16.

16.Contro il diritto di successione.La legislazione democratica nello stringere e diminuire continuamente i diritti di successione è stata sempre frenata da questa obbiezione: Se voi vietate al padre di accumulare il denaro per il figlio togliete il principale incitamento al suo sforzo di lavoro.Il ragionamento non regge. È basato su una assurda morale altruistica e cristiana che abolendo la gioia di vivere e il culto della propria vita proietta tutte le energie in un'altra vita e in un altro essere. Il padre nella attuale concezione moralistica della famiglia passatista abolisce rapidamente il suo programma personale di godimento fisico e intellettuale e considera la sua vita come una serie di sforzi accaniti per conquistare una somma di denaro che annulli ogni necessità di sforzo e di lotta per suo figlio. Ogni giorno segna una rinuncia. Il suo lavoro invece di trasformarsi in quella sana allegria fisica e spirituale che raddoppierebbe la sua potenza nervosa e creatrice è un lavoro tetro nel buio di una piccola idea cocciuta e vile: mio figlio non lavorerà. [pg!160]Ora io domando perchè mai questo figlio non deve lavorare? Perchè mai deve essere privato della ragione essenziale del suo organismo vitale: lottare, vincere, superare, produrre?Ogni uomodevepartire nella vita coi soli privilegi della sua forza naturale, perchè possa manifestarsi pienamente dando il suo massimo rendimento con un massimo di sforzi e godendo integralmente i frutti personalmente conquistati.Piena responsabilità nella vita, coscienza lucida di tutti gli ostacoli, eroismo continuo e continuo adeguato godimento della vita senza rinuncie e senza altruismi bestiali.Vi sono dei padri che avendo lavorato tutta la vita accumulando denaro per i figli, pretendono che i figli facciano lo stesso, accumulando essi pure in un'ossessione di montagne d'oro che tutti devono aumentare e nessuno godere. Qui la condizione passatista diventa di un ineffabile misticismo cretino. [pg!161]

16.Contro il diritto di successione.La legislazione democratica nello stringere e diminuire continuamente i diritti di successione è stata sempre frenata da questa obbiezione: Se voi vietate al padre di accumulare il denaro per il figlio togliete il principale incitamento al suo sforzo di lavoro.Il ragionamento non regge. È basato su una assurda morale altruistica e cristiana che abolendo la gioia di vivere e il culto della propria vita proietta tutte le energie in un'altra vita e in un altro essere. Il padre nella attuale concezione moralistica della famiglia passatista abolisce rapidamente il suo programma personale di godimento fisico e intellettuale e considera la sua vita come una serie di sforzi accaniti per conquistare una somma di denaro che annulli ogni necessità di sforzo e di lotta per suo figlio. Ogni giorno segna una rinuncia. Il suo lavoro invece di trasformarsi in quella sana allegria fisica e spirituale che raddoppierebbe la sua potenza nervosa e creatrice è un lavoro tetro nel buio di una piccola idea cocciuta e vile: mio figlio non lavorerà. [pg!160]Ora io domando perchè mai questo figlio non deve lavorare? Perchè mai deve essere privato della ragione essenziale del suo organismo vitale: lottare, vincere, superare, produrre?Ogni uomodevepartire nella vita coi soli privilegi della sua forza naturale, perchè possa manifestarsi pienamente dando il suo massimo rendimento con un massimo di sforzi e godendo integralmente i frutti personalmente conquistati.Piena responsabilità nella vita, coscienza lucida di tutti gli ostacoli, eroismo continuo e continuo adeguato godimento della vita senza rinuncie e senza altruismi bestiali.Vi sono dei padri che avendo lavorato tutta la vita accumulando denaro per i figli, pretendono che i figli facciano lo stesso, accumulando essi pure in un'ossessione di montagne d'oro che tutti devono aumentare e nessuno godere. Qui la condizione passatista diventa di un ineffabile misticismo cretino. [pg!161]

Contro il diritto di successione.

La legislazione democratica nello stringere e diminuire continuamente i diritti di successione è stata sempre frenata da questa obbiezione: Se voi vietate al padre di accumulare il denaro per il figlio togliete il principale incitamento al suo sforzo di lavoro.

Il ragionamento non regge. È basato su una assurda morale altruistica e cristiana che abolendo la gioia di vivere e il culto della propria vita proietta tutte le energie in un'altra vita e in un altro essere. Il padre nella attuale concezione moralistica della famiglia passatista abolisce rapidamente il suo programma personale di godimento fisico e intellettuale e considera la sua vita come una serie di sforzi accaniti per conquistare una somma di denaro che annulli ogni necessità di sforzo e di lotta per suo figlio. Ogni giorno segna una rinuncia. Il suo lavoro invece di trasformarsi in quella sana allegria fisica e spirituale che raddoppierebbe la sua potenza nervosa e creatrice è un lavoro tetro nel buio di una piccola idea cocciuta e vile: mio figlio non lavorerà. [pg!160]

Ora io domando perchè mai questo figlio non deve lavorare? Perchè mai deve essere privato della ragione essenziale del suo organismo vitale: lottare, vincere, superare, produrre?

Ogni uomodevepartire nella vita coi soli privilegi della sua forza naturale, perchè possa manifestarsi pienamente dando il suo massimo rendimento con un massimo di sforzi e godendo integralmente i frutti personalmente conquistati.

Piena responsabilità nella vita, coscienza lucida di tutti gli ostacoli, eroismo continuo e continuo adeguato godimento della vita senza rinuncie e senza altruismi bestiali.

Vi sono dei padri che avendo lavorato tutta la vita accumulando denaro per i figli, pretendono che i figli facciano lo stesso, accumulando essi pure in un'ossessione di montagne d'oro che tutti devono aumentare e nessuno godere. Qui la condizione passatista diventa di un ineffabile misticismo cretino. [pg!161]


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