MCCXXIIIAnno diCristoMCCXXIII. IndizioneXI.Onorio IIIpapa 8.Federigo IIimperadore 4.O era sul fine del precedente anno venuto, o certamente sul principio di questo venne a RomaGiovanni di Brennare di Gerusalemme, con somma benignità e molte carezze accolto dal ponteficeOnorio III. Erano con lui i gran mastri de' cavalieri templarii, ospitalariie teutonici[Ricard. de S. German., in Chron. Raynald., Annal. Eccl.]. Allora il papa invitò l'imperadorFederigo IIad un congresso, che si dovea tenere in San Germano. Non mancò Federigo, mossosi di Sicilia, d'essere colà al tempo prefisso; ma perciocchè il sommo pontefice tuttavia si trovava incomodato dal male della gamba, nè potè fare quel viaggio, Ferentino fu destinato per quell'abboccamento. V'intervennero il papa, l'imperadore, il re di Gerusalemme co' suoi, e molti altri signori, colà invitati dal papa zelantissimo per gli affari di Terra santa. Restò ivi conchiuso, che giacchè duravano le tregue coi Saraceni, e tempo si richiedeva per fare i necessarii preparamenti, l'Augusto Federigo da lì a due anni nella festa di san Giovanni Batista farebbe il passaggio in Levante con tutte le forze sue: al che egli si obbligò con solenne giuramento, sotto pena della scomunica. Fu stabilito inoltre che esso Federigo contraesse allora gli sponsali conJolantafigliuola unica del suddetto Giovanni re di Gerusalemme, per celebrarne il matrimonio a suo tempo: con che si figurò il saggio pontefice di maggiormente animar Federigo a quell'impresa per la speranza di acquistare un regno, di cui doveva essere erede la suddetta Jolanta. Terminato il congresso, passò il re Giovanni in Francia, in Inghilterra e in Ispagna a cercar de' soccorsi. Onorio papa anch'egli continuò con calde lettere le paterne esortazioni e preghiere sue ai re e principi della cristianità, acciocchè ciascuno dal suo canto porgesse mano ai bisogni di Terra santa. Federigo, preso congedo dal papa, passò per Sora, e andò a Celano, che si trovava allora assediato dalle sue milizie. Era quella forte terra difesa da Tommaso antico conte d'essa. Benchè facesse venire la moglie e il figliuolo del medesimo conte per esortarlo a rendersi, nulla potè ottenere. Incamminossi Federigo verso la Sicilia; e non per anche s'era imbarcato, che, frappostosiil papa, il conte di Celano venne ad un accordo, per cui cedette all'imperadore Celano ed altre sue terre, con obbligo di uscire del regno, e facoltà di condur seco tutte le robe e gli aderenti suoi. Alla moglie di lui fu riserbata la contea di Molise, e datone anche il possesso. Eseguita la capitolazione, fu ordinato agli abitanti di Celano di uscirne coi loro mobili, e poi da' fondamenti fu distrutta quella terra, e gli abitanti furono col tempo trasportati in Malta per popolar quell'isola che oggidì è sì famosa. Passò dunque Federigo in Sicilia per attendere a domare i Saraceni più che mai ostinati nella lor ribellione. Il terribil flagello del tremuoto, che nel Natale dell'anno precedente recò tanta rovina a Brescia, se non apportò gran danno, cagionò ben gran terrore alla città di Piacenza[Chron. Placent., tom. 16 Rer. Ital.]. Però quei popolari e nobili fuorusciti, prima divisi, compunti ora al vedere l'ira di Dio, spontaneamente conchiusero la pace fra loro; e il popolo, ito ad incontrare la nobiltà, l'introdusse lietamente nella patria comune. Ne' vecchi Annali di Modena[Annales Veteres Mutinens., tom. 11 Rer. Italic.]si legge che in quest'annomultae paces compositae fuerunt occasione Carthaginis. Ciò che si voglia dir questo autore, nol so io indovinare con quel nome diCartagine. E che non paia errore in vece diterremoto, si può dedurre dal soggiugner egli:Eodem anno fuit terraemotus magnus. Altri ancora hanno riferito al presente anno il famoso terremoto dell'anno precedente, perchè accaduto nel Natale del Signore, da cui molte città cominciavano a contare l'anno nuovo. Benvenuto da San Giorgio[Benvenuto da S. Giorgio, Storia del Monferrato.]accenna sotto questo anno una concession d'alcune castella fatta da Federigo imperadore aGuglielmo marchesedi Monferrato con diploma dato nel mese di aprile di quest'annoin obsidione Cetani(Celani, credo io), e fra' testimoni si leggeRainaldus dux Spoleti. Questo medesimo duca di Spoleti il truovo io in altro diploma d'esso Federigo dell'anno 1220 da me dato alla luce[Antichità Estensi, P. I, cap. 41.], e in altri diplomi riferiti dal suddetto Benvenuto nel 1224, e dal Margarino[Bullar. Casinens., tom. 2, Constit. CCXLVI.]nel 1226. È cosa da osservare, perchè in questi tempi il pontefice era in possesso del ducato di Spoleti. Dovea quel Rinaldo portarne solamente il titolo, perchè figliuolo di chi già ne era stato investito.
O era sul fine del precedente anno venuto, o certamente sul principio di questo venne a RomaGiovanni di Brennare di Gerusalemme, con somma benignità e molte carezze accolto dal ponteficeOnorio III. Erano con lui i gran mastri de' cavalieri templarii, ospitalariie teutonici[Ricard. de S. German., in Chron. Raynald., Annal. Eccl.]. Allora il papa invitò l'imperadorFederigo IIad un congresso, che si dovea tenere in San Germano. Non mancò Federigo, mossosi di Sicilia, d'essere colà al tempo prefisso; ma perciocchè il sommo pontefice tuttavia si trovava incomodato dal male della gamba, nè potè fare quel viaggio, Ferentino fu destinato per quell'abboccamento. V'intervennero il papa, l'imperadore, il re di Gerusalemme co' suoi, e molti altri signori, colà invitati dal papa zelantissimo per gli affari di Terra santa. Restò ivi conchiuso, che giacchè duravano le tregue coi Saraceni, e tempo si richiedeva per fare i necessarii preparamenti, l'Augusto Federigo da lì a due anni nella festa di san Giovanni Batista farebbe il passaggio in Levante con tutte le forze sue: al che egli si obbligò con solenne giuramento, sotto pena della scomunica. Fu stabilito inoltre che esso Federigo contraesse allora gli sponsali conJolantafigliuola unica del suddetto Giovanni re di Gerusalemme, per celebrarne il matrimonio a suo tempo: con che si figurò il saggio pontefice di maggiormente animar Federigo a quell'impresa per la speranza di acquistare un regno, di cui doveva essere erede la suddetta Jolanta. Terminato il congresso, passò il re Giovanni in Francia, in Inghilterra e in Ispagna a cercar de' soccorsi. Onorio papa anch'egli continuò con calde lettere le paterne esortazioni e preghiere sue ai re e principi della cristianità, acciocchè ciascuno dal suo canto porgesse mano ai bisogni di Terra santa. Federigo, preso congedo dal papa, passò per Sora, e andò a Celano, che si trovava allora assediato dalle sue milizie. Era quella forte terra difesa da Tommaso antico conte d'essa. Benchè facesse venire la moglie e il figliuolo del medesimo conte per esortarlo a rendersi, nulla potè ottenere. Incamminossi Federigo verso la Sicilia; e non per anche s'era imbarcato, che, frappostosiil papa, il conte di Celano venne ad un accordo, per cui cedette all'imperadore Celano ed altre sue terre, con obbligo di uscire del regno, e facoltà di condur seco tutte le robe e gli aderenti suoi. Alla moglie di lui fu riserbata la contea di Molise, e datone anche il possesso. Eseguita la capitolazione, fu ordinato agli abitanti di Celano di uscirne coi loro mobili, e poi da' fondamenti fu distrutta quella terra, e gli abitanti furono col tempo trasportati in Malta per popolar quell'isola che oggidì è sì famosa. Passò dunque Federigo in Sicilia per attendere a domare i Saraceni più che mai ostinati nella lor ribellione. Il terribil flagello del tremuoto, che nel Natale dell'anno precedente recò tanta rovina a Brescia, se non apportò gran danno, cagionò ben gran terrore alla città di Piacenza[Chron. Placent., tom. 16 Rer. Ital.]. Però quei popolari e nobili fuorusciti, prima divisi, compunti ora al vedere l'ira di Dio, spontaneamente conchiusero la pace fra loro; e il popolo, ito ad incontrare la nobiltà, l'introdusse lietamente nella patria comune. Ne' vecchi Annali di Modena[Annales Veteres Mutinens., tom. 11 Rer. Italic.]si legge che in quest'annomultae paces compositae fuerunt occasione Carthaginis. Ciò che si voglia dir questo autore, nol so io indovinare con quel nome diCartagine. E che non paia errore in vece diterremoto, si può dedurre dal soggiugner egli:Eodem anno fuit terraemotus magnus. Altri ancora hanno riferito al presente anno il famoso terremoto dell'anno precedente, perchè accaduto nel Natale del Signore, da cui molte città cominciavano a contare l'anno nuovo. Benvenuto da San Giorgio[Benvenuto da S. Giorgio, Storia del Monferrato.]accenna sotto questo anno una concession d'alcune castella fatta da Federigo imperadore aGuglielmo marchesedi Monferrato con diploma dato nel mese di aprile di quest'annoin obsidione Cetani(Celani, credo io), e fra' testimoni si leggeRainaldus dux Spoleti. Questo medesimo duca di Spoleti il truovo io in altro diploma d'esso Federigo dell'anno 1220 da me dato alla luce[Antichità Estensi, P. I, cap. 41.], e in altri diplomi riferiti dal suddetto Benvenuto nel 1224, e dal Margarino[Bullar. Casinens., tom. 2, Constit. CCXLVI.]nel 1226. È cosa da osservare, perchè in questi tempi il pontefice era in possesso del ducato di Spoleti. Dovea quel Rinaldo portarne solamente il titolo, perchè figliuolo di chi già ne era stato investito.