DEL CONTRASTO.
Il contrasto, specie di cambiamento, che risulta dal confronto d'un oggetto con un altro dissimile, riesce un mezzo atto a produrre vive emozioni. Se ne serve d'esso la natura ne' suoi più superbi paesetti, e gli abili pittori, ed i sommi poeti l'hanno imitata con successo ne' loro quadri, e nelle loro descrizioni. Per rapporto ai contrasti, convien fare attenzione alle seguenti osservazioni:
1.º Propriamente parlandosi, non è che nelle grandi estensioni di paese, e non in un piccol sito campestre rinchiuso, che la natura c'incanta pelcontrasto degli oggetti. Il giardino, in cui se ne vorran praticare, sarà esteso assai, e bisognerà di più che la natura l'abbia di già preparato a tal uopo, o per lo meno che comodamente vi si possano fare le necessarie disposizioni. Cercare a produr de' contrasti in un picciol sito, sarebbe sopraccaricarlo, e per conseguenza imbarazzarlo, e renderlo insignificante.
2.º Non conviene crucciarsi per praticar de' contrasti nel giardino, nè praticarne dappertutto. Osservando la natura, si scorge ch'ella si abbandona ad una specie di sentita negligenza, quando mette gli oggetti in contrasto; e dessa non si tormenta a porre dovunque ineguaglianze, ed opposizioni marcate; ma piuttosto fa succedere un seguito di consimili combinazioni.
3.º Il contrasto può aver luogo fra oggetti di natura, e di specie differenti, oppure fra oggetti della stessa natura, ma solo dissimili per le loro proprietà. Il primo di questi contrasti produce maggior effetto, ma bisogna impiegarlo con molta precauzione in un giardino, perchè l'artista giardiniere può facilmente essere indotto a presentare oggetti, che non si accordino punto col totale, o ben anche frastornino, ed intorbidino l'impressione principale. Tal sorta di contrasto regna particolarmente ne' paesetti,e può trovar luogo ne' vasti recinti. L'altra sorte di contrasto è più conveniente a' piccioli giardini, e cagiona un effetto più debole, ma più sicuro. Si cercherà di riunire abilmente queste due sorti di contrasto, per quanto lo potran permettere l'estensione, e la destinazione del giardino, che non devonsi mai perdere di vista.
Per soverchio amore al primo di questi contrasti si è caduto negli eccessi più stravaganti. Si è voluto imitare taluna di quelle scene di romanzo, che la natura crea talvolta per suo diporto, e si è dato nel ridicolo. Non è sorprendente cosa, che ne' giardini Chinesi siansì sforzati i contrasti colla sfrenata licenza del gusto orientale, ma è sorprendente, che Chambers approvi tale stravaganza, e che varj Inglesi l'abbiano seguita.
Sopratutto si sfuggirà qualunque scena di profondo terrore, le quali scene in realtà non sono fatte che per rilevare col loro contrasto l'effetto delle piacevoli, e non si accordano punto colla destinazione de' giardini, sia che si pratichino per semplice fantasìa, sia che ciò si faccia per l'amore della novità, e del contrasto.
Finalmente in proposito di natura, come di belle arti, che l'imitano, il contrapposto è una bizzarrìa, e la più gran parte de' sognati contrasti non riescono,e ripugnano alle leggi della verità, e della delicatezza, ciò che disturba, e toglie l'unisono, e pieno effetto dell'azion principale.
Sarà molto esperto quel giardiniere, che riuscirà a produrre felici contrasti, senzachè si avvegga dell'artificio, che accozza con apparente accidentalità i contrapposti più forti.