XVII.INNI DIVERSI.[52]CANTICOCantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria.Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.Che i portenti rinnovastiOperati in Israele,Noi, retaggio tuo fedele,Visitando nel dolor.Quella fede in un eventoSospirato e in Ciel maturo,Quello sdegno ardente e puroCustodito in ogni cor;La baldanza spensierataDel coraggio nel periglio,La sapienza nel consiglio,La possanza nell’amor.Tutto, tutto fu tuo dono:A fanciulli trepidantiProdigasti dei gigantiL’ardimento ed il vigor.Il superbo condottiereForte d’armi e siti e squadreTruculenti, sozze e ladreVaneggiò nel suo furor.Sterminarci avea giurato:Dalle ignite instanti roccheFulminavan mille boccheSullo stretto abitator.Per le piazze, per le vieTuonan rei bronzi omicidi,Cui risponde in lieti gridiDai serragli il difensorLungo il vallo una masnadaImbriaca, e d’ira pazza.Tetti e colti arde, e gavazzaTra i singulti di chi mor.Nella notte il ciel divampaD’alte fiamme scellerate,Crollan, piombano sfasciateCase e torri ad or ad or.Ma tra i gridi e le ruine,Tra il rimbombo de’ tormenti,Un rintocco assiduo sentiPio, solenne, animator.A quel suon, quasi a banchettoSulle barbare coorti,Irrompeano i pochi forti,E tu, Iddio, fosti con lor.Il tuo soffio li trasportaEsultanti alla battaglia,Il tuo soffio apre e sbaragliaIl barbarico furor.Mille e mille armati e istrutti,Qual minuta arena al vento,Van dispersi in un momento;Tutto è fuga, ansia e terror.E tu pur fremente, a questeMura audaci il tergo hai volto,Condottier superbo e stolto,Invilito nel dolor.Fuggi: e come avrai dell’AlpiGuadagnata alfin l’altura,Volgi un guardo alla pianuraChe hai coperta di squallor.Sarà l’ultimo che mandaDalla sacra aerea crestaSull’Italia che si destaLo straniero usurpator.Cantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria,Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.TOMMASO GROSSI.INNO NAZIONALEFratelli d’ItaliaL’Italia s’è desta,Dell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la Vittoria?...Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò:Stringiamoci a coorteSiam pronti alla morteSiam pronti alla morteL’Italia chiamò.Noi siam da secoliCalpesti, derisi,Perchè non siam popolo,Perchè siam divisi.Raccolgaci un’unicaBandiera, una speme:Di fonderci insiemeGià l’ora suonò.Stringiamoci, ecc.Uniamoci, uniamoci,L’unione e l’amoreRivelano ai popoliLe vie del Signore:Giuriamo far liberoIl suolo natio:Uniti per DioChi vincer ci può?Stringiamoci, ecc.Dall’Alpe a SiciliaDovunque è Legnano,Ogni uom di FerruccioHa il core, ha la mano,I bimbi d’ItaliaSi chiaman Balilla,Il suon d’ogni squillaI Vespri suonò.Stringiamci, ecc.Son giunchi che pieganoLe spade vendute:Già l’Aquila d’AustriaLe penne ha perdute.Il sangue d’Italia,Il sangue Polacco,Bevè col cosacco,Ma il sen le bruciò.Stringiamci, ecc.Evviva l’Italiadal sonno s’è destaDell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la vittoria?Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò.Stringiamci, ecc.GOFFREDO MAMELI.CANTO DI GUERRAI.Via da noi, Tedesco infido.Non più patti, non accordi:Guerra! Guerra! Ogn’altro gridoÈ d’infamia e servitù.Su que’ rei, di sangue lordi,Il furor si fa virtù.Ogni spada divien santaChe nei barbari si pianta;È d’Italia indegno figlioChi all’acciar non dà di piglioE un nemico non atterra:Guerra! Guerra!II.Tentò indarno un crudo bando,Ribadirci le catene;La catena volta in brandoNe sta in pugno, e morte dà.Guerra! Guerra! Non s’ottieneSenza sangue libertà.Alla legge inesorataFa risposta la Crociata;Fan risposta al truce edittoFermo core, braccio invitto,Ed acciaro che non erra:Guerra! Guerra!III.Non ci attristi più lo sguardoL’abborrito giallo e nero;Sorga l’Italo stendardoE sgomenti gli oppressor.Sorga, sorga e splenda alteroIl vessillo tricolor.Lieta insegna, insegna nostra,Sventolante a noi ti mostra;Il cammino tu ci addita,Noi daremo sangue e vitaPer francar la patria terra:Guerra! Guerra!IV.È la guerra il nostro scampo,Da lei gloria avremo e regno:Della spada il fiero lampoDesti in noi l’antico ardir.E d’Italia figlio indegnoChi non sa per lei morir.Chi tra l’Alpi e il Faro è natoL’arme impugni e sia soldato;Varchi il mare, passi il monte,Più non levi al Ciel la fronteChi un acciaro non afferra:Guerra! Guerra!V.Dal palagio al tetto umileTutto, tutto il bel paeseGuerra eccheggi, e morte al vileChe tant’anni ci calcò.Guerra suonino le chieseChe il ribaldo profanò.Vecchi, infermi, donne imbelli,Dei belligeri fratelliSecondate il caldo affetto:Guerra! Guerra! In ogni pettoChe di vita un’aura serra,Guerra! Guerra!I CARRER.CANTO DEL POPOLO PER I MORTI DELLA PATRIAI.Per la Patria il sangue han datoEsclamando: ITALIA e PIO!L’alme pure han reso a Dio,Benedetti nel morir:Hanno vinto, e consumatoIl santissimo martir.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.II.Noi per essi alfin redentiSalutiamo i dì novelli:Sovra il sangue de’ fratelliNoi giuriamo libertà!E sul capo de’ potentiL’alto giuro tuonerà.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.III.Uno cadde, e sorser centoAlla voce degli eroi:Or si pugna alfin per noi,Fugge insano l’oppressor;E lo agghiaccia di spaventoLa bandiera tricolor.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.IV.O Signor! sul patrio altareNoi t’offrimmo i nostri figli:Scrivi in Ciel, ne’ tuoi consigliDopo secoli, il gran dì!Or dall’Alpi insino al mareTutta Italia un giuro unì!GIULIO CARCANO.
XVII.INNI DIVERSI.[52]CANTICOCantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria.Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.Che i portenti rinnovastiOperati in Israele,Noi, retaggio tuo fedele,Visitando nel dolor.Quella fede in un eventoSospirato e in Ciel maturo,Quello sdegno ardente e puroCustodito in ogni cor;La baldanza spensierataDel coraggio nel periglio,La sapienza nel consiglio,La possanza nell’amor.Tutto, tutto fu tuo dono:A fanciulli trepidantiProdigasti dei gigantiL’ardimento ed il vigor.Il superbo condottiereForte d’armi e siti e squadreTruculenti, sozze e ladreVaneggiò nel suo furor.Sterminarci avea giurato:Dalle ignite instanti roccheFulminavan mille boccheSullo stretto abitator.Per le piazze, per le vieTuonan rei bronzi omicidi,Cui risponde in lieti gridiDai serragli il difensorLungo il vallo una masnadaImbriaca, e d’ira pazza.Tetti e colti arde, e gavazzaTra i singulti di chi mor.Nella notte il ciel divampaD’alte fiamme scellerate,Crollan, piombano sfasciateCase e torri ad or ad or.Ma tra i gridi e le ruine,Tra il rimbombo de’ tormenti,Un rintocco assiduo sentiPio, solenne, animator.A quel suon, quasi a banchettoSulle barbare coorti,Irrompeano i pochi forti,E tu, Iddio, fosti con lor.Il tuo soffio li trasportaEsultanti alla battaglia,Il tuo soffio apre e sbaragliaIl barbarico furor.Mille e mille armati e istrutti,Qual minuta arena al vento,Van dispersi in un momento;Tutto è fuga, ansia e terror.E tu pur fremente, a questeMura audaci il tergo hai volto,Condottier superbo e stolto,Invilito nel dolor.Fuggi: e come avrai dell’AlpiGuadagnata alfin l’altura,Volgi un guardo alla pianuraChe hai coperta di squallor.Sarà l’ultimo che mandaDalla sacra aerea crestaSull’Italia che si destaLo straniero usurpator.Cantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria,Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.TOMMASO GROSSI.INNO NAZIONALEFratelli d’ItaliaL’Italia s’è desta,Dell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la Vittoria?...Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò:Stringiamoci a coorteSiam pronti alla morteSiam pronti alla morteL’Italia chiamò.Noi siam da secoliCalpesti, derisi,Perchè non siam popolo,Perchè siam divisi.Raccolgaci un’unicaBandiera, una speme:Di fonderci insiemeGià l’ora suonò.Stringiamoci, ecc.Uniamoci, uniamoci,L’unione e l’amoreRivelano ai popoliLe vie del Signore:Giuriamo far liberoIl suolo natio:Uniti per DioChi vincer ci può?Stringiamoci, ecc.Dall’Alpe a SiciliaDovunque è Legnano,Ogni uom di FerruccioHa il core, ha la mano,I bimbi d’ItaliaSi chiaman Balilla,Il suon d’ogni squillaI Vespri suonò.Stringiamci, ecc.Son giunchi che pieganoLe spade vendute:Già l’Aquila d’AustriaLe penne ha perdute.Il sangue d’Italia,Il sangue Polacco,Bevè col cosacco,Ma il sen le bruciò.Stringiamci, ecc.Evviva l’Italiadal sonno s’è destaDell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la vittoria?Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò.Stringiamci, ecc.GOFFREDO MAMELI.CANTO DI GUERRAI.Via da noi, Tedesco infido.Non più patti, non accordi:Guerra! Guerra! Ogn’altro gridoÈ d’infamia e servitù.Su que’ rei, di sangue lordi,Il furor si fa virtù.Ogni spada divien santaChe nei barbari si pianta;È d’Italia indegno figlioChi all’acciar non dà di piglioE un nemico non atterra:Guerra! Guerra!II.Tentò indarno un crudo bando,Ribadirci le catene;La catena volta in brandoNe sta in pugno, e morte dà.Guerra! Guerra! Non s’ottieneSenza sangue libertà.Alla legge inesorataFa risposta la Crociata;Fan risposta al truce edittoFermo core, braccio invitto,Ed acciaro che non erra:Guerra! Guerra!III.Non ci attristi più lo sguardoL’abborrito giallo e nero;Sorga l’Italo stendardoE sgomenti gli oppressor.Sorga, sorga e splenda alteroIl vessillo tricolor.Lieta insegna, insegna nostra,Sventolante a noi ti mostra;Il cammino tu ci addita,Noi daremo sangue e vitaPer francar la patria terra:Guerra! Guerra!IV.È la guerra il nostro scampo,Da lei gloria avremo e regno:Della spada il fiero lampoDesti in noi l’antico ardir.E d’Italia figlio indegnoChi non sa per lei morir.Chi tra l’Alpi e il Faro è natoL’arme impugni e sia soldato;Varchi il mare, passi il monte,Più non levi al Ciel la fronteChi un acciaro non afferra:Guerra! Guerra!V.Dal palagio al tetto umileTutto, tutto il bel paeseGuerra eccheggi, e morte al vileChe tant’anni ci calcò.Guerra suonino le chieseChe il ribaldo profanò.Vecchi, infermi, donne imbelli,Dei belligeri fratelliSecondate il caldo affetto:Guerra! Guerra! In ogni pettoChe di vita un’aura serra,Guerra! Guerra!I CARRER.CANTO DEL POPOLO PER I MORTI DELLA PATRIAI.Per la Patria il sangue han datoEsclamando: ITALIA e PIO!L’alme pure han reso a Dio,Benedetti nel morir:Hanno vinto, e consumatoIl santissimo martir.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.II.Noi per essi alfin redentiSalutiamo i dì novelli:Sovra il sangue de’ fratelliNoi giuriamo libertà!E sul capo de’ potentiL’alto giuro tuonerà.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.III.Uno cadde, e sorser centoAlla voce degli eroi:Or si pugna alfin per noi,Fugge insano l’oppressor;E lo agghiaccia di spaventoLa bandiera tricolor.Di que’ forti—per noi mortiSacro è il grido, e non morrà.IV.O Signor! sul patrio altareNoi t’offrimmo i nostri figli:Scrivi in Ciel, ne’ tuoi consigliDopo secoli, il gran dì!Or dall’Alpi insino al mareTutta Italia un giuro unì!GIULIO CARCANO.
INNI DIVERSI.[52]
CANTICO
Cantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria.Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.
Che i portenti rinnovastiOperati in Israele,Noi, retaggio tuo fedele,Visitando nel dolor.
Quella fede in un eventoSospirato e in Ciel maturo,Quello sdegno ardente e puroCustodito in ogni cor;
La baldanza spensierataDel coraggio nel periglio,La sapienza nel consiglio,La possanza nell’amor.
Tutto, tutto fu tuo dono:A fanciulli trepidantiProdigasti dei gigantiL’ardimento ed il vigor.
Il superbo condottiereForte d’armi e siti e squadreTruculenti, sozze e ladreVaneggiò nel suo furor.
Sterminarci avea giurato:Dalle ignite instanti roccheFulminavan mille boccheSullo stretto abitator.
Per le piazze, per le vieTuonan rei bronzi omicidi,Cui risponde in lieti gridiDai serragli il difensor
Lungo il vallo una masnadaImbriaca, e d’ira pazza.Tetti e colti arde, e gavazzaTra i singulti di chi mor.
Nella notte il ciel divampaD’alte fiamme scellerate,Crollan, piombano sfasciateCase e torri ad or ad or.
Ma tra i gridi e le ruine,Tra il rimbombo de’ tormenti,Un rintocco assiduo sentiPio, solenne, animator.
A quel suon, quasi a banchettoSulle barbare coorti,Irrompeano i pochi forti,E tu, Iddio, fosti con lor.
Il tuo soffio li trasportaEsultanti alla battaglia,Il tuo soffio apre e sbaragliaIl barbarico furor.
Mille e mille armati e istrutti,Qual minuta arena al vento,Van dispersi in un momento;Tutto è fuga, ansia e terror.
E tu pur fremente, a questeMura audaci il tergo hai volto,Condottier superbo e stolto,Invilito nel dolor.
Fuggi: e come avrai dell’AlpiGuadagnata alfin l’altura,Volgi un guardo alla pianuraChe hai coperta di squallor.
Sarà l’ultimo che mandaDalla sacra aerea crestaSull’Italia che si destaLo straniero usurpator.
Cantiam lieti Osanna! Osanna!Al Signor della vittoria,Non s’aspetta a noi la gloria,Solo al tuo nome, o Signor.
TOMMASO GROSSI.
INNO NAZIONALE
Fratelli d’ItaliaL’Italia s’è desta,Dell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la Vittoria?...Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò:
Stringiamoci a coorteSiam pronti alla morteSiam pronti alla morteL’Italia chiamò.
Noi siam da secoliCalpesti, derisi,Perchè non siam popolo,Perchè siam divisi.Raccolgaci un’unicaBandiera, una speme:Di fonderci insiemeGià l’ora suonò.
Stringiamoci, ecc.
Uniamoci, uniamoci,L’unione e l’amoreRivelano ai popoliLe vie del Signore:Giuriamo far liberoIl suolo natio:Uniti per DioChi vincer ci può?
Stringiamoci, ecc.
Dall’Alpe a SiciliaDovunque è Legnano,Ogni uom di FerruccioHa il core, ha la mano,I bimbi d’ItaliaSi chiaman Balilla,Il suon d’ogni squillaI Vespri suonò.
Stringiamci, ecc.
Son giunchi che pieganoLe spade vendute:Già l’Aquila d’AustriaLe penne ha perdute.Il sangue d’Italia,Il sangue Polacco,Bevè col cosacco,Ma il sen le bruciò.
Stringiamci, ecc.
Evviva l’Italiadal sonno s’è destaDell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.Dov’è la vittoria?Le porga la chioma,Chè schiava di RomaIddio la creò.
Stringiamci, ecc.
GOFFREDO MAMELI.
CANTO DI GUERRA
I.
Via da noi, Tedesco infido.
Non più patti, non accordi:Guerra! Guerra! Ogn’altro gridoÈ d’infamia e servitù.
Su que’ rei, di sangue lordi,
Il furor si fa virtù.
Ogni spada divien santaChe nei barbari si pianta;È d’Italia indegno figlioChi all’acciar non dà di piglioE un nemico non atterra:
Guerra! Guerra!
II.
Tentò indarno un crudo bando,
Ribadirci le catene;La catena volta in brandoNe sta in pugno, e morte dà.
Guerra! Guerra! Non s’ottiene
Senza sangue libertà.
Alla legge inesorataFa risposta la Crociata;Fan risposta al truce edittoFermo core, braccio invitto,Ed acciaro che non erra:
Guerra! Guerra!
III.
Non ci attristi più lo sguardo
L’abborrito giallo e nero;Sorga l’Italo stendardoE sgomenti gli oppressor.
Sorga, sorga e splenda altero
Il vessillo tricolor.
Lieta insegna, insegna nostra,Sventolante a noi ti mostra;Il cammino tu ci addita,Noi daremo sangue e vitaPer francar la patria terra:
Guerra! Guerra!
IV.
È la guerra il nostro scampo,
Da lei gloria avremo e regno:Della spada il fiero lampoDesti in noi l’antico ardir.
E d’Italia figlio indegno
Chi non sa per lei morir.
Chi tra l’Alpi e il Faro è natoL’arme impugni e sia soldato;Varchi il mare, passi il monte,Più non levi al Ciel la fronteChi un acciaro non afferra:
Guerra! Guerra!
V.
Dal palagio al tetto umile
Tutto, tutto il bel paeseGuerra eccheggi, e morte al vileChe tant’anni ci calcò.
Guerra suonino le chiese
Che il ribaldo profanò.
Vecchi, infermi, donne imbelli,Dei belligeri fratelliSecondate il caldo affetto:Guerra! Guerra! In ogni pettoChe di vita un’aura serra,
Guerra! Guerra!
I CARRER.
CANTO DEL POPOLO PER I MORTI DELLA PATRIA
I.
Per la Patria il sangue han dato
Esclamando: ITALIA e PIO!L’alme pure han reso a Dio,Benedetti nel morir:Hanno vinto, e consumatoIl santissimo martir.
Di que’ forti—per noi morti
Sacro è il grido, e non morrà.
II.
Noi per essi alfin redenti
Salutiamo i dì novelli:Sovra il sangue de’ fratelliNoi giuriamo libertà!E sul capo de’ potentiL’alto giuro tuonerà.
Di que’ forti—per noi morti
Sacro è il grido, e non morrà.
III.
Uno cadde, e sorser cento
Alla voce degli eroi:Or si pugna alfin per noi,Fugge insano l’oppressor;E lo agghiaccia di spaventoLa bandiera tricolor.
Di que’ forti—per noi morti
Sacro è il grido, e non morrà.
IV.
O Signor! sul patrio altare
Noi t’offrimmo i nostri figli:Scrivi in Ciel, ne’ tuoi consigliDopo secoli, il gran dì!Or dall’Alpi insino al mareTutta Italia un giuro unì!
GIULIO CARCANO.