DCCXXXIV

DCCXXXIVAnno diCristoDCCXXXIV. IndizioneII.GregorioIII papa 4.Leone Isauroimperadore 18.CostantinoCopronimo Augusto 15.Liutprandore 23.Circa questi tempi potrebbe essere accaduta la fondazione diCittà Nuovafatta dal re Liutprando, quattro miglia lungi da Modena, sulla via Emilia, ossia Claudia, come da assaissimi secoli in qua noi diciamo. Doveano essere in quellaparte del territorio modenese dei boschi, e niuna casa, e però quivi nascondendosi gli assassini, infestavano la strada regale della Lombardia, che passava per colà. Ora venne in mente al re di fabbricar quivi una terra o città, con piantarvi una colonia di Modenesi, acciocchè da lì innanzi restasse il passo ben guardato dagli assassini. Quivi tuttavia nella facciata della parrocchiale di san Pietro, che sola resta di quell'illustre luogo, ne esiste la memoria in un marmo, benchè logorato dal tempo e mancante nel fine. Le parole che ivi si leggono, son le seguenti in lettere romane:HAEC XPS FVNDAMINA POSVIT FVNDATOREREGE FELICISSIMO LIVTPRAND PER EVM CEB...HIC VBI INSIDIAE PRIVS PARABANTVR,FACTA EST SECVRITAS, VT AX SERVETVR.SIC VIRTVS ALTISSIMI FECIT LONCIBARD.TEMPORE TRANQVILLO ET FLORENTISS.OMNES VT VNANIMES.... PLENIS PRINC....Dissi illustre luogo, perchè nominato anche nel testamento di Carlo Magno, e veramente divenuta città dove dimorava unconte, cioè un governatore, o ungastaldo, cioè un regio uffiziale che amministrava giustizia, come ho con varii documenti provato nelle Antichità italiche[Antiquit. Italic., Dissert. XXI.]. Dopo il mille andò in rovina essaCittà Nuova, probabilmente perchè il popolo di Modena volle maggiormente ampliare e popolare la propria città. Dura nondimeno tuttavia il nome della villa diCittanova.

Circa questi tempi potrebbe essere accaduta la fondazione diCittà Nuovafatta dal re Liutprando, quattro miglia lungi da Modena, sulla via Emilia, ossia Claudia, come da assaissimi secoli in qua noi diciamo. Doveano essere in quellaparte del territorio modenese dei boschi, e niuna casa, e però quivi nascondendosi gli assassini, infestavano la strada regale della Lombardia, che passava per colà. Ora venne in mente al re di fabbricar quivi una terra o città, con piantarvi una colonia di Modenesi, acciocchè da lì innanzi restasse il passo ben guardato dagli assassini. Quivi tuttavia nella facciata della parrocchiale di san Pietro, che sola resta di quell'illustre luogo, ne esiste la memoria in un marmo, benchè logorato dal tempo e mancante nel fine. Le parole che ivi si leggono, son le seguenti in lettere romane:

HAEC XPS FVNDAMINA POSVIT FVNDATOREREGE FELICISSIMO LIVTPRAND PER EVM CEB...HIC VBI INSIDIAE PRIVS PARABANTVR,FACTA EST SECVRITAS, VT AX SERVETVR.SIC VIRTVS ALTISSIMI FECIT LONCIBARD.TEMPORE TRANQVILLO ET FLORENTISS.OMNES VT VNANIMES.... PLENIS PRINC....

HAEC XPS FVNDAMINA POSVIT FVNDATORE

REGE FELICISSIMO LIVTPRAND PER EVM CEB...

HIC VBI INSIDIAE PRIVS PARABANTVR,

FACTA EST SECVRITAS, VT AX SERVETVR.

SIC VIRTVS ALTISSIMI FECIT LONCIBARD.

TEMPORE TRANQVILLO ET FLORENTISS.

OMNES VT VNANIMES.... PLENIS PRINC....

Dissi illustre luogo, perchè nominato anche nel testamento di Carlo Magno, e veramente divenuta città dove dimorava unconte, cioè un governatore, o ungastaldo, cioè un regio uffiziale che amministrava giustizia, come ho con varii documenti provato nelle Antichità italiche[Antiquit. Italic., Dissert. XXI.]. Dopo il mille andò in rovina essaCittà Nuova, probabilmente perchè il popolo di Modena volle maggiormente ampliare e popolare la propria città. Dura nondimeno tuttavia il nome della villa diCittanova.


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