DCLXXXIIIAnno diCristoDCLXXXIII. IndizioneXI.Sede vacante.CostantinoPogonato imp. 16.Bertaridore 13.Cunibertore 6.Secondo le prove addotte dal p. Pagi, sul principio di luglio del presente anno giunse al fine dei suoi giorniLeone IIpapa. Intorno al principio e fine di questo pontefice hanno disputato non poco i letterati. Quel che è certo, ebbe ben corta durata il suo pontificato; ma tali e tante dovettero essere le di lui virtù, che meritò d'essere aggregato al catalogo dei santi. Si celebra nella Chiesa di Dio la sua festa nel dì 28 di giugno. Ma questo giorno, se vogliam credere al suddetto Pagi, non è quel della sua morte, credendolo egli passato alla gloria de' beati nel dì 5 di luglio. Stette poi vacante la cattedra di s. Pietro undici mesi e ventidue giorni, per quanto abbiam da varii testi d'Anastasio[Anastas., in Leone II.]: però all'anno susseguente appartiene la consecrazion del suo successore. Benchè sia attorniata da molte tenebre l'origine dell'insigne monistero di santaMaria di Farfanella Sabina, compreso una volta nel ducato di Spoleti, e però sottoposto ai principi longobardi, tuttavia dopo il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict., lib. 17, cap. 20.]sarà lecito anche a me il parlarne in questo sito. Credesi per un'oscura tradizione che fin prima della venuta dei Longobardi in Italia quel sacro luogo fosse edificato e poscia distrutto, quando giunsero in quelle parti i nuovi ospiti longobardi, spiranti allora solamente crudeltà. Verso questi tempi poi capitato colàTommasoprete di Morienna, uomo di gran santità, si sentì incoraggito da Dio a rimettere in piedi quell'abbandonato monistero. Ma forse più tardi accadde la sua restaurazione, dacchè sappiamo cheFaroaldo IIduca di Spoleti, il quale governò da lì a qualche tempo quel ducato, fu il principal protettore di questa fabbrica, e vi contribuì con varii doni e spese. L'antica cronica[Chronic. Farfense, part. II, tom. 2 Rer. Italic.]di quell'insigne monistero fu da me pubblicata nella Raccolta degli scrittori delle cose d'Italia. A questi medesimi tempi si può similmente riferire un abbozzo della fondazione d'un altro non men celebre monistero nel ducato di Benevento e nella provincia del Sannio, appellato di s.Vincenzo di Volturno. Tuttavia la fabbrica ancora di questo pare che appartenga al principio del secolo susseguente, come si può ricavare dalla cronica d'esso monistero da me parimente data alla luce[Chronic. Vulturnense, part. II, tom. 1. Rer. Italic.]. Se non tutti, almeno la maggior parte de' Longobardi, abiurato l'arianesimo e l'idolatria, avevano abbracciata la religion cattolica; e però cominciò il monachismo a rimettersi nel primiero vigore in Italia con lo ristabilimento degli antichi monasteri, e colla fondazion di nuovi, ne' quali si rimiravano luminosi fanali di pietà e santità cristiana. Fioriva in questi tempi la disciplina monastica nella Francia, nell'Inghilterra e nell'Irlanda. Servirono quegli esempli a rinnovarla in Italia.
Secondo le prove addotte dal p. Pagi, sul principio di luglio del presente anno giunse al fine dei suoi giorniLeone IIpapa. Intorno al principio e fine di questo pontefice hanno disputato non poco i letterati. Quel che è certo, ebbe ben corta durata il suo pontificato; ma tali e tante dovettero essere le di lui virtù, che meritò d'essere aggregato al catalogo dei santi. Si celebra nella Chiesa di Dio la sua festa nel dì 28 di giugno. Ma questo giorno, se vogliam credere al suddetto Pagi, non è quel della sua morte, credendolo egli passato alla gloria de' beati nel dì 5 di luglio. Stette poi vacante la cattedra di s. Pietro undici mesi e ventidue giorni, per quanto abbiam da varii testi d'Anastasio[Anastas., in Leone II.]: però all'anno susseguente appartiene la consecrazion del suo successore. Benchè sia attorniata da molte tenebre l'origine dell'insigne monistero di santaMaria di Farfanella Sabina, compreso una volta nel ducato di Spoleti, e però sottoposto ai principi longobardi, tuttavia dopo il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict., lib. 17, cap. 20.]sarà lecito anche a me il parlarne in questo sito. Credesi per un'oscura tradizione che fin prima della venuta dei Longobardi in Italia quel sacro luogo fosse edificato e poscia distrutto, quando giunsero in quelle parti i nuovi ospiti longobardi, spiranti allora solamente crudeltà. Verso questi tempi poi capitato colàTommasoprete di Morienna, uomo di gran santità, si sentì incoraggito da Dio a rimettere in piedi quell'abbandonato monistero. Ma forse più tardi accadde la sua restaurazione, dacchè sappiamo cheFaroaldo IIduca di Spoleti, il quale governò da lì a qualche tempo quel ducato, fu il principal protettore di questa fabbrica, e vi contribuì con varii doni e spese. L'antica cronica[Chronic. Farfense, part. II, tom. 2 Rer. Italic.]di quell'insigne monistero fu da me pubblicata nella Raccolta degli scrittori delle cose d'Italia. A questi medesimi tempi si può similmente riferire un abbozzo della fondazione d'un altro non men celebre monistero nel ducato di Benevento e nella provincia del Sannio, appellato di s.Vincenzo di Volturno. Tuttavia la fabbrica ancora di questo pare che appartenga al principio del secolo susseguente, come si può ricavare dalla cronica d'esso monistero da me parimente data alla luce[Chronic. Vulturnense, part. II, tom. 1. Rer. Italic.]. Se non tutti, almeno la maggior parte de' Longobardi, abiurato l'arianesimo e l'idolatria, avevano abbracciata la religion cattolica; e però cominciò il monachismo a rimettersi nel primiero vigore in Italia con lo ristabilimento degli antichi monasteri, e colla fondazion di nuovi, ne' quali si rimiravano luminosi fanali di pietà e santità cristiana. Fioriva in questi tempi la disciplina monastica nella Francia, nell'Inghilterra e nell'Irlanda. Servirono quegli esempli a rinnovarla in Italia.