DEI PONTI.
I ponti vogliono essere collocati, ove un bisogno visibile li domanda. I ponti sono inutili agli stagni, ai laghi, ed alle curvature, che fanno le acque dormenti, perchè costeggiando le ripe, si può pervenire all'opposta sponda; ed in simili posizioni producono cattivo effetto.
Il carattere della scena, alla quale conduce il ponte, o fra la quale si trova, deciderà del più o meno d'ornato, o di semplicità, che richiede. Un ponte di sasso architettato condurrà al tempio; uno di pietre rotte alle ruine.
Nei giardini d'Inghilterra, come ho detto altrove, veggonsi de' ponti superbi, stati ricavati taluni dal Palladio, che appena osò di porli in carta, come ideale progetto.
I ponti di muro hanno un aspetto pesante, e troppo comune; vogliono esser di sasso, oppure di legno. Soventi volte l'andata ad una grotta, o ad un eremo non domanda altra sorta di ponte, che alcune selci ordinarie, comodamente, e con sicurezza riposte.
Quelli di legno hanno un'apparenza più leggiera, e ridente; sono nello stesso tempo più suscettibili di una maggior varietà di forme, e danno più facilmente luogo ad una capricciosa costruzione.
Quando in un giardino necessitano più ponti, fa di mestieri prevenire l'uniformità dei loro aspetti, evitando di collocarli in linea retta, ed alla fila, e variandone la costruzione, e l'ornato. Per tal maniera i ponti, oggetti necessarj, ponno divenire mezzi d'abbellimento, e d'apparato. Accrescono la varietà, e concorrono a produrre belle perspettive. Esposti allo scoperto spargono intorno una certa vivacità; e cagionano miglior effetto quando appajano per metà nascosti ai fianchi d'un bosco; o quando in siti più alti, hanno per fondo la costa di un colle, o un oscuro bosco; o quando ancora si presentano attraverso tronchi d'alberi, che vi formino sopra de' fiocchi, e de' cesti. In vaghi distretti vi si collocheranno sopra delle stabili seggiole.