GIARDINO D'INVERNO.

GIARDINO D'INVERNO.

Anche in mezzo alle nevi, e fra' ghiacci, gli accidentali fenomeni cagionati dal sole, e dalla luna al lor levarsi, ed al lor coricarsi, presentano sotto un aspetto più dolce, e più vago l'universal biancura, per cui il nostr'occhio è abbagliato, e la cui monotonìa lo stanca. E qual prodigio non è mai la formazione del ghiaccio? Ove l'acqua profonda ondeggiava, là giuoca imperterrita la gioventù del villaggio, ed il corsiero marcia fieramente su' fiotti incatenati. La caduta del fiume si sforza invano di sprigionarsi; le gocciole riunendosi cercano di pur colare, ma s'induriscono. La notturna brina infiora i vetri dell'abitazione, e vi abbozza paesetti, che contornano con tanto vezzo i raggi della nascente aurora. E qual sentimento di salute, e di robustezza rianima tutta la natura umana? È questo il tempo non solo delle faccende domestiche, ma dei gran travagli ancora alla campagna, ed al giardino, il tempo opportuno per operar movimenti, e trasporti di terra, ed è quello in gran parte della piantagione.

Abitando noi un paese, ove questa stagione ben a lungo, e ben di spesso vi esercita tutto il suo rigore, dobbiamo tanto più cercare a preservarci dai suoi incomodi, ed approfittare de' suoi piaceri.Noi siamo chiamati a crearci de' giardini d'inverno a dispetto pur anche de' capricci della natura. In un comodo e ben inteso giardino vernale si può gustare pur anche una parte de' piaceri delle belle stagioni ne' dì temperati, e sereni, che s'incontrano sovente ne' mesi più rigidi. Il verde allora porge agli occhi un incanto inesprimibile, ed i piacevoli momenti, che ci accorda il sole, riescono tanto più grati, quanto sono più brevi. Uno stormo d'uccelli, che svolazzino fra gli alberi sempre verdi, e che divertano col loro garrito, non apporta un'immagine perfetta di primavera; ma ciò sparge una certa giocondità sull'asprezza della stagione.

La destinazione d'un giardin vernereccio è limitata. Non vi si può cercare in là d'un piacevole ricovero contro l'inclemenza del tempo, e le necessarie comodità per respirare un po' d'aria, e per passeggiare. In tale sorta di giardino la necessità è imperiosa, e la regolarità stessa, da che riesce comoda, ha il diritto di reclamare la sua presenza. Il giardino d'inverno sarà vicino alla casa, e riparato dai venti rigorosi, soprattutto dai settentrionali. Si distenda verso il mezzodì, e s'apra al sole, e alle benefiche sue influenze. Il sito sia secco, ed aprico. I sentieri di sabbia saranno dappertutto al coperto del vento. Se lo spazio, e l'estensione del luogopermettono strade comode per l'equitazione, sarà ben fatto di praticarle, separate però dai sentieri. Il piacere del giardino d'inverno consiste particolarmente nelle diverse specie, e famiglie d'arbusti, e di piante, che si conservano sempre verdi, o che lo sono più a lungo delle altre; ed in ciò la natura ce ne fornisce un'ampia suppellettile. Di queste piante ed arbusti si potranno comporre gruppi, e boschetti vernali ammirabili, e produrre miscugli, e quadri di verdura del maggiore effetto. Non con gran cura si può conservar verde il tappeto erboso, e nel passeggio incontrare de' fiori, che la natura ha riserbati a questa stagione.

Un orto vicino, ove la coltura vien continuata duranti quasi tutt'i mesi, può altresì apportare divertimento. Sovra ogni cosa sembra convenire ad un giardino vernale una serra ben costrutta, nella quale si coltivino con cura le piante esotiche, che d'ordinario fioriscono in questa stagione, ed imbalsamano l'aria. Situata nel mezzo della piantagione, diventerà oggetto di sommo interesse per l'occhio; e allorchè sarà aperta a cert'ore, cagionerà molto piacere, e molta illusione. Vi si annetterà un'uccelliera per accrescere la delizia del luogo.

I portici, i vestiboli chiusi con invetriate, ponno cangiarsi in oggetti d'amenità. Anche in città sonoopportune le serre diverse, variamente congegnate; ed anche pensili a norma de' siti, e dell'esposizione, con fiori, con piante, con uccelli, e con acque. Altrove si conoscono già da molto tempo.

Del resto il giardino d'inverno può essere collocato, e disposto in guisa, che rimanga aggradevole nei mesi più belli, e formi una parte convenevole del totale.

Credo di non poter meglio terminare questi suggerimenti toccanti il giardino d'inverno, che riportando alcune osservazioni, egualmente delicate, che giudiziose, scritte a lord Kaims da un suo amico. «Noi non contiamo d'ordinario nella vita che sul bene, e raramente sul male. Noi portiamo questa inclinazione perfino ne' nostri giardini, dove non coltiviamo che i doni della bella stagione, e dove non prendiamo gusto che per le piante, che fioriscono col favore della rugiada, e de' cocenti raggi del sole. Noi sbandiamo dalla nostra idea il terribile inverno, durante il quale noi ci attristiamo doppiamente, per la mancanza delle influenze benefiche di quest'astro, e perchè hanno dato luogo al penetrante vento del nord, ed al freddo. In senso metaforico, ed in senso letterale si può chiamare saggio il giardiniere, che ci provvede d'un favorevole tetto contro le piaghe dell'inverno, e che coltiva le piantesuscettibili d'animare, e d'abbellire questa lugubre stagione. Quegli che non sa ritirarsi sotto il portico degli stoici, allorchè il giardino d'Epicuro ha cessato di fiorire, non è filosofo; quegli che vuol bandire i fiori, e i profumi della state per costantemente sedersi all'ombra de' cipressi, lo è di troppo.»


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