IL SEGRETOSpirò stanotte, senza dir parola.Chi su lei pianse la coprì di rosebianche, e i capelli in fronte le compose,poi la lasciò nel gran silenzio sola.Già intorno agli occhi e a le mascelle fortisi decompone il glacïal pallore.Odor d'ambra e di ceri: odor di fioresfatto—e la calma estatica dei morti.Ma la bocca che tace è però chiusasinistramente, un po' contratta, comepietrificata su un lamento, un nomecaro, un comando, una suprema accusa.Chi sa?... Volea la moribonda, forse,d'un pesante segreto finalmentepurificarsi l'anima, languenteda tanto tempo tra le ferree morsedel silenzio: volea per la sua paceultima, forse, chiedere perdono,o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....»..... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.Sta fra i neri capelli il sigillatovolto sì dolce un giorno, e par che dorma,e par che avvolga la marmorea formal'ombra del sogno che non fu svelato:sta la parola che non fu mai dettasulla bocca di spasimo e di pietra:dura, solenne, appassionata, tetra,tace in eterno, ed in eterno aspetta.[pg!141]
IL SEGRETOSpirò stanotte, senza dir parola.Chi su lei pianse la coprì di rosebianche, e i capelli in fronte le compose,poi la lasciò nel gran silenzio sola.Già intorno agli occhi e a le mascelle fortisi decompone il glacïal pallore.Odor d'ambra e di ceri: odor di fioresfatto—e la calma estatica dei morti.Ma la bocca che tace è però chiusasinistramente, un po' contratta, comepietrificata su un lamento, un nomecaro, un comando, una suprema accusa.Chi sa?... Volea la moribonda, forse,d'un pesante segreto finalmentepurificarsi l'anima, languenteda tanto tempo tra le ferree morsedel silenzio: volea per la sua paceultima, forse, chiedere perdono,o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....»..... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.Sta fra i neri capelli il sigillatovolto sì dolce un giorno, e par che dorma,e par che avvolga la marmorea formal'ombra del sogno che non fu svelato:sta la parola che non fu mai dettasulla bocca di spasimo e di pietra:dura, solenne, appassionata, tetra,tace in eterno, ed in eterno aspetta.[pg!141]
Spirò stanotte, senza dir parola.Chi su lei pianse la coprì di rosebianche, e i capelli in fronte le compose,poi la lasciò nel gran silenzio sola.Già intorno agli occhi e a le mascelle fortisi decompone il glacïal pallore.Odor d'ambra e di ceri: odor di fioresfatto—e la calma estatica dei morti.Ma la bocca che tace è però chiusasinistramente, un po' contratta, comepietrificata su un lamento, un nomecaro, un comando, una suprema accusa.Chi sa?... Volea la moribonda, forse,d'un pesante segreto finalmentepurificarsi l'anima, languenteda tanto tempo tra le ferree morsedel silenzio: volea per la sua paceultima, forse, chiedere perdono,o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....»..... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.Sta fra i neri capelli il sigillatovolto sì dolce un giorno, e par che dorma,e par che avvolga la marmorea formal'ombra del sogno che non fu svelato:sta la parola che non fu mai dettasulla bocca di spasimo e di pietra:dura, solenne, appassionata, tetra,tace in eterno, ed in eterno aspetta.
Spirò stanotte, senza dir parola.Chi su lei pianse la coprì di rosebianche, e i capelli in fronte le compose,poi la lasciò nel gran silenzio sola.Già intorno agli occhi e a le mascelle fortisi decompone il glacïal pallore.Odor d'ambra e di ceri: odor di fioresfatto—e la calma estatica dei morti.Ma la bocca che tace è però chiusasinistramente, un po' contratta, comepietrificata su un lamento, un nomecaro, un comando, una suprema accusa.Chi sa?... Volea la moribonda, forse,d'un pesante segreto finalmentepurificarsi l'anima, languenteda tanto tempo tra le ferree morsedel silenzio: volea per la sua paceultima, forse, chiedere perdono,o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....»..... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.Sta fra i neri capelli il sigillatovolto sì dolce un giorno, e par che dorma,e par che avvolga la marmorea formal'ombra del sogno che non fu svelato:sta la parola che non fu mai dettasulla bocca di spasimo e di pietra:dura, solenne, appassionata, tetra,tace in eterno, ed in eterno aspetta.
Spirò stanotte, senza dir parola.
Chi su lei pianse la coprì di rose
bianche, e i capelli in fronte le compose,
poi la lasciò nel gran silenzio sola.
Già intorno agli occhi e a le mascelle forti
si decompone il glacïal pallore.
Odor d'ambra e di ceri: odor di fiore
sfatto—e la calma estatica dei morti.
Ma la bocca che tace è però chiusa
sinistramente, un po' contratta, come
pietrificata su un lamento, un nome
caro, un comando, una suprema accusa.
Chi sa?... Volea la moribonda, forse,
d'un pesante segreto finalmente
purificarsi l'anima, languente
da tanto tempo tra le ferree morse
del silenzio: volea per la sua pace
ultima, forse, chiedere perdono,
o dir, chiudendo gli occhi: «Io ti perdono....».
.... Ma in cor per sempre il suo mister le giace.
Sta fra i neri capelli il sigillato
volto sì dolce un giorno, e par che dorma,
e par che avvolga la marmorea forma
l'ombra del sogno che non fu svelato:
sta la parola che non fu mai detta
sulla bocca di spasimo e di pietra:
dura, solenne, appassionata, tetra,
tace in eterno, ed in eterno aspetta.
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