GIARDINI ANNESSI AI CIMITERJ.
I cimiterj sono que' luoghi, che per loro stessi, ricordando all'uomo il più luttuoso di tutt'i momenti, abbisogna che nel loro aspetto diminuiscano il ribrezzo, che viene causato dall'idea della dissoluzione, ornandoli con maestosa semplicità di tutti quegli oggetti, che possono sussidiare l'immaginazione colle idee del riposo, e della riproduzione.
Le piante, che hanno il verde perenne, come i pini, i cipressi, i tassi, ed i lauri, sembrano essereesclusivamente volute per ornare questi ricinti, sia per l'idea funerea, che la consuetudine vi ha applicata, sia perchè mostrando queste piante di avere una vitalità permanente, che non riceve insulto dal verno, consolano l'umana ambizione, che tanto spesso ama di pascersi di felici illusioni.
Presso gli antichi Romani il cipresso era consacrato alle tombe, ed era l'emblema della morte, come la rosa quello del piacere. Questi alberi circondavano i loro tumuli, che non nascondevano in angoli remoti, ed oscuri, ma che collocavano in siti scoperti, e vistosi, e lungo le pubbliche vie.
Gli alberi piantati ne' cimiterj non solamente servono ad indicare i siti, ove giacciono amate spoglie, ma ancora a purificare l'aria; poichè le piante diminuiscono le cattive esalazioni, o almeno le rendono men perniciose. Gli alberi servono ancora ad arrestare lo stanco passeggiero là dove tanti monumenti atti a commuoverlo gli richiamano in mente interessanti rimembranze, e gli destano utili riflessioni.
Vi sono de' grossi borghi, e delle piccole città in Inghilterra, dove precisamente i campi santi offrono il solo passeggio pubblico alla popolazione; ma per quanti ornamenti, e quanta delizia vi sia sparsa, non è mai possibile di allontanare totalmente da quelli l'idea della tristezza, e del dolore.
Devono i cimiterj accogliere ne' loro ricinti senza ributtare per un aspetto eccessivamente tetro, non devono invitare con troppo lusso di ornati, e di amenità.
Li frequenta ora il pensatore malinconico, ora le madri piangenti, ora la vedova sposa, e l'orfano figlio, e sentono mitigare per la semplicità degli abbellimenti di quel ricinto il dolore, che vengono ad esalare sulle tombe de' congiunti, e degli amici.
Lodevole è quella legislazione, la quale avendo in cura gli oggetti sovraccennati, ha tenuto di mira di allontanare questi luoghi dall'abitato per procurare la maggiore salubrità dell'aria, e non serbare sott'occhio con troppa frequenza gli oggetti di commiserazione, e di dolore agli abitanti[30]. Più lodevoleancora sarebbe se si adottasse la pia e più salubre costumanza di serbare soltanto colla memoria e il nome degli estinti le ceneri, in luogo di custodirne le ossa. Più semplici in questo modo, e meno dispendiosi riescirebbero i monumenti di tutti coloro, che hanno un dritto affidato alla riconoscenza dei posteri, e all'amor della patria. Fede ne facciano i colombari Romani, che ne' vasi cinerarj ci hanno serbate le memorie di tanti illustri cittadini colle ceneri unite alle sepolcrali inscrizioni in piccoli spazj appunto, o nicchie, come i colombi sogliono praticare per riporre i loro nidi. Almeno tal costumanza potrebbe aver luogo fra i cittadini agiati, li di cui cinerarei sarebbero riposti ne' rispettivi poderi, come si costumava presso la più grande nazione del mondo. Frequenti e necessarie distinzioni convenendo alla diversità delle persone, d'uopo è, che introducasi nel ricinto una simmetrìa, che offra la collocazionedei tumuli più o meno eminente secondo i rispettivi ranghi. La più esatta eguaglianza morale, e politica diviene ineguaglianza di fatto; e per conseguenza il sarcofago, che eterna la memoria del liberatore della patria, e del sommo legislatore, sarà più eminente, e più ornato dell'urna d'un cittadino privato. I padri additeranno ai figli la storia delle gesta degli avi, e lodevole invidia, e grata rimembranza faranno emulare la celebrità dei predecessori.
Abbiano i cimiterj un sito esposto ai venti, che purificano l'aria; il paese all'intorno sia solitario, serio, e tranquillo. Felice chi potendo edificare questi ricinti in luogo, ove scorrano acque, saprà trarne il convenevole partito, e introdurrà dei ruscelli lustrali, che lambendo l'erba, e il piede delle piante possano contribuire col grato loro rumore ad interrompere il silenzio del luogo. I giardini annessi ai cimiterj devono considerarsi fra la classe di quelli, in cui regna una dolce malinconìa.
Il locale non sarà chiuso, ma protetto da una bassa muraglia, o da un fosso. Al di dentro una lista di pioppi piramidali, o di cipressi ne circonscriveranno simmetricamente lo spazio. Frammezzo queste piante vi siano spiazzi, che rinchiudino edificj funebri, cappelle mortuarie, cenotafj, e mausolej distinti con saggie inscrizioni, e vere. L'areasia vacua, e serva alle sepolture comuni, nel cui centro sorga un tempietto d'eccellente stile. Il lato aperto in avanti sarà chiuso da cancellata[31].
Il totale deve rappresentare un quadro tristamente grande, e maestoso, che non avendo in se niente di ributtante, nè di terribile, smuova ciò non pertanto l'immaginazione, e porti nello stesso tempo nel cuore un'emozione piena di pietà, di tenerezza, e di dolce malinconìa.
Tutte le popolazioni hanno molto contribuito alla memoria dei loro. I monumenti, che ci rimangono, ne fanno fede; e le memorie, che ci sono state tramandate dei riti sacri dell'antichità, ci attestano quanto rispetto s'avesse pei funerali, e pei sepolcri. Questo degenerò in superstizione esagerata, poi fatalmente è passato in moltissimi luoghi a una noncuranza colpevole. Possa risalire colla decorosa semplicità dei monumenti a conservarci le illustri memorie de' cittadini arricchiti delle virtù più eminenti, e nello stesso tempo non si vegga più profanato il municipio da' tristi oggetti di lutto.
Tav. XXXIII.Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto.
Tav. XXXIII.Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto.