INDICE

INDICEPrefazionea questa seconda edizionepag. 3Avvertimentodella prima edizione21Discorso I.— Idee generali intorno alla scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale23Discorso II.— Delle differenze tra la scienza militare degli antichi e quella de' moderni35Discorso III.— Della scienza della guerra nel medio evo e delle sue relazioni con le altre scienze e con lo stato sociale45Discorso IV.— Della scienza della guerra e delle sue correlazioni con le altre scienze e con lo stato sociale dalla scoverta della polvere fino al suo risorgimento sotto Nassau e Gustavo Adolfo59Discorso V.— Delle relazioni della scienza della guerra colle altre scienze e con lo stato sociale nel periodo compreso tra il 1555 e il 1648, vale a dire tra l'abdicazione di Carlo quinto e la pace di Westfalia75Discorso VI.— Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle scienze e collo stato sociale dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz99Discorso VII.— Dello stato della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e le arti e con lo stato sociale dal trattato di Passarowitz del 1718 alla rivoluzione francese del 1789125Discorso VIII.— Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale dal 1789 al congresso di Vienna nel 1815161Discorso IX.— Intorno ai rapporti della scienza bellica colle scienze, le lettere, le arti e lo stato sociale, considerati sotto un aspetto generale dall'antichitá fino ai dí nostri211Appendice.— Alcune osservazioni del maggiore Cianciulli intorno ai progressi dell'arte della guerra ai dí nostri, in occasione di un articolo del barone maggiore Ferrari da Parma, inserito nel fascicolo settimo del giornale:Il progresso delle scienze, delle lettere e delle arti245Nota281Indice dei nomi287

NOTE:1.Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, libro III, capitolo XXXVI.2.Questa nostra opinione può esser impugnata coll'appoggio dell'opinione di chiari uomini i quali sostengono ch'era un vero progresso il sistema d'attacco dell'Oriente, cioè quello seguito da san Luigi di portare la guerra in Egitto per farne sua base contro la Terra santa. Ammettendo anche questa idea, ci permettiamo di far osservare quanto siegue:1. Che la conquista dell'Egitto, benché desse il vantaggio innegabile di evitare la strada di terra ch'era cosí lunga, pur nondimeno rendeva necessario il risalire fino ad una certa altezza la valle del Nilo, per assicurare il fianco dritto della linea di operazione contro tutto ciò che naturalmente si riuniva nell'alto Egitto, a fin di riprendere l'offensiva nel momento che il resto dell'esercito europeo operasse nella Siria; il che è confermato storicamente dalla spedizione di Napoleone nel 1799 in quelle contrade.2. Che ciò supponeva una quantitá di forze, di numero e di disciplina che mancava ai crociati.3. Che il deserto che separa l'Asia dall'Africa era un grande ostacolo come linea d'operazione avanzando in ritirata nelle disfatte.3.In effetto tutte le battaglie si riducevano piú o meno ad un urto in ordine parallelo; la vittoria, il piú sovente riportata sopra un'ala, dava per risultamento il disordine che il vincitore subiva egli stesso per abbandonarsi ad inseguire il nemico: da ciò risultava che l'ala di questo che si era conservata piú intatta ne profittava per piombare sopra i suoi avversari rimasti cosí isolati, e colui che si credea vincitore al primo periodo si trovava vinto nel secondo. Allora come anche oggidí la vittoria restava a chi conservava le ultime truppe ordinate; con la differenza che ciò che allora il caso operava, oggidí costituisce l'arte dell'impiego delle riserve, che è il punto culminante della gran tattica e che caratterizza i generali di battaglia.4.Nel nostro terzo discorso facemmo osservare che nei condottieri si poteva giá scorgere l'applicazione di un principio razionale alle militari operazioni, per cui si potrebbe reclamare a favore della scuola italiana l'anterioritá; ma giusta le ragioni esposte noi consideriamo la scienza come cosmopolita, e però la fissiamo ove ci pare essere stata piú compiutamente applicata.5.Le guerre contro gli ottomani faceano inclinare questo gran capitano agli ordini misti per resistere al numero ed alla impetuositá di quelli: ciò spiega e giustifica al tempo stesso l'opinione di questo autore.6.Se non abbiamo notato tra i capitani illustri e tra le campagne che rilevano la strategia il principe di Rohan e la sua campagna in Valtellina nel 1633, ciò si è perché questo bel modello di guerra di montagna operata con un piccolo numero di uomini non ci è parso appartenere all'epoca né aver precedenti o susseguenti se non che in periodi lontani, mentre questo episodio militare è l'anello che lega Viriate e Sertorio con Lecourbe e Molitor; per la qual cosa vi torneremo sopra trattando dell'ultimo periodo della scienza.7.Per meglio far comprendere la nostra idea che può sembrare oscura, riporteremo un riassunto della dottrina professata da Aristotile nella sua Analitica, fatto dal signor Degerando, il quale a nostro credere la mette in luce. — «La connaissance absolue embrasse ce qui est universel et ce qui est nécessaire, l'essence propre des choses; la connaissance rélative, ce qui est particulier, contingent, les accidents des choses. La première seule mérite le nom de science, la seconde ne peut recevoir que celui d'opinion ou de croyance: la première résulte de la démonstration, la seconde de l'induction; la première appartient au raisonnement, la seconde aux sens. La première est plus excellente, plus noble, d'une utilité plus étendue, d'une certitude plus entière; elle règne, domine sur la seconde». — Abbiamo trascritto questo squarcio perché ci servirá in séguito a determinare i progressi della strategia, e cosí stabilire in qual periodo e fino a che grado abbia rivestito il carattere di scienza nel senso il piú alto e conformemente alle condizioni che esige il filosofo di Stagira, cioè di abbracciare quel ch'è universale e di essere dimostrata, mentre nel periodo di cui discorriamo ci sembra che tratti dei particolari e proceda per induzione.8.Si legga e rilegga il magnifico frammento sulle campagne dei gran capitani nel secondo volume delleMemorie di Sant'Elena.9.Nell'assedio della Roccella la diga fatta gittare dal cardinale di Richelieu per impedire i soccorsi che da mare poteansi ricevere è una nuova dimostrazione del nostro assunto.10.Potendo essere accusati di esporre un principio contraddittorio come carattere dell'epoca, cioè che nel tempo in che tutto tende all'unitá delle nazioni ne indichiamo la tendenza allo scioglimento, vogliamo darne la spiegazione. L'opposizione è apparente, giacché tendevano all'unitá gli elementi simili e alla separazione i contrari, e il principio di nazionalitá doveva produrre i due effetti secondo le circostanze.11.L'amministrazione del maresciallo Suchet in Aragona è nella nostra epoca una pruova di quanto asseriamo.12.La castrametazione seguiva gli ordini di battaglia, e noi ci proponiamo di esaminare ne' seguenti discorsi i cangiamenti a cui fu soggetta e gli effetti e le cause dell'abbandono delle tende per lo serenare. Noi riserbiamo queste investigazioni cosí importanti per l'epoca nella quale le scoperte, i progressi della topografia militare e l'istituzione dello stato maggiore cui esse si legano, ne addimandano la disamina e le rendono piú interessanti.13.Diremo in appresso come il perfezionamento della tattica era impedito dalla poca mobilitá dell'artiglieria che a questa epoca, una volta stabilita in posizione, non era piú suscettiva di movimenti.14.L'esame dell'importanza dello studio nella scienza militare compirá questo nostro lavoro e sará alla fine del nono ed ultimo discorso.15.Nelle ultime due ebbe ad avversario il Montecuccoli.16.I fatti d'arme che piú tra i moderni contemporanei rassomigliano a questi sono quelli tra gli eserciti di Marmont e di Wellington nel 1812 sulle rive della Guerena e della Tormes, che poi finirono colla battaglia dell'Aropilis ove fu ferito il Marmont.17.Nella campagna del 1703 vi fu il progetto di riunire un distaccamento dell'esercito francese in Italia pel Tirolo con l'esercito di Villars in Baviera e marciare sopra Vienna; progetto degno del Villars, che aveva il genio delle masse, e sarebbe riescito se l'elettore avesse marciato verso le sorgenti dell'Inn e Vandôme verso quelle dell'Adda (vediDuvivier,Guerre de succession, tomo I, pagina 144). Nuova pruova del progresso della strategia nel periodo di cui teniamo discorso e nella quale è il germe del piano di campagna del 1796. Notare in tutte le scienze l'apparire di una idea e seguirla nel suo svolgimento e nelle sue modificazioni è il metodo piú utile per conoscere e determinare la storia di una scienza.18.La difesa di Candia depone contro la nostra asserzione, ma la confermano le difese di Lilla, di Grave e di tutte le piazze d'Europa meglio difese. Infatti tutte le opere militari posteriori hanno avuto per iscopo di vantaggiare la difesa, e tali sono il defilamento di Cormontaigne, la fortificazione perpendicolare di Montalembert, i fuochi verticali del Carnot, le fortificazioni di ferro del Paixhan, il sistema dello Chaumera, quello dell'arciduca Massimiliano, che hanno tutti per oggetto l'opporre al fuoco d'infilata qualche cosa di superiore ai bastioni, ultimo passo della difesa per fiancheggiamento.19.Il maresciallo di Sassonia ha filosoficamente ricercata l'influenza dei mezzi artificiali sul coraggio nel capitolo de' trinceramenti; ed il Carnot, preceduto dal Darcon, disperando di rinvenire un mezzo da rendere la difesa superiore all'attacco, l'indicò nell'energica volontá di chi difende le opere e non giá in esse.20.Si può opporre che le repubbliche italiane, le cittá libere di Germania, la Svezia e la Polonia formano eccezione a quanto dicemmo. Noi rispondiamo che in questi Stati, benché non vi fosse trasformazione nel governo, la tendenza e l'impulso generale eran conformi a quelli che indicammo nelle monarchie, cioè che il potere si concentrava invece di diffondersi negli altri elementi della societá.21.Il trattato di Passarowitz chiude il nostro periodo; ma come questo nulla cangiò di quello che ad Utrecht erasi stipulato, cosí abbiamo citato quest'ultimo per la sua importanza nel regolare le relazioni dell'Europa dirette a ristringere l'impero ottomano nella sua azione ed influenza, costringendolo a passare dall'offensiva alla difensiva.22.Le truppe veimariane che servirono con Turenna sono gli ultimi mercenari non permanenti che figurano nell'istoria moderna, ai quali furono sostituiti i reggimenti esteri.23.Michelet,Histoire romaine, tomo II, pagina 6.24.L'ultima ordinanza francese del 1831 benché ammetta il servirsi di due righe come eccezione, ha conservato le tre righe come ordine abituale.25.Nel quinto volume delleMemorie di Sant'Elenain una luminosa dissertazione sulla guerra dei sette anni, Napoleone è d'opinione che l'ordine obliquo non è un progresso della tattica ma è l'essenza dell'arte; per cui fu praticato in tutti i tempi dai gran capitani, mentre rientra nella categoria delle sorprese, il che non è nella sfera tattica. Imperocché egli sostiene che non può farsi una marcia di fianco in faccia ad un nemico spiegato senza commettere un grave errore ed esserne punito, poiché chi sottrae un'ala dee attendersi una contromanovra del nemico sulla sua indebolita; il che non solo la compromette, ma compromette ancora la linea di operazione che questa è destinata a conservare. Come decidere tra Federico e Napoleone? Chi oserá farlo? Il vantaggio di una scienza fissata si è quello di mettere le piú volgari intelligenze a portata di dare una opinione: noi ne profitteremo. Ciò che Napoleone dice è incontrastabile. Ciò che Federico ha operato lo è del pari. Ov'è l'equivoco? In questo: che le truppe prussiane manovravano superiormente, le altre no; le prime guadagnavano spazio e tempo e le altre lo perdevano; per cui le contromanovre o non si facevano o si facevano troppo tardi, quando la giornata era decisa.26.Nel seguente discorso in cui dovremo trattare del sistema seguito da Wellington nella guerra della penisola, faremo osservare quello che vi era di comune fra i metodi del generale inglese e quelli adottati dagli austriaci e descritti da Federico.27.Sempre che lo spirito umano scopre un metodo è nella sua natura di credersi giunto a quella superioritá ideale cui aspira. Dá in conseguenza alla scienza piú nuova un merito e degli effetti superiori alla realitá; in séguito i progredimenti stessi della scienza fanno che sia ridotta al suo reale valore. Ciò è addivenuto della strategia scientificamente considerata.28.Dovremmo uscire dai limiti che ci siamo prefissi, per estendere le nostre osservazioni e citazioni a tutte le guerre di Europa, a tutti i guerrieri dell'epoca; dovremmo citare i Munick, i Romanoff, i Souwaroff e ricordare le guerre contro i turchi tre volte rinnovellate, e la guerra delle colonie americane, e citar Giorgio Washington. Ci contenteremo di dire che i russi avevano sopra i turchi i vantaggi che ha l'Europa sull'Asia, colle qualitá che distinguono l'esercito russo, il che assicurava i loro successi. Quanto agli austriaci diremo che furono disgraziati perché non operarono in massa. E da ultimo noteremo che le operazioni degli americani contro gl'inglesi possono spiegarsi considerando la lunghezza della linea d'operazione ed i vasti spazi che quelle contrade presentano alla difensiva.29.Un punto strategico altro non è che una posizione che il nemico dee forzare, mentre se vuole oltrepassarla, colui che l'occupa può minacciare con movimenti piú corti le sue comunicazioni senza esporre le proprie. Da questa proprietá dei punti strategici è derivata l'idea enunciata di renderli forti per conservarli, anche quando l'esercito che gli occupava ne usciva per momentaneamente operare. L'arciduca Carlo nella sua sapiente opera sulla strategia ha luminosamente esposta questa teoria; Jomini, Pelet e tutti gli autori piú rinomati dell'epoca hanno su ciò insistito. Ne parleremo piú ampiamente nel nostro ottavo discorso. Ricordiamo poi che il soggetto medesimo è stato trattato dal commendatore Afan de Rivera nella sua riputata opera intitolata:Delle relazioni delle fortificazioni con la guerra. È da notarsi ancora l'opera del Burcet sulla riconoscenza delle Alpi come una pruova dell'importanza e del progresso della geografia militare.30.Nelle opere militari di Federico contengonsi i risultamenti sopra esposti del sistema prussiano.31.Se non collocammo Guischardt tra gli autori militari di primo ordine ciò non fu perché nel riputassimo indegno; ma egli ha trattata la scienza come erudito e i suoi lavori sulle antichitá militari han questo carattere. Del resto rese un gran servigio alla scienza facendo conoscere l'antichitá militare, per cosí determinare in che fosse possibile imitarla, in che no, a causa della natura delle armi.32.L'operazione fatta dall'artiglieria comandata dal general Drouot alla battaglia di Hanau per ispiegar trenta pezzi sulla sinistra in battaglia uscendo dal bosco, n'è una gran pruova. Questo movimento fu di gran conseguenza in quella giornata. Si legga l'undecimo articolo del generalPelet, inserito nelloSpettator militare.33.È da citarsi come modello del modo di combinare l'ordine sottile col profondo il passaggio del Tagliamento eseguito dal general Bonaparte nel 1797, ove ogni reggimento aveva il suo secondo battaglione in battaglia ed il primo ed il terzo in colonna serrata sulle ali, ed il tutto appoggiato da battaglioni di granatieri e dalla cavalleria in seconda linea, cogl'intervalli e le due ali appoggiate da forti batterie d'artiglieria.34.Qualche volta la riserva di cavalleria, come ad Eylau e a Lipsia nel sedici ottobre 1813, serviva con una carica a contenere le linee nemiche per lasciare operare un movimento e coordinarlo. A Wagram questa missione fu data a cento pezzi di cannone, che contennero senza truppa il centro per dar tempo a Macdonald d'arrivare e formarsi. La cavalleria però impegnata prematuramente a Waterloo, malgrado della sua rara intrepiditá fu respinta, e non contribuí poco alla perdita della battaglia l'impiego male adottato di quest'arma, come quello altresí della guardia. A Borodino la cavalleria attaccò de' ridotti e fu piú felice, ma ciò era piuttosto l'abuso che l'uso di un'arma sí difficile a ricomporre. Abbiamo citato questa eccezione per confermare vie meglio la regola.35.Le campagne del 1796 e del 1797 possono indurre in errore sulla natura e l'applicazione de' principi dell'arte se non sono studiate con attenzione e freddezza, essendo falsissimo il piano del Direttorio nel volere imporne alla corte d'Austria per la sua frontiera meglio difesa, siccome quella ch'era appoggiata al Tirolo ed alle provincie illiriche. In effetto malgrado i prodigi di scienza e di valore del capitano francese e del suo esercito, a Lodi, a Castiglione, ad Arcoli ed a Rivoli si corse rischio di perdere tutto il frutto delle piú belle operazioni giá fatte e di tornare al piè delle Alpi, nel caso in cui non si fosse avuto ogni volta uno strepitoso trionfo, tale da paralizzare per alcun tempo l'esercito austriaco e da imporne moralmente a tutti gli Stati italiani che potevano dichiararsi contro. Alla vigilia di segnare i preliminari di pace la posizione del generale francese era molto azzardata, come appare dalle sue stesseMemorie.36.Il regno di Napoli è il primo ove la guerra popolare sia stata fatta quasiché senza l'aiuto di truppe regolari. Quivi si difese la capitale nel 1799 e si combatté nell'anno medesimo alla spicciolata e nella capitale e nelle altre cittá, come ad Andria, Trani, Sansevero e Traietto. Dal 1806 in poi si vide lo stesso in Calabria, ove la difesa dell'Amantea è stata notata dagli scrittori militari, per esempio dal Dumas. La guerra di Calabria era come quella di Spagna in una piú piccola scala, e l'inazione di Massena contro i forti di Reggio e di Scilla somiglia in piccolo a quella in cui dové rimanere nel Portogallo per le medesime cause.37.NellaEnciclopediadiCourtin, all'articolo «Battaglie».38.Si legga nel secondo volume delleAntichitá militaridiGuischardtuna dotta e breve dissertazione sulle difficoltá che i romani incontrarono nella conquista della Spagna; dissertazione che dimostra quanto abbiam detto. In una memoria inedita che può servire come di commentario al Guischardt e la quale ci proponiamo di pubblicare quando che sia, abbiam trattato della guerra della penisola.39.La campagna di Russia ha avuto due periodi importanti: l'uno che ha fatto mancare l'offensiva e l'altro compromesso la ritirata. Il primo fu la riunione del secondo esercito russo tagliato dal primo dal passaggio del Niemen, il secondo la marcia dell'esercito russo di Turchia sulla Beresina; e questi due avvenimenti furono il risultamento degli errori irreparabili di due luogotenenti. Si veda l'opera diOknufiefsulla campagna del 1812.40.Si può dire che Alessandria fosse alla frontiera dell'impero, ma ciò geograficamente e non militarmente, giacché Napoleone considerava il regno d'Italia come suo militarmente e stabiliva le sue frontiere alle Alpi Noriche.41.È stato rimproverato a Napoleone l'abbandono in cui lasciò lo stato maggiore; e certo non è mai da scusare chi tien male ciò che è destinato ad essere buono, mentre costa lo stesso e rende meno. Ma d'altra parte bisogna riflettere che l'influenza dello stato maggiore, la quale si accresce in ragione che l'esperienza e la scienza mancano in un esercito, diminuisce in ragione che l'una e l'altra sono piú sparse. Questo appunto fu il caso in Francia durante le guerre dell'impero: oltre di che il capo supremo comandava in persona ed aveva il suo stato maggiore particolare.42.Abbiam creduto di far grata cosa ai nostri lettori con ristampare alla fine de' nostri discorsi l'articolo che citammo, il quale è stato considerato di aver compiutamente e trascendentemente risoluta la quistione sopra enunciata. In effetto abbiamo avuto in mano il numero delloSpettatore militaredi Francia di gennaio 1834, il quale riportando la quistione dibattuta nelProgressotra il Ferrari ed un anonimo, dice che quest'ultimo aveva svolta e dimostrata la tesi «avec autant de sagacité que de savoir». E non dobbiamo tacere le infinite obbligazioni che abbiamo verso il modesto autore di un tale articolo, il quale coi suoi incoraggiamenti ed illuminati consigli ci è stato nel nostro lavoro di guida, di scorta e di conforto.43.All'ordinanza del 1791 il Schauburg aggiunse qualche modificazione, ma nello spirito di essa, e la piú importante fu il cambiamento di direzione in massa operato per movimenti di fianco.44.Abbiamo creduto di poterci dispensare dall'enumerare alcune pratiche di guerra amministrativa le quali tenevano alle circostanze di una lunga guerra su tutti i punti di Europa, facendosi al tempo stesso il blocco di Cadice e quello di Riga. Questi metodi dettati dalle circostanze sono l'accrescimento del numero de' battaglioni fino a sette per ogni reggimento, la formazione de' reggimenti provvisori, di quelli di marcia e delle coorti delle varie bande, l'artiglieria reggimentaria ristabilita, l'ordine in colonna adottato come ordine abituale, le truppe spedite in posta, vale a dire con mezzi di trasporto straordinari, e le altre misure a queste corrispondenti. Tutte non saran certo adottate in una nuova guerra, ma molte il saranno.45.La seconda opera puramente storica dell'arciduca sulla campagna del 1799 è comparsa dopo l'epoca che trattiamo, ed in essa trovasi un ampio sviluppo sulla guerra di montagna teoricamente considerata. Noi abbiam fatto un'analisi compiuta di quest'opera dell'arciduca, analisi che pensiamo pubblicare in séguito; il che ci dispensa dall'esporre gl'importanti cangiamenti che ha subiti la guerra di montagna, dei quali avevamo promesso di tener parola dipoi, ed ora nol facciamo per non allungare di piú questo giá sí lungo discorso. Ci limitiamo a indicare che fu dapprima attaccata una esagerata importanza alla possessione delle piú alte montagne, che quindi si vide per la prima volta manovrare con grandi masse composte di tutte le armi in queste regioni alpestri e inospitali, ma che in séguito le escogitazioni della scienza del pari che l'esperienze degli avvenimenti avevano fatto conoscere che nelle vallate ricche di mezzi di sussistenza gli eserciti numerosi potevano difendere e dominare la parte montana della contrada strategicamente considerata.46.I nomi di Herschell, Oriani, di Piazzi e di Zach appartengono a' progressi dell'astronomia in questa epoca.47.La natura delle relazioni di cui parliamo in questa quistione non è ai nostri sguardi la stessa di quella che abbiam dimostrato esistere tra l'arte della guerra e le scienze tutte e della quale ci siamo occupati negli anteriori discorsi. Non pretendiamo punto dimostrare che i progressi delle arti della pace sieno stati per cosí dire paralleli e coordinati a quelli delle arti della guerra. Non è sotto l'aspetto puramente intellettuale che noi consideriamo questi rapporti, ma sotto quello piú particolare de' sentimenti eccitati dalle une ed espressi ed esternati dalle altre. Ben vediamo che un metodo di esprimere de' sentimenti eccitati da un avvenimento qualunque, una volta che sia trovato, può servire ad esprimerne degli altri totalmente diversi. Allora pare che il metodo non abbia alcun rapporto col primo sentimento espresso, e chi volesse parlare di quel primo rapporto caderebbe in una apparente contraddizione. A noi basta ricordare a questo proposito per giustificare il nostro assunto in questa quistione la sentenza di Dante, che credette la poesia non poter toccare il suo apice se non che quando avrebbe parlato di armi, materia di altissimo canto.48.Alcuni filosofi tra i quali il Bonstetten hanno separata l'intelligenza dall'immaginazione, considerando questa in generale come la facoltá che crea nella letteratura e nelle belle arti piú particolarmente. Or come pel nostro assunto ci serviamo delle filosofiche dottrine, ma non abbiamo la pretensione di discuterle, ne risulta che ci serviamo dei termini piú generali, tanto piú che crediamo che ogni creazione si operi coll'intelligenza e che nulla si possa fare col mettere in azione una sola facoltá. La classificazione delle facoltá è arbitraria, perché in natura esse sono unite; per lo che quando si dice l'immaginazione sia la facoltá che crea la poesia, ciò vuol dire che preponderi in quella creazione e non giá che operi da per sé sola, mentre è assurdo il supporre un prodotto qualunque dello spirito umano al quale la ragione e la memoria non abbiano parte alcuna.49.Il Bonald che ha detto essere la letteratura l'espressione della societá, ha fatto talmente approvare la sua definizione ch'è divenuta di un uso comune e di una non contestata esattezza. Soscrivendo a questa opinione generale crediamo esser verissimo che la letteratura, come quella che riassume tutto lo stato sociale considerato nei suoi sentimenti e nelle idee che producono l'azione, ne sia la piú compiuta espressione; ma crediamo ciò non ostante che lo stato delle scienze belliche ne sia anche un compiuto riflesso, e crediamo non essere esclusivi quando conveniamo che ogni lato dello scibile e dello stato sociale produce lo stesso risultamento a secondo della sua importanza e delle sue relazioni cogli altri.50.L'opera del Bealtie sulle simiglianze della poesia e della musica e le loro differenze svolge con maestria l'idea che qui indichiamo.51.Nelle societá quali erano le antiche non vi era unitá né di tattica né di lingua né di letteratura né di musica, come non ve n'era né legislativa né religiosa. Tra i moderni avviene il contrario, e la lingua piú universale è la musica. Al Cairo, a Filadelfia, a Lisbona, a Pietroburgo, a Londra, a Napoli, a Costantinopoli, un reggimento che marcia lo fa al suono di una musica di Rossini o di altro distinto compositore. Questa uniformitá di gusto esprime chiaramente che le simiglianze tra i moderni superano le differenze.52.In appoggio del nostro assunto ricordiamo ai nostri lettori che negli ordini del giorno che precedettero le battaglie di Austerlitz e di Jena il supremo conduttore non si limitò ad eccitare i sentimenti del suo esercito, ma discese a provare che strategicamente e tatticamente il nemico era in una falsa posizione, per cui se si combatteva con energia, la vittoria era sicura e vasta nei suoi risultamenti. Questo esempio di un generale che confida i gran segreti della guerra ai propri soldati, mentre che prima o altrove si tenevan celati anche agli uffiziali generali di secondo ordine, è una luminosa dimostrazione dell'intelligenza sparsa in un popolo simboleggiato dal suo esercito ed è una pruova novella delle modificazioni che l'eloquenza subisce secondo che vuol muovere o persuadere.53.Tutta la distanza che separa la conoscenza della scienza dall'applicazione come arte sta nella difficoltá di saper determinare con esattezza ove cessino le simiglianze e dove comincino le differenze; ecco perché in certi periodi si vedono molti uffiziali istruiti e pochi capitani.54.Montholon, tomo V.55.Il seguente passo dellaStoria del 1812di Segur, riguardante la posizione dell'esercito presso Wilna in dicembre, appoggia la nostra opinione. — «In mezzo a questo uragano, a tutte le disgrazie e a tutti gli elementi scatenati che ci assediavano, alcuni uffiziali che sapeano ancor speculare, nel nostro secolo che qualche scoperta incoraggia a tutto spiegare, colá in mezzo agli acuti patimenti che loro arrecava il vento del nord cercavan la cagione della sua direzione costante». —Segur, volume II, pagina 372.56.Nessuno ignora che nel medio evo la pace succedente alla guerra era fatale per la difficoltá di licenziare i mercenari, i quali non avendo posto civile nella societá, la turbavano per poter vivere: le bande nere del Du Guesclin ne sono una pruova. Che si compari a ciò il licenziamento dell'esercito della Loira nel 1815, come rientrasse questo subito nella societá e divenisse utile come produttore; e si potrá misurare la differenza da un esercito levato in una societá fusa, a quello di mercenari in una classificata.57.Per meglio spiegare la nostra idea crediam vero che la descrizione che Erodoto fa dell'esercito di Serse, quella che nel Tasso si trova dell'esercito de' crociati, quella del Giovio dell'esercito di Carlo ottavo, come quella del Laborde dell'esercito di Napoleone nel passaggio del Danubio prima del 1809, possano offrire il quadro dello stato sociale in queste quattro epoche.58.Le guerre posteriori al congresso di Vienna non sono nei limiti che ci siam prescritti, ma nessuna grande innovazione vi si è veduta, e noi crediamo che la novitá desiderata dall'arte e la nuova èra della sua storia debbano essere il risultamento dell'applicazione del vapore alle armi. Allora una potente modificazione in queste ne produrrebbe, come sempre, una negli ordini e da questi in tutte le parti cosí secondarie che trascendenti della scienza e dell'arte. Queste considerazioni ci hanno determinato a fissare l'epoca alla quale ci siamo limitati; e ripetiamo che nell'operazione da noi notata scorgemmo il complesso dei progressi della scienza e dell'arte da' suoi primi lineamenti sino ai nostri dí.59.MontecuccolidelGrassi, tomo I, pagina 282.60.La tesi del signor Ferrari è posta in tai termini: — «Per la qualitá dei tempi i quali corsero dai primi rivolgimenti di Francia fino a qui, ripieni sempre di opere e di fazioni militari, tiensi comunemente che di tutte le scienze ed arti quelle singolarmente si vantaggiassero che alla milizia riguardano, e queste crescessero a nuovo e straordinario avanzamento; ciò che per altro non è...».61.Quelle principalmente della cavalleria, la quale per lui prima e piú tardi per lo gran Seidlitz poté aspirare a nuovi e piú alti destini. È noto come anche innanzi al tempo in cui Federico ascese al trono, la fanteria prussiana fosse giunta ad un alto grado di perfezionamento sí nell'armamento che nei fuochi e nelle evoluzioni, mercé le cure del principe di Anhalt, e si fosse giá segnalata sotto questo triplice aspetto nelle guerre d'Italia come ausiliaria negli eserciti imperiali comandati dal principe Eugenio di Savoia. Non cosí la cavalleria, della quale Federico ebbe a dire dopo la vittoria da lui ottenuta a Molwitz nel 1741, epoca della sua prima campagna: — «Le roi profita de cette inaction(quella che seguí la detta battaglia)pour exercer sa cavalerie, pour lui apprendre á manœuvrer et á changer sa pesanteur en célérité». — VediŒuvres de Frédéric, histoire de mon temps, capitolo III. E per le evoluzioni,Mirabeau,Monarchie prussienne, système militaire.62.Donde si potrebbe, rigorosamente ragionando, dedurre la convenienza delle due o delle tre righe nella formazione dell'infanteria; quistione non ancora fermata, meno che presso gl'inglesi, i quali nella guerra della penisola ebbero, a quel che pare, a trarre infinito profitto dall'infanteria disposta in due righe. E poiché la terza riga non può tirare se non quando la prima è in ginocchio — situazione pericolosa spesso e sempre incomoda e faticosa, — e poiché poco vantaggiano i fuochi dal caricar delle armi della terza riga per la seconda, cosí può supporsi esser preferibile di ordinar l'infanteria in due righe. La fluttuazione delle marcie in battaglia, maggiore su di due che su di tre righe, secondo a me sembra contrariamente al parere del generale di Chambray, potrebbe essere efficacemente riparata aggiugnendo alcun poco al numero ed ai doveri dei serrafile. Rimarrebbero all'ordine su due righe i seguenti vantaggi: 1. di acquistare un terzo di uomini, che messi sulle ali le prolungherebbero fornendo dei fuochi che non darebbero in terza riga, e messi altrove fornirebbero una riserva utile in mille guise; 2. di subire meno dannosamente i colpi delle artiglierie; 3. di fare svanire i danni che nei fuochi la terza riga non di rado cagiona alla prima, segnalati da molti ed ultimamente con energia dal marescialloGouvion-Saint-Cyrnelle sueMemorie(campagna del 1813). Egli è però vero che l'infanteria in due righe abbisogna di molta calma e fermezza, e che nella formazione dei quadrati sarebbe forse necessario di prescrivere che, salvo solamente quelli composti da un sol battaglione, gli altri tutti dovessero ordinariamente formarsi su di due linee. Quale importante mutazione non avverrebbe in tattica, ove i maestri di guerra che ancor vivono in Europa imprendessero coi loro lumi e con la loro esperienza a risolvere un tal problema, ed ove risolvendolo paresse loro di adottar la formazione in due righe?63.Cosí la Francia variò piú volte l'unitá di forza denominata «battaglione», sí nel numero delle compagnie che nel numero dei soldati, e tentò di piegarla non solamente ai bisogni del comando e delle evoluzioni ma inoltre ai fini diversi delle guerre che imprendeva. Non è difficile di distinguere che altra deve esser la forza ed il numero dei battaglioni in reggimenti destinati a guerre offensive e lontanissime, ed altra in guerre difensive e vicine. In queste, prossimo l'esercito ai soccorsi, non s'indebolisce per le distanze e ripara prontamente le perdite, onde quelle unitá possono e debbono nei reggimenti essere meno numerose e meno forti. Nelle guerre lontane deve conservare il numero e la forza, per non giungere troppo debole sul teatro della guerra, per poter attendere i soccorsi, partendo nondimeno con unitá che non eccedano gli estremi limiti che possano permettere l'amministrazione e la disciplina, per potere al bisogno fondere insieme piú battaglioni senza che dall'organizzazione scompariscano i reggimenti, le brigate... Cosí i volteggiatori divenivano la vera infanteria leggiera degli eserciti, e da per tutto si dismettevano i corpi irregolari che ne tenevano imperfettamente luogo. Cosí gl'inglesi presentavano utilmente alla meditazione dell'Europa l'infanteria ordinata in due righe. Cosí si riunivano in forti riserve la cavalleria e l'artiglieria, per lo innanzi disgiuntamente adoperate. Infine gli eserciti francesi, dopo il campo di Boulogne, conservando nei singoli corpi le evoluzioni pria tolte ai prussiani e poi rendute perfette dall'ammirabile regolamento del 1791, che indi venne modificato in qualche evoluzione piuttosto riguardo ai modi che riguardo ai princípi, ma applicate dai generali in modo piú vasto, piú ardito, piú trascendente, poterono combattere con quei prussiani medesimi, tanto a loro superiori in tattica sino ai primi anni delle ultime guerre. Donde potrebbe credersi che i francesi raggiugnessero in tattica al punto risolutivo i loro avversari, piuttosto che questi i francesi. Ciò intendo in ordine alla tattica. — «I francesi... nulla piú operando di considerevole quanto... alla costituzione ed all'uso materiale delle forze, lasciavansi raggiugnere al punto risolutivo, quello cioè dell'affrontamento sui campi...». — Cosí il barone maggiore Ferrari.64.È noto quante differenti ruote entrino nel sistema del Gribeauval, e quanto il suo carriaggio militare disti dal sistema inglese di cui è parola, e quanto ancora ne disti l'attuale carriaggio francese. Il comitato di artiglieria formato in Francia nel 1827 cosí si esprime in ordine al nuovo carriaggio militare: — «Des expériences comparatives faites avec soin en 1824 et 1825 dans cinq écoles d'artillerie ont constaté les avantages que donnent au nouveau modèle d'affûts et caissons d'artillerie de campagne le mode d'attache des deux trains, l'égalité de la hauteur des roues et un avantrain commun á l'affût et aux caissons principaux, objets par lesquels le nouveau système diffère du système Gribeauval. Ces avantages bien reconnus consistent en plus de semplicité dans les constructions, en un roulage plus facile, en plus de tournant, plus de célérité dans les manœuvres et plus de facilité á franchir tous les obstacles». — Conosco le gravi accuse prodotte dal generale Allix, riputatissimo artigliere, contro il sistema del Comitato. Esse nondimeno non sono dirette a sostenere che il sistema Gribeauval sia rimasto invariato o che debba rimanere invariabile; per lo contrario, dopo d'aver dedotto i difetti di questo sistema e preferito quello dell'anno XI, rivendica alcuni dei miglioramenti del Comitato come suoi propri, critica il rimanente come inferiore a quello del Gribeauval e dell'anno XI, finalmente espone il suo metodo. Ignoro dopo l'anno 1830 quale sia stato il sistema preferito nelle artiglierie di Francia.65.Il corpo del treno fu organizzato in Francia per decreto dei consoli del 13 nevoso anno VIII, non senza chi sostenesse esser di avvilimento per un soldato il «divenir carrettiere»; ed in Inghilterra del 1793 sotto gli auspíci del duca di Richmond. I cannonieri a cavallo furono adottati in Russia per cura del general Milessino negli ultimi anni dell'imperatrice Caterina seconda, in una maniera molto imperfetta. Paolo primo li apprezzò poco, in odio della loro origine, che supponeva esser francese-repubblicana e non giá prussiana.66.Se il generale Elsnitz contro la guardia consolare a Marengo, se la cavalleria francese al primo combattimento di Krasnoi nel 1812 contro il generale Newroscki, avessero potuto far precedere le loro cariche dal fuoco di pronte artiglierie, né il general russo avrebbe recato a termine la sua bella ritirata, né il quadrato di Marengo avrebbe stancata e tenuta sí lungamente occupata la bella e numerosa cavalleria imperiale. Ma il generale Elsnitz sembra che ne mancasse; ed i francesi a Krasnoi ne attesero per lungo tempo, e poi sopravvenne assai poca artiglieria alleata e non perfettamente servita. La cavalleria inglese non riuscí contro i quadrati della guardia francese a Waterloo se non dopo di averli per cosí dire battuti in breccia con la sua artiglieria.67.Come afferma il signor maggiore Ferrari, pagina 16, nota 1. Nondimeno i cannonieri a cavallo, francesi, russi, prussiani, polacchi (del granducato di Varsavia), italiani d'ogni paese..., ebbero parte in molte vittorie.68.Il tenente generale Allix (Système d'artillerie de campagne deD. G.Allix, Paris, Auselin et Prochard, 1827), giudice competente per lunghi ed importanti comandi (e taccio d'altri), si esprime su tale assunto in tai termini: — «J'ai vu et entendu beaucoup de songecreux qui n'ont vu... la guerre que dans les bureaux du ministère... avoir à cet égard(l'abolizione dei cannonieri a cavallo)la meilleure volonté du monde. Gassendi a prêché ce système...; mais c'était chez-lui par principe d'économie et non par défaut de connaissance. Et en effet en supprimant les chevaux de l'artillerie á cheval, on évite... les dépenses... Mais il y a á la guerre des économies qui ne sont pas bonnes á faire...». — Ed in séguito: — «Ce serait ignorer la nature même des choses, de vouloir donner á l'artillerie á pied la même vitesse qu'á l'artillerie á cheval... Aussi tous les efforts pendant le cours de nos dernières guerres pour démonter les cannoniers et substituer aux chevaux pour porter les cannoniers les voitures mêmes de l'artillerie, ont-ils étés sans succès». — In Francia i tentativi per trasportare i cannonieri sui carri precedettero quelli mercé i quali furono messi a cavallo. La esperienza non raccomandò il primo modo di trasporto; il secondo fu seguito da lunghi e brillanti successi, onde si giunse all'abuso. Federico, reso piú leggiero il suo materiale di artiglieria, creò i cannonieri a cavallo e li conservò sempre gelosamente. Tornare aiwurstsará progredire? I dotti ne giudicheranno.69.La Prussia conserva in pace centotto pezzi serviti da cannonieri a cavallo e centosessantadue da cannonieri a piedi. In guerra sembra che i primi stiano ai secondi come uno a quattro. IlCaraman,Essai sur l'armée prussienne,pagina 110 (Paris, 1831),cosí si esprime: — «Comme on tient beaucoup... á la perfection des manœuvres, on exige beaucoup de l'artillerie á cheval, qui est habituée á suivre et la plus part du temps á précéder les mouvements les plus rapides de la cavalerie: elle exécute ordinairement au galop, souvent en carrière...».70.È giusto di riflettere non essere ussaro chiunque monta su di un cavallo, ma colui solamente che si serve del cavallo per lo fine e nelle guise degli ussari.71.L'autore dell'articolo redarguisce coloro i quali mettendo a cavallo un artigliere, lo resero mozzo e l'obbligarono all'istruzione d'un cavaliere; approva che sia divenuto vetturino. Ammesso che ciò stia bene, sarebbe questo un nuovo miglioramento pensato da uomini istruiti dalle ultime guerre.72.Nelle artiglierie inglesi ed anche nel sistema dell'anno XI ed in quei che lo precedettero. Non è mestieri di ricordare la profusione del calibro da quattro nel sistema di Gribeauval, la scarsezza degli obusieri, la disseminazione dei pezzi nei battaglioni..., colpa dei tempi piú che sua; ma alla perfine era cosí. Del rimanente pei miglioramenti gravi introdotti nell'artiglierie, come per la convenienza dei cannonieri a cavallo e del loro modo di combattere uniti alla cavalleria, si veggano le opere sommamente istruttive dei signoriGrevenitzeDecker(traduzione delRavicchio), opere in cui non meno è ad ammirarsi il vasto sapere che la profonda esperienza di quei chiarissimi e laboriosi autori, esperienza che accompagna tutte le altre opere del Decker (PerGrevenitz, Parigi, 1831, presso Levrault; e perDecker, Parigi, 1825 e 1831, presso il medesimo).73.Fin dal cominciamento delle ultime guerre s'intese in Francia il bisogno di un cambiamento nel sistema del Gribeauval, e le organizzazioni dell'anno III repubblicano, dell'anno VIII e dell'anno IX vi provvidero diversamente. Onde il generalLespinassenel suoEssai sur l'organisation de l'artillerie(Paris, an. VIII) può dire a nota (b): — «Si lorsque le général Gribeauval a organisé le canon de campagne, nos armées avaient été composées comme aujourd'hui de divisions considerées comme éléments déterminés, il aurait changé la composition de ses divisions d'artillerie...». — Il celebre general Gribeauval, mente vasta ed ordinata, colma delle dottrine francesi nell'arma sua e della sperienza della guerra dei sette anni che fece negli eserciti imperiali, rigenerò l'artiglieria di campagna (sistema Vallière) della Francia, e fu il primo artigliere forse di Europa; ma la guerra cambiò dopo di lui e con essa le applicazioni dell'arma. — «Napoléon fit dans le service de l'artillerie une revolution en rapport avec les changements que des longues guerres ne pouvaient manquer d'amener dans le moral de l'armée». —Foy,Guerre de la peninsule, pagina 120.74.Il Dupin riferisce che in Inghilterra i razzi sono stati provveduti di recipienti per metraglia e provati in tal modo. Ignoro se ad epoche molto remote siano stati adoperati in Europa come artiglierie, ma par dimostrato che nelle Indie Tippoo se ne servisse contro l'esercito inglese nella difesa della sua capitale.75.Questo proietto è per metá pieno e per metá vuoto e riempito di palle. Scoppia ad una data distanza.76.I ponti del Danubio al secondo passaggio dell'esercito francese nel 1809. I ponti a botti cilindriche tentati in Inghilterra ed in Francia. Lo strettoio idraulico indicato dalDupin, di cui potrá consultarsi la distinta e compiuta opera, che non potrei né riassumere né svolgere adeguatamente:Voyages dans la Grande Bretagne. Forces militaires, tomo II:Études et travaux. È evidente non essere opera di un cosí breve discorso il presentare una sposizione comparata di ciascuna parte della scienza bellica e delle sue applicazioni. Accennando alcuno dei lavori e perfezionamenti degli ultimi tempi è mio pensiere d'indicare solamente il movimento degli spiriti, che in ogni luogo di Europa si portava acremente al miglioramento d'ogni parte di essa, e di notare alcuno tra i suoi effetti. Vedi l'opera delDrieuxed il Saggiosui ponti militaridelDouglas.77.Il maggior barone Ferrari condanna i dragoni e come infanteria e come cavalleria, e pare che pensi d'accordo col Rogniat che due sole specie di cavalleria debbano entrare nella composizione di uno esercito: la leggiera e la grave.78.Sembra che in Francia tutta la cavalleria media e leggiera sia ora armata di moschetto (mousqueton), ordinariamente sospeso alla bandoliera. Ignoro se i dragoni o anche i cacciatori siano o pur no armati di baionetta. Di certo poi i dragoni sono destinati a combattere a piedi. Il gran Federico esigeva che i suoi dragoni fossero accuratamente esercitati nelle evoluzioni d'infanteria e gli armava di piccolo fucile e di baionetta. Bonaparte consiglia che tutta la cavalleria venga addestrata a combattere a piedi. VediMontholon, tomo II, pagina 169 eMirabeau, opera citata, pagina 107.79.Le gravi differenze che passano tra la coscrizione quale ora si pratica in molti Stati d'Europa e quella in uso presso i popoli dell'antichitá dotta, è facile di scorgerle ove solamente si consideri la differenza degli ordinamenti civili nelle due epoche, ed ove si legga e si ponderi il rapporto fatto su tale oggetto dal generale Jourdan al Consiglio dei Cinquecento nell'anno 1799.80.Dissi determinando le tre forme ed epoche successive della qualitá degli eserciti: milizie feudali o comunali, eserciti permanenti, armate coscritte. Altri potrá meglio denominarle; a me bastava di trovare una indicazione qualunque, la quale esprimesse la mia idea e dividesse sensibilmente i tre periodi.81.Rampon a Montenotte, Gujeux a Salò, Kellerman a Marengo, Richepanse ad Hohenlinden, Mortier a Diernstein, l'ammirabile difesa delle strette di Koesen, la stessa battaglia d'Averstaed, i successi delle avanguardie francesi in tutte le direzioni dopo le battaglie gemelle di Jena e di Averstaed... La materia è abbondante, a scelta sola e difficile.82.Gli eserciti di Francia nel 1800, 1813 e 1815, della Prussia nel 1813 e dell'Austria nel 1809.83.Il passaggio delle Alpi nel 1800; la marcia dalle coste dell'Oceano, che conteneva le vittorie di Ulm e poi di Austerlitz; le operazioni che diedero luogo al passaggio della Saale nel 1807 ed alle sue conseguenze, e quelle che precedettero il doppio passaggio del Danubio nel 1809.84.Il glorioso risorgimento della Prussia nel 1813, militarmente preparato ed operato dal distintissimo general Scharnost.85.Attribuita a Sua Altezza imperiale l'arciduca Carlo d'Austria; princípi di cui fece sí brillante applicazione contro gli eserciti francesi della Sambra e Mosa e del Reno e Mosella nel 1796.86.Differenza facile a scorgersi paragonando gli scrittori militari delle due epoche. Nella prima la castrametazione, le evoluzioni, gli ordini distesi e profondi, l'armamento, la piccola guerra, la scelta delle posizioni formano lo scopo cui tende quasi unicamente lo spirito degli scrittori, come in Feuquières, Puysegur, nei profondisti e nei loro avversari, in Maurizio di Sassonia, negli eruditi, come in Guischardt, in Maireroi e nel piú sagace indagatore degli effetti e cambiamenti prodotti dalla polvere, Mauvillon.Indi ed intermediatamente Eugenio, Lloyd, l'immortale Federico, Bulow, accennano il passaggio ad un nuovo genere d'analisi, la quale s'ingegna di dedurre princípi e regole fisse ed universali, dai fatti tenta di elevar l'arte a scienza, di svelare il secreto dei grandi uomini di guerra. Aggiungo il Rohan (ma non cronologicamente) che tanto disse, ed in sí poche pagine, della guerra di montagna; argomento ripreso ai dí nostri con ugual sobrietá e sostanza dal Lecourbe dissertando, dal Molitor raccontando...Nella seconda epoca in tale carriera si avanza con un gran corredo di fatti, di sagacitá, di ragionamento, il Jomini nelle diverse sue opere divenute classiche; il Pelet analizzando alcune campagne, in cui mirabilmente accoppia la descrizione drammatica di una battaglia, lucidamente indicando ogni evoluzione, all'alto concepimento, all'idea prima e semplice donde emana ogni fatto, ond'è che può ugualmente formare un uffiziale di battaglia ed una mente regolatrice, se tuttavia una mente tale può essere formata da libri e da insegnamenti; il Dumas, accurato scrittore, critico distinto e sobrio, il piú compiuto istorico militare della Francia; infine il Gourgaud, il Vaudoncourt, il Koch, lo Stutterheim, il Boutourlin, il Vacani, il Wilson, il Londonderry-Wane, il Napier il quale ha meritato che il Dumas lo annotasse e che ha preso giustamente posto tra' piú rinomati scrittori militari della nostra epoca, e massimamente leMemoriedi capitani francesi, come dei Suchet, Saint-Cyr... e di colui che grandeggia tra loro nel posto solitario dei geni.87.Anche allorché si aggiugnesse a questo ritrovato l'abolizione dei dragoni e dei cannonieri a cavallo, triplice condizione in che il barone maggiore Ferrari sembra faccia consistere l'incremento dell'arte e della scienza della guerra.88.Il signor Ferrari promette che una sua invenzione, di cui lungamente ragiona, renderá facile e sicuro il servirsi della polvere da percussione per comunicar il fuoco alla carica di qualunque fucile da guerra. Nelle artiglierie napolitane si sono giá fatti, ignoro con qual meccanismo e con qual successo, dei saggi per adattare tale polvere all'accensione della carica dei cannoni.

1.Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, libro III, capitolo XXXVI.

1.Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, libro III, capitolo XXXVI.

2.Questa nostra opinione può esser impugnata coll'appoggio dell'opinione di chiari uomini i quali sostengono ch'era un vero progresso il sistema d'attacco dell'Oriente, cioè quello seguito da san Luigi di portare la guerra in Egitto per farne sua base contro la Terra santa. Ammettendo anche questa idea, ci permettiamo di far osservare quanto siegue:1. Che la conquista dell'Egitto, benché desse il vantaggio innegabile di evitare la strada di terra ch'era cosí lunga, pur nondimeno rendeva necessario il risalire fino ad una certa altezza la valle del Nilo, per assicurare il fianco dritto della linea di operazione contro tutto ciò che naturalmente si riuniva nell'alto Egitto, a fin di riprendere l'offensiva nel momento che il resto dell'esercito europeo operasse nella Siria; il che è confermato storicamente dalla spedizione di Napoleone nel 1799 in quelle contrade.2. Che ciò supponeva una quantitá di forze, di numero e di disciplina che mancava ai crociati.3. Che il deserto che separa l'Asia dall'Africa era un grande ostacolo come linea d'operazione avanzando in ritirata nelle disfatte.

2.Questa nostra opinione può esser impugnata coll'appoggio dell'opinione di chiari uomini i quali sostengono ch'era un vero progresso il sistema d'attacco dell'Oriente, cioè quello seguito da san Luigi di portare la guerra in Egitto per farne sua base contro la Terra santa. Ammettendo anche questa idea, ci permettiamo di far osservare quanto siegue:

1. Che la conquista dell'Egitto, benché desse il vantaggio innegabile di evitare la strada di terra ch'era cosí lunga, pur nondimeno rendeva necessario il risalire fino ad una certa altezza la valle del Nilo, per assicurare il fianco dritto della linea di operazione contro tutto ciò che naturalmente si riuniva nell'alto Egitto, a fin di riprendere l'offensiva nel momento che il resto dell'esercito europeo operasse nella Siria; il che è confermato storicamente dalla spedizione di Napoleone nel 1799 in quelle contrade.

2. Che ciò supponeva una quantitá di forze, di numero e di disciplina che mancava ai crociati.

3. Che il deserto che separa l'Asia dall'Africa era un grande ostacolo come linea d'operazione avanzando in ritirata nelle disfatte.

3.In effetto tutte le battaglie si riducevano piú o meno ad un urto in ordine parallelo; la vittoria, il piú sovente riportata sopra un'ala, dava per risultamento il disordine che il vincitore subiva egli stesso per abbandonarsi ad inseguire il nemico: da ciò risultava che l'ala di questo che si era conservata piú intatta ne profittava per piombare sopra i suoi avversari rimasti cosí isolati, e colui che si credea vincitore al primo periodo si trovava vinto nel secondo. Allora come anche oggidí la vittoria restava a chi conservava le ultime truppe ordinate; con la differenza che ciò che allora il caso operava, oggidí costituisce l'arte dell'impiego delle riserve, che è il punto culminante della gran tattica e che caratterizza i generali di battaglia.

3.In effetto tutte le battaglie si riducevano piú o meno ad un urto in ordine parallelo; la vittoria, il piú sovente riportata sopra un'ala, dava per risultamento il disordine che il vincitore subiva egli stesso per abbandonarsi ad inseguire il nemico: da ciò risultava che l'ala di questo che si era conservata piú intatta ne profittava per piombare sopra i suoi avversari rimasti cosí isolati, e colui che si credea vincitore al primo periodo si trovava vinto nel secondo. Allora come anche oggidí la vittoria restava a chi conservava le ultime truppe ordinate; con la differenza che ciò che allora il caso operava, oggidí costituisce l'arte dell'impiego delle riserve, che è il punto culminante della gran tattica e che caratterizza i generali di battaglia.

4.Nel nostro terzo discorso facemmo osservare che nei condottieri si poteva giá scorgere l'applicazione di un principio razionale alle militari operazioni, per cui si potrebbe reclamare a favore della scuola italiana l'anterioritá; ma giusta le ragioni esposte noi consideriamo la scienza come cosmopolita, e però la fissiamo ove ci pare essere stata piú compiutamente applicata.

4.Nel nostro terzo discorso facemmo osservare che nei condottieri si poteva giá scorgere l'applicazione di un principio razionale alle militari operazioni, per cui si potrebbe reclamare a favore della scuola italiana l'anterioritá; ma giusta le ragioni esposte noi consideriamo la scienza come cosmopolita, e però la fissiamo ove ci pare essere stata piú compiutamente applicata.

5.Le guerre contro gli ottomani faceano inclinare questo gran capitano agli ordini misti per resistere al numero ed alla impetuositá di quelli: ciò spiega e giustifica al tempo stesso l'opinione di questo autore.

5.Le guerre contro gli ottomani faceano inclinare questo gran capitano agli ordini misti per resistere al numero ed alla impetuositá di quelli: ciò spiega e giustifica al tempo stesso l'opinione di questo autore.

6.Se non abbiamo notato tra i capitani illustri e tra le campagne che rilevano la strategia il principe di Rohan e la sua campagna in Valtellina nel 1633, ciò si è perché questo bel modello di guerra di montagna operata con un piccolo numero di uomini non ci è parso appartenere all'epoca né aver precedenti o susseguenti se non che in periodi lontani, mentre questo episodio militare è l'anello che lega Viriate e Sertorio con Lecourbe e Molitor; per la qual cosa vi torneremo sopra trattando dell'ultimo periodo della scienza.

6.Se non abbiamo notato tra i capitani illustri e tra le campagne che rilevano la strategia il principe di Rohan e la sua campagna in Valtellina nel 1633, ciò si è perché questo bel modello di guerra di montagna operata con un piccolo numero di uomini non ci è parso appartenere all'epoca né aver precedenti o susseguenti se non che in periodi lontani, mentre questo episodio militare è l'anello che lega Viriate e Sertorio con Lecourbe e Molitor; per la qual cosa vi torneremo sopra trattando dell'ultimo periodo della scienza.

7.Per meglio far comprendere la nostra idea che può sembrare oscura, riporteremo un riassunto della dottrina professata da Aristotile nella sua Analitica, fatto dal signor Degerando, il quale a nostro credere la mette in luce. — «La connaissance absolue embrasse ce qui est universel et ce qui est nécessaire, l'essence propre des choses; la connaissance rélative, ce qui est particulier, contingent, les accidents des choses. La première seule mérite le nom de science, la seconde ne peut recevoir que celui d'opinion ou de croyance: la première résulte de la démonstration, la seconde de l'induction; la première appartient au raisonnement, la seconde aux sens. La première est plus excellente, plus noble, d'une utilité plus étendue, d'une certitude plus entière; elle règne, domine sur la seconde». — Abbiamo trascritto questo squarcio perché ci servirá in séguito a determinare i progressi della strategia, e cosí stabilire in qual periodo e fino a che grado abbia rivestito il carattere di scienza nel senso il piú alto e conformemente alle condizioni che esige il filosofo di Stagira, cioè di abbracciare quel ch'è universale e di essere dimostrata, mentre nel periodo di cui discorriamo ci sembra che tratti dei particolari e proceda per induzione.

7.Per meglio far comprendere la nostra idea che può sembrare oscura, riporteremo un riassunto della dottrina professata da Aristotile nella sua Analitica, fatto dal signor Degerando, il quale a nostro credere la mette in luce. — «La connaissance absolue embrasse ce qui est universel et ce qui est nécessaire, l'essence propre des choses; la connaissance rélative, ce qui est particulier, contingent, les accidents des choses. La première seule mérite le nom de science, la seconde ne peut recevoir que celui d'opinion ou de croyance: la première résulte de la démonstration, la seconde de l'induction; la première appartient au raisonnement, la seconde aux sens. La première est plus excellente, plus noble, d'une utilité plus étendue, d'une certitude plus entière; elle règne, domine sur la seconde». — Abbiamo trascritto questo squarcio perché ci servirá in séguito a determinare i progressi della strategia, e cosí stabilire in qual periodo e fino a che grado abbia rivestito il carattere di scienza nel senso il piú alto e conformemente alle condizioni che esige il filosofo di Stagira, cioè di abbracciare quel ch'è universale e di essere dimostrata, mentre nel periodo di cui discorriamo ci sembra che tratti dei particolari e proceda per induzione.

8.Si legga e rilegga il magnifico frammento sulle campagne dei gran capitani nel secondo volume delleMemorie di Sant'Elena.

8.Si legga e rilegga il magnifico frammento sulle campagne dei gran capitani nel secondo volume delleMemorie di Sant'Elena.

9.Nell'assedio della Roccella la diga fatta gittare dal cardinale di Richelieu per impedire i soccorsi che da mare poteansi ricevere è una nuova dimostrazione del nostro assunto.

9.Nell'assedio della Roccella la diga fatta gittare dal cardinale di Richelieu per impedire i soccorsi che da mare poteansi ricevere è una nuova dimostrazione del nostro assunto.

10.Potendo essere accusati di esporre un principio contraddittorio come carattere dell'epoca, cioè che nel tempo in che tutto tende all'unitá delle nazioni ne indichiamo la tendenza allo scioglimento, vogliamo darne la spiegazione. L'opposizione è apparente, giacché tendevano all'unitá gli elementi simili e alla separazione i contrari, e il principio di nazionalitá doveva produrre i due effetti secondo le circostanze.

10.Potendo essere accusati di esporre un principio contraddittorio come carattere dell'epoca, cioè che nel tempo in che tutto tende all'unitá delle nazioni ne indichiamo la tendenza allo scioglimento, vogliamo darne la spiegazione. L'opposizione è apparente, giacché tendevano all'unitá gli elementi simili e alla separazione i contrari, e il principio di nazionalitá doveva produrre i due effetti secondo le circostanze.

11.L'amministrazione del maresciallo Suchet in Aragona è nella nostra epoca una pruova di quanto asseriamo.

11.L'amministrazione del maresciallo Suchet in Aragona è nella nostra epoca una pruova di quanto asseriamo.

12.La castrametazione seguiva gli ordini di battaglia, e noi ci proponiamo di esaminare ne' seguenti discorsi i cangiamenti a cui fu soggetta e gli effetti e le cause dell'abbandono delle tende per lo serenare. Noi riserbiamo queste investigazioni cosí importanti per l'epoca nella quale le scoperte, i progressi della topografia militare e l'istituzione dello stato maggiore cui esse si legano, ne addimandano la disamina e le rendono piú interessanti.

12.La castrametazione seguiva gli ordini di battaglia, e noi ci proponiamo di esaminare ne' seguenti discorsi i cangiamenti a cui fu soggetta e gli effetti e le cause dell'abbandono delle tende per lo serenare. Noi riserbiamo queste investigazioni cosí importanti per l'epoca nella quale le scoperte, i progressi della topografia militare e l'istituzione dello stato maggiore cui esse si legano, ne addimandano la disamina e le rendono piú interessanti.

13.Diremo in appresso come il perfezionamento della tattica era impedito dalla poca mobilitá dell'artiglieria che a questa epoca, una volta stabilita in posizione, non era piú suscettiva di movimenti.

13.Diremo in appresso come il perfezionamento della tattica era impedito dalla poca mobilitá dell'artiglieria che a questa epoca, una volta stabilita in posizione, non era piú suscettiva di movimenti.

14.L'esame dell'importanza dello studio nella scienza militare compirá questo nostro lavoro e sará alla fine del nono ed ultimo discorso.

14.L'esame dell'importanza dello studio nella scienza militare compirá questo nostro lavoro e sará alla fine del nono ed ultimo discorso.

15.Nelle ultime due ebbe ad avversario il Montecuccoli.

15.Nelle ultime due ebbe ad avversario il Montecuccoli.

16.I fatti d'arme che piú tra i moderni contemporanei rassomigliano a questi sono quelli tra gli eserciti di Marmont e di Wellington nel 1812 sulle rive della Guerena e della Tormes, che poi finirono colla battaglia dell'Aropilis ove fu ferito il Marmont.

16.I fatti d'arme che piú tra i moderni contemporanei rassomigliano a questi sono quelli tra gli eserciti di Marmont e di Wellington nel 1812 sulle rive della Guerena e della Tormes, che poi finirono colla battaglia dell'Aropilis ove fu ferito il Marmont.

17.Nella campagna del 1703 vi fu il progetto di riunire un distaccamento dell'esercito francese in Italia pel Tirolo con l'esercito di Villars in Baviera e marciare sopra Vienna; progetto degno del Villars, che aveva il genio delle masse, e sarebbe riescito se l'elettore avesse marciato verso le sorgenti dell'Inn e Vandôme verso quelle dell'Adda (vediDuvivier,Guerre de succession, tomo I, pagina 144). Nuova pruova del progresso della strategia nel periodo di cui teniamo discorso e nella quale è il germe del piano di campagna del 1796. Notare in tutte le scienze l'apparire di una idea e seguirla nel suo svolgimento e nelle sue modificazioni è il metodo piú utile per conoscere e determinare la storia di una scienza.

17.Nella campagna del 1703 vi fu il progetto di riunire un distaccamento dell'esercito francese in Italia pel Tirolo con l'esercito di Villars in Baviera e marciare sopra Vienna; progetto degno del Villars, che aveva il genio delle masse, e sarebbe riescito se l'elettore avesse marciato verso le sorgenti dell'Inn e Vandôme verso quelle dell'Adda (vediDuvivier,Guerre de succession, tomo I, pagina 144). Nuova pruova del progresso della strategia nel periodo di cui teniamo discorso e nella quale è il germe del piano di campagna del 1796. Notare in tutte le scienze l'apparire di una idea e seguirla nel suo svolgimento e nelle sue modificazioni è il metodo piú utile per conoscere e determinare la storia di una scienza.

18.La difesa di Candia depone contro la nostra asserzione, ma la confermano le difese di Lilla, di Grave e di tutte le piazze d'Europa meglio difese. Infatti tutte le opere militari posteriori hanno avuto per iscopo di vantaggiare la difesa, e tali sono il defilamento di Cormontaigne, la fortificazione perpendicolare di Montalembert, i fuochi verticali del Carnot, le fortificazioni di ferro del Paixhan, il sistema dello Chaumera, quello dell'arciduca Massimiliano, che hanno tutti per oggetto l'opporre al fuoco d'infilata qualche cosa di superiore ai bastioni, ultimo passo della difesa per fiancheggiamento.

18.La difesa di Candia depone contro la nostra asserzione, ma la confermano le difese di Lilla, di Grave e di tutte le piazze d'Europa meglio difese. Infatti tutte le opere militari posteriori hanno avuto per iscopo di vantaggiare la difesa, e tali sono il defilamento di Cormontaigne, la fortificazione perpendicolare di Montalembert, i fuochi verticali del Carnot, le fortificazioni di ferro del Paixhan, il sistema dello Chaumera, quello dell'arciduca Massimiliano, che hanno tutti per oggetto l'opporre al fuoco d'infilata qualche cosa di superiore ai bastioni, ultimo passo della difesa per fiancheggiamento.

19.Il maresciallo di Sassonia ha filosoficamente ricercata l'influenza dei mezzi artificiali sul coraggio nel capitolo de' trinceramenti; ed il Carnot, preceduto dal Darcon, disperando di rinvenire un mezzo da rendere la difesa superiore all'attacco, l'indicò nell'energica volontá di chi difende le opere e non giá in esse.

19.Il maresciallo di Sassonia ha filosoficamente ricercata l'influenza dei mezzi artificiali sul coraggio nel capitolo de' trinceramenti; ed il Carnot, preceduto dal Darcon, disperando di rinvenire un mezzo da rendere la difesa superiore all'attacco, l'indicò nell'energica volontá di chi difende le opere e non giá in esse.

20.Si può opporre che le repubbliche italiane, le cittá libere di Germania, la Svezia e la Polonia formano eccezione a quanto dicemmo. Noi rispondiamo che in questi Stati, benché non vi fosse trasformazione nel governo, la tendenza e l'impulso generale eran conformi a quelli che indicammo nelle monarchie, cioè che il potere si concentrava invece di diffondersi negli altri elementi della societá.

20.Si può opporre che le repubbliche italiane, le cittá libere di Germania, la Svezia e la Polonia formano eccezione a quanto dicemmo. Noi rispondiamo che in questi Stati, benché non vi fosse trasformazione nel governo, la tendenza e l'impulso generale eran conformi a quelli che indicammo nelle monarchie, cioè che il potere si concentrava invece di diffondersi negli altri elementi della societá.

21.Il trattato di Passarowitz chiude il nostro periodo; ma come questo nulla cangiò di quello che ad Utrecht erasi stipulato, cosí abbiamo citato quest'ultimo per la sua importanza nel regolare le relazioni dell'Europa dirette a ristringere l'impero ottomano nella sua azione ed influenza, costringendolo a passare dall'offensiva alla difensiva.

21.Il trattato di Passarowitz chiude il nostro periodo; ma come questo nulla cangiò di quello che ad Utrecht erasi stipulato, cosí abbiamo citato quest'ultimo per la sua importanza nel regolare le relazioni dell'Europa dirette a ristringere l'impero ottomano nella sua azione ed influenza, costringendolo a passare dall'offensiva alla difensiva.

22.Le truppe veimariane che servirono con Turenna sono gli ultimi mercenari non permanenti che figurano nell'istoria moderna, ai quali furono sostituiti i reggimenti esteri.

22.Le truppe veimariane che servirono con Turenna sono gli ultimi mercenari non permanenti che figurano nell'istoria moderna, ai quali furono sostituiti i reggimenti esteri.

23.Michelet,Histoire romaine, tomo II, pagina 6.

23.Michelet,Histoire romaine, tomo II, pagina 6.

24.L'ultima ordinanza francese del 1831 benché ammetta il servirsi di due righe come eccezione, ha conservato le tre righe come ordine abituale.

24.L'ultima ordinanza francese del 1831 benché ammetta il servirsi di due righe come eccezione, ha conservato le tre righe come ordine abituale.

25.Nel quinto volume delleMemorie di Sant'Elenain una luminosa dissertazione sulla guerra dei sette anni, Napoleone è d'opinione che l'ordine obliquo non è un progresso della tattica ma è l'essenza dell'arte; per cui fu praticato in tutti i tempi dai gran capitani, mentre rientra nella categoria delle sorprese, il che non è nella sfera tattica. Imperocché egli sostiene che non può farsi una marcia di fianco in faccia ad un nemico spiegato senza commettere un grave errore ed esserne punito, poiché chi sottrae un'ala dee attendersi una contromanovra del nemico sulla sua indebolita; il che non solo la compromette, ma compromette ancora la linea di operazione che questa è destinata a conservare. Come decidere tra Federico e Napoleone? Chi oserá farlo? Il vantaggio di una scienza fissata si è quello di mettere le piú volgari intelligenze a portata di dare una opinione: noi ne profitteremo. Ciò che Napoleone dice è incontrastabile. Ciò che Federico ha operato lo è del pari. Ov'è l'equivoco? In questo: che le truppe prussiane manovravano superiormente, le altre no; le prime guadagnavano spazio e tempo e le altre lo perdevano; per cui le contromanovre o non si facevano o si facevano troppo tardi, quando la giornata era decisa.

25.Nel quinto volume delleMemorie di Sant'Elenain una luminosa dissertazione sulla guerra dei sette anni, Napoleone è d'opinione che l'ordine obliquo non è un progresso della tattica ma è l'essenza dell'arte; per cui fu praticato in tutti i tempi dai gran capitani, mentre rientra nella categoria delle sorprese, il che non è nella sfera tattica. Imperocché egli sostiene che non può farsi una marcia di fianco in faccia ad un nemico spiegato senza commettere un grave errore ed esserne punito, poiché chi sottrae un'ala dee attendersi una contromanovra del nemico sulla sua indebolita; il che non solo la compromette, ma compromette ancora la linea di operazione che questa è destinata a conservare. Come decidere tra Federico e Napoleone? Chi oserá farlo? Il vantaggio di una scienza fissata si è quello di mettere le piú volgari intelligenze a portata di dare una opinione: noi ne profitteremo. Ciò che Napoleone dice è incontrastabile. Ciò che Federico ha operato lo è del pari. Ov'è l'equivoco? In questo: che le truppe prussiane manovravano superiormente, le altre no; le prime guadagnavano spazio e tempo e le altre lo perdevano; per cui le contromanovre o non si facevano o si facevano troppo tardi, quando la giornata era decisa.

26.Nel seguente discorso in cui dovremo trattare del sistema seguito da Wellington nella guerra della penisola, faremo osservare quello che vi era di comune fra i metodi del generale inglese e quelli adottati dagli austriaci e descritti da Federico.

26.Nel seguente discorso in cui dovremo trattare del sistema seguito da Wellington nella guerra della penisola, faremo osservare quello che vi era di comune fra i metodi del generale inglese e quelli adottati dagli austriaci e descritti da Federico.

27.Sempre che lo spirito umano scopre un metodo è nella sua natura di credersi giunto a quella superioritá ideale cui aspira. Dá in conseguenza alla scienza piú nuova un merito e degli effetti superiori alla realitá; in séguito i progredimenti stessi della scienza fanno che sia ridotta al suo reale valore. Ciò è addivenuto della strategia scientificamente considerata.

27.Sempre che lo spirito umano scopre un metodo è nella sua natura di credersi giunto a quella superioritá ideale cui aspira. Dá in conseguenza alla scienza piú nuova un merito e degli effetti superiori alla realitá; in séguito i progredimenti stessi della scienza fanno che sia ridotta al suo reale valore. Ciò è addivenuto della strategia scientificamente considerata.

28.Dovremmo uscire dai limiti che ci siamo prefissi, per estendere le nostre osservazioni e citazioni a tutte le guerre di Europa, a tutti i guerrieri dell'epoca; dovremmo citare i Munick, i Romanoff, i Souwaroff e ricordare le guerre contro i turchi tre volte rinnovellate, e la guerra delle colonie americane, e citar Giorgio Washington. Ci contenteremo di dire che i russi avevano sopra i turchi i vantaggi che ha l'Europa sull'Asia, colle qualitá che distinguono l'esercito russo, il che assicurava i loro successi. Quanto agli austriaci diremo che furono disgraziati perché non operarono in massa. E da ultimo noteremo che le operazioni degli americani contro gl'inglesi possono spiegarsi considerando la lunghezza della linea d'operazione ed i vasti spazi che quelle contrade presentano alla difensiva.

28.Dovremmo uscire dai limiti che ci siamo prefissi, per estendere le nostre osservazioni e citazioni a tutte le guerre di Europa, a tutti i guerrieri dell'epoca; dovremmo citare i Munick, i Romanoff, i Souwaroff e ricordare le guerre contro i turchi tre volte rinnovellate, e la guerra delle colonie americane, e citar Giorgio Washington. Ci contenteremo di dire che i russi avevano sopra i turchi i vantaggi che ha l'Europa sull'Asia, colle qualitá che distinguono l'esercito russo, il che assicurava i loro successi. Quanto agli austriaci diremo che furono disgraziati perché non operarono in massa. E da ultimo noteremo che le operazioni degli americani contro gl'inglesi possono spiegarsi considerando la lunghezza della linea d'operazione ed i vasti spazi che quelle contrade presentano alla difensiva.

29.Un punto strategico altro non è che una posizione che il nemico dee forzare, mentre se vuole oltrepassarla, colui che l'occupa può minacciare con movimenti piú corti le sue comunicazioni senza esporre le proprie. Da questa proprietá dei punti strategici è derivata l'idea enunciata di renderli forti per conservarli, anche quando l'esercito che gli occupava ne usciva per momentaneamente operare. L'arciduca Carlo nella sua sapiente opera sulla strategia ha luminosamente esposta questa teoria; Jomini, Pelet e tutti gli autori piú rinomati dell'epoca hanno su ciò insistito. Ne parleremo piú ampiamente nel nostro ottavo discorso. Ricordiamo poi che il soggetto medesimo è stato trattato dal commendatore Afan de Rivera nella sua riputata opera intitolata:Delle relazioni delle fortificazioni con la guerra. È da notarsi ancora l'opera del Burcet sulla riconoscenza delle Alpi come una pruova dell'importanza e del progresso della geografia militare.

29.Un punto strategico altro non è che una posizione che il nemico dee forzare, mentre se vuole oltrepassarla, colui che l'occupa può minacciare con movimenti piú corti le sue comunicazioni senza esporre le proprie. Da questa proprietá dei punti strategici è derivata l'idea enunciata di renderli forti per conservarli, anche quando l'esercito che gli occupava ne usciva per momentaneamente operare. L'arciduca Carlo nella sua sapiente opera sulla strategia ha luminosamente esposta questa teoria; Jomini, Pelet e tutti gli autori piú rinomati dell'epoca hanno su ciò insistito. Ne parleremo piú ampiamente nel nostro ottavo discorso. Ricordiamo poi che il soggetto medesimo è stato trattato dal commendatore Afan de Rivera nella sua riputata opera intitolata:Delle relazioni delle fortificazioni con la guerra. È da notarsi ancora l'opera del Burcet sulla riconoscenza delle Alpi come una pruova dell'importanza e del progresso della geografia militare.

30.Nelle opere militari di Federico contengonsi i risultamenti sopra esposti del sistema prussiano.

30.Nelle opere militari di Federico contengonsi i risultamenti sopra esposti del sistema prussiano.

31.Se non collocammo Guischardt tra gli autori militari di primo ordine ciò non fu perché nel riputassimo indegno; ma egli ha trattata la scienza come erudito e i suoi lavori sulle antichitá militari han questo carattere. Del resto rese un gran servigio alla scienza facendo conoscere l'antichitá militare, per cosí determinare in che fosse possibile imitarla, in che no, a causa della natura delle armi.

31.Se non collocammo Guischardt tra gli autori militari di primo ordine ciò non fu perché nel riputassimo indegno; ma egli ha trattata la scienza come erudito e i suoi lavori sulle antichitá militari han questo carattere. Del resto rese un gran servigio alla scienza facendo conoscere l'antichitá militare, per cosí determinare in che fosse possibile imitarla, in che no, a causa della natura delle armi.

32.L'operazione fatta dall'artiglieria comandata dal general Drouot alla battaglia di Hanau per ispiegar trenta pezzi sulla sinistra in battaglia uscendo dal bosco, n'è una gran pruova. Questo movimento fu di gran conseguenza in quella giornata. Si legga l'undecimo articolo del generalPelet, inserito nelloSpettator militare.

32.L'operazione fatta dall'artiglieria comandata dal general Drouot alla battaglia di Hanau per ispiegar trenta pezzi sulla sinistra in battaglia uscendo dal bosco, n'è una gran pruova. Questo movimento fu di gran conseguenza in quella giornata. Si legga l'undecimo articolo del generalPelet, inserito nelloSpettator militare.

33.È da citarsi come modello del modo di combinare l'ordine sottile col profondo il passaggio del Tagliamento eseguito dal general Bonaparte nel 1797, ove ogni reggimento aveva il suo secondo battaglione in battaglia ed il primo ed il terzo in colonna serrata sulle ali, ed il tutto appoggiato da battaglioni di granatieri e dalla cavalleria in seconda linea, cogl'intervalli e le due ali appoggiate da forti batterie d'artiglieria.

33.È da citarsi come modello del modo di combinare l'ordine sottile col profondo il passaggio del Tagliamento eseguito dal general Bonaparte nel 1797, ove ogni reggimento aveva il suo secondo battaglione in battaglia ed il primo ed il terzo in colonna serrata sulle ali, ed il tutto appoggiato da battaglioni di granatieri e dalla cavalleria in seconda linea, cogl'intervalli e le due ali appoggiate da forti batterie d'artiglieria.

34.Qualche volta la riserva di cavalleria, come ad Eylau e a Lipsia nel sedici ottobre 1813, serviva con una carica a contenere le linee nemiche per lasciare operare un movimento e coordinarlo. A Wagram questa missione fu data a cento pezzi di cannone, che contennero senza truppa il centro per dar tempo a Macdonald d'arrivare e formarsi. La cavalleria però impegnata prematuramente a Waterloo, malgrado della sua rara intrepiditá fu respinta, e non contribuí poco alla perdita della battaglia l'impiego male adottato di quest'arma, come quello altresí della guardia. A Borodino la cavalleria attaccò de' ridotti e fu piú felice, ma ciò era piuttosto l'abuso che l'uso di un'arma sí difficile a ricomporre. Abbiamo citato questa eccezione per confermare vie meglio la regola.

34.Qualche volta la riserva di cavalleria, come ad Eylau e a Lipsia nel sedici ottobre 1813, serviva con una carica a contenere le linee nemiche per lasciare operare un movimento e coordinarlo. A Wagram questa missione fu data a cento pezzi di cannone, che contennero senza truppa il centro per dar tempo a Macdonald d'arrivare e formarsi. La cavalleria però impegnata prematuramente a Waterloo, malgrado della sua rara intrepiditá fu respinta, e non contribuí poco alla perdita della battaglia l'impiego male adottato di quest'arma, come quello altresí della guardia. A Borodino la cavalleria attaccò de' ridotti e fu piú felice, ma ciò era piuttosto l'abuso che l'uso di un'arma sí difficile a ricomporre. Abbiamo citato questa eccezione per confermare vie meglio la regola.

35.Le campagne del 1796 e del 1797 possono indurre in errore sulla natura e l'applicazione de' principi dell'arte se non sono studiate con attenzione e freddezza, essendo falsissimo il piano del Direttorio nel volere imporne alla corte d'Austria per la sua frontiera meglio difesa, siccome quella ch'era appoggiata al Tirolo ed alle provincie illiriche. In effetto malgrado i prodigi di scienza e di valore del capitano francese e del suo esercito, a Lodi, a Castiglione, ad Arcoli ed a Rivoli si corse rischio di perdere tutto il frutto delle piú belle operazioni giá fatte e di tornare al piè delle Alpi, nel caso in cui non si fosse avuto ogni volta uno strepitoso trionfo, tale da paralizzare per alcun tempo l'esercito austriaco e da imporne moralmente a tutti gli Stati italiani che potevano dichiararsi contro. Alla vigilia di segnare i preliminari di pace la posizione del generale francese era molto azzardata, come appare dalle sue stesseMemorie.

35.Le campagne del 1796 e del 1797 possono indurre in errore sulla natura e l'applicazione de' principi dell'arte se non sono studiate con attenzione e freddezza, essendo falsissimo il piano del Direttorio nel volere imporne alla corte d'Austria per la sua frontiera meglio difesa, siccome quella ch'era appoggiata al Tirolo ed alle provincie illiriche. In effetto malgrado i prodigi di scienza e di valore del capitano francese e del suo esercito, a Lodi, a Castiglione, ad Arcoli ed a Rivoli si corse rischio di perdere tutto il frutto delle piú belle operazioni giá fatte e di tornare al piè delle Alpi, nel caso in cui non si fosse avuto ogni volta uno strepitoso trionfo, tale da paralizzare per alcun tempo l'esercito austriaco e da imporne moralmente a tutti gli Stati italiani che potevano dichiararsi contro. Alla vigilia di segnare i preliminari di pace la posizione del generale francese era molto azzardata, come appare dalle sue stesseMemorie.

36.Il regno di Napoli è il primo ove la guerra popolare sia stata fatta quasiché senza l'aiuto di truppe regolari. Quivi si difese la capitale nel 1799 e si combatté nell'anno medesimo alla spicciolata e nella capitale e nelle altre cittá, come ad Andria, Trani, Sansevero e Traietto. Dal 1806 in poi si vide lo stesso in Calabria, ove la difesa dell'Amantea è stata notata dagli scrittori militari, per esempio dal Dumas. La guerra di Calabria era come quella di Spagna in una piú piccola scala, e l'inazione di Massena contro i forti di Reggio e di Scilla somiglia in piccolo a quella in cui dové rimanere nel Portogallo per le medesime cause.

36.Il regno di Napoli è il primo ove la guerra popolare sia stata fatta quasiché senza l'aiuto di truppe regolari. Quivi si difese la capitale nel 1799 e si combatté nell'anno medesimo alla spicciolata e nella capitale e nelle altre cittá, come ad Andria, Trani, Sansevero e Traietto. Dal 1806 in poi si vide lo stesso in Calabria, ove la difesa dell'Amantea è stata notata dagli scrittori militari, per esempio dal Dumas. La guerra di Calabria era come quella di Spagna in una piú piccola scala, e l'inazione di Massena contro i forti di Reggio e di Scilla somiglia in piccolo a quella in cui dové rimanere nel Portogallo per le medesime cause.

37.NellaEnciclopediadiCourtin, all'articolo «Battaglie».

37.NellaEnciclopediadiCourtin, all'articolo «Battaglie».

38.Si legga nel secondo volume delleAntichitá militaridiGuischardtuna dotta e breve dissertazione sulle difficoltá che i romani incontrarono nella conquista della Spagna; dissertazione che dimostra quanto abbiam detto. In una memoria inedita che può servire come di commentario al Guischardt e la quale ci proponiamo di pubblicare quando che sia, abbiam trattato della guerra della penisola.

38.Si legga nel secondo volume delleAntichitá militaridiGuischardtuna dotta e breve dissertazione sulle difficoltá che i romani incontrarono nella conquista della Spagna; dissertazione che dimostra quanto abbiam detto. In una memoria inedita che può servire come di commentario al Guischardt e la quale ci proponiamo di pubblicare quando che sia, abbiam trattato della guerra della penisola.

39.La campagna di Russia ha avuto due periodi importanti: l'uno che ha fatto mancare l'offensiva e l'altro compromesso la ritirata. Il primo fu la riunione del secondo esercito russo tagliato dal primo dal passaggio del Niemen, il secondo la marcia dell'esercito russo di Turchia sulla Beresina; e questi due avvenimenti furono il risultamento degli errori irreparabili di due luogotenenti. Si veda l'opera diOknufiefsulla campagna del 1812.

39.La campagna di Russia ha avuto due periodi importanti: l'uno che ha fatto mancare l'offensiva e l'altro compromesso la ritirata. Il primo fu la riunione del secondo esercito russo tagliato dal primo dal passaggio del Niemen, il secondo la marcia dell'esercito russo di Turchia sulla Beresina; e questi due avvenimenti furono il risultamento degli errori irreparabili di due luogotenenti. Si veda l'opera diOknufiefsulla campagna del 1812.

40.Si può dire che Alessandria fosse alla frontiera dell'impero, ma ciò geograficamente e non militarmente, giacché Napoleone considerava il regno d'Italia come suo militarmente e stabiliva le sue frontiere alle Alpi Noriche.

40.Si può dire che Alessandria fosse alla frontiera dell'impero, ma ciò geograficamente e non militarmente, giacché Napoleone considerava il regno d'Italia come suo militarmente e stabiliva le sue frontiere alle Alpi Noriche.

41.È stato rimproverato a Napoleone l'abbandono in cui lasciò lo stato maggiore; e certo non è mai da scusare chi tien male ciò che è destinato ad essere buono, mentre costa lo stesso e rende meno. Ma d'altra parte bisogna riflettere che l'influenza dello stato maggiore, la quale si accresce in ragione che l'esperienza e la scienza mancano in un esercito, diminuisce in ragione che l'una e l'altra sono piú sparse. Questo appunto fu il caso in Francia durante le guerre dell'impero: oltre di che il capo supremo comandava in persona ed aveva il suo stato maggiore particolare.

41.È stato rimproverato a Napoleone l'abbandono in cui lasciò lo stato maggiore; e certo non è mai da scusare chi tien male ciò che è destinato ad essere buono, mentre costa lo stesso e rende meno. Ma d'altra parte bisogna riflettere che l'influenza dello stato maggiore, la quale si accresce in ragione che l'esperienza e la scienza mancano in un esercito, diminuisce in ragione che l'una e l'altra sono piú sparse. Questo appunto fu il caso in Francia durante le guerre dell'impero: oltre di che il capo supremo comandava in persona ed aveva il suo stato maggiore particolare.

42.Abbiam creduto di far grata cosa ai nostri lettori con ristampare alla fine de' nostri discorsi l'articolo che citammo, il quale è stato considerato di aver compiutamente e trascendentemente risoluta la quistione sopra enunciata. In effetto abbiamo avuto in mano il numero delloSpettatore militaredi Francia di gennaio 1834, il quale riportando la quistione dibattuta nelProgressotra il Ferrari ed un anonimo, dice che quest'ultimo aveva svolta e dimostrata la tesi «avec autant de sagacité que de savoir». E non dobbiamo tacere le infinite obbligazioni che abbiamo verso il modesto autore di un tale articolo, il quale coi suoi incoraggiamenti ed illuminati consigli ci è stato nel nostro lavoro di guida, di scorta e di conforto.

42.Abbiam creduto di far grata cosa ai nostri lettori con ristampare alla fine de' nostri discorsi l'articolo che citammo, il quale è stato considerato di aver compiutamente e trascendentemente risoluta la quistione sopra enunciata. In effetto abbiamo avuto in mano il numero delloSpettatore militaredi Francia di gennaio 1834, il quale riportando la quistione dibattuta nelProgressotra il Ferrari ed un anonimo, dice che quest'ultimo aveva svolta e dimostrata la tesi «avec autant de sagacité que de savoir». E non dobbiamo tacere le infinite obbligazioni che abbiamo verso il modesto autore di un tale articolo, il quale coi suoi incoraggiamenti ed illuminati consigli ci è stato nel nostro lavoro di guida, di scorta e di conforto.

43.All'ordinanza del 1791 il Schauburg aggiunse qualche modificazione, ma nello spirito di essa, e la piú importante fu il cambiamento di direzione in massa operato per movimenti di fianco.

43.All'ordinanza del 1791 il Schauburg aggiunse qualche modificazione, ma nello spirito di essa, e la piú importante fu il cambiamento di direzione in massa operato per movimenti di fianco.

44.Abbiamo creduto di poterci dispensare dall'enumerare alcune pratiche di guerra amministrativa le quali tenevano alle circostanze di una lunga guerra su tutti i punti di Europa, facendosi al tempo stesso il blocco di Cadice e quello di Riga. Questi metodi dettati dalle circostanze sono l'accrescimento del numero de' battaglioni fino a sette per ogni reggimento, la formazione de' reggimenti provvisori, di quelli di marcia e delle coorti delle varie bande, l'artiglieria reggimentaria ristabilita, l'ordine in colonna adottato come ordine abituale, le truppe spedite in posta, vale a dire con mezzi di trasporto straordinari, e le altre misure a queste corrispondenti. Tutte non saran certo adottate in una nuova guerra, ma molte il saranno.

44.Abbiamo creduto di poterci dispensare dall'enumerare alcune pratiche di guerra amministrativa le quali tenevano alle circostanze di una lunga guerra su tutti i punti di Europa, facendosi al tempo stesso il blocco di Cadice e quello di Riga. Questi metodi dettati dalle circostanze sono l'accrescimento del numero de' battaglioni fino a sette per ogni reggimento, la formazione de' reggimenti provvisori, di quelli di marcia e delle coorti delle varie bande, l'artiglieria reggimentaria ristabilita, l'ordine in colonna adottato come ordine abituale, le truppe spedite in posta, vale a dire con mezzi di trasporto straordinari, e le altre misure a queste corrispondenti. Tutte non saran certo adottate in una nuova guerra, ma molte il saranno.

45.La seconda opera puramente storica dell'arciduca sulla campagna del 1799 è comparsa dopo l'epoca che trattiamo, ed in essa trovasi un ampio sviluppo sulla guerra di montagna teoricamente considerata. Noi abbiam fatto un'analisi compiuta di quest'opera dell'arciduca, analisi che pensiamo pubblicare in séguito; il che ci dispensa dall'esporre gl'importanti cangiamenti che ha subiti la guerra di montagna, dei quali avevamo promesso di tener parola dipoi, ed ora nol facciamo per non allungare di piú questo giá sí lungo discorso. Ci limitiamo a indicare che fu dapprima attaccata una esagerata importanza alla possessione delle piú alte montagne, che quindi si vide per la prima volta manovrare con grandi masse composte di tutte le armi in queste regioni alpestri e inospitali, ma che in séguito le escogitazioni della scienza del pari che l'esperienze degli avvenimenti avevano fatto conoscere che nelle vallate ricche di mezzi di sussistenza gli eserciti numerosi potevano difendere e dominare la parte montana della contrada strategicamente considerata.

45.La seconda opera puramente storica dell'arciduca sulla campagna del 1799 è comparsa dopo l'epoca che trattiamo, ed in essa trovasi un ampio sviluppo sulla guerra di montagna teoricamente considerata. Noi abbiam fatto un'analisi compiuta di quest'opera dell'arciduca, analisi che pensiamo pubblicare in séguito; il che ci dispensa dall'esporre gl'importanti cangiamenti che ha subiti la guerra di montagna, dei quali avevamo promesso di tener parola dipoi, ed ora nol facciamo per non allungare di piú questo giá sí lungo discorso. Ci limitiamo a indicare che fu dapprima attaccata una esagerata importanza alla possessione delle piú alte montagne, che quindi si vide per la prima volta manovrare con grandi masse composte di tutte le armi in queste regioni alpestri e inospitali, ma che in séguito le escogitazioni della scienza del pari che l'esperienze degli avvenimenti avevano fatto conoscere che nelle vallate ricche di mezzi di sussistenza gli eserciti numerosi potevano difendere e dominare la parte montana della contrada strategicamente considerata.

46.I nomi di Herschell, Oriani, di Piazzi e di Zach appartengono a' progressi dell'astronomia in questa epoca.

46.I nomi di Herschell, Oriani, di Piazzi e di Zach appartengono a' progressi dell'astronomia in questa epoca.

47.La natura delle relazioni di cui parliamo in questa quistione non è ai nostri sguardi la stessa di quella che abbiam dimostrato esistere tra l'arte della guerra e le scienze tutte e della quale ci siamo occupati negli anteriori discorsi. Non pretendiamo punto dimostrare che i progressi delle arti della pace sieno stati per cosí dire paralleli e coordinati a quelli delle arti della guerra. Non è sotto l'aspetto puramente intellettuale che noi consideriamo questi rapporti, ma sotto quello piú particolare de' sentimenti eccitati dalle une ed espressi ed esternati dalle altre. Ben vediamo che un metodo di esprimere de' sentimenti eccitati da un avvenimento qualunque, una volta che sia trovato, può servire ad esprimerne degli altri totalmente diversi. Allora pare che il metodo non abbia alcun rapporto col primo sentimento espresso, e chi volesse parlare di quel primo rapporto caderebbe in una apparente contraddizione. A noi basta ricordare a questo proposito per giustificare il nostro assunto in questa quistione la sentenza di Dante, che credette la poesia non poter toccare il suo apice se non che quando avrebbe parlato di armi, materia di altissimo canto.

47.La natura delle relazioni di cui parliamo in questa quistione non è ai nostri sguardi la stessa di quella che abbiam dimostrato esistere tra l'arte della guerra e le scienze tutte e della quale ci siamo occupati negli anteriori discorsi. Non pretendiamo punto dimostrare che i progressi delle arti della pace sieno stati per cosí dire paralleli e coordinati a quelli delle arti della guerra. Non è sotto l'aspetto puramente intellettuale che noi consideriamo questi rapporti, ma sotto quello piú particolare de' sentimenti eccitati dalle une ed espressi ed esternati dalle altre. Ben vediamo che un metodo di esprimere de' sentimenti eccitati da un avvenimento qualunque, una volta che sia trovato, può servire ad esprimerne degli altri totalmente diversi. Allora pare che il metodo non abbia alcun rapporto col primo sentimento espresso, e chi volesse parlare di quel primo rapporto caderebbe in una apparente contraddizione. A noi basta ricordare a questo proposito per giustificare il nostro assunto in questa quistione la sentenza di Dante, che credette la poesia non poter toccare il suo apice se non che quando avrebbe parlato di armi, materia di altissimo canto.

48.Alcuni filosofi tra i quali il Bonstetten hanno separata l'intelligenza dall'immaginazione, considerando questa in generale come la facoltá che crea nella letteratura e nelle belle arti piú particolarmente. Or come pel nostro assunto ci serviamo delle filosofiche dottrine, ma non abbiamo la pretensione di discuterle, ne risulta che ci serviamo dei termini piú generali, tanto piú che crediamo che ogni creazione si operi coll'intelligenza e che nulla si possa fare col mettere in azione una sola facoltá. La classificazione delle facoltá è arbitraria, perché in natura esse sono unite; per lo che quando si dice l'immaginazione sia la facoltá che crea la poesia, ciò vuol dire che preponderi in quella creazione e non giá che operi da per sé sola, mentre è assurdo il supporre un prodotto qualunque dello spirito umano al quale la ragione e la memoria non abbiano parte alcuna.

48.Alcuni filosofi tra i quali il Bonstetten hanno separata l'intelligenza dall'immaginazione, considerando questa in generale come la facoltá che crea nella letteratura e nelle belle arti piú particolarmente. Or come pel nostro assunto ci serviamo delle filosofiche dottrine, ma non abbiamo la pretensione di discuterle, ne risulta che ci serviamo dei termini piú generali, tanto piú che crediamo che ogni creazione si operi coll'intelligenza e che nulla si possa fare col mettere in azione una sola facoltá. La classificazione delle facoltá è arbitraria, perché in natura esse sono unite; per lo che quando si dice l'immaginazione sia la facoltá che crea la poesia, ciò vuol dire che preponderi in quella creazione e non giá che operi da per sé sola, mentre è assurdo il supporre un prodotto qualunque dello spirito umano al quale la ragione e la memoria non abbiano parte alcuna.

49.Il Bonald che ha detto essere la letteratura l'espressione della societá, ha fatto talmente approvare la sua definizione ch'è divenuta di un uso comune e di una non contestata esattezza. Soscrivendo a questa opinione generale crediamo esser verissimo che la letteratura, come quella che riassume tutto lo stato sociale considerato nei suoi sentimenti e nelle idee che producono l'azione, ne sia la piú compiuta espressione; ma crediamo ciò non ostante che lo stato delle scienze belliche ne sia anche un compiuto riflesso, e crediamo non essere esclusivi quando conveniamo che ogni lato dello scibile e dello stato sociale produce lo stesso risultamento a secondo della sua importanza e delle sue relazioni cogli altri.

49.Il Bonald che ha detto essere la letteratura l'espressione della societá, ha fatto talmente approvare la sua definizione ch'è divenuta di un uso comune e di una non contestata esattezza. Soscrivendo a questa opinione generale crediamo esser verissimo che la letteratura, come quella che riassume tutto lo stato sociale considerato nei suoi sentimenti e nelle idee che producono l'azione, ne sia la piú compiuta espressione; ma crediamo ciò non ostante che lo stato delle scienze belliche ne sia anche un compiuto riflesso, e crediamo non essere esclusivi quando conveniamo che ogni lato dello scibile e dello stato sociale produce lo stesso risultamento a secondo della sua importanza e delle sue relazioni cogli altri.

50.L'opera del Bealtie sulle simiglianze della poesia e della musica e le loro differenze svolge con maestria l'idea che qui indichiamo.

50.L'opera del Bealtie sulle simiglianze della poesia e della musica e le loro differenze svolge con maestria l'idea che qui indichiamo.

51.Nelle societá quali erano le antiche non vi era unitá né di tattica né di lingua né di letteratura né di musica, come non ve n'era né legislativa né religiosa. Tra i moderni avviene il contrario, e la lingua piú universale è la musica. Al Cairo, a Filadelfia, a Lisbona, a Pietroburgo, a Londra, a Napoli, a Costantinopoli, un reggimento che marcia lo fa al suono di una musica di Rossini o di altro distinto compositore. Questa uniformitá di gusto esprime chiaramente che le simiglianze tra i moderni superano le differenze.

51.Nelle societá quali erano le antiche non vi era unitá né di tattica né di lingua né di letteratura né di musica, come non ve n'era né legislativa né religiosa. Tra i moderni avviene il contrario, e la lingua piú universale è la musica. Al Cairo, a Filadelfia, a Lisbona, a Pietroburgo, a Londra, a Napoli, a Costantinopoli, un reggimento che marcia lo fa al suono di una musica di Rossini o di altro distinto compositore. Questa uniformitá di gusto esprime chiaramente che le simiglianze tra i moderni superano le differenze.

52.In appoggio del nostro assunto ricordiamo ai nostri lettori che negli ordini del giorno che precedettero le battaglie di Austerlitz e di Jena il supremo conduttore non si limitò ad eccitare i sentimenti del suo esercito, ma discese a provare che strategicamente e tatticamente il nemico era in una falsa posizione, per cui se si combatteva con energia, la vittoria era sicura e vasta nei suoi risultamenti. Questo esempio di un generale che confida i gran segreti della guerra ai propri soldati, mentre che prima o altrove si tenevan celati anche agli uffiziali generali di secondo ordine, è una luminosa dimostrazione dell'intelligenza sparsa in un popolo simboleggiato dal suo esercito ed è una pruova novella delle modificazioni che l'eloquenza subisce secondo che vuol muovere o persuadere.

52.In appoggio del nostro assunto ricordiamo ai nostri lettori che negli ordini del giorno che precedettero le battaglie di Austerlitz e di Jena il supremo conduttore non si limitò ad eccitare i sentimenti del suo esercito, ma discese a provare che strategicamente e tatticamente il nemico era in una falsa posizione, per cui se si combatteva con energia, la vittoria era sicura e vasta nei suoi risultamenti. Questo esempio di un generale che confida i gran segreti della guerra ai propri soldati, mentre che prima o altrove si tenevan celati anche agli uffiziali generali di secondo ordine, è una luminosa dimostrazione dell'intelligenza sparsa in un popolo simboleggiato dal suo esercito ed è una pruova novella delle modificazioni che l'eloquenza subisce secondo che vuol muovere o persuadere.

53.Tutta la distanza che separa la conoscenza della scienza dall'applicazione come arte sta nella difficoltá di saper determinare con esattezza ove cessino le simiglianze e dove comincino le differenze; ecco perché in certi periodi si vedono molti uffiziali istruiti e pochi capitani.

53.Tutta la distanza che separa la conoscenza della scienza dall'applicazione come arte sta nella difficoltá di saper determinare con esattezza ove cessino le simiglianze e dove comincino le differenze; ecco perché in certi periodi si vedono molti uffiziali istruiti e pochi capitani.

54.Montholon, tomo V.

54.Montholon, tomo V.

55.Il seguente passo dellaStoria del 1812di Segur, riguardante la posizione dell'esercito presso Wilna in dicembre, appoggia la nostra opinione. — «In mezzo a questo uragano, a tutte le disgrazie e a tutti gli elementi scatenati che ci assediavano, alcuni uffiziali che sapeano ancor speculare, nel nostro secolo che qualche scoperta incoraggia a tutto spiegare, colá in mezzo agli acuti patimenti che loro arrecava il vento del nord cercavan la cagione della sua direzione costante». —Segur, volume II, pagina 372.

55.Il seguente passo dellaStoria del 1812di Segur, riguardante la posizione dell'esercito presso Wilna in dicembre, appoggia la nostra opinione. — «In mezzo a questo uragano, a tutte le disgrazie e a tutti gli elementi scatenati che ci assediavano, alcuni uffiziali che sapeano ancor speculare, nel nostro secolo che qualche scoperta incoraggia a tutto spiegare, colá in mezzo agli acuti patimenti che loro arrecava il vento del nord cercavan la cagione della sua direzione costante». —Segur, volume II, pagina 372.

56.Nessuno ignora che nel medio evo la pace succedente alla guerra era fatale per la difficoltá di licenziare i mercenari, i quali non avendo posto civile nella societá, la turbavano per poter vivere: le bande nere del Du Guesclin ne sono una pruova. Che si compari a ciò il licenziamento dell'esercito della Loira nel 1815, come rientrasse questo subito nella societá e divenisse utile come produttore; e si potrá misurare la differenza da un esercito levato in una societá fusa, a quello di mercenari in una classificata.

56.Nessuno ignora che nel medio evo la pace succedente alla guerra era fatale per la difficoltá di licenziare i mercenari, i quali non avendo posto civile nella societá, la turbavano per poter vivere: le bande nere del Du Guesclin ne sono una pruova. Che si compari a ciò il licenziamento dell'esercito della Loira nel 1815, come rientrasse questo subito nella societá e divenisse utile come produttore; e si potrá misurare la differenza da un esercito levato in una societá fusa, a quello di mercenari in una classificata.

57.Per meglio spiegare la nostra idea crediam vero che la descrizione che Erodoto fa dell'esercito di Serse, quella che nel Tasso si trova dell'esercito de' crociati, quella del Giovio dell'esercito di Carlo ottavo, come quella del Laborde dell'esercito di Napoleone nel passaggio del Danubio prima del 1809, possano offrire il quadro dello stato sociale in queste quattro epoche.

57.Per meglio spiegare la nostra idea crediam vero che la descrizione che Erodoto fa dell'esercito di Serse, quella che nel Tasso si trova dell'esercito de' crociati, quella del Giovio dell'esercito di Carlo ottavo, come quella del Laborde dell'esercito di Napoleone nel passaggio del Danubio prima del 1809, possano offrire il quadro dello stato sociale in queste quattro epoche.

58.Le guerre posteriori al congresso di Vienna non sono nei limiti che ci siam prescritti, ma nessuna grande innovazione vi si è veduta, e noi crediamo che la novitá desiderata dall'arte e la nuova èra della sua storia debbano essere il risultamento dell'applicazione del vapore alle armi. Allora una potente modificazione in queste ne produrrebbe, come sempre, una negli ordini e da questi in tutte le parti cosí secondarie che trascendenti della scienza e dell'arte. Queste considerazioni ci hanno determinato a fissare l'epoca alla quale ci siamo limitati; e ripetiamo che nell'operazione da noi notata scorgemmo il complesso dei progressi della scienza e dell'arte da' suoi primi lineamenti sino ai nostri dí.

58.Le guerre posteriori al congresso di Vienna non sono nei limiti che ci siam prescritti, ma nessuna grande innovazione vi si è veduta, e noi crediamo che la novitá desiderata dall'arte e la nuova èra della sua storia debbano essere il risultamento dell'applicazione del vapore alle armi. Allora una potente modificazione in queste ne produrrebbe, come sempre, una negli ordini e da questi in tutte le parti cosí secondarie che trascendenti della scienza e dell'arte. Queste considerazioni ci hanno determinato a fissare l'epoca alla quale ci siamo limitati; e ripetiamo che nell'operazione da noi notata scorgemmo il complesso dei progressi della scienza e dell'arte da' suoi primi lineamenti sino ai nostri dí.

59.MontecuccolidelGrassi, tomo I, pagina 282.

59.MontecuccolidelGrassi, tomo I, pagina 282.

60.La tesi del signor Ferrari è posta in tai termini: — «Per la qualitá dei tempi i quali corsero dai primi rivolgimenti di Francia fino a qui, ripieni sempre di opere e di fazioni militari, tiensi comunemente che di tutte le scienze ed arti quelle singolarmente si vantaggiassero che alla milizia riguardano, e queste crescessero a nuovo e straordinario avanzamento; ciò che per altro non è...».

60.La tesi del signor Ferrari è posta in tai termini: — «Per la qualitá dei tempi i quali corsero dai primi rivolgimenti di Francia fino a qui, ripieni sempre di opere e di fazioni militari, tiensi comunemente che di tutte le scienze ed arti quelle singolarmente si vantaggiassero che alla milizia riguardano, e queste crescessero a nuovo e straordinario avanzamento; ciò che per altro non è...».

61.Quelle principalmente della cavalleria, la quale per lui prima e piú tardi per lo gran Seidlitz poté aspirare a nuovi e piú alti destini. È noto come anche innanzi al tempo in cui Federico ascese al trono, la fanteria prussiana fosse giunta ad un alto grado di perfezionamento sí nell'armamento che nei fuochi e nelle evoluzioni, mercé le cure del principe di Anhalt, e si fosse giá segnalata sotto questo triplice aspetto nelle guerre d'Italia come ausiliaria negli eserciti imperiali comandati dal principe Eugenio di Savoia. Non cosí la cavalleria, della quale Federico ebbe a dire dopo la vittoria da lui ottenuta a Molwitz nel 1741, epoca della sua prima campagna: — «Le roi profita de cette inaction(quella che seguí la detta battaglia)pour exercer sa cavalerie, pour lui apprendre á manœuvrer et á changer sa pesanteur en célérité». — VediŒuvres de Frédéric, histoire de mon temps, capitolo III. E per le evoluzioni,Mirabeau,Monarchie prussienne, système militaire.

61.Quelle principalmente della cavalleria, la quale per lui prima e piú tardi per lo gran Seidlitz poté aspirare a nuovi e piú alti destini. È noto come anche innanzi al tempo in cui Federico ascese al trono, la fanteria prussiana fosse giunta ad un alto grado di perfezionamento sí nell'armamento che nei fuochi e nelle evoluzioni, mercé le cure del principe di Anhalt, e si fosse giá segnalata sotto questo triplice aspetto nelle guerre d'Italia come ausiliaria negli eserciti imperiali comandati dal principe Eugenio di Savoia. Non cosí la cavalleria, della quale Federico ebbe a dire dopo la vittoria da lui ottenuta a Molwitz nel 1741, epoca della sua prima campagna: — «Le roi profita de cette inaction(quella che seguí la detta battaglia)pour exercer sa cavalerie, pour lui apprendre á manœuvrer et á changer sa pesanteur en célérité». — VediŒuvres de Frédéric, histoire de mon temps, capitolo III. E per le evoluzioni,Mirabeau,Monarchie prussienne, système militaire.

62.Donde si potrebbe, rigorosamente ragionando, dedurre la convenienza delle due o delle tre righe nella formazione dell'infanteria; quistione non ancora fermata, meno che presso gl'inglesi, i quali nella guerra della penisola ebbero, a quel che pare, a trarre infinito profitto dall'infanteria disposta in due righe. E poiché la terza riga non può tirare se non quando la prima è in ginocchio — situazione pericolosa spesso e sempre incomoda e faticosa, — e poiché poco vantaggiano i fuochi dal caricar delle armi della terza riga per la seconda, cosí può supporsi esser preferibile di ordinar l'infanteria in due righe. La fluttuazione delle marcie in battaglia, maggiore su di due che su di tre righe, secondo a me sembra contrariamente al parere del generale di Chambray, potrebbe essere efficacemente riparata aggiugnendo alcun poco al numero ed ai doveri dei serrafile. Rimarrebbero all'ordine su due righe i seguenti vantaggi: 1. di acquistare un terzo di uomini, che messi sulle ali le prolungherebbero fornendo dei fuochi che non darebbero in terza riga, e messi altrove fornirebbero una riserva utile in mille guise; 2. di subire meno dannosamente i colpi delle artiglierie; 3. di fare svanire i danni che nei fuochi la terza riga non di rado cagiona alla prima, segnalati da molti ed ultimamente con energia dal marescialloGouvion-Saint-Cyrnelle sueMemorie(campagna del 1813). Egli è però vero che l'infanteria in due righe abbisogna di molta calma e fermezza, e che nella formazione dei quadrati sarebbe forse necessario di prescrivere che, salvo solamente quelli composti da un sol battaglione, gli altri tutti dovessero ordinariamente formarsi su di due linee. Quale importante mutazione non avverrebbe in tattica, ove i maestri di guerra che ancor vivono in Europa imprendessero coi loro lumi e con la loro esperienza a risolvere un tal problema, ed ove risolvendolo paresse loro di adottar la formazione in due righe?

62.Donde si potrebbe, rigorosamente ragionando, dedurre la convenienza delle due o delle tre righe nella formazione dell'infanteria; quistione non ancora fermata, meno che presso gl'inglesi, i quali nella guerra della penisola ebbero, a quel che pare, a trarre infinito profitto dall'infanteria disposta in due righe. E poiché la terza riga non può tirare se non quando la prima è in ginocchio — situazione pericolosa spesso e sempre incomoda e faticosa, — e poiché poco vantaggiano i fuochi dal caricar delle armi della terza riga per la seconda, cosí può supporsi esser preferibile di ordinar l'infanteria in due righe. La fluttuazione delle marcie in battaglia, maggiore su di due che su di tre righe, secondo a me sembra contrariamente al parere del generale di Chambray, potrebbe essere efficacemente riparata aggiugnendo alcun poco al numero ed ai doveri dei serrafile. Rimarrebbero all'ordine su due righe i seguenti vantaggi: 1. di acquistare un terzo di uomini, che messi sulle ali le prolungherebbero fornendo dei fuochi che non darebbero in terza riga, e messi altrove fornirebbero una riserva utile in mille guise; 2. di subire meno dannosamente i colpi delle artiglierie; 3. di fare svanire i danni che nei fuochi la terza riga non di rado cagiona alla prima, segnalati da molti ed ultimamente con energia dal marescialloGouvion-Saint-Cyrnelle sueMemorie(campagna del 1813). Egli è però vero che l'infanteria in due righe abbisogna di molta calma e fermezza, e che nella formazione dei quadrati sarebbe forse necessario di prescrivere che, salvo solamente quelli composti da un sol battaglione, gli altri tutti dovessero ordinariamente formarsi su di due linee. Quale importante mutazione non avverrebbe in tattica, ove i maestri di guerra che ancor vivono in Europa imprendessero coi loro lumi e con la loro esperienza a risolvere un tal problema, ed ove risolvendolo paresse loro di adottar la formazione in due righe?

63.Cosí la Francia variò piú volte l'unitá di forza denominata «battaglione», sí nel numero delle compagnie che nel numero dei soldati, e tentò di piegarla non solamente ai bisogni del comando e delle evoluzioni ma inoltre ai fini diversi delle guerre che imprendeva. Non è difficile di distinguere che altra deve esser la forza ed il numero dei battaglioni in reggimenti destinati a guerre offensive e lontanissime, ed altra in guerre difensive e vicine. In queste, prossimo l'esercito ai soccorsi, non s'indebolisce per le distanze e ripara prontamente le perdite, onde quelle unitá possono e debbono nei reggimenti essere meno numerose e meno forti. Nelle guerre lontane deve conservare il numero e la forza, per non giungere troppo debole sul teatro della guerra, per poter attendere i soccorsi, partendo nondimeno con unitá che non eccedano gli estremi limiti che possano permettere l'amministrazione e la disciplina, per potere al bisogno fondere insieme piú battaglioni senza che dall'organizzazione scompariscano i reggimenti, le brigate... Cosí i volteggiatori divenivano la vera infanteria leggiera degli eserciti, e da per tutto si dismettevano i corpi irregolari che ne tenevano imperfettamente luogo. Cosí gl'inglesi presentavano utilmente alla meditazione dell'Europa l'infanteria ordinata in due righe. Cosí si riunivano in forti riserve la cavalleria e l'artiglieria, per lo innanzi disgiuntamente adoperate. Infine gli eserciti francesi, dopo il campo di Boulogne, conservando nei singoli corpi le evoluzioni pria tolte ai prussiani e poi rendute perfette dall'ammirabile regolamento del 1791, che indi venne modificato in qualche evoluzione piuttosto riguardo ai modi che riguardo ai princípi, ma applicate dai generali in modo piú vasto, piú ardito, piú trascendente, poterono combattere con quei prussiani medesimi, tanto a loro superiori in tattica sino ai primi anni delle ultime guerre. Donde potrebbe credersi che i francesi raggiugnessero in tattica al punto risolutivo i loro avversari, piuttosto che questi i francesi. Ciò intendo in ordine alla tattica. — «I francesi... nulla piú operando di considerevole quanto... alla costituzione ed all'uso materiale delle forze, lasciavansi raggiugnere al punto risolutivo, quello cioè dell'affrontamento sui campi...». — Cosí il barone maggiore Ferrari.

63.Cosí la Francia variò piú volte l'unitá di forza denominata «battaglione», sí nel numero delle compagnie che nel numero dei soldati, e tentò di piegarla non solamente ai bisogni del comando e delle evoluzioni ma inoltre ai fini diversi delle guerre che imprendeva. Non è difficile di distinguere che altra deve esser la forza ed il numero dei battaglioni in reggimenti destinati a guerre offensive e lontanissime, ed altra in guerre difensive e vicine. In queste, prossimo l'esercito ai soccorsi, non s'indebolisce per le distanze e ripara prontamente le perdite, onde quelle unitá possono e debbono nei reggimenti essere meno numerose e meno forti. Nelle guerre lontane deve conservare il numero e la forza, per non giungere troppo debole sul teatro della guerra, per poter attendere i soccorsi, partendo nondimeno con unitá che non eccedano gli estremi limiti che possano permettere l'amministrazione e la disciplina, per potere al bisogno fondere insieme piú battaglioni senza che dall'organizzazione scompariscano i reggimenti, le brigate... Cosí i volteggiatori divenivano la vera infanteria leggiera degli eserciti, e da per tutto si dismettevano i corpi irregolari che ne tenevano imperfettamente luogo. Cosí gl'inglesi presentavano utilmente alla meditazione dell'Europa l'infanteria ordinata in due righe. Cosí si riunivano in forti riserve la cavalleria e l'artiglieria, per lo innanzi disgiuntamente adoperate. Infine gli eserciti francesi, dopo il campo di Boulogne, conservando nei singoli corpi le evoluzioni pria tolte ai prussiani e poi rendute perfette dall'ammirabile regolamento del 1791, che indi venne modificato in qualche evoluzione piuttosto riguardo ai modi che riguardo ai princípi, ma applicate dai generali in modo piú vasto, piú ardito, piú trascendente, poterono combattere con quei prussiani medesimi, tanto a loro superiori in tattica sino ai primi anni delle ultime guerre. Donde potrebbe credersi che i francesi raggiugnessero in tattica al punto risolutivo i loro avversari, piuttosto che questi i francesi. Ciò intendo in ordine alla tattica. — «I francesi... nulla piú operando di considerevole quanto... alla costituzione ed all'uso materiale delle forze, lasciavansi raggiugnere al punto risolutivo, quello cioè dell'affrontamento sui campi...». — Cosí il barone maggiore Ferrari.

64.È noto quante differenti ruote entrino nel sistema del Gribeauval, e quanto il suo carriaggio militare disti dal sistema inglese di cui è parola, e quanto ancora ne disti l'attuale carriaggio francese. Il comitato di artiglieria formato in Francia nel 1827 cosí si esprime in ordine al nuovo carriaggio militare: — «Des expériences comparatives faites avec soin en 1824 et 1825 dans cinq écoles d'artillerie ont constaté les avantages que donnent au nouveau modèle d'affûts et caissons d'artillerie de campagne le mode d'attache des deux trains, l'égalité de la hauteur des roues et un avantrain commun á l'affût et aux caissons principaux, objets par lesquels le nouveau système diffère du système Gribeauval. Ces avantages bien reconnus consistent en plus de semplicité dans les constructions, en un roulage plus facile, en plus de tournant, plus de célérité dans les manœuvres et plus de facilité á franchir tous les obstacles». — Conosco le gravi accuse prodotte dal generale Allix, riputatissimo artigliere, contro il sistema del Comitato. Esse nondimeno non sono dirette a sostenere che il sistema Gribeauval sia rimasto invariato o che debba rimanere invariabile; per lo contrario, dopo d'aver dedotto i difetti di questo sistema e preferito quello dell'anno XI, rivendica alcuni dei miglioramenti del Comitato come suoi propri, critica il rimanente come inferiore a quello del Gribeauval e dell'anno XI, finalmente espone il suo metodo. Ignoro dopo l'anno 1830 quale sia stato il sistema preferito nelle artiglierie di Francia.

64.È noto quante differenti ruote entrino nel sistema del Gribeauval, e quanto il suo carriaggio militare disti dal sistema inglese di cui è parola, e quanto ancora ne disti l'attuale carriaggio francese. Il comitato di artiglieria formato in Francia nel 1827 cosí si esprime in ordine al nuovo carriaggio militare: — «Des expériences comparatives faites avec soin en 1824 et 1825 dans cinq écoles d'artillerie ont constaté les avantages que donnent au nouveau modèle d'affûts et caissons d'artillerie de campagne le mode d'attache des deux trains, l'égalité de la hauteur des roues et un avantrain commun á l'affût et aux caissons principaux, objets par lesquels le nouveau système diffère du système Gribeauval. Ces avantages bien reconnus consistent en plus de semplicité dans les constructions, en un roulage plus facile, en plus de tournant, plus de célérité dans les manœuvres et plus de facilité á franchir tous les obstacles». — Conosco le gravi accuse prodotte dal generale Allix, riputatissimo artigliere, contro il sistema del Comitato. Esse nondimeno non sono dirette a sostenere che il sistema Gribeauval sia rimasto invariato o che debba rimanere invariabile; per lo contrario, dopo d'aver dedotto i difetti di questo sistema e preferito quello dell'anno XI, rivendica alcuni dei miglioramenti del Comitato come suoi propri, critica il rimanente come inferiore a quello del Gribeauval e dell'anno XI, finalmente espone il suo metodo. Ignoro dopo l'anno 1830 quale sia stato il sistema preferito nelle artiglierie di Francia.

65.Il corpo del treno fu organizzato in Francia per decreto dei consoli del 13 nevoso anno VIII, non senza chi sostenesse esser di avvilimento per un soldato il «divenir carrettiere»; ed in Inghilterra del 1793 sotto gli auspíci del duca di Richmond. I cannonieri a cavallo furono adottati in Russia per cura del general Milessino negli ultimi anni dell'imperatrice Caterina seconda, in una maniera molto imperfetta. Paolo primo li apprezzò poco, in odio della loro origine, che supponeva esser francese-repubblicana e non giá prussiana.

65.Il corpo del treno fu organizzato in Francia per decreto dei consoli del 13 nevoso anno VIII, non senza chi sostenesse esser di avvilimento per un soldato il «divenir carrettiere»; ed in Inghilterra del 1793 sotto gli auspíci del duca di Richmond. I cannonieri a cavallo furono adottati in Russia per cura del general Milessino negli ultimi anni dell'imperatrice Caterina seconda, in una maniera molto imperfetta. Paolo primo li apprezzò poco, in odio della loro origine, che supponeva esser francese-repubblicana e non giá prussiana.

66.Se il generale Elsnitz contro la guardia consolare a Marengo, se la cavalleria francese al primo combattimento di Krasnoi nel 1812 contro il generale Newroscki, avessero potuto far precedere le loro cariche dal fuoco di pronte artiglierie, né il general russo avrebbe recato a termine la sua bella ritirata, né il quadrato di Marengo avrebbe stancata e tenuta sí lungamente occupata la bella e numerosa cavalleria imperiale. Ma il generale Elsnitz sembra che ne mancasse; ed i francesi a Krasnoi ne attesero per lungo tempo, e poi sopravvenne assai poca artiglieria alleata e non perfettamente servita. La cavalleria inglese non riuscí contro i quadrati della guardia francese a Waterloo se non dopo di averli per cosí dire battuti in breccia con la sua artiglieria.

66.Se il generale Elsnitz contro la guardia consolare a Marengo, se la cavalleria francese al primo combattimento di Krasnoi nel 1812 contro il generale Newroscki, avessero potuto far precedere le loro cariche dal fuoco di pronte artiglierie, né il general russo avrebbe recato a termine la sua bella ritirata, né il quadrato di Marengo avrebbe stancata e tenuta sí lungamente occupata la bella e numerosa cavalleria imperiale. Ma il generale Elsnitz sembra che ne mancasse; ed i francesi a Krasnoi ne attesero per lungo tempo, e poi sopravvenne assai poca artiglieria alleata e non perfettamente servita. La cavalleria inglese non riuscí contro i quadrati della guardia francese a Waterloo se non dopo di averli per cosí dire battuti in breccia con la sua artiglieria.

67.Come afferma il signor maggiore Ferrari, pagina 16, nota 1. Nondimeno i cannonieri a cavallo, francesi, russi, prussiani, polacchi (del granducato di Varsavia), italiani d'ogni paese..., ebbero parte in molte vittorie.

67.Come afferma il signor maggiore Ferrari, pagina 16, nota 1. Nondimeno i cannonieri a cavallo, francesi, russi, prussiani, polacchi (del granducato di Varsavia), italiani d'ogni paese..., ebbero parte in molte vittorie.

68.Il tenente generale Allix (Système d'artillerie de campagne deD. G.Allix, Paris, Auselin et Prochard, 1827), giudice competente per lunghi ed importanti comandi (e taccio d'altri), si esprime su tale assunto in tai termini: — «J'ai vu et entendu beaucoup de songecreux qui n'ont vu... la guerre que dans les bureaux du ministère... avoir à cet égard(l'abolizione dei cannonieri a cavallo)la meilleure volonté du monde. Gassendi a prêché ce système...; mais c'était chez-lui par principe d'économie et non par défaut de connaissance. Et en effet en supprimant les chevaux de l'artillerie á cheval, on évite... les dépenses... Mais il y a á la guerre des économies qui ne sont pas bonnes á faire...». — Ed in séguito: — «Ce serait ignorer la nature même des choses, de vouloir donner á l'artillerie á pied la même vitesse qu'á l'artillerie á cheval... Aussi tous les efforts pendant le cours de nos dernières guerres pour démonter les cannoniers et substituer aux chevaux pour porter les cannoniers les voitures mêmes de l'artillerie, ont-ils étés sans succès». — In Francia i tentativi per trasportare i cannonieri sui carri precedettero quelli mercé i quali furono messi a cavallo. La esperienza non raccomandò il primo modo di trasporto; il secondo fu seguito da lunghi e brillanti successi, onde si giunse all'abuso. Federico, reso piú leggiero il suo materiale di artiglieria, creò i cannonieri a cavallo e li conservò sempre gelosamente. Tornare aiwurstsará progredire? I dotti ne giudicheranno.

68.Il tenente generale Allix (Système d'artillerie de campagne deD. G.Allix, Paris, Auselin et Prochard, 1827), giudice competente per lunghi ed importanti comandi (e taccio d'altri), si esprime su tale assunto in tai termini: — «J'ai vu et entendu beaucoup de songecreux qui n'ont vu... la guerre que dans les bureaux du ministère... avoir à cet égard(l'abolizione dei cannonieri a cavallo)la meilleure volonté du monde. Gassendi a prêché ce système...; mais c'était chez-lui par principe d'économie et non par défaut de connaissance. Et en effet en supprimant les chevaux de l'artillerie á cheval, on évite... les dépenses... Mais il y a á la guerre des économies qui ne sont pas bonnes á faire...». — Ed in séguito: — «Ce serait ignorer la nature même des choses, de vouloir donner á l'artillerie á pied la même vitesse qu'á l'artillerie á cheval... Aussi tous les efforts pendant le cours de nos dernières guerres pour démonter les cannoniers et substituer aux chevaux pour porter les cannoniers les voitures mêmes de l'artillerie, ont-ils étés sans succès». — In Francia i tentativi per trasportare i cannonieri sui carri precedettero quelli mercé i quali furono messi a cavallo. La esperienza non raccomandò il primo modo di trasporto; il secondo fu seguito da lunghi e brillanti successi, onde si giunse all'abuso. Federico, reso piú leggiero il suo materiale di artiglieria, creò i cannonieri a cavallo e li conservò sempre gelosamente. Tornare aiwurstsará progredire? I dotti ne giudicheranno.

69.La Prussia conserva in pace centotto pezzi serviti da cannonieri a cavallo e centosessantadue da cannonieri a piedi. In guerra sembra che i primi stiano ai secondi come uno a quattro. IlCaraman,Essai sur l'armée prussienne,pagina 110 (Paris, 1831),cosí si esprime: — «Comme on tient beaucoup... á la perfection des manœuvres, on exige beaucoup de l'artillerie á cheval, qui est habituée á suivre et la plus part du temps á précéder les mouvements les plus rapides de la cavalerie: elle exécute ordinairement au galop, souvent en carrière...».

69.La Prussia conserva in pace centotto pezzi serviti da cannonieri a cavallo e centosessantadue da cannonieri a piedi. In guerra sembra che i primi stiano ai secondi come uno a quattro. IlCaraman,Essai sur l'armée prussienne,pagina 110 (Paris, 1831),cosí si esprime: — «Comme on tient beaucoup... á la perfection des manœuvres, on exige beaucoup de l'artillerie á cheval, qui est habituée á suivre et la plus part du temps á précéder les mouvements les plus rapides de la cavalerie: elle exécute ordinairement au galop, souvent en carrière...».

70.È giusto di riflettere non essere ussaro chiunque monta su di un cavallo, ma colui solamente che si serve del cavallo per lo fine e nelle guise degli ussari.

70.È giusto di riflettere non essere ussaro chiunque monta su di un cavallo, ma colui solamente che si serve del cavallo per lo fine e nelle guise degli ussari.

71.L'autore dell'articolo redarguisce coloro i quali mettendo a cavallo un artigliere, lo resero mozzo e l'obbligarono all'istruzione d'un cavaliere; approva che sia divenuto vetturino. Ammesso che ciò stia bene, sarebbe questo un nuovo miglioramento pensato da uomini istruiti dalle ultime guerre.

71.L'autore dell'articolo redarguisce coloro i quali mettendo a cavallo un artigliere, lo resero mozzo e l'obbligarono all'istruzione d'un cavaliere; approva che sia divenuto vetturino. Ammesso che ciò stia bene, sarebbe questo un nuovo miglioramento pensato da uomini istruiti dalle ultime guerre.

72.Nelle artiglierie inglesi ed anche nel sistema dell'anno XI ed in quei che lo precedettero. Non è mestieri di ricordare la profusione del calibro da quattro nel sistema di Gribeauval, la scarsezza degli obusieri, la disseminazione dei pezzi nei battaglioni..., colpa dei tempi piú che sua; ma alla perfine era cosí. Del rimanente pei miglioramenti gravi introdotti nell'artiglierie, come per la convenienza dei cannonieri a cavallo e del loro modo di combattere uniti alla cavalleria, si veggano le opere sommamente istruttive dei signoriGrevenitzeDecker(traduzione delRavicchio), opere in cui non meno è ad ammirarsi il vasto sapere che la profonda esperienza di quei chiarissimi e laboriosi autori, esperienza che accompagna tutte le altre opere del Decker (PerGrevenitz, Parigi, 1831, presso Levrault; e perDecker, Parigi, 1825 e 1831, presso il medesimo).

72.Nelle artiglierie inglesi ed anche nel sistema dell'anno XI ed in quei che lo precedettero. Non è mestieri di ricordare la profusione del calibro da quattro nel sistema di Gribeauval, la scarsezza degli obusieri, la disseminazione dei pezzi nei battaglioni..., colpa dei tempi piú che sua; ma alla perfine era cosí. Del rimanente pei miglioramenti gravi introdotti nell'artiglierie, come per la convenienza dei cannonieri a cavallo e del loro modo di combattere uniti alla cavalleria, si veggano le opere sommamente istruttive dei signoriGrevenitzeDecker(traduzione delRavicchio), opere in cui non meno è ad ammirarsi il vasto sapere che la profonda esperienza di quei chiarissimi e laboriosi autori, esperienza che accompagna tutte le altre opere del Decker (PerGrevenitz, Parigi, 1831, presso Levrault; e perDecker, Parigi, 1825 e 1831, presso il medesimo).

73.Fin dal cominciamento delle ultime guerre s'intese in Francia il bisogno di un cambiamento nel sistema del Gribeauval, e le organizzazioni dell'anno III repubblicano, dell'anno VIII e dell'anno IX vi provvidero diversamente. Onde il generalLespinassenel suoEssai sur l'organisation de l'artillerie(Paris, an. VIII) può dire a nota (b): — «Si lorsque le général Gribeauval a organisé le canon de campagne, nos armées avaient été composées comme aujourd'hui de divisions considerées comme éléments déterminés, il aurait changé la composition de ses divisions d'artillerie...». — Il celebre general Gribeauval, mente vasta ed ordinata, colma delle dottrine francesi nell'arma sua e della sperienza della guerra dei sette anni che fece negli eserciti imperiali, rigenerò l'artiglieria di campagna (sistema Vallière) della Francia, e fu il primo artigliere forse di Europa; ma la guerra cambiò dopo di lui e con essa le applicazioni dell'arma. — «Napoléon fit dans le service de l'artillerie une revolution en rapport avec les changements que des longues guerres ne pouvaient manquer d'amener dans le moral de l'armée». —Foy,Guerre de la peninsule, pagina 120.

73.Fin dal cominciamento delle ultime guerre s'intese in Francia il bisogno di un cambiamento nel sistema del Gribeauval, e le organizzazioni dell'anno III repubblicano, dell'anno VIII e dell'anno IX vi provvidero diversamente. Onde il generalLespinassenel suoEssai sur l'organisation de l'artillerie(Paris, an. VIII) può dire a nota (b): — «Si lorsque le général Gribeauval a organisé le canon de campagne, nos armées avaient été composées comme aujourd'hui de divisions considerées comme éléments déterminés, il aurait changé la composition de ses divisions d'artillerie...». — Il celebre general Gribeauval, mente vasta ed ordinata, colma delle dottrine francesi nell'arma sua e della sperienza della guerra dei sette anni che fece negli eserciti imperiali, rigenerò l'artiglieria di campagna (sistema Vallière) della Francia, e fu il primo artigliere forse di Europa; ma la guerra cambiò dopo di lui e con essa le applicazioni dell'arma. — «Napoléon fit dans le service de l'artillerie une revolution en rapport avec les changements que des longues guerres ne pouvaient manquer d'amener dans le moral de l'armée». —Foy,Guerre de la peninsule, pagina 120.

74.Il Dupin riferisce che in Inghilterra i razzi sono stati provveduti di recipienti per metraglia e provati in tal modo. Ignoro se ad epoche molto remote siano stati adoperati in Europa come artiglierie, ma par dimostrato che nelle Indie Tippoo se ne servisse contro l'esercito inglese nella difesa della sua capitale.

74.Il Dupin riferisce che in Inghilterra i razzi sono stati provveduti di recipienti per metraglia e provati in tal modo. Ignoro se ad epoche molto remote siano stati adoperati in Europa come artiglierie, ma par dimostrato che nelle Indie Tippoo se ne servisse contro l'esercito inglese nella difesa della sua capitale.

75.Questo proietto è per metá pieno e per metá vuoto e riempito di palle. Scoppia ad una data distanza.

75.Questo proietto è per metá pieno e per metá vuoto e riempito di palle. Scoppia ad una data distanza.

76.I ponti del Danubio al secondo passaggio dell'esercito francese nel 1809. I ponti a botti cilindriche tentati in Inghilterra ed in Francia. Lo strettoio idraulico indicato dalDupin, di cui potrá consultarsi la distinta e compiuta opera, che non potrei né riassumere né svolgere adeguatamente:Voyages dans la Grande Bretagne. Forces militaires, tomo II:Études et travaux. È evidente non essere opera di un cosí breve discorso il presentare una sposizione comparata di ciascuna parte della scienza bellica e delle sue applicazioni. Accennando alcuno dei lavori e perfezionamenti degli ultimi tempi è mio pensiere d'indicare solamente il movimento degli spiriti, che in ogni luogo di Europa si portava acremente al miglioramento d'ogni parte di essa, e di notare alcuno tra i suoi effetti. Vedi l'opera delDrieuxed il Saggiosui ponti militaridelDouglas.

76.I ponti del Danubio al secondo passaggio dell'esercito francese nel 1809. I ponti a botti cilindriche tentati in Inghilterra ed in Francia. Lo strettoio idraulico indicato dalDupin, di cui potrá consultarsi la distinta e compiuta opera, che non potrei né riassumere né svolgere adeguatamente:Voyages dans la Grande Bretagne. Forces militaires, tomo II:Études et travaux. È evidente non essere opera di un cosí breve discorso il presentare una sposizione comparata di ciascuna parte della scienza bellica e delle sue applicazioni. Accennando alcuno dei lavori e perfezionamenti degli ultimi tempi è mio pensiere d'indicare solamente il movimento degli spiriti, che in ogni luogo di Europa si portava acremente al miglioramento d'ogni parte di essa, e di notare alcuno tra i suoi effetti. Vedi l'opera delDrieuxed il Saggiosui ponti militaridelDouglas.

77.Il maggior barone Ferrari condanna i dragoni e come infanteria e come cavalleria, e pare che pensi d'accordo col Rogniat che due sole specie di cavalleria debbano entrare nella composizione di uno esercito: la leggiera e la grave.

77.Il maggior barone Ferrari condanna i dragoni e come infanteria e come cavalleria, e pare che pensi d'accordo col Rogniat che due sole specie di cavalleria debbano entrare nella composizione di uno esercito: la leggiera e la grave.

78.Sembra che in Francia tutta la cavalleria media e leggiera sia ora armata di moschetto (mousqueton), ordinariamente sospeso alla bandoliera. Ignoro se i dragoni o anche i cacciatori siano o pur no armati di baionetta. Di certo poi i dragoni sono destinati a combattere a piedi. Il gran Federico esigeva che i suoi dragoni fossero accuratamente esercitati nelle evoluzioni d'infanteria e gli armava di piccolo fucile e di baionetta. Bonaparte consiglia che tutta la cavalleria venga addestrata a combattere a piedi. VediMontholon, tomo II, pagina 169 eMirabeau, opera citata, pagina 107.

78.Sembra che in Francia tutta la cavalleria media e leggiera sia ora armata di moschetto (mousqueton), ordinariamente sospeso alla bandoliera. Ignoro se i dragoni o anche i cacciatori siano o pur no armati di baionetta. Di certo poi i dragoni sono destinati a combattere a piedi. Il gran Federico esigeva che i suoi dragoni fossero accuratamente esercitati nelle evoluzioni d'infanteria e gli armava di piccolo fucile e di baionetta. Bonaparte consiglia che tutta la cavalleria venga addestrata a combattere a piedi. VediMontholon, tomo II, pagina 169 eMirabeau, opera citata, pagina 107.

79.Le gravi differenze che passano tra la coscrizione quale ora si pratica in molti Stati d'Europa e quella in uso presso i popoli dell'antichitá dotta, è facile di scorgerle ove solamente si consideri la differenza degli ordinamenti civili nelle due epoche, ed ove si legga e si ponderi il rapporto fatto su tale oggetto dal generale Jourdan al Consiglio dei Cinquecento nell'anno 1799.

79.Le gravi differenze che passano tra la coscrizione quale ora si pratica in molti Stati d'Europa e quella in uso presso i popoli dell'antichitá dotta, è facile di scorgerle ove solamente si consideri la differenza degli ordinamenti civili nelle due epoche, ed ove si legga e si ponderi il rapporto fatto su tale oggetto dal generale Jourdan al Consiglio dei Cinquecento nell'anno 1799.

80.Dissi determinando le tre forme ed epoche successive della qualitá degli eserciti: milizie feudali o comunali, eserciti permanenti, armate coscritte. Altri potrá meglio denominarle; a me bastava di trovare una indicazione qualunque, la quale esprimesse la mia idea e dividesse sensibilmente i tre periodi.

80.Dissi determinando le tre forme ed epoche successive della qualitá degli eserciti: milizie feudali o comunali, eserciti permanenti, armate coscritte. Altri potrá meglio denominarle; a me bastava di trovare una indicazione qualunque, la quale esprimesse la mia idea e dividesse sensibilmente i tre periodi.

81.Rampon a Montenotte, Gujeux a Salò, Kellerman a Marengo, Richepanse ad Hohenlinden, Mortier a Diernstein, l'ammirabile difesa delle strette di Koesen, la stessa battaglia d'Averstaed, i successi delle avanguardie francesi in tutte le direzioni dopo le battaglie gemelle di Jena e di Averstaed... La materia è abbondante, a scelta sola e difficile.

81.Rampon a Montenotte, Gujeux a Salò, Kellerman a Marengo, Richepanse ad Hohenlinden, Mortier a Diernstein, l'ammirabile difesa delle strette di Koesen, la stessa battaglia d'Averstaed, i successi delle avanguardie francesi in tutte le direzioni dopo le battaglie gemelle di Jena e di Averstaed... La materia è abbondante, a scelta sola e difficile.

82.Gli eserciti di Francia nel 1800, 1813 e 1815, della Prussia nel 1813 e dell'Austria nel 1809.

82.Gli eserciti di Francia nel 1800, 1813 e 1815, della Prussia nel 1813 e dell'Austria nel 1809.

83.Il passaggio delle Alpi nel 1800; la marcia dalle coste dell'Oceano, che conteneva le vittorie di Ulm e poi di Austerlitz; le operazioni che diedero luogo al passaggio della Saale nel 1807 ed alle sue conseguenze, e quelle che precedettero il doppio passaggio del Danubio nel 1809.

83.Il passaggio delle Alpi nel 1800; la marcia dalle coste dell'Oceano, che conteneva le vittorie di Ulm e poi di Austerlitz; le operazioni che diedero luogo al passaggio della Saale nel 1807 ed alle sue conseguenze, e quelle che precedettero il doppio passaggio del Danubio nel 1809.

84.Il glorioso risorgimento della Prussia nel 1813, militarmente preparato ed operato dal distintissimo general Scharnost.

84.Il glorioso risorgimento della Prussia nel 1813, militarmente preparato ed operato dal distintissimo general Scharnost.

85.Attribuita a Sua Altezza imperiale l'arciduca Carlo d'Austria; princípi di cui fece sí brillante applicazione contro gli eserciti francesi della Sambra e Mosa e del Reno e Mosella nel 1796.

85.Attribuita a Sua Altezza imperiale l'arciduca Carlo d'Austria; princípi di cui fece sí brillante applicazione contro gli eserciti francesi della Sambra e Mosa e del Reno e Mosella nel 1796.

86.Differenza facile a scorgersi paragonando gli scrittori militari delle due epoche. Nella prima la castrametazione, le evoluzioni, gli ordini distesi e profondi, l'armamento, la piccola guerra, la scelta delle posizioni formano lo scopo cui tende quasi unicamente lo spirito degli scrittori, come in Feuquières, Puysegur, nei profondisti e nei loro avversari, in Maurizio di Sassonia, negli eruditi, come in Guischardt, in Maireroi e nel piú sagace indagatore degli effetti e cambiamenti prodotti dalla polvere, Mauvillon.Indi ed intermediatamente Eugenio, Lloyd, l'immortale Federico, Bulow, accennano il passaggio ad un nuovo genere d'analisi, la quale s'ingegna di dedurre princípi e regole fisse ed universali, dai fatti tenta di elevar l'arte a scienza, di svelare il secreto dei grandi uomini di guerra. Aggiungo il Rohan (ma non cronologicamente) che tanto disse, ed in sí poche pagine, della guerra di montagna; argomento ripreso ai dí nostri con ugual sobrietá e sostanza dal Lecourbe dissertando, dal Molitor raccontando...Nella seconda epoca in tale carriera si avanza con un gran corredo di fatti, di sagacitá, di ragionamento, il Jomini nelle diverse sue opere divenute classiche; il Pelet analizzando alcune campagne, in cui mirabilmente accoppia la descrizione drammatica di una battaglia, lucidamente indicando ogni evoluzione, all'alto concepimento, all'idea prima e semplice donde emana ogni fatto, ond'è che può ugualmente formare un uffiziale di battaglia ed una mente regolatrice, se tuttavia una mente tale può essere formata da libri e da insegnamenti; il Dumas, accurato scrittore, critico distinto e sobrio, il piú compiuto istorico militare della Francia; infine il Gourgaud, il Vaudoncourt, il Koch, lo Stutterheim, il Boutourlin, il Vacani, il Wilson, il Londonderry-Wane, il Napier il quale ha meritato che il Dumas lo annotasse e che ha preso giustamente posto tra' piú rinomati scrittori militari della nostra epoca, e massimamente leMemoriedi capitani francesi, come dei Suchet, Saint-Cyr... e di colui che grandeggia tra loro nel posto solitario dei geni.

86.Differenza facile a scorgersi paragonando gli scrittori militari delle due epoche. Nella prima la castrametazione, le evoluzioni, gli ordini distesi e profondi, l'armamento, la piccola guerra, la scelta delle posizioni formano lo scopo cui tende quasi unicamente lo spirito degli scrittori, come in Feuquières, Puysegur, nei profondisti e nei loro avversari, in Maurizio di Sassonia, negli eruditi, come in Guischardt, in Maireroi e nel piú sagace indagatore degli effetti e cambiamenti prodotti dalla polvere, Mauvillon.

Indi ed intermediatamente Eugenio, Lloyd, l'immortale Federico, Bulow, accennano il passaggio ad un nuovo genere d'analisi, la quale s'ingegna di dedurre princípi e regole fisse ed universali, dai fatti tenta di elevar l'arte a scienza, di svelare il secreto dei grandi uomini di guerra. Aggiungo il Rohan (ma non cronologicamente) che tanto disse, ed in sí poche pagine, della guerra di montagna; argomento ripreso ai dí nostri con ugual sobrietá e sostanza dal Lecourbe dissertando, dal Molitor raccontando...

Nella seconda epoca in tale carriera si avanza con un gran corredo di fatti, di sagacitá, di ragionamento, il Jomini nelle diverse sue opere divenute classiche; il Pelet analizzando alcune campagne, in cui mirabilmente accoppia la descrizione drammatica di una battaglia, lucidamente indicando ogni evoluzione, all'alto concepimento, all'idea prima e semplice donde emana ogni fatto, ond'è che può ugualmente formare un uffiziale di battaglia ed una mente regolatrice, se tuttavia una mente tale può essere formata da libri e da insegnamenti; il Dumas, accurato scrittore, critico distinto e sobrio, il piú compiuto istorico militare della Francia; infine il Gourgaud, il Vaudoncourt, il Koch, lo Stutterheim, il Boutourlin, il Vacani, il Wilson, il Londonderry-Wane, il Napier il quale ha meritato che il Dumas lo annotasse e che ha preso giustamente posto tra' piú rinomati scrittori militari della nostra epoca, e massimamente leMemoriedi capitani francesi, come dei Suchet, Saint-Cyr... e di colui che grandeggia tra loro nel posto solitario dei geni.

87.Anche allorché si aggiugnesse a questo ritrovato l'abolizione dei dragoni e dei cannonieri a cavallo, triplice condizione in che il barone maggiore Ferrari sembra faccia consistere l'incremento dell'arte e della scienza della guerra.

87.Anche allorché si aggiugnesse a questo ritrovato l'abolizione dei dragoni e dei cannonieri a cavallo, triplice condizione in che il barone maggiore Ferrari sembra faccia consistere l'incremento dell'arte e della scienza della guerra.

88.Il signor Ferrari promette che una sua invenzione, di cui lungamente ragiona, renderá facile e sicuro il servirsi della polvere da percussione per comunicar il fuoco alla carica di qualunque fucile da guerra. Nelle artiglierie napolitane si sono giá fatti, ignoro con qual meccanismo e con qual successo, dei saggi per adattare tale polvere all'accensione della carica dei cannoni.

88.Il signor Ferrari promette che una sua invenzione, di cui lungamente ragiona, renderá facile e sicuro il servirsi della polvere da percussione per comunicar il fuoco alla carica di qualunque fucile da guerra. Nelle artiglierie napolitane si sono giá fatti, ignoro con qual meccanismo e con qual successo, dei saggi per adattare tale polvere all'accensione della carica dei cannoni.


Back to IndexNext