MXXXVI

MXXXVIAnno diCristoMXXXVI. IndizioneIV.Benedetto IXpapa 4.Corradore di Germania 15, imperadore 10.Bollivano più che mai le dissensioni, anzi le guerre fraEriberto arcivescovodi Milano e i suoi valvassori ribelli: nella qual briga s'erano mischiati i valvassori di altri vescovi e principi, e il popolo di Lodi mal soddisfatto di Eriberto. Però ad un luogo fra Milano e Lodi appellato la Motta (si chiamavano così le fortezze fabbricate al piano sopra un'alzata di terra fatta a mano), oppure, come abbiamo da Arnolfo storico milanese[Arnulf., Hist. Mediol., lib. 2, cap. 10.], nelCampo Malo, così anticamente chiamato, si venne fra l'una parte e l'altra ad una campale battaglia, che riuscì molto sanguinosa[Hermannus Contract., in Chron.]. Fra gli altri che tennero la parte dell'arcivescovo, non so se per proprio interesse, oppure per far servigio ad esso arcivescovo, si contòAlricovescovo d'Asti, fratello diMaginfredo marchesedi Susa. Nè solo egli intervenne a quel fatto d'armi, ma, come un san Giorgio dovette anch'egli volere far prova del suo valore con iscandalosa risoluzione, vietando i sacri canoni agli ecclesiastici, e massimamente ai vescovi, l'andare alla guerra per combattere. Gli costò nondimeno cara, perchè ne riportò una ferita, per cui da lì a non molto morì. La notte fece fine al furore delle spade. Soffersero molto amendue gli eserciti, ma la peggio fu dalla parte dell'arcivescovo. Questi torbidi di Lombardia tenevano in agitazione l'animo dell'AugustoCorrado: e ossia ch'egli conoscesse troppo necessaria la sua presenza per quetarli, oppure, come vuole Arnolfo, ch'egli ne fosse pregato e sollecitato dall'arcivescovo Eriberto, determinò di tornare in Italia. Pertanto, dopo aver data in moglie al reArrigosuo figliuoloCunichilda(Cunelindaè chiamata da Wippone[Wippo, in Vita Conradi Salici.], e negli Annali d'Ildeseim[Annales Hildesheim.]Cunichild nomine, in benedictione Cunigund dicta), figliuola diCanuto red'Inghilterra, con esso re Arrigo verso il fine dell'anno mosse alla volta d'Italia, seco menando una poderosa armata. Giunse a Verona per la festa del santo Natale, e quivi la solennizzò[Epidannus in Annal.]. Era esso imperadore nel dì 5 di luglio in Nimega, quando, a petizione dell'imperadriceGisla, diPilegrinoarcivescovo di Colonia,ac Bonifatii nostri dilecti marchionis[Antiq. Ital., Dissert. LXX.], cioè del duca di Toscana, che dovea trovarsi in Germania, confermò i privilegii al monistero delle monache di san Sisto di Piacenza. Parimente l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 3 in Episcop. Clusin.]rapporta un diploma d'esso Augusto, dato in favore del monistero di san Salvatore di monte Amiato della diocesi di Chiusi,anno dominicae Incarnationis MXXXVI, regni vero domni Conradi II regnantis tertio, imperii ejus nono, Indictione IV. Actum in civitate Papia. In vece dell'anno IIIdel regno si dee scrivere XIII. Ma che in quest'anno arrivasse l'Augusto Corrado a Pavia, ho io difficoltà a crederlo. Nè sul fine di quest'anno correva l'anno IXdell'imperio, ma bensì l'anno X. Però quel diploma ha bisogno di chi rimetta al suo sito l'ossa alquanto slogate.Crede il Fiorentini (non so con qual fondamento) che in quest'anno venisse a morteRichilda, moglie del suddetto marchese Bonifazio, donna di gran pietà e liberalità verso i poveri e verso isacri templi e monisteri[Fiorentini, Memor. di Matilde, lib. 1.]. Abbiamo presso il padre Bacchini[Bacchini, Istoria di Polirone.]una donazione da lei fatta nel dì 28 d'aprile dell'anno precedente 1035 alla chiesa di Gonzaga,subtus confirmante donnus Bonefacius marchio jugale et Mundoaldo meo. Sappiamo da Donizone[Donizo, in Vita Comitiss. Mathild., lib. 1, cap. 8 et seq.]che questa piissima principessa terminò i suoi giorni, senza lasciar figliuoli, in Nogara, terra del Veronese, ed ivi ebbe la sua sepoltura. Potrebbe essere che l'andata del vedovo marchese Bonifazio in Germania servisse a lui per intavolare un secondo matrimonio conBeatricefigliuola diFederigoduca della Lorena superiore, e diMatildanata daErmanno ducadi Suevia, parente degl'imperadori e dei re di Francia. Credo io tuttavia incerto l'anno in cui seguì un tale accasamento del marchese Bonifazio. Contuttociò, perchè egli avea passato di molto il mezzo del cammino della sua vita, può parer probabile ch'egli non perdesse tempo a cercar altra moglie che l'arricchisse di prole, e che per conseguente si effettuassero in quest'anno le di lui seconde nozze. Veggonsi esse descritte dal suddetto Donizone con tali colori, che, se è vero tutto, convien confessare che era superiore ad ogni altro principe d'Italia la di lui magnificenza e ricchezza. Andò Bonifazio con sontuoso treno a prenderla in Lorena; i suoi cavalli portavano suole d'argento, attaccate con un solo chiodo. Ebbe in dote assai terre e ville in Lorena. Condotta Beatrice in Italia, per tre mesi nel luogo di Marego sul Mantovano si tenne corte bandita. Pel popolo v'erano pozzi di vino; alle tavole piatti e vasi tutti d'oro e d'argento; prodigiosa quantità di strumenti musicali e dimimia' qualidedit insignis dux praemia maxima.Il che ci fa conoscere già introdotto il costume, che durò poi per più secoli,che a simili feste concorrevano in folla tutti i buffoni, giocolieri, cantambanchi e simili, che portavano via de' grossi regali. Di che ragguardevoli doti fosse poi ornata la duchessaBeatrice, l'andremo vedendo nel proseguimento della storia. Io non so se arrivasse in quest'anno, oppure prima, al fine di sua vitaOdelrico MaginfredoossiaManfredimarchese di Susa, da me più volte menzionato di sopra. Aveva egli data in moglie adErimanno(lo stesso è cheErmanno) duca di Suevia, ossia di Alemagna, una sua figliuola, cioèAdelaide, che fu poi principessa celebre nella storia. Nè avendo lasciato maschi dopo di sè, Erimanno per le ragioni della moglie pretese quella Marca, e l'ottenne per grazia dall'imperador Corrado.Heremannus dux Alamanniae marcham soceri sui Meginfredi ab imperatore accepit: sono parole di Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chron.].

Bollivano più che mai le dissensioni, anzi le guerre fraEriberto arcivescovodi Milano e i suoi valvassori ribelli: nella qual briga s'erano mischiati i valvassori di altri vescovi e principi, e il popolo di Lodi mal soddisfatto di Eriberto. Però ad un luogo fra Milano e Lodi appellato la Motta (si chiamavano così le fortezze fabbricate al piano sopra un'alzata di terra fatta a mano), oppure, come abbiamo da Arnolfo storico milanese[Arnulf., Hist. Mediol., lib. 2, cap. 10.], nelCampo Malo, così anticamente chiamato, si venne fra l'una parte e l'altra ad una campale battaglia, che riuscì molto sanguinosa[Hermannus Contract., in Chron.]. Fra gli altri che tennero la parte dell'arcivescovo, non so se per proprio interesse, oppure per far servigio ad esso arcivescovo, si contòAlricovescovo d'Asti, fratello diMaginfredo marchesedi Susa. Nè solo egli intervenne a quel fatto d'armi, ma, come un san Giorgio dovette anch'egli volere far prova del suo valore con iscandalosa risoluzione, vietando i sacri canoni agli ecclesiastici, e massimamente ai vescovi, l'andare alla guerra per combattere. Gli costò nondimeno cara, perchè ne riportò una ferita, per cui da lì a non molto morì. La notte fece fine al furore delle spade. Soffersero molto amendue gli eserciti, ma la peggio fu dalla parte dell'arcivescovo. Questi torbidi di Lombardia tenevano in agitazione l'animo dell'AugustoCorrado: e ossia ch'egli conoscesse troppo necessaria la sua presenza per quetarli, oppure, come vuole Arnolfo, ch'egli ne fosse pregato e sollecitato dall'arcivescovo Eriberto, determinò di tornare in Italia. Pertanto, dopo aver data in moglie al reArrigosuo figliuoloCunichilda(Cunelindaè chiamata da Wippone[Wippo, in Vita Conradi Salici.], e negli Annali d'Ildeseim[Annales Hildesheim.]Cunichild nomine, in benedictione Cunigund dicta), figliuola diCanuto red'Inghilterra, con esso re Arrigo verso il fine dell'anno mosse alla volta d'Italia, seco menando una poderosa armata. Giunse a Verona per la festa del santo Natale, e quivi la solennizzò[Epidannus in Annal.]. Era esso imperadore nel dì 5 di luglio in Nimega, quando, a petizione dell'imperadriceGisla, diPilegrinoarcivescovo di Colonia,ac Bonifatii nostri dilecti marchionis[Antiq. Ital., Dissert. LXX.], cioè del duca di Toscana, che dovea trovarsi in Germania, confermò i privilegii al monistero delle monache di san Sisto di Piacenza. Parimente l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 3 in Episcop. Clusin.]rapporta un diploma d'esso Augusto, dato in favore del monistero di san Salvatore di monte Amiato della diocesi di Chiusi,anno dominicae Incarnationis MXXXVI, regni vero domni Conradi II regnantis tertio, imperii ejus nono, Indictione IV. Actum in civitate Papia. In vece dell'anno IIIdel regno si dee scrivere XIII. Ma che in quest'anno arrivasse l'Augusto Corrado a Pavia, ho io difficoltà a crederlo. Nè sul fine di quest'anno correva l'anno IXdell'imperio, ma bensì l'anno X. Però quel diploma ha bisogno di chi rimetta al suo sito l'ossa alquanto slogate.

Crede il Fiorentini (non so con qual fondamento) che in quest'anno venisse a morteRichilda, moglie del suddetto marchese Bonifazio, donna di gran pietà e liberalità verso i poveri e verso isacri templi e monisteri[Fiorentini, Memor. di Matilde, lib. 1.]. Abbiamo presso il padre Bacchini[Bacchini, Istoria di Polirone.]una donazione da lei fatta nel dì 28 d'aprile dell'anno precedente 1035 alla chiesa di Gonzaga,subtus confirmante donnus Bonefacius marchio jugale et Mundoaldo meo. Sappiamo da Donizone[Donizo, in Vita Comitiss. Mathild., lib. 1, cap. 8 et seq.]che questa piissima principessa terminò i suoi giorni, senza lasciar figliuoli, in Nogara, terra del Veronese, ed ivi ebbe la sua sepoltura. Potrebbe essere che l'andata del vedovo marchese Bonifazio in Germania servisse a lui per intavolare un secondo matrimonio conBeatricefigliuola diFederigoduca della Lorena superiore, e diMatildanata daErmanno ducadi Suevia, parente degl'imperadori e dei re di Francia. Credo io tuttavia incerto l'anno in cui seguì un tale accasamento del marchese Bonifazio. Contuttociò, perchè egli avea passato di molto il mezzo del cammino della sua vita, può parer probabile ch'egli non perdesse tempo a cercar altra moglie che l'arricchisse di prole, e che per conseguente si effettuassero in quest'anno le di lui seconde nozze. Veggonsi esse descritte dal suddetto Donizone con tali colori, che, se è vero tutto, convien confessare che era superiore ad ogni altro principe d'Italia la di lui magnificenza e ricchezza. Andò Bonifazio con sontuoso treno a prenderla in Lorena; i suoi cavalli portavano suole d'argento, attaccate con un solo chiodo. Ebbe in dote assai terre e ville in Lorena. Condotta Beatrice in Italia, per tre mesi nel luogo di Marego sul Mantovano si tenne corte bandita. Pel popolo v'erano pozzi di vino; alle tavole piatti e vasi tutti d'oro e d'argento; prodigiosa quantità di strumenti musicali e dimimia' quali

dedit insignis dux praemia maxima.

dedit insignis dux praemia maxima.

Il che ci fa conoscere già introdotto il costume, che durò poi per più secoli,che a simili feste concorrevano in folla tutti i buffoni, giocolieri, cantambanchi e simili, che portavano via de' grossi regali. Di che ragguardevoli doti fosse poi ornata la duchessaBeatrice, l'andremo vedendo nel proseguimento della storia. Io non so se arrivasse in quest'anno, oppure prima, al fine di sua vitaOdelrico MaginfredoossiaManfredimarchese di Susa, da me più volte menzionato di sopra. Aveva egli data in moglie adErimanno(lo stesso è cheErmanno) duca di Suevia, ossia di Alemagna, una sua figliuola, cioèAdelaide, che fu poi principessa celebre nella storia. Nè avendo lasciato maschi dopo di sè, Erimanno per le ragioni della moglie pretese quella Marca, e l'ottenne per grazia dall'imperador Corrado.Heremannus dux Alamanniae marcham soceri sui Meginfredi ab imperatore accepit: sono parole di Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chron.].


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