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DCCLAnno diCristoDCCL. IndizioneIII.Zacheriapapa 10.CostantinoCopronimo imperadore 31 e 10.Astolfore 2.Piucchè mai in questi tempi si dilatava per l'Italia l'ordine monastico dei Benedettini, ed appunto correndo verisimilmente l'anno presente fu fabbricato nelle montagne di Modena e nella picciola provincia del Frignano il monistero di Fanano, oggidì nobil terra, distante ventidue miglia dalla città. Fondatore d'esso fu s.Anselmo, poscia autore e primo abate dell'altro insigne monistero di Nonantola, parimente nel ducato di Modena. EraAnselmodianzi duca del Friuli e cognato del re Astolfo, perchè fratello diGiseltrudaregina, moglie del medesimo Astolfo, per quanto ne lasciò scritto l'antico autor della sua Vita, pubblicata dal padre Mabillone[Mabill., Saecul. Benedictin. IV, tom. 1.]. Essendosi introdotto l'uso che anche i principi dessero un calcio alle terrene grandezze per servire nelle solitudini al re de' regi, Anselmo anch'egli, ritiratosi dal secolo, abbracciò fervorosamentel'istituto monastico. Ottenuto dal re Astolfo il luogo suddetto di Fanano, quivi ad onore del nostro Salvatore fabbricò un monistero, pose in esso dei monaci osservanti della regola di s. Benedetto, e v'aggiunse, secondo il rito d'allora, uno spedale per servigio de' pellegrini e forestieri che capitavano in quelle parti, e somma divenne la sua cura che niuno passasse per colà senza partecipare della carità sua nella mensa e nello albergo. Perchè non usavano allora, come oggidì, le osterie, perciò si studiavano i caritativi cristiani di fondare alberghi per i pellegrini ed altri viandanti, somministrando loro nel passaggio il tetto e gli alimenti. Si conservò per più secoli il monistero suddetto, cioè fino ai tempi di papa Clemente VIII, che trovatolo stranamente scaduto ne applicò quel poco che restava ad un monistero di monache fondato in quella terra. Immaginò il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che in questi tempi mancasse di vitaRicardore di Inghilterra, padre de' ss. Willebaldo o Winebaldo, e Walpurga vergine, de' quali è fatta menzione nella vita del santo arcivescovo e martire Bonifazio. Nella città di Lucca, dove succedette la di lui morte e sepoltura, si legge l'epitaffio suo che comincia:HIC REX RICHARDVS REQVIESCITSCEPTRIFER ALMVSREX FVIT ANGLORVMREGNVM TENET IPSE POLORVM, ec.Ma siccome dimostrò il padre Enschenio[Henschenius, in Actis Sanctor. ad diem 7 februar.]della Compagnia di Gesù, Ricardo padre di san Willebaldo, fu bensì di nobil prosapia, ma non mai re di Inghilterra, e quell'epitaffio dee dirsi fattura de' secoli posteriori. Fini egli di vivere circa l'anno 721, e non già in questi tempi. Però quantunque anche nel Martirologio romano gli sia dato iltitolo di re, ora sappiam di certo che tale non fu. Così ingrandivano (lo torno a dire) i secoli barbarici le cose loro, o per interesse, o per troppa brama di gloria. Ed egli ottenne anche il titolo di santo in tempi, ne' quali poco costava il canonizzar le persone dabbene: che per altro non son giunte a nostra notizia le virtù ed azioni, per le quali fosse a lui compartito sì luminoso onore.

Piucchè mai in questi tempi si dilatava per l'Italia l'ordine monastico dei Benedettini, ed appunto correndo verisimilmente l'anno presente fu fabbricato nelle montagne di Modena e nella picciola provincia del Frignano il monistero di Fanano, oggidì nobil terra, distante ventidue miglia dalla città. Fondatore d'esso fu s.Anselmo, poscia autore e primo abate dell'altro insigne monistero di Nonantola, parimente nel ducato di Modena. EraAnselmodianzi duca del Friuli e cognato del re Astolfo, perchè fratello diGiseltrudaregina, moglie del medesimo Astolfo, per quanto ne lasciò scritto l'antico autor della sua Vita, pubblicata dal padre Mabillone[Mabill., Saecul. Benedictin. IV, tom. 1.]. Essendosi introdotto l'uso che anche i principi dessero un calcio alle terrene grandezze per servire nelle solitudini al re de' regi, Anselmo anch'egli, ritiratosi dal secolo, abbracciò fervorosamentel'istituto monastico. Ottenuto dal re Astolfo il luogo suddetto di Fanano, quivi ad onore del nostro Salvatore fabbricò un monistero, pose in esso dei monaci osservanti della regola di s. Benedetto, e v'aggiunse, secondo il rito d'allora, uno spedale per servigio de' pellegrini e forestieri che capitavano in quelle parti, e somma divenne la sua cura che niuno passasse per colà senza partecipare della carità sua nella mensa e nello albergo. Perchè non usavano allora, come oggidì, le osterie, perciò si studiavano i caritativi cristiani di fondare alberghi per i pellegrini ed altri viandanti, somministrando loro nel passaggio il tetto e gli alimenti. Si conservò per più secoli il monistero suddetto, cioè fino ai tempi di papa Clemente VIII, che trovatolo stranamente scaduto ne applicò quel poco che restava ad un monistero di monache fondato in quella terra. Immaginò il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che in questi tempi mancasse di vitaRicardore di Inghilterra, padre de' ss. Willebaldo o Winebaldo, e Walpurga vergine, de' quali è fatta menzione nella vita del santo arcivescovo e martire Bonifazio. Nella città di Lucca, dove succedette la di lui morte e sepoltura, si legge l'epitaffio suo che comincia:

HIC REX RICHARDVS REQVIESCITSCEPTRIFER ALMVSREX FVIT ANGLORVMREGNVM TENET IPSE POLORVM, ec.

Ma siccome dimostrò il padre Enschenio[Henschenius, in Actis Sanctor. ad diem 7 februar.]della Compagnia di Gesù, Ricardo padre di san Willebaldo, fu bensì di nobil prosapia, ma non mai re di Inghilterra, e quell'epitaffio dee dirsi fattura de' secoli posteriori. Fini egli di vivere circa l'anno 721, e non già in questi tempi. Però quantunque anche nel Martirologio romano gli sia dato iltitolo di re, ora sappiam di certo che tale non fu. Così ingrandivano (lo torno a dire) i secoli barbarici le cose loro, o per interesse, o per troppa brama di gloria. Ed egli ottenne anche il titolo di santo in tempi, ne' quali poco costava il canonizzar le persone dabbene: che per altro non son giunte a nostra notizia le virtù ed azioni, per le quali fosse a lui compartito sì luminoso onore.


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