DCCLXXXAnno diCristoDCCLXXX. IndizioneIII.Adriano Ipapa 9.Costantinoimperad. 5 e 1.IreneAugusta 1.Carlo Magnore de' Franchi e Longobardi 7.Mise fine in quest'anno al regno e al vivere suoLeone IV, imperadore dei Greci[Theoph., in Chronogr.], mentre era intento a perseguitare, non men di suo padre, chiunque onorava e difendeva le sacre immagini. Soprattutto grande schiamazzo aveva egli fatto contro adIreneAugusta sua moglie, perchè le ne trovò due sotto un guanciale, con gastigar lei mediante una specie di divorzio, e poi severamente chi gliele avea somministrate. Ma il tolse la divina giustizia quando men sel pensava, essendo mancato di vita nel settembre dell'anno presente. Ebbe per successoreCostantinosuo figliuolo. Non ascendeva l'età sua che ad anni dieci; e perciò la imperadriceIrenesua madre ne assunse la tutela, e cominciò con esso a contare gli anni del suo imperio. Era donna piissima e di cuor cattolico, e per conseguente non tardò a rimettere in piedi la libertà di monacarsi, e cessò ogni persecuzione contro le suddette immagini; ma non cessarono già le dispute fra gli sprezzatori e i difensori delle medesime. E perciocchè nel precedente febbraio era mortoNicetapatriarca eretico di Costantinopoli, e gli era succedutoPaolo, personaggio di sentimenti cattolici, ornato di molte virtù, cominciò la Chiesa di Dio a respirar presso i Greci; ma nello stesso tempo gli Arabi, ossia i Saraceni, maltrattavano forte in Soria i cristiani, e spianavano le loro chiese. Continuò in quest'anno il reCarlo Magnola guerra contra de' Sassoni con tal felicità, che non pochi d'essi vennero a riconoscerlo per loro sovrano, e presero anche in apparenza il sacro battesimo, per farsi credere tutti attaccati a questo principe[Annal. Franc. Moissiac.], con professare la di lui religione. Mandò egli ad abitar nella Sassonia e a predicarvi la fede di Cristo alcuni vescovi, preti ed abbati; e veggendo l'interno de' suoi regni in pace, credendo eziandio oramai terminato ogni affare per l'avvenire coi Sassoni, si dispose a venir in Italia, per visitar questo regno, e massimamente per far le sue divozioni a Roma ed abboccarsi con papaAdriano. A questo medesimo anno riferirono i padri Cointe e Pagi la lettera sessantesima quarta del Codice Carolino, dove si parla dell'occupazione di Terracina, fatta dai Napoletani in pregiudizio della Chiesa romana. Ma non la vedremo scritta molto dappoi. Potrebbe piuttosto essere che al presente non appartenesse la lettera sessagesima del medesimo pontefice, in cui egli notifica al re Carlo d'essere stato assicurato daStefanovescovo (egli era insieme duca) diNapoli[Johann. Diac., in Vit. Episcopor. Neapol. P. II, tom. I Rer. Italic.], che l'imperador Costantino avea dato fine alla sua vita. Ma certo è ch'esso Costantino sopravvisse a papa Adriano. Però o quella fu una voce falsa, oppure il Papa scrisse della morte diLeoneAugusto, e i copisti inavvertentemente vi miseroCostantino. In essa lettera poi si lamenta acremente Adriano diReginaldo(lo stesso è cheRinaldo) stato già gastaldo nel castello di Felicità (oggidì vien creduto Città di Castello ) ed ora duca di Chiusi, perchè era ito con una brigata di gente armata alla stessa città del castello di Felicità, e ne avea condotto via molti di quegli abitanti, quantunque quello fosse luogo donato e confermato dallo stesso re a san Pietro. Perciò vivamente il pregava di levar di posto costui, e tanto più perchè a tempo ancora del re Desiderio egli era stato seminator di liti e discordie dovunque poteva.
Mise fine in quest'anno al regno e al vivere suoLeone IV, imperadore dei Greci[Theoph., in Chronogr.], mentre era intento a perseguitare, non men di suo padre, chiunque onorava e difendeva le sacre immagini. Soprattutto grande schiamazzo aveva egli fatto contro adIreneAugusta sua moglie, perchè le ne trovò due sotto un guanciale, con gastigar lei mediante una specie di divorzio, e poi severamente chi gliele avea somministrate. Ma il tolse la divina giustizia quando men sel pensava, essendo mancato di vita nel settembre dell'anno presente. Ebbe per successoreCostantinosuo figliuolo. Non ascendeva l'età sua che ad anni dieci; e perciò la imperadriceIrenesua madre ne assunse la tutela, e cominciò con esso a contare gli anni del suo imperio. Era donna piissima e di cuor cattolico, e per conseguente non tardò a rimettere in piedi la libertà di monacarsi, e cessò ogni persecuzione contro le suddette immagini; ma non cessarono già le dispute fra gli sprezzatori e i difensori delle medesime. E perciocchè nel precedente febbraio era mortoNicetapatriarca eretico di Costantinopoli, e gli era succedutoPaolo, personaggio di sentimenti cattolici, ornato di molte virtù, cominciò la Chiesa di Dio a respirar presso i Greci; ma nello stesso tempo gli Arabi, ossia i Saraceni, maltrattavano forte in Soria i cristiani, e spianavano le loro chiese. Continuò in quest'anno il reCarlo Magnola guerra contra de' Sassoni con tal felicità, che non pochi d'essi vennero a riconoscerlo per loro sovrano, e presero anche in apparenza il sacro battesimo, per farsi credere tutti attaccati a questo principe[Annal. Franc. Moissiac.], con professare la di lui religione. Mandò egli ad abitar nella Sassonia e a predicarvi la fede di Cristo alcuni vescovi, preti ed abbati; e veggendo l'interno de' suoi regni in pace, credendo eziandio oramai terminato ogni affare per l'avvenire coi Sassoni, si dispose a venir in Italia, per visitar questo regno, e massimamente per far le sue divozioni a Roma ed abboccarsi con papaAdriano. A questo medesimo anno riferirono i padri Cointe e Pagi la lettera sessantesima quarta del Codice Carolino, dove si parla dell'occupazione di Terracina, fatta dai Napoletani in pregiudizio della Chiesa romana. Ma non la vedremo scritta molto dappoi. Potrebbe piuttosto essere che al presente non appartenesse la lettera sessagesima del medesimo pontefice, in cui egli notifica al re Carlo d'essere stato assicurato daStefanovescovo (egli era insieme duca) diNapoli[Johann. Diac., in Vit. Episcopor. Neapol. P. II, tom. I Rer. Italic.], che l'imperador Costantino avea dato fine alla sua vita. Ma certo è ch'esso Costantino sopravvisse a papa Adriano. Però o quella fu una voce falsa, oppure il Papa scrisse della morte diLeoneAugusto, e i copisti inavvertentemente vi miseroCostantino. In essa lettera poi si lamenta acremente Adriano diReginaldo(lo stesso è cheRinaldo) stato già gastaldo nel castello di Felicità (oggidì vien creduto Città di Castello ) ed ora duca di Chiusi, perchè era ito con una brigata di gente armata alla stessa città del castello di Felicità, e ne avea condotto via molti di quegli abitanti, quantunque quello fosse luogo donato e confermato dallo stesso re a san Pietro. Perciò vivamente il pregava di levar di posto costui, e tanto più perchè a tempo ancora del re Desiderio egli era stato seminator di liti e discordie dovunque poteva.