The Project Gutenberg eBook ofCompendio di Chimica FisiologicaThis ebook is for the use of anyone anywhere in the United States and most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this ebook or online atwww.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you will have to check the laws of the country where you are located before using this eBook.Title: Compendio di Chimica FisiologicaAuthor: A. CominelliRelease date: February 1, 2004 [eBook #11206]Most recently updated: December 25, 2020Language: ItalianCredits: Produced by Case Western Reserve University's Preservation Department, Curtis Weyant, Josephine Paolucci and the Online Distributed Proofreading Team*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK COMPENDIO DI CHIMICA FISIOLOGICA ***
This ebook is for the use of anyone anywhere in the United States and most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this ebook or online atwww.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you will have to check the laws of the country where you are located before using this eBook.
Title: Compendio di Chimica FisiologicaAuthor: A. CominelliRelease date: February 1, 2004 [eBook #11206]Most recently updated: December 25, 2020Language: ItalianCredits: Produced by Case Western Reserve University's Preservation Department, Curtis Weyant, Josephine Paolucci and the Online Distributed Proofreading Team
Title: Compendio di Chimica Fisiologica
Author: A. Cominelli
Author: A. Cominelli
Release date: February 1, 2004 [eBook #11206]Most recently updated: December 25, 2020
Language: Italian
Credits: Produced by Case Western Reserve University's Preservation Department, Curtis Weyant, Josephine Paolucci and the Online Distributed Proofreading Team
*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK COMPENDIO DI CHIMICA FISIOLOGICA ***
Produced by Case Western Reserve University's Preservation Department,
Curtis Weyant, Josephine Paolucci and the Online Distributed ProofreadingTeam.
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1896
La chimica biologica è la parte più importante della fisiologia umana, essendo essa che ci addita in qual modo l'organismo tragga dall'ambiente il necessario alla vita, in qual modo questa si sviluppi dalle sostanze che vengono introdotte rendendosi attiva qual forza vitale quella che trovavasi nell'inorganico ed organico, non organizzato, sol come forza potenziale. Ed il risultato della introduzione nell'organismo di corpi ossidati, ossidabili ed ossidanti, delle loro azioni nonchè delle varie loro modificazioni e combinazioni è lo sviluppo di calore, indice di combustioni che presiedono a tutte le funzioni vitali, le quali possono ridursi a funzioni nutritive cellulari, a funzioni nervose, a funzioni muscolari.
È la chimica biologica che ci addita come tutto ciò che si mette in relazione col nostro organismo vi si modifichi, dando, come termine ultimo delle modificazioni, le manifestazioni della vita, tutte, dalle più basse funzioni muscolari di vita vegetativa alle più nobili funzioni psico-intellettive.
Elementi costitutivi del corpo umano sono l'ossigeno, l'idrogeno, il carbonio, l'azoto, il solfo, il fosforo, il cloro, il fluore, il silicio, il potassio, il sodio, il calcio, il magnesio, il ferro; sono elementi accidentali il rame, il piombo, lo zinco, l'arsenico.
Questi elementi formano tutto l'organismo, alcuni liberi, altri più o men variamente combinati, tutti però soggetti a scambi continuati, che rendono infinito il numero dei vari stati di modificazioni chimiche delle differenti vie cui essi percorrono.
La varia costituzione chimica dà ai corpi un vario significato fisiologico, perciò seguiremo un ordine chimico nello studio delle varie sostanze e faremo tre gruppi dei corpi che dovremo studiare:
1. Materie minerali inorganiche.
2. Sostanze organiche ternarie cioè non azotate.
3. Sostanze organiche quaternarie e azotate.
Sostanze minerali o inorganiche
Possiamo dividerle in quattro gruppi, cioè: 1°Gas—2°Acidi—3°Ossidi—4°Sali.
§ 1°Gas—I gas più importanti liberi nell'organismo sono questi: l'ossigeno, l'azoto, l'anidride carbonica, l'idrogeno e l'acido solfidrico.
L'ossigenosi trova nel sangue sia sciolto nel plasma sia in combinazione coll'emoglobina di cui forma, ossiemoglobina.
È dubbio se nel sangue si trovi allo stato di ossigeno o di ozono cioè ossigeno triplo od elettrizzato.
Secondo Preyer un grammo di emoglobina in soluzione assorbe 1,3 c.c. di ossigeno, secondo altri ne assorbe 2 c.c. ed anche più.
La quantità dell'ossigeno nel sangue è in rapporto del lavoro muscolare: diminuisce moltissimo nel periodo della digestione ed assorbimento. L'ossigeno si combina a tutti gli elementi, mene al fluoro. È il corpo comburente per eccellenza ed è uno dei fattori importantissimo nella termogenesi animale.
Trovasi anche ossigeno in molti liquidi e negli spazii liberi dell'organismo.
Reazione caratteristica dell'ossigeno è quella di dar vapori giallo aranciati in contatto con biossido di azoto.
L'azoto trovasi libero nelle cavità dell'organismo in cui v'hanno gas: si trova sciolto in quantità variabili nei vari liquidi organici.
Come è noto si presenta qual gas incolore, insapore: non è combustibile, ne comburente. Trovasi nell'aria a moderar l'eccessiva attività dell'ossigeno.
Non è adatto alla respirazione perchè non ossidante, non perchè velenoso, epperò va nella categoria dei gas indifferenti secondo la classifica fatta da Hermann.
Reazioni: si combina all'idrogeno mercé i fiocchi elettrici oscuri formando ammoniaca; al calor rosso si combina col carbonio in presenza d'un carbonato alcalino, dando luogo alla formazione del 'cianuro corrispondente.
L'anidride carbonicatrovasi nell'organismo o libero cioè in soluzione ed allo stato di gas, oppure combinato alle basi inorganiche. L'aria atmosferica ne contiene normalmente, epperò essa accompagna l'aria di inspirazione e quella che, deglutita, va nello apparecchio digerente: però a differenza dell'ossigeno che vien rattenuto per l'ossidazione e dell'azoto che passa inattivo, l'anidride carbonica inspirata o deglutita è accresciuta massimamente in quantità, nei pulmoni per la respirazione dei tessuti, nel tubo digerente per la traspirazione della mucosa, ricca di capillari superficiali e per le molteplici decomposizioni chimiche. È eliminato anche in piccola quantità dalla pelle.
È un gas scolorato, di sapore acidulo piccante caratteristìco, d'odor lievemente dispiacevole.
Trovasi nel sangue sciolto nel plasma, combinato minimamente agli elementi dei globuli, combinato ai carbonati od al fosfato di sodio: ed è da questi sali nonchè del sangue alcalino che essa viene attratta nel sangue e detratta dai tessuti.
Reazioni: intorbida l'acqua di calce o di barite formando i rispettivi carbonati insolubili che si sciolgono in un eccesso d'anidride carbonica e si trasformano in bicarbonati solubili. La potassa e la soda assorbono l'anidride carbonica, formandosi i carbonati relativi.
L'idrogeno trovasi nell'intestino in seguito alla ingestione di metalli ed alla fermentazione pel bacillus butilicus.
§ 2°Acidi—Acidi: carbonico, fosforico, solforico, cloridrico, fluoridico, silicico: questi acidi non trovansi liberi, nell'organismo ma combinati a basi, formando sali: si faccia pero eccezione dell'acido cloridrico, dell'acido carbonico e del silicico che trovasi anche libero in quantità minima nel sangue nella saliva, nell'urina, negli escrementi, nella bile, nelle ossa.
L'acido cloridricoesiste nel succo gastrico nella proporzione dell'1 per mille sia libero sia in combinazione colla pepsina formando idroclorato di pepsina ovvero un acido idrocloropepsico.
Secondo Heidenhaim l'HCl tramuta il secreto delle glandole piloriche, sostanza pepsinogena, in vera pepsina.
Reazioni: Per riconoscere la presenza nel succo gastrico dell'acido cloridrico, come diremo con maggiori particolari in seguito, s'impiegano delle sostanze coloranti come il violetto di metile, la tropeolina, la floroglucina, il verde brillante, la vaniglina che lo svelano col mutamento di colore, però queste reazioni possono essere mascherate dalla presenza degli albuminoidi e dei peptoni.
Si può ancora trattare il succo gastrico con acqua ed etere: l'acqua fissa l'acido cloridrico, l'etere fissa tutti gli acidi organici: questo è detto: metodo del coefficiente di partizione.
Inoltre può rendersi evidente la presenza dell'acido cloridrico e desumerne la quantità aggiungendo dei corpi che facciano da base, indi pesando questi ed il cloro.
§3°Ossidi—Sono due liberi nell'organismo: l'ossido di ferro e l'acqua.
L'ossido di ferro Si è detto che se ne sia anche trovato nella cenere della sostanza
nervosa. L'acquaè sparsa per tutto l'organismo essendo essa indispensabile
ad ottener le combinazioni organiche; senz'acqua non sarebbe possibile
lo scambio tra il sangue ed i tessuti e questi non potrebbero
eliminare i materiali impropri alla nutrizione. I varii tessuti ne contengone in varia proporzione. Lo smalto e il
sudore rappresentano i gradini estremi d'una lunga scala occupata dai
tessuti: lo smalto contiene circa il 2 per mille di acqua, il sudore
il 99.5%. Nell'adulto rappresenta il 70 circa per cento del peso del corpo,
nell'embrione circa 85 a 90%. È introdotto per l'alimentazione nella massima parte, ma ne risulta
ancora una certa quantità dall'ossidazione dell'idrogeno. § 4°Sali —Salidi calcio,Fosfato neutro e folfato acido3CAO. PO,—2CAOH. PO_{5}.Carbonato di calcio CaO. CO,.Cloruro di calcio CaCl. —Sali di magnesio.Folfato di magnesio 3MgO PO_{5}+5HO.Fosfato ammonisco-bimagnesiacoMg (AZH,) PhO_{4}+6HO.Carbonato di magnesio MgCO_{3}.Cloruro di magnesio MgCl. —Sali di sodio.Cloruro di sodio NaCl.Carbonato di sodio NaCO_{3}.Fosfato neutro di sodio 3NaO. PO_{5}.Fosfato acido 2NaOH O.PO_{5} od Na O2HO. PO,.Solfato di sodio NaSO_{4}. —Sali di potassio.Cloruro di potassio KCl.Carbonato di potassio KCO_{2}.Fosfato di potassio KO.2HO.PO_{5}.Solfato di potassio KSO_{2}.Solfacianuro di potassio C_{5}AzKS_{2} —Sali d'ammonio.Bicarbonato d'ammonio NH_{2}O. HO. 2CO_{2}.Sesquicarbonato 2NH_{4}O. 3CO_{2}.Ferro: Fosfato.Manganese.Rame. L'acido fosforico si presenta nell'organismo come tribasico: allorchè
è saturato da 8 atomi basici forma, fosfati neutri, quando è combinato
con 2 o con 1 equivalente basico forma fosfati acidi. Sali di calcio. Fosfato neutro. Trovasi nell'urina ed in molti liquidi tenuto in soluzione
dall'anidride carbonica o dal cloruro di sodio: le' ossa ed i denti ne
contengono. Fosfato acido. Trovasi nel sangue, nell'urina, nello sperma, nonchè in molti liquidi
dell'organismo. Proviene dagli alimenti. Ha proprietà istogenetiche,
trovasi peri, costantemente nei tessuti in formazione. Carbonato di calcio. Trovasi amorfo nei denti e nelle ossa, nell'urina, nella saliva e in
altri liquidi tenuto in dissoluzione dal carbonato di calcio. Nell'orecchio interno forma gli otoliti cristallizzato in romboedri e
prismi esagonali accoppiati nella forma di cristallizzazione. Cloruro di calcio. Il cloruro di calcio fu osservato nel succo gastrico, nato forse
dall'azione dell'acido cloridrico su qualche sale di calcio
specialmente sul carbonato introdotto nello stomaco nella deglutizione
della saliva. Sali di magnesio. Fosfati. Trovansi in tutti i liquidi ed in tutte le parti solide
dell'organismo. Nell'urina trovasi allo stato di fosfato basico:
tenuti in dissoluzione dall'anidride carbonica i fosfati precipitano
talvolta col semplice riscaldamento. Fosfato triplo-ammonito-bimagnesiaco. Trovasi nelle fecce e nell'urina in putrefazione: per combinazione del
fosfato di magnesio all'ammoniaca. Cristallizza in bei cristalli a
forma di coverchio di tomba. Sali di sodio. Cloruro di sodio. Cristallizza in vario modo: forma di cristallizzazione caratteristica
è il cubo; quasi tutti liquidi dell'organismo e quasi tutti i tessuti
ne contengono. Nel corpo umano trovasi nella quantità di circa 200 gr. i liquidi che
ne tengono in soluzione raramente ne hanno per più del 0,5 per cento.
E una sostanza di grande importanza istogenetica, indispensabile al
ricambio materiale che riattiva. Carbonato di sodio. Trovasi nel sangue allo stato di bicarbonato ove serve [observe?] di
veicolo all'anidride carbonica. E accompagnato talvolta dal carbonato
di potassio. Fosfato di sodio. Trovasi nella bile, nell'urina e in molti liquidi. Solfato di sodio. Trovasi nei liquidi organici dell'urina nelle fecce ed in vari
tessuti. Sali di potassio. Cloruro di potassio. Esiste in poca quantità nei nervi e in varii liquidi: trovasi nei
globuli del sangue. Fosfati di potassio. Talvolta accompagnano i fosfati di sodio nei liquidi. Trovasi nella
sostanza nervosa nonchè nel succo muscolare. Solfato di potassio. Trovasi nei liquidi organici, nell'urina, nelle fecce, e in vari
tessuti. Solfocianuro di potassio. È costante nella saliva nella proporzione
del 0,006 per cento per secrezione delle glandole salivari
specialmente della parolide, riconoscibile dal colore rosso sangue
che da col percloruro di ferro. Una listerella di carta imbevuta di
solfato di rame in soluzione all'uno per mille svela la presenza del
solfocianuro col colorarsi in bleu. Sali d'ammonio(NH_{3}). Carbonato d'ammonio. Trovasi nell'urina in fermentazione alcalina avvenuta fuori o
dentro la vescica urinaria, nel sangue e patologicamente nel tubo
intestinale. Reazioni: Dei cloruri: Aggiungendo ai liquidi contenenti cloruri un po' di
nitrato d'argento si ha un precipitato bianco, caseoso, di cloruro
d'argento solubile nell'ammoniaca, nell'iposolfito di sodio e nel
cianuro di potassio. Però è necessario l'aggiunta di poche gocce di acido nitrico,
previamente al nitrato d'argento, affine d'impedir che precipitino i
fosfati d'argento, solubili nell'acido stesso. Per dosare, con una certa approssimazione, i cloruri nell'urina, si
versi in, un tubo da saggio 1 c.c. di soluzione di cromato di potassio
al 10 per 100: indi si aggiungano successivamente piccole quantità
di nitrato d'argento in soluzione titolata al 5 per 100: si avrà un
precipitato rosso mattone di cromato d'argento. Si smetta di aggiungere nitrato. d'argento allorchè il deposito rosso
par che non s'aumenti. V'ha normalmente nell'urina da 1 a 3 gr. di cloruri; questa quantita
pero varia moltissimo col variare del vitto. Si tenga come regola che all'urina normale per la quantita dei cloruri
bisogna aggiungere 2 c.c. di soluzione titolata di nitrato d'argento a
3 c.c. di urina. Solfati. Per dosare i solfati nell'urina, si acidulano con acido nitrico o
cloridrico 100 c.c. di urina e si portano all'ebollizione; indi si
versa nella soluzione del cloruro di bario in soluzione titolata. Dopo
24 ore si raccoglie il precipitato, si filtra e si pesa. Possono variarsi molto le soluzioni titolate di cloruro di bario:
normalmente s'usa di sciogliere in un recipiente di vetro 24,4 gr. di
cloruro di bario in tanto di acqua da raggiungere il volume di 100
c.c. Con questa soluzione s' ha che un 1 c.c. corrisponde a 0,008 gr. di
acido solforico. Per aver dunque una determinazione esattissima dei
solfati si adopera questa soluzione titolata e la buretta di Mohr, che
è un tubo cilindrico graduato fornito all'estromità inferiore di
un rubinetto a vetro o di una pinzetta a pressione. Nel praticare
l'analisi si riempie tutta la buretta del reattivo, che si fa cadere a
poco a poco nell'urina. Completata la reazione il volume del reattivo impiegato è indicato
dalla scala di graduazione. L'acido solforico trovasi nell'urina combinato per 9/10 al sodio
al potassio e per 1/10 al fenolo, scatolo indolo allo stato di
fenolsolfati, scatolsolfati, indosolfati alcalini cioè allo stato di
sali solfoconiugati. Fosfati. I fosfati terrosi, come ho detto anche altrove, son tenuti sciolti
dall'anidride carbonica e dal fosfato acido di sodio: eppèrò talvolta
precipitano col semplice riscaldamento. Per farli precipitare completamente s'aggiunga della potassa o
dell'ammoniaca e si riscalda. Per far precipitare i fosfati alcalini si adopera la soluzione
ammonito-magnesiaca, che li precipita allo stato di fosfato
ammonico-bimagnesiaco. I sali di uranio precipitano i fosfati allo stato di fosfato di
uranio, giallo, solubile negli acidi minerali. Si faccia una soluzione
di 22 gr. di acetato d'uranio, in acqua leggermente acidulata con
acido acetico, in tanta quantità che la soluzione vada a 1000 c.c. Si pongano 50 c.c. d'urina in un recipiente e vi si versi la soluzione
di sal d'uranio; si ha un precipitato giallo più o meno abbondante che
si filtra, si dissecca e si pesa. Per potersi servire della soluzione di acetato di uranio come liquido
titolato dosimetrico si fa uso di una soluzione di ferrocianuro di
potassio-prussiato giallo—in acqua distillata, al 5 per cento. Il
ferrocianuro di potassio sorveglia che non si ecceda nell'aggiungere
sal d'uranio, perchè immergendo di tanto in tanto in tanto nella
soluzione di ferrocianuro una bacchetta di vetro bagnata nell'urina,
l'eccesso viene subito svelato dal prodursi d'un colore rosso-bruno
(ferrocianuro di uranio). Si adopera la buretta di Mohr o un bicchiere graduato; si legge sulla
graduazione il numero dei c.c. di soluzione d'uranio occorsa: ad ogni
centimetro cubico corrispondono gr. 0,00413 d'acido fosforico. Facendo la soluzione d'ossido giallo d'uranio gr. 20,3 in acido
acetico e poi portando questa con aggiunta d'acqua distillata al
volume di 1000 c.c. si ha che un 1 c.c. corrisponde a 0,005 di acido
fosforico. È ben evidente che si ricorderà di ridurre questa quantità in rapporto
ai centimetri cubici d'urina impiegata. Carbonati. Si riconoscono nell'urina i carbonati dalla effervescenza cogli acidi.
Prima, però, bisogna riscaldare l'urina per liberarla dell'anidride
carbonica in parte sciolta in essa e in parte combinata labilmente ai
fosfati. Sostanze organiche ternarie § 1°Alcool—Sono alcool quei corpi organici derivati dalla
sostituzione di un ossidrile OH ad un atomo H di un idrocarburo
saturo; es. CH metano, da CH alcool, OH metilico. Alcooletilico.-Degli alcooli, l'alcool etilico C_{2}H_{5}CHOH
trovasi nel sangue, nel chilo, nell'urina, dopo l'introduzione di
alcool o di idrati di carbonio e nel tubo digerente. Allorchè si beve
molto alcool questo s'elimina abbondantemente pei reni, e le urine ne
sono ricche, pero il trovarsi esso in quest'ultime può dipendere dalla
fermentazione del glucosio e decomposizione di esso in alcool ed
anidride carbonica, avvenuta fuori dell'organismo. Queste son le reazioni che svelano la sua presenza: Trattato a caldo con soluzione di iodo e potassa dà iodoformio; con
acido solforico e bicromato di potassa dà un colore verde brillante al
liquido che ne tiene in soluzione. L'ossigeno in presenza della spugna di platino e di corpi ossidanti
lo tramuta in aldeide ed acido acetico, riconoscibili per l'odore
caratteristico. Colesterina. Altro alcool importante è la colesterina C_{26}H_{44}O + H_{2}O
sostanza bianca, cristallizzabile in tavolette romboidali,
madreperlaceo, insolubili nell'acqua, nell'alcool a freddo e
nell'etere, solubile nell'alcool bollente, nel cloroformio, nella
benzina e nel solfuro di carbonio. La bile ne tiene costantemente in soluzione mercè i glicolati e
taurocolati alcalini nel rapporto in peso del 30 a 40 per mille: son
di colesterina formati in gran parte i calcoli biliari, i quali od
ostruiscono il dotto biliare o passano nel duodeno, donde escono, per
le feci. Nell'urina trovasi patologicamente allorchè la bile è riassorbita dal
sangue, non escreta pel coledoco: l'urina allora possiede del pari in
soluzione gli acidi ed i pigmenti biliari epperò dicesi urina biliare.
Trovasi del pari nell'urina per malattie nervose. La massa nervosa centrale ne possiede abbondantemente: la sostanza
bianca ne è più ricca della grigia, contenendo la prima circa il 50
per cento di colesterina laddove la sostanza grigia ne contiene il 18
per cento. Nella massa nervosa, la colesterina nasce dalla ossidazione
dei suoi lipoidi. La reazione caratteristica della colesterina è quella di dare una
colorazione rosso-ciliegia con l'acido solforico a caldo; questo
colore si fa prima violetto, poi azzurro con la tintura alcoolica di
iodo: lasciato all'aria a poco a poco divien violetto-bleu. Sciolta nel cloroformio ha gradi di colorazione vari e
decrescentemente intensi sino a decolorarsi del tutto. Evaporata a caldo coll'acido nitrico lascia una macchia gialla che si
fa giallo-arancio coll'ammoniaca. Glicerina. È un alcool triatomico cioè possiede un radicale (C_{3}H_{5})'''
trivalente: l'alcool etilico e la colesterina di cui abbiamo parlato
sono manovalenti. Il radicale (C_{3}H_{7}) propile è la base C_{3}H_{8} propano non
satura per tre atomi. La glicerina propilica C_{3}H_{8}O_{3} deriva da sdoppiamento dei
grassi alla cui costituzione prende parte il radicale glicerico
C_{3}H_{8}; saponificando i grassi si ha glicerina, epperò questa
trovasi nel tubo digerente dopo l'introduzione di grassi neutri. La glicerina aumenta considerevolmente la formazione del glicogene nel
fegato e l'eliminazione dell'acido urico. È un liquido incolore o appena gialletto, sciropposo, di sapore
dolciastro-piccante; rifrange la luce epperò appare molto chiaro e
rilucente; non evapora, ma assorbe dall'aria il vapore d'acqua; è
solubile nell'acqua e nell'alcool, ma non, nell'etere, nel cloroformio
e negli olii essenziali. È neutra di reazione. § 2°Idratidi carbonio.—Diconsi idrati di carbonio quelle sostanze
in cui il rapporto ha O ed H è quello che hanno questi due corpi
semplici nella molecola d'acqua: esse sostanze ternarie hanno sempre
di C sei atomi ovvero un numero di atomi multiplo di sei. Se ne fanno tre gruppi. 1° gruppo: Amidi, cui appartengono l'amido, la fecola, ed il
glicogene. 2° gruppo: Glucosidi cui appartengono glucosio, inosite e levulosio. 3° gruppo—Saccarosi, cui appartengono zucchero di canna, lattosio,
mellitosio. Amido.—C_{5}H_{10}O_{5}. Al microscopio si presenta costituito di
tanti granelli caratterizzati da un ilo od ostiolo (punto centrale
più opaco) attorno al quale stanno le zone concentriche dell'amido.
Osservandolo ad occhio nudo appare polvere o masse irregolari di una
bianchezza caratteristica: la luce del sole cadendo sull'amido lo fa
parer lucente quasi fosse formato di piccoli cristallini. La ptialina sprigiona la granulosa dall'involucro di cellulosa—parti
di cui è formato ogni granello d'amido—e la tramuta alla temperatura
di 40° centigradi in amidulina che si colora in bleu coll'iodo, poi in
eritro destrina che l'iodo colora in rosso. Questa, parte si trasforma
in maltosio e zucchero d'uva, parte si trasforma in acrodestrina che
resta incolore coll'iodo, ma che precipita coll'alcool in polvere
bianca. Il maltosio e l'acrodestrina vengono dall'enzima pancreatico, la
steopsina, o diastasi pancreatica, nonchè dall'azione concorrente
della bile e del succo enterico tramutati in glucosio. L'involucro di
cellulosa dell'amido viene disciolto. L'iodo anche in tracce minime colora l'amido in azzurro intenso, dando
luogo alla formazione del cosiddetto ioduro d'amido, nome improprio,
perchè questo non è un composto chimico a proporzioni definite viene
scolorato, dall'alcool, dalla potassa, da altri reagenti e dalla luce
solare. È solubile nell'acido nitrico fumante, e la soluzione versata
in acqua abbondante dà luogo ad un precipitato bianco polveroso
xiloidina esplosivo. Nell'acido nitrico diluito si trasforma in acido ossalico. A caldo ed
a secco l'amido si trasforma in pirodestina: a caldo e ad umido in
destrina. La destrina differisce dall'amido per esser solubile nell'acqua
fredda, e pel colorarsi in rosso con l'iodo; è polverulenta,
brancastra. Ha comune coi glucosidi la proprietà di ridurre molti
composti; si comporta come essi col reattivo di Trommer. Ilglicogene—6(C_{6}H_{10}O_{5}) + H_{2}O, Trovasi nel fegato, nei
muscoli, nell'ovaia, nel testicolo e nei tessuti embrionali. Si forma
per attiva cellulare e trovasi incapsulato nelle cellule epatiche
nato, secondo alcuni, dagli idrati di carbonio, secondo altri,
dall'albumina. Resto molto discussa questa origine, ma Plüger emise la
sua teoria che par risolva la questione in modo se non indiscutibile,
al certo molto esatta: crede che il glicogene nasca dal sintetizzarsi
nel fegato degli idrati e degli albuminoidi e dal loro successivo
sdoppiamento. Il Puvy crede che la glicogenesi sia un fenomeno post-mortale dovuto a
fermenti che divengono liberi colla morte dell'individuo. Da altri è stato creduto che il glicogene s'originasse nel fegato
dal glucosio del sangue che lo attraversa, fondandosi sul fatto che
l'inanizione fa sparire il glicogeno dal fegato, pur sapendo che il
sangue delle vene sopraepatiche è più ricco in glucosio del sangue
della vena porta. È polvere bianca, insapore, inodore, solubile nell'acqua a caldo,
formando una soluzione opalescente. Trattando questa coll'iodo ne vien
colorata in rosso vivissimo. L'azione degli acidi fa trasformare il glicogeno in glucosio del pari
lo trasforma in glucosio il sangue che attraversa il fegato: però si
noti che nel sangue circolante v'ha glucosio e non glicogene. Per preparare il glicogeno si immerge il fegato d'un'animale morto da
poco tempo nell'acqua a 100°C per impedire l'azion dei fermenti e si
riduce in poltiglia. Da questa si toglie l'albumina col coagularla e trattenerla su filtro:
dal filtrato si precipita il glicogene mediante alcool. Il glicogeno è elemento termogeno per eccellenza: nei muscoli esso è
sorgente di forza attiva epperò nei muscoli in lavoro la sua quantità
diminuisce notevolmente. La cellulosa dell'amido rimane dopo l'estrazione della granulosa
cui forma scheletro ed involucro. È colorata dall'iodo in giallo
rossiccio, mentre la granulosa si colora in violetto cupo. Trovasi in alcune alghe e nei vegetali, abbondantissima; alcuni
batteri (ad esempio il bacillus amylo-bacteri presentano nel loro
protoplasma molta cellulosa. Nelle feci trovasi come prodotto escrementizio. L'acido nitrico trasforma la cellulosa, quindi la carta, la bambagia
di cotone, la paglia, in pirossilina o cotone fulminante, solubile
in un miscuglio di alcool ed etere. La soluzione dicesi collodio ed
adoperasi a vari usi. Il reattivo di Schweizer o liquore cupro-ammonico, liquido di colore
azzurro intensissimo, che si ottiene per azione dell'aria e del rame
sull'ammoniaca, scioglie la cellulosa. Glucosidi C_{6}H_{12}O_{6}. Composti neutri o lievemente acidi, che si trovano in moltissimi
vegetali e prendono gran parte nel ricambio dell'organismo animale. Glucosio: è abbondante nell'uva e nei frutti acidi. È cristallizzabile in prismi sottili, raggruppati, solubili nell'acqua
e nell'alcool, insolubili nell'etere. Nell'uomo trovasi normalmente nel sangue, nel chilo e nelle urine;
in queste la quantità di glucosio non eccede mai tracce minime
normalmente, ma in casi patologici può trovarsi in dose eccessive
tanto da dare alle urine un alto peso specifico ed una consistenza
sciropposa. Lo zucchero diabetico è una modifica allotropica del
glucosio e dicesi paraglucosio. Nel tubo digerente l'origina dall'alimentazione o che tale si
introduca o per le modificazioni che subiscono gli altri idrati di
carbonio sotto l'azione dei vari enzimi digestivi. Nel sangue ve n'è
nel rapporto del 0,5 per 100 nato dallo sdoppiarsi del glicogene iu
glucosio ed urea. Il lievito di birra per azione del Saccaromices cerevisiae lo sdoppia
in alcool ed anidride carbonica. Nell'urina diabetica il glucosio
subisce lo stesso sdoppiamento per azione di un fermento speciale
fatto da cellule rotondeggianti con prolungamenti filamentosi. Molte reazioni del glucosio sono l'applicazione della sua forza
riducente sui vari composti. 1° Reattivo (del Moore): si fa una soluzione di potassa caustica e
si aggiungono pochi centimetri cubici di questa all'urina sospetta:
riscaldando l'urina s'abbruna e dà odore di caramelle per la
formazione d'acido melassico. 2° Reattivo (di Böttcher): si aggiunga carbonato di soda all'urina
contenente il glucosio, indi del magistero di bismuto cioè nitrato
basico di bismuto e si riscaldi, s'avrà un precipitato grigio
e colorazione di tutta l'urina contenuta nel tubo da saggio in
giallo-bruno. 3° Reazione (del Trommer). Si aggiunge all'urina da esaminare della
potassa caustica e poche gocce di solfato di rame: il liquido prende
una colorazione azzurro-oscuro. Riscaldando s'ha un precipitato giallo di ossidulo di rame dovuto alla
riduzione dell'ossido di rame operata dal glucosio. 3^{a} reazione (Selmi). Aggiungendo all'urina poche gocce di soluzione
di acido picrico, se questa non contiene glucosio, non altera il color
giallo dell'acido, altrimenti si colora in rosso-sangue. 4° reazione (di Callaud). Evaporando a caldo lentamente, in una capsula, la urina, si depone un
precipitato di cristalli prismatici di glucosato di cloruro di sodio
di formula: formola (C_{6}H_{12}O_{6})^2ClNa+ H. Questi cristalli sono solubili nell'acqua e precipitano anidri od
idrati. 5° reazione (di Worm-Muller). È una reazione molto sensibile: si faccia una soluzione di soda
caustica in acqua gr. 100, in questa si versi di tartrato doppio di
sodio e potassio gr. 10 e di solfato di rame, vitriuolo azzurro, gr.
2,50. Si riscaldino 2 c.c. di questa soluzione e 4 c.c. di urina, in
due tubi da saggio: unendo i due liquidi si ha un precipitato giallo
di ossidulo di rame più o meno abbondante. Per il dosamento del glucosio si adopera il liquido di Fehling, il
metodo della fermentazione e la saccarimetria. Reattivo di Fehling. Si faccia una soluzione di gr. 1,60 di tartrato neutro di potassio in
gr. 100 di acqua e si aggiunga a questa una soluzione di gr. 130 di
soda caustica in gr. 600 d'acqua. Ottenuto questo miscuglio vi si
versi piano piano ed a poco a poco una soluzione di gr. 40 di
solfato di rame in gr. 168 d'acqua. Questa col cadere dà luogo ad un
precipitato azzurro che subito si scioglie e scompare ed il liquido si
fa bleu. Si aggiunga dell'acqua distillata sin che tutto il reattivo
prenda il volume di 1155 c.c. e si conservi all'oscuro. Il liquido di Fehling è reattivo disimetrico: per servirsene si
adopera la buretta di Mohr. Si versa nella buretta l'urina. Aprendo il rubinetto di vetro si fa
cadere l'urina in una nota quantità di liquido di Fehling riscaldata.
Nel cadere l'urina, il liquido di Fehling si fa dapprima di color
rosso bruno indi rosso vivo: si prende questo come termine della
operazione tenendo come norma nel calcolo quantitativo che 2 c.c. di
liquido di Fehling vengono decolorate da gr. 0,01 di glucosio. Il metodo della fermentazione s'attua coll'aggiungere all'urina un po'
di lievito di birra. Si formerà alcool ed anidride carbonica, dal peso
di cui può rilevarsi la quantità del glucosio fermentato. Si sa che 46,88 parti di anidride carbonica hanno di corrispettivo 100
parti di glucosio. In pratica si adoperano molti apparecchi, per mezzo dei quali si
raccoglie in palloni di vetro l'anidride carbonica per pesarla e
dedurre così dal peso le quantita di glucosio esistente. Io userei
un apparecchio che per quanto semplice, per tanto a me pare utile e
comodo: una bottiglia di Wolf a due gole ha una di queste chiusa mercé
un tappo di gomma e l'altra gola comunicante con un tubo ad U mercè
un tubo a squadra saldato perpendicolarmente ad una delle branche del
primo. Verso nel tubo ad U un po' di mercurio 1l quale si mette, come
è logico, nello stesso piano orizzontale nelle due branche. Indi verso
in quella branca cui è saldato il tubo a squadra una soluzione di
potassa caustica e nell'altro tanto d'acqua che faccia equilibrio alla
potassa: chiudo la branca in cui v'è la potassa: verso nella bottiglia
l'urina con un po' di lievito di birra e chiudo la bocca libera della
bottiglia di Wolf. La fermentazione ha luogo e l'anidride carbonica
si svolge a man mano viene aspirato, diciam così, dalla potassa
con formazione di carbonato di potassa. Aumentandosi il peso della
soluzione alcalina, l'acqua salirà nel tubo aperto: una graduazione
comune alle due branche mi indica il dislivello, il quale è indice
dell'aumento in peso dalla soluzione alcalina, donde può dedursi
la quantità del glucosio fermentato. È bene evidente che bisogna,
fermentazione completa, aprir la bocca chiusa della bottiglia di Wolf
per ridurre la pressione interna eguale alla pressione esterna. Per
rendere sensibile quest'apparecchio può darsi alla branca del tubo ad
U contenente acqua una inclinazione a piacere, aumentandosi così la
lunghezza della colonna d'acqua mobile: la graduazione può darsi
ad esso facendo fermentare urine con note quantità di glucosio e
servendosi degli indici d'elevazione della colonna d'acqua come punti
fissi da potersi usare come punti limiti. Inosite C_{6}H_{12}O_{6} + 2H_{2}O: trovasi nel rene, nel cervello,
ma soprattutto nei muscoli e specialmente nel miocardio: in questo
in alcuni animali è tanto abbondante da dare un sapore dolciastro. È
solubile nell'acqua, nell'alcool. Può subire la sola fermentazione
lattica in presenza di sostanze organiche in putrefazione. Per
riconoscerlo lo si precipita mercé acetato di piombo indi su lamina di
platino si addiziona d'acido nitrico e s'evapora a caldo; aggiungendo
dell'ammoniaca e del cloruro di calcio, una colorazione rosea svelerà
la presenza dell'inosite. Il nitrato mercurico da coll'inosite un precipitato rosso; questa
colorazione peri, è data dal reattivo suddetto anche agli albuminoidi. Trovasi in vari vegetali specialmente nei legumi, di cui i fagiuoli ne
rappresentano un tipo molto ricco, epperò fu creduto che s'originasse
nell'organismo animale da essi. Pare però dimostrato che può derivare
anche dagli albuminoidi. —La saccarimetria è un metodo di ricerca qualitativa e quantitativa
del glucosio basata sulla deviazione a destra indotta dal glucosio al
piano di luce polarizzata. S'adoperano vari saccarimetri in cui si
misura la quantità di glucosio dalla deviazione dei raggi polarizzati. Levulosio: è isomero al glucosio da cui differisce perchè
sinistrogiro. Per azione del succo enterico cioè per l'invertina o fermento
inversivo di esso, gl'idrati di carbonio sono tramutati in levulosio. Saccaridi C_{6}H_{22}O_{11}. Lo zuccherodicanna entra cogli alimenti nel tubo digerente. La
saliva e il succo gastrico si comportano con esso come con gli altri
idrocarbonati. Non riduce gli ossidi metallici; in presenza dei
fermenti può subire la fermentazione lattica. Il succo enterico per azione sia dell'invertina, che dei fermenti
figurati, sdoppia il saccarosio in glucosio e levulosio. È bianco, cristallizzato in masse dure, solubili nell'acqua, non
nell'alcool, nell'etere e negli oli essenziali. In presenza degli alcali non s'annera. Un miscuglio d'acido nitrico concentrato ed acido solforico trasforma
lo zucchero in una sostanza esplosiva nitro-saccarosio. IlLattosioè lo zucchero del latte, trovasi in questo come
secrezione specifica dalla glandula mammaria. Non è ben noto come
si produca in questa epperò si crede abbia l'attributo di sostanza
saccorogena un corpo proteide esistente nel latte. Trovasi nell'urina
delle lattanti in caso di ristagno di latte, e del pari dopo
l'ingestione di molto latte. Lo zucchero di latte cristallizza in tavolette rombiche bianche
solubili nell'acqua, insolubili nell'etere: devia a destra il piano
della luce polarizzata. Può subire indirettamente la fermentazione
alcoolica. Direttamente subisce la fermentazione lattica cioè lo sdoppiamento in
acido lattico ed anidride carbonica. Il Koumis ed il Kefir son due bevande fatte con latte fermentato e che
contengono in proporzioni diverse alcool, anidride carbonica ed
acido lattico; questo ottenuto per fermentazione diretta, quello per
fermentazione indiretta cioè preceduta dal mutarsi il lattosio in
glucosio. Son due bevande di gran valore ed i montanari del Caucaso ne usano
come tonico eccellente. Per riconoscere il lattosio si aggiunge al liquido di cui si sospetta
una soluzione di acetato neutro di piombo; riscaldando, il liquido
assume un colore giallo bruno che si fa rosso coll'aggiunta
dell'ammoniaca. Ilmellitosiosi trova abbondante nel miele, in molte specie diEucaliptus australiane. È sciropposo. Per azione dei saccarificanti si trasforma in maltosio e
zucchero d'uva. Non fermenta direttamente ma deve sdoppiarsi per fermentare in
glucosio e levulosio. Il glucosio fermenta direttamente, il levulosio
invece ha bisogno di cambiarsi in glucosio. Devia a sinistra i raggi
polarizzati. Si comporta come tutti i glucosidi coi loro reattivi pero non risponde
alla seguente reazione di Krauze cui ben rispondono gli altri. Si faccia una soluzione concentrata di bicromato di potassio e se ne
versino pochi centimetri cubici nel liquido da esaminare, si riscaldi
tutto e si aggiungano un tre o quattro gocce di acido solforico: il
mellitosio non essendo riducente sull'acido cromico fatto libero
dall'acido solforico non darà la colorazione verdastro chiaro che
avrebbe data la presenza de gli altri gìucosidi. § 3.°Acidi—Diconsi acidi organici quei composti che nascono dalla
sostituzione d'un gruppo carbossilico ad un atomo d'idrogeno di un
idrocarburo saturo es: CH_{3} da CH_{3}COOH.
metano acido acetico Acido lattico: di questo acido vi son quattro isomeri della formula
C_{3}H_{6}O_{3} e sono: acido etilidenolattico, acido etilenolattico,
acido sarcolattico, acido idracilico. L'acidoetilideno latticoè un liquido sciropposo, igroscopico,
solubile nell'etere. Trovasi nel contenuto gastrico normalmente
sia che si consideri come una secrezione specifica delle glandule
gastriche sia che si creda origini dalle fermentazioni. Il latte, dopo non molto tempo irrancidisce; questo tempo s'accelera
tenendo il liquido all'aria e ad alta temperatura, pero non superiore
ai 50°C. si fa lunghissimo se il latte si tiene ben chiuso ed al
fresco. Ciò pare che si possa spiegare ammettendo l'azione simultanea, nella
fermentazione, dei fermenti e di un enzima proveniente al certo dalla
glandula mammaria stessa: però questo non è ben dimostrato. Il contenuto gastrico ne è relativamente più ricco nel termine del
periodo di chimificazione. Per riconoscerne la presenza e separarlo dall'acido cloridrico, si usa
il metodo del coefficiente di partizione che consiste, come ho detto
parlando dell'acido cloridrico, nell'aggiungere acqua ed etere.
L'acqua tira a sé l'acido minerale, l'etere l'acido organico:
separando questi due solventi, come è logico, trascineranno con loro i
corpi in soluzione. Si svela la presenza dell'acido lattico versando
nel liquido da esaminare una piccola quantità di percloruro di ferro:
s'avrà un precipitato gialletto di lattato di ferro. Si va più immuni da errori col reattivo di Uffelmann, che si prepara
facendo una soluzione di 6 gocce di percloruro di ferro in 40
centimetri cubici di acqua distillata cui si aggiungono in ultimo 4
gocce d'acido fenico. Una soluzione di carbonato di rame versata in un liquido contenente
acido lattico, da una colorazione verde azzurrognola, per la
formazione di lattato di rame. In tutte le reazioni che si fanno per svelar la presenza dell'acido
lattico, si badi a portar via precedentemente le albumine che
potrebbero nascondere i precipitati: per separarle, basta riscaldare
moderatamente e poi filtrare il liquido da esaminare. Scaldando l'acido lattico con acido solforico si sviluppa ossido di
carbonio, che si riconosce avvicinando un po' di ossido rameoso il
quale è polvere di colore rosso vivo: l'ossido di carbonio lo riduce
in rame ed anidride carbonica. L'ossido di carbonio brucia con fiamma azzurra. Evidentemente dalla presenza dell'ossido di carbonio si deduce la
presenza dell'acido. L'acido etilideno lattico è inattivo sui raggi polarizzati mentre
l'acido etinolattico è destrogiro. Da sali il cui coefficiente di
solubilità è maggiore di quello dei sali dell'acido etinolattico,
epperò si tien come norma nella distinzione tra i due acidi. È un liquido lievemente gialletto inodore solubile nell'acqua,
nell'alcool, nell'etere. —L'acido etilenolatticotrovasi nel succo muscolare che si ricava
facendo l'infuso acquoso dei muscoli; in questi è accompagnato
dall'acido sarcolattico cui rassomiglia differendosene per le molecole
d'acqua di cristallizzazione dei sali cui formano e specialmente
per essere l'etilenolattato di zinco amorfo ed il sarcolattato,
cristallino. È un liquido di consistenza sciropposa, incolore solubile nell'acqua,
nell'alcool, nell'etere. —Acido sarcolatticoda [Greek: sarkos] carne: fu così chiamato
da Liebig l'acido lattico che si trova nel muscolo morto o
stanco proveniente o dalla fermentazione lattica dell'inosite o
dall'ossidazione funzionale di questa. Per riconoscerlo si aggiunge al liquido da esaminare un po' di
carbonato di rame, si ha un precipitato di globetti di sarcolattato di
rame: questo pero è poco solubile nell'alcool e in ciò differisce dal
lattato di rame ottenuto cogli altri isomeri. L'acido sarcolattico sotto l'influenza del calore si muta in acido
lattico ordinario. —Acido idracrilico: è isomero all'acido lattico. Hammerstenn dice
che finora non fu trovato nell'organismo, Wislicenius dice d'averlo
trovato nell'edema di un ammalato d'osteomalacia. —Acido colalicoC_{24}H_{40}O_{5}. Si forma nella bile in
decomposizione: epperò trovasi nelle feci. Trovasi nel contenuto
intestinale allorchè le fermentazioni eccessive rendono insufficiente
il potere antiputrido della bile. L'acido colalico cristallizza in
prismi rombici o in tavole aggruppate; questi son solubili più a caldo
che a freddo nell'alcool epperò facendone soluzioni a caldo si hanno
precipitati col raffreddarsi dei mezzi solventi. Nella bile trovasi accoppiato a glicina formando acido glicocolico ed
a taurina formando acido taurocolico. La reazione per gli acidi biliari è di Pettenkofer e consiste
nell'aggiungere un po' di saccarosio alla urina e far che vi si
sciolga agitando il liquido nel tubo da saggio, indi si aggiunge un
po' d'acido solforico concentrato: la presenza degli acidi biliari
si svelerà col comparire di una colorazione rosso intensa. Questa
reazione serve benissimo anche per l'acido colalico. Per ottenere l'acido colalico o dalla bile o dalle feci, si bollono
queste con soluzione satura di potassa: si formerà colalato di
potassa. Indi si aggiunga un poco di acido cloridrico, si formerà
cloruro di potassio, restando d'altra parte l'acido colalico il quale
essendo poco solubile precipiterà cristallizzato, sol che si lasci il
liquido in riposo. Facendo bollire con acidi o con barite o potassa oppure riscaldando a
200° o per le putrefazioni intestinali, l'acido colalico si scinde in
dislisina e acqua. Le dislisine nascono dalla disidratazione degli
acidi, epperó bolliti con corpi idratanti ridanno gli acidi stessi.
La dislisina dell'acido colalico trovasi nelle feci e nelle urine
itteriche C_{24}H_{40}O_{5}-2H_{2}O = C_{24}H_{36}O_{3}acido colalico dislisina —L'acido coleidinicoC_{24}H_{38}O_{2} trovasi nella bile; nasce da
disidratazione dell'acido colalico epperò trovasi nelle feci. —L'acido aceticoC_{2}H_{4}O_{2} trovasi nel contenuto gastrico ed
intestinale, nel sangue, nell'urina, nei muscoli. È un liquido che si ottiene dall'ossidazione dello alcool etilico:
normalmente si ricorre almycodermi aceti, il quale è un fermento
organizzato e si fa agir questo in presenza dell'aria; pero può ancora
ottenersi l'ossidazione sotto l'influenza del nero di platino. Cristallizza formando coll'acqua un idrato; nell'acqua è
solubilissimo. È riconoscibile pel suo odore caratteristico: può
riconoscersi del pari aggiungendo un po' d'ossido di rame al liquido
da esaminare. L'ossido è rosso ed insolubile, si formerà acetato di
piombo, solubilissimo di color verde-rame. —L'acido formicotrovasi in tracce nell'urina, nel sudore, nel
sangue; è un liquido incoloro, solubilissimo nell'acqua. Trovasi allo
stato cristallino alla temperatura di 1°C. sopra zero. Odora d'aceto:
è irritante molto sulla pelle, producendo delle flittene dolorose:
l'acido solforico lo decompone, disidratandolo, in acqua ed ossido
di carbonio CH_{2}O_{2}-H_{2}O = CO. Forma sali solubilissimi ad
eccezione di quelli di piombo, poco solubili a freddo non molto a
caldo. —L'acido ossalicoC_{2}H_{2}O_{4} trovasi nell'urina o in soluzione
o entrando nella formazione di calcoli vescicali. È bianco, cristallino solubilissimo, nell'acqua: colla potassa forma
un sale detto sale d'acetosella acidissimo. Trattato con un po' d'acido solforico si decompone in anidride
carbonica, ossido di carbonio ed acqua: C_{2}H_{2}O_{4}-H_{2}O = CO_{2} + COAcido oss. An. carb. Oss. carb. Nell'urina trovasi combinato alla calce formando ossalato di calcio:
questo è assolutamente insolubile nell'acqua, però si scioglie in
presenza del solfato acido di sodio, dell'urea e di sali alcalini. Per precipitarlo dall'urina basta aggiungere dell'ammoniaca: al
microscopio si presenta in cristalli a forma di busta da lettere o a
forma di piccoli prismi con basi piramidali. Talvolta assume la forma
di dumb-bells, quasi costituiti da fasci di cristalli filiformi
stretti nel mezzo. Nel consueto si deduce la quantità dell'ossalato di
calcio dell'urina dal numero di cristalli che capitano sotto la lente
del microscopio in una o più osservazione. Per dosarli completamente si aggiunge ad un determinato volume di
urina, dell'ammoniaca in eccesso ed un po' di soluzione di cloruro
di calcio: precipiterà ossalato di calcio; prima di raccogliere
il precipitato sul filtro si aggiunga dell'acido acetico in tenue
quantità. Indi si filtri il liquido; ciò che si raccoglie sul filtro
si lavi, si dissecchi e si pesi. Può trovarsi nell'urina quantità non grande di ossalato di calcio
specialmente in seguito a stati ipostenici nervosi o in seguito a cibi
ricchi di acido ossalico: il trovarne normalmente ed in abbondanza
costituisce una malattia detta ossaluria. —Acido valerico. C_{5}H_{10}O_{2}. Trovasi nel sudore cui dà
il puzzo caratteristico e specialmente nel sudor putrido e negli
escrementi nato dalle varie fermentazioni. Ha odor di valeriana
dispiacevolissimo e penetrante. È un liquido incoloro poco solubile
nell'acqua forma sali solubili. —Acido caproico. C_{6}H_{12}O_{2}. Trovasi nel sudore, è liquido
inodore, insolubile nell'acqua, solubile nell'alcool. —Acido caprilicoC_{8}H_{16}O_{2}: accompagna il precedente. Hanno
tutti e due il caratteristico odor di sudore. —Acido caprinicoC_{10}H_{20}O_{2}: liquido poco solubile con odor
di sudore. —Acido butiricoC_{4}H_{8}O_{2}: trovasi nel sangue, nell'urina,
nel sudore, nel latte, nel contenuto del tubo digerente. Nel latte
trovasi allo stato di etere butirico; nel tubo digerente può trovarsi
per fermentazione indotta dalbacillus butiricus. Il bacillus butiricus tramuta il lattato di calcio in butirrato di
calcio, carbonato di calcio, anidride carbonica ed idrogeno. Valga la
seguente equazione della fermentazione: 2(C_{2}H_{5}O_{2})^{2}Ca + H_{2}O
lattato di calcio =(C_{4}H_{7}O_{2})^{2}Ca + CO_{3}Ca + 3CO_{2} + 4H_{2}butirato di calcio, carb. di calcio anidr. carb. V'ha formazione d'idrogeno nelle fermentazioni pel bacillus butiricus:
è questa una delle sorgenti dell'idrogeno nel tubo intestinale. L'acido butirico è un liquido incoloro, solubile, d'odor fetido di
burro irrancidito. —Acido oleicoC_{18}H_{34}O_{2} trovasi nell'adipe. Nei grassi
trovasi allo stato di oleina, gliceride dell'acido oleico assieme
all'acido stearico e palmitico. È cristallino a bassa temperatura; liquido a 14° sopra zero
irracidisce prontamente, è solubile poco nell'alcool freddo moltissimo
nell'alcool caldo, è solubile del pari nell'etere, è insolubile
nell'acqua. —L'acido oleicosi trasforma sotto l'azione dell'acido nitroso in
acido cianidrico. Coll'acido solforico e zucchero di canna dà una colorazione rossa
quasi simile a quella che gli acidi biliari danno nella stessa
reazione. —Acido stearicoC_{18}H_{36}O_{2}: trovasi nell'adipe e in tutti
i grassi animali allo stato di etere glicerico cioè sotto forma di
stearina: trovasi nel pus, nelle masse caseose tubercolari. È cristallino in lamine rombiche, solubile nell'alcool, nell'etere,
insolubile nell'acqua. È inodore, insipido, di consistenza molle. —L'acido palmiticoC_{16}H_{32}O_{2} trovasi nell'adipe, nel
sangue, nel burro. È cristallino in aghi bianchi solubile nell'alcool,
nell'etere, nel cloroformio e nella benzina. —L'acido margaricotrovasi nell'adipe: esso è un miscuglio d'acido
palmitico e stearico. È solido, bianco: in commercio è impiegato a formar candele steariche. § 4.°Eteri.—Diconsi eteri alcuni corpi organici derivanti dalla
sostituzione d'un radicale alcoolico od acido all'idrogeno ossidrilico
degli alcool, ad esempio: CH_{3}OH dà CH_{3}OCH_{3}
alcool metilico La glicerina è un alcool triatomico, forma eteri glicerici: è a questi
che comunemente si da il nome di grassi che nascono dalla sostituzione
ad uno, a due, o a tutti e tre gli atomi di idrogeno della glicerina
dei radicali degli acidi grassi; ad es. la palmitina cioè palmitato
di glicerina deriva da sostituzione a tutti e tre gli atomi di H
ossidrilici della glicerina del radicale dell'acido palmitico. § 5.0Eteri glicerici—I grassi più importanti nella nostra economia
sono l'oleina, la palmitina e la stearina: questi due ultimi mischiati
insieme formano la margarina. Oleina. Trovasi nell'urina, nel chilo, nel tubo digerente. Nel
sangue ve n'è nuotante nel siero o incapsulato dai leucociti epperò
in esso la quantità di grassi è quasi nulla nei periodi lontani dal
pasto, è massima nel periodo di chilificazione. È nell'intestino che i grassi si emulsionano. Intendesi per
emulsionamento dei grassi la divisione che essi subiscono in piccoli
globetti, tenuti in sospensione in un liquido. Ciò è possibile allorchè il liquido è alcalino e tiene in dissoluzione
un albuminoide qualsiasi: agitando in questo un grasso, l'albuminoide
tenuto in dissoluzione farà una cuticola ai globetti che si formano
coll'agitare il liquido. Prima pero che questo strato albuminoide si formasse già l'alcali del
liquido aveva saponificata la superficie dei globetti di grasso, i
quali resteranno così, involti da una parete di sapone e da una parete
di materia albuminoide: questa, di cui è discussa l'esistenza, dicesi
membrana aptogena di Anderson. La bile, il succo pancreatico ed il succo enterico emulsionano i
grassi e rendono possibile il passar di questi nelle vie linfatiche
e chilifere. La bile da ai grassi una emulsione grossolana, il succo
pancreatico ed il succo enterico danno ai grassi una emulsione fina e
persistente. Il grasso s' origina nell'organismo dagli alimenti. Pero trovandosi
grasso anche negli animali erbivori deve dedursene che il grasso può
formarsi anche dagli idrati di carbonio; ad esempio le api si nutrono
del nettare dei fiori eppur danno cera cioè grassi. Anche gli albuminoidi possono essere trasformati in grasso: prova ne
sia l'adipo-cera cadaverica e del pari il trovarsi trasformato in
grasso l'albume d'uovo che noi avessimo posto sotto la cute d'un
animale. È certo però che la qualità di grasso dell'organismo, è in determinato
rapporto col grasso degli alimenti. I grassi come termine ultimo delle loro modificazioni danno acqua ed
anidride carbonica, però percorrono numerose vie prima di giungere a
quest'ultima modificazione. Nell'intestino ad esempio i grassi
neutri si scindono parzialmente in glicerina ed acidi grassi e si
saponificano parzialmente. I grassi all'aria irrancidiscono e prendono così un odore disgustante,
nauseoso: questo è dovuto alla formazione di acidi grassi di odor
fetido quale valerico, caprico, caproico ed altri. Elevando ad alta temperatura i grassi o trattando la glicerina a caldo
con solfato potassico si hanno vapori di acroleina C_{3}H_{4}O liquido
di odore irritante incolore, che bolle a 52°, poco solubile nell'acqua
avidissimo d'ossigeno. Per separare i grassi dai liquidi che li tengono in emulsione si
aggiunge a questo un alcali e dell'etere e si agita. Il grasso vien
disciolto dall'etere. Per separare i grassi neutri dagli acidi grassi in un miscuglio può
aggiungersi della soda: questa formerà il sapone del grasso neutro
rispettando il grasso acido, epperò versando in ultimo dell'etere e
dell'acqua, i saponi si scioglieranno nell'acqua, i grassi nell'etere. I grassi del pari che gli acidi grassi rendono rossa, la tintura
d'alcanna di color bleu. L'acqua riscaldata in tubi chiusi a 200°
sdoppia i grassi neutri in glicerina ed acido grasso. I principali grassi neutri dell'organismo animale sono l'oleina, la
stearina, la palmitina, la margarina, la butirina. L'oleinacostituisce l'elemento liquido degli olii; è denso,
incolore. Quella del corpo umano è giallastra non per variazione della oleina
ma per la presenza di uno speciale pigmento detto luteina (di cui
parleremo in seguito) che trovasi anche negli altri grassi dando
all'adipe il colore giallastro caratteristico. Oltrechè come costitutivo dell'adipe l'oleina trovasi allo stato
naturale e allo stato di oleati alcalini nel tubo intestinale, data
dagli alimenti. Si ricava l'acido oleico dall'oleina facendo agire a caldo sulla
oleina l'acqua e il litargirio ridotto in polvere finissima. L'oleina scioglie gli altri grassi epperò la sua presenza è sempre
associata ad un grado maggiore o minore di fluidità. Lastearinatrovasi nell'adipe; è cristallizzata in squamette
rombiche insolubili nell'alcool e nell'etere. Lapalmitinatrovasi del pari nell'adipe; è solida, cristallizzata
in aghi bianchi, insolubile nell'acqua, solubile nell'alcool e
nell'etere. Lamargarinaè un miscuglio di stearina e palmitina: essa trovasi
nel burro del latte di cui è il costituente più importante, assieme ad
altri grassi.
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