MDCCCXXII

MDCCCXXIIAnno diCristoMDCCCXXII. IndizioneX.PioVII papa 23.FrancescoI imperad. d'Austria 17.Gli Stati di Napoli di qua dal Faro, o fosse la presenza di numerosi presidii tedeschi, o la vigilanza della polizia, che senza posa preveniva tutte le combriccole che di soppiatto si tenevano, godevano d'una quiete da molto tempo insolita. I masnadieri e gli assassini del continuo perseguitati e senza remissione puniti. Ma così non era in Sicilia, ove le opinioni continuavano ad essere in guerra fra loro, e le falangi alemanne potevano a stento reprimere nelle vicinanze delle città popolose il brigantaggio. Frequenti erano gli assassinii e gli omicidii: le carceri rigurgitavano di sospetti, di rei e di prevenuti. Fecersi le vendette private quasi più che altrove sentire, e fu d'uopo a' magistrati d'una fermezza particolare per giungere nel corso dell'anno arendere la pace alle famiglie, la quiete a' cittadini, la sicurezza ai viandanti.La condizione critica nella quale da molto tempo trovavasi la Spagna, consigliò i monarchi ad unirsi in congresso a Verona, dove convennero gl'imperatori d'Austria e di Russia, i re di Prussia e delle Due Sicilie, il re e la regina di Sardegna, il granduca di Toscana con suo figlio, la duchessa di Parma, il duca di Modena ed il principe reale di Svezia, le altre potenze mandato avendo i loro plenipotenziarii. Le risoluzioni di questo congresso non solamente furono notificate all'Europa con una circolare dei monarchi alleati diretta a tutte le loro rispettive legazioni e rese pubbliche, ma ben anche portate ad esecuzione con la guerra nell'anno dopo fatta alla Spagna. Per quelle conferenze maggiore concordia risultò tra le alte potenze unite nella sacra alleanza, e tutte le loro misure furono più specialmente dirette a sopire ogni germe di novità negli ordini di pubblico reggimento, e viemmaggiormente solidare il principio della legittimità nei troni.Il dì 13 ottobre morì a Venezia Antonio Canova.E qui, alla morte di questo sommo ingegno, onor delle arti belle e del suolo natio, qui in mezzo alla profonda pace e tranquillità dell'Italia deponiamo la penna per non ripigliarla mai più in trattazioni tanto superiori alle nostre forze, e nelle quali solo una eccessiva condiscendenza ci ha impegnato.FINE DEGLI ANNALI.

Gli Stati di Napoli di qua dal Faro, o fosse la presenza di numerosi presidii tedeschi, o la vigilanza della polizia, che senza posa preveniva tutte le combriccole che di soppiatto si tenevano, godevano d'una quiete da molto tempo insolita. I masnadieri e gli assassini del continuo perseguitati e senza remissione puniti. Ma così non era in Sicilia, ove le opinioni continuavano ad essere in guerra fra loro, e le falangi alemanne potevano a stento reprimere nelle vicinanze delle città popolose il brigantaggio. Frequenti erano gli assassinii e gli omicidii: le carceri rigurgitavano di sospetti, di rei e di prevenuti. Fecersi le vendette private quasi più che altrove sentire, e fu d'uopo a' magistrati d'una fermezza particolare per giungere nel corso dell'anno arendere la pace alle famiglie, la quiete a' cittadini, la sicurezza ai viandanti.

La condizione critica nella quale da molto tempo trovavasi la Spagna, consigliò i monarchi ad unirsi in congresso a Verona, dove convennero gl'imperatori d'Austria e di Russia, i re di Prussia e delle Due Sicilie, il re e la regina di Sardegna, il granduca di Toscana con suo figlio, la duchessa di Parma, il duca di Modena ed il principe reale di Svezia, le altre potenze mandato avendo i loro plenipotenziarii. Le risoluzioni di questo congresso non solamente furono notificate all'Europa con una circolare dei monarchi alleati diretta a tutte le loro rispettive legazioni e rese pubbliche, ma ben anche portate ad esecuzione con la guerra nell'anno dopo fatta alla Spagna. Per quelle conferenze maggiore concordia risultò tra le alte potenze unite nella sacra alleanza, e tutte le loro misure furono più specialmente dirette a sopire ogni germe di novità negli ordini di pubblico reggimento, e viemmaggiormente solidare il principio della legittimità nei troni.

Il dì 13 ottobre morì a Venezia Antonio Canova.

E qui, alla morte di questo sommo ingegno, onor delle arti belle e del suolo natio, qui in mezzo alla profonda pace e tranquillità dell'Italia deponiamo la penna per non ripigliarla mai più in trattazioni tanto superiori alle nostre forze, e nelle quali solo una eccessiva condiscendenza ci ha impegnato.

FINE DEGLI ANNALI.

INDICECONTINUAZIONE AGLI ANNALI D'ITALIAMDCCLMDCCLIMDCCLIIMDCCLIIIMDCCLIVMDCCLVMDCCLVIMDCCLVIIMDCCLVIIIMDCCLIXMDCCLXMDCCLXIMDCCLXIIMDCCLXIIIMDCCLXIVMDCCLXVMDCCLXVIMDCCLXVIIMDCCLXVIIIMDCCLXIXMDCCLXXMDCCLXXIMDCCLXXIIMDCCLXXIIIMDCCLXXIVMDCCLXXVMDCCLXXVIMDCCLXXVIIMDCCLXXVIIIMDCCLXXIXMDCCLXXXMDCCLXXXIMDCCLXXXIIMDCCLXXXIIIMDCCLXXXIVMDCCLXXXVMDCCLXXXVIMDCCLXXXVIIMDCCLXXXVIIIMDCCLXXXIXMDCCXCMDCCXCIMDCCXCIIMDCCXCIIIMDCCXCIVMDCCXCVMDCCXCVIMDCCXCVIIMDCCXCVIIIMDCCICMDCCCMDCCCIMDCCCIIMDCCCIIIMDCCCIVMDCCCVMDCCCVIMDCCCVIIMDCCCVIIIMDCCCIXMDCCCXMDCCCXIMDCCCXIIMDCCCXIIIMDCCCXIVMDCCCXVMDCCCXVIMDCCCXVIIMDCCCXVIIIMDCCCXIXMDCCCXXMDCCCXXIMDCCCXXII

CONTINUAZIONE AGLI ANNALI D'ITALIA

MDCCLMDCCLIMDCCLIIMDCCLIIIMDCCLIVMDCCLVMDCCLVIMDCCLVIIMDCCLVIIIMDCCLIXMDCCLXMDCCLXIMDCCLXIIMDCCLXIIIMDCCLXIVMDCCLXVMDCCLXVIMDCCLXVIIMDCCLXVIIIMDCCLXIXMDCCLXXMDCCLXXIMDCCLXXIIMDCCLXXIIIMDCCLXXIVMDCCLXXVMDCCLXXVIMDCCLXXVIIMDCCLXXVIIIMDCCLXXIXMDCCLXXXMDCCLXXXIMDCCLXXXIIMDCCLXXXIIIMDCCLXXXIVMDCCLXXXVMDCCLXXXVIMDCCLXXXVIIMDCCLXXXVIIIMDCCLXXXIXMDCCXCMDCCXCIMDCCXCIIMDCCXCIIIMDCCXCIVMDCCXCVMDCCXCVIMDCCXCVIIMDCCXCVIIIMDCCICMDCCCMDCCCIMDCCCIIMDCCCIIIMDCCCIVMDCCCVMDCCCVIMDCCCVIIMDCCCVIIIMDCCCIXMDCCCXMDCCCXIMDCCCXIIMDCCCXIIIMDCCCXIVMDCCCXVMDCCCXVIMDCCCXVIIMDCCCXVIIIMDCCCXIXMDCCCXXMDCCCXXIMDCCCXXII

NOTE:1.Non so per quale svista l'egregio Botta faccia da Giuseppe II vedere il Tanucci morto otto mesi prima che il principe austriaco si fosse recato a Napoli: forse fu per desiderio di lui.2.Musicatedescasuol dirsi quella nella quale predomina l'armonia alla melodia, quest'ultima invece signoreggiando nella musica che diciamoitaliana.

1.Non so per quale svista l'egregio Botta faccia da Giuseppe II vedere il Tanucci morto otto mesi prima che il principe austriaco si fosse recato a Napoli: forse fu per desiderio di lui.

1.Non so per quale svista l'egregio Botta faccia da Giuseppe II vedere il Tanucci morto otto mesi prima che il principe austriaco si fosse recato a Napoli: forse fu per desiderio di lui.

2.Musicatedescasuol dirsi quella nella quale predomina l'armonia alla melodia, quest'ultima invece signoreggiando nella musica che diciamoitaliana.

2.Musicatedescasuol dirsi quella nella quale predomina l'armonia alla melodia, quest'ultima invece signoreggiando nella musica che diciamoitaliana.

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Per facilitare la consultazione è stato aggiunto un indice alla fine del testo.

Nota del Trascrittore

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Per facilitare la consultazione è stato aggiunto un indice alla fine del testo.


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