DCCCLXIIIAnno diCristoDCCCLXIII. Indiz.XI.Niccolòpapa 6.Lodovico IIimp. 15, 14 e 9.Fin qui poca sanità avea godutoCarlo re della Provenza, fratello dell'imperadorLodovico; e giacchè non avea figliuoli, tanto il reCarlo Calvosuo zio, quantoLottario redella Lorena s'erano precedentemente maneggiati per succedergli, caso che venisse a morire[Anastas. Biblioth., in Vit. Nicolai I.]. Arrivò appunto il fine di sua vita nell'anno presente.Lodovico imperadore, che stava cogli occhi aperti, volò in Provenza, e tirò dalla sua molti dei principali del paese. Ma eccoti sopraggiugnere anche Lottario re della Lorena, comune loro fratello, pretendente al pari di Lodovico a quella eredità. Si conchiuse che amendue se ne tornassero alle lor case, per tener poscia un amichevol placito, in cui si decidesse della lor controversia. E tal risoluzione fu eseguita. Succedette poi fra loro una concordia, per cui la maggior parte della Provenza toccò all'imperador Lodovico. Impiegò in questo anno i suoi paterni uffiziipapa Niccolòpresso del re Carlo Calvo, acciocchè perdonasse aBaldoino conte, che gli avea rapita la figliuola Giuditta, ed ottenne quanto desiderava. Gli perdonò il re, e credono alcuni che a titolo di dote gli assegnasse il paese oggidì appellato Fiandra; e certamente da questo Baldoino discesero gli antichi rinomati conti di quelle contrade. Avvertito dipoi esso pontefice[Idem, ibidem.], come un concilio tenuto a Metz nel regno della Lorena, que' vescovi venduti alla corte iniquamente erano proceduti nella causa della reginaTeotberga, ed aveano palliato l'illegittimo matrimonio del re Lottario con Gualdrada, in un concilio romano cassò e riprovò il celebrato a Metz, scomunicò e depose i due suddetti arcivescovi di Colonia e di Treveri, che erano stati spediti dal concilio e dal re Lottario con isperanza di sorprendere colle lor relazioni il saggio ed avveduto pontefice; e cominciò a processare i legati apostoliciRodoaldoeGiovanni, subornati in quella congiuntura coll'oro. Se vogliam crederea Reginone[Regino, in Chron.], agli Annali di Metz[Annal. Francor. Metens.]all'Annalista sassone[Annalista Saxo.], che hanno le stesse parole, si trovava in questi tempi l'imperadorLodoviconel ducato di Benevento, probabilmente ito colà per le preghiere de' popoli, troppo spesso divorati dai masnadieri saraceni. A lui ricorsero i due deposti e scomunicati arcivescovi, cioèGuntarioeTeotgaudo; e gran rumore fecero, perchè venuti a Roma con salvocondotto di lui, erano stati sì maltrattati dal papa, con disonore del re Lottario, della regal famiglia, e di altri metropolitani, senza il consenso dei quali non si dovea procedere a sì fiera sentenza. In somma fecero quanto fu in loro potere per accendere un fuoco, di cui vedremo gli effetti nell'anno seguente. Ma perchè gli Annali suddetti han fallato in qualche punto di tale affare, e massimamente nel riferire sotto l'anno 865 quello che avvenne nel presente, perciò non si può con tutta certezza asserire che in questi tempi l'Augusto Lodovico dimorasse nel ducato di Benevento. Abbiamo nulladimeno nelle giunte da me pubblicate[Rerum Italicarum, P. II, tom. 2.]alla Cronica del monistero casauriense uno strumento d'acquisto di varii beni fatto da esso Augusto nell'anno presente nel dì 19 di dicembrein villa Rufano intus caminata, quam ipse Augustus ad cortem ipsam paraverat. Tal villa probabilmente era in quelle parti.
Fin qui poca sanità avea godutoCarlo re della Provenza, fratello dell'imperadorLodovico; e giacchè non avea figliuoli, tanto il reCarlo Calvosuo zio, quantoLottario redella Lorena s'erano precedentemente maneggiati per succedergli, caso che venisse a morire[Anastas. Biblioth., in Vit. Nicolai I.]. Arrivò appunto il fine di sua vita nell'anno presente.Lodovico imperadore, che stava cogli occhi aperti, volò in Provenza, e tirò dalla sua molti dei principali del paese. Ma eccoti sopraggiugnere anche Lottario re della Lorena, comune loro fratello, pretendente al pari di Lodovico a quella eredità. Si conchiuse che amendue se ne tornassero alle lor case, per tener poscia un amichevol placito, in cui si decidesse della lor controversia. E tal risoluzione fu eseguita. Succedette poi fra loro una concordia, per cui la maggior parte della Provenza toccò all'imperador Lodovico. Impiegò in questo anno i suoi paterni uffiziipapa Niccolòpresso del re Carlo Calvo, acciocchè perdonasse aBaldoino conte, che gli avea rapita la figliuola Giuditta, ed ottenne quanto desiderava. Gli perdonò il re, e credono alcuni che a titolo di dote gli assegnasse il paese oggidì appellato Fiandra; e certamente da questo Baldoino discesero gli antichi rinomati conti di quelle contrade. Avvertito dipoi esso pontefice[Idem, ibidem.], come un concilio tenuto a Metz nel regno della Lorena, que' vescovi venduti alla corte iniquamente erano proceduti nella causa della reginaTeotberga, ed aveano palliato l'illegittimo matrimonio del re Lottario con Gualdrada, in un concilio romano cassò e riprovò il celebrato a Metz, scomunicò e depose i due suddetti arcivescovi di Colonia e di Treveri, che erano stati spediti dal concilio e dal re Lottario con isperanza di sorprendere colle lor relazioni il saggio ed avveduto pontefice; e cominciò a processare i legati apostoliciRodoaldoeGiovanni, subornati in quella congiuntura coll'oro. Se vogliam crederea Reginone[Regino, in Chron.], agli Annali di Metz[Annal. Francor. Metens.]all'Annalista sassone[Annalista Saxo.], che hanno le stesse parole, si trovava in questi tempi l'imperadorLodoviconel ducato di Benevento, probabilmente ito colà per le preghiere de' popoli, troppo spesso divorati dai masnadieri saraceni. A lui ricorsero i due deposti e scomunicati arcivescovi, cioèGuntarioeTeotgaudo; e gran rumore fecero, perchè venuti a Roma con salvocondotto di lui, erano stati sì maltrattati dal papa, con disonore del re Lottario, della regal famiglia, e di altri metropolitani, senza il consenso dei quali non si dovea procedere a sì fiera sentenza. In somma fecero quanto fu in loro potere per accendere un fuoco, di cui vedremo gli effetti nell'anno seguente. Ma perchè gli Annali suddetti han fallato in qualche punto di tale affare, e massimamente nel riferire sotto l'anno 865 quello che avvenne nel presente, perciò non si può con tutta certezza asserire che in questi tempi l'Augusto Lodovico dimorasse nel ducato di Benevento. Abbiamo nulladimeno nelle giunte da me pubblicate[Rerum Italicarum, P. II, tom. 2.]alla Cronica del monistero casauriense uno strumento d'acquisto di varii beni fatto da esso Augusto nell'anno presente nel dì 19 di dicembrein villa Rufano intus caminata, quam ipse Augustus ad cortem ipsam paraverat. Tal villa probabilmente era in quelle parti.