DELLA VAGHEZZA.
Che la bellezza campestre risulti dal colorito, o dal movimento, sarà sempre suo effetto costante di risvegliar piacere, tosto che agisca sopra l'immaginazione; ma negli oggetti, nella loro situazione, e legame risiedono ancora delle proprietà, che ci apportano soddisfazione, e che ci prevengono in loro favore, senza però rapirci; e queste proprietà costituiscono la vaghezza, talmente collegata colla bellezza, che difficil cosa riesce distinguere i tratti di famiglia, che la caratterizzano; affare più di sentimento, che di raziocinio, e particolarmente rimarcabile all'effetto.
La bellezza fa nascere in noi un piacer vivo, grande, e talvolta pure accompagnato da entusiasmo; e la vaghezza d'un oggetto produce una dolce emozione dell'anima, una tranquilla inclinazione, una pacifica e durevole compiacenza a contemplarlo. Le sue impressioni sono più deboli, ma soavi; non fortifica lo spirito come un alimento sugoso, ma lo rinfresca, come la rugiada rinfresca la rosa. La bellezza è imperiosa, la vaghezza è insinuante. La vaghezza dunque si fonderà sovra una specie digiusta economìa, e di moderazione: moderazione ne' lumi, e nel colorito, moderazione nelle mosse. La vaghezza nasce dall'impasto, dallo sfumato, dalle velature, e dalla parsimonia. L'arco baleno è bello, quando i suoi colori brillano con tutto il loro splendore; egli è vago, quando insensibilmente si perdono. I raggi liberi e risplendenti del sol nascente son belli, e divengono vaghi, allorchè penetrano per il verde fogliame, che gl'intercetti. Una gran caduta d'acqua è bella; la sorgente, che mormora, è vaga.
In generale, noi vediamo rare volte la natura comporre tutto un quadro d'oggetti, che non abbiano che la vaghezza, ma piuttosto la vediamo mischiare questi vaghi oggetti ad altri, che hanno della grandezza, della varietà, e della bellezza. Non trascura il vago, perchè produce il suo effetto, ma non l'impiega unicamente; lo associa ad oggetti di maggior energìa, affine di produrre con questa mischia un'impressione più variata, e soddisfacente. Colla scorta di tal istruzione l'artista giardiniere cercherà pure nella natura gli oggetti aggradevoli, e vaghi per abbellire il suo recinto, ma considererà questi oggetti come parti parziali, ed aggiunte.