SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE.Tav.I.Pag.3Frontispizio esprimente un baccanaletto.»II.»24Scoglio Chinese praticabile.»III.»34Piano generale di casa, e giardino Inglese.»IV.»46Pagliajo rotondo, ricavatodu détail des nouveaux jardins.»V.»75Veduta di Woobourn di P. Southcote.»VI.»82Collinetta nella villa Silva a Cinisello.»VII.»85Capanna boschereccia nella villa Cusani a Desio.»VIII.»88Veduta del laghetto nella villa di Monza.»IX.»98Veduta del ponte, del tempio di Venere, ec. ec. nel giardino del Cav. F. Dashwood a West Wycomb.»X.»108Casino in posizione naturale, atta a ridursi a villa Inglese.»XI.»124Veduta del giardino, e di parte del palazzo Belgiojoso in strada risara.»XII.»163Grotta nella villa Silva a Cinisello.»XIII.»170Carbonaja, che forma internamente biblioteca, con cammino.»XIV.»173Antro di Polifemo nella villa di Monza.»XV.»183Veduta del palazzo, e di una parte del giardino del Cav. Fr. Dashwood a West Wycomb.»XVI.»190Veduta del laghetto nella villa Cusani a Desio.»XVII.»201Caduta d'acqua nella villa di Monza.»XVIII.»206Tenda Greca nel giardino Belgiojoso.»XIX.»214Veduta di Wilton di Lord Pembroke.»XX.»233Grotta sforata, d'invenzione di M. Schuricht.»XXI.»249Seggio coperto, d'invenzione di Schuricht.»XXII.»255Piramide con sua cella, spaccato, e pianta, d'invenzione del cittadino la Gardette.»XXIII.»261Colombario, ossia cinerario della famiglia degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo spaccato, e pianta.»XXIV.»265Pagoda Chinese, suo spaccato, e pianta, d'invenzione de la Gardette.»XXV.»272Prospetto del palazzo di Scoonenbergh presso Brusselles, altrimenti chiamato la villa del Lake.»XXVI.»276Casino di caccia, d'invenzione di J. Canter.»XXVII.»281Tempietto a pergolato.»XXVIII.»285Prospetto della citroniera, e di parte del castello di Belgiojoso.»XXIX.»290Casa rustica nella villa Silva a Cinisello.»XXX.»302Modello di piantagione per gruppeggiare le piante.»XXXI.»308Veduta della casa, e di una parte del giardino, ricavata dal piano generale, tav. III, p. 34.»XXXII.»326Campo santo, d'invenzione de la Gardette.»XXXIII.»332Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto.»XXXIV.»337Latterìa di Hohenheim.»XXXV.»349Tempietto antico in rovina, consacrato al mattino.»XXXVI.»353Torre astronomica, d'invenzione di Weinling.NB.Le vedute ricavate da alcune ville de' contorni di Milano non hanno descrizione; si sono sparse nell'opera quasi alla ventura, e non si danno che per semplici saggi patrii.
NB.Le vedute ricavate da alcune ville de' contorni di Milano non hanno descrizione; si sono sparse nell'opera quasi alla ventura, e non si danno che per semplici saggi patrii.
NOTE:1.Fra le opere inglesi meritano d'essere specialmente consultate le seguenti: The rise, and progress of the present taste in planting-parks, pleasure-grounds, gardens etc. in a poetic epistle. 4.º 1767.Essay on design in gardening. 8.º 1768.An essay on the different natural situations of gardens. 4.º London 1774.Letters on the beauties of Hagley, Envill, and the Leasowes: with critical remarks and observations on the modern taste in gardening, by Joseph Heely. 8.º 2 vol. 1777.The English garden. London, 4.º 1772.2.Taluni si sono compiaciuti chiamar questi giardini Anglo-Chinesi, e farli derivare dall'imitazione di quelli della China, ma per capacitarsi, che ciò non può essere esattamente vero, basterà persuadersi che una nazione, qual è la Chinese, che non conosce le leggi della prospettiva, e quelle del chiaroscuro, non è possibile che si vanti d'avere giardini pittorici, in nessuna relazione altronde colle estere, e grandi nazioni, dalle quali poter copiare il lor bello, che ha una solida base, e che fa continui progressi. La fantasìa di Chambers ha dato luogo a questa precipitata credenza, stata di poi avvalorata dalla nazionale rivalità Francese. Ciò è applicabile alle altre nazioni dell'antichità, e singolarmente ai Romani, la cui parsimonia, e ferocia ne' tempi della repubblica non li hanno permessi, ed il soverchio lusso sotto gli Imperatori non li ha sofferti. La villa d'Adriano presso Tivoli, il più gran avanzo dell'antichità in questo genere, presenta una situazione infelice, ed accenna un ammasso di terme, di teatri, di naumachie, di canopi, e di circhi.3.Si può riguardare questa descrizione come la sorgente comune, dalla quale si sono ricavate tutte le altre, che si son fatte de' giardini Chinesi, comparse successivamente con più o meno d'addizioni, e di cambiamenti. Chambers ne parlò per la prima volta nella grandiosa sua opera degli edificj, mobili, abiti, macchine, e stoviglie, ec. ec. de' Chinesi, ove, occupandosi di simili oggetti, non si diffuse gran fatto sopra de' loro giardini. L'applauso, che riportò quest'opera, fu senza dubbio uno stimolo di più per impegnare l'autore a pubblicare un nuovo trattato, la sua dissertazione sui giardini Orientali, nella quale estese, e sviluppò il ristretto primiero suo piano, chiamando in suo soccorso il genio, ed il buon gusto, onde propagare un quadro attraente del paro per la sua bellezza, che per la sua variazione, e novità.In opposizione a questa descrizione si vedano le seguenti opere:Recherches philosophiques sur les Egyptiens et les Chinois, par M. P. Berlin 1773 8.ºNouveaux mémoires sur l'état présent de la Chine. Paris.Voyage d'Osbek à la Chine.4.In pittura fanno paesaggi, ne' quali non v'ha nè punto di vista, nè lontananze. Le linee fuggenti sono loro egualmente incognite, che i punti, ove bisogna ch'esse si riuniscano. Non hanno veruna nozione delle regole, cui sono invariabilmente sommessi gli effetti della luce, ed ignorano la pratica de' riposi, e delle grandi masse d'ombra, che si pongono sul davanti. Non sanno rompere, nè degradare i colori.5.Quale estensione di parco ciò suppone! Pure Chambers confessa nella sua prima relazione di non aver veduto alla China che de' piccolissimi giardini.6.Le leggi del dramma sono pur tanto analoghe a queste: guai se al primo atto l'uditore s'accorge della sviluppo della catastrofe! Anche i giardini hanno il loro intreccio, il loro principio, il loro mezzo, il loro fine, e a gradi a gradi è d'uopo pervenirci con molta sagacità.7.In Inghilterra segnano il confine di diversi parchi alcuni rari pali con cartello, sopra cui sta scritto di non inoltrarsi, perchè vi son nascoste delle disposte insidie.8.Quelli, che per curiosità, o per amore per la botanica vorranno formarsi una bella biblioteca in genere di fiori, dovranno conoscere, o procurarsi i seguenti libri.Arena (Filippo),la natura, e coltura dei fiori; Cosmopoli, 1771.Boym (Michele), gesuita,Flora Sinensis; Viennæ Austriæ, 1656, in fol.Bry (Gio. Teod.),Anthologia magna; Francof., 1626, e 1641, tom. 4.Besleri (Basilii),Hortus Eystettensis; Norimbergæ, 1613, 2 vol., in fol.Dillenii (Joan. Jac.), Hortus Elthamensis; Lond., 1732, fol. mag.Ferrarius,de Florum cultura; Amst., 1664, in 4º, con figure.Hortus Malabaricus; Amstel., 12 tom., in fol., con figure.Laurembergius (Petrus)de Plantis Bulbosis, et Tuberosis; Francof., 1654, in 4.º.Liger,le Jardinier Fleuriste; Paris 1705.Linnæ (Caroli),Hortus Cliffortianus; Amstelodami, 1737, in fol.Miller,Dictionnaire du jardinage.Munting (Abrah.),Phytographia curiosa; Amst., 1711, in fol.Passæus (Crisp.)Hortus floridus; Arnhemii, 1614, e a Utrecht, sotto il titolo diJardin de fleurs par Crespin de la Passe.Parkinson (Joan.),a choice garden of all sorts of rarest flowers; Lond., 1656.Pontederæ (Julii),Anthologia; Patavii, 1720, in 4.º cum fig.Recueil de plantes orientales, occidentales et autres, incise da Roberto Châtillon, e da Bosse.Rossi (Gio. Dom.),nuova raccolta di fiori cavati dal naturale; Roma, 1645.Sloane (Hen.),suo viaggio alla Giamaica, in Inglese; Lon., 1725 in fol.Swertius (Eman.),Florilegium; Amstel., 1647.Theatrum Floræ, ec.; Parigi, 1622, in fol.Traité de la culture des fleurs; Paris, 1658, in-12.9.Menzione quì può farsi degli alberi annosi mal convenienti nella scena ridente, e tanto raccomandati dalla natura nel luogo solitario, ove presieda il sacro orrore del bosco: quegli alberi di scorza rugosa, di tronco irregolare, ramosi fino talvolta alla radice, ricoperti di piante parasite, che rendono tanto bella e pittoresca la natura del tronco medesimo. Essi sono variati sulla superficie delle loro scorze nericcie dai licheni, che dall'aria, e dalle acque ricevono colori molto diversi, o rossicci, o biancastri, e più comunemente di un giallo dorato, che produce un caldo di tinte meraviglioso. Sono talvolta consimili monumenti venerandi della madre degli esseri coperti di folto musco, e non meno vago è il risultato di questa pianta su vecchi tronchi, come quello sempre commendabile, pittoresco, e leggiadro della tenace tortuosa famiglia delle edere multiformi. Rispettato in luoghi umidi sia ancora il fungo, che veste talvolta il piede di alcuni alberi nell'autunno, e produce vicino all'erba un ottimo effetto, sia per il contrapposto delle sue tinte gialle, o biancastre, sia per il liscio lucente della sua superficie vicino alle scabre rughe della pianta matrigna.10.I fiori, e le piante più rare si fanno venire dall'Olanda, o dall'Inghilterra. Dall'Olanda arrivano più sicure; dall'Inghilterra soggiacciono a maggiori pericoli: ma nel secondo paese ve n'ha una copia maggiore, e sono a minor prezzo. Colà si potrà dipendere dai mercanti botanici Gordon, Dermer, e Thomson, stabiliti presso Londra, de' quali è noto il lussurioso catalogo.11.La fontana di Brusselles del Mannekepisse è assai più ragionevole.12.Gli alberi furono i primi altari, ed i campi i primi tempj. Quelli di pietra, e di marmo nacquero col progresso dell'architettura. Per conservare l'antico rito si costumava piantarvi intorno de' boschi, e questi boschi erano riputati sacri. Ebbe principio in Egitto la costruzione dei tempj; di là fu portata presso gli Assirj, i Fenicj, ed i Sirj; passò quindi nella Grecia colle colonie, e dalla Grecia a Roma. Tale fu la marcia costante della religione, delle scienze, e delle belle arti.13.L'arte architettonica de' tempj era presso i Greci, e i Romani altrettanto diversificata, quanto resa al maggior grado di perfezione. Li dinotavano con i seguenti principali termini: tempio tetrastilo con quattro colonne di fronte; prostilo con colonne avanti; amfitrostilo con colonne avanti, e indietro; periptero a semplice galleria intorno; diptero a doppia; monoptero rotondo con cupola portata da colonne; hipetro colla parte interiore scoperta.14.Il rispetto, che si aveva pei tempj, corrispondeva alla loro bellezza. Erano sicuro asilo al debitore, e al colpevole; in essi non era lecito di tampoco sputare; e nelle pubbliche calamità le donne più gentili prosternate nel santuario vedeansi bagnare il suolo di lagrime, e scoparlo co' proprj capelli. Raramente il conquistatore osava di rapirne le ricchezze; poichè la politica, e la religione del pari contribuivano a rendere questi monumenti sacri, ed inviolabili.15.L'interiore di questi tempj era di una mirabile semplicità; tutto il lusso dell'architettura veniva impiegato al di fuori. Erano per la maggior parte circondati da colonnati, e preceduti da un vestibolo a diverse file di colonne, coronato da frontone, nel cui timpano erano espressi in basso rilievo de' combattimenti, e de' sacrificj. Le colonne posavano alla stessa altezza; non si collocavano giammai le une sopra le altre. I tempj de' riformati s'accostano più de' nostri alla purità, e allo stile de' Greci, e de' Romani. In Londra non esiste un sol tempio moderno immaginato come i nostri, che generalmente non sono che ossature gottiche con ornamenti romani.16.Le caverne sono grandi cavità ripiene di squallore, e di precipizj nelle viscere della terra. Esse si formano per lo divallamento delle roccie, o come si formano gli abissi, e le voragini, per lo scoppio de' vulcani, per l'azione dell'acque, de' vapori sotterranei, e de' terremoti. Queste non sono da introdursi ne' giardini.17.In nessun'altr'opera, quanto in quella delle grotte, il vecchio stile manierato ha fatta una maggior profusione di denaro, di spirito, e di non senso. Ridondavano di simmetrìa, di scale superbe, di colonnati, di statue, e di quadri. I cristalli, le conchiglie, i coralli erano sparsi dovunque; e dove la magnificenza era portata al suo colmo, si vedeva comparire il vero Nettuno composto di mille lucidi sassolini fra getti insidiosi d'acqua, che slanciavano il gambero maliziosetto, e la disinvolta tartaruga, e fra i portentosi suoni d'organi, e di pifferi, che formavano le acque.18.Per variar gli oggetti, invece degli ordinarj romitaggi, si possono introdurre altre specie d'edificj, e di dimore, dedicate alla malinconìa, e alla contemplazione. Possonsi consacrar queste fabbriche non soltanto ai romiti famosi, ma alla memoria ancora d'antichi filosofi, celebri coltivatori della solitudine. Nessuno più di Pitagora, tra i saggi dell'antichità, sembra aver meglio apprezzato i doni della vita campestre, e quella che consigliava a' suoi discepoli, era venerabile, e piena d'allettamento.19.Young nel suo giro nelle parti orientali d'Inghilterra ci riporta la descrizione dell'antica abbazìa di Roche, che si cerca di connettere col vicino parco di Sandbec. Con questa mira si travaglia a formare nel detto parco una nuova scena, il cui spazio consiste in una stretta valle tortuosa, e arborata, quale percorre serpeggiando un ruscello, che bisbiglia attraverso li massi distaccati da rocchi scoscesi, che circondano i fianchi della cavità. Nel mezzo della valle sorgono le rovine dell'abbazìa con grandiosi frammenti di muro, e con archi spaziosi, compiuti in parte, ed in parte spezzati. Tra gli avanzi de' muri, umili arbuscelli spiegano i rami fra le rovesciate colonne; le pareti son tapezzate d'ellere, che vi pendono in tai siti a guisa di festoni. Le tombe de' monaci, i monumenti de' benefattori posti in obblìo da lungo tempo, e le basi delle distrutte colonne sopravanzano l'erba. Infranti quà, e in là si veggono de' gottici capitelli, delle parti di membrature travagliate con molt'arte, e delle statue fracassate. Altri avanzi crepacciati, e in apparenza di crollare, occupano tuttavìa l'antico lor posto. Una rovinata scala, che conduceva sopra una torre, che il tempo ha distrutta, è rimasta in piedi ad una grande altezza, inaccessibile, e scoperta. Nulla v'ha di ben conservato, ma vi restan le traccie di tutto; e queste rovine non lasciano verun dubbio sulle proporzioni, e l'inservienza dell'antico edificio; e radunano in folla nel nostro spirito tutte le idee, che possono nascere all'aspetto d'un luogo antico, consacrato alla religione, e che non presenta oggigiorno che desolazione, e squallore.20.I Greci costumavano di fare le loro statue nude, per meglio rappresentare la natura. I Romani distinguevano le loro statue dagli abigliamenti, chiamandopaludatequelle degl'imperatori, dal lungo manto guerriero, che le coprivano;thorocatequelle de' capitani, e cavalieri, dal loro sorcotto;loricatequelle de' semplici soldati. Le statue de' senatori, e degli auguri erano dettetrabeate;togatequelle de' magistrati;tunicatequelle del popolo;stolatequelle delle femmine. Le statue si possono distinguere in edestri, equestri, ed assise. La grandezza delle statue si divideva in tre classi: grandi, mezzane, e picciole. Le grandi si suddividevano in altre tre classi; chiamandosi auguste le più grandi dell'altezza naturale, eroiche quelle, che avevano due volte la dett'altezza, e colossali quelle, che si distendevano fino a tre altezze, e più. Le piccole statue pure si dividevano in tripedanee dell'altezza di tre piedi, in cubitali, e palmari. Quanto alla materia, di cui originalmente furono esse composte, v'è apparenza, che la creta, come la più maneggevole, e la più atta a ricevere qualunque forma, fu impiegata per la prima. In seguito fu impiegato il legno; ed i Romani non ebbero per lungo spazio che degli Dei di legno, anche dopo che la scultura assoggettò la pietra, ed il marmo. Vedi Pausania, Plinio, e la dissertazione di Frigelino:de statuisec. ec.Trattandosi dell'arte de' giardini ragionati, che ammettono tempj, ed edificj ornati da statue, le più minute particolarità, e circostanze relative alle stesse non sono da ignorarsi.21.La semplicità maestosa del Greco, e del Latino non sostiene egualmente le altre lingue, e sovratutto la Francese, che langue pei suoi incomodi gerundj, e per lo impiego de' verbi ausiliarj, ai quali è indispensabilmente soggetta, e che sono sempre gli stessi. Nel parco di Leasowes sopra un'urna, consacrata alla memoria d'una giovine parente, si legge questa toccante iscrizione:PERAMABILI · SVAE · CONSOBRINAEM · DAH · MARIAPVELLARVM · ELEGANTISSIMAA · FLORE · VENVSTATIS · ABREPTAVALE!HEV · QVANTO · MINVS · ESTCVM · RELIQVIS · VERSARIQVAM · TVIMEMINISSE22.Si è quì posto un pezzo d'architettura chinese, che per verità è molto bizzarra, ed inverosimile, mancante di belle forme, ed oppressa da superflui ornamenti meschini, e ridicoli. Felicemente per noi questo gusto è passato di moda, che indipendentemente dalla grave spesa, a cui c'impegnava, era in una singolar contraddizione col paese, che abitiamo, e col nostro clima. Lo stravagante lusso del secolo non si accontentò delle sole scipidezze chinesi; progredì oltre e furon messe a contribuzione le opere egizie, le moresche, e le turche. Si riunivano in un piccolo spazio gli edifizj, e i prodotti di regioni così differenti, che il quadro, che ne risultava, era affatto buffone, e l'immaginazione la più disordinata non era in grado di sostituirne un altro più confuso.23.L'arte delle congiunzioni, e quella dei passaggi riescono la parte più difficile per l'artista giardiniere, come lo sono per il compositore di musica, e per il pittore.24.I raggi di luce rifranti dal prisma determinano meglio d'ogni altra legge le affinità dei colori.25.Meritano distinta menzione le seguenti varietà, che si sono ommesse nel catalogo. Acer pseudo-platanus fol. variegatis. Aesculus hippocastanum fl. luteo varieg., fl. albo varieg. Arbutus unedo fl. rubro, fl. pleno, fol. crisp. Betula laciniata, incana, glutinosa. Carpinus quercifol. Celtis fol. varieg. Chionanthus latifol. Clethra nana. Crataegus fl. pl. Cytisus fol. varieg. Daphne fl. rubro praec., fl. albo praec. Fagus foliis varieg. Gleditsia caul. virid. Hedera fol. varieg. Ilex aquifolium fol. varieg., aur. varieg., argent. varieg., angustifol. Itea minor. Iasminum fol. argent., fol. aureo varieg., angustifol. Juniperus fol. varieg. Ledum fol. varieg. Magnolia ferruginea, glauca fl. pleno. Myrica sempervirens. Phyllyrea latifol. non serrat. Phlomis angustifol. Pinus larix nigra, repens, rubra. Populus balsamifera fol. varieg. Prunus laurocerasus fol. argent., fol. varieg. Pyrus fol. varieg., fl. pleno. Quercus robur fol. varieg. Rhamnus alaternus fol. argent., varieg. Robinia pigmaea. Rosmarinus fol. argent., fol. aur. varieg. Rubus fructu albo. Salix caprea fol. variegatis, purpurea. Sambucus fol. varieg. argent., varieg. aureo. Stewartia Marylandica. Tilia viminibus rubris. Ulmus fol. varieg. Vaccinium minor. Viburnum fol. varieg., fol. hirsut. Vinca fol. aureis.26.Proponendosi di costruire un giardino, converrà da principio formare sulla carta il piano generale, portando le viste in là al possibile, e procedere in appresso lentamente coll'esecuzione; oppure tutto ad un tratto formare l'intera piantagione, e d'anno in anno aggiungervi le fabbriche, e gli oggetti dell'arte, che ricerca.Adottate idee, che si possino eseguire, e che corrispondino ai vostri mezzi permanenti. L'abbracciare progetti giganteschi tanto nelle private, quanto nelle pubbliche opere, è fissare l'imperfezione, e stabilire un perpetuo imbarazzo. Si sbilancia se stesso, e i successori; e si priva se, e gli altri del possibile godimento. L'opera difficilmente vien progredita sulli disposti disegni; resta ineseguita, o grandemente alterata; non risulta quanto poteva, o doveva essere.27.Le descrizioni di Blenheim, di Stowe, di Hagley, di Painshill, e di tant'altre famose ville Inglesi, che si avrebbero volute quì porre, si potranno leggere nella voluminosa opera d'Hirchfeld, in quella intitolata: «L'art de former les jardins modernes» in 8.º, ed altrove.28.Il prato della valle in Padova presenta le statue d'uomini illustri, benemeriti di quella città; ed un Signor Milanese a proprie spese ha fatto colà erigere la statua d'un insigne giurisconsulto suo parente, che ha illustrato quella università.29.Fra i passeggi pubblici più belli, come si trovano oggigiorno, forse ne porta il primo vanto in Europa quello chiamato il Prater presso Vienna, situato in una grand'isola, che forma il Danubio. Ma le sue fabbriche sono meschine, le rive del fiume disordinate, e sconcie, i suoi ponti miserabili, e nelle escrescenze è messo tutto sott'acqua.30.Questo costume sempre adottato da tutte le nazioni veniva riguardato come sacro, e sanzionato da leggi a ciò apposite, come ne fanno menzione tutti gli storici, gli oratori, ed i critici. Antonino Pio «intra urbem sepeliri mortuos vetuit.» Diocleziano, e Massimiano «mortuorum reliquias ne sanctum Municipiorum jus polluatur intra civitatem condi jampridem vetitum est» e la stessa legge delle 12 tavole «nefas erat intra mœnia mortuum sepelire.»Nè agevole era punto l'ottenere la distinzione d'essere sepolto nelle città, perchè Servio Sulpizio scrivendo a Cicerone attesta, parlando di Marcello morto in Atene: «Ab Atheniensibus locum sepulturae ut darent intra urbem impetrari non potui, quod religione se impediri dicerent, neque tamen ante id cuiquam concesserant.» Isidoro poi confermando quanto sia ciò pregiudicievole alla salubrità, accenna come il costume di seppellire fuor delle mura si adottasse posteriormente. «Prius autem quisquis in domo sua sepelibatur: postea vetitum est legibus, ne fœtore ipsa corpora viventium contacta inficerentur.» Cicerone, Plutarco, Strabone, Pausania portano mille autorità su questo proposito, parlando anche dei popoli di Smirne, di Sicione, di Delo, di Siracusa, di Corinto, ec.31.Vedi lavignettaposta in testa del presente articolo.32.Veggasi l'opera intitolata: «Recueil d'idées nouvelles pour la décoration des jardins, et des parcs dans le gout Anglais etc.» Leipzick 1796.33.Vhately, Vatelet, de Lille ci danno descrizioni oltremodo seducenti di possessioni d'un corrispondente lusso, e delizia, quali valgono meglio di molti giardini.34.Non è però da dissimularsi che la freschezza, la temperatura, la limpidezza delle acque, la mossa del terreno dell'Inghilterra, l'umidità, e l'ostinazione Inglese, se non sono qualità esclusive, volute da questo genere, almeno lo rendono colà più praticabile, e più delizioso, che altrove.
1.Fra le opere inglesi meritano d'essere specialmente consultate le seguenti: The rise, and progress of the present taste in planting-parks, pleasure-grounds, gardens etc. in a poetic epistle. 4.º 1767.Essay on design in gardening. 8.º 1768.An essay on the different natural situations of gardens. 4.º London 1774.Letters on the beauties of Hagley, Envill, and the Leasowes: with critical remarks and observations on the modern taste in gardening, by Joseph Heely. 8.º 2 vol. 1777.The English garden. London, 4.º 1772.
1.Fra le opere inglesi meritano d'essere specialmente consultate le seguenti: The rise, and progress of the present taste in planting-parks, pleasure-grounds, gardens etc. in a poetic epistle. 4.º 1767.
Essay on design in gardening. 8.º 1768.
An essay on the different natural situations of gardens. 4.º London 1774.
Letters on the beauties of Hagley, Envill, and the Leasowes: with critical remarks and observations on the modern taste in gardening, by Joseph Heely. 8.º 2 vol. 1777.
The English garden. London, 4.º 1772.
2.Taluni si sono compiaciuti chiamar questi giardini Anglo-Chinesi, e farli derivare dall'imitazione di quelli della China, ma per capacitarsi, che ciò non può essere esattamente vero, basterà persuadersi che una nazione, qual è la Chinese, che non conosce le leggi della prospettiva, e quelle del chiaroscuro, non è possibile che si vanti d'avere giardini pittorici, in nessuna relazione altronde colle estere, e grandi nazioni, dalle quali poter copiare il lor bello, che ha una solida base, e che fa continui progressi. La fantasìa di Chambers ha dato luogo a questa precipitata credenza, stata di poi avvalorata dalla nazionale rivalità Francese. Ciò è applicabile alle altre nazioni dell'antichità, e singolarmente ai Romani, la cui parsimonia, e ferocia ne' tempi della repubblica non li hanno permessi, ed il soverchio lusso sotto gli Imperatori non li ha sofferti. La villa d'Adriano presso Tivoli, il più gran avanzo dell'antichità in questo genere, presenta una situazione infelice, ed accenna un ammasso di terme, di teatri, di naumachie, di canopi, e di circhi.
2.Taluni si sono compiaciuti chiamar questi giardini Anglo-Chinesi, e farli derivare dall'imitazione di quelli della China, ma per capacitarsi, che ciò non può essere esattamente vero, basterà persuadersi che una nazione, qual è la Chinese, che non conosce le leggi della prospettiva, e quelle del chiaroscuro, non è possibile che si vanti d'avere giardini pittorici, in nessuna relazione altronde colle estere, e grandi nazioni, dalle quali poter copiare il lor bello, che ha una solida base, e che fa continui progressi. La fantasìa di Chambers ha dato luogo a questa precipitata credenza, stata di poi avvalorata dalla nazionale rivalità Francese. Ciò è applicabile alle altre nazioni dell'antichità, e singolarmente ai Romani, la cui parsimonia, e ferocia ne' tempi della repubblica non li hanno permessi, ed il soverchio lusso sotto gli Imperatori non li ha sofferti. La villa d'Adriano presso Tivoli, il più gran avanzo dell'antichità in questo genere, presenta una situazione infelice, ed accenna un ammasso di terme, di teatri, di naumachie, di canopi, e di circhi.
3.Si può riguardare questa descrizione come la sorgente comune, dalla quale si sono ricavate tutte le altre, che si son fatte de' giardini Chinesi, comparse successivamente con più o meno d'addizioni, e di cambiamenti. Chambers ne parlò per la prima volta nella grandiosa sua opera degli edificj, mobili, abiti, macchine, e stoviglie, ec. ec. de' Chinesi, ove, occupandosi di simili oggetti, non si diffuse gran fatto sopra de' loro giardini. L'applauso, che riportò quest'opera, fu senza dubbio uno stimolo di più per impegnare l'autore a pubblicare un nuovo trattato, la sua dissertazione sui giardini Orientali, nella quale estese, e sviluppò il ristretto primiero suo piano, chiamando in suo soccorso il genio, ed il buon gusto, onde propagare un quadro attraente del paro per la sua bellezza, che per la sua variazione, e novità.In opposizione a questa descrizione si vedano le seguenti opere:Recherches philosophiques sur les Egyptiens et les Chinois, par M. P. Berlin 1773 8.ºNouveaux mémoires sur l'état présent de la Chine. Paris.Voyage d'Osbek à la Chine.
3.Si può riguardare questa descrizione come la sorgente comune, dalla quale si sono ricavate tutte le altre, che si son fatte de' giardini Chinesi, comparse successivamente con più o meno d'addizioni, e di cambiamenti. Chambers ne parlò per la prima volta nella grandiosa sua opera degli edificj, mobili, abiti, macchine, e stoviglie, ec. ec. de' Chinesi, ove, occupandosi di simili oggetti, non si diffuse gran fatto sopra de' loro giardini. L'applauso, che riportò quest'opera, fu senza dubbio uno stimolo di più per impegnare l'autore a pubblicare un nuovo trattato, la sua dissertazione sui giardini Orientali, nella quale estese, e sviluppò il ristretto primiero suo piano, chiamando in suo soccorso il genio, ed il buon gusto, onde propagare un quadro attraente del paro per la sua bellezza, che per la sua variazione, e novità.
In opposizione a questa descrizione si vedano le seguenti opere:
Recherches philosophiques sur les Egyptiens et les Chinois, par M. P. Berlin 1773 8.º
Nouveaux mémoires sur l'état présent de la Chine. Paris.
Voyage d'Osbek à la Chine.
4.In pittura fanno paesaggi, ne' quali non v'ha nè punto di vista, nè lontananze. Le linee fuggenti sono loro egualmente incognite, che i punti, ove bisogna ch'esse si riuniscano. Non hanno veruna nozione delle regole, cui sono invariabilmente sommessi gli effetti della luce, ed ignorano la pratica de' riposi, e delle grandi masse d'ombra, che si pongono sul davanti. Non sanno rompere, nè degradare i colori.
4.In pittura fanno paesaggi, ne' quali non v'ha nè punto di vista, nè lontananze. Le linee fuggenti sono loro egualmente incognite, che i punti, ove bisogna ch'esse si riuniscano. Non hanno veruna nozione delle regole, cui sono invariabilmente sommessi gli effetti della luce, ed ignorano la pratica de' riposi, e delle grandi masse d'ombra, che si pongono sul davanti. Non sanno rompere, nè degradare i colori.
5.Quale estensione di parco ciò suppone! Pure Chambers confessa nella sua prima relazione di non aver veduto alla China che de' piccolissimi giardini.
5.Quale estensione di parco ciò suppone! Pure Chambers confessa nella sua prima relazione di non aver veduto alla China che de' piccolissimi giardini.
6.Le leggi del dramma sono pur tanto analoghe a queste: guai se al primo atto l'uditore s'accorge della sviluppo della catastrofe! Anche i giardini hanno il loro intreccio, il loro principio, il loro mezzo, il loro fine, e a gradi a gradi è d'uopo pervenirci con molta sagacità.
6.Le leggi del dramma sono pur tanto analoghe a queste: guai se al primo atto l'uditore s'accorge della sviluppo della catastrofe! Anche i giardini hanno il loro intreccio, il loro principio, il loro mezzo, il loro fine, e a gradi a gradi è d'uopo pervenirci con molta sagacità.
7.In Inghilterra segnano il confine di diversi parchi alcuni rari pali con cartello, sopra cui sta scritto di non inoltrarsi, perchè vi son nascoste delle disposte insidie.
7.In Inghilterra segnano il confine di diversi parchi alcuni rari pali con cartello, sopra cui sta scritto di non inoltrarsi, perchè vi son nascoste delle disposte insidie.
8.Quelli, che per curiosità, o per amore per la botanica vorranno formarsi una bella biblioteca in genere di fiori, dovranno conoscere, o procurarsi i seguenti libri.Arena (Filippo),la natura, e coltura dei fiori; Cosmopoli, 1771.Boym (Michele), gesuita,Flora Sinensis; Viennæ Austriæ, 1656, in fol.Bry (Gio. Teod.),Anthologia magna; Francof., 1626, e 1641, tom. 4.Besleri (Basilii),Hortus Eystettensis; Norimbergæ, 1613, 2 vol., in fol.Dillenii (Joan. Jac.), Hortus Elthamensis; Lond., 1732, fol. mag.Ferrarius,de Florum cultura; Amst., 1664, in 4º, con figure.Hortus Malabaricus; Amstel., 12 tom., in fol., con figure.Laurembergius (Petrus)de Plantis Bulbosis, et Tuberosis; Francof., 1654, in 4.º.Liger,le Jardinier Fleuriste; Paris 1705.Linnæ (Caroli),Hortus Cliffortianus; Amstelodami, 1737, in fol.Miller,Dictionnaire du jardinage.Munting (Abrah.),Phytographia curiosa; Amst., 1711, in fol.Passæus (Crisp.)Hortus floridus; Arnhemii, 1614, e a Utrecht, sotto il titolo diJardin de fleurs par Crespin de la Passe.Parkinson (Joan.),a choice garden of all sorts of rarest flowers; Lond., 1656.Pontederæ (Julii),Anthologia; Patavii, 1720, in 4.º cum fig.Recueil de plantes orientales, occidentales et autres, incise da Roberto Châtillon, e da Bosse.Rossi (Gio. Dom.),nuova raccolta di fiori cavati dal naturale; Roma, 1645.Sloane (Hen.),suo viaggio alla Giamaica, in Inglese; Lon., 1725 in fol.Swertius (Eman.),Florilegium; Amstel., 1647.Theatrum Floræ, ec.; Parigi, 1622, in fol.Traité de la culture des fleurs; Paris, 1658, in-12.
8.Quelli, che per curiosità, o per amore per la botanica vorranno formarsi una bella biblioteca in genere di fiori, dovranno conoscere, o procurarsi i seguenti libri.
Arena (Filippo),la natura, e coltura dei fiori; Cosmopoli, 1771.
Boym (Michele), gesuita,Flora Sinensis; Viennæ Austriæ, 1656, in fol.
Bry (Gio. Teod.),Anthologia magna; Francof., 1626, e 1641, tom. 4.
Besleri (Basilii),Hortus Eystettensis; Norimbergæ, 1613, 2 vol., in fol.
Dillenii (Joan. Jac.), Hortus Elthamensis; Lond., 1732, fol. mag.
Ferrarius,de Florum cultura; Amst., 1664, in 4º, con figure.
Hortus Malabaricus; Amstel., 12 tom., in fol., con figure.
Laurembergius (Petrus)de Plantis Bulbosis, et Tuberosis; Francof., 1654, in 4.º.
Liger,le Jardinier Fleuriste; Paris 1705.
Linnæ (Caroli),Hortus Cliffortianus; Amstelodami, 1737, in fol.
Miller,Dictionnaire du jardinage.
Munting (Abrah.),Phytographia curiosa; Amst., 1711, in fol.
Passæus (Crisp.)Hortus floridus; Arnhemii, 1614, e a Utrecht, sotto il titolo diJardin de fleurs par Crespin de la Passe.
Parkinson (Joan.),a choice garden of all sorts of rarest flowers; Lond., 1656.
Pontederæ (Julii),Anthologia; Patavii, 1720, in 4.º cum fig.
Recueil de plantes orientales, occidentales et autres, incise da Roberto Châtillon, e da Bosse.
Rossi (Gio. Dom.),nuova raccolta di fiori cavati dal naturale; Roma, 1645.
Sloane (Hen.),suo viaggio alla Giamaica, in Inglese; Lon., 1725 in fol.
Swertius (Eman.),Florilegium; Amstel., 1647.
Theatrum Floræ, ec.; Parigi, 1622, in fol.
Traité de la culture des fleurs; Paris, 1658, in-12.
9.Menzione quì può farsi degli alberi annosi mal convenienti nella scena ridente, e tanto raccomandati dalla natura nel luogo solitario, ove presieda il sacro orrore del bosco: quegli alberi di scorza rugosa, di tronco irregolare, ramosi fino talvolta alla radice, ricoperti di piante parasite, che rendono tanto bella e pittoresca la natura del tronco medesimo. Essi sono variati sulla superficie delle loro scorze nericcie dai licheni, che dall'aria, e dalle acque ricevono colori molto diversi, o rossicci, o biancastri, e più comunemente di un giallo dorato, che produce un caldo di tinte meraviglioso. Sono talvolta consimili monumenti venerandi della madre degli esseri coperti di folto musco, e non meno vago è il risultato di questa pianta su vecchi tronchi, come quello sempre commendabile, pittoresco, e leggiadro della tenace tortuosa famiglia delle edere multiformi. Rispettato in luoghi umidi sia ancora il fungo, che veste talvolta il piede di alcuni alberi nell'autunno, e produce vicino all'erba un ottimo effetto, sia per il contrapposto delle sue tinte gialle, o biancastre, sia per il liscio lucente della sua superficie vicino alle scabre rughe della pianta matrigna.
9.Menzione quì può farsi degli alberi annosi mal convenienti nella scena ridente, e tanto raccomandati dalla natura nel luogo solitario, ove presieda il sacro orrore del bosco: quegli alberi di scorza rugosa, di tronco irregolare, ramosi fino talvolta alla radice, ricoperti di piante parasite, che rendono tanto bella e pittoresca la natura del tronco medesimo. Essi sono variati sulla superficie delle loro scorze nericcie dai licheni, che dall'aria, e dalle acque ricevono colori molto diversi, o rossicci, o biancastri, e più comunemente di un giallo dorato, che produce un caldo di tinte meraviglioso. Sono talvolta consimili monumenti venerandi della madre degli esseri coperti di folto musco, e non meno vago è il risultato di questa pianta su vecchi tronchi, come quello sempre commendabile, pittoresco, e leggiadro della tenace tortuosa famiglia delle edere multiformi. Rispettato in luoghi umidi sia ancora il fungo, che veste talvolta il piede di alcuni alberi nell'autunno, e produce vicino all'erba un ottimo effetto, sia per il contrapposto delle sue tinte gialle, o biancastre, sia per il liscio lucente della sua superficie vicino alle scabre rughe della pianta matrigna.
10.I fiori, e le piante più rare si fanno venire dall'Olanda, o dall'Inghilterra. Dall'Olanda arrivano più sicure; dall'Inghilterra soggiacciono a maggiori pericoli: ma nel secondo paese ve n'ha una copia maggiore, e sono a minor prezzo. Colà si potrà dipendere dai mercanti botanici Gordon, Dermer, e Thomson, stabiliti presso Londra, de' quali è noto il lussurioso catalogo.
10.I fiori, e le piante più rare si fanno venire dall'Olanda, o dall'Inghilterra. Dall'Olanda arrivano più sicure; dall'Inghilterra soggiacciono a maggiori pericoli: ma nel secondo paese ve n'ha una copia maggiore, e sono a minor prezzo. Colà si potrà dipendere dai mercanti botanici Gordon, Dermer, e Thomson, stabiliti presso Londra, de' quali è noto il lussurioso catalogo.
11.La fontana di Brusselles del Mannekepisse è assai più ragionevole.
11.La fontana di Brusselles del Mannekepisse è assai più ragionevole.
12.Gli alberi furono i primi altari, ed i campi i primi tempj. Quelli di pietra, e di marmo nacquero col progresso dell'architettura. Per conservare l'antico rito si costumava piantarvi intorno de' boschi, e questi boschi erano riputati sacri. Ebbe principio in Egitto la costruzione dei tempj; di là fu portata presso gli Assirj, i Fenicj, ed i Sirj; passò quindi nella Grecia colle colonie, e dalla Grecia a Roma. Tale fu la marcia costante della religione, delle scienze, e delle belle arti.
12.Gli alberi furono i primi altari, ed i campi i primi tempj. Quelli di pietra, e di marmo nacquero col progresso dell'architettura. Per conservare l'antico rito si costumava piantarvi intorno de' boschi, e questi boschi erano riputati sacri. Ebbe principio in Egitto la costruzione dei tempj; di là fu portata presso gli Assirj, i Fenicj, ed i Sirj; passò quindi nella Grecia colle colonie, e dalla Grecia a Roma. Tale fu la marcia costante della religione, delle scienze, e delle belle arti.
13.L'arte architettonica de' tempj era presso i Greci, e i Romani altrettanto diversificata, quanto resa al maggior grado di perfezione. Li dinotavano con i seguenti principali termini: tempio tetrastilo con quattro colonne di fronte; prostilo con colonne avanti; amfitrostilo con colonne avanti, e indietro; periptero a semplice galleria intorno; diptero a doppia; monoptero rotondo con cupola portata da colonne; hipetro colla parte interiore scoperta.
13.L'arte architettonica de' tempj era presso i Greci, e i Romani altrettanto diversificata, quanto resa al maggior grado di perfezione. Li dinotavano con i seguenti principali termini: tempio tetrastilo con quattro colonne di fronte; prostilo con colonne avanti; amfitrostilo con colonne avanti, e indietro; periptero a semplice galleria intorno; diptero a doppia; monoptero rotondo con cupola portata da colonne; hipetro colla parte interiore scoperta.
14.Il rispetto, che si aveva pei tempj, corrispondeva alla loro bellezza. Erano sicuro asilo al debitore, e al colpevole; in essi non era lecito di tampoco sputare; e nelle pubbliche calamità le donne più gentili prosternate nel santuario vedeansi bagnare il suolo di lagrime, e scoparlo co' proprj capelli. Raramente il conquistatore osava di rapirne le ricchezze; poichè la politica, e la religione del pari contribuivano a rendere questi monumenti sacri, ed inviolabili.
14.Il rispetto, che si aveva pei tempj, corrispondeva alla loro bellezza. Erano sicuro asilo al debitore, e al colpevole; in essi non era lecito di tampoco sputare; e nelle pubbliche calamità le donne più gentili prosternate nel santuario vedeansi bagnare il suolo di lagrime, e scoparlo co' proprj capelli. Raramente il conquistatore osava di rapirne le ricchezze; poichè la politica, e la religione del pari contribuivano a rendere questi monumenti sacri, ed inviolabili.
15.L'interiore di questi tempj era di una mirabile semplicità; tutto il lusso dell'architettura veniva impiegato al di fuori. Erano per la maggior parte circondati da colonnati, e preceduti da un vestibolo a diverse file di colonne, coronato da frontone, nel cui timpano erano espressi in basso rilievo de' combattimenti, e de' sacrificj. Le colonne posavano alla stessa altezza; non si collocavano giammai le une sopra le altre. I tempj de' riformati s'accostano più de' nostri alla purità, e allo stile de' Greci, e de' Romani. In Londra non esiste un sol tempio moderno immaginato come i nostri, che generalmente non sono che ossature gottiche con ornamenti romani.
15.L'interiore di questi tempj era di una mirabile semplicità; tutto il lusso dell'architettura veniva impiegato al di fuori. Erano per la maggior parte circondati da colonnati, e preceduti da un vestibolo a diverse file di colonne, coronato da frontone, nel cui timpano erano espressi in basso rilievo de' combattimenti, e de' sacrificj. Le colonne posavano alla stessa altezza; non si collocavano giammai le une sopra le altre. I tempj de' riformati s'accostano più de' nostri alla purità, e allo stile de' Greci, e de' Romani. In Londra non esiste un sol tempio moderno immaginato come i nostri, che generalmente non sono che ossature gottiche con ornamenti romani.
16.Le caverne sono grandi cavità ripiene di squallore, e di precipizj nelle viscere della terra. Esse si formano per lo divallamento delle roccie, o come si formano gli abissi, e le voragini, per lo scoppio de' vulcani, per l'azione dell'acque, de' vapori sotterranei, e de' terremoti. Queste non sono da introdursi ne' giardini.
16.Le caverne sono grandi cavità ripiene di squallore, e di precipizj nelle viscere della terra. Esse si formano per lo divallamento delle roccie, o come si formano gli abissi, e le voragini, per lo scoppio de' vulcani, per l'azione dell'acque, de' vapori sotterranei, e de' terremoti. Queste non sono da introdursi ne' giardini.
17.In nessun'altr'opera, quanto in quella delle grotte, il vecchio stile manierato ha fatta una maggior profusione di denaro, di spirito, e di non senso. Ridondavano di simmetrìa, di scale superbe, di colonnati, di statue, e di quadri. I cristalli, le conchiglie, i coralli erano sparsi dovunque; e dove la magnificenza era portata al suo colmo, si vedeva comparire il vero Nettuno composto di mille lucidi sassolini fra getti insidiosi d'acqua, che slanciavano il gambero maliziosetto, e la disinvolta tartaruga, e fra i portentosi suoni d'organi, e di pifferi, che formavano le acque.
17.In nessun'altr'opera, quanto in quella delle grotte, il vecchio stile manierato ha fatta una maggior profusione di denaro, di spirito, e di non senso. Ridondavano di simmetrìa, di scale superbe, di colonnati, di statue, e di quadri. I cristalli, le conchiglie, i coralli erano sparsi dovunque; e dove la magnificenza era portata al suo colmo, si vedeva comparire il vero Nettuno composto di mille lucidi sassolini fra getti insidiosi d'acqua, che slanciavano il gambero maliziosetto, e la disinvolta tartaruga, e fra i portentosi suoni d'organi, e di pifferi, che formavano le acque.
18.Per variar gli oggetti, invece degli ordinarj romitaggi, si possono introdurre altre specie d'edificj, e di dimore, dedicate alla malinconìa, e alla contemplazione. Possonsi consacrar queste fabbriche non soltanto ai romiti famosi, ma alla memoria ancora d'antichi filosofi, celebri coltivatori della solitudine. Nessuno più di Pitagora, tra i saggi dell'antichità, sembra aver meglio apprezzato i doni della vita campestre, e quella che consigliava a' suoi discepoli, era venerabile, e piena d'allettamento.
18.Per variar gli oggetti, invece degli ordinarj romitaggi, si possono introdurre altre specie d'edificj, e di dimore, dedicate alla malinconìa, e alla contemplazione. Possonsi consacrar queste fabbriche non soltanto ai romiti famosi, ma alla memoria ancora d'antichi filosofi, celebri coltivatori della solitudine. Nessuno più di Pitagora, tra i saggi dell'antichità, sembra aver meglio apprezzato i doni della vita campestre, e quella che consigliava a' suoi discepoli, era venerabile, e piena d'allettamento.
19.Young nel suo giro nelle parti orientali d'Inghilterra ci riporta la descrizione dell'antica abbazìa di Roche, che si cerca di connettere col vicino parco di Sandbec. Con questa mira si travaglia a formare nel detto parco una nuova scena, il cui spazio consiste in una stretta valle tortuosa, e arborata, quale percorre serpeggiando un ruscello, che bisbiglia attraverso li massi distaccati da rocchi scoscesi, che circondano i fianchi della cavità. Nel mezzo della valle sorgono le rovine dell'abbazìa con grandiosi frammenti di muro, e con archi spaziosi, compiuti in parte, ed in parte spezzati. Tra gli avanzi de' muri, umili arbuscelli spiegano i rami fra le rovesciate colonne; le pareti son tapezzate d'ellere, che vi pendono in tai siti a guisa di festoni. Le tombe de' monaci, i monumenti de' benefattori posti in obblìo da lungo tempo, e le basi delle distrutte colonne sopravanzano l'erba. Infranti quà, e in là si veggono de' gottici capitelli, delle parti di membrature travagliate con molt'arte, e delle statue fracassate. Altri avanzi crepacciati, e in apparenza di crollare, occupano tuttavìa l'antico lor posto. Una rovinata scala, che conduceva sopra una torre, che il tempo ha distrutta, è rimasta in piedi ad una grande altezza, inaccessibile, e scoperta. Nulla v'ha di ben conservato, ma vi restan le traccie di tutto; e queste rovine non lasciano verun dubbio sulle proporzioni, e l'inservienza dell'antico edificio; e radunano in folla nel nostro spirito tutte le idee, che possono nascere all'aspetto d'un luogo antico, consacrato alla religione, e che non presenta oggigiorno che desolazione, e squallore.
19.Young nel suo giro nelle parti orientali d'Inghilterra ci riporta la descrizione dell'antica abbazìa di Roche, che si cerca di connettere col vicino parco di Sandbec. Con questa mira si travaglia a formare nel detto parco una nuova scena, il cui spazio consiste in una stretta valle tortuosa, e arborata, quale percorre serpeggiando un ruscello, che bisbiglia attraverso li massi distaccati da rocchi scoscesi, che circondano i fianchi della cavità. Nel mezzo della valle sorgono le rovine dell'abbazìa con grandiosi frammenti di muro, e con archi spaziosi, compiuti in parte, ed in parte spezzati. Tra gli avanzi de' muri, umili arbuscelli spiegano i rami fra le rovesciate colonne; le pareti son tapezzate d'ellere, che vi pendono in tai siti a guisa di festoni. Le tombe de' monaci, i monumenti de' benefattori posti in obblìo da lungo tempo, e le basi delle distrutte colonne sopravanzano l'erba. Infranti quà, e in là si veggono de' gottici capitelli, delle parti di membrature travagliate con molt'arte, e delle statue fracassate. Altri avanzi crepacciati, e in apparenza di crollare, occupano tuttavìa l'antico lor posto. Una rovinata scala, che conduceva sopra una torre, che il tempo ha distrutta, è rimasta in piedi ad una grande altezza, inaccessibile, e scoperta. Nulla v'ha di ben conservato, ma vi restan le traccie di tutto; e queste rovine non lasciano verun dubbio sulle proporzioni, e l'inservienza dell'antico edificio; e radunano in folla nel nostro spirito tutte le idee, che possono nascere all'aspetto d'un luogo antico, consacrato alla religione, e che non presenta oggigiorno che desolazione, e squallore.
20.I Greci costumavano di fare le loro statue nude, per meglio rappresentare la natura. I Romani distinguevano le loro statue dagli abigliamenti, chiamandopaludatequelle degl'imperatori, dal lungo manto guerriero, che le coprivano;thorocatequelle de' capitani, e cavalieri, dal loro sorcotto;loricatequelle de' semplici soldati. Le statue de' senatori, e degli auguri erano dettetrabeate;togatequelle de' magistrati;tunicatequelle del popolo;stolatequelle delle femmine. Le statue si possono distinguere in edestri, equestri, ed assise. La grandezza delle statue si divideva in tre classi: grandi, mezzane, e picciole. Le grandi si suddividevano in altre tre classi; chiamandosi auguste le più grandi dell'altezza naturale, eroiche quelle, che avevano due volte la dett'altezza, e colossali quelle, che si distendevano fino a tre altezze, e più. Le piccole statue pure si dividevano in tripedanee dell'altezza di tre piedi, in cubitali, e palmari. Quanto alla materia, di cui originalmente furono esse composte, v'è apparenza, che la creta, come la più maneggevole, e la più atta a ricevere qualunque forma, fu impiegata per la prima. In seguito fu impiegato il legno; ed i Romani non ebbero per lungo spazio che degli Dei di legno, anche dopo che la scultura assoggettò la pietra, ed il marmo. Vedi Pausania, Plinio, e la dissertazione di Frigelino:de statuisec. ec.Trattandosi dell'arte de' giardini ragionati, che ammettono tempj, ed edificj ornati da statue, le più minute particolarità, e circostanze relative alle stesse non sono da ignorarsi.
20.I Greci costumavano di fare le loro statue nude, per meglio rappresentare la natura. I Romani distinguevano le loro statue dagli abigliamenti, chiamandopaludatequelle degl'imperatori, dal lungo manto guerriero, che le coprivano;thorocatequelle de' capitani, e cavalieri, dal loro sorcotto;loricatequelle de' semplici soldati. Le statue de' senatori, e degli auguri erano dettetrabeate;togatequelle de' magistrati;tunicatequelle del popolo;stolatequelle delle femmine. Le statue si possono distinguere in edestri, equestri, ed assise. La grandezza delle statue si divideva in tre classi: grandi, mezzane, e picciole. Le grandi si suddividevano in altre tre classi; chiamandosi auguste le più grandi dell'altezza naturale, eroiche quelle, che avevano due volte la dett'altezza, e colossali quelle, che si distendevano fino a tre altezze, e più. Le piccole statue pure si dividevano in tripedanee dell'altezza di tre piedi, in cubitali, e palmari. Quanto alla materia, di cui originalmente furono esse composte, v'è apparenza, che la creta, come la più maneggevole, e la più atta a ricevere qualunque forma, fu impiegata per la prima. In seguito fu impiegato il legno; ed i Romani non ebbero per lungo spazio che degli Dei di legno, anche dopo che la scultura assoggettò la pietra, ed il marmo. Vedi Pausania, Plinio, e la dissertazione di Frigelino:de statuisec. ec.
Trattandosi dell'arte de' giardini ragionati, che ammettono tempj, ed edificj ornati da statue, le più minute particolarità, e circostanze relative alle stesse non sono da ignorarsi.
21.La semplicità maestosa del Greco, e del Latino non sostiene egualmente le altre lingue, e sovratutto la Francese, che langue pei suoi incomodi gerundj, e per lo impiego de' verbi ausiliarj, ai quali è indispensabilmente soggetta, e che sono sempre gli stessi. Nel parco di Leasowes sopra un'urna, consacrata alla memoria d'una giovine parente, si legge questa toccante iscrizione:PERAMABILI · SVAE · CONSOBRINAEM · DAH · MARIAPVELLARVM · ELEGANTISSIMAA · FLORE · VENVSTATIS · ABREPTAVALE!HEV · QVANTO · MINVS · ESTCVM · RELIQVIS · VERSARIQVAM · TVIMEMINISSE
21.La semplicità maestosa del Greco, e del Latino non sostiene egualmente le altre lingue, e sovratutto la Francese, che langue pei suoi incomodi gerundj, e per lo impiego de' verbi ausiliarj, ai quali è indispensabilmente soggetta, e che sono sempre gli stessi. Nel parco di Leasowes sopra un'urna, consacrata alla memoria d'una giovine parente, si legge questa toccante iscrizione:
PERAMABILI · SVAE · CONSOBRINAEM · DAH · MARIAPVELLARVM · ELEGANTISSIMAA · FLORE · VENVSTATIS · ABREPTAVALE!HEV · QVANTO · MINVS · ESTCVM · RELIQVIS · VERSARIQVAM · TVIMEMINISSE
22.Si è quì posto un pezzo d'architettura chinese, che per verità è molto bizzarra, ed inverosimile, mancante di belle forme, ed oppressa da superflui ornamenti meschini, e ridicoli. Felicemente per noi questo gusto è passato di moda, che indipendentemente dalla grave spesa, a cui c'impegnava, era in una singolar contraddizione col paese, che abitiamo, e col nostro clima. Lo stravagante lusso del secolo non si accontentò delle sole scipidezze chinesi; progredì oltre e furon messe a contribuzione le opere egizie, le moresche, e le turche. Si riunivano in un piccolo spazio gli edifizj, e i prodotti di regioni così differenti, che il quadro, che ne risultava, era affatto buffone, e l'immaginazione la più disordinata non era in grado di sostituirne un altro più confuso.
22.Si è quì posto un pezzo d'architettura chinese, che per verità è molto bizzarra, ed inverosimile, mancante di belle forme, ed oppressa da superflui ornamenti meschini, e ridicoli. Felicemente per noi questo gusto è passato di moda, che indipendentemente dalla grave spesa, a cui c'impegnava, era in una singolar contraddizione col paese, che abitiamo, e col nostro clima. Lo stravagante lusso del secolo non si accontentò delle sole scipidezze chinesi; progredì oltre e furon messe a contribuzione le opere egizie, le moresche, e le turche. Si riunivano in un piccolo spazio gli edifizj, e i prodotti di regioni così differenti, che il quadro, che ne risultava, era affatto buffone, e l'immaginazione la più disordinata non era in grado di sostituirne un altro più confuso.
23.L'arte delle congiunzioni, e quella dei passaggi riescono la parte più difficile per l'artista giardiniere, come lo sono per il compositore di musica, e per il pittore.
23.L'arte delle congiunzioni, e quella dei passaggi riescono la parte più difficile per l'artista giardiniere, come lo sono per il compositore di musica, e per il pittore.
24.I raggi di luce rifranti dal prisma determinano meglio d'ogni altra legge le affinità dei colori.
24.I raggi di luce rifranti dal prisma determinano meglio d'ogni altra legge le affinità dei colori.
25.Meritano distinta menzione le seguenti varietà, che si sono ommesse nel catalogo. Acer pseudo-platanus fol. variegatis. Aesculus hippocastanum fl. luteo varieg., fl. albo varieg. Arbutus unedo fl. rubro, fl. pleno, fol. crisp. Betula laciniata, incana, glutinosa. Carpinus quercifol. Celtis fol. varieg. Chionanthus latifol. Clethra nana. Crataegus fl. pl. Cytisus fol. varieg. Daphne fl. rubro praec., fl. albo praec. Fagus foliis varieg. Gleditsia caul. virid. Hedera fol. varieg. Ilex aquifolium fol. varieg., aur. varieg., argent. varieg., angustifol. Itea minor. Iasminum fol. argent., fol. aureo varieg., angustifol. Juniperus fol. varieg. Ledum fol. varieg. Magnolia ferruginea, glauca fl. pleno. Myrica sempervirens. Phyllyrea latifol. non serrat. Phlomis angustifol. Pinus larix nigra, repens, rubra. Populus balsamifera fol. varieg. Prunus laurocerasus fol. argent., fol. varieg. Pyrus fol. varieg., fl. pleno. Quercus robur fol. varieg. Rhamnus alaternus fol. argent., varieg. Robinia pigmaea. Rosmarinus fol. argent., fol. aur. varieg. Rubus fructu albo. Salix caprea fol. variegatis, purpurea. Sambucus fol. varieg. argent., varieg. aureo. Stewartia Marylandica. Tilia viminibus rubris. Ulmus fol. varieg. Vaccinium minor. Viburnum fol. varieg., fol. hirsut. Vinca fol. aureis.
25.Meritano distinta menzione le seguenti varietà, che si sono ommesse nel catalogo. Acer pseudo-platanus fol. variegatis. Aesculus hippocastanum fl. luteo varieg., fl. albo varieg. Arbutus unedo fl. rubro, fl. pleno, fol. crisp. Betula laciniata, incana, glutinosa. Carpinus quercifol. Celtis fol. varieg. Chionanthus latifol. Clethra nana. Crataegus fl. pl. Cytisus fol. varieg. Daphne fl. rubro praec., fl. albo praec. Fagus foliis varieg. Gleditsia caul. virid. Hedera fol. varieg. Ilex aquifolium fol. varieg., aur. varieg., argent. varieg., angustifol. Itea minor. Iasminum fol. argent., fol. aureo varieg., angustifol. Juniperus fol. varieg. Ledum fol. varieg. Magnolia ferruginea, glauca fl. pleno. Myrica sempervirens. Phyllyrea latifol. non serrat. Phlomis angustifol. Pinus larix nigra, repens, rubra. Populus balsamifera fol. varieg. Prunus laurocerasus fol. argent., fol. varieg. Pyrus fol. varieg., fl. pleno. Quercus robur fol. varieg. Rhamnus alaternus fol. argent., varieg. Robinia pigmaea. Rosmarinus fol. argent., fol. aur. varieg. Rubus fructu albo. Salix caprea fol. variegatis, purpurea. Sambucus fol. varieg. argent., varieg. aureo. Stewartia Marylandica. Tilia viminibus rubris. Ulmus fol. varieg. Vaccinium minor. Viburnum fol. varieg., fol. hirsut. Vinca fol. aureis.
26.Proponendosi di costruire un giardino, converrà da principio formare sulla carta il piano generale, portando le viste in là al possibile, e procedere in appresso lentamente coll'esecuzione; oppure tutto ad un tratto formare l'intera piantagione, e d'anno in anno aggiungervi le fabbriche, e gli oggetti dell'arte, che ricerca.Adottate idee, che si possino eseguire, e che corrispondino ai vostri mezzi permanenti. L'abbracciare progetti giganteschi tanto nelle private, quanto nelle pubbliche opere, è fissare l'imperfezione, e stabilire un perpetuo imbarazzo. Si sbilancia se stesso, e i successori; e si priva se, e gli altri del possibile godimento. L'opera difficilmente vien progredita sulli disposti disegni; resta ineseguita, o grandemente alterata; non risulta quanto poteva, o doveva essere.
26.Proponendosi di costruire un giardino, converrà da principio formare sulla carta il piano generale, portando le viste in là al possibile, e procedere in appresso lentamente coll'esecuzione; oppure tutto ad un tratto formare l'intera piantagione, e d'anno in anno aggiungervi le fabbriche, e gli oggetti dell'arte, che ricerca.
Adottate idee, che si possino eseguire, e che corrispondino ai vostri mezzi permanenti. L'abbracciare progetti giganteschi tanto nelle private, quanto nelle pubbliche opere, è fissare l'imperfezione, e stabilire un perpetuo imbarazzo. Si sbilancia se stesso, e i successori; e si priva se, e gli altri del possibile godimento. L'opera difficilmente vien progredita sulli disposti disegni; resta ineseguita, o grandemente alterata; non risulta quanto poteva, o doveva essere.
27.Le descrizioni di Blenheim, di Stowe, di Hagley, di Painshill, e di tant'altre famose ville Inglesi, che si avrebbero volute quì porre, si potranno leggere nella voluminosa opera d'Hirchfeld, in quella intitolata: «L'art de former les jardins modernes» in 8.º, ed altrove.
27.Le descrizioni di Blenheim, di Stowe, di Hagley, di Painshill, e di tant'altre famose ville Inglesi, che si avrebbero volute quì porre, si potranno leggere nella voluminosa opera d'Hirchfeld, in quella intitolata: «L'art de former les jardins modernes» in 8.º, ed altrove.
28.Il prato della valle in Padova presenta le statue d'uomini illustri, benemeriti di quella città; ed un Signor Milanese a proprie spese ha fatto colà erigere la statua d'un insigne giurisconsulto suo parente, che ha illustrato quella università.
28.Il prato della valle in Padova presenta le statue d'uomini illustri, benemeriti di quella città; ed un Signor Milanese a proprie spese ha fatto colà erigere la statua d'un insigne giurisconsulto suo parente, che ha illustrato quella università.
29.Fra i passeggi pubblici più belli, come si trovano oggigiorno, forse ne porta il primo vanto in Europa quello chiamato il Prater presso Vienna, situato in una grand'isola, che forma il Danubio. Ma le sue fabbriche sono meschine, le rive del fiume disordinate, e sconcie, i suoi ponti miserabili, e nelle escrescenze è messo tutto sott'acqua.
29.Fra i passeggi pubblici più belli, come si trovano oggigiorno, forse ne porta il primo vanto in Europa quello chiamato il Prater presso Vienna, situato in una grand'isola, che forma il Danubio. Ma le sue fabbriche sono meschine, le rive del fiume disordinate, e sconcie, i suoi ponti miserabili, e nelle escrescenze è messo tutto sott'acqua.
30.Questo costume sempre adottato da tutte le nazioni veniva riguardato come sacro, e sanzionato da leggi a ciò apposite, come ne fanno menzione tutti gli storici, gli oratori, ed i critici. Antonino Pio «intra urbem sepeliri mortuos vetuit.» Diocleziano, e Massimiano «mortuorum reliquias ne sanctum Municipiorum jus polluatur intra civitatem condi jampridem vetitum est» e la stessa legge delle 12 tavole «nefas erat intra mœnia mortuum sepelire.»Nè agevole era punto l'ottenere la distinzione d'essere sepolto nelle città, perchè Servio Sulpizio scrivendo a Cicerone attesta, parlando di Marcello morto in Atene: «Ab Atheniensibus locum sepulturae ut darent intra urbem impetrari non potui, quod religione se impediri dicerent, neque tamen ante id cuiquam concesserant.» Isidoro poi confermando quanto sia ciò pregiudicievole alla salubrità, accenna come il costume di seppellire fuor delle mura si adottasse posteriormente. «Prius autem quisquis in domo sua sepelibatur: postea vetitum est legibus, ne fœtore ipsa corpora viventium contacta inficerentur.» Cicerone, Plutarco, Strabone, Pausania portano mille autorità su questo proposito, parlando anche dei popoli di Smirne, di Sicione, di Delo, di Siracusa, di Corinto, ec.
30.Questo costume sempre adottato da tutte le nazioni veniva riguardato come sacro, e sanzionato da leggi a ciò apposite, come ne fanno menzione tutti gli storici, gli oratori, ed i critici. Antonino Pio «intra urbem sepeliri mortuos vetuit.» Diocleziano, e Massimiano «mortuorum reliquias ne sanctum Municipiorum jus polluatur intra civitatem condi jampridem vetitum est» e la stessa legge delle 12 tavole «nefas erat intra mœnia mortuum sepelire.»
Nè agevole era punto l'ottenere la distinzione d'essere sepolto nelle città, perchè Servio Sulpizio scrivendo a Cicerone attesta, parlando di Marcello morto in Atene: «Ab Atheniensibus locum sepulturae ut darent intra urbem impetrari non potui, quod religione se impediri dicerent, neque tamen ante id cuiquam concesserant.» Isidoro poi confermando quanto sia ciò pregiudicievole alla salubrità, accenna come il costume di seppellire fuor delle mura si adottasse posteriormente. «Prius autem quisquis in domo sua sepelibatur: postea vetitum est legibus, ne fœtore ipsa corpora viventium contacta inficerentur.» Cicerone, Plutarco, Strabone, Pausania portano mille autorità su questo proposito, parlando anche dei popoli di Smirne, di Sicione, di Delo, di Siracusa, di Corinto, ec.
31.Vedi lavignettaposta in testa del presente articolo.
31.Vedi lavignettaposta in testa del presente articolo.
32.Veggasi l'opera intitolata: «Recueil d'idées nouvelles pour la décoration des jardins, et des parcs dans le gout Anglais etc.» Leipzick 1796.
32.Veggasi l'opera intitolata: «Recueil d'idées nouvelles pour la décoration des jardins, et des parcs dans le gout Anglais etc.» Leipzick 1796.
33.Vhately, Vatelet, de Lille ci danno descrizioni oltremodo seducenti di possessioni d'un corrispondente lusso, e delizia, quali valgono meglio di molti giardini.
33.Vhately, Vatelet, de Lille ci danno descrizioni oltremodo seducenti di possessioni d'un corrispondente lusso, e delizia, quali valgono meglio di molti giardini.
34.Non è però da dissimularsi che la freschezza, la temperatura, la limpidezza delle acque, la mossa del terreno dell'Inghilterra, l'umidità, e l'ostinazione Inglese, se non sono qualità esclusive, volute da questo genere, almeno lo rendono colà più praticabile, e più delizioso, che altrove.
34.Non è però da dissimularsi che la freschezza, la temperatura, la limpidezza delle acque, la mossa del terreno dell'Inghilterra, l'umidità, e l'ostinazione Inglese, se non sono qualità esclusive, volute da questo genere, almeno lo rendono colà più praticabile, e più delizioso, che altrove.