12.

12.Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera.La Società delle Nazioni è una vecchia idea mazziniana rinata oggi e riverniciata a nuovo. Idea passatista fondata su una spasmodica speranza di pace universale eterna che presuppone il miracoloso cambiamento in latte e miele di tutto il sangue che scorre nelle vene delle razze. Presuppone inoltre un'eguaglianza assoluta spirituale e fisica dei popoli. Fa astrazione completa dalla varietà infinita di tipi diversi di popoli che occupano ognuno un loro gradino sulle numerose scale di valori e di sviluppi, dal cannibale salendo un poco al Tuareg, salendo un poco al Prussiano, salendo un poco al Croato, salendo molto fino al Francese, all'Inglese, salendo molto fino all'Italiano.La concezione della Società delle Nazioni rinasce oggi:1) Dalla stanchezza della guerra e dalla paura di una nuova guerra.2) Dalla paura di una rivoluzione.Il corridore che buttandosi sul letto dopo una corsa frenetica, sfinito dalla stanchezza maledice [pg!110] la corsa è altrettanto naturale che il combattente che dopo una guerra violenta e sanguinosa maledice la guerra.Essi trasformano tutte le loro fatiche logicamente mescolate di disillusioni e di piccoli rancori in un motivo sufficiente per condannare in blocco la gioia di correre e l'entusiasmo di combattere.La pace non può essere l'ideale assoluto di un'anima virile come il sonno non può essere l'ideale assoluto di un corpo sano.La Società delle Nazioni è una delle tante ideologie fiorite dalla stanchezza e dall'esaurimento nervoso.La Società delle Nazioni se verrà realizzata come fu sognata, sarà oplatonica, specie di nuovo tribunale dell'Aia, senza efficacia, oattiva, e diventerà in questo caso soffocatrice d'ogni libertà e d'ogni sviluppo nazionale.In questo secondo caso avendo bisogno di sanzioni, pene e minaccie dovrà avere un esercito di terra e di mare internazionale. Questo esercito per garantire il disarmo e impedire eventuali subdoli armamenti dovrà contare per lo meno 600.000 uomini. Avremo così il ridicolo e il pericolo e l'assurdità di una smisurata forza poliziesca al servizio di questo nuovo tribunale dell'Aia o Tempio della Pace. È cretino che per evitare la guerra si giunga così a trasformare tutti i soldati in poliziotti. Tutti temendo lo scoppio di una rissa o di una rivolta sulla gran piazza dell'Europa [pg!111] o sulla smisurata piazza del Mondo, ogni nazione verrà sorvegliata come una specie di dimostrante riottoso o di anarchico sospetto da acciuffare e da imprigionare al primo grido d'allarme.NonSocietà delle Nazioni, ma semplicemente carabinierismo universale. L'arma dei carabinieri a custodia dei popoli grandi borghesi intimoriti.Vinta, umiliata e diminuita la Germania, sfasciato l'Impero austroungarico, l'unica Società delle Nazioni possibili, cioè la Società delle Nazioni vittoriose, è di fatto già formata in tutto il suo massimo valore di diritto-forza contro la possibile vendetta dellaForza senza diritto. Se i vinti accenneranno un movimento di rivincita, questa Società delle Nazioni vittoriose reprimerà e sopprimerà.Nella Società delle Nazioni concepita dagli utopisti, costituita da Popoli vittoriosi, vinti, neutri, neonati sani e rachitici, vecchi e invalidi avverrà fatalmente che quello migliore fra tutti e più potente alzerà la voce.La Società interverrà minacciando. Discussioni violente. L'esercito internazionale non interverrà subito con la forza perchè sarà legge fondamentale della Società che la forza è da condannarsi sistematicamente. Si discuterà, ma pur discutendo la Nazione forte e minacciata dal carabinierismo della Società si armerà nascostamente o apertamente.Avremo allora in presenza l'uno dell'altro due eserciti. La Società avrà una minoranza e una [pg!112] maggioranza, vi saranno coalizioni di tre, quattro o cinque nazioni simpatizzanti fra loro e camorre nascoste per sventarle o tradirle. Un ambizioso rappresentante di nazione rappresenterà in realtà un dato gruppo industriale a scapito e in contrasto con gli interessi della Nazione da lui rappresentati.Vi sarà un parlamentino o un parlamentone con tutte le bassezze, i personalismi, le burocrazie cretine che caratterizzano i Parlamenti.Lo spirito emulativo delle razze e l'impeto rivoluzionario che le agita igienicamente interverrà ad ogni modo e il solito ciclone d'eroismo e di distruzione che investe di tempo in tempo i popoli travolgerà la Società delle Nazioni.L'aureola luminosa che orna il capo di Wilson Messia della Pace Eterna non può durare. Il glorioso rappresentante del poderoso intervento americano non detiene la formula pacificatrice della guerra. Fiducia e pretesa assurda quella di abolire per sempre la guerra; simile alla pretesa e fiducia assurda dei bolsceviki russi che credettero di trovare (dopo il fallimento di tante rivoluzioni) la formula unica definitiva della questione sociale (capitalismo, proletariato, contadini, diseredati) in un comunismo semplificatore e livellatore oggi già irto di feroci vendette e tutto ineguale come un mare in tempesta.La Società delle Nazioni essendo nata dalla paura di una seconda guerra e ancor più dalla paura di una Rivoluzione probabile, nasconde [pg!113] un desiderio spasmodico di ordine carceriere, di autocrazia, di reazione moralistica e poliziesca. Questo desiderio è mascheratissimo, si comprende, poichè in contrasto assoluto con tutte le ideologie libertarie sventolate sui combattenti della Intesa per sorreggerne lo slancio eroico.Noi futuristi che non abbiamo paura nè della Rivoluzione nè della guerra, noi futuristi senza stanchezza e pronti a tutto per il Divenire anche esplosivo della nostra razza, rivolgiamo a Wilson, quale tipico rappresentante della formula Società delle Nazioni, le seguenti domande:1) La Società delle Nazioni sarà animata da spirito rivoluzionario o da spirito conservatore?2) La Società delle Nazioni essendo nata dalla conflagrazione rivoluzionaria riuscirà — come speriamo — ad escludere i rappresentanti reazionari delle Nazioni?3) La Società delle Nazioni interverrà o si disinteresserà nelle questioni interne capitali delle Nazioni rappresentate?4) La Società delle Nazioni aiuterà ogni nazione a rinnovarsi internamente e a sgomberare i suoi decrepiti passatismi?5) Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell'Italia o lo contrarierà? [pg!114]That is the question, dear Wilson!6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso?Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula pacificatrice della guerra, una specie di Dio-bonne à-tout-faireper beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano... Pacifico!Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per imperialismo, ma per amore della Rivoluzione.Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo dellaLega delle Nazioni.Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova guerra è una indegnità. [pg!115]La paura è pessima consigliera. Cosicchè — dopo il crollo del Kaiser e della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere. Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di decorativo latte-miele sopra tutto.Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice, reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista.Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria deposizione dei testicoli in comune.Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale, cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da interessi comuni e simpatie profonde.È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà assoluta di interessi e di ideali.Bisogna dunque rispettare la sua libertà e il suo sviluppo.La possibilità di una guerra lontana è un'atmosfera sana per un popolo. L'atmosfera di una [pg!116] rivoluzione possibile è una atmosfera ancor più sana per un governo che non può così nè addormentarsi nè tradire.La Società delle Nazioni è specialmente concepita come una morfina o una questura antirivoluzionaria.Noi futuristi la condanniamo recisamente perchè è la negazione di ogniinterventismo(questa parola divina). [pg!117]

12.Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera.La Società delle Nazioni è una vecchia idea mazziniana rinata oggi e riverniciata a nuovo. Idea passatista fondata su una spasmodica speranza di pace universale eterna che presuppone il miracoloso cambiamento in latte e miele di tutto il sangue che scorre nelle vene delle razze. Presuppone inoltre un'eguaglianza assoluta spirituale e fisica dei popoli. Fa astrazione completa dalla varietà infinita di tipi diversi di popoli che occupano ognuno un loro gradino sulle numerose scale di valori e di sviluppi, dal cannibale salendo un poco al Tuareg, salendo un poco al Prussiano, salendo un poco al Croato, salendo molto fino al Francese, all'Inglese, salendo molto fino all'Italiano.La concezione della Società delle Nazioni rinasce oggi:1) Dalla stanchezza della guerra e dalla paura di una nuova guerra.2) Dalla paura di una rivoluzione.Il corridore che buttandosi sul letto dopo una corsa frenetica, sfinito dalla stanchezza maledice [pg!110] la corsa è altrettanto naturale che il combattente che dopo una guerra violenta e sanguinosa maledice la guerra.Essi trasformano tutte le loro fatiche logicamente mescolate di disillusioni e di piccoli rancori in un motivo sufficiente per condannare in blocco la gioia di correre e l'entusiasmo di combattere.La pace non può essere l'ideale assoluto di un'anima virile come il sonno non può essere l'ideale assoluto di un corpo sano.La Società delle Nazioni è una delle tante ideologie fiorite dalla stanchezza e dall'esaurimento nervoso.La Società delle Nazioni se verrà realizzata come fu sognata, sarà oplatonica, specie di nuovo tribunale dell'Aia, senza efficacia, oattiva, e diventerà in questo caso soffocatrice d'ogni libertà e d'ogni sviluppo nazionale.In questo secondo caso avendo bisogno di sanzioni, pene e minaccie dovrà avere un esercito di terra e di mare internazionale. Questo esercito per garantire il disarmo e impedire eventuali subdoli armamenti dovrà contare per lo meno 600.000 uomini. Avremo così il ridicolo e il pericolo e l'assurdità di una smisurata forza poliziesca al servizio di questo nuovo tribunale dell'Aia o Tempio della Pace. È cretino che per evitare la guerra si giunga così a trasformare tutti i soldati in poliziotti. Tutti temendo lo scoppio di una rissa o di una rivolta sulla gran piazza dell'Europa [pg!111] o sulla smisurata piazza del Mondo, ogni nazione verrà sorvegliata come una specie di dimostrante riottoso o di anarchico sospetto da acciuffare e da imprigionare al primo grido d'allarme.NonSocietà delle Nazioni, ma semplicemente carabinierismo universale. L'arma dei carabinieri a custodia dei popoli grandi borghesi intimoriti.Vinta, umiliata e diminuita la Germania, sfasciato l'Impero austroungarico, l'unica Società delle Nazioni possibili, cioè la Società delle Nazioni vittoriose, è di fatto già formata in tutto il suo massimo valore di diritto-forza contro la possibile vendetta dellaForza senza diritto. Se i vinti accenneranno un movimento di rivincita, questa Società delle Nazioni vittoriose reprimerà e sopprimerà.Nella Società delle Nazioni concepita dagli utopisti, costituita da Popoli vittoriosi, vinti, neutri, neonati sani e rachitici, vecchi e invalidi avverrà fatalmente che quello migliore fra tutti e più potente alzerà la voce.La Società interverrà minacciando. Discussioni violente. L'esercito internazionale non interverrà subito con la forza perchè sarà legge fondamentale della Società che la forza è da condannarsi sistematicamente. Si discuterà, ma pur discutendo la Nazione forte e minacciata dal carabinierismo della Società si armerà nascostamente o apertamente.Avremo allora in presenza l'uno dell'altro due eserciti. La Società avrà una minoranza e una [pg!112] maggioranza, vi saranno coalizioni di tre, quattro o cinque nazioni simpatizzanti fra loro e camorre nascoste per sventarle o tradirle. Un ambizioso rappresentante di nazione rappresenterà in realtà un dato gruppo industriale a scapito e in contrasto con gli interessi della Nazione da lui rappresentati.Vi sarà un parlamentino o un parlamentone con tutte le bassezze, i personalismi, le burocrazie cretine che caratterizzano i Parlamenti.Lo spirito emulativo delle razze e l'impeto rivoluzionario che le agita igienicamente interverrà ad ogni modo e il solito ciclone d'eroismo e di distruzione che investe di tempo in tempo i popoli travolgerà la Società delle Nazioni.L'aureola luminosa che orna il capo di Wilson Messia della Pace Eterna non può durare. Il glorioso rappresentante del poderoso intervento americano non detiene la formula pacificatrice della guerra. Fiducia e pretesa assurda quella di abolire per sempre la guerra; simile alla pretesa e fiducia assurda dei bolsceviki russi che credettero di trovare (dopo il fallimento di tante rivoluzioni) la formula unica definitiva della questione sociale (capitalismo, proletariato, contadini, diseredati) in un comunismo semplificatore e livellatore oggi già irto di feroci vendette e tutto ineguale come un mare in tempesta.La Società delle Nazioni essendo nata dalla paura di una seconda guerra e ancor più dalla paura di una Rivoluzione probabile, nasconde [pg!113] un desiderio spasmodico di ordine carceriere, di autocrazia, di reazione moralistica e poliziesca. Questo desiderio è mascheratissimo, si comprende, poichè in contrasto assoluto con tutte le ideologie libertarie sventolate sui combattenti della Intesa per sorreggerne lo slancio eroico.Noi futuristi che non abbiamo paura nè della Rivoluzione nè della guerra, noi futuristi senza stanchezza e pronti a tutto per il Divenire anche esplosivo della nostra razza, rivolgiamo a Wilson, quale tipico rappresentante della formula Società delle Nazioni, le seguenti domande:1) La Società delle Nazioni sarà animata da spirito rivoluzionario o da spirito conservatore?2) La Società delle Nazioni essendo nata dalla conflagrazione rivoluzionaria riuscirà — come speriamo — ad escludere i rappresentanti reazionari delle Nazioni?3) La Società delle Nazioni interverrà o si disinteresserà nelle questioni interne capitali delle Nazioni rappresentate?4) La Società delle Nazioni aiuterà ogni nazione a rinnovarsi internamente e a sgomberare i suoi decrepiti passatismi?5) Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell'Italia o lo contrarierà? [pg!114]That is the question, dear Wilson!6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso?Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula pacificatrice della guerra, una specie di Dio-bonne à-tout-faireper beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano... Pacifico!Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per imperialismo, ma per amore della Rivoluzione.Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo dellaLega delle Nazioni.Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova guerra è una indegnità. [pg!115]La paura è pessima consigliera. Cosicchè — dopo il crollo del Kaiser e della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere. Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di decorativo latte-miele sopra tutto.Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice, reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista.Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria deposizione dei testicoli in comune.Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale, cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da interessi comuni e simpatie profonde.È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà assoluta di interessi e di ideali.Bisogna dunque rispettare la sua libertà e il suo sviluppo.La possibilità di una guerra lontana è un'atmosfera sana per un popolo. L'atmosfera di una [pg!116] rivoluzione possibile è una atmosfera ancor più sana per un governo che non può così nè addormentarsi nè tradire.La Società delle Nazioni è specialmente concepita come una morfina o una questura antirivoluzionaria.Noi futuristi la condanniamo recisamente perchè è la negazione di ogniinterventismo(questa parola divina). [pg!117]

Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera.

La Società delle Nazioni è una vecchia idea mazziniana rinata oggi e riverniciata a nuovo. Idea passatista fondata su una spasmodica speranza di pace universale eterna che presuppone il miracoloso cambiamento in latte e miele di tutto il sangue che scorre nelle vene delle razze. Presuppone inoltre un'eguaglianza assoluta spirituale e fisica dei popoli. Fa astrazione completa dalla varietà infinita di tipi diversi di popoli che occupano ognuno un loro gradino sulle numerose scale di valori e di sviluppi, dal cannibale salendo un poco al Tuareg, salendo un poco al Prussiano, salendo un poco al Croato, salendo molto fino al Francese, all'Inglese, salendo molto fino all'Italiano.

La concezione della Società delle Nazioni rinasce oggi:

1) Dalla stanchezza della guerra e dalla paura di una nuova guerra.

2) Dalla paura di una rivoluzione.

Il corridore che buttandosi sul letto dopo una corsa frenetica, sfinito dalla stanchezza maledice [pg!110] la corsa è altrettanto naturale che il combattente che dopo una guerra violenta e sanguinosa maledice la guerra.

Essi trasformano tutte le loro fatiche logicamente mescolate di disillusioni e di piccoli rancori in un motivo sufficiente per condannare in blocco la gioia di correre e l'entusiasmo di combattere.

La pace non può essere l'ideale assoluto di un'anima virile come il sonno non può essere l'ideale assoluto di un corpo sano.

La Società delle Nazioni è una delle tante ideologie fiorite dalla stanchezza e dall'esaurimento nervoso.

La Società delle Nazioni se verrà realizzata come fu sognata, sarà oplatonica, specie di nuovo tribunale dell'Aia, senza efficacia, oattiva, e diventerà in questo caso soffocatrice d'ogni libertà e d'ogni sviluppo nazionale.

In questo secondo caso avendo bisogno di sanzioni, pene e minaccie dovrà avere un esercito di terra e di mare internazionale. Questo esercito per garantire il disarmo e impedire eventuali subdoli armamenti dovrà contare per lo meno 600.000 uomini. Avremo così il ridicolo e il pericolo e l'assurdità di una smisurata forza poliziesca al servizio di questo nuovo tribunale dell'Aia o Tempio della Pace. È cretino che per evitare la guerra si giunga così a trasformare tutti i soldati in poliziotti. Tutti temendo lo scoppio di una rissa o di una rivolta sulla gran piazza dell'Europa [pg!111] o sulla smisurata piazza del Mondo, ogni nazione verrà sorvegliata come una specie di dimostrante riottoso o di anarchico sospetto da acciuffare e da imprigionare al primo grido d'allarme.

NonSocietà delle Nazioni, ma semplicemente carabinierismo universale. L'arma dei carabinieri a custodia dei popoli grandi borghesi intimoriti.

Vinta, umiliata e diminuita la Germania, sfasciato l'Impero austroungarico, l'unica Società delle Nazioni possibili, cioè la Società delle Nazioni vittoriose, è di fatto già formata in tutto il suo massimo valore di diritto-forza contro la possibile vendetta dellaForza senza diritto. Se i vinti accenneranno un movimento di rivincita, questa Società delle Nazioni vittoriose reprimerà e sopprimerà.

Nella Società delle Nazioni concepita dagli utopisti, costituita da Popoli vittoriosi, vinti, neutri, neonati sani e rachitici, vecchi e invalidi avverrà fatalmente che quello migliore fra tutti e più potente alzerà la voce.

La Società interverrà minacciando. Discussioni violente. L'esercito internazionale non interverrà subito con la forza perchè sarà legge fondamentale della Società che la forza è da condannarsi sistematicamente. Si discuterà, ma pur discutendo la Nazione forte e minacciata dal carabinierismo della Società si armerà nascostamente o apertamente.

Avremo allora in presenza l'uno dell'altro due eserciti. La Società avrà una minoranza e una [pg!112] maggioranza, vi saranno coalizioni di tre, quattro o cinque nazioni simpatizzanti fra loro e camorre nascoste per sventarle o tradirle. Un ambizioso rappresentante di nazione rappresenterà in realtà un dato gruppo industriale a scapito e in contrasto con gli interessi della Nazione da lui rappresentati.

Vi sarà un parlamentino o un parlamentone con tutte le bassezze, i personalismi, le burocrazie cretine che caratterizzano i Parlamenti.

Lo spirito emulativo delle razze e l'impeto rivoluzionario che le agita igienicamente interverrà ad ogni modo e il solito ciclone d'eroismo e di distruzione che investe di tempo in tempo i popoli travolgerà la Società delle Nazioni.

L'aureola luminosa che orna il capo di Wilson Messia della Pace Eterna non può durare. Il glorioso rappresentante del poderoso intervento americano non detiene la formula pacificatrice della guerra. Fiducia e pretesa assurda quella di abolire per sempre la guerra; simile alla pretesa e fiducia assurda dei bolsceviki russi che credettero di trovare (dopo il fallimento di tante rivoluzioni) la formula unica definitiva della questione sociale (capitalismo, proletariato, contadini, diseredati) in un comunismo semplificatore e livellatore oggi già irto di feroci vendette e tutto ineguale come un mare in tempesta.

La Società delle Nazioni essendo nata dalla paura di una seconda guerra e ancor più dalla paura di una Rivoluzione probabile, nasconde [pg!113] un desiderio spasmodico di ordine carceriere, di autocrazia, di reazione moralistica e poliziesca. Questo desiderio è mascheratissimo, si comprende, poichè in contrasto assoluto con tutte le ideologie libertarie sventolate sui combattenti della Intesa per sorreggerne lo slancio eroico.

Noi futuristi che non abbiamo paura nè della Rivoluzione nè della guerra, noi futuristi senza stanchezza e pronti a tutto per il Divenire anche esplosivo della nostra razza, rivolgiamo a Wilson, quale tipico rappresentante della formula Società delle Nazioni, le seguenti domande:

1) La Società delle Nazioni sarà animata da spirito rivoluzionario o da spirito conservatore?

2) La Società delle Nazioni essendo nata dalla conflagrazione rivoluzionaria riuscirà — come speriamo — ad escludere i rappresentanti reazionari delle Nazioni?

3) La Società delle Nazioni interverrà o si disinteresserà nelle questioni interne capitali delle Nazioni rappresentate?

4) La Società delle Nazioni aiuterà ogni nazione a rinnovarsi internamente e a sgomberare i suoi decrepiti passatismi?

5) Nel caso tipico italiano la Società delle Nazioni favorirà il nostro necessario urgente svaticanamento dell'Italia o lo contrarierà? [pg!114]

That is the question, dear Wilson!

6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso?

Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula pacificatrice della guerra, una specie di Dio-bonne à-tout-faireper beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano... Pacifico!

Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per imperialismo, ma per amore della Rivoluzione.

Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo dellaLega delle Nazioni.

Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova guerra è una indegnità. [pg!115]

La paura è pessima consigliera. Cosicchè — dopo il crollo del Kaiser e della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere. Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di decorativo latte-miele sopra tutto.

Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice, reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista.

Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria deposizione dei testicoli in comune.

Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale, cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da interessi comuni e simpatie profonde.

È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà assoluta di interessi e di ideali.

Bisogna dunque rispettare la sua libertà e il suo sviluppo.

La possibilità di una guerra lontana è un'atmosfera sana per un popolo. L'atmosfera di una [pg!116] rivoluzione possibile è una atmosfera ancor più sana per un governo che non può così nè addormentarsi nè tradire.

La Società delle Nazioni è specialmente concepita come una morfina o una questura antirivoluzionaria.

Noi futuristi la condanniamo recisamente perchè è la negazione di ogniinterventismo(questa parola divina). [pg!117]


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