MLVIAnno diCristoMLVI. IndizioneIX.VittoreII papa 2.ArrigoIV re di Germania e d'Italia 1.Desiderò l'imperadore Arrigochepapa Vittoreandasse a ritrovarlo in Germania, e questi vi andò, ricevuto con sommo onore in Goslaria[Continuator Hermanni Contracti, in Chron. Sigebertus, in Chronico. Lambertus Schafnaburgensis, in Chron. Marianus Scotus, in Chron.], dove insieme celebrarono la festa della Natività di santa Maria con pompa mirabile, perchè vi intervennero quasi tutti i principi tedeschi, sì ecclesiastici che secolari, e il patriarca d'Aquileia. Ma quest'anno riuscì ben funesto per varii disastri, cioè per la morte di molti di que' principi, per la carestia che afflisse non poco i popoli, per gli affari della guerra che andavano alla peggio, e per una dissensione col re di Francia. Ne concepì l'Augusto Arrigo non poca malinconia, dopo di che fu assalito da una febbre perniciosa, che in sette giorni il fece passare all'altra vita nel dì 5 di ottobre, assistito specialmente dalla presenza del romano pontefice. Era egli in età di trentanove anni, nè mancòprima di morire di perdonare ad ognuno, di restituire il maltolto, e di chiedere perdono a tutti. Dodechino scrive[Dodechinus, in Chron., ann. 1106.]che egliin jecore cervi mortem comederat. Forse allora corse il sospetto di veleno, facile a nascere nelle morti immature dei regnanti. Raccomandò egli a tutti i principi, ma principalmente al sommo pontefice Vittore, il piccolo suo figliuoloArrigo IVdi età d'anni sei, mettendolo sotto la protezione della Chiesa romana. In fatti contribuì non poco il papa, affinchè il re fanciullo fosse di nuovo eletto e confermato re di Germania. La cura e tutela di lui restò, col consiglio e consentimento de' primati, appoggiata all'imperadrice Agnese, principessa di molto senno e di non minore pietà, che si diede ad allevarlo con saggia e profittevol educazione. Ma convien pure dirlo per tempo: la morte troppo frettolosa di Arrigo III e la minorità del re suo figliuolo furono il principio d'immensi malanni sì in Italia che in Germania, e di un orribile sconvolgimento di cose, con essersi specialmente sciolto il freno alle ingiustizie, alle ribellioni, alle guerre civili. E qui comincia il periodo di avvenimenti, che fecero a poco a poco mutar faccia anche all'Italia, siccome andremo vedendo. Per allora la savia condotta dell'Augusta Agnese impedì che non seguisse tumulto o novità alcuna; ma non andò molto che, tolte a lei le redini del governo, si scatenarono i vizii, nè ci fu ritegno all'inondazion de' mali e allo sconcerto dei regni. Che Arrigo IV, per elezione o precedentemente procurata dal padre, o dopo la di lui morte ottenuta, cominciasse tosto, benchè non coronato, a dominare in Italia, si raccoglie da varii atti di giurisdizione da lui esercitati in queste contrade. Nell'anno presente[Antiquit. Ital., Dissert. XV.],imperante domnus Enricus filius quondam domni Chonradi imperatoris anno decimo, die quartodecimo mense genuarius, Indictione nona, Willa inclita contessa,relicta quondamdomni Ugo gloriosissimo, qui fuit dux et marchio, manomette Clariza figliuola di Uberto da Castel Poderoso. Per quanto io credo, quest'Ugo ducae marchese già defunto era stato duca di Spoleti e marchese della marca di Camerino, siccome accennai all'anno 1028. Rapporta l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. I in Episc. Asculan.]all'anno presente un diploma dato dal sopraddetto Arrigo imperadore in favor diBernardo vescovod'Ascoli, le cui note cronologiche affatto guaste son tali:Datum VI kalendas junii, anno dominicae Incarnationis MLVI, Indictione IX, anno domni Henrici tertii, ordinationis ejus XXVIII, regni vero XVIII, imperii II(oppureXI).Actum Florentiae. Ma quel diploma sarà dato nell'anno precedente sul fine di maggio, allorchè Arrigo fu in Firenze, e a tenore di ciò si debbono acconciar quelle note.
Desiderò l'imperadore Arrigochepapa Vittoreandasse a ritrovarlo in Germania, e questi vi andò, ricevuto con sommo onore in Goslaria[Continuator Hermanni Contracti, in Chron. Sigebertus, in Chronico. Lambertus Schafnaburgensis, in Chron. Marianus Scotus, in Chron.], dove insieme celebrarono la festa della Natività di santa Maria con pompa mirabile, perchè vi intervennero quasi tutti i principi tedeschi, sì ecclesiastici che secolari, e il patriarca d'Aquileia. Ma quest'anno riuscì ben funesto per varii disastri, cioè per la morte di molti di que' principi, per la carestia che afflisse non poco i popoli, per gli affari della guerra che andavano alla peggio, e per una dissensione col re di Francia. Ne concepì l'Augusto Arrigo non poca malinconia, dopo di che fu assalito da una febbre perniciosa, che in sette giorni il fece passare all'altra vita nel dì 5 di ottobre, assistito specialmente dalla presenza del romano pontefice. Era egli in età di trentanove anni, nè mancòprima di morire di perdonare ad ognuno, di restituire il maltolto, e di chiedere perdono a tutti. Dodechino scrive[Dodechinus, in Chron., ann. 1106.]che egliin jecore cervi mortem comederat. Forse allora corse il sospetto di veleno, facile a nascere nelle morti immature dei regnanti. Raccomandò egli a tutti i principi, ma principalmente al sommo pontefice Vittore, il piccolo suo figliuoloArrigo IVdi età d'anni sei, mettendolo sotto la protezione della Chiesa romana. In fatti contribuì non poco il papa, affinchè il re fanciullo fosse di nuovo eletto e confermato re di Germania. La cura e tutela di lui restò, col consiglio e consentimento de' primati, appoggiata all'imperadrice Agnese, principessa di molto senno e di non minore pietà, che si diede ad allevarlo con saggia e profittevol educazione. Ma convien pure dirlo per tempo: la morte troppo frettolosa di Arrigo III e la minorità del re suo figliuolo furono il principio d'immensi malanni sì in Italia che in Germania, e di un orribile sconvolgimento di cose, con essersi specialmente sciolto il freno alle ingiustizie, alle ribellioni, alle guerre civili. E qui comincia il periodo di avvenimenti, che fecero a poco a poco mutar faccia anche all'Italia, siccome andremo vedendo. Per allora la savia condotta dell'Augusta Agnese impedì che non seguisse tumulto o novità alcuna; ma non andò molto che, tolte a lei le redini del governo, si scatenarono i vizii, nè ci fu ritegno all'inondazion de' mali e allo sconcerto dei regni. Che Arrigo IV, per elezione o precedentemente procurata dal padre, o dopo la di lui morte ottenuta, cominciasse tosto, benchè non coronato, a dominare in Italia, si raccoglie da varii atti di giurisdizione da lui esercitati in queste contrade. Nell'anno presente[Antiquit. Ital., Dissert. XV.],imperante domnus Enricus filius quondam domni Chonradi imperatoris anno decimo, die quartodecimo mense genuarius, Indictione nona, Willa inclita contessa,relicta quondamdomni Ugo gloriosissimo, qui fuit dux et marchio, manomette Clariza figliuola di Uberto da Castel Poderoso. Per quanto io credo, quest'Ugo ducae marchese già defunto era stato duca di Spoleti e marchese della marca di Camerino, siccome accennai all'anno 1028. Rapporta l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. I in Episc. Asculan.]all'anno presente un diploma dato dal sopraddetto Arrigo imperadore in favor diBernardo vescovod'Ascoli, le cui note cronologiche affatto guaste son tali:Datum VI kalendas junii, anno dominicae Incarnationis MLVI, Indictione IX, anno domni Henrici tertii, ordinationis ejus XXVIII, regni vero XVIII, imperii II(oppureXI).Actum Florentiae. Ma quel diploma sarà dato nell'anno precedente sul fine di maggio, allorchè Arrigo fu in Firenze, e a tenore di ciò si debbono acconciar quelle note.