MCLXXXI

MCLXXXIAnno diCristoMCLXXXI. IndizioneXIV.Lucio IIIpapa 1.Federigo Ire 30, imper. 27.Fu chiamato da Dio in quest'anno a miglior vita papaAlessandro III. Accadde la morte sua in Città Castellana nel dì 30 d'agosto, secondo i conti del padre Pagi[Pagius, in Critic. Baron. ad hunc annum.]. In lui mancò uno de' più insigni successori di san Pietro: tanta era la sua letteratura, tale la sua moderazione e saviezza, per cui gloriosamente si governò in tempi sommamente torbidi, e in fine felicemente arrivò a restituire il sereno alla Chiesa di Dio. Appena gli fu data sepoltura, che raunati i vescovi e cardinali, con voti unanimi concorsero nella persona diUbaldo vescovod'Ostia e di Velletri, di nazione Lucchese, personaggio di singolare sperienza e prudenza, perchè adoperato in addietro in tutti i più scabrosi affari della Chiesa romana. Egli, eletto che fu papa, prese il nome diLucio III, e venne poi coronato nella domenica prima di settembre in Velletri. Abbiamo da Tolomeo da Lucca[Ptolom. Lucens., Annal. brev., tom. 11 Rer. Italic.]sotto questo medesimo anno ch'esso ponteficeconcessit Lucensibus monetam cudendam, quam civitatem summe commendans, omnibus civitatibus Tusciae, Marchiae, Campaniae, Romagnolae, et Apuliae in moneta praeponit. Ma convien spiegar questa concessione. Noi sappiam di certo, e se ne possono veder le pruove nelle mie Antichità italiane, che Lucca fin dai tempi dei re longobardi godeva il privilegio della zecca, ossia di battere, come diciamo, moneta. Nè altra città in Toscana che Lucca si sa che avesse allora un tal diritto continuato poscia in essa sotto gli Augusti franchi e tedeschi. E questodiritto nelle città del regno d'Italia si otteneva dai soli re od imperadori. Però verisimile a me sembra che la concession di papa Lucio si restrignesse al volere che la moneta lucchese avesse corso negli Stati della Chiesa romana. Aggiugne lo stesso Tolomeo che in quest'anno seguì pace fra i Lucchesi e Pisani, avendo giurato questi di tenere i Lucchesi per cittadini di Pisa, con dar loro la facoltà di mercantare in Pisa al pari degli stessi Pisani. Fin qui era stato detenuto prigione in AcquapendenteCristiano arcivescovodi Magonza daCorrado marchesedi Monferrato, senza che s'intenda come esso Corrado figliuolo diGuglielmo marchese, cioè di un principe sì strettamente unito con Federigo Augusto, trattasse così male un arcivescovo primo ministro d'esso imperadore, e che in questi tempi guerreggiava in favore della Chiesa romana. Il sospettare che Federigo, al vederlo divenuto sì parziale del papa, non avesse dispiacere ch'egli fosse maltrattato, potrebbe parere un pensier troppo malizioso. Ora noi abbiamo da Gotifredo monaco[Godefridus Monachus, in Chron.]che Cristiano nell'anno presente riacquistò la libertà,dato non modico argento. Scrive Roberto dal Monte[Robertus de Monte, in Chron.], per relazione d'alcuni, che in quest'anno, oppure nel seguente,Giovannafigliuola d'Arrigo II red'Inghilterra, e moglie diGuglielmo II redi Sicilia, gli partorì un figliuolo, a cui fu posto il nome diBoamondo; ed appena battezzato, fu dichiarato dal padre duca di Puglia. Riccardo da San Germano[Richardus de S. Germano, in Chron.]lasciò scritto all'incontro, che Dioconclusit uterum consortis illius, ut non pareret, vel conciperet filium. Nè di questo figliuolo ebbero notizia altre istorie de' Siciliani. Però se altronde non viene miglior lume, convien per ora sospenderne la credenza. Negli Annali di Genova[Caffari, Annal. Genuens., lib. 3.]è scritto che il re di Sicilia Guglielmoinviò un potente stuolo di galee e di uscieri (navi da trasporto) sotto il comando di Gualtieri da Moach suo ammiraglio, con disegno di portar la guerra contro l'isola di Minorica. Svernò questa flotta in Vado, nè apparisce che facesse altra impresa.

Fu chiamato da Dio in quest'anno a miglior vita papaAlessandro III. Accadde la morte sua in Città Castellana nel dì 30 d'agosto, secondo i conti del padre Pagi[Pagius, in Critic. Baron. ad hunc annum.]. In lui mancò uno de' più insigni successori di san Pietro: tanta era la sua letteratura, tale la sua moderazione e saviezza, per cui gloriosamente si governò in tempi sommamente torbidi, e in fine felicemente arrivò a restituire il sereno alla Chiesa di Dio. Appena gli fu data sepoltura, che raunati i vescovi e cardinali, con voti unanimi concorsero nella persona diUbaldo vescovod'Ostia e di Velletri, di nazione Lucchese, personaggio di singolare sperienza e prudenza, perchè adoperato in addietro in tutti i più scabrosi affari della Chiesa romana. Egli, eletto che fu papa, prese il nome diLucio III, e venne poi coronato nella domenica prima di settembre in Velletri. Abbiamo da Tolomeo da Lucca[Ptolom. Lucens., Annal. brev., tom. 11 Rer. Italic.]sotto questo medesimo anno ch'esso ponteficeconcessit Lucensibus monetam cudendam, quam civitatem summe commendans, omnibus civitatibus Tusciae, Marchiae, Campaniae, Romagnolae, et Apuliae in moneta praeponit. Ma convien spiegar questa concessione. Noi sappiam di certo, e se ne possono veder le pruove nelle mie Antichità italiane, che Lucca fin dai tempi dei re longobardi godeva il privilegio della zecca, ossia di battere, come diciamo, moneta. Nè altra città in Toscana che Lucca si sa che avesse allora un tal diritto continuato poscia in essa sotto gli Augusti franchi e tedeschi. E questodiritto nelle città del regno d'Italia si otteneva dai soli re od imperadori. Però verisimile a me sembra che la concession di papa Lucio si restrignesse al volere che la moneta lucchese avesse corso negli Stati della Chiesa romana. Aggiugne lo stesso Tolomeo che in quest'anno seguì pace fra i Lucchesi e Pisani, avendo giurato questi di tenere i Lucchesi per cittadini di Pisa, con dar loro la facoltà di mercantare in Pisa al pari degli stessi Pisani. Fin qui era stato detenuto prigione in AcquapendenteCristiano arcivescovodi Magonza daCorrado marchesedi Monferrato, senza che s'intenda come esso Corrado figliuolo diGuglielmo marchese, cioè di un principe sì strettamente unito con Federigo Augusto, trattasse così male un arcivescovo primo ministro d'esso imperadore, e che in questi tempi guerreggiava in favore della Chiesa romana. Il sospettare che Federigo, al vederlo divenuto sì parziale del papa, non avesse dispiacere ch'egli fosse maltrattato, potrebbe parere un pensier troppo malizioso. Ora noi abbiamo da Gotifredo monaco[Godefridus Monachus, in Chron.]che Cristiano nell'anno presente riacquistò la libertà,dato non modico argento. Scrive Roberto dal Monte[Robertus de Monte, in Chron.], per relazione d'alcuni, che in quest'anno, oppure nel seguente,Giovannafigliuola d'Arrigo II red'Inghilterra, e moglie diGuglielmo II redi Sicilia, gli partorì un figliuolo, a cui fu posto il nome diBoamondo; ed appena battezzato, fu dichiarato dal padre duca di Puglia. Riccardo da San Germano[Richardus de S. Germano, in Chron.]lasciò scritto all'incontro, che Dioconclusit uterum consortis illius, ut non pareret, vel conciperet filium. Nè di questo figliuolo ebbero notizia altre istorie de' Siciliani. Però se altronde non viene miglior lume, convien per ora sospenderne la credenza. Negli Annali di Genova[Caffari, Annal. Genuens., lib. 3.]è scritto che il re di Sicilia Guglielmoinviò un potente stuolo di galee e di uscieri (navi da trasporto) sotto il comando di Gualtieri da Moach suo ammiraglio, con disegno di portar la guerra contro l'isola di Minorica. Svernò questa flotta in Vado, nè apparisce che facesse altra impresa.


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