MVI

MVIAnno diCristoMVI. IndizioneIV.GiovanniXVIII papa 4.Ardoinore d'Italia 5.ArrigoII re di Germania 5, d'Italia 3.Forse perchè nell'anno presente fu l'Italia, anzi l'Europa tutta, afflitta dalla carestia e pestilenza, di cui s'è fatta menzione nel precedente anno, la storia è assai digiuna di fatti, e massimamente l'italiana. Della Germania altro non sappiamo, se non che Baldovino conte di Fiandra, per avere occupata la città di Valenciennes, appartenente alla marca della Lorena, e sottoposta allora al regno germanico, obbligò il re Arrigo ad impugnar l'armi contra di lui, ma con poco profitto. Però fu riserbata all'anno venturo la maniera più propria di metterlo in dovere. Grande affetto avea preso il buon re Arrigo alla chiesa di Bamberga, con desiderare specialmente di farne un vescovato. Però ne cominciò con vigore in quest'anno il negoziato, ma ritrovando renitenteArrigovescovo di Virtzburg, ossia d'Erbipoli, per lo smembramento che si voleva far della sua diocesi[Acta Sanctor. Bollandi ad diem 14 julii.], solamente nell'anno seguente ebbe compimento la di lui premura. Negli Annali pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]abbiamo sotto il presente anno, chefecerunt Pisani bellum cum Saracenis ad Rhegium, et gratia Dei vicerunt illos in die sancti Sixti. Questa è la vittoria riferita dal Tronci all'anno precedente. Ma altro è l'avere sconfitti i Saraceniad Rhegium, altro l'essersi impadroniti, come vuole esso Tronci, di quella città, perchè di ciò non resta vestigio. Leggesi presso l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 3 in Episcop. Clusin.]un placito tenutoanno Incarnationis Domini MVI, Indictione IV, quarto nonas aprilisdal re Arrigoin Germania, dove fu agitata una lite fraArialdovescovo di Chiusi in Toscana, e Guinizone abbate del monistero di san Salvatore di Monte Amiato, e Bosone abbate di santo Antimo. Il suo principio è questo:Dum resideret domnus Henricus rex in caminata in Castello hereditatis suae, quod dicitur Novum Burgum(Neoburgo) alla presenza di alcuni vescovi ed abbati. Fra gl'Italiani v'intervenneroOldericovescovo di Trento e lo stesso vescovo di Chiusi, Ivizone abbate leonense sul Bresciano, Ugo abbate di Farfa, Buono abbate di Ravenna, Ildeberto abbate di Siena, Giovanni abbate forse di Lucca, Ildebrando, Rinieri e Ardingo conti, probabilmente di Toscana, Pietro Traversario da Ravenna, e i messi dei vescovi di Arezzo e di Siena. Ecco come gl'Italiani frequentavano in questi tempi la corte del re Arrigo, e massimamente gli abbati, tutti per loro negozii, e per impetrar privilegii, o beni, o giustizia, giacchè non mancavano mai prepotenti che usurpavano ai monisteri gli stabili con quella stessa facilità con cui i monaci gli acquistavano.

Forse perchè nell'anno presente fu l'Italia, anzi l'Europa tutta, afflitta dalla carestia e pestilenza, di cui s'è fatta menzione nel precedente anno, la storia è assai digiuna di fatti, e massimamente l'italiana. Della Germania altro non sappiamo, se non che Baldovino conte di Fiandra, per avere occupata la città di Valenciennes, appartenente alla marca della Lorena, e sottoposta allora al regno germanico, obbligò il re Arrigo ad impugnar l'armi contra di lui, ma con poco profitto. Però fu riserbata all'anno venturo la maniera più propria di metterlo in dovere. Grande affetto avea preso il buon re Arrigo alla chiesa di Bamberga, con desiderare specialmente di farne un vescovato. Però ne cominciò con vigore in quest'anno il negoziato, ma ritrovando renitenteArrigovescovo di Virtzburg, ossia d'Erbipoli, per lo smembramento che si voleva far della sua diocesi[Acta Sanctor. Bollandi ad diem 14 julii.], solamente nell'anno seguente ebbe compimento la di lui premura. Negli Annali pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]abbiamo sotto il presente anno, chefecerunt Pisani bellum cum Saracenis ad Rhegium, et gratia Dei vicerunt illos in die sancti Sixti. Questa è la vittoria riferita dal Tronci all'anno precedente. Ma altro è l'avere sconfitti i Saraceniad Rhegium, altro l'essersi impadroniti, come vuole esso Tronci, di quella città, perchè di ciò non resta vestigio. Leggesi presso l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 3 in Episcop. Clusin.]un placito tenutoanno Incarnationis Domini MVI, Indictione IV, quarto nonas aprilisdal re Arrigoin Germania, dove fu agitata una lite fraArialdovescovo di Chiusi in Toscana, e Guinizone abbate del monistero di san Salvatore di Monte Amiato, e Bosone abbate di santo Antimo. Il suo principio è questo:Dum resideret domnus Henricus rex in caminata in Castello hereditatis suae, quod dicitur Novum Burgum(Neoburgo) alla presenza di alcuni vescovi ed abbati. Fra gl'Italiani v'intervenneroOldericovescovo di Trento e lo stesso vescovo di Chiusi, Ivizone abbate leonense sul Bresciano, Ugo abbate di Farfa, Buono abbate di Ravenna, Ildeberto abbate di Siena, Giovanni abbate forse di Lucca, Ildebrando, Rinieri e Ardingo conti, probabilmente di Toscana, Pietro Traversario da Ravenna, e i messi dei vescovi di Arezzo e di Siena. Ecco come gl'Italiani frequentavano in questi tempi la corte del re Arrigo, e massimamente gli abbati, tutti per loro negozii, e per impetrar privilegii, o beni, o giustizia, giacchè non mancavano mai prepotenti che usurpavano ai monisteri gli stabili con quella stessa facilità con cui i monaci gli acquistavano.


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