ERRATA-CORRIGEErroriCorrezioniPag.2pelicciepelliccie»7sudaronoandarono»14lnilui»14fondamentofondamenta»30dei Stefanidegli Stefani»3412251229»43TebaldoTedaldo»58Luigi PizziItalo Pizzi»82RobertoGiberto»96SonioSenio»98qnandoquando»116delle provinciedella provincia»123Adriano IIIAlessandro III»129CantorberyRouen»140BartolomeoGherardino»141quatunquequantunque»145Isaia XXXIIIsaia XXXI»160qnandoquando»164PrefetessaPrefettessa»196ProvvinciaProvincia»196PerrocchèPerocchè»207RaimoudoRainaldo»222BalbekieBalbek»259sovraccitatisovreccitati»305Adriano IIIAdriano V»323diocesi Reggiodiocesi di Reggio»328cinquantacinquecento
ERRATA-CORRIGE
INDICEDI FRA SALIMBENE E DELLA SUA CRONACAAVVERTIMENTOAi LettoriCRONACA DI FRA SALIMBENE DI ADAMOa. 1212a. 1213a. 1214a. 1215a. 1216a. 1217a. 1218a. 1220a. 1221a. 1222a. 1223a. 1224a. 1225a. 1226a. 1227a. 1228a. 1229a. 1230a. 1231a. 1232a. 1233a. 1234a. 1235a. 1236a. 1237a. 1238a. 1239a. 1240a. 1241a. 1242a. 1243a. 1244a. 1245a. 1246a. 1247a. 1248a. 1249a. 1250a. 1251a. 1252a. 1253a. 1254a. 1255a. 1256a. 1257a. 1258a. 1259a. 1260a. 1261a. 1262a. 1263a. 1264a. 1265
DI FRA SALIMBENE E DELLA SUA CRONACAAVVERTIMENTOAi LettoriCRONACA DI FRA SALIMBENE DI ADAMOa. 1212a. 1213a. 1214a. 1215a. 1216a. 1217a. 1218a. 1220a. 1221a. 1222a. 1223a. 1224a. 1225a. 1226a. 1227a. 1228a. 1229a. 1230a. 1231a. 1232a. 1233a. 1234a. 1235a. 1236a. 1237a. 1238a. 1239a. 1240a. 1241a. 1242a. 1243a. 1244a. 1245a. 1246a. 1247a. 1248a. 1249a. 1250a. 1251a. 1252a. 1253a. 1254a. 1255a. 1256a. 1257a. 1258a. 1259a. 1260a. 1261a. 1262a. 1263a. 1264a. 1265
NOTE:1.Stimo conveniente avvertire (dice qui l'editore parmense dell'originale) che si è ommesso nella presente pubblicazione tutto ciò che leggesi da carte 208 (prima dell'acefalo codice Vaticano) a 215 non essendo la narrazione in esse compresa che un estratto della Cronaca del vescovo Sicardo già edita dal Muratori (Rer. Ital. t. 7.). Al quale avvertimento il traduttore aggiunge che il celebre Monsignor Gaetano Marini quando fece trascrivere dall'Abate Amati l'autografo salimbeniano pel Duca di Sermoneta, sulla qual copia fu condotta l'edizione di Parma, ommise la trascrizione di alcuni trattatelli, canzoni popolari, satire inserte nella cronaca, perchè a suo avviso erano inutili, mentre potevano servire a far meglio conoscere il movimento del pensiero filosofico e religioso del tempo. E se, come pare, si pubblicheranno le accennate cose mancanti, saranno tradotte e aggiunte in appendice a questa edizione. C. C.2.Nome d'un passo sulla Sierra Morena tra l'Andalusia e la Nuova Castiglia ove nel 1202 erano stati sbaragliati i Mori.3.Castello sulla sinistra del Serio in Lombardia.4.Ora Chiaravalle della Colomba, pochi chilometri sotto Alseno, che è una stazione della ferrovia Piacenza-Parma.5.Abate de' Cistercensi di Flora in Calabria, morto nel 1201 o nel 1202; ei spacciava e passò per profeta; lasciò libri di predizioni e molte altre opere, che suscitarono gran romore, ed ebbero difensori ed oppugnatori. La Chiesa nel concilio di Laterano indetto da Innocenzo III, condannò le sue dottrine intorno alla Trinità perchè conducevano al Triteismo, senza nominarne l'autore perchè era uomo di santa vita; e prima di morire, riconosciuti i suoi errori, li disdisse.6.Sulla linea della Ferrovia a dieci chilometri prima di Rimini per chi parte da Bologna.7.Donato fu maestro di Rettorica a Roma nel 356, ove ebbe scolare S. Girolamo. Compose una Grammatica che poi si denominò il Donato; e lasciò i commenti di Terenzio e Virgilio.8.Piccolo paese sulla destra del Po a pieno nord di Borgo S. Donnino.9.Nella Provincia di Foggia tra Lucera e S. Severo. Salimbene lo chiama Fiorentino; Giovanni Villani Fiorenzola, il dizionario geografico universale compilato da una società di dotti italiani dice Firentina. Ora non restano che pochi ruderi e un tratto di cortina del castello a cui è addossata una fattoria della famiglia Romano, e si chiama in paese Torre fiorentina.10.Nocera de' Saraceni la chiama Salimbene; Nocera la dicono Svetonio e Tolomeo; Luceria la dicono tanti altri antichi, ora è Lucera.11.Sulla destra del Po Nord-Est di Guastalla.12.Tra Guastalla e Reggiolo era una stesa di terreno paludoso detto il Po morto, le cui acque incanalate nel detto cavo, e asciugato il territorio, si conquistarono alla coltivazione ubertosissime campagne, a spese de' Cremonesi padroni di Guastalla, e de' Reggiani. La Tagliata è aperta ed utile tuttora.13.Questo è Bondeno della Provincia di Mantova alla destra del Po in quel di Gonzaga. In antico vi era Bondeno di Arduino e de' Ronconi; ora le frazioni di Bondanello e Ronchi.14.Fabbrico e Campagnola a Sud-Sud-Est di Guastalla. Bedullo era nelle vicinanze: ora non esiste più come villa a sè; nel principio del secolo corrente fu atterrata la chiesa che ne restava, come ultima reliquia, che era soggetta alla parrocchia di Fabbrico.15.Scolo d'acque in gran parte interrito tra il Reggiano, il Modenese e il Mantovano.16.Cioè nella gora delle acque.17.Di questa Corte e Castello, che diede nome alla nobile famiglia de' Conti da Palù, appena resta un vestigio tra Fabbrico e Reggiolo, in un luogo detto Motta di Fabbrico, o Valle di Padulo.18.Castello a mezza via circa tra Reggio e Scandiano.19.Castello sull'appennino alla destra del Tresinaro.20.Sulla destra del Panaro a monte della via Emilia.21.A 7 miglia da Bologna al di sotto della via Emilia verso il Panaro.22.Piumazzo è una villa del Comune di Castelfranco, situato al disopra dell'Emilia vicino al Samoggia e al Panaro.23.Popoli che stanziavano all'oriente della foce del fiume Oural.24.Popoli che stanziavano a nord del Caucaso sul fiume Kuma corrente al Caspio.25.Sulla destra del Panaro non lungi dall'Emilia, a monte.26.Circa sull'area, ove ora sorge il Seminario, era allora la canonica, o casa in cui coabitavano e convivevano i canonici, la quale prolungando a settentrione due ali con portici all'interno, correva ad appoggiarsi al fianco meridionale del Duomo e formava un chiostro. Nel portico orientale, dettoParadiso, e attigua al Duomo stava la cappella di S. Agata, ove i canonici s'adunavano a capitolo, che atterrata in processo di tempo in una col chiostro, fu poi riedificata incorporandola col Duomo stesso ove ora si trova allineata colle altre cappelle, che sono opere posteriori appiccicate alle navate minori, come un fuor d'opera dell'edifizio o disegno primitivo e principale. Non si sa in che tempo siasi cominciata l'erezione dell'attuale cappella di S. Agata: è noto soltanto che i canonici nel 1556 si valsero de' proventi di una certa eredità per continuare l'opera già da tempo cominciata e poi sospesa; e che nel 1574-75 fu tutta dipinta da Aurelio Barili, del cui lavoro non resta che la fascia dell'arcone. La prima di dette cappelle fu eretta nel 1285 della nobile famiglia Cantelli, di cui ora è illustre capo il Senatore conte Girolamo, proprietario e restauratore di quel monumento della religione de' suoi antenati.27.La lettera greca Y ipsilon per i pitagorici era figura della vita, e colla sua biforcazione simboleggiava la scelta dello stato che si faceva a quindici anni compiti, ed anche il bivio al bene e al male.28.Sul Tevere a pieno oriente di Arezzo.29.A 24 chilometri da Perugia, sulla ferrovia Perugia-Foligno.30.Aveva più che 50 anni, dice G. Villani.31.Gli Amorei erano un popolo della terra promessa, che non volle mai lasciare il proprio paese, quando giunsero gli Israeliti dall'Egitto; anzi sostenne molte e disastrose guerre per la difesa delle patrie mura, e non ristette mai dal tentarne il riscatto dopo le perdite sofferte: sicchè nel linguaggio biblico è dato come il tipo della costanza spinta sino all'ostinazione.32.Cetei o Etei popolo della Palestina: buona gente ed ospitale: quindi dati come il tipo della bontà e dell'ospitalità.33.Sulla sinistra dell'Oglio lungo la via che da Cremona va a Brescia.34.Moglie di Azzone Sanvitali.35.S. Giorgio era non lunge all'attuale piazza principale della città nell'area di piazza detta Pescheria vecchia che si allinea con un lato a strada S. Lucia, strada che allora non esisteva, e fu aperta nel 1283.36.Larione o Lirone era un ramo del Po, che ora non esiste. Il Po e il Lirone formavano un'isola detta Polirone, nella quale Tedaldo, avo della contessa Matilde edificò la chiesa e una parte del monastero di S. Benedetto di Polirone.37.Presso Chiavari e al mare.38.Gli istoriografi della città di Reggio la dicono portaBrennone.39.Gattaiola: a tre miglia Sud di Lucca con un convento in cui fu monaca anche una figlia di Castruccio Castracani.40.Arcella, che allora si diceva Cella, è luogo non lungi da Padova, fuori di porta Codalunga, dove esisteva nel 1231 un convento di monache. S. Antonio reduce da Camposampiero e giunto gravemente malato presso quel monastero di Cella vi fu ospitato e vi morì.41.Piccola villa a Nord-Ovest a pochi chilometri da Reggio.42.Villa a tre miglia pieno Nord di Reggio.43.Paese a circa 15 chilometri da Parma e a pieno Nord da Parma stessa, non lunge dal Po.44.A cavalliere della via Emilia a dodici chilometri da Modena per Bologna.45.A mezza circa via tra Parma e Reggio.46.Dopo molte indagini, di cui nessuna mi ha condotto a sapere chi fosse questoAlachia, mi sono rivolto a congetturare se maiAlachiafosse un nome astratto significativo di castità, derivante da qualche lingua straniera, e probabilmente orientale. Interrogatone perciò un giovane e già illustre poliglotto parmigiano, che fu mio scolare al Ginnasio, P. Italo Pizzi ha gentilmente risposto, che la parolaAlachianel senso di castità può derivare dall'arabo; e il movimento della scienza orientale verso l'occidente operatosi nel medio evo, o il contatto dell'occidente coll'oriente per mezzo delle crociate, può facilmente aver data la detta voce al dizionario del canonico Primasso. C. C.47.Alla sinistra dell'Oglio sulla strada da Cremona a Mantova. Il suo castello è ridotto a civile abitazione.48.Alla sinistra dell'Oglio all'oriente e non lunge di Canneto.49.Grosso paese alla destra del Pò non lunge da Guastalla.50.Alla sinistra dell'Oglio, pieno Nord di Marcaria.51.In mezzo tra il Chiese e il Mella sul canale Naviglio, se pure, come sì crede, sia ilcastrum de Geodel testo salimbeniano.52.Sul Chiese, pochi chilometri sotto la strada Brescia-Lonato.53.A Nord-ovest di Mantova sulla strada che va a Castiglione della Stiviere.54.Sul Chiese poco lunge da Castiglione delle Stiviere.55.Tra il Chiese e il Mincio pieno Sud di Castel Goffredo.56.Gambara, Gottolengo, Pralboino e Pavone nello stretto territorio che è nel basso corso del Mella e del Chiese.57.Sulla sinistra dell'Oglio e sulla strada da Cremona a Brescia.58.Al Nord di Cremona sull'Ogiio e sulla strada Cremona — Brescia.59.Castel Leone fatto fabbricare nel 1227 da Bernardo da Cornazzano, allora Podestà di Modena, a fianchi di Castelfranco che si stava costruendo da' Bolognesi, e pare che fosse precisamente ove ora sorge il forte Urbano. Nulla restando Castel Leone.60.Cortenuova villa al sud sud-est di Bergamo, destra dell'Oglio tra Romano e Martinengo.61.Alla sinistra del Taro una dozzina di chilometri a monte dell'Emilia.62.Alla sinistra del Taro otto circa chilometri a monte dell'Emilia.63.A 18 miglia Nord Nord-Ovest di Bologna tra il Panaro e il Reno.64.aven, dal latinohabetnacque l'italiano antico, e non ancor morto,ave, così dal latinohabentebberoavene, e, troncato,avenper hanno, ora totalmente disusato.65.Di poco fuori della porta orientale di Modena.66.Sulla sinistra del Panaro a dieci circa chilometri a monte dell'Emilia. Patria dell'illustro architetto Barozzi, detto il Vignola, e di Lodovico Muratori.67.Sei chilometri circa ad oriente di Guastalla.68.Sulla riviera ligure orientale vicinissimo a Chiavari Est.69.Questo Pietro Veronese inquisitore colle suo incessanti ricerche contro gli eretici, coi roghi, coi bandi, colla demolizione delle case, e la confisca de' beni degli inquisiti, si era reso odiosissimo a chiunque temeva d'essere accusato di opinioni eterodosse. Tra tanti era stato messo al bando come eretico, Stefano Confaloniere di Alliate, e gli si doveva diroccare la casa e confiscare il patrimonio. Avvisatocome per fra Pietro era stato misso nel bando, dice il Corio, si concertò con altri malcontenti nelle terre di Giussano, ed erano Manfredo Chiroro, Guidotto Sacchella, Jacopo della Chiusa, Tomaso Giuliano, Carlo da Balsamo, Alberto Porro, e lo uccisero il 6 Aprile 1252 presso Barlassina con un colpo di falce.70.Quasi nell'asse dell'Apennino sul parallelo di Caserta.71.A dodici miglia Nord-Est di Milano.72.Non colla forza dell'armi, ma colle pratiche fatte presso i milanesi, che lo restituirono a patto che nè esso nè il padre movessero mai più guerra contro Milano.73.Fatto distruggere dai ministri di Federico II dopo aver dato asilo ai baroni ribelli, ora non resta che un piccolo villaggio. Gli abitanti però in seguito lo rifabbricarono a 12 chilometri circa di distanza vicino al mare e a trenta chilometri Sud-Est di Salerno, ed è città di qualche considerazione.74.Sul cucuzzolo di un alto colle a Sud-Sud-Ovest di Reggio sulla destra dell'Enza.75.Al Sud di Reggio, Comune di Castelnovo ne' monti, versante dell'Enza.76.Sud-Ovest di Reggio nei pressi di Bibianello.77.A pieno Nord di Reggio sulla destra dal Po.78.Castello dell'alto Apennino Sud-Ovest di Parma sulla via che va a Spezia.79.Cioè sulla destra dell'Enza.80.A Nord-Nord-Ovest di Parma presso la foce del Taro in Po.81.Sul Po ad Oriente della foce del Taro.82.Sul Po a pieno Nord di Guastalla.83.Sulla sinistra del Taro a monte dell'Emilia circa dodici chilometri da Parma.84.Sulla sinistra del Taro a pochi chilometri Ovest di Noceto.85.Alla sinistra del Taro, a Sud-Ovest di Parma a monte dell'Emilia, e a 20 circa chilometri da Parma.86.A pieno Nord di Cremona sulla sinistra dell'Oglio, e sulla strada Crema Brescia.87.Tra il Lamone e il Senio ed Ovest e non lungi da Ravenna.88.Nell'agro di Forlì.89.Alla sinistra del Taro poco più che due chilometri al disotto dell'Emilia.90.Nella parte orientale della città, circa sull'area dell'attuale collegio Maria Luigia.91.Due miglia al Nord di Bassano sul Brenta. È questo il castello, d'onde ha tratto nome e origine di potenza la famiglia di Ezzelino.92.Piazza S. Giorgio trovasi a pieno Nord di Verona, sulla sinistra dell'Adige; e, sul murello di cinta del convento di S Giorgio, leggesi anche oggi su pietra la seguente iscrizione:Ezzelino III da Romanosospettandoli a parte Guelfa legatiFece trucidare undicimila PadovaniInermi e prigioni1256.93.A Nord di Parma sulla sinistra del Po.94.Ora detto ponte di Caprazucca, allora di Donna Egidia, perchè Egidia da Palù lo fece costruire a proprie spese.95.Quel Biduzzano corrisponde al luogo, ove ora la Baganza mette foce nel torrente Parma, quasi sotto le attuali mura di cinta della città di Parma. Ora non sussiste più un luogo col nome di Biduzzano. Molti cambiamenti deve avere avuto quel punto d'incontro delle acque dei due torrenti, e quindi n'è scomparso sino il nome.96.A Cremona tra le attuali Porta Romana e Porta Po era aperta un'altra Porta, detta Porta Mosa, e subito fuori di quest'ultima vi era uno spianato o una piazza che prendeva nome dalla porta che vi metteva. Su quello spiazzo o campo erano le forche. Ora di Porta Mosa, per ricostruzione delle mura avvenuta sulla fine del secolo passato, non resta più traccia; ma in città la strada, che conduceva alla porta soppressa, ritiene ancora il nome di Via a Porta Mosa; ed era, su quell'antico campo, o spiazzo, vi è il tiro a segno.97.Ad Ovest-Ovest-Nord di Parma a valle dell'Emilia, 18 chilometri distante da Parma. Ha un magnifico castello, in cui si reca a villeggiare la famiglia de' Conti Sanvitali, a cui appartiene.98.Partì da Lione per la Francia. Vuol dire pel regno di Francia quale aia allora politicamente costituito, di cui Lione non faceva parte, ed era uno stato a sè, retto dagli Arcivescovi pro tempore di Lione stessa.99.Salimbene chiama Planum Carpi il paese nativo dell'illustre viaggiatore fra Giovanni. Nell'Umbria in seguito lo dissero Pian di Carpine. Ora è valle di Magione; e Magione siede presso il Trasimeno sulla ferrovia a 21 chilometri da Perugia, alla cui Provincia e circondario appartiene.100.Figlio e successore del famoso Gengis-Kan.101.Questa torre, detta egregia in una cronaca Ravennate, sorgerà in quell'area che si stende dalla strada del Corso a porta Alberoni, e, restaurata da Federico II nel 1240, fu atterrata secondo il Riccobaldi, nel 1295.102.Detta in cielo d'oro perchè il soffitto era ornato di stucchi dorati.103.A quattro chilometri circa da Ravenna C. G. Cesare cavò a mani un porto per stanza di una flotta romana, e sul lido di fronte costruì uncastrum stativumun accampamento stabile per alloggio di una legione in servizio della flotta. Trasportato il centro dell'Impero romano a Costantinopoli, fu ritirata flotta e la legione; restò l'accampamento, che era già fornito di non pochi edifizii, e il popolo di Ravenna lo invase, e mutò in una città, che sorse non inferiore a Ravenna, e, daclassisflotta, prese il nome di Chiassi. Distrutta poi, rimase il nome stesso al luogo e al circondario dove era stata.104.Al Nord-Nord-Ovest di Parma sulla destra del Po; però ve ne ha un'altra di rimpetto a questa sulla sinistra.105.Città e Cantone della Svizzera tedesca: La celebre Abbazia fu fondata nel 700.106.Montecassino, a' cui piedi è S. Germano, che, sulla ferrovia Roma Napoli, dista da questa città 111 chilometri. La magnifica Abbazia, che è sull'altura, fu fondata nel 529.107.Il Yonne.108.Beaune: Bella città del dipartimento Costa d'Oro, posta in fertilissima pianura, e ricca di celebri vigne.109.Vezellay; pochi chilometri distante da Auxerre.110.Jeres dista ora quattro chilometri dal mare di fronte alle isole omonime.111.Digne: Capoluogo del dipartimento Basse Alpi, sul Bleone influente della Duranza.112.Bariols: Nel dipartimento del Varo, sulla Duranza, ad Ovest di Draguignan, che n'è il capoluogo.113.L'Abbate Gioachimo sativo di Celico, villaggio vicino e ad Est di Cosenza, fece professione monastica nel monastero di Coraci, villaggio vicino e al Sud di Cosenza. Era nato nel 1111. Comandato da Clemente III di continuare i commentarii sulla sacra scrittura, si ritirò col suo discepolo Rainiero in un luogo solitario detto Flora, sulla vetta d'un monte presso Cosenza, ove eresse un oratorio e qualche cella. Ivi si moltiplicò il numero de' suoi discepoli, e fondò un nuovo monastero, e una congregazione con Regola più austera di quella dei Cisterciensi, a cui egli apparteneva, e la chiamò Congregazione di Flora o Florense, e ne fu proclamato Abbate.114.Vienna: Città sul Rodano, dipartimento dell'Isero.115.Sebbene di piccola statura: Vedine la ragione nei seguenti versi.116.Marisco: Paese della diocesi di Bath in Inghilterra, sul canale di Bristol, Ovest di Londra. Bath è antica e cospicua città romana.117.Lincoln: Città che possiede molti monumenti Sassoni e Normanni, posta su ripido colle a pieno Nord di Londra verso il mare del Nord, a 53 circa di latitudine.118.Tarascon: è sulla sinistra del basso Rodano, a circa 15 chilometri Nord di Arles.119.Beaucaire: sulla destra del basso Rodano unita con ponte a Tarascon.120.Antica città distrutta, che era alla foce della Magra, che si versa in mare subito fuori del golfo di Spezia all'Est.121.Provins. Alla destra della Senna Sud-Est e non lontano di Parigi.122.A 22 chilometri Ovest di Parma sull'Emilia.123.Sull'Yonne alla sinistra della Senna, sud di Parigi.124.Al confluente del Yonne e del Vannes Sud-Est di Parigi.125.Ieres: Paese sulla sponda del Mediterraneo di fronte alle Isole omonime, dipartimento del Varo.126.Merlino, secondo le cronache antiche, è il frutto misterioso di un incubo d'una religiosa, figlia d'un re di Scozia, nei monti della Caledonia. Sebbene la sua origine sia favolosa, pure non si può dubitare della sua esistenza, e pare si debba fissare al quarto secolo, e forse toccò anche il quinto. D'alto ingegno, di lunghe meditazioni, ricco di cognizioni, versatissimo nelle matematiche e nelle scienze naturali, era uomo di molto superiore al suo tempo; e quindi nessuna meraviglia che la leggenda tessutane in que' secoli d'ignoranza attribuisse ad ispirazione del cielo, ed a spirito di profezia, quanto era in lui effetto della scienza e della previdenza calcolata dall'uomo che medita. Ebbe la fiducia dei principi, che mi giovarono della sua prudenza e sagacia nelle loro imprese. Tra gli storici chi ne parla come d'un santo, e d'un profeta; chi come d'un mago e d'un incantatore. E, divenuto l'uomo leggendario nel secolo quinto, lo rimase sino alla fine del medio evo. Fu soggetto di molte tradizioni popolari nel ciclo del re Arturo e dei cavalieri dellaTavola Rotonda.127.La cattedrale di Ravenna è detta Chiesa Orsiana, perchè S. Orso nel IV secolo la fondò, o almeno la fece restaurare ed ampliare.128.Polenta: Castello sui colli sud-ovest di Cesena.129.Erano a Firenze due vie, l'una nominata di Garbo dalla illustre famiglia omonima, l'altra di S. Martino, nelle quali avevano sede fabbriche di panni. In via di Garbo si confezionavano panni fini, nell'altra grossolani. Onde ebbe origine l'uso di chiamare panno di garbo il panno fino, e panno di S. Martino il grossolano. Dalle cose la frase passò alle persone, e si chiamarono di garbo le persone gentili e di fina educazione.130.Seguendo la dottrina de' ternari, i Gioachimiti in tre ordini o stati dividevano gli uomini, i tempi, la sapienza, la vita. Abbracciava il primo tre stati, o tre ordini d'uomini: cioè quello dei coniugati, che aveva avuto luogo sotto il regno del Padre eterno, e sotto l'Antico Testamento; quello dei chierici, sotto il regno del figliuolo, e sotto la legge di grazia; e quello dei monaci, che perdurar doveva nel tempo della maggior grazia per via dello Spirito Santo. Il secondo ternario era quello della sapienza: cioè il Vecchio Testamento dato dal Padre; il Nuovo che è opera del figliuolo; e l'Evangelio eterno, che doveva venire dallo Spirito Santo. Il ternario de' tempi costituiva i tre regni summentovati: del Padre, o lo spirito della legge mosaica; del Figlio, o lo spirito di grazia; dello Spirito Santo, ossia la somma grazia, o la rivelazione della verità. Sotto il primo erano vissuti gli uomini secondo la carne; sotto il secondo tra la carne e lo spirito; sotto il terzo, sino al finire del mondo, vissuto avrebbero secondo lo Spirito puro. Nella quale ultima epoca dovevano, secondo loro, cessare i sacramenti, le figure, e quanti vi aveva simboli o segni sensibili, e mostrarsi nuda la verità.131.Villaggio sull'Emilia ad oriente di Parma e distante dalla città poco più d'un chilometro.132.Greccio è sulla sinistra del Velino al di sotto di Rieti circa 12 chilometri.133.Montefeltro, ora Sasso Feltrio, tra il Conca ed il Marecchia a Sud e vicinissimo alla Repubblica di S. Marino, è un piccolo tratto di paese che diede nome ad un'illustre famiglia principesca, che ebbe signoria in Urbino, Pesaro, Sinigallia, Gubbio ed altre Terre vicine.134.A pieno sud di Faenza, tra' colli.135.Circa 20 chilometri da Siena ad Ovest e a pochissima distanza della ferrovia Siena-Empoli.136.Dista 9 miglia sud-Est da Velletri. Cori è antica città dei Volsci, ha mura ciclopiche e avanzi considerevoli di templi antichi.137.Pertuis: Sulla destra della Duranza, pieno Nord di Marsiglia.138.Montesarchio: Paese al Sud-Ovest e non lunge di Benevento.139.Paese al Sud del lago omonimo e a Ovest-Nord di Brescia.140.Bibbianello, ed ora per accorciamento Bianello, dista 11 miglia al Sud-Ovest di Reggio, sui colli. Non lunge da Bibbianello più d'un tiro di balestra e tutti in amenissima postura erano anche altri tre castelli, detti Montevecchio (poi Montevetro, Montevedro); Monteluncilo (poi Monte Lucio, Monteluzo); Montegiovanni (poi Montezano): Appartenevano tutti alla Contessa Matilde di Canossa. Ora restano pochi ruderi di tre; ma Bianello sorge ancora magnifica villeggiatura e proprietà del Professore Cavaliere Luigi Caggiati, che con molto spendio lo ha sottratto a ruina, e con molto buon gusto l'ha fornito di un ricco mobilio di stile antico.141.A Sud-Ovest di Reggio; e da Reggio dista cinque miglia.142.A venti chilometri Sud-Sud-Est da Parma sulla sinistra dell'Enza.143.Tre castelli nel territorio reggiano portavano questo nome: uno, verso Bismantova; un altro, sul confine del mantovano; finalmente quello che è quì nominato, a tre miglia Sud di Reggio.144.Due cavi si conoscono col nome di Scalopia: uno nel territorio di Brescello con direzione verso Guastalla; l'altro nel territorio di Reggio, che solca le ville di Cadelbosco, dell'Argine e il distretto di Castelnuovo di sotto fin presso Gualtieri, al Nord di Reggio con direzione al Pò. Questo si chiama la Parmesana, e di questo Cavo pare si debba intendere parlato dal Salimbene.145.Alla foce del ramo orientale del Nilo.146.Embrun: Sulla Duranza, Dipartimento Alte Alpi, Nord-Est di Gap.147.Espressione enfatica di Giobbe usata da questo Vescovo per indicare che piuttosto che fare il Vescovo avrebbe sopportato ogni sorta di fatiche e di dolori sin anche la morte.148.Pochi chilometri a monte dell'Emilia tra Cesena e Forlimpopoli.149.A pieno Nord e a circa 10 chilometri da Correggio.150.A sud-ovest di Reggio sopra l'Emilia a piè dell'Apennino.151.Poco distante da Reggio verso Modena.152.A 20 chilometri circa da Reggio a Nord, Nord-Est.153.Sei chilometri distante da Reggio alla sinistra del torrente Crostolo.154.A Nord Nord-Est di Reggio stanno Novi, Rolo e S. Stefano, il quale pare fosse alla destra della Secchia nelle vicinanze della Mirandola.155.Dista 17 miglia al Sud di Padova a piedi de' colli Euganei.156.Questo palazzo fu poi riedificato dalla famiglia, e nel 1500, o poco dopo, fu comperato e atterrato per innalzare su tutta, o su parte dell'area, il bel tempio detto della Steccata.157.Di quella città nulla più resta che qualche rudere, e un tratto di cortina del castello imperiale, a cui è addossata una cascina della famiglia Romano.158.Cassio è sul fianco settentrionale dell'Apennino a mezzo circa della strada postale, che da Parma mette a Pontremoli.159.Molte e varie cose, tra vera e false, intorno a questa Costanza, tramandarono ai posteri i Cronisti a lei contemporanei, a seconda delle passioni di partito, ond'erano mossi. Tra l'altro fu scritto dal Cranzio, dal Villani e da altri, che quando l'Imperatrice Costanza era grossa di Federico II in Sicilia e in Puglia s'avea sospetto che per la sua grande età la potesse realmente essere; per la qual cosa quando venne a partorire, fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo, e mandò bando che, qual donna volesse, v'andasse a vederla, e molte v'andarono e videro, e quindi cessò il sospetto. Ma tutto questo è favola, e se non d'altronde, si desume dal fatto che Federico II è nato a Iesi. Salimbene dice che a trent'anni d'età i fratelli cercarono di collocarla a marito. Giovanni Villani e più altri narrano che si maritasse a cinquant'anni ed oltre. Ma gli uni e gli altri possono accordarsi; poichè può essere vero il racconto del Salimbene che a trent'anni la volessero maritare, ma che poi, non avendole allora trovato un partito conveniente, e pur volendola allontanare dalla Corte, per aver pace in famiglia, la collocassero in un convento, da cui uscisse quando si maritò a circa cinquant'anni d'età, e si effettuasse il matrimonio nell'età appunto, a cui lo riportano gli altri Cronisti. Di fatto tutti convengono nel raccontare che ha passato una parte de' suoi anni in un monastero di Palermo.160.Questo tale, come si può ragionevolmente arguire da quel che segue, pare dovesse essere uno de' cagnotti di Alberigo, il quale sensibile ai dolori di tanto strazio, credette di potere col suo stratagemma far decampare Alberico da quell'ordine brutale, inducendogli nella mente il pensiero che fra quelle donne ve ne potessero essere alcune, che non avessero coi condannati quelle attinenze di parentela, che comunemente si credeva, e per cui se ne voleva dilaniare il cuore.161.Il Sile è piccolo fiume che passa vicino a Treviso e si getta nell'Adriatico.162.È alle scaturigini del torrente Senio nell'alto Apennino, pieno Sud di Imola. Conserva tuttora l'antico castello.163.Due chiese sull'attuale Strada S. Francesco; la prima, soppressa da tempo, mostra tuttora un suo fianco in via detta Guasti di Santa Cecilia; la seconda, che era sin'ora conosciuta col nome di chiesa dei Cappuccini, perchè chiesa del loro convento, resta soppressa quest'anno, per conseguenza della legge sulle Corporazioni religiose.164.Animale del genere dello scoiattolo. Pare che del vaio siasi perduta la specie.165.Canoli: A Nord-Est di Reggio, da cui dista circa 15 chilometri.166.Rosa, o Rosola, castello alla destra del Panaro al Sud di Modena, d'onde dista circa trenta chilometri.167.Circa 25 chilometri a Sud di Borgo S. Donnino presso le scaturigini dello Stirone.168.A Sud-Sud-Ovest di sopra l'Emilia.169.A pieno Ovest di Pavia, su di un crocicchio Lomello Pavia, Lomello Mortara, Lomello Valenza, Lomello Tortona.170.Nessuna delle ricerche storiche fatte, ha condotto a dare piena luce al presente periodo, la cui traduzione letterale sta scritta in corsivo. Forse a togliere l'apparente contraddizione gioverebbe supporre che quel Marchese Guglielmo di Monferrato sia un cadetto della famiglia de' Marchesi di Monferrato, signore di alcuni castelli, e l'altro, che è semplicemente indicato col titolo di Marchese di Monferrato, sia il capo della famiglia, il vero signore della Marca, o del Marchesato di questo nome; e supporre eziandio che il Pallavicino contro il capo della famiglia dei Marchesi di Monferrato armasse il cadetto Guglielmo, il quale poi mancasse alla fede data al Pallavicino. E in tal caso la traduzione dovrebbe dire nonil Marchese Guglielmo di Monferrato; ma Guglielmo de' Marchesi di Monferrato.171.A 22 chilometri da Piacenza sulla Ferrovia Piacenza-Parma.172.Landasio era alle scaturigini della Mozzola, che è un influente di sinistra del Taro nell'alto Apennino. Ora è scomparso il castello e anche il nome. Se non che i pastori di quelle vette chiamano ancora con tal nome un greppo roccioso, a cui d'opera d'uomo non resta altro segno che una cisterna.173.Ghisalecchio sull'alta Mozzola alla sinistra. Ne resta il nome ad una Villa, nella quale è una località detta anche oggi il Castello.174.Circa 20 chilometri a monte dell'Emilia sulla sponda sinistra del Ceno, che è un influente di sinistra del Taro.175.Circa 12 chilometri a monte dell'Emilia sulla sinistra del Taro.176.Miano e Costamezzana sono nei pressi di Medesano.177.Sull'Oglio e sulla via Lodi-Crema-Brescia.178.A 13 miglia Est di Ferrara alla sinistra del Po di Volano, ove era un antichissimo e ricchissimo monastero, detto di S. Maria di Comacchio.179.Sulla sinistra del Po di Trimaro a Nord-Ovest di Ravenna.180.Resta incerto se frate Aldobrando sia di quel Foiano che è nel distretto di Campobasso nel Napoletano: o dell'altro che è in Val di Chiana ad Ovest Ovest-Nord del Lago di Perugia.181.Di pochi chilometri sotto l'Emilia Ovest di Modena.182.Di pochissimo sopra l'Emilia Ovest di Modena.183.Sulla destra del Panaro un trenta chilometri a monte dell'Emilia.184.Sull'alto Appennino a sud di Modena tra le scaturigini del Leo e la Scoltenna o Panaro.185.Villa posta sulla destra dell'Enza a tre chilometri circa al disotto dell'Emilia.186.Per ispiegare l'asserto di Salimbene e di Matolino, e le conseguenze a cui arriva l'uno e l'altro, è necessario ammettere che nella casa di Marco di Michele vi fossero donne di facili condiscendenze.187.Sulla destra del Po di Primaro a Nord-Ovest di Ravenna.188.Sulla sinistra del Po di Primaro.189.Sulla Duranza del Delfinato.190.Dovara o Dovera è un cospicuo villaggio tra Lodi e Crema.191.Sulla penisola che tra Lonato e Peschiera si stende nel lago di Garda.192.Sulla sinistra del fiume Ronco, otto miglia al sud di Forlì, tra monti.193.Sulla Strada che dal mare corre rasente la destra del Pescara per andare ad Aquila.194.Circa 12 chilometri Nord-Est di Napoli sulla strada che va a Caserta.195.A pochi chilometri dall'adriatico sulla via che da Vasto conduce a Campobasso.196.A ottanta chilometri da Napoli sulla ferrovia del mediterraneo.197.Federico II distrusse Fasanella per vendicarsi dei conti omonimi, e gli abitanti si ricoverarono a S. Angelo su un monte vicino che prese nome di Sant'Angelo a Fasanella a 32 miglia Nord Nord-Est di Salerno.198.Sessa presso a Teano sulla Ferrovia Roma-Napoli a 67 chilometri da Napoli.199.Per quante indagini, e lunghe, io abbia fatte, non ho potuto aver notizia di un personaggio storico di questo nome; il quale, dice il Prof. Luigi Pizzi, se vogliasi spiegare da una etimologia ebraica od araba, significherebbe ombra di morte, o morte di morte; significazioni non disadatte ad indicare i segni del vicino finimondo, a seconda delle opinioni prevalenti in que' tempi. Tale qualificazione e denominazione, potrebbe anch'essere che Giovachino se la fosse coniata di suo per indicare qualche personaggio, cui la prudenza consigliasse di non indicare col nome proprio.200.Sulla sinistra della Secchia a monte dell'Emilia, e più su circa 20 chilometri.201.Di pochissimo al di sotto dell'Emilia a Nord di Castel S. Pietro che è sulla ferrovia Bologna Ancona.202.Alla destra e a poca distanza dall'Enza due chilom. a valle dell'Emilia.203.Alla sinistra del Mella, Sud di Brescia.204.Il capo di tutti i Minoriti sparsi nel mondo era il Ministro Generale, o semplicemente il Generale. Ma l'amministrazione era divisa per provincia, e il capo di ciascuna Provincia era il Ministro Provinciale, o semplicemente Provinciale. Il capo poi di ciascun convento della Provincia si chiamava Guardiano. Ora ogni Provincia ambiva ed aveva interesse morale e materiale di avere qualche frate, che per ingegno e per dottrina le desse lustro; e perciò quando vi era un giovane che offrisse speranza di riescire eminente per lettere o per iscienza, lo mandavano alla celeberrima Università di Parigi per gli studi di perfezionamento. Per la Provincia della Sicilia fu dunque inviato frate Gerardino di Borgo S. Donnino.205.Sulla sinistra del Taro a due chilometri Nord della stazione di Castel Guelfo.206.Sulla Secchia circa 20 chilometri a monte dell'Emilia.207.Intendi i Fiorentini ed i Lucchesi di parte Guelfa furono fieramente battuti dai Sanesi e da fuorusciti Fiorentini di parte Ghibellina. Ed i Guelfi furono traditi da Farinata degli Uberti e da Gherardo Ciccia dei Lamberti, Ghibellini; i quali col mezzo di due frati Minori proposero ai Rettori Guelfi di Firenze la consegna di una porta della città di Siena nelle loro mani, purchè mandassero un regalo di 10,000 fiorini d'oro, e andassero con un forte esercito a prenderne possesso. I Rettori di Firenze morsero all'amo dell'inganno; raccolsero i denari e l'esercito, ma la porta promessa non fu consegnata, anzi furono rovinosamente sbaragliati a Montaperti sull'Arbia; e Firenze ritornò a signoria Ghibellina. La strage fu grande, e la si può misurare, quantunque vi sia palese esagerazione, da ciò, che gli Annali di Pisa fanno ascendere a 10,000 i morti, e a 20,000 i prigionieri di guerra; e il Cronista Saba Malaspina dice di 15,000 prigionieri; Roncioni nello sue Storie Pisane nota 12,000 tra morti e prigionieri; fra Leonardo Aretino dà 30,000 morti, 4,000 prigioni; Bartolomeo Spina 10,000 morti, e 20,000 prigionieri. La battaglia fu combattuta il 4 settembre 1260 secondo Giovanni Villani; il 4 settembre 1261, secondo Rainieri Sardo nella sua Cronaca Pisana, inserta nell'Archivio storico, pag. 88 del Tomo 6º, parte 2ª, dispensa 1; Salimbene la assegna al 1259; ed è più attendibile che gli altri, poichè Salimbene era contemporaneo e già scrittore di cronache; gli altri sono tutti scrittori posteriori al tempo in cui il fatto avvenne.208.Venti chilometri a Sud Ovest di Modena sui colli.209.A sette miglia Sud da Modena sul Tiepido, e restano ancora avanzi del castello.210.A dieci miglia Nord-Est di Reggio.211.Sull'Oglio e sulla strada da Bergamo a Brescia.212.Sulla sinistra dell'Oglio poco distante alla punta Sud del lago di Iseo.
1.Stimo conveniente avvertire (dice qui l'editore parmense dell'originale) che si è ommesso nella presente pubblicazione tutto ciò che leggesi da carte 208 (prima dell'acefalo codice Vaticano) a 215 non essendo la narrazione in esse compresa che un estratto della Cronaca del vescovo Sicardo già edita dal Muratori (Rer. Ital. t. 7.). Al quale avvertimento il traduttore aggiunge che il celebre Monsignor Gaetano Marini quando fece trascrivere dall'Abate Amati l'autografo salimbeniano pel Duca di Sermoneta, sulla qual copia fu condotta l'edizione di Parma, ommise la trascrizione di alcuni trattatelli, canzoni popolari, satire inserte nella cronaca, perchè a suo avviso erano inutili, mentre potevano servire a far meglio conoscere il movimento del pensiero filosofico e religioso del tempo. E se, come pare, si pubblicheranno le accennate cose mancanti, saranno tradotte e aggiunte in appendice a questa edizione. C. C.
1.Stimo conveniente avvertire (dice qui l'editore parmense dell'originale) che si è ommesso nella presente pubblicazione tutto ciò che leggesi da carte 208 (prima dell'acefalo codice Vaticano) a 215 non essendo la narrazione in esse compresa che un estratto della Cronaca del vescovo Sicardo già edita dal Muratori (Rer. Ital. t. 7.). Al quale avvertimento il traduttore aggiunge che il celebre Monsignor Gaetano Marini quando fece trascrivere dall'Abate Amati l'autografo salimbeniano pel Duca di Sermoneta, sulla qual copia fu condotta l'edizione di Parma, ommise la trascrizione di alcuni trattatelli, canzoni popolari, satire inserte nella cronaca, perchè a suo avviso erano inutili, mentre potevano servire a far meglio conoscere il movimento del pensiero filosofico e religioso del tempo. E se, come pare, si pubblicheranno le accennate cose mancanti, saranno tradotte e aggiunte in appendice a questa edizione. C. C.
2.Nome d'un passo sulla Sierra Morena tra l'Andalusia e la Nuova Castiglia ove nel 1202 erano stati sbaragliati i Mori.
2.Nome d'un passo sulla Sierra Morena tra l'Andalusia e la Nuova Castiglia ove nel 1202 erano stati sbaragliati i Mori.
3.Castello sulla sinistra del Serio in Lombardia.
3.Castello sulla sinistra del Serio in Lombardia.
4.Ora Chiaravalle della Colomba, pochi chilometri sotto Alseno, che è una stazione della ferrovia Piacenza-Parma.
4.Ora Chiaravalle della Colomba, pochi chilometri sotto Alseno, che è una stazione della ferrovia Piacenza-Parma.
5.Abate de' Cistercensi di Flora in Calabria, morto nel 1201 o nel 1202; ei spacciava e passò per profeta; lasciò libri di predizioni e molte altre opere, che suscitarono gran romore, ed ebbero difensori ed oppugnatori. La Chiesa nel concilio di Laterano indetto da Innocenzo III, condannò le sue dottrine intorno alla Trinità perchè conducevano al Triteismo, senza nominarne l'autore perchè era uomo di santa vita; e prima di morire, riconosciuti i suoi errori, li disdisse.
5.Abate de' Cistercensi di Flora in Calabria, morto nel 1201 o nel 1202; ei spacciava e passò per profeta; lasciò libri di predizioni e molte altre opere, che suscitarono gran romore, ed ebbero difensori ed oppugnatori. La Chiesa nel concilio di Laterano indetto da Innocenzo III, condannò le sue dottrine intorno alla Trinità perchè conducevano al Triteismo, senza nominarne l'autore perchè era uomo di santa vita; e prima di morire, riconosciuti i suoi errori, li disdisse.
6.Sulla linea della Ferrovia a dieci chilometri prima di Rimini per chi parte da Bologna.
6.Sulla linea della Ferrovia a dieci chilometri prima di Rimini per chi parte da Bologna.
7.Donato fu maestro di Rettorica a Roma nel 356, ove ebbe scolare S. Girolamo. Compose una Grammatica che poi si denominò il Donato; e lasciò i commenti di Terenzio e Virgilio.
7.Donato fu maestro di Rettorica a Roma nel 356, ove ebbe scolare S. Girolamo. Compose una Grammatica che poi si denominò il Donato; e lasciò i commenti di Terenzio e Virgilio.
8.Piccolo paese sulla destra del Po a pieno nord di Borgo S. Donnino.
8.Piccolo paese sulla destra del Po a pieno nord di Borgo S. Donnino.
9.Nella Provincia di Foggia tra Lucera e S. Severo. Salimbene lo chiama Fiorentino; Giovanni Villani Fiorenzola, il dizionario geografico universale compilato da una società di dotti italiani dice Firentina. Ora non restano che pochi ruderi e un tratto di cortina del castello a cui è addossata una fattoria della famiglia Romano, e si chiama in paese Torre fiorentina.
9.Nella Provincia di Foggia tra Lucera e S. Severo. Salimbene lo chiama Fiorentino; Giovanni Villani Fiorenzola, il dizionario geografico universale compilato da una società di dotti italiani dice Firentina. Ora non restano che pochi ruderi e un tratto di cortina del castello a cui è addossata una fattoria della famiglia Romano, e si chiama in paese Torre fiorentina.
10.Nocera de' Saraceni la chiama Salimbene; Nocera la dicono Svetonio e Tolomeo; Luceria la dicono tanti altri antichi, ora è Lucera.
10.Nocera de' Saraceni la chiama Salimbene; Nocera la dicono Svetonio e Tolomeo; Luceria la dicono tanti altri antichi, ora è Lucera.
11.Sulla destra del Po Nord-Est di Guastalla.
11.Sulla destra del Po Nord-Est di Guastalla.
12.Tra Guastalla e Reggiolo era una stesa di terreno paludoso detto il Po morto, le cui acque incanalate nel detto cavo, e asciugato il territorio, si conquistarono alla coltivazione ubertosissime campagne, a spese de' Cremonesi padroni di Guastalla, e de' Reggiani. La Tagliata è aperta ed utile tuttora.
12.Tra Guastalla e Reggiolo era una stesa di terreno paludoso detto il Po morto, le cui acque incanalate nel detto cavo, e asciugato il territorio, si conquistarono alla coltivazione ubertosissime campagne, a spese de' Cremonesi padroni di Guastalla, e de' Reggiani. La Tagliata è aperta ed utile tuttora.
13.Questo è Bondeno della Provincia di Mantova alla destra del Po in quel di Gonzaga. In antico vi era Bondeno di Arduino e de' Ronconi; ora le frazioni di Bondanello e Ronchi.
13.Questo è Bondeno della Provincia di Mantova alla destra del Po in quel di Gonzaga. In antico vi era Bondeno di Arduino e de' Ronconi; ora le frazioni di Bondanello e Ronchi.
14.Fabbrico e Campagnola a Sud-Sud-Est di Guastalla. Bedullo era nelle vicinanze: ora non esiste più come villa a sè; nel principio del secolo corrente fu atterrata la chiesa che ne restava, come ultima reliquia, che era soggetta alla parrocchia di Fabbrico.
14.Fabbrico e Campagnola a Sud-Sud-Est di Guastalla. Bedullo era nelle vicinanze: ora non esiste più come villa a sè; nel principio del secolo corrente fu atterrata la chiesa che ne restava, come ultima reliquia, che era soggetta alla parrocchia di Fabbrico.
15.Scolo d'acque in gran parte interrito tra il Reggiano, il Modenese e il Mantovano.
15.Scolo d'acque in gran parte interrito tra il Reggiano, il Modenese e il Mantovano.
16.Cioè nella gora delle acque.
16.Cioè nella gora delle acque.
17.Di questa Corte e Castello, che diede nome alla nobile famiglia de' Conti da Palù, appena resta un vestigio tra Fabbrico e Reggiolo, in un luogo detto Motta di Fabbrico, o Valle di Padulo.
17.Di questa Corte e Castello, che diede nome alla nobile famiglia de' Conti da Palù, appena resta un vestigio tra Fabbrico e Reggiolo, in un luogo detto Motta di Fabbrico, o Valle di Padulo.
18.Castello a mezza via circa tra Reggio e Scandiano.
18.Castello a mezza via circa tra Reggio e Scandiano.
19.Castello sull'appennino alla destra del Tresinaro.
19.Castello sull'appennino alla destra del Tresinaro.
20.Sulla destra del Panaro a monte della via Emilia.
20.Sulla destra del Panaro a monte della via Emilia.
21.A 7 miglia da Bologna al di sotto della via Emilia verso il Panaro.
21.A 7 miglia da Bologna al di sotto della via Emilia verso il Panaro.
22.Piumazzo è una villa del Comune di Castelfranco, situato al disopra dell'Emilia vicino al Samoggia e al Panaro.
22.Piumazzo è una villa del Comune di Castelfranco, situato al disopra dell'Emilia vicino al Samoggia e al Panaro.
23.Popoli che stanziavano all'oriente della foce del fiume Oural.
23.Popoli che stanziavano all'oriente della foce del fiume Oural.
24.Popoli che stanziavano a nord del Caucaso sul fiume Kuma corrente al Caspio.
24.Popoli che stanziavano a nord del Caucaso sul fiume Kuma corrente al Caspio.
25.Sulla destra del Panaro non lungi dall'Emilia, a monte.
25.Sulla destra del Panaro non lungi dall'Emilia, a monte.
26.Circa sull'area, ove ora sorge il Seminario, era allora la canonica, o casa in cui coabitavano e convivevano i canonici, la quale prolungando a settentrione due ali con portici all'interno, correva ad appoggiarsi al fianco meridionale del Duomo e formava un chiostro. Nel portico orientale, dettoParadiso, e attigua al Duomo stava la cappella di S. Agata, ove i canonici s'adunavano a capitolo, che atterrata in processo di tempo in una col chiostro, fu poi riedificata incorporandola col Duomo stesso ove ora si trova allineata colle altre cappelle, che sono opere posteriori appiccicate alle navate minori, come un fuor d'opera dell'edifizio o disegno primitivo e principale. Non si sa in che tempo siasi cominciata l'erezione dell'attuale cappella di S. Agata: è noto soltanto che i canonici nel 1556 si valsero de' proventi di una certa eredità per continuare l'opera già da tempo cominciata e poi sospesa; e che nel 1574-75 fu tutta dipinta da Aurelio Barili, del cui lavoro non resta che la fascia dell'arcone. La prima di dette cappelle fu eretta nel 1285 della nobile famiglia Cantelli, di cui ora è illustre capo il Senatore conte Girolamo, proprietario e restauratore di quel monumento della religione de' suoi antenati.
26.Circa sull'area, ove ora sorge il Seminario, era allora la canonica, o casa in cui coabitavano e convivevano i canonici, la quale prolungando a settentrione due ali con portici all'interno, correva ad appoggiarsi al fianco meridionale del Duomo e formava un chiostro. Nel portico orientale, dettoParadiso, e attigua al Duomo stava la cappella di S. Agata, ove i canonici s'adunavano a capitolo, che atterrata in processo di tempo in una col chiostro, fu poi riedificata incorporandola col Duomo stesso ove ora si trova allineata colle altre cappelle, che sono opere posteriori appiccicate alle navate minori, come un fuor d'opera dell'edifizio o disegno primitivo e principale. Non si sa in che tempo siasi cominciata l'erezione dell'attuale cappella di S. Agata: è noto soltanto che i canonici nel 1556 si valsero de' proventi di una certa eredità per continuare l'opera già da tempo cominciata e poi sospesa; e che nel 1574-75 fu tutta dipinta da Aurelio Barili, del cui lavoro non resta che la fascia dell'arcone. La prima di dette cappelle fu eretta nel 1285 della nobile famiglia Cantelli, di cui ora è illustre capo il Senatore conte Girolamo, proprietario e restauratore di quel monumento della religione de' suoi antenati.
27.La lettera greca Y ipsilon per i pitagorici era figura della vita, e colla sua biforcazione simboleggiava la scelta dello stato che si faceva a quindici anni compiti, ed anche il bivio al bene e al male.
27.La lettera greca Y ipsilon per i pitagorici era figura della vita, e colla sua biforcazione simboleggiava la scelta dello stato che si faceva a quindici anni compiti, ed anche il bivio al bene e al male.
28.Sul Tevere a pieno oriente di Arezzo.
28.Sul Tevere a pieno oriente di Arezzo.
29.A 24 chilometri da Perugia, sulla ferrovia Perugia-Foligno.
29.A 24 chilometri da Perugia, sulla ferrovia Perugia-Foligno.
30.Aveva più che 50 anni, dice G. Villani.
30.Aveva più che 50 anni, dice G. Villani.
31.Gli Amorei erano un popolo della terra promessa, che non volle mai lasciare il proprio paese, quando giunsero gli Israeliti dall'Egitto; anzi sostenne molte e disastrose guerre per la difesa delle patrie mura, e non ristette mai dal tentarne il riscatto dopo le perdite sofferte: sicchè nel linguaggio biblico è dato come il tipo della costanza spinta sino all'ostinazione.
31.Gli Amorei erano un popolo della terra promessa, che non volle mai lasciare il proprio paese, quando giunsero gli Israeliti dall'Egitto; anzi sostenne molte e disastrose guerre per la difesa delle patrie mura, e non ristette mai dal tentarne il riscatto dopo le perdite sofferte: sicchè nel linguaggio biblico è dato come il tipo della costanza spinta sino all'ostinazione.
32.Cetei o Etei popolo della Palestina: buona gente ed ospitale: quindi dati come il tipo della bontà e dell'ospitalità.
32.Cetei o Etei popolo della Palestina: buona gente ed ospitale: quindi dati come il tipo della bontà e dell'ospitalità.
33.Sulla sinistra dell'Oglio lungo la via che da Cremona va a Brescia.
33.Sulla sinistra dell'Oglio lungo la via che da Cremona va a Brescia.
34.Moglie di Azzone Sanvitali.
34.Moglie di Azzone Sanvitali.
35.S. Giorgio era non lunge all'attuale piazza principale della città nell'area di piazza detta Pescheria vecchia che si allinea con un lato a strada S. Lucia, strada che allora non esisteva, e fu aperta nel 1283.
35.S. Giorgio era non lunge all'attuale piazza principale della città nell'area di piazza detta Pescheria vecchia che si allinea con un lato a strada S. Lucia, strada che allora non esisteva, e fu aperta nel 1283.
36.Larione o Lirone era un ramo del Po, che ora non esiste. Il Po e il Lirone formavano un'isola detta Polirone, nella quale Tedaldo, avo della contessa Matilde edificò la chiesa e una parte del monastero di S. Benedetto di Polirone.
36.Larione o Lirone era un ramo del Po, che ora non esiste. Il Po e il Lirone formavano un'isola detta Polirone, nella quale Tedaldo, avo della contessa Matilde edificò la chiesa e una parte del monastero di S. Benedetto di Polirone.
37.Presso Chiavari e al mare.
37.Presso Chiavari e al mare.
38.Gli istoriografi della città di Reggio la dicono portaBrennone.
38.Gli istoriografi della città di Reggio la dicono portaBrennone.
39.Gattaiola: a tre miglia Sud di Lucca con un convento in cui fu monaca anche una figlia di Castruccio Castracani.
39.Gattaiola: a tre miglia Sud di Lucca con un convento in cui fu monaca anche una figlia di Castruccio Castracani.
40.Arcella, che allora si diceva Cella, è luogo non lungi da Padova, fuori di porta Codalunga, dove esisteva nel 1231 un convento di monache. S. Antonio reduce da Camposampiero e giunto gravemente malato presso quel monastero di Cella vi fu ospitato e vi morì.
40.Arcella, che allora si diceva Cella, è luogo non lungi da Padova, fuori di porta Codalunga, dove esisteva nel 1231 un convento di monache. S. Antonio reduce da Camposampiero e giunto gravemente malato presso quel monastero di Cella vi fu ospitato e vi morì.
41.Piccola villa a Nord-Ovest a pochi chilometri da Reggio.
41.Piccola villa a Nord-Ovest a pochi chilometri da Reggio.
42.Villa a tre miglia pieno Nord di Reggio.
42.Villa a tre miglia pieno Nord di Reggio.
43.Paese a circa 15 chilometri da Parma e a pieno Nord da Parma stessa, non lunge dal Po.
43.Paese a circa 15 chilometri da Parma e a pieno Nord da Parma stessa, non lunge dal Po.
44.A cavalliere della via Emilia a dodici chilometri da Modena per Bologna.
44.A cavalliere della via Emilia a dodici chilometri da Modena per Bologna.
45.A mezza circa via tra Parma e Reggio.
45.A mezza circa via tra Parma e Reggio.
46.Dopo molte indagini, di cui nessuna mi ha condotto a sapere chi fosse questoAlachia, mi sono rivolto a congetturare se maiAlachiafosse un nome astratto significativo di castità, derivante da qualche lingua straniera, e probabilmente orientale. Interrogatone perciò un giovane e già illustre poliglotto parmigiano, che fu mio scolare al Ginnasio, P. Italo Pizzi ha gentilmente risposto, che la parolaAlachianel senso di castità può derivare dall'arabo; e il movimento della scienza orientale verso l'occidente operatosi nel medio evo, o il contatto dell'occidente coll'oriente per mezzo delle crociate, può facilmente aver data la detta voce al dizionario del canonico Primasso. C. C.
46.Dopo molte indagini, di cui nessuna mi ha condotto a sapere chi fosse questoAlachia, mi sono rivolto a congetturare se maiAlachiafosse un nome astratto significativo di castità, derivante da qualche lingua straniera, e probabilmente orientale. Interrogatone perciò un giovane e già illustre poliglotto parmigiano, che fu mio scolare al Ginnasio, P. Italo Pizzi ha gentilmente risposto, che la parolaAlachianel senso di castità può derivare dall'arabo; e il movimento della scienza orientale verso l'occidente operatosi nel medio evo, o il contatto dell'occidente coll'oriente per mezzo delle crociate, può facilmente aver data la detta voce al dizionario del canonico Primasso. C. C.
47.Alla sinistra dell'Oglio sulla strada da Cremona a Mantova. Il suo castello è ridotto a civile abitazione.
47.Alla sinistra dell'Oglio sulla strada da Cremona a Mantova. Il suo castello è ridotto a civile abitazione.
48.Alla sinistra dell'Oglio all'oriente e non lunge di Canneto.
48.Alla sinistra dell'Oglio all'oriente e non lunge di Canneto.
49.Grosso paese alla destra del Pò non lunge da Guastalla.
49.Grosso paese alla destra del Pò non lunge da Guastalla.
50.Alla sinistra dell'Oglio, pieno Nord di Marcaria.
50.Alla sinistra dell'Oglio, pieno Nord di Marcaria.
51.In mezzo tra il Chiese e il Mella sul canale Naviglio, se pure, come sì crede, sia ilcastrum de Geodel testo salimbeniano.
51.In mezzo tra il Chiese e il Mella sul canale Naviglio, se pure, come sì crede, sia ilcastrum de Geodel testo salimbeniano.
52.Sul Chiese, pochi chilometri sotto la strada Brescia-Lonato.
52.Sul Chiese, pochi chilometri sotto la strada Brescia-Lonato.
53.A Nord-ovest di Mantova sulla strada che va a Castiglione della Stiviere.
53.A Nord-ovest di Mantova sulla strada che va a Castiglione della Stiviere.
54.Sul Chiese poco lunge da Castiglione delle Stiviere.
54.Sul Chiese poco lunge da Castiglione delle Stiviere.
55.Tra il Chiese e il Mincio pieno Sud di Castel Goffredo.
55.Tra il Chiese e il Mincio pieno Sud di Castel Goffredo.
56.Gambara, Gottolengo, Pralboino e Pavone nello stretto territorio che è nel basso corso del Mella e del Chiese.
56.Gambara, Gottolengo, Pralboino e Pavone nello stretto territorio che è nel basso corso del Mella e del Chiese.
57.Sulla sinistra dell'Oglio e sulla strada da Cremona a Brescia.
57.Sulla sinistra dell'Oglio e sulla strada da Cremona a Brescia.
58.Al Nord di Cremona sull'Ogiio e sulla strada Cremona — Brescia.
58.Al Nord di Cremona sull'Ogiio e sulla strada Cremona — Brescia.
59.Castel Leone fatto fabbricare nel 1227 da Bernardo da Cornazzano, allora Podestà di Modena, a fianchi di Castelfranco che si stava costruendo da' Bolognesi, e pare che fosse precisamente ove ora sorge il forte Urbano. Nulla restando Castel Leone.
59.Castel Leone fatto fabbricare nel 1227 da Bernardo da Cornazzano, allora Podestà di Modena, a fianchi di Castelfranco che si stava costruendo da' Bolognesi, e pare che fosse precisamente ove ora sorge il forte Urbano. Nulla restando Castel Leone.
60.Cortenuova villa al sud sud-est di Bergamo, destra dell'Oglio tra Romano e Martinengo.
60.Cortenuova villa al sud sud-est di Bergamo, destra dell'Oglio tra Romano e Martinengo.
61.Alla sinistra del Taro una dozzina di chilometri a monte dell'Emilia.
61.Alla sinistra del Taro una dozzina di chilometri a monte dell'Emilia.
62.Alla sinistra del Taro otto circa chilometri a monte dell'Emilia.
62.Alla sinistra del Taro otto circa chilometri a monte dell'Emilia.
63.A 18 miglia Nord Nord-Ovest di Bologna tra il Panaro e il Reno.
63.A 18 miglia Nord Nord-Ovest di Bologna tra il Panaro e il Reno.
64.aven, dal latinohabetnacque l'italiano antico, e non ancor morto,ave, così dal latinohabentebberoavene, e, troncato,avenper hanno, ora totalmente disusato.
64.aven, dal latinohabetnacque l'italiano antico, e non ancor morto,ave, così dal latinohabentebberoavene, e, troncato,avenper hanno, ora totalmente disusato.
65.Di poco fuori della porta orientale di Modena.
65.Di poco fuori della porta orientale di Modena.
66.Sulla sinistra del Panaro a dieci circa chilometri a monte dell'Emilia. Patria dell'illustro architetto Barozzi, detto il Vignola, e di Lodovico Muratori.
66.Sulla sinistra del Panaro a dieci circa chilometri a monte dell'Emilia. Patria dell'illustro architetto Barozzi, detto il Vignola, e di Lodovico Muratori.
67.Sei chilometri circa ad oriente di Guastalla.
67.Sei chilometri circa ad oriente di Guastalla.
68.Sulla riviera ligure orientale vicinissimo a Chiavari Est.
68.Sulla riviera ligure orientale vicinissimo a Chiavari Est.
69.Questo Pietro Veronese inquisitore colle suo incessanti ricerche contro gli eretici, coi roghi, coi bandi, colla demolizione delle case, e la confisca de' beni degli inquisiti, si era reso odiosissimo a chiunque temeva d'essere accusato di opinioni eterodosse. Tra tanti era stato messo al bando come eretico, Stefano Confaloniere di Alliate, e gli si doveva diroccare la casa e confiscare il patrimonio. Avvisatocome per fra Pietro era stato misso nel bando, dice il Corio, si concertò con altri malcontenti nelle terre di Giussano, ed erano Manfredo Chiroro, Guidotto Sacchella, Jacopo della Chiusa, Tomaso Giuliano, Carlo da Balsamo, Alberto Porro, e lo uccisero il 6 Aprile 1252 presso Barlassina con un colpo di falce.
69.Questo Pietro Veronese inquisitore colle suo incessanti ricerche contro gli eretici, coi roghi, coi bandi, colla demolizione delle case, e la confisca de' beni degli inquisiti, si era reso odiosissimo a chiunque temeva d'essere accusato di opinioni eterodosse. Tra tanti era stato messo al bando come eretico, Stefano Confaloniere di Alliate, e gli si doveva diroccare la casa e confiscare il patrimonio. Avvisatocome per fra Pietro era stato misso nel bando, dice il Corio, si concertò con altri malcontenti nelle terre di Giussano, ed erano Manfredo Chiroro, Guidotto Sacchella, Jacopo della Chiusa, Tomaso Giuliano, Carlo da Balsamo, Alberto Porro, e lo uccisero il 6 Aprile 1252 presso Barlassina con un colpo di falce.
70.Quasi nell'asse dell'Apennino sul parallelo di Caserta.
70.Quasi nell'asse dell'Apennino sul parallelo di Caserta.
71.A dodici miglia Nord-Est di Milano.
71.A dodici miglia Nord-Est di Milano.
72.Non colla forza dell'armi, ma colle pratiche fatte presso i milanesi, che lo restituirono a patto che nè esso nè il padre movessero mai più guerra contro Milano.
72.Non colla forza dell'armi, ma colle pratiche fatte presso i milanesi, che lo restituirono a patto che nè esso nè il padre movessero mai più guerra contro Milano.
73.Fatto distruggere dai ministri di Federico II dopo aver dato asilo ai baroni ribelli, ora non resta che un piccolo villaggio. Gli abitanti però in seguito lo rifabbricarono a 12 chilometri circa di distanza vicino al mare e a trenta chilometri Sud-Est di Salerno, ed è città di qualche considerazione.
73.Fatto distruggere dai ministri di Federico II dopo aver dato asilo ai baroni ribelli, ora non resta che un piccolo villaggio. Gli abitanti però in seguito lo rifabbricarono a 12 chilometri circa di distanza vicino al mare e a trenta chilometri Sud-Est di Salerno, ed è città di qualche considerazione.
74.Sul cucuzzolo di un alto colle a Sud-Sud-Ovest di Reggio sulla destra dell'Enza.
74.Sul cucuzzolo di un alto colle a Sud-Sud-Ovest di Reggio sulla destra dell'Enza.
75.Al Sud di Reggio, Comune di Castelnovo ne' monti, versante dell'Enza.
75.Al Sud di Reggio, Comune di Castelnovo ne' monti, versante dell'Enza.
76.Sud-Ovest di Reggio nei pressi di Bibianello.
76.Sud-Ovest di Reggio nei pressi di Bibianello.
77.A pieno Nord di Reggio sulla destra dal Po.
77.A pieno Nord di Reggio sulla destra dal Po.
78.Castello dell'alto Apennino Sud-Ovest di Parma sulla via che va a Spezia.
78.Castello dell'alto Apennino Sud-Ovest di Parma sulla via che va a Spezia.
79.Cioè sulla destra dell'Enza.
79.Cioè sulla destra dell'Enza.
80.A Nord-Nord-Ovest di Parma presso la foce del Taro in Po.
80.A Nord-Nord-Ovest di Parma presso la foce del Taro in Po.
81.Sul Po ad Oriente della foce del Taro.
81.Sul Po ad Oriente della foce del Taro.
82.Sul Po a pieno Nord di Guastalla.
82.Sul Po a pieno Nord di Guastalla.
83.Sulla sinistra del Taro a monte dell'Emilia circa dodici chilometri da Parma.
83.Sulla sinistra del Taro a monte dell'Emilia circa dodici chilometri da Parma.
84.Sulla sinistra del Taro a pochi chilometri Ovest di Noceto.
84.Sulla sinistra del Taro a pochi chilometri Ovest di Noceto.
85.Alla sinistra del Taro, a Sud-Ovest di Parma a monte dell'Emilia, e a 20 circa chilometri da Parma.
85.Alla sinistra del Taro, a Sud-Ovest di Parma a monte dell'Emilia, e a 20 circa chilometri da Parma.
86.A pieno Nord di Cremona sulla sinistra dell'Oglio, e sulla strada Crema Brescia.
86.A pieno Nord di Cremona sulla sinistra dell'Oglio, e sulla strada Crema Brescia.
87.Tra il Lamone e il Senio ed Ovest e non lungi da Ravenna.
87.Tra il Lamone e il Senio ed Ovest e non lungi da Ravenna.
88.Nell'agro di Forlì.
88.Nell'agro di Forlì.
89.Alla sinistra del Taro poco più che due chilometri al disotto dell'Emilia.
89.Alla sinistra del Taro poco più che due chilometri al disotto dell'Emilia.
90.Nella parte orientale della città, circa sull'area dell'attuale collegio Maria Luigia.
90.Nella parte orientale della città, circa sull'area dell'attuale collegio Maria Luigia.
91.Due miglia al Nord di Bassano sul Brenta. È questo il castello, d'onde ha tratto nome e origine di potenza la famiglia di Ezzelino.
91.Due miglia al Nord di Bassano sul Brenta. È questo il castello, d'onde ha tratto nome e origine di potenza la famiglia di Ezzelino.
92.Piazza S. Giorgio trovasi a pieno Nord di Verona, sulla sinistra dell'Adige; e, sul murello di cinta del convento di S Giorgio, leggesi anche oggi su pietra la seguente iscrizione:Ezzelino III da Romanosospettandoli a parte Guelfa legatiFece trucidare undicimila PadovaniInermi e prigioni1256.
92.Piazza S. Giorgio trovasi a pieno Nord di Verona, sulla sinistra dell'Adige; e, sul murello di cinta del convento di S Giorgio, leggesi anche oggi su pietra la seguente iscrizione:
Ezzelino III da Romanosospettandoli a parte Guelfa legatiFece trucidare undicimila PadovaniInermi e prigioni1256.
93.A Nord di Parma sulla sinistra del Po.
93.A Nord di Parma sulla sinistra del Po.
94.Ora detto ponte di Caprazucca, allora di Donna Egidia, perchè Egidia da Palù lo fece costruire a proprie spese.
94.Ora detto ponte di Caprazucca, allora di Donna Egidia, perchè Egidia da Palù lo fece costruire a proprie spese.
95.Quel Biduzzano corrisponde al luogo, ove ora la Baganza mette foce nel torrente Parma, quasi sotto le attuali mura di cinta della città di Parma. Ora non sussiste più un luogo col nome di Biduzzano. Molti cambiamenti deve avere avuto quel punto d'incontro delle acque dei due torrenti, e quindi n'è scomparso sino il nome.
95.Quel Biduzzano corrisponde al luogo, ove ora la Baganza mette foce nel torrente Parma, quasi sotto le attuali mura di cinta della città di Parma. Ora non sussiste più un luogo col nome di Biduzzano. Molti cambiamenti deve avere avuto quel punto d'incontro delle acque dei due torrenti, e quindi n'è scomparso sino il nome.
96.A Cremona tra le attuali Porta Romana e Porta Po era aperta un'altra Porta, detta Porta Mosa, e subito fuori di quest'ultima vi era uno spianato o una piazza che prendeva nome dalla porta che vi metteva. Su quello spiazzo o campo erano le forche. Ora di Porta Mosa, per ricostruzione delle mura avvenuta sulla fine del secolo passato, non resta più traccia; ma in città la strada, che conduceva alla porta soppressa, ritiene ancora il nome di Via a Porta Mosa; ed era, su quell'antico campo, o spiazzo, vi è il tiro a segno.
96.A Cremona tra le attuali Porta Romana e Porta Po era aperta un'altra Porta, detta Porta Mosa, e subito fuori di quest'ultima vi era uno spianato o una piazza che prendeva nome dalla porta che vi metteva. Su quello spiazzo o campo erano le forche. Ora di Porta Mosa, per ricostruzione delle mura avvenuta sulla fine del secolo passato, non resta più traccia; ma in città la strada, che conduceva alla porta soppressa, ritiene ancora il nome di Via a Porta Mosa; ed era, su quell'antico campo, o spiazzo, vi è il tiro a segno.
97.Ad Ovest-Ovest-Nord di Parma a valle dell'Emilia, 18 chilometri distante da Parma. Ha un magnifico castello, in cui si reca a villeggiare la famiglia de' Conti Sanvitali, a cui appartiene.
97.Ad Ovest-Ovest-Nord di Parma a valle dell'Emilia, 18 chilometri distante da Parma. Ha un magnifico castello, in cui si reca a villeggiare la famiglia de' Conti Sanvitali, a cui appartiene.
98.Partì da Lione per la Francia. Vuol dire pel regno di Francia quale aia allora politicamente costituito, di cui Lione non faceva parte, ed era uno stato a sè, retto dagli Arcivescovi pro tempore di Lione stessa.
98.Partì da Lione per la Francia. Vuol dire pel regno di Francia quale aia allora politicamente costituito, di cui Lione non faceva parte, ed era uno stato a sè, retto dagli Arcivescovi pro tempore di Lione stessa.
99.Salimbene chiama Planum Carpi il paese nativo dell'illustre viaggiatore fra Giovanni. Nell'Umbria in seguito lo dissero Pian di Carpine. Ora è valle di Magione; e Magione siede presso il Trasimeno sulla ferrovia a 21 chilometri da Perugia, alla cui Provincia e circondario appartiene.
99.Salimbene chiama Planum Carpi il paese nativo dell'illustre viaggiatore fra Giovanni. Nell'Umbria in seguito lo dissero Pian di Carpine. Ora è valle di Magione; e Magione siede presso il Trasimeno sulla ferrovia a 21 chilometri da Perugia, alla cui Provincia e circondario appartiene.
100.Figlio e successore del famoso Gengis-Kan.
100.Figlio e successore del famoso Gengis-Kan.
101.Questa torre, detta egregia in una cronaca Ravennate, sorgerà in quell'area che si stende dalla strada del Corso a porta Alberoni, e, restaurata da Federico II nel 1240, fu atterrata secondo il Riccobaldi, nel 1295.
101.Questa torre, detta egregia in una cronaca Ravennate, sorgerà in quell'area che si stende dalla strada del Corso a porta Alberoni, e, restaurata da Federico II nel 1240, fu atterrata secondo il Riccobaldi, nel 1295.
102.Detta in cielo d'oro perchè il soffitto era ornato di stucchi dorati.
102.Detta in cielo d'oro perchè il soffitto era ornato di stucchi dorati.
103.A quattro chilometri circa da Ravenna C. G. Cesare cavò a mani un porto per stanza di una flotta romana, e sul lido di fronte costruì uncastrum stativumun accampamento stabile per alloggio di una legione in servizio della flotta. Trasportato il centro dell'Impero romano a Costantinopoli, fu ritirata flotta e la legione; restò l'accampamento, che era già fornito di non pochi edifizii, e il popolo di Ravenna lo invase, e mutò in una città, che sorse non inferiore a Ravenna, e, daclassisflotta, prese il nome di Chiassi. Distrutta poi, rimase il nome stesso al luogo e al circondario dove era stata.
103.A quattro chilometri circa da Ravenna C. G. Cesare cavò a mani un porto per stanza di una flotta romana, e sul lido di fronte costruì uncastrum stativumun accampamento stabile per alloggio di una legione in servizio della flotta. Trasportato il centro dell'Impero romano a Costantinopoli, fu ritirata flotta e la legione; restò l'accampamento, che era già fornito di non pochi edifizii, e il popolo di Ravenna lo invase, e mutò in una città, che sorse non inferiore a Ravenna, e, daclassisflotta, prese il nome di Chiassi. Distrutta poi, rimase il nome stesso al luogo e al circondario dove era stata.
104.Al Nord-Nord-Ovest di Parma sulla destra del Po; però ve ne ha un'altra di rimpetto a questa sulla sinistra.
104.Al Nord-Nord-Ovest di Parma sulla destra del Po; però ve ne ha un'altra di rimpetto a questa sulla sinistra.
105.Città e Cantone della Svizzera tedesca: La celebre Abbazia fu fondata nel 700.
105.Città e Cantone della Svizzera tedesca: La celebre Abbazia fu fondata nel 700.
106.Montecassino, a' cui piedi è S. Germano, che, sulla ferrovia Roma Napoli, dista da questa città 111 chilometri. La magnifica Abbazia, che è sull'altura, fu fondata nel 529.
106.Montecassino, a' cui piedi è S. Germano, che, sulla ferrovia Roma Napoli, dista da questa città 111 chilometri. La magnifica Abbazia, che è sull'altura, fu fondata nel 529.
107.Il Yonne.
107.Il Yonne.
108.Beaune: Bella città del dipartimento Costa d'Oro, posta in fertilissima pianura, e ricca di celebri vigne.
108.Beaune: Bella città del dipartimento Costa d'Oro, posta in fertilissima pianura, e ricca di celebri vigne.
109.Vezellay; pochi chilometri distante da Auxerre.
109.Vezellay; pochi chilometri distante da Auxerre.
110.Jeres dista ora quattro chilometri dal mare di fronte alle isole omonime.
110.Jeres dista ora quattro chilometri dal mare di fronte alle isole omonime.
111.Digne: Capoluogo del dipartimento Basse Alpi, sul Bleone influente della Duranza.
111.Digne: Capoluogo del dipartimento Basse Alpi, sul Bleone influente della Duranza.
112.Bariols: Nel dipartimento del Varo, sulla Duranza, ad Ovest di Draguignan, che n'è il capoluogo.
112.Bariols: Nel dipartimento del Varo, sulla Duranza, ad Ovest di Draguignan, che n'è il capoluogo.
113.L'Abbate Gioachimo sativo di Celico, villaggio vicino e ad Est di Cosenza, fece professione monastica nel monastero di Coraci, villaggio vicino e al Sud di Cosenza. Era nato nel 1111. Comandato da Clemente III di continuare i commentarii sulla sacra scrittura, si ritirò col suo discepolo Rainiero in un luogo solitario detto Flora, sulla vetta d'un monte presso Cosenza, ove eresse un oratorio e qualche cella. Ivi si moltiplicò il numero de' suoi discepoli, e fondò un nuovo monastero, e una congregazione con Regola più austera di quella dei Cisterciensi, a cui egli apparteneva, e la chiamò Congregazione di Flora o Florense, e ne fu proclamato Abbate.
113.L'Abbate Gioachimo sativo di Celico, villaggio vicino e ad Est di Cosenza, fece professione monastica nel monastero di Coraci, villaggio vicino e al Sud di Cosenza. Era nato nel 1111. Comandato da Clemente III di continuare i commentarii sulla sacra scrittura, si ritirò col suo discepolo Rainiero in un luogo solitario detto Flora, sulla vetta d'un monte presso Cosenza, ove eresse un oratorio e qualche cella. Ivi si moltiplicò il numero de' suoi discepoli, e fondò un nuovo monastero, e una congregazione con Regola più austera di quella dei Cisterciensi, a cui egli apparteneva, e la chiamò Congregazione di Flora o Florense, e ne fu proclamato Abbate.
114.Vienna: Città sul Rodano, dipartimento dell'Isero.
114.Vienna: Città sul Rodano, dipartimento dell'Isero.
115.Sebbene di piccola statura: Vedine la ragione nei seguenti versi.
115.Sebbene di piccola statura: Vedine la ragione nei seguenti versi.
116.Marisco: Paese della diocesi di Bath in Inghilterra, sul canale di Bristol, Ovest di Londra. Bath è antica e cospicua città romana.
116.Marisco: Paese della diocesi di Bath in Inghilterra, sul canale di Bristol, Ovest di Londra. Bath è antica e cospicua città romana.
117.Lincoln: Città che possiede molti monumenti Sassoni e Normanni, posta su ripido colle a pieno Nord di Londra verso il mare del Nord, a 53 circa di latitudine.
117.Lincoln: Città che possiede molti monumenti Sassoni e Normanni, posta su ripido colle a pieno Nord di Londra verso il mare del Nord, a 53 circa di latitudine.
118.Tarascon: è sulla sinistra del basso Rodano, a circa 15 chilometri Nord di Arles.
118.Tarascon: è sulla sinistra del basso Rodano, a circa 15 chilometri Nord di Arles.
119.Beaucaire: sulla destra del basso Rodano unita con ponte a Tarascon.
119.Beaucaire: sulla destra del basso Rodano unita con ponte a Tarascon.
120.Antica città distrutta, che era alla foce della Magra, che si versa in mare subito fuori del golfo di Spezia all'Est.
120.Antica città distrutta, che era alla foce della Magra, che si versa in mare subito fuori del golfo di Spezia all'Est.
121.Provins. Alla destra della Senna Sud-Est e non lontano di Parigi.
121.Provins. Alla destra della Senna Sud-Est e non lontano di Parigi.
122.A 22 chilometri Ovest di Parma sull'Emilia.
122.A 22 chilometri Ovest di Parma sull'Emilia.
123.Sull'Yonne alla sinistra della Senna, sud di Parigi.
123.Sull'Yonne alla sinistra della Senna, sud di Parigi.
124.Al confluente del Yonne e del Vannes Sud-Est di Parigi.
124.Al confluente del Yonne e del Vannes Sud-Est di Parigi.
125.Ieres: Paese sulla sponda del Mediterraneo di fronte alle Isole omonime, dipartimento del Varo.
125.Ieres: Paese sulla sponda del Mediterraneo di fronte alle Isole omonime, dipartimento del Varo.
126.Merlino, secondo le cronache antiche, è il frutto misterioso di un incubo d'una religiosa, figlia d'un re di Scozia, nei monti della Caledonia. Sebbene la sua origine sia favolosa, pure non si può dubitare della sua esistenza, e pare si debba fissare al quarto secolo, e forse toccò anche il quinto. D'alto ingegno, di lunghe meditazioni, ricco di cognizioni, versatissimo nelle matematiche e nelle scienze naturali, era uomo di molto superiore al suo tempo; e quindi nessuna meraviglia che la leggenda tessutane in que' secoli d'ignoranza attribuisse ad ispirazione del cielo, ed a spirito di profezia, quanto era in lui effetto della scienza e della previdenza calcolata dall'uomo che medita. Ebbe la fiducia dei principi, che mi giovarono della sua prudenza e sagacia nelle loro imprese. Tra gli storici chi ne parla come d'un santo, e d'un profeta; chi come d'un mago e d'un incantatore. E, divenuto l'uomo leggendario nel secolo quinto, lo rimase sino alla fine del medio evo. Fu soggetto di molte tradizioni popolari nel ciclo del re Arturo e dei cavalieri dellaTavola Rotonda.
126.Merlino, secondo le cronache antiche, è il frutto misterioso di un incubo d'una religiosa, figlia d'un re di Scozia, nei monti della Caledonia. Sebbene la sua origine sia favolosa, pure non si può dubitare della sua esistenza, e pare si debba fissare al quarto secolo, e forse toccò anche il quinto. D'alto ingegno, di lunghe meditazioni, ricco di cognizioni, versatissimo nelle matematiche e nelle scienze naturali, era uomo di molto superiore al suo tempo; e quindi nessuna meraviglia che la leggenda tessutane in que' secoli d'ignoranza attribuisse ad ispirazione del cielo, ed a spirito di profezia, quanto era in lui effetto della scienza e della previdenza calcolata dall'uomo che medita. Ebbe la fiducia dei principi, che mi giovarono della sua prudenza e sagacia nelle loro imprese. Tra gli storici chi ne parla come d'un santo, e d'un profeta; chi come d'un mago e d'un incantatore. E, divenuto l'uomo leggendario nel secolo quinto, lo rimase sino alla fine del medio evo. Fu soggetto di molte tradizioni popolari nel ciclo del re Arturo e dei cavalieri dellaTavola Rotonda.
127.La cattedrale di Ravenna è detta Chiesa Orsiana, perchè S. Orso nel IV secolo la fondò, o almeno la fece restaurare ed ampliare.
127.La cattedrale di Ravenna è detta Chiesa Orsiana, perchè S. Orso nel IV secolo la fondò, o almeno la fece restaurare ed ampliare.
128.Polenta: Castello sui colli sud-ovest di Cesena.
128.Polenta: Castello sui colli sud-ovest di Cesena.
129.Erano a Firenze due vie, l'una nominata di Garbo dalla illustre famiglia omonima, l'altra di S. Martino, nelle quali avevano sede fabbriche di panni. In via di Garbo si confezionavano panni fini, nell'altra grossolani. Onde ebbe origine l'uso di chiamare panno di garbo il panno fino, e panno di S. Martino il grossolano. Dalle cose la frase passò alle persone, e si chiamarono di garbo le persone gentili e di fina educazione.
129.Erano a Firenze due vie, l'una nominata di Garbo dalla illustre famiglia omonima, l'altra di S. Martino, nelle quali avevano sede fabbriche di panni. In via di Garbo si confezionavano panni fini, nell'altra grossolani. Onde ebbe origine l'uso di chiamare panno di garbo il panno fino, e panno di S. Martino il grossolano. Dalle cose la frase passò alle persone, e si chiamarono di garbo le persone gentili e di fina educazione.
130.Seguendo la dottrina de' ternari, i Gioachimiti in tre ordini o stati dividevano gli uomini, i tempi, la sapienza, la vita. Abbracciava il primo tre stati, o tre ordini d'uomini: cioè quello dei coniugati, che aveva avuto luogo sotto il regno del Padre eterno, e sotto l'Antico Testamento; quello dei chierici, sotto il regno del figliuolo, e sotto la legge di grazia; e quello dei monaci, che perdurar doveva nel tempo della maggior grazia per via dello Spirito Santo. Il secondo ternario era quello della sapienza: cioè il Vecchio Testamento dato dal Padre; il Nuovo che è opera del figliuolo; e l'Evangelio eterno, che doveva venire dallo Spirito Santo. Il ternario de' tempi costituiva i tre regni summentovati: del Padre, o lo spirito della legge mosaica; del Figlio, o lo spirito di grazia; dello Spirito Santo, ossia la somma grazia, o la rivelazione della verità. Sotto il primo erano vissuti gli uomini secondo la carne; sotto il secondo tra la carne e lo spirito; sotto il terzo, sino al finire del mondo, vissuto avrebbero secondo lo Spirito puro. Nella quale ultima epoca dovevano, secondo loro, cessare i sacramenti, le figure, e quanti vi aveva simboli o segni sensibili, e mostrarsi nuda la verità.
130.Seguendo la dottrina de' ternari, i Gioachimiti in tre ordini o stati dividevano gli uomini, i tempi, la sapienza, la vita. Abbracciava il primo tre stati, o tre ordini d'uomini: cioè quello dei coniugati, che aveva avuto luogo sotto il regno del Padre eterno, e sotto l'Antico Testamento; quello dei chierici, sotto il regno del figliuolo, e sotto la legge di grazia; e quello dei monaci, che perdurar doveva nel tempo della maggior grazia per via dello Spirito Santo. Il secondo ternario era quello della sapienza: cioè il Vecchio Testamento dato dal Padre; il Nuovo che è opera del figliuolo; e l'Evangelio eterno, che doveva venire dallo Spirito Santo. Il ternario de' tempi costituiva i tre regni summentovati: del Padre, o lo spirito della legge mosaica; del Figlio, o lo spirito di grazia; dello Spirito Santo, ossia la somma grazia, o la rivelazione della verità. Sotto il primo erano vissuti gli uomini secondo la carne; sotto il secondo tra la carne e lo spirito; sotto il terzo, sino al finire del mondo, vissuto avrebbero secondo lo Spirito puro. Nella quale ultima epoca dovevano, secondo loro, cessare i sacramenti, le figure, e quanti vi aveva simboli o segni sensibili, e mostrarsi nuda la verità.
131.Villaggio sull'Emilia ad oriente di Parma e distante dalla città poco più d'un chilometro.
131.Villaggio sull'Emilia ad oriente di Parma e distante dalla città poco più d'un chilometro.
132.Greccio è sulla sinistra del Velino al di sotto di Rieti circa 12 chilometri.
132.Greccio è sulla sinistra del Velino al di sotto di Rieti circa 12 chilometri.
133.Montefeltro, ora Sasso Feltrio, tra il Conca ed il Marecchia a Sud e vicinissimo alla Repubblica di S. Marino, è un piccolo tratto di paese che diede nome ad un'illustre famiglia principesca, che ebbe signoria in Urbino, Pesaro, Sinigallia, Gubbio ed altre Terre vicine.
133.Montefeltro, ora Sasso Feltrio, tra il Conca ed il Marecchia a Sud e vicinissimo alla Repubblica di S. Marino, è un piccolo tratto di paese che diede nome ad un'illustre famiglia principesca, che ebbe signoria in Urbino, Pesaro, Sinigallia, Gubbio ed altre Terre vicine.
134.A pieno sud di Faenza, tra' colli.
134.A pieno sud di Faenza, tra' colli.
135.Circa 20 chilometri da Siena ad Ovest e a pochissima distanza della ferrovia Siena-Empoli.
135.Circa 20 chilometri da Siena ad Ovest e a pochissima distanza della ferrovia Siena-Empoli.
136.Dista 9 miglia sud-Est da Velletri. Cori è antica città dei Volsci, ha mura ciclopiche e avanzi considerevoli di templi antichi.
136.Dista 9 miglia sud-Est da Velletri. Cori è antica città dei Volsci, ha mura ciclopiche e avanzi considerevoli di templi antichi.
137.Pertuis: Sulla destra della Duranza, pieno Nord di Marsiglia.
137.Pertuis: Sulla destra della Duranza, pieno Nord di Marsiglia.
138.Montesarchio: Paese al Sud-Ovest e non lunge di Benevento.
138.Montesarchio: Paese al Sud-Ovest e non lunge di Benevento.
139.Paese al Sud del lago omonimo e a Ovest-Nord di Brescia.
139.Paese al Sud del lago omonimo e a Ovest-Nord di Brescia.
140.Bibbianello, ed ora per accorciamento Bianello, dista 11 miglia al Sud-Ovest di Reggio, sui colli. Non lunge da Bibbianello più d'un tiro di balestra e tutti in amenissima postura erano anche altri tre castelli, detti Montevecchio (poi Montevetro, Montevedro); Monteluncilo (poi Monte Lucio, Monteluzo); Montegiovanni (poi Montezano): Appartenevano tutti alla Contessa Matilde di Canossa. Ora restano pochi ruderi di tre; ma Bianello sorge ancora magnifica villeggiatura e proprietà del Professore Cavaliere Luigi Caggiati, che con molto spendio lo ha sottratto a ruina, e con molto buon gusto l'ha fornito di un ricco mobilio di stile antico.
140.Bibbianello, ed ora per accorciamento Bianello, dista 11 miglia al Sud-Ovest di Reggio, sui colli. Non lunge da Bibbianello più d'un tiro di balestra e tutti in amenissima postura erano anche altri tre castelli, detti Montevecchio (poi Montevetro, Montevedro); Monteluncilo (poi Monte Lucio, Monteluzo); Montegiovanni (poi Montezano): Appartenevano tutti alla Contessa Matilde di Canossa. Ora restano pochi ruderi di tre; ma Bianello sorge ancora magnifica villeggiatura e proprietà del Professore Cavaliere Luigi Caggiati, che con molto spendio lo ha sottratto a ruina, e con molto buon gusto l'ha fornito di un ricco mobilio di stile antico.
141.A Sud-Ovest di Reggio; e da Reggio dista cinque miglia.
141.A Sud-Ovest di Reggio; e da Reggio dista cinque miglia.
142.A venti chilometri Sud-Sud-Est da Parma sulla sinistra dell'Enza.
142.A venti chilometri Sud-Sud-Est da Parma sulla sinistra dell'Enza.
143.Tre castelli nel territorio reggiano portavano questo nome: uno, verso Bismantova; un altro, sul confine del mantovano; finalmente quello che è quì nominato, a tre miglia Sud di Reggio.
143.Tre castelli nel territorio reggiano portavano questo nome: uno, verso Bismantova; un altro, sul confine del mantovano; finalmente quello che è quì nominato, a tre miglia Sud di Reggio.
144.Due cavi si conoscono col nome di Scalopia: uno nel territorio di Brescello con direzione verso Guastalla; l'altro nel territorio di Reggio, che solca le ville di Cadelbosco, dell'Argine e il distretto di Castelnuovo di sotto fin presso Gualtieri, al Nord di Reggio con direzione al Pò. Questo si chiama la Parmesana, e di questo Cavo pare si debba intendere parlato dal Salimbene.
144.Due cavi si conoscono col nome di Scalopia: uno nel territorio di Brescello con direzione verso Guastalla; l'altro nel territorio di Reggio, che solca le ville di Cadelbosco, dell'Argine e il distretto di Castelnuovo di sotto fin presso Gualtieri, al Nord di Reggio con direzione al Pò. Questo si chiama la Parmesana, e di questo Cavo pare si debba intendere parlato dal Salimbene.
145.Alla foce del ramo orientale del Nilo.
145.Alla foce del ramo orientale del Nilo.
146.Embrun: Sulla Duranza, Dipartimento Alte Alpi, Nord-Est di Gap.
146.Embrun: Sulla Duranza, Dipartimento Alte Alpi, Nord-Est di Gap.
147.Espressione enfatica di Giobbe usata da questo Vescovo per indicare che piuttosto che fare il Vescovo avrebbe sopportato ogni sorta di fatiche e di dolori sin anche la morte.
147.Espressione enfatica di Giobbe usata da questo Vescovo per indicare che piuttosto che fare il Vescovo avrebbe sopportato ogni sorta di fatiche e di dolori sin anche la morte.
148.Pochi chilometri a monte dell'Emilia tra Cesena e Forlimpopoli.
148.Pochi chilometri a monte dell'Emilia tra Cesena e Forlimpopoli.
149.A pieno Nord e a circa 10 chilometri da Correggio.
149.A pieno Nord e a circa 10 chilometri da Correggio.
150.A sud-ovest di Reggio sopra l'Emilia a piè dell'Apennino.
150.A sud-ovest di Reggio sopra l'Emilia a piè dell'Apennino.
151.Poco distante da Reggio verso Modena.
151.Poco distante da Reggio verso Modena.
152.A 20 chilometri circa da Reggio a Nord, Nord-Est.
152.A 20 chilometri circa da Reggio a Nord, Nord-Est.
153.Sei chilometri distante da Reggio alla sinistra del torrente Crostolo.
153.Sei chilometri distante da Reggio alla sinistra del torrente Crostolo.
154.A Nord Nord-Est di Reggio stanno Novi, Rolo e S. Stefano, il quale pare fosse alla destra della Secchia nelle vicinanze della Mirandola.
154.A Nord Nord-Est di Reggio stanno Novi, Rolo e S. Stefano, il quale pare fosse alla destra della Secchia nelle vicinanze della Mirandola.
155.Dista 17 miglia al Sud di Padova a piedi de' colli Euganei.
155.Dista 17 miglia al Sud di Padova a piedi de' colli Euganei.
156.Questo palazzo fu poi riedificato dalla famiglia, e nel 1500, o poco dopo, fu comperato e atterrato per innalzare su tutta, o su parte dell'area, il bel tempio detto della Steccata.
156.Questo palazzo fu poi riedificato dalla famiglia, e nel 1500, o poco dopo, fu comperato e atterrato per innalzare su tutta, o su parte dell'area, il bel tempio detto della Steccata.
157.Di quella città nulla più resta che qualche rudere, e un tratto di cortina del castello imperiale, a cui è addossata una cascina della famiglia Romano.
157.Di quella città nulla più resta che qualche rudere, e un tratto di cortina del castello imperiale, a cui è addossata una cascina della famiglia Romano.
158.Cassio è sul fianco settentrionale dell'Apennino a mezzo circa della strada postale, che da Parma mette a Pontremoli.
158.Cassio è sul fianco settentrionale dell'Apennino a mezzo circa della strada postale, che da Parma mette a Pontremoli.
159.Molte e varie cose, tra vera e false, intorno a questa Costanza, tramandarono ai posteri i Cronisti a lei contemporanei, a seconda delle passioni di partito, ond'erano mossi. Tra l'altro fu scritto dal Cranzio, dal Villani e da altri, che quando l'Imperatrice Costanza era grossa di Federico II in Sicilia e in Puglia s'avea sospetto che per la sua grande età la potesse realmente essere; per la qual cosa quando venne a partorire, fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo, e mandò bando che, qual donna volesse, v'andasse a vederla, e molte v'andarono e videro, e quindi cessò il sospetto. Ma tutto questo è favola, e se non d'altronde, si desume dal fatto che Federico II è nato a Iesi. Salimbene dice che a trent'anni d'età i fratelli cercarono di collocarla a marito. Giovanni Villani e più altri narrano che si maritasse a cinquant'anni ed oltre. Ma gli uni e gli altri possono accordarsi; poichè può essere vero il racconto del Salimbene che a trent'anni la volessero maritare, ma che poi, non avendole allora trovato un partito conveniente, e pur volendola allontanare dalla Corte, per aver pace in famiglia, la collocassero in un convento, da cui uscisse quando si maritò a circa cinquant'anni d'età, e si effettuasse il matrimonio nell'età appunto, a cui lo riportano gli altri Cronisti. Di fatto tutti convengono nel raccontare che ha passato una parte de' suoi anni in un monastero di Palermo.
159.Molte e varie cose, tra vera e false, intorno a questa Costanza, tramandarono ai posteri i Cronisti a lei contemporanei, a seconda delle passioni di partito, ond'erano mossi. Tra l'altro fu scritto dal Cranzio, dal Villani e da altri, che quando l'Imperatrice Costanza era grossa di Federico II in Sicilia e in Puglia s'avea sospetto che per la sua grande età la potesse realmente essere; per la qual cosa quando venne a partorire, fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo, e mandò bando che, qual donna volesse, v'andasse a vederla, e molte v'andarono e videro, e quindi cessò il sospetto. Ma tutto questo è favola, e se non d'altronde, si desume dal fatto che Federico II è nato a Iesi. Salimbene dice che a trent'anni d'età i fratelli cercarono di collocarla a marito. Giovanni Villani e più altri narrano che si maritasse a cinquant'anni ed oltre. Ma gli uni e gli altri possono accordarsi; poichè può essere vero il racconto del Salimbene che a trent'anni la volessero maritare, ma che poi, non avendole allora trovato un partito conveniente, e pur volendola allontanare dalla Corte, per aver pace in famiglia, la collocassero in un convento, da cui uscisse quando si maritò a circa cinquant'anni d'età, e si effettuasse il matrimonio nell'età appunto, a cui lo riportano gli altri Cronisti. Di fatto tutti convengono nel raccontare che ha passato una parte de' suoi anni in un monastero di Palermo.
160.Questo tale, come si può ragionevolmente arguire da quel che segue, pare dovesse essere uno de' cagnotti di Alberigo, il quale sensibile ai dolori di tanto strazio, credette di potere col suo stratagemma far decampare Alberico da quell'ordine brutale, inducendogli nella mente il pensiero che fra quelle donne ve ne potessero essere alcune, che non avessero coi condannati quelle attinenze di parentela, che comunemente si credeva, e per cui se ne voleva dilaniare il cuore.
160.Questo tale, come si può ragionevolmente arguire da quel che segue, pare dovesse essere uno de' cagnotti di Alberigo, il quale sensibile ai dolori di tanto strazio, credette di potere col suo stratagemma far decampare Alberico da quell'ordine brutale, inducendogli nella mente il pensiero che fra quelle donne ve ne potessero essere alcune, che non avessero coi condannati quelle attinenze di parentela, che comunemente si credeva, e per cui se ne voleva dilaniare il cuore.
161.Il Sile è piccolo fiume che passa vicino a Treviso e si getta nell'Adriatico.
161.Il Sile è piccolo fiume che passa vicino a Treviso e si getta nell'Adriatico.
162.È alle scaturigini del torrente Senio nell'alto Apennino, pieno Sud di Imola. Conserva tuttora l'antico castello.
162.È alle scaturigini del torrente Senio nell'alto Apennino, pieno Sud di Imola. Conserva tuttora l'antico castello.
163.Due chiese sull'attuale Strada S. Francesco; la prima, soppressa da tempo, mostra tuttora un suo fianco in via detta Guasti di Santa Cecilia; la seconda, che era sin'ora conosciuta col nome di chiesa dei Cappuccini, perchè chiesa del loro convento, resta soppressa quest'anno, per conseguenza della legge sulle Corporazioni religiose.
163.Due chiese sull'attuale Strada S. Francesco; la prima, soppressa da tempo, mostra tuttora un suo fianco in via detta Guasti di Santa Cecilia; la seconda, che era sin'ora conosciuta col nome di chiesa dei Cappuccini, perchè chiesa del loro convento, resta soppressa quest'anno, per conseguenza della legge sulle Corporazioni religiose.
164.Animale del genere dello scoiattolo. Pare che del vaio siasi perduta la specie.
164.Animale del genere dello scoiattolo. Pare che del vaio siasi perduta la specie.
165.Canoli: A Nord-Est di Reggio, da cui dista circa 15 chilometri.
165.Canoli: A Nord-Est di Reggio, da cui dista circa 15 chilometri.
166.Rosa, o Rosola, castello alla destra del Panaro al Sud di Modena, d'onde dista circa trenta chilometri.
166.Rosa, o Rosola, castello alla destra del Panaro al Sud di Modena, d'onde dista circa trenta chilometri.
167.Circa 25 chilometri a Sud di Borgo S. Donnino presso le scaturigini dello Stirone.
167.Circa 25 chilometri a Sud di Borgo S. Donnino presso le scaturigini dello Stirone.
168.A Sud-Sud-Ovest di sopra l'Emilia.
168.A Sud-Sud-Ovest di sopra l'Emilia.
169.A pieno Ovest di Pavia, su di un crocicchio Lomello Pavia, Lomello Mortara, Lomello Valenza, Lomello Tortona.
169.A pieno Ovest di Pavia, su di un crocicchio Lomello Pavia, Lomello Mortara, Lomello Valenza, Lomello Tortona.
170.Nessuna delle ricerche storiche fatte, ha condotto a dare piena luce al presente periodo, la cui traduzione letterale sta scritta in corsivo. Forse a togliere l'apparente contraddizione gioverebbe supporre che quel Marchese Guglielmo di Monferrato sia un cadetto della famiglia de' Marchesi di Monferrato, signore di alcuni castelli, e l'altro, che è semplicemente indicato col titolo di Marchese di Monferrato, sia il capo della famiglia, il vero signore della Marca, o del Marchesato di questo nome; e supporre eziandio che il Pallavicino contro il capo della famiglia dei Marchesi di Monferrato armasse il cadetto Guglielmo, il quale poi mancasse alla fede data al Pallavicino. E in tal caso la traduzione dovrebbe dire nonil Marchese Guglielmo di Monferrato; ma Guglielmo de' Marchesi di Monferrato.
170.Nessuna delle ricerche storiche fatte, ha condotto a dare piena luce al presente periodo, la cui traduzione letterale sta scritta in corsivo. Forse a togliere l'apparente contraddizione gioverebbe supporre che quel Marchese Guglielmo di Monferrato sia un cadetto della famiglia de' Marchesi di Monferrato, signore di alcuni castelli, e l'altro, che è semplicemente indicato col titolo di Marchese di Monferrato, sia il capo della famiglia, il vero signore della Marca, o del Marchesato di questo nome; e supporre eziandio che il Pallavicino contro il capo della famiglia dei Marchesi di Monferrato armasse il cadetto Guglielmo, il quale poi mancasse alla fede data al Pallavicino. E in tal caso la traduzione dovrebbe dire nonil Marchese Guglielmo di Monferrato; ma Guglielmo de' Marchesi di Monferrato.
171.A 22 chilometri da Piacenza sulla Ferrovia Piacenza-Parma.
171.A 22 chilometri da Piacenza sulla Ferrovia Piacenza-Parma.
172.Landasio era alle scaturigini della Mozzola, che è un influente di sinistra del Taro nell'alto Apennino. Ora è scomparso il castello e anche il nome. Se non che i pastori di quelle vette chiamano ancora con tal nome un greppo roccioso, a cui d'opera d'uomo non resta altro segno che una cisterna.
172.Landasio era alle scaturigini della Mozzola, che è un influente di sinistra del Taro nell'alto Apennino. Ora è scomparso il castello e anche il nome. Se non che i pastori di quelle vette chiamano ancora con tal nome un greppo roccioso, a cui d'opera d'uomo non resta altro segno che una cisterna.
173.Ghisalecchio sull'alta Mozzola alla sinistra. Ne resta il nome ad una Villa, nella quale è una località detta anche oggi il Castello.
173.Ghisalecchio sull'alta Mozzola alla sinistra. Ne resta il nome ad una Villa, nella quale è una località detta anche oggi il Castello.
174.Circa 20 chilometri a monte dell'Emilia sulla sponda sinistra del Ceno, che è un influente di sinistra del Taro.
174.Circa 20 chilometri a monte dell'Emilia sulla sponda sinistra del Ceno, che è un influente di sinistra del Taro.
175.Circa 12 chilometri a monte dell'Emilia sulla sinistra del Taro.
175.Circa 12 chilometri a monte dell'Emilia sulla sinistra del Taro.
176.Miano e Costamezzana sono nei pressi di Medesano.
176.Miano e Costamezzana sono nei pressi di Medesano.
177.Sull'Oglio e sulla via Lodi-Crema-Brescia.
177.Sull'Oglio e sulla via Lodi-Crema-Brescia.
178.A 13 miglia Est di Ferrara alla sinistra del Po di Volano, ove era un antichissimo e ricchissimo monastero, detto di S. Maria di Comacchio.
178.A 13 miglia Est di Ferrara alla sinistra del Po di Volano, ove era un antichissimo e ricchissimo monastero, detto di S. Maria di Comacchio.
179.Sulla sinistra del Po di Trimaro a Nord-Ovest di Ravenna.
179.Sulla sinistra del Po di Trimaro a Nord-Ovest di Ravenna.
180.Resta incerto se frate Aldobrando sia di quel Foiano che è nel distretto di Campobasso nel Napoletano: o dell'altro che è in Val di Chiana ad Ovest Ovest-Nord del Lago di Perugia.
180.Resta incerto se frate Aldobrando sia di quel Foiano che è nel distretto di Campobasso nel Napoletano: o dell'altro che è in Val di Chiana ad Ovest Ovest-Nord del Lago di Perugia.
181.Di pochi chilometri sotto l'Emilia Ovest di Modena.
181.Di pochi chilometri sotto l'Emilia Ovest di Modena.
182.Di pochissimo sopra l'Emilia Ovest di Modena.
182.Di pochissimo sopra l'Emilia Ovest di Modena.
183.Sulla destra del Panaro un trenta chilometri a monte dell'Emilia.
183.Sulla destra del Panaro un trenta chilometri a monte dell'Emilia.
184.Sull'alto Appennino a sud di Modena tra le scaturigini del Leo e la Scoltenna o Panaro.
184.Sull'alto Appennino a sud di Modena tra le scaturigini del Leo e la Scoltenna o Panaro.
185.Villa posta sulla destra dell'Enza a tre chilometri circa al disotto dell'Emilia.
185.Villa posta sulla destra dell'Enza a tre chilometri circa al disotto dell'Emilia.
186.Per ispiegare l'asserto di Salimbene e di Matolino, e le conseguenze a cui arriva l'uno e l'altro, è necessario ammettere che nella casa di Marco di Michele vi fossero donne di facili condiscendenze.
186.Per ispiegare l'asserto di Salimbene e di Matolino, e le conseguenze a cui arriva l'uno e l'altro, è necessario ammettere che nella casa di Marco di Michele vi fossero donne di facili condiscendenze.
187.Sulla destra del Po di Primaro a Nord-Ovest di Ravenna.
187.Sulla destra del Po di Primaro a Nord-Ovest di Ravenna.
188.Sulla sinistra del Po di Primaro.
188.Sulla sinistra del Po di Primaro.
189.Sulla Duranza del Delfinato.
189.Sulla Duranza del Delfinato.
190.Dovara o Dovera è un cospicuo villaggio tra Lodi e Crema.
190.Dovara o Dovera è un cospicuo villaggio tra Lodi e Crema.
191.Sulla penisola che tra Lonato e Peschiera si stende nel lago di Garda.
191.Sulla penisola che tra Lonato e Peschiera si stende nel lago di Garda.
192.Sulla sinistra del fiume Ronco, otto miglia al sud di Forlì, tra monti.
192.Sulla sinistra del fiume Ronco, otto miglia al sud di Forlì, tra monti.
193.Sulla Strada che dal mare corre rasente la destra del Pescara per andare ad Aquila.
193.Sulla Strada che dal mare corre rasente la destra del Pescara per andare ad Aquila.
194.Circa 12 chilometri Nord-Est di Napoli sulla strada che va a Caserta.
194.Circa 12 chilometri Nord-Est di Napoli sulla strada che va a Caserta.
195.A pochi chilometri dall'adriatico sulla via che da Vasto conduce a Campobasso.
195.A pochi chilometri dall'adriatico sulla via che da Vasto conduce a Campobasso.
196.A ottanta chilometri da Napoli sulla ferrovia del mediterraneo.
196.A ottanta chilometri da Napoli sulla ferrovia del mediterraneo.
197.Federico II distrusse Fasanella per vendicarsi dei conti omonimi, e gli abitanti si ricoverarono a S. Angelo su un monte vicino che prese nome di Sant'Angelo a Fasanella a 32 miglia Nord Nord-Est di Salerno.
197.Federico II distrusse Fasanella per vendicarsi dei conti omonimi, e gli abitanti si ricoverarono a S. Angelo su un monte vicino che prese nome di Sant'Angelo a Fasanella a 32 miglia Nord Nord-Est di Salerno.
198.Sessa presso a Teano sulla Ferrovia Roma-Napoli a 67 chilometri da Napoli.
198.Sessa presso a Teano sulla Ferrovia Roma-Napoli a 67 chilometri da Napoli.
199.Per quante indagini, e lunghe, io abbia fatte, non ho potuto aver notizia di un personaggio storico di questo nome; il quale, dice il Prof. Luigi Pizzi, se vogliasi spiegare da una etimologia ebraica od araba, significherebbe ombra di morte, o morte di morte; significazioni non disadatte ad indicare i segni del vicino finimondo, a seconda delle opinioni prevalenti in que' tempi. Tale qualificazione e denominazione, potrebbe anch'essere che Giovachino se la fosse coniata di suo per indicare qualche personaggio, cui la prudenza consigliasse di non indicare col nome proprio.
199.Per quante indagini, e lunghe, io abbia fatte, non ho potuto aver notizia di un personaggio storico di questo nome; il quale, dice il Prof. Luigi Pizzi, se vogliasi spiegare da una etimologia ebraica od araba, significherebbe ombra di morte, o morte di morte; significazioni non disadatte ad indicare i segni del vicino finimondo, a seconda delle opinioni prevalenti in que' tempi. Tale qualificazione e denominazione, potrebbe anch'essere che Giovachino se la fosse coniata di suo per indicare qualche personaggio, cui la prudenza consigliasse di non indicare col nome proprio.
200.Sulla sinistra della Secchia a monte dell'Emilia, e più su circa 20 chilometri.
200.Sulla sinistra della Secchia a monte dell'Emilia, e più su circa 20 chilometri.
201.Di pochissimo al di sotto dell'Emilia a Nord di Castel S. Pietro che è sulla ferrovia Bologna Ancona.
201.Di pochissimo al di sotto dell'Emilia a Nord di Castel S. Pietro che è sulla ferrovia Bologna Ancona.
202.Alla destra e a poca distanza dall'Enza due chilom. a valle dell'Emilia.
202.Alla destra e a poca distanza dall'Enza due chilom. a valle dell'Emilia.
203.Alla sinistra del Mella, Sud di Brescia.
203.Alla sinistra del Mella, Sud di Brescia.
204.Il capo di tutti i Minoriti sparsi nel mondo era il Ministro Generale, o semplicemente il Generale. Ma l'amministrazione era divisa per provincia, e il capo di ciascuna Provincia era il Ministro Provinciale, o semplicemente Provinciale. Il capo poi di ciascun convento della Provincia si chiamava Guardiano. Ora ogni Provincia ambiva ed aveva interesse morale e materiale di avere qualche frate, che per ingegno e per dottrina le desse lustro; e perciò quando vi era un giovane che offrisse speranza di riescire eminente per lettere o per iscienza, lo mandavano alla celeberrima Università di Parigi per gli studi di perfezionamento. Per la Provincia della Sicilia fu dunque inviato frate Gerardino di Borgo S. Donnino.
204.Il capo di tutti i Minoriti sparsi nel mondo era il Ministro Generale, o semplicemente il Generale. Ma l'amministrazione era divisa per provincia, e il capo di ciascuna Provincia era il Ministro Provinciale, o semplicemente Provinciale. Il capo poi di ciascun convento della Provincia si chiamava Guardiano. Ora ogni Provincia ambiva ed aveva interesse morale e materiale di avere qualche frate, che per ingegno e per dottrina le desse lustro; e perciò quando vi era un giovane che offrisse speranza di riescire eminente per lettere o per iscienza, lo mandavano alla celeberrima Università di Parigi per gli studi di perfezionamento. Per la Provincia della Sicilia fu dunque inviato frate Gerardino di Borgo S. Donnino.
205.Sulla sinistra del Taro a due chilometri Nord della stazione di Castel Guelfo.
205.Sulla sinistra del Taro a due chilometri Nord della stazione di Castel Guelfo.
206.Sulla Secchia circa 20 chilometri a monte dell'Emilia.
206.Sulla Secchia circa 20 chilometri a monte dell'Emilia.
207.Intendi i Fiorentini ed i Lucchesi di parte Guelfa furono fieramente battuti dai Sanesi e da fuorusciti Fiorentini di parte Ghibellina. Ed i Guelfi furono traditi da Farinata degli Uberti e da Gherardo Ciccia dei Lamberti, Ghibellini; i quali col mezzo di due frati Minori proposero ai Rettori Guelfi di Firenze la consegna di una porta della città di Siena nelle loro mani, purchè mandassero un regalo di 10,000 fiorini d'oro, e andassero con un forte esercito a prenderne possesso. I Rettori di Firenze morsero all'amo dell'inganno; raccolsero i denari e l'esercito, ma la porta promessa non fu consegnata, anzi furono rovinosamente sbaragliati a Montaperti sull'Arbia; e Firenze ritornò a signoria Ghibellina. La strage fu grande, e la si può misurare, quantunque vi sia palese esagerazione, da ciò, che gli Annali di Pisa fanno ascendere a 10,000 i morti, e a 20,000 i prigionieri di guerra; e il Cronista Saba Malaspina dice di 15,000 prigionieri; Roncioni nello sue Storie Pisane nota 12,000 tra morti e prigionieri; fra Leonardo Aretino dà 30,000 morti, 4,000 prigioni; Bartolomeo Spina 10,000 morti, e 20,000 prigionieri. La battaglia fu combattuta il 4 settembre 1260 secondo Giovanni Villani; il 4 settembre 1261, secondo Rainieri Sardo nella sua Cronaca Pisana, inserta nell'Archivio storico, pag. 88 del Tomo 6º, parte 2ª, dispensa 1; Salimbene la assegna al 1259; ed è più attendibile che gli altri, poichè Salimbene era contemporaneo e già scrittore di cronache; gli altri sono tutti scrittori posteriori al tempo in cui il fatto avvenne.
207.Intendi i Fiorentini ed i Lucchesi di parte Guelfa furono fieramente battuti dai Sanesi e da fuorusciti Fiorentini di parte Ghibellina. Ed i Guelfi furono traditi da Farinata degli Uberti e da Gherardo Ciccia dei Lamberti, Ghibellini; i quali col mezzo di due frati Minori proposero ai Rettori Guelfi di Firenze la consegna di una porta della città di Siena nelle loro mani, purchè mandassero un regalo di 10,000 fiorini d'oro, e andassero con un forte esercito a prenderne possesso. I Rettori di Firenze morsero all'amo dell'inganno; raccolsero i denari e l'esercito, ma la porta promessa non fu consegnata, anzi furono rovinosamente sbaragliati a Montaperti sull'Arbia; e Firenze ritornò a signoria Ghibellina. La strage fu grande, e la si può misurare, quantunque vi sia palese esagerazione, da ciò, che gli Annali di Pisa fanno ascendere a 10,000 i morti, e a 20,000 i prigionieri di guerra; e il Cronista Saba Malaspina dice di 15,000 prigionieri; Roncioni nello sue Storie Pisane nota 12,000 tra morti e prigionieri; fra Leonardo Aretino dà 30,000 morti, 4,000 prigioni; Bartolomeo Spina 10,000 morti, e 20,000 prigionieri. La battaglia fu combattuta il 4 settembre 1260 secondo Giovanni Villani; il 4 settembre 1261, secondo Rainieri Sardo nella sua Cronaca Pisana, inserta nell'Archivio storico, pag. 88 del Tomo 6º, parte 2ª, dispensa 1; Salimbene la assegna al 1259; ed è più attendibile che gli altri, poichè Salimbene era contemporaneo e già scrittore di cronache; gli altri sono tutti scrittori posteriori al tempo in cui il fatto avvenne.
208.Venti chilometri a Sud Ovest di Modena sui colli.
208.Venti chilometri a Sud Ovest di Modena sui colli.
209.A sette miglia Sud da Modena sul Tiepido, e restano ancora avanzi del castello.
209.A sette miglia Sud da Modena sul Tiepido, e restano ancora avanzi del castello.
210.A dieci miglia Nord-Est di Reggio.
210.A dieci miglia Nord-Est di Reggio.
211.Sull'Oglio e sulla strada da Bergamo a Brescia.
211.Sull'Oglio e sulla strada da Bergamo a Brescia.
212.Sulla sinistra dell'Oglio poco distante alla punta Sud del lago di Iseo.
212.Sulla sinistra dell'Oglio poco distante alla punta Sud del lago di Iseo.