ROMANZESCO, E MAGICO.

ROMANZESCO, E MAGICO.

Il romanzesco, o il magico in fatto di paesetti, risulta dallo straordinario, e dal singolare, che domina nelle forme, nei contrasti, e nelle connessioni. Particolarmente s'incontra questo carattere nei cantoni disseminati di montagne, e di roccie, in rinchiusi deserti, ove non è pervenuta ancora la mano ardita dell'uomo. Oltre le forme, i forti contrasti, e gli strani e sorprendenti avvicinamenti generano il romanzesco. Quì l'immaginazione dovendosi occupare d'oggetti vicini, gli oggetti lontani rimangono intercetti; rare volte si stendono in avanti, ma più sovente s'innalzano dal basso in alto, o s'internano dall'alto in basso. Là ove il deserto aspro, ed oscuro s'accoppia all'ombrosa valle pacifica, smaltata di vaghifiori, o dove il torrente precipita le sue acque schiumose dall'alto d'una balza attraverso d'una vario-colorata macchia, che errano di poi placide, e lucenti fra le verdi foglie; dove le bianche creste d'una calva roccia aprono la volta d'una bella foresta... là comincia il carattere romanzesco.

La natura sembra piuttosto gettarlo alla ventura in un momento di felice capriccio, che terminarlo, e sfumarlo delicatamente. Sono colpi accessorj, arditi, singolari, che sfuggono dalle sue mani nella composizione de' quadri campestri.

Il romanzesco apporta sorpresa, ed una piacevole meraviglia, e fa rientrare in se stesso. La grandezza, e l'oscurità producono i cantoni solenni, gravi, sublimi, e maestosi. È fuor d'ogni dubbio, che la prima di queste proprietà riesce indispensabile alla determinazione di cotesto carattere; quanto alla seconda, essa aggiunge vigore all'impressione della grandezza, come lo provarono già i Greci, e li Druidi ne' sacri loro boschi di quercie. Il silenzio, che circonda un oggetto sublime, ne accresce la maestà. Uno strepito veemente, quello della tempesta sul mare, o di un furioso vento ne' boschi, o del fremito delle cateratte risveglia altresì sentimenti distinti, e concorre egualmente che il silenzio profondo ad esprimere il carattere, di cui si parla.

Le catene de' monti, le roccie soprattutto, allorchè sono spelate, ovvero rese oscure, e nere; gli alti boschi, ed i gruppi d'alberi slanciati; i rapidi torrenti, l'impetuose cadute, le lontananze al mare, i monti bianchi di neve, i vulcani, gli abissi.... l'oscurità delle foglie, le ombre forti, le tenebre della notte rischiarate da scarsa luce di luna, che attraversa un'annosa selva; una calma, una solitudine profonda all'intorno, che somministra all'anima la facoltà di porgersi all'impressione di tutti questi oggetti, e di abbandonarsi all'idee, ed alla meditazione, che cagionano; tutto ciò, più o men bene combinato, forma un cantone maestoso, e sublime. I suoi effetti sono la maraviglia, la compunzione, e l'elevazione della mente. Commovimenti di siffatta tempra, e sopra ogni cosa il sentimento così possente della grandezza, e dell'onnipotenza del Motore della natura, quanto mai piacciono ad uno spirito, che non ha peranche scordato di sentire la propria dignità!

I cantoni di tal carattere sono una rarità anche in natura, e non s'incontrano che d'intorno a' promontorj lungo le spiagge del mare, oppure sull'Alpi, ne' Pirenei, e fra le più esaltate sommità de' monti, infra antiche foreste, e ne' deserti, ove signoreggiano indomiti torrenti, ed incendiatori vulcani.

Noi vediamo come la natura genera cantoni di differenti caratteri, atti a produrre differenti impressioni. Cotesti naturali caratteri possono altresì essere rinforzati per diverse maniere dall'intelligente mano dell'uomo. È per tal guisa che un ridente cantone, fregiato d'una pastoral capanna, o d'una casa rustica; un melanconico da un solitario convento; un romanzesco da gottiche ruine; un maestoso da un tempio; tutti vi guadagnano prodigiosamente. Allora quando simili edificj, e monumenti sono congiunti a' cantoni, cui convengono di loro essenza, le fabbriche, e i cantoni si contraccambiano l'energìa loro; i loro caratteri ne divengono più marcati, e ne risulta un complesso d'idee, e d'immagini, che agiscono con forza determinata, e possente sull'animo nostro.

Il natural carattere d'un distinto cantone può ancora cangiarsi, e trasformarsi in un altro. Per esempio, un cantone malinconico può rendersi allegro. Aprite delle lontananze, rischiarate il bosco, date del pendìo all'acque, e fatele zampillare; diminuite le masse dell'ombra con molti chiari; intorbidate il silenzio del sito, soltanto col belamento di greggia, che pascoli nel vicinato... immediatamente la scena malinconica si trasformerà in un'allegra.

Si può puranche trasformare un cantone, chenon significhi gran cosa in un altro di carattere deciso. Scegliete uno spazio di terreno piano senza forma, senza bellezze, puranche sterile; cambiatelo in collinetta erbosa con cespugli, con gruppi di piante, e con piante isolate, e ne otterrete una parte di cantone allegro. Alcune volte scorgiamo ne' campi delle quercie rare, e difformi, incurvate dal tempo, e dalla tempesta, colle cime morte, che sparse in quà, in là presentano un tristo aspetto: figuriamoci al loro posto de' cesti d'arbuscelli di bella venuta, e verdeggianti; ed il campo prenderà un ridente aspetto.

A misura che lo spazio totale formerà un mescuglio di varj cantoni, guadagnerà a poter essere variato. Così un giardino composto di diversi cantoni d'un distinto carattere, risveglierà impressioni diverse; ma in tal caso la successione, ed il filo delle impressioni avranno una particolar influenza.

Primieramente convien esaminare qual effetto produca in particolare ciaschedun oggetto naturale, la sua situazione, e la sua disposizione. In seguito va fatta attenzione alle proporzioni, che hanno tra loro gli effetti degli oggetti isolati, al loro più o meno d'accordo, al limite, ove principia l'armonìa delle omogenee emozioni, e dove cominciano a divergere. Là dove nello stesso tempo si osservano oggetti, le cui forze sono diverse, là pure procede un'emozionecomposta. Si può perderla più facilmente, che una semplice; ma allorquando riuscirà, è immancabile un prodotto maggiore di sentimento.

L'artista giardiniere, che espone quadri di una forza considerabile, e diversa, deve industriarsi, come gli altri artisti, di rinvigorire le emozioni. Scegliendo i suoi oggetti, sarà dunque circonspetto a non impiegare, sia successivamente, sia tutto ad un tratto, che quelli, le cui impressioni non si distruggono vicendevolmente, e non si contraddiscono, ma che s'accordano, e felicemente si maritano.

Ciascun oggetto deve essere per se stesso tale, e diretto di maniera, che, malgrado la presenza, o la varietà degli altri, che si scorgono al tempo stesso, le impressioni di tutti seguano, per dir così, una linea non interrotta, e vadansi a riunire in un sol punto, e si avvalorino, e si rinforzino scambievolmente colle loro combinazioni. Se non si ha cura di raccogliere le differenti impressioni, e riunirle, e formarne un centro comune, un giardino non avrà mai la perfezione, che aver deve come opera di gusto diretta dal raziocinio, vale a dire l'unità, senza la quale qualsisia varietà stanca, e riesce infruttuosa. Le impressioni vogliono essere ragionate; vi si ricerca una condotta, ed un filo, come in un poema, e la più fina conoscenza del cuore umano. Ancora,di grazia, un'osservazione, che mi pare di conseguenza, onde meglio distinguere le differenti specie de' giardini, che si possono construire. Si può comporre un vasto giardino di varj cantoni, ma egualmente si può benissimo immaginare un bel giardino, che non consista, che in un sol cantone di un carattere, e di un effetto semplice, e determinato. Per tal maniera si possono aver giardini, che non sieno che allegri; altri, in cui regni una piacevole melanconìa; altri, che non sieno che romanzeschi, e finalmente altri puramente maestosi, secondo la variata disposizione del cantone, in cui si trovano, e dalla quale è dinotato il loro carattere.

Questa differenza riesce ancora più considerabile per l'uso, che si può fare dei giardini stessi. Un casino di campagna, dove si vuol godere de' primi mesi della bella stagione, richiede un giardino allegro; un avanzo di convento, un romitaggio, un tempio pare che si accordino meglio con un cantone dolcemente melanconico; un vecchio castello chiama un giardino romanzesco. Ciascheduno di questi giardini aver potrebbe un'estensione considerabile, senza perdere punto della semplicità del suo carattere; ben inteso però, che il cantone, da cui è formato, ritenga l'originaria sua indole.

Tav. X.Casino in posizione naturale, atta a ridursi a villa Inglese.

Tav. X.Casino in posizione naturale, atta a ridursi a villa Inglese.


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