MCAnno diCristoMC. IndizioneVIII.PasqualeII papa 2.Arrigo IVre 45, imperad. 17.CorradoII re d'Italia 8.Abbiamo da Pandolfo Pisano[Pandulfus Pisanus, in Vit. Paschal. II, P. I, tom. 3 Rer. Italic.]che fu fatta calda istanza dal popolo romano apapa Pasqualeperchè venisse cacciato da que' contorni l'antipapa Guiberto, il quale per tanti anni avea travagliata e tenuta in guerra la loro città, con esibire a questo effetto buone somme d'oro e d'argento. Giunsero nello stesso tempo ambasciatori diRuggieri contedi Sicilia,che ammessi all'udienza del papa, posero ai di lui piedi mille oncie d'oro. Animato da questi impulsi ed aiuti il pontefice, spedì l'esercito contra di Guiberto. Dimorava costui nella città d'Alba, e sostenne per qualche tempo l'assedio d'essa. Veggendo poi disperato il caso, ebbe maniera di scampare, e di ritirarsi in un forte castello; ma quivi all'improvviso la morte il colse, e mancò di vita ostinato nel suo scisma, pentito più volte d'avere assunto il titolo di pontefice romano, senza però mai pentirsi daddovero per riconciliarsi col vero vicario di Cristo, e far penitenza de' suoi enormi eccessi. Colla morte sua restò liberata la Chiesa di Dio da una gran peste, da un terribil nemico. Non restò essa nondimeno immediatamente quieta; imperciocchè i seguaci di esso Guiberto in luogo di lui elessero papa un certoAlberto, che nello stesso giorno fu dispapato. Laonde passarono all'elezion di un certoTeodorico; e questi per più di tre mesi fece fra' suoi aderenti una ridicola figura di sommo pontefice. Ma i Romani, o pure i Normanni misero le mani addosso a que' mostri, e confinarono il primo in san Lorenzo d'Aversa, l'altro nel monistero della Cava presso Salerno. Saltò su col tempo anche il terzo, appellatoMaginolfo, che nel dì 2 di novembre fu da' suoi parziali promosso al pontificato e prese il nome di Silvestro IV. Sigeberto nella Cronica sua[Sigebertus, in Chron. edit. Miraei.]secondo l'edizion del Mireo scrive, che essendosi costui ritirato in una fortezza,Berto caput et rector romanae militiae cum expeditione cleri et populi eum inde extraxit, et ad Warnerum principem Anconae in tiburtinam urbem adduxit, dove fu dagli scismatici creato papa, ma per attestato del medesimo scrittore, costuinon multo post reprobatur a Romanis, et fama nominis ejus evanuit. Di ciò riparleremo all'anno 1106. Sicchè neppur dopo la morte di Guiberto pervenne ad una intera quiete papa Pasquale. Nè si dee tralasciar senza osservazione che in questi tempi la marcad'Ancona, non diversa da quella che tempo fa era denominata marca di Camerino o di Fermo, ubbidiva allora all'imperadore Arrigo IV. Ne era marcheseGuarnieri, da cui probabilmente, o da' suoi discendenti che portarono lo stesso nome, fu quel paese poscia chiamato lamarca di Guarnieri; e questi riconosceva per suo signore il suddetto Arrigo, come costa da un pezzo di lettera da lui scritta al medesimo Augusto presso di Sigeberto. Che se questo Guarnieri teneva, siccome abbiam veduto,Tivoli, anch'egli dovea recar delle molestie a Roma e al pontefice Pasquale.Abbiamo dal soprallodato Pandolfo Pisano che il papa, non so se nell'anno presente, oppure nel susseguente, ricuperò colla forza dell'armi Città Castellana. Mosse anche guerra a Pietro dalla Colonna (il primo che s'incontri di questa nobilissima famiglia nelle storie), perchè aveva occupata la terra di Cavi, spettante alla Chiesa romana. Tolta fu non solamente ad esso Pietro la terra suddetta, ma eziandio Colonna e Zagarolo, che erano di suo diritto: il che ci fa intendere che non cominciava allora la nobiltà di quella casa, ed esserle venuto il cognome dal dominio della terra di Colonna, che fu poi loro restituita. Poco potè godere del suo nuovo regno di Gerusalemme, e delle nuove conquiste da lui fatte, l'inclito e piissimore Gotifredodi Buglione. Caduto egli infermo nell'anno presente, passò a miglior vita nel dì 18 di luglio, lasciando dopo di sè una memoria piena di benedizioni[Guillelmus Tyr. Abbas Urspergensis. Fulcherius Carnotens. Bernardus Thesaur. et alii.]. Accorso a GerusalemmeBaldovinosuo fratello, fu con universale consentimento eletto re, ed anche solennemente coronato nel dì del santo Natale: funzione da cui s'era astenuto il buon re Gotifredo. Landolfo juniore[Landulfus de S. Paulo, Histor. Mediolan., tom. 5 Rer. Ital.], storico milanese, scrive cheAnselmo IVarcivescovo diMilano predicò la crociata per la Lombardia, facendo cantare una canzone che cominciavaUltreja, forse franzese, e probabilmente significanteOltre già sono iti i Franchi, ec. Unì egli con ciò una grossa armata di Lombardi; e dopo aver creato e lasciato suo vicario in MilanoCrisolao(appellato volgarmenteGrossolano), che poco prima era stato eletto e consecrato vescovo di Savona, alla testa di quell'esercito s'inviò alla volta di Costantinopoli[Orderic. Vitalis. Radulfus Cadomens.]. Seco andarono il vescovo di Pavia e Alberto da Biandrate potentissimo Lombardo. Non per mare da Genova passò questa gente, come si pensò Tristano Calco[Tristan. Calchus, Hist. Med.], ma bensì per terra, attestandolo l'Abbate Urspergense[Abbas Urspergensis, in Chron.]e l'Annalista Sassone[Annalista Saxo.]con dire sotto quest'anno:Ex Langobardis cum Mediolanensi et Papiensi Episcopis quinquaginta millia ad Hierosolymitanam profectionem signati, in Bulgariae civitatibus hyemaverunt. Rapporta il padre Bacchini[Bacchini, Ist. di Poliron. App., pag. 46.]un'insigne donazione fatta in quest'anno dalla contessa Matilda, mentre era in Guastalla, al monistero di san Benedetto di Gonzaga, e scrittaanno ab Incarnatione Domini millesimo centesimo, Indictione decima, kalendis junii. Ma non può convenire a quest'anno l'indizione X, e dal Fiorentini[Fiorentini, Memorie di Matilda, lib. 2.]sappiamo che la contessa dimorava in Toscana nel dì 7 di giugno dell'anno presente. Dimorava anche in Firenzein palatio domus(cioè del duomo)sancti Johannis, dove tenne un placito nel dì 2 di marzo, da me dato alla luce. Però sembra verisimile che quel documento appartenga all'anno 1102, in cui veramente Matilda si trovò in Lombardia. Secondochè scrive Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernit., tom. 7 Rer. Italic.], in quest'annoRuggieri ducadi Puglia assediò e prese la città di Canosa, ch'egli durante l'assedio aveafatto cignere tutta all'intorno con delle reti.Boamondo principed'Antiochia suo fratello restò nel presente anno prigione dei Turchi: il che riuscì di grave danno agl'interessi del cristianesimo in Oriente.
Abbiamo da Pandolfo Pisano[Pandulfus Pisanus, in Vit. Paschal. II, P. I, tom. 3 Rer. Italic.]che fu fatta calda istanza dal popolo romano apapa Pasqualeperchè venisse cacciato da que' contorni l'antipapa Guiberto, il quale per tanti anni avea travagliata e tenuta in guerra la loro città, con esibire a questo effetto buone somme d'oro e d'argento. Giunsero nello stesso tempo ambasciatori diRuggieri contedi Sicilia,che ammessi all'udienza del papa, posero ai di lui piedi mille oncie d'oro. Animato da questi impulsi ed aiuti il pontefice, spedì l'esercito contra di Guiberto. Dimorava costui nella città d'Alba, e sostenne per qualche tempo l'assedio d'essa. Veggendo poi disperato il caso, ebbe maniera di scampare, e di ritirarsi in un forte castello; ma quivi all'improvviso la morte il colse, e mancò di vita ostinato nel suo scisma, pentito più volte d'avere assunto il titolo di pontefice romano, senza però mai pentirsi daddovero per riconciliarsi col vero vicario di Cristo, e far penitenza de' suoi enormi eccessi. Colla morte sua restò liberata la Chiesa di Dio da una gran peste, da un terribil nemico. Non restò essa nondimeno immediatamente quieta; imperciocchè i seguaci di esso Guiberto in luogo di lui elessero papa un certoAlberto, che nello stesso giorno fu dispapato. Laonde passarono all'elezion di un certoTeodorico; e questi per più di tre mesi fece fra' suoi aderenti una ridicola figura di sommo pontefice. Ma i Romani, o pure i Normanni misero le mani addosso a que' mostri, e confinarono il primo in san Lorenzo d'Aversa, l'altro nel monistero della Cava presso Salerno. Saltò su col tempo anche il terzo, appellatoMaginolfo, che nel dì 2 di novembre fu da' suoi parziali promosso al pontificato e prese il nome di Silvestro IV. Sigeberto nella Cronica sua[Sigebertus, in Chron. edit. Miraei.]secondo l'edizion del Mireo scrive, che essendosi costui ritirato in una fortezza,Berto caput et rector romanae militiae cum expeditione cleri et populi eum inde extraxit, et ad Warnerum principem Anconae in tiburtinam urbem adduxit, dove fu dagli scismatici creato papa, ma per attestato del medesimo scrittore, costuinon multo post reprobatur a Romanis, et fama nominis ejus evanuit. Di ciò riparleremo all'anno 1106. Sicchè neppur dopo la morte di Guiberto pervenne ad una intera quiete papa Pasquale. Nè si dee tralasciar senza osservazione che in questi tempi la marcad'Ancona, non diversa da quella che tempo fa era denominata marca di Camerino o di Fermo, ubbidiva allora all'imperadore Arrigo IV. Ne era marcheseGuarnieri, da cui probabilmente, o da' suoi discendenti che portarono lo stesso nome, fu quel paese poscia chiamato lamarca di Guarnieri; e questi riconosceva per suo signore il suddetto Arrigo, come costa da un pezzo di lettera da lui scritta al medesimo Augusto presso di Sigeberto. Che se questo Guarnieri teneva, siccome abbiam veduto,Tivoli, anch'egli dovea recar delle molestie a Roma e al pontefice Pasquale.
Abbiamo dal soprallodato Pandolfo Pisano che il papa, non so se nell'anno presente, oppure nel susseguente, ricuperò colla forza dell'armi Città Castellana. Mosse anche guerra a Pietro dalla Colonna (il primo che s'incontri di questa nobilissima famiglia nelle storie), perchè aveva occupata la terra di Cavi, spettante alla Chiesa romana. Tolta fu non solamente ad esso Pietro la terra suddetta, ma eziandio Colonna e Zagarolo, che erano di suo diritto: il che ci fa intendere che non cominciava allora la nobiltà di quella casa, ed esserle venuto il cognome dal dominio della terra di Colonna, che fu poi loro restituita. Poco potè godere del suo nuovo regno di Gerusalemme, e delle nuove conquiste da lui fatte, l'inclito e piissimore Gotifredodi Buglione. Caduto egli infermo nell'anno presente, passò a miglior vita nel dì 18 di luglio, lasciando dopo di sè una memoria piena di benedizioni[Guillelmus Tyr. Abbas Urspergensis. Fulcherius Carnotens. Bernardus Thesaur. et alii.]. Accorso a GerusalemmeBaldovinosuo fratello, fu con universale consentimento eletto re, ed anche solennemente coronato nel dì del santo Natale: funzione da cui s'era astenuto il buon re Gotifredo. Landolfo juniore[Landulfus de S. Paulo, Histor. Mediolan., tom. 5 Rer. Ital.], storico milanese, scrive cheAnselmo IVarcivescovo diMilano predicò la crociata per la Lombardia, facendo cantare una canzone che cominciavaUltreja, forse franzese, e probabilmente significanteOltre già sono iti i Franchi, ec. Unì egli con ciò una grossa armata di Lombardi; e dopo aver creato e lasciato suo vicario in MilanoCrisolao(appellato volgarmenteGrossolano), che poco prima era stato eletto e consecrato vescovo di Savona, alla testa di quell'esercito s'inviò alla volta di Costantinopoli[Orderic. Vitalis. Radulfus Cadomens.]. Seco andarono il vescovo di Pavia e Alberto da Biandrate potentissimo Lombardo. Non per mare da Genova passò questa gente, come si pensò Tristano Calco[Tristan. Calchus, Hist. Med.], ma bensì per terra, attestandolo l'Abbate Urspergense[Abbas Urspergensis, in Chron.]e l'Annalista Sassone[Annalista Saxo.]con dire sotto quest'anno:Ex Langobardis cum Mediolanensi et Papiensi Episcopis quinquaginta millia ad Hierosolymitanam profectionem signati, in Bulgariae civitatibus hyemaverunt. Rapporta il padre Bacchini[Bacchini, Ist. di Poliron. App., pag. 46.]un'insigne donazione fatta in quest'anno dalla contessa Matilda, mentre era in Guastalla, al monistero di san Benedetto di Gonzaga, e scrittaanno ab Incarnatione Domini millesimo centesimo, Indictione decima, kalendis junii. Ma non può convenire a quest'anno l'indizione X, e dal Fiorentini[Fiorentini, Memorie di Matilda, lib. 2.]sappiamo che la contessa dimorava in Toscana nel dì 7 di giugno dell'anno presente. Dimorava anche in Firenzein palatio domus(cioè del duomo)sancti Johannis, dove tenne un placito nel dì 2 di marzo, da me dato alla luce. Però sembra verisimile che quel documento appartenga all'anno 1102, in cui veramente Matilda si trovò in Lombardia. Secondochè scrive Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernit., tom. 7 Rer. Italic.], in quest'annoRuggieri ducadi Puglia assediò e prese la città di Canosa, ch'egli durante l'assedio aveafatto cignere tutta all'intorno con delle reti.Boamondo principed'Antiochia suo fratello restò nel presente anno prigione dei Turchi: il che riuscì di grave danno agl'interessi del cristianesimo in Oriente.