.]e il Buchè[Buchè, Histoire de Provence, lib. 6.]che per tale accordo Rodolfo II acquistasse la Savoia, il Delfinato ed altri paesi di Provenza sino al mare di Marsiglia. Ma sarebbe da vedere se la Savoia fosse dianzi di Rodolfo oppure di Ugo. E che Ugo avesse già ceduto ad altri il marchesato di Vienna si è di sopra veduto. Pretendono inoltre quegli scrittori che Ugo ritenesse in suo potere la città d'Arles col suo contado; e certamente noi il vedremo tornare in Provenza, e quivi esercitar dominio. Vogliono ancora che Rodolfo desse alloraAldaossiaAdelaidesua figliuola per moglie aLottario refigliuolo del re Ugo. Può essere che fra le condizioni del loro accordo vi fosse ancor questa; potrebbe anche dubitarsi che seguissero gli sponsali dell'uno coll'altra; ma che in questi tempi si accoppiasse Adelaide con Lottario, non sussiste. Vedremo all'anno 938 le loro nozze. E qui si vuol avvertire che Lottario non era per anche in età capace di unirsi con donna. Il monaco di Bobbio[Mabill., Saecul. Benedict., tom. 2.], che scrisse i miracoli operati da Dio per intercession di san Colombano abbate di quell'insigne monistero, e vivea in questi medesimi giorni, racconta un fatto non indegno di memoria. Aveano alcuni potenti,specialmenteGuido vescovodi Piacenza, occupata una gran quantità di beni al monistero di Bobbio; iniquità che era alla moda in que' sì sconcertati tempi dell'Italia e della Francia. Allorchè il re Ugo fu divenuto padrone di questo regno, la reginaAldasua moglie condusse in Italia un nobile e saggio uomo, appellatoGerlenno, con pensiero di dargli un vescovato. Fu questi creato arcicancelliere del regno da Ugo.Suum sigillum ei tribuit, summumque cancellarium esse praecepit. Io il truovo solamente cancelliere nell'anno 929, ma comparisce poi ne' seguenti anni arcicancelliere. Venuto a morteSilverado abbatedi Bobbio, il re diede quella badia in commenda a Gerlenno, che neppur era monaco. E questi trovato il monistero dianzi sì ricco, allora sì smilzo, più volte si raccomandò al re Ugo, affinchè obbligasse quegli usurpatori alla restituzion de' beni.Sed rex potestative ea non valebat ab eis auferre. Metuebat enim eos, ne si aliquid contra eorum voluntatem ageret, regni damnum incurreret: quia scimus etiam contra eum saepius rebellasse. Di qui ancora si conosce come fossero corrotti gli animi e i costumi dei principi sì secolari come ecclesiastici d'allora. Adunque l'accorto re gli diede per parere di condurre a Pavia il corpo di san Colombano, perchè a quella vista si commoverebbono gli usurpatori. Così fu fatto, forse circa l'anno 929 o 930, e quel sacro deposito fu esposto nella chiesa di san Michele. AlloraLotharius bonae indolis puer, filius praedicti regis, quem Alda regina sua genuit, magnis febribus arebatur. Qui jubente patre ad supradictam ecclesiam in ulnis adductus est. Per intercessione del santo riacquistò egli la sanità. Ricuperarono i monaci ancora alcuni dei lor beni, ma non già gli occupati dall'indurato vescovo di Piacenza. Dal che si può intendere che il re Lottario era tuttavia di tenera età circa questi tempi. Abbiamo dal sopra allegato Frodoardo sotto il presente anno che iSaraceni abitanti in Frassinetomeatus Alpium occupant, atque vicina quaeque depraedantur. Fece parimente fine al corso di sua vita in quest'annoGuaimario IIprincipe di Salerno[Romuald. Salernitanus, Chron., tom. 7 Rer. Ital.], con lasciar suo successoreGisolfosuo figliuolo in età di soli quattro anni, a cui fu dato per tutore Prisco.

Truovo io parimente nel gennaio di quest'anno ilre Ugoin Toscana. Stando egli in Arezzo, confermò ai canonici di quella città,precibus karissimi fratris nostris Bosonis incliti marchionis, i beni lasciati daPietrovescovo ai medesimi canonici, e che loro avea confermatoserenissimus avus noster Lotharius imperator, padre diLottariore della Lorena,da cui era nataBerta sua madre. Fu quel privilegio[Antiq. Ital., Dissert. LXII.]datoanno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIII, XVI kalendas februarii, regni autem domni Hugonis piissimi regis VIII, dominique Lotharii item regis III, Indictione VI. Actum in domo sancti Donati.Quindi si può ricavare che Ugo già fosse re nel gennaio dell'anno 926. Ma non è sicuro questo documento. Ho ben io messo qui l'anno 933, ma parmi che l'originale non fosse ben chiaro in questa nota. E poi come accordar questo diploma coll'altro dell'anno precedente? Ivi nel dì primo di luglio 932 correva l'anno sestodel regno d'Ugo, e qui nel dì 17 di gennaio del 933 corre l'anno ottavo. V'ha anche dell'errore negli anni del regno di Lottario. Per l'affronto poi ricevuto daAlbericopatrizio di Roma, e dal popolo romano nell'anno antecedente, si rodeva il cuore il re Ugo, e non tardò a cercarne vendetta con passare all'assedio della stessa Roma. Trovò chi non era figliuolo della paura. Diede bensì il guasto al paese, ma non gli riuscì di condurre i Romani ad aprirgli le porte, e neppure a far capitolazione alcuna. In poche parole si sbriga Frodoardo con iscrivere[Frodoardus, in Chron. tom. II, Rer. Franc. Du-Chesne.]sotto quest'anno:Hugo rex Italiae Romam obsidet. E Liutprando racconta ch'esso Ugo[Liutprandus, Hist., lib. 4, cap. 1. Duc. Burgund., lib. 2.]qualiter Romam, ex qua ejectus turpiter fuerat, posset acquirere, cogitabat. Collecta itaque multitudine, proficiscitur Romam: cujus quamquam loca et provincias circum circa misere devastaret, eamque ipsam quotidiano impetu impugnaret, ingrediendi eam tamen effectum obtinere non potuit.Potrebbe anche credersi succeduto in quest'anno, e forse prima, ciò che il medesimo Liutprando racconta[Idem, lib. 3, cap. 13.].

Cioè che i principi d'Italia, malcontenti di avere sopra di sè un re che aduna somma malizia avea cominciato ad unire la crudeltà, con avere specialmente privato sotto indegno pretesto della vista e del ducato Lamberto marchese di Toscana suo fratello, si avvisarono di richiamare in Italia il già detronizzatoRodolfo IIre di Borgogna. Ugo, che tenea delle spie dappertutto, lo seppe; e spediti a Rodolfo i suoi ambasciatori, gli fece uscir di cuore questa voglia, con cedergli parte degli stati ch'egli possedeva in Provenza, prima di venire al regno d'Italia, avendo all'incontro ceduto quel re ad Ugo qualsivoglia sua pretension sopra l'Italia. Così restò egli libero dal timore da quella parte. Pretendono il Du-Chesne[Du-Chesne, de Duc. Burgund., lib. 2.]e il Buchè[Buchè, Histoire de Provence, lib. 6.]che per tale accordo Rodolfo II acquistasse la Savoia, il Delfinato ed altri paesi di Provenza sino al mare di Marsiglia. Ma sarebbe da vedere se la Savoia fosse dianzi di Rodolfo oppure di Ugo. E che Ugo avesse già ceduto ad altri il marchesato di Vienna si è di sopra veduto. Pretendono inoltre quegli scrittori che Ugo ritenesse in suo potere la città d'Arles col suo contado; e certamente noi il vedremo tornare in Provenza, e quivi esercitar dominio. Vogliono ancora che Rodolfo desse alloraAldaossiaAdelaidesua figliuola per moglie aLottario refigliuolo del re Ugo. Può essere che fra le condizioni del loro accordo vi fosse ancor questa; potrebbe anche dubitarsi che seguissero gli sponsali dell'uno coll'altra; ma che in questi tempi si accoppiasse Adelaide con Lottario, non sussiste. Vedremo all'anno 938 le loro nozze. E qui si vuol avvertire che Lottario non era per anche in età capace di unirsi con donna. Il monaco di Bobbio[Mabill., Saecul. Benedict., tom. 2.], che scrisse i miracoli operati da Dio per intercession di san Colombano abbate di quell'insigne monistero, e vivea in questi medesimi giorni, racconta un fatto non indegno di memoria. Aveano alcuni potenti,specialmenteGuido vescovodi Piacenza, occupata una gran quantità di beni al monistero di Bobbio; iniquità che era alla moda in que' sì sconcertati tempi dell'Italia e della Francia. Allorchè il re Ugo fu divenuto padrone di questo regno, la reginaAldasua moglie condusse in Italia un nobile e saggio uomo, appellatoGerlenno, con pensiero di dargli un vescovato. Fu questi creato arcicancelliere del regno da Ugo.Suum sigillum ei tribuit, summumque cancellarium esse praecepit. Io il truovo solamente cancelliere nell'anno 929, ma comparisce poi ne' seguenti anni arcicancelliere. Venuto a morteSilverado abbatedi Bobbio, il re diede quella badia in commenda a Gerlenno, che neppur era monaco. E questi trovato il monistero dianzi sì ricco, allora sì smilzo, più volte si raccomandò al re Ugo, affinchè obbligasse quegli usurpatori alla restituzion de' beni.Sed rex potestative ea non valebat ab eis auferre. Metuebat enim eos, ne si aliquid contra eorum voluntatem ageret, regni damnum incurreret: quia scimus etiam contra eum saepius rebellasse. Di qui ancora si conosce come fossero corrotti gli animi e i costumi dei principi sì secolari come ecclesiastici d'allora. Adunque l'accorto re gli diede per parere di condurre a Pavia il corpo di san Colombano, perchè a quella vista si commoverebbono gli usurpatori. Così fu fatto, forse circa l'anno 929 o 930, e quel sacro deposito fu esposto nella chiesa di san Michele. AlloraLotharius bonae indolis puer, filius praedicti regis, quem Alda regina sua genuit, magnis febribus arebatur. Qui jubente patre ad supradictam ecclesiam in ulnis adductus est. Per intercessione del santo riacquistò egli la sanità. Ricuperarono i monaci ancora alcuni dei lor beni, ma non già gli occupati dall'indurato vescovo di Piacenza. Dal che si può intendere che il re Lottario era tuttavia di tenera età circa questi tempi. Abbiamo dal sopra allegato Frodoardo sotto il presente anno che iSaraceni abitanti in Frassinetomeatus Alpium occupant, atque vicina quaeque depraedantur. Fece parimente fine al corso di sua vita in quest'annoGuaimario IIprincipe di Salerno[Romuald. Salernitanus, Chron., tom. 7 Rer. Ital.], con lasciar suo successoreGisolfosuo figliuolo in età di soli quattro anni, a cui fu dato per tutore Prisco.


Back to IndexNext