DCCIVAnno diCristoDCCIV. IndizioneII.GiovanniVI papa 4.TiberioAbsimero imp. 7.AribertoII re 4.Esule dimorava tuttavia in Chersona, città della Crimea,Giustiniano IIgià imperadore, chiamatoRinotmeto, cioèdal naso tagliato, continuamente ruminando le maniere di risorgere. Si lasciò un dì intendere che sperava di rimontare sul trono: parole che increbbero molto a quegli abitanti per paura d'incorrere nella disgrazia del regnanteTiberio Absimero, e però andavano pensando di ammazzarlo o di menarlo a Costantinopoli, per liberarsi da ogni impegno[Theoph., in Chronogr. Niceph., in Chron.]. Penetrata questa mena, Giustiniano all'improvviso scappò, e andò a mettersi nelle mani del Cacano, ossia Cagano, che vuol dire principe deiCazari, oGazari, appellati con altro nomeTurchi. Da lui fu molto onorato, e prese per moglie una sua figliuola appellataTeodora: nome, credo io, a lei posto dai Greci, soliti, siccome vedremo, a cangiare i nomi degli stranieri. Ma l'imperadore Absimero, dacchè ebbe intesa la fuga e il soggiorno di Giustiniano, senza indugio, spedì ambasciatori al Cacano, con esibirgli una riguardevole ricompensa, se gli mandava Giustiniano vivo, o almen la sua testa. All'ingordo Barbaro non dispiacque l'offerta di sì bel guadagno, e non tardò a mettere le guardie all'ospite e genero suo, sotto pretesto della di lui sicurezza. Da lì a poco diede anche ordine a Papaze governator di Panaguria, dove allora abitava Giustiniano, e a Balgise prefetto del Bosforo, di levargli la vita. La buona fortuna volle che a Teodora sua moglie da un famiglio del padre fu rivelato il secreto, ed ella onoratamentelo confidò al marito, il quale, fatti venire ad un per uno que' due uffiziali in sua camera, con una fune li strangolò. Poi, dopo aver rimandata la moglie alla casa paterna, trovata una barchetta pescareccia, con quella tornò nella Crimea, e mandati segretamente a chiamare alcuni suoi fedeli, con esso loro si incamminò per mare alla volta delle bocche del Danubio. Alzossi in navigando sì fiera fortuna di mare, che tutti si crederono spediti; ed allora fu che Muace, uno de' suoi domestici, gli disse:Signore, voi ci vedete tutti vicini alla morte; fate un voto a Dio, che s'egli ci salva, e voi rimette sul trono, non farete vendetta d'alcuno.Anzi(rispose allora fremendo di collera Giustiniano)s'io perdonerò ad alcuno, che Dio mi faccia ora profondare in queste acque.Così il bestiale Augusto. Passò poi la burrasca, ed arrivati che furono all'imboccatura del Danubio, Giustiniano spedì Stefano suo famigliare aTerbellio, ossiaTrebellio, signore della Bulgaria, con pregarlo di dargli ora ricovero, e poscia aiuto sufficiente per poter rimontare sul trono, esibendogli perciò un larghissimo guiderdone. Terbellio, fattolo venire a sè, con graziose accoglienze il ricevè, e poi si applicò a mettere in ordine una poderosa armata di Bulgari e Schiavoni per effettuare il concerto stabilito fra loro.
Esule dimorava tuttavia in Chersona, città della Crimea,Giustiniano IIgià imperadore, chiamatoRinotmeto, cioèdal naso tagliato, continuamente ruminando le maniere di risorgere. Si lasciò un dì intendere che sperava di rimontare sul trono: parole che increbbero molto a quegli abitanti per paura d'incorrere nella disgrazia del regnanteTiberio Absimero, e però andavano pensando di ammazzarlo o di menarlo a Costantinopoli, per liberarsi da ogni impegno[Theoph., in Chronogr. Niceph., in Chron.]. Penetrata questa mena, Giustiniano all'improvviso scappò, e andò a mettersi nelle mani del Cacano, ossia Cagano, che vuol dire principe deiCazari, oGazari, appellati con altro nomeTurchi. Da lui fu molto onorato, e prese per moglie una sua figliuola appellataTeodora: nome, credo io, a lei posto dai Greci, soliti, siccome vedremo, a cangiare i nomi degli stranieri. Ma l'imperadore Absimero, dacchè ebbe intesa la fuga e il soggiorno di Giustiniano, senza indugio, spedì ambasciatori al Cacano, con esibirgli una riguardevole ricompensa, se gli mandava Giustiniano vivo, o almen la sua testa. All'ingordo Barbaro non dispiacque l'offerta di sì bel guadagno, e non tardò a mettere le guardie all'ospite e genero suo, sotto pretesto della di lui sicurezza. Da lì a poco diede anche ordine a Papaze governator di Panaguria, dove allora abitava Giustiniano, e a Balgise prefetto del Bosforo, di levargli la vita. La buona fortuna volle che a Teodora sua moglie da un famiglio del padre fu rivelato il secreto, ed ella onoratamentelo confidò al marito, il quale, fatti venire ad un per uno que' due uffiziali in sua camera, con una fune li strangolò. Poi, dopo aver rimandata la moglie alla casa paterna, trovata una barchetta pescareccia, con quella tornò nella Crimea, e mandati segretamente a chiamare alcuni suoi fedeli, con esso loro si incamminò per mare alla volta delle bocche del Danubio. Alzossi in navigando sì fiera fortuna di mare, che tutti si crederono spediti; ed allora fu che Muace, uno de' suoi domestici, gli disse:Signore, voi ci vedete tutti vicini alla morte; fate un voto a Dio, che s'egli ci salva, e voi rimette sul trono, non farete vendetta d'alcuno.Anzi(rispose allora fremendo di collera Giustiniano)s'io perdonerò ad alcuno, che Dio mi faccia ora profondare in queste acque.Così il bestiale Augusto. Passò poi la burrasca, ed arrivati che furono all'imboccatura del Danubio, Giustiniano spedì Stefano suo famigliare aTerbellio, ossiaTrebellio, signore della Bulgaria, con pregarlo di dargli ora ricovero, e poscia aiuto sufficiente per poter rimontare sul trono, esibendogli perciò un larghissimo guiderdone. Terbellio, fattolo venire a sè, con graziose accoglienze il ricevè, e poi si applicò a mettere in ordine una poderosa armata di Bulgari e Schiavoni per effettuare il concerto stabilito fra loro.