DCLXXVIAnno diCristoDCLXXVI. IndizioneIV.Donopapa 1.CostantinoPogonato imp. 9.Bertaridore 6.Nel dì 26 di giugno terminò la carriera de' suoi giorni papaAdeodato, pontefice benignissimo, pieno di umiltà, caritativo massimamente verso i poveri e liberale verso il clero, al quale diede laroga, cioè il regalo solito a darsi dai suoi predecessori; ma con averne accresciuta di molto la misura. Nota Anastasio[Anastas., in Adeodat.]che dopo la sua morte vennero tante piogge e caddero tanti fulmini, che niun si ricordava d'aver mai provato un somigliante flagello; perchè durarono tanto, che non si poteva battere il grano; e i legumi tornarono a nascere nelle campagne, e restarono morti degli uomini e delle bestie dai fulmini. Fuor di sito fece menzione Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 5, cap. 34.]di questa medesima sciagura, e, quel che è peggio, guastolla con una spropositata giunta, se pure a lui si dee attribuire;perciocchè scrive cheinnumerabili migliaja di uomini e di animali furono uccisi dai fulmini. Avea tanto senno Paolo Diacono da non credere nè vero nè verisimile un sì terribil macello venuto dai fulmini; e però usiamogli la carità di credere fatta da altri questa giunta al testo suo. Vien riportata una bolla del suddetto papa Adeodato[Labbe, Concilior., tom. 4.]in favore del monistero di san Martino di Turs, in cui lo esenta dalla giurisdizione dei vescovi, con protestar nondimeno chel'uso e la tradizione della sede apostolica era di non sottrarre i monisteri dall'ubbidienza e dal governo de' vescovi, e che intanto si è indotto a concedere questo privilegio, in quanto ha conosciuto che lo stesso vescovo di TursCrodebertoha accordato la libertà ed esenzione ad esso monistero: parole che son da notare, per giudicare della legittimità d'altri privilegii che si dicono conceduti in questi tempi. Il saggio cardinal Baronio, facendo menzione del suddetto documento, osserva che per isperienza si doveva essere conosciuto che questa indipendenza de' monaci noceva piuttosto alla disciplina ed osservanza monastica; e che san Bernardo disapprovò l'usanza introdotta di esentare i monaci dall'ubbidire ai vescovi, e che neppur piacque a san Francesco d'Assisi una tale indipendenza de' suoi frati; ma che fu guasto il suo disegno da frate Elia, personaggio condotto dallo spirito non di Dio, ma della carne. Intorno a questo privilegio di papa Adeodato insorsero negli anni addietro contese fra i letterati francesi, che io tralascio, e certo v'ha gran ragione di dubitare della legittimità del medesimo. Ad Adeodato succedette nella cattedra pontificiaDonodi nazione romano. Dal padre Pagi vien creduto che la sua consecrazione seguisse nel dì primo di novembre dell'anno presente, nel quale i Saraceni continuarono i loro sforzi contra la città di Costantinopoli, ma senza guadagnar terreno.
Nel dì 26 di giugno terminò la carriera de' suoi giorni papaAdeodato, pontefice benignissimo, pieno di umiltà, caritativo massimamente verso i poveri e liberale verso il clero, al quale diede laroga, cioè il regalo solito a darsi dai suoi predecessori; ma con averne accresciuta di molto la misura. Nota Anastasio[Anastas., in Adeodat.]che dopo la sua morte vennero tante piogge e caddero tanti fulmini, che niun si ricordava d'aver mai provato un somigliante flagello; perchè durarono tanto, che non si poteva battere il grano; e i legumi tornarono a nascere nelle campagne, e restarono morti degli uomini e delle bestie dai fulmini. Fuor di sito fece menzione Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 5, cap. 34.]di questa medesima sciagura, e, quel che è peggio, guastolla con una spropositata giunta, se pure a lui si dee attribuire;perciocchè scrive cheinnumerabili migliaja di uomini e di animali furono uccisi dai fulmini. Avea tanto senno Paolo Diacono da non credere nè vero nè verisimile un sì terribil macello venuto dai fulmini; e però usiamogli la carità di credere fatta da altri questa giunta al testo suo. Vien riportata una bolla del suddetto papa Adeodato[Labbe, Concilior., tom. 4.]in favore del monistero di san Martino di Turs, in cui lo esenta dalla giurisdizione dei vescovi, con protestar nondimeno chel'uso e la tradizione della sede apostolica era di non sottrarre i monisteri dall'ubbidienza e dal governo de' vescovi, e che intanto si è indotto a concedere questo privilegio, in quanto ha conosciuto che lo stesso vescovo di TursCrodebertoha accordato la libertà ed esenzione ad esso monistero: parole che son da notare, per giudicare della legittimità d'altri privilegii che si dicono conceduti in questi tempi. Il saggio cardinal Baronio, facendo menzione del suddetto documento, osserva che per isperienza si doveva essere conosciuto che questa indipendenza de' monaci noceva piuttosto alla disciplina ed osservanza monastica; e che san Bernardo disapprovò l'usanza introdotta di esentare i monaci dall'ubbidire ai vescovi, e che neppur piacque a san Francesco d'Assisi una tale indipendenza de' suoi frati; ma che fu guasto il suo disegno da frate Elia, personaggio condotto dallo spirito non di Dio, ma della carne. Intorno a questo privilegio di papa Adeodato insorsero negli anni addietro contese fra i letterati francesi, che io tralascio, e certo v'ha gran ragione di dubitare della legittimità del medesimo. Ad Adeodato succedette nella cattedra pontificiaDonodi nazione romano. Dal padre Pagi vien creduto che la sua consecrazione seguisse nel dì primo di novembre dell'anno presente, nel quale i Saraceni continuarono i loro sforzi contra la città di Costantinopoli, ma senza guadagnar terreno.