MXLIX

MXLIXAnno diCristoMXLIX. IndizioneII.LeoneIX papa 1.ArrigoIII re di Germania 11, imperadore 4.Abbiamo dal Cronografo di san Benigno[Dachery, Spicileg., tom. 2 nov. edition. Albericus Monach., in Chronico.]che i Romani innamorati delle doti diAlinardo arcivescovodi Lione, fecero istanza all'imperadore Arrigoper averlo papa. Alinardo, ciò saputo, perchè non gli dovea piacere l'aria di Roma, si guardò di capitare alla corte imperiale, finchè non udì creato un novello pontefice romano. Questi fuBrunone vescovodi Tullo, parente dell'imperadore. Non si potea scegliere personaggio più fatto secondo il cuore di Dio: tanta era la sua pietà, il suo zelo, la sua attività, la prudenza, il sapere[Wibert., in Vita S. Leonis IX, lib. 2, cap. 1.]. Trovavasi l'imperadore Arrigo in Vormazia nel dicembre dell'anno antecedente, dove tenne una gran dieta di vescovi e principi. Si trattò in essa di provveder di un nuovo pontefice la santa Chiesa romana. Non se l'aspettava Brunone; tutti i voti concorsero in lui, ed egli, colto così all'improvviso, dimandò tempo a pensarvi tre giorni. Dopo i quali ripugnando a tale elezione, con isperanza di schivare questo sì pesante onore, fece in pubblico la confessione de' suoi mancamenti; ma indarno, perchè stettero tutticostanti in volerlo papa. V'erano presenti i legati romani. In fine si arrendè, ma con protestare che non accettava la carica qualora non vi concorresse l'elezione e il consentimento del clero e popolo di Roma, non ignorando egli ciò che in tale proposito aveano ordinato i sacri canoni. Gli furono date le insegne pontificali, e dopo aver celebrate le feste del santo Natale nella sua chiesa di Tullo, con singolare umiltà vestitosi da pellegrino, sul principio dell'anno presente si mise in viaggio verso Roma, avendo in sua compagnia il celebre monaco Ildebrando, che fu poi papa Gregorio VII. Arrivò egli a Roma sul principio della quaresima[Wibert. Bruno. Leo Ostiensis, in Chron. Anselmus, in Itiner., etc.], ed ivi ancora solennemente fu eletto e applaudito dal clero e popolo romano, e consecrato papa, con prendere il nome diLeone IX. Nè perdè tempo ad operare. Dopo la domenica in Albis tenne gran concilio di vescovi in Roma contro de' simoniaci. Poscia, chiesta licenza ai Romani, sen venne a Pavia, e quivi nella settimana dopo la Pentecoste celebrò un altro concilio. Indi passò a trovare l'imperadore in Sassonia per informarlo dello stato d'Italia e de' bisogni della Chiesa. Un altro concilio assai numeroso fu da lui tenuto nella basilica di san Remigio di Rems, e poscia un altro in Magonza, dove si trovò ancora l'imperadore. In questi tempi durando la ribellione diGotifredo ducadi Lorena, con cui aveva unite le sue forze ancheBaldovino contedi Fiandra[Hermannus Contractus, in Chron.], papa Leone, ad istanza dell'imperadore, amendue gli scomunicò. Più che l'armi temporali servirono le spirituali per mettere il cervello a partito di Gotifredo; e però egli sen venne supplichevole ad Aquisgrana a' piedi dell'imperadore, e coll'aiuto del buon papa ottenne il perdono de' suoi falli. Seguitò Baldovino a far guerra, ma dopo aver lasciato dare un gran guasto al suo paese dall'armata imperiale, finalmentetrattò di pace, e diede a tal fine gli ostaggi. Dopo queste imprese Leone IX per la città d'Augusta e per la Baviera sul finir dell'anno venne alla volta d'Italia, ed arrivò a celebrar la festa del Natale in Verona. Confermò esso papa in quest'anno i suoi privilegii al monistero di Farfa con sua bolla[Chronic. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.], data in RomaIV kalendas marti, anno pontificatus domni Leonis noni papae primo, Indictione II. E l'imperadore Arrigo concedette aBerardo vescovodi Padova, e a' suoi successori, la licenza di battere moneta[Antiquit. Italic., Dissert. XXVII.],secundum pondus veronensis monetae. Il diploma fu datoXVI kalendas maii, anno dominicae Incarnationis MXLVIIII, Indictione II. Anno domni Henrici tertii regis, imperatoris secundi, ordinationis ejus XX, regni quidem X, imperii vero III. Actum Goslariae.Torno a dire che gli anni dell'ordinazion di Arrigo sono confusi in varii diplomi: e però lascerò ad altri la cura di accertar questa epoca e di correggere gli errori. Circa questi tempi ancora abbiamo da Cedreno[Cedren., Compend. Histor.]un avvenimento importantissimo per la storia d'Italia, cioè che i Turchi, gente di nazione unnica, o vogliam dire della gran Tartaria, uscirono dalle porte del Caucaso, e cominciarono le lor terribili conquiste con levare ai Saraceni la Persia, e darsi poscia ad infestar l'imperio de' Greci. Non mi stendo a dirne di più per ora, riserbando quel che occorrerà al resto della storia.

Abbiamo dal Cronografo di san Benigno[Dachery, Spicileg., tom. 2 nov. edition. Albericus Monach., in Chronico.]che i Romani innamorati delle doti diAlinardo arcivescovodi Lione, fecero istanza all'imperadore Arrigoper averlo papa. Alinardo, ciò saputo, perchè non gli dovea piacere l'aria di Roma, si guardò di capitare alla corte imperiale, finchè non udì creato un novello pontefice romano. Questi fuBrunone vescovodi Tullo, parente dell'imperadore. Non si potea scegliere personaggio più fatto secondo il cuore di Dio: tanta era la sua pietà, il suo zelo, la sua attività, la prudenza, il sapere[Wibert., in Vita S. Leonis IX, lib. 2, cap. 1.]. Trovavasi l'imperadore Arrigo in Vormazia nel dicembre dell'anno antecedente, dove tenne una gran dieta di vescovi e principi. Si trattò in essa di provveder di un nuovo pontefice la santa Chiesa romana. Non se l'aspettava Brunone; tutti i voti concorsero in lui, ed egli, colto così all'improvviso, dimandò tempo a pensarvi tre giorni. Dopo i quali ripugnando a tale elezione, con isperanza di schivare questo sì pesante onore, fece in pubblico la confessione de' suoi mancamenti; ma indarno, perchè stettero tutticostanti in volerlo papa. V'erano presenti i legati romani. In fine si arrendè, ma con protestare che non accettava la carica qualora non vi concorresse l'elezione e il consentimento del clero e popolo di Roma, non ignorando egli ciò che in tale proposito aveano ordinato i sacri canoni. Gli furono date le insegne pontificali, e dopo aver celebrate le feste del santo Natale nella sua chiesa di Tullo, con singolare umiltà vestitosi da pellegrino, sul principio dell'anno presente si mise in viaggio verso Roma, avendo in sua compagnia il celebre monaco Ildebrando, che fu poi papa Gregorio VII. Arrivò egli a Roma sul principio della quaresima[Wibert. Bruno. Leo Ostiensis, in Chron. Anselmus, in Itiner., etc.], ed ivi ancora solennemente fu eletto e applaudito dal clero e popolo romano, e consecrato papa, con prendere il nome diLeone IX. Nè perdè tempo ad operare. Dopo la domenica in Albis tenne gran concilio di vescovi in Roma contro de' simoniaci. Poscia, chiesta licenza ai Romani, sen venne a Pavia, e quivi nella settimana dopo la Pentecoste celebrò un altro concilio. Indi passò a trovare l'imperadore in Sassonia per informarlo dello stato d'Italia e de' bisogni della Chiesa. Un altro concilio assai numeroso fu da lui tenuto nella basilica di san Remigio di Rems, e poscia un altro in Magonza, dove si trovò ancora l'imperadore. In questi tempi durando la ribellione diGotifredo ducadi Lorena, con cui aveva unite le sue forze ancheBaldovino contedi Fiandra[Hermannus Contractus, in Chron.], papa Leone, ad istanza dell'imperadore, amendue gli scomunicò. Più che l'armi temporali servirono le spirituali per mettere il cervello a partito di Gotifredo; e però egli sen venne supplichevole ad Aquisgrana a' piedi dell'imperadore, e coll'aiuto del buon papa ottenne il perdono de' suoi falli. Seguitò Baldovino a far guerra, ma dopo aver lasciato dare un gran guasto al suo paese dall'armata imperiale, finalmentetrattò di pace, e diede a tal fine gli ostaggi. Dopo queste imprese Leone IX per la città d'Augusta e per la Baviera sul finir dell'anno venne alla volta d'Italia, ed arrivò a celebrar la festa del Natale in Verona. Confermò esso papa in quest'anno i suoi privilegii al monistero di Farfa con sua bolla[Chronic. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.], data in RomaIV kalendas marti, anno pontificatus domni Leonis noni papae primo, Indictione II. E l'imperadore Arrigo concedette aBerardo vescovodi Padova, e a' suoi successori, la licenza di battere moneta[Antiquit. Italic., Dissert. XXVII.],secundum pondus veronensis monetae. Il diploma fu datoXVI kalendas maii, anno dominicae Incarnationis MXLVIIII, Indictione II. Anno domni Henrici tertii regis, imperatoris secundi, ordinationis ejus XX, regni quidem X, imperii vero III. Actum Goslariae.Torno a dire che gli anni dell'ordinazion di Arrigo sono confusi in varii diplomi: e però lascerò ad altri la cura di accertar questa epoca e di correggere gli errori. Circa questi tempi ancora abbiamo da Cedreno[Cedren., Compend. Histor.]un avvenimento importantissimo per la storia d'Italia, cioè che i Turchi, gente di nazione unnica, o vogliam dire della gran Tartaria, uscirono dalle porte del Caucaso, e cominciarono le lor terribili conquiste con levare ai Saraceni la Persia, e darsi poscia ad infestar l'imperio de' Greci. Non mi stendo a dirne di più per ora, riserbando quel che occorrerà al resto della storia.


Back to IndexNext