NOTTE SANTA

NOTTE SANTAMadre, una notte di Natale io pensocon neve in terra e fulgor d'astri in cielo,e dentro il gemmeo fluttuante veloun aroma nostalgico d'incenso.Tu sfioreresti il suol col passo alatode' tuoi tempi più belli—allor che il gajocuore batteva al ritmo del telajo,e povertà ridea senza peccato.L'anima in petto io sentirei tremarequale a fior della neve il bucaneve;scendere a me vedrei, con volo lieve,bianche angelelle, nel candor lunare.Soavissima notte!...—Uno stupored'infanzia, un'innocenza di bambinoaddormentato.—Io non avrei vicinoal cuor che il soffio del tuo grande cuore.Narrerebbero intanto le campaneche nacque ancor fra i poveri Gesù.E noi s'andrebbe, io senza meta, tusenza ricordi, per le valli piane,salmodïando in pace—ed al fioriredei cieli, all'alba, in violette e in gigli,ritorneremmo tacite ai giaciglirupestri, per sognare e per morire.[pg!233]

NOTTE SANTAMadre, una notte di Natale io pensocon neve in terra e fulgor d'astri in cielo,e dentro il gemmeo fluttuante veloun aroma nostalgico d'incenso.Tu sfioreresti il suol col passo alatode' tuoi tempi più belli—allor che il gajocuore batteva al ritmo del telajo,e povertà ridea senza peccato.L'anima in petto io sentirei tremarequale a fior della neve il bucaneve;scendere a me vedrei, con volo lieve,bianche angelelle, nel candor lunare.Soavissima notte!...—Uno stupored'infanzia, un'innocenza di bambinoaddormentato.—Io non avrei vicinoal cuor che il soffio del tuo grande cuore.Narrerebbero intanto le campaneche nacque ancor fra i poveri Gesù.E noi s'andrebbe, io senza meta, tusenza ricordi, per le valli piane,salmodïando in pace—ed al fioriredei cieli, all'alba, in violette e in gigli,ritorneremmo tacite ai giaciglirupestri, per sognare e per morire.[pg!233]

Madre, una notte di Natale io pensocon neve in terra e fulgor d'astri in cielo,e dentro il gemmeo fluttuante veloun aroma nostalgico d'incenso.Tu sfioreresti il suol col passo alatode' tuoi tempi più belli—allor che il gajocuore batteva al ritmo del telajo,e povertà ridea senza peccato.L'anima in petto io sentirei tremarequale a fior della neve il bucaneve;scendere a me vedrei, con volo lieve,bianche angelelle, nel candor lunare.Soavissima notte!...—Uno stupored'infanzia, un'innocenza di bambinoaddormentato.—Io non avrei vicinoal cuor che il soffio del tuo grande cuore.Narrerebbero intanto le campaneche nacque ancor fra i poveri Gesù.E noi s'andrebbe, io senza meta, tusenza ricordi, per le valli piane,salmodïando in pace—ed al fioriredei cieli, all'alba, in violette e in gigli,ritorneremmo tacite ai giaciglirupestri, per sognare e per morire.

Madre, una notte di Natale io pensocon neve in terra e fulgor d'astri in cielo,e dentro il gemmeo fluttuante veloun aroma nostalgico d'incenso.Tu sfioreresti il suol col passo alatode' tuoi tempi più belli—allor che il gajocuore batteva al ritmo del telajo,e povertà ridea senza peccato.L'anima in petto io sentirei tremarequale a fior della neve il bucaneve;scendere a me vedrei, con volo lieve,bianche angelelle, nel candor lunare.Soavissima notte!...—Uno stupored'infanzia, un'innocenza di bambinoaddormentato.—Io non avrei vicinoal cuor che il soffio del tuo grande cuore.Narrerebbero intanto le campaneche nacque ancor fra i poveri Gesù.E noi s'andrebbe, io senza meta, tusenza ricordi, per le valli piane,salmodïando in pace—ed al fioriredei cieli, all'alba, in violette e in gigli,ritorneremmo tacite ai giaciglirupestri, per sognare e per morire.

Madre, una notte di Natale io penso

con neve in terra e fulgor d'astri in cielo,

e dentro il gemmeo fluttuante velo

un aroma nostalgico d'incenso.

Tu sfioreresti il suol col passo alato

de' tuoi tempi più belli—allor che il gajo

cuore batteva al ritmo del telajo,

e povertà ridea senza peccato.

L'anima in petto io sentirei tremare

quale a fior della neve il bucaneve;

scendere a me vedrei, con volo lieve,

bianche angelelle, nel candor lunare.

Soavissima notte!...—Uno stupore

d'infanzia, un'innocenza di bambino

addormentato.—Io non avrei vicino

al cuor che il soffio del tuo grande cuore.

Narrerebbero intanto le campane

che nacque ancor fra i poveri Gesù.

E noi s'andrebbe, io senza meta, tu

senza ricordi, per le valli piane,

salmodïando in pace—ed al fiorire

dei cieli, all'alba, in violette e in gigli,

ritorneremmo tacite ai giacigli

rupestri, per sognare e per morire.

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