In questa foce sono alcune Isole, delle quali fù da i nostri padri ben considerata Maia per le antiche reliquie, che vi erano del Diuo Adriano, & de i suoi compagni martirizati in quei paesi per la religione Cristiana.Acqua dolce nel mezo del mare.Quiui allo incontro nel mezo del mare si scopre vno scoglio altissimo, dal quale esce vna fontana copiosissima di acqua dolce con non minor marauiglia della natura, che per gran commodità de i nauiganti. Et ci è vn castello detto Bass giudicato da gli huomini inespugnabile. In questa larghezza di acqua ancora è vno scoglio,Vedi questo scoglio, sua natura, & sua commodità.il quale ha vn ridotto per la bocca del quale appena può entrare vna naue da pescatori, & doue non sono edificate case, nè altra fabbrica; nientedimeno è talmente incauato dalla natura, che vi si accommoda gentilmente, che ridurre vi si voglia, come sʼeʼ fusse in vna casa con tutti gli ordini fabbricata; come in Italia ancora sene veggono nella Toscana, & territorio Romano vicino allʼantica Sutri non piccol numero di simili habitationi, chiamandosi cotal pietra communemente Tufo; non pietra già; ma spetie di terra conglutinata, & che ha riceuuta vna certa qualità adusta, per la quale, quantunque sia facile à riceuer ogni taglio, & forma, ritiene nondimeno lungo tempo essa forma à volontà de gli huomini. In questo scoglio è cosa marauigliosa à vedere,Solandi vccelli, & la loro marauigliosa natura, & la virtù dell'olio loro.che gli vccelli da gli Scozzesi detti Solandi, non dissimili da quelli, che Plinio chiama Aquile acquatiche, ci habitano in gran numero, in tal maniera, che quasi in nessunʼaltro luogo se ne vede di quei paesi se non in quello. Questi vccelli quando vengono da prima, cioè verso la primauera, portano con essi tanta copia di legni piccoli, & fuscelli per far i lor nidi, che coloro, che habitano là vicini, seruendosene dopo di loro nʼhanno per loro vso per tutto lʼanno, senza che gli vccelli se ne sdegnino, i quali pare, che siano sempre in moto per portarne de i nuoui. Nutriscono essi i loro giouanetti di pesci delicatissimi: imperochè hanno in costume, che volando sopra lʼacque, con veloce occhio quando veggono vn pesce buono per lor preda calandosi sotto acqua se lo prendono; ma se in quel mezo ne vedranno vnʼaltro, che più loro piaccia, lasciano il primo per prender il secondo; & quando gli habbino portati à i figliuoli, & che sien lor leuati, di nuouo ritornando alla pescagione forniscono i giouani quanto possono; in tal modo, che ancora se li rubano loro i loro giouani vccelli, senza che i vecchi si disuijno; onde ne torna non piccol profitto al Signor del luogo; perciochè togliendo loro la pelle, & il grasso ne cauano olio di non poca importanza; oltra, che questi vccelli hanno vn piccol budello ripieno ordinariamente dʼvn certo olio di singular virtù per diuerse malattie; come per la Sciatica, per la gotta, & per altri dolori di simil sorte; la qual cosa è fatta dalla stessa natura, acciochè si conosca, che ancora questo vccello per altro forse da altri poco stimato, ha in sevirtù tale, che non è punto da gli huomini saui da esser dispregiato.La natura pare, che da ogni parte habbia proueduto à i rimedij per le nostre infirmità, se noi vorremo affaticarci per ritrouarli.Nasce ancora in questo scoglio vna certaNota questa herba, & la sua natura.herba molto soaue al gusto (in quel paese però, & non altroue) perciochè se la sarà trasportata, ò trapiantata in altro luogo, nè al gusto riesce soaue, nè crescere, ò prosperar può in maniera alcuna. In quella medesima rupe, ò scoglio fù già trouataNota questa pietra & la sua virtù.vna pietra porosa in forma di spugna, che da vna parte è concaua; & se quel concauo ripieno di acqua salsa, si faccia, ò lascisi passar lʼacqua allʼaltra parte ella si fa dolce; & questa pietra era sino al tempo, che ne furon date gran parte di queste annotationi passata per molte mani per contentar gli occhi de gli huomini honoratamente curiosi; ma bene vltimamente si conseruaua nel castello detto Fast. Nel medesimo Estuario è lʼIsola Emonia, nella quale sʼè veduto vn monasterio habitato già lungamente da i Canonici Augustiniani, da i quali sʼè vsato di scriuere, & di conseruar lʼhistorie del Regno; il quale vfficio non si potendo più far da loro scacciati delle case propie douerà passar in altri, se forse Giorgio Buccanano historico satirico, & amaro non si fusse lui di già vsurpato tale vfficio, per lasciar di sè più odio, che lode tra gli altri suoi. Et sono nelle medesime acque molte altre Isolette più atte à produrre de i conigli, & ad asciugar le reti de i pescatori, che ad altro.Notinsi questi mostri, & si consideri quanto la natura sia potente.Appariscono alcuna volta, & non senza male augurio in queste acque alcuni mostri marini, i quali scoprendosi sino alla metà mostrano la faccia humana, & in capo vn non so che, quasi simili à i cappucci de i monaci, & questi si chiamano Bassinati. Laudonia già detta Pittlandia, propia habitatione de i Pitti, & da gli Scozzesi di poi occupata, per grassezza di terra supera tutte lʼaltre contrade vicine, & haueua molte Abbatie, & castella assai ben munite; delle quali le più chiare sono Hadinthone, Doumbar, Northberuico posseduto hoggi da gli Inghilesi su i confini; & vi è Letha, & la principale Edimborgo, doue è la sua Rocca detta da gli antichi Castello delle pulzelle,Questo pare che si douesse dire Castello alato, leggi il Camdeno.grauissimi; & hora, come lungo tempo innanzi sedia de i Re di Scotia, i quali quando vi habitano si tengono nel castello, essendo così la persona loro più secura da gli insulti del popolo. Da Edimborgo lontano due miglia in circa è vna fontana, nellʼacqua della quale si trouano spesse gocciole dʼolio, che vi nuotano à galla con questa natural sorte, che per qualunque quantità, che se ne ricolga, & caui, non apparisQuesta marauiglia si riferisce al miracolo ma se può esser cosa naturale i filosofi lo disputino.ce di scemar in parte alcuna la sua quantità nella fontana; come ancora per lungo tempo, che si stia senza cauarne non cresce pur dʼvna minima parte: la qual marauiglia ha la sua origine secondo lʼoppinione antica, & di poi nella gente confermata in questo modo: che essendo stato portato in Scotia à Santa Margarita Vergine dellʼolio, che si dice scaturire nel monte Sinai dalla Sepoltura di Catherina Vergine Illustre la quale martirizata per il nome di Iesu Christo, meritò da lui la palma del suo martirio, & da gli huomini il nome di Santa, & versato quello olio, non si sa se à caso, ò per diterminato consiglio in quella fontana; ha di poi sempre ritenuto qualità, & virtù simile alla sua originale; essendo buono, & vtile à diuerse malattie esteriori del corpo; delle quali cose fanno fede il nome, & la stima di quellʼacqua molto da ogni vno apprezzata, la quale tiene ancora il nome di Santa Catherina; & appresso vi è vna cappella del suo nome, dicendosi che da essa Margharita fù edificata in honor di lei. Oltra di ciò alla foce di Forthea è il castello Doumbar munitissimo tra tutti gli altri di Scotia, & già residenza de i Conti della Marcia; appresso del qual castello era vn Collegio di sacerdoti ampio, & già molto stimato. Di poi appresso vi è la Marcia, dalla quale hauendo cominciato la nostra descrittione, & hauendo traversata lʼIsola per il mediterraneo, & sempre lungo il lito, ò costa di poi proceduto siamo ritornati al punto dʼonde ci partimmo; però noi habbiamo dimostro quanto ci pareua necessario delle parti marittime del Regno Scozzese, & di quelle, che più vicine al mare si ritrouano; & per questo ce ne passeremo hora alle parti mediterranee.Sotto la Marcia, & la Tenidalia è la Tuedalia detta dal fiume Tueda; parte non piccola della Laudonia. Sotto le altre Dalie, cioè Valli, (perciochè tanto suona quella parola Dalia in quella lingua) sono la Drisdalia, Valcopdalia, Douglassdalia, & Cludisdalia, così dette da i fiumi Dris, Vauth, Douglas, & Cluda. Di Cludisdalia è il principal castello Glasgua, doue è vna scuola libera assai honorata, la quale porta il nome del Diuo Chentingerno,Minera di oro non stimata per la infingardaggine altrui, e per altra cagione.& è luogo Episcopale (come sʼè dimostro.) In questa regione è vna minera di oro stimata già assai ricca, ma tralasciata per fatal negligenza di chi ha gouernato il Regno. Et quiui si troua il colore azurro assai buono, il quale quasi con nessuna, ò con poca fatica si caua; & vi si sono trouate alcuna volta ancora delle gemme, come Turchese, Robini, & Diamanti, essendo questa stata trouata nel tempo di Iacobo quarto. Vicino alla Argadia verso Lennos, pur nel mediterraneo, è il paese di Sterlingo, & di Monthet, doue è il castello Sterlingo con vna fortissima Rocca, il nome del quale fù già Monte Doloroso; & quì furono i principij della Selua Callidonia; rimanendone ancora i nomi antichi Callendar, & Caldar; la qual selua passando per Monthet, & Ernoualla per lungo tratto ha il suo fine in Atholia, & Loquhabria. In questa selua soleuano essere alcuni buoi candidissimi, ò Tori per dir meglio, con la iuba dinanzi, come hanno i Leoni;Tori candidissimi: & iubati come i Leoni.ma hora non sene troua, se non in vna parte della selua detta Cummirnald, essendo mancati per il superfluo desiderio della gola de gli huomini, perciochè la lor carne è suauissima al gusto, ancora che alquanto cartilaginosa.La natura di quei tori, & lor forza, & odio.La natura di queste fiere è tale, che sono ferocissimi animali, & sempre indomiti, & saluatichi, fuggendo la vista dellʼhuomo, & la sua pratica, in tal modo; che, sʼeʼ sentiranno con lʼodorato; il quale hanno essi potentissimo; doue lʼhuomo habbia calpestata lʼherba, ò tocco arbori, ò piante con le mani, fuggiranno daquel luogo, & abhorrendolo per molti giorni non vi si accosteranno; & se son presi viui, il che pur è difficil cosa, che auenga, senza voler riceuer cibo alcuno, se ne lasciano morir di dolore. Quando eʼ sentono i cacciatori, & chʼeʼ si veggono esser da loro riserrati, & coi cani, ò con strumenti da caccia ò arme assaliti, senza altrimenti cercar di fuggire si muouono con impeto incredibile ad assaltar la più folta schiera, senza punto hauer timore, nè de gli huomini, nè de i cani, nè di ferro, nè di frecce, ò di lance di alcuna sorte,Questo non si deue dir valore non vi essendo la ragione, ma vn natural furore, come auuiene in altri molti animali feroci.ma fracassando ogni cosa lasciano spesso dolorosa memoria delle cacce fatte loro; perchè in effetto non temono cosa alcuna, & il fuggir, chʼeʼ fanno dallʼodor de gli huomini non nasce da altro, che dallʼodio, chʼeʼ portano loro, come ancora per il medesimo odio vengono in disperatione della propia salute, & fanno ogni sforzo per vendicar sè stessi, amando più presto il morire, che lasciarsi prendere. Egli è tra le memorie de gli Scozzesi, cheHistoria di Roberto Brusio intorno à i tori predetti.Ruberto Brusio huomo tra tutti i Re di Scotia illustre & honorato andando per cagion di sollazzo alla caccia, si trouò veramente vicino al pericolo della morte; perciochè penetrando per la selua più negligentemente, che non si conueniua, & male accompagnato (come nel cacciar talʼhora auuiene) eccoti, che vn di quei tori già stato ferito da vna freccia lo scontrò tutto furioso, & pieno di rabbia per la ferita riceuuta; in tal maniera, & così alla sprouista; che esso Rè per sè stesso non si poteua aiutare, nè alcuni di quei pochi, che vicini gli erano lo poteuan difender dallʼacute corna, & dal fiero empito di quella terribil fiera;Vedi, che la virtù si può trouar eccellente ancora nelle persone da noi dispregiate.se vn huomo, il quale per sorte à piedi seguiua la caccia, ò spinto da occulto desiderio dʼhonore, ò da cupidità di guadagno, ò da vero amore, chʼeʼ portasse al Re suo signore, non si fusse messo nel mezo à riceuer lʼimpeto della desperata bestia; in tal modo, che presala per le corna con ambe le mani, & con forza mirabile; essendo anchʼesso dʼindomito vigore; & con molta destrezza dibattendosi con essa la gittò à terra, senza farsiegli altro danno; onde la fù da gli altri coi dardi, & altre armi vccisa.Egli è vfficio di buon principe il rimunerar bene chi ben serue; saria bene, che hoggi fussero tutti tali.Hauendo adunque il Re scampato vn così manifesto pericolo ricompensò anche magnificamente colui, facendolo gentilhuomo, perciochè gentilmente haueua operato, & dandogli il cognome di Turubub, che sʼinterpreta atterrator del Toro; che accompagnando la sua nuoua dignità, & gentilitia con premij conuenienti al merito, & al grado del quale èʼ lʼhaueua ornato, & senza la qual cortesia ogni honore,L'honor delle parole, senza i fatti non bastano; così dissero i soldati di Ottauiano benemeriti di lui.ò lode attribuita al valente huomo saria stata vana, & ridicula; i successori del quale ancora sono in essere honoratamente conseruatori della lor guadagnata lode per la virtù di quel solo huomo à gli altri principio del lor migliore stato, essendo à gli altri essempio di fedeltà. Enerualle è dalla parte dʼOriente di Monthet, & ha allʼincontro dalla medesima banda Fifa, nella quale è Erna piccol fiume, che se ne corre nel Tao, appresso al qual luogo, doue esso perde il suo nome, intorno à quattro miglia è vna pietra, non già considerabile per la sua grandezza,Guarda questa pietra, & la sua strana qualità.ma sì ben per la marauigliosa qualità sua, perciochè ella si può bene assai commuouere, & agitare; ma non già mai leuar di quel luogo doue la si stà con quante forze, & artificio, che vi possino vsare; & quel, che ancora accresce la marauiglia è, che più facilmente si può commuouer da vn solo, che da più huomini, & che da cento ancora. Dallʼaltra riua del Tao è Gourea, Angusia, & Stermunda nobile per coltura, & per pastura. Et presso à questa verso Settentrione è lʼAtholia irrigata da fiumi ameni, & abbondanti di pesci, ne i quali si trouano Murene (se pur ciò sia vero) & dal mare vi penetrano Lupi marini, & altri animali, & pesci diuersi, & i campi sono così fertili, che quasi senza fatica alcuna, ò con pochissima rendono il frutto de i semi gittatiui, & con perfetta maturità corrispondono al desiderio de gli huomini;Nota questa cosa, & vedi se ciò dalla natura sola si può aspettare.& spetialmente intorno al villaggio detto Lud, doue la terra è tanto fertile, che se diligentemente la sia lauorata la produrrà per se medesimalʼorzo molto buono senza hauerui gittate seme alcuno; la ragione della qual cosa si ricorda nella nostra Selua di casi diuersi.Se il grano si conuerte sempre in loglio è considerabile la cosa, & la ragione di ciò.sono nondimeno altre cose contrarie alla natura, che in qualche parte di essa terra il buon grano seminato si conuerte, & deggenera in loglio, il che auuiene ancora in vn certo luogo del contado di Liegi in terra ferma, come nel nostro itinerario Germanico habbiamo scritto. Sotto la Buthquania, & sotto la Boina dalla parte di Occidente sono Bogaualle, & Sareota regioni fertili, & buone per i pascoli, & per le biade; &Nota come la natura va scherzando con la sua arte à marauiglia nostra.ci è vn monte detto Dounder, cioè Aureo da i paesani; & creder si può, che eʼ sia detto così, perciochè le pecore, che vi pascono hanno la lana gialla, & i loro denti pur ancor di color dʼoro, & le loro carni tinte del colore del Zafferano, cioè alquanto più oscuro di quello della lana loro. E ancora in quel paese in vn certo luogo comʼvn gran cerchio, ò corona di pietre grandissime; le quali risuonano nellʼesser battute, come le fussero di rame; & si crede da gli studiosi delle cose antiche di quel Regno, che in quel luogo fusse vn tempio già dedicato à gli Dei Idoli de i gentili.Può esser che sia vna illusione Demoniaca.Dopo questi son altri luoghi susseguenti come Braidalbaim, Strathbraim, Badzenota, & più altri con alcuni Laghi, de i quali non parleremo più oltra, poichè non habbiamo cosa in essi di tal marauiglia, ò consideratione, che noi stimiamo douerne tenere occupato chi legge: & però hauendo sino à quì parlato di tutte le particulari Regioni, & di quelle cose, che ci sono parse degne di memoria in esse; noi ci riuolteremo hora à dir tutto quello, che noi giudichiamo essere à proposito nel generale del Regno Scozzese. Adunque tutto il Regno, doue per gli habitatori la terra non sia occupata con la cultura, ò con i pascoli, ò con altra industria, è pieno di lepri, di caprioli, di cerui, & di caualli saluatichi, i quali con inganni, & insidie presi da i paesani nello inuerno, riescono poi mansueti & buoni. Hanno ancora lupi, & volpi assai; delle pelli delle quali bestie ne cauano più che mediocreprofitto, benchè da i lupi siano lor fatti danni grandissimi ne i greggi, & ne gli armenti per tutto saluo che in vna valle di Angusia detta Glemores,Particular dono di natura è questo per certo.doue le pecore, & altri simili animali possono pascer senza alcuna paura ò pericolo di loro stessi; ma le volpi conciosiachè le sieno nemiche à gli animali domestichi minori di loro, & alle galline, & altri simili vccelli, che per le case si nutriscono, sono anche astutissime, verso de i boschi, & verso i monti, doue la lor caccia è più difficile; in modo, che con nuouo, & inusitato consiglio cercano di remediare gli huomini à quel pericolo, il qual modo forse ne gli altrui paesi potrebbe seruir di essempio. Vsano di tenere adunque, & di procacciar delle volpi giouanette,Modo da diffender dalle volpi i loro pollami casalinghi.& le nutriscono a lor modo sino che ammazzatole poi, & mescolate le loro carni cotte con lʼaltre cose che fanno mangiare à gli altri lor animali perseguitati dalle volpi, possono esser securi per due mesi, che non saranno dalle volpi offesi; le quali hauendo in questo vn tale instinto, che le fuggono, & abhorriscono lʼesca della loro spetie; il che si conosce in questo modo facilmente. Che se sarà vna gallina, ò vnʼoca, ò altro simile, alla quale à posta non si sia dato tal cosa à mangiare, benchè la si troui in compagnia di molte altre, quella sola fra tutte sarà ricercata dalla rapace volpe, & lʼaltre abhorrite.Qualità di Cani di Scotia per la loro natura eccellenti.Ma singular dono della natura è stato, che vi si trouano tre sorti di cani dʼindustria naturale forse non vdita già mai in altri paesi, & grandemente dimestichi, vna sorte è commoda alla caccia (come noi diremo)Prima sorte.e, ma ancora ne i nemici, & ne i ladri, & specialmente se vedranno il signor, ò conduttor loro essere assaltato, ò offeso.Seconda sorte.La seconda sorte ha tal dote, che col solo odore ricercano i caualli, le fiere, gli vccelli, & che più i pesci ancora tra gli scogli sotto lʼacqua perseguitano talmente, chʼeʼ danno non piccolo spasso à i loro padroni.Terza sorte & degna di esser considerata.La terza sorte di questi cani è di tal natura, et qualità, che il loro colore il più delle volte è ruffo &macchiato di nero, ò per contrario nero, & macchiato di ruffo, & di tanto odore, & sagacità, che possono perseguitare i ladri, ò à piedi, che si siano, se hauranno per sorte rubbato alcuna cosa al patron loro; & trouatili non gli lasceranno mai di offendere in ogni maniera, che potranno. Ma se alfine la loro traccia gli guiderà à qualche fiume, conoscendo allʼhora, che i ladri hanno passata lʼacqua si mettono à passar anche essi, & passati, che sono, aggiratisi su per la riua tanto che ritrouino la corrispondente traccia de i ladri la seguitano velocemente sino à tanto che arriuano al luogo doue i ladri si sono riparati. Questa cosa parebbe quasi impossibile à credersi, se non accadesse, che gran parte di quei, che son vicini à i confini dʼInghilterra gli vsano di nutrire per loro profitto, e sicurtà conosciuta da ogni vno, sì per il tempo delle guerre, come della pace; & però al tempo di pace se si trouasse, che vn di questi cani spinto dal patrone per qualche danno riceuuto corresse nemicheuolmente dietro ad alcuno, & che colui tra le altre genti fusse solo dal cane ricercato (come sarebbe senza alcun dubbio) ò che ritiratosi in qualche casa, ò altro luogo si fusse serrato, nè volesse al cane desideroso di entrare aprire, quel tale senza dubbio cade per ciò in manifesta sospittione di furto, & come ladro, ò sospetto almeno può esser preso, & essaminato. Sono ancora in Scotia Aquile, falconi, sparuieri, & altri simili vccelli da rapina;Abbondanza di vccelli di acqua.ma il numero de gli vccelli dʼacqua è tanto grande, & così diuerso, che il volerne far vna compita relatione sarebbe stimata, ò troppo marauigliosa cosa, ò presontuosa: ma diremo dʼvna sorte, che non hanno gli altri paesi: questi sono della grandezza de i corui, ò alquanto maggiori, dettiVccelli strauaganti & ottimi.Auercalze, cioè caualli saluatichi, i quali si pascono delle cime delle foglie de i pini, &Prima sorte.vna sorte di minor grandezza detti galli, ò galline saluatiche si astengono dal mangiar tutte quelle cose, che nascono per via di seme,Seconda sorte.vsando di pascersi delle foglie del citiso; & lʼvna, & lʼaltra sorte di vccelli è dolce, & soaueal gusto.Terza sorte.Vna terza spetie simile al fagiano di fattezze, & di sapore di carne, ma di piuma negra, & con le sue palpebre rosse è chiamato Gallo saluatico del campo, & viue questo di frumento, & di questi nʼhabbiamo veduti in Germania verso lʼalpi.Vccelli strani grandi, & buoni, ma che odiano l'huomo à marauiglia & lor natura.Oltra di questo nascono alcuni vccelli nella Marcia detti Gustarde di colore delle piume, & di sapor della carne non differenti dalle perdrici, ma alquanto più grandi de i Cigni, & son questi rari, & abhoriscono il veder le persone; si trouano ancora di questi così fatti vccelli nel contado di Essessia in Inghilterra, & dicesi, che per la loro grauezza non si posson leuare à volo, ma che col vento alquanto gagliardo fanno il lor viaggio, non si allontanando però molto da i loro luoghi. Pongono questi vccelli lʼhuoua loro nel nudo terreno, & se conosceranno allʼodore, che lʼhuomo lʼhabbia tocche, il che per dono di natura conoscer possono; rimanendo offesi se pur le siano state vn poco mosse, ò col fiato ancora alterate, & allʼhora stimatole inhabili à generare, & però inutili ad esser couate lʼabbandonano, & se ne vanno à partorire dellʼaltre huoua, & à couarle in altro luogo: & questo basti di questi vccelli, perchè il resto sono come ne gli altri paesi.Abbondanza di Salmoni.Dei pesci (come à bastanza si è detto) tanta copia nʼha la Scotia, & particularmente de i Salmoni quanta in tutte le altre regioni di quei mari insieme appena se ne può desiderare; nientedimeno non ci dispiacerà di raccontar quello, che si è sperimentato della natura de i Salmoni forse da altri sino ad hora non stato scritto, che noi almen sappiamo.Historia de i Salmoni, & della loro generatione.Nel tempo dellʼautunno questi pesci si riducono ne i piccoli riui; & luoghi di non molta acqua, ma larghi; & quiui spinti dal natural desiderio della procreatione si congiungono coi ventri; & lʼhuoua loro partorite ricoprono tra la sabbia, ò arena; dal qual tempo rimangono essi veramente tanto magri sì i maschi per essersi priuati del latte, come le femine per hauer prodotte lʼhuoua, che non sono se non la pelle, & le spine, perchè la carne, che è poca non val nulla; & però nonsolamente sono eglino allʼhora cattiui da mangiare, ma hanno seco tale infetta qualità,Nota questa cosa, & guardati come tu vsi la lor carne.che con qualunque altro Salmone buono, et sano, che non hauesse ancora generato essi si riscontrassero gli darebbero della loro maligna qualità da quella parte doue si toccassero insieme; così questi pesci, ò sono presi bonissimi, ò del tutto maluagi, però questa medesima consideratione si può haver de gli altri pesci tutti ne i tempi de i loro congiugnimenti, ancora che non così atti alla putrefatione come i Salmoni sono;Costume sciocco dei golosi.onde errano i golosi, che più amano i pesci, che hanno lʼhuoua, che quei, che hanno il latte, perchè sono più magri senza dubbio quelli, che questi, come lʼesperienza dimostra. Hora di quelle loro huoua ricoperte nellʼarena nascono la primauera & non prima pesciolini così molli, & teneri, che non passando la lunghezza dʼvn dito sono ancora,Vedi questa cosa naturale, che par quasi vna marauiglia.trattandosi con mano, quasi vn liquido humore insieme congelato & arrendeuole; & passati quanto prima possono nellʼacqua salsa tra lo spatio di venti giorni, & non più crescono alla grandezza, che noi poi gli veggiamo più marauigliosa à chi sa come nascono, & crescono, che non à gli altri, i quali solamente gli guardano, & considerano perchè gli agradiscono alle gole loro; come che diuersamente si crede dalla gente della lor propagatione.La natura gli tira al primo loro instinto.Questi poi in diuersi tempi, & occasioni ricercano di ritornare allʼacque dolci doue nacquero, & per questa cagione eʼ sono communemente pescati nelle riuiere dellʼacqua dolce, & intorno alle foci de i fiumi; & in questo è veramente da considerar vna cosa rara, che alcuni fiumi hauendo, & quà, & là certi stretti luoghi tra le rupi & gli scogli, che impediscono il dritto corso dellʼacque, et qualche volta da balze alte cadendo lʼacque fanno à i pesci la salita difficilissima;Quasi che la prudenza naturale non si possa mostrare assai meglio di quella, che noi stimiamo solamente sicura, che dell'esperienza, & dalla lunga età ci è stata dimostra.però non si volendo i Salmoni ingorgare nel pelago, che fà lʼacqua sotto la sua caduta per non hauere à contrastare col dritto filo, & col peso dellʼaqua, che cade, essi innanzi, che si accostino à quel punto, solleuandosi dallʼacqua, per vn proprio instinto di natura,& inarcandosi si scagliano per aria con grande strepito del lor violento moto sopra lʼacqua superiore; & certo con maggior violenza si sforzano di far quel salto ò lancio, che huomo non potrebbe stimare, che potessero far giammai, benchè gli hauessero lʼacqua libera, & aperta. A quelli adunque, à i quali non è data tanta forza di potere sforzare il corso dellʼacque, & che per ciò sono, ò traportati da quelle ò sbattuti à terra, con ingegni proprij, & insidie accommodate al proposito, sono da i paesani presi, & stimati cari per la dolcezza della lor carne.Ogni animale ha il suo destino.Ma quelli, che (come habbiamo detto) solleuati superano il trabocco del fiume, subito vanno à ritrouar (se non sieno presi prima) il luogo doue nacquero lʼautunno, per rimanersi quiui sino al tempo di nuouo parto; i quali pesci in questo solo hanno da gli huomini tanto di tregua, che per tutto il predetto tempo egli è vietato per legge il poterne pescare:Ad ogni sorte di animali la natura per varie cagioni ha proueduto tra i molti pericoli suoi qualche breue riposo.il qual tempo comincia al mezo del mese di Settembre, & finisce al mezo di Nouembre... Prendonsene assai nel Reno di Germania; nella Schelda di Brabantia; nella Mosa, & nella Tamigia dʼInghilterra; in Irlanda, & in altre riuiere, & coste di mare delle parti settentrionali; & tanti in altri luoghi qualche volta, che egli apparisce chiaro, che non sempre eʼ si prendono nellʼacque doue nascono, nè nelle vicine à quelle; ma che traportati dalle fortune del mare se ne entrino poi in quelle riuiere, che più son loro commode quando per loro natura eglino appetiscono lʼacqua dolce.La natura sforza tutti i viuenti à ricercar, ò al meno à desiderar, di ritrouar i luoghi de i loro principij.hauendo noi già punto di dubbio che nella dolce eʼ non siano nati & nella salsa non sieno nutriti; per ritornarsene per natura à ricercar la dolce, come più propria per la procreatione, & generation loro. DAncora questo è incognito alla curiosità de gli huomini.i che cosa questi pesci si paschino, ò come non ci è ben chiaro; perciochè noi non habbiamo già mai vdito, che si sia ritrouato nel loro ventriculo altro, che vn certo spesso, & denso humore non conosciuto da nessuno; & questo basti de i Salmoni.Hora noi parleremo delle Conche ritorte, ò vere chiocciole marine,& delle perle loro; & nel vero, conciosia, che sieno diuerse le spetie delle conche in quei mari, alcune piccole,Nota tutta questa historia delle conche, perchè elle' è diletteuole.le quali essendo fresche son molto grate al gusto; & alcune maggiori, di quella forma, che sono quelle, che hanno la porpora, benchè queste non nʼhabbino; sono nientedimeno diletteuoli, per esser di sapor delicato, & però da non esser dispregiate. Ma quelle, che sono allo ʼntorno del corpo loro intorte, & che hanno i lor capi, ò teste tutte macchiate di colori diuersi, superano tutte lʼaltre di bontà; in tal maniera, che per la loro delicatezza sono state chiamate delitie delle donne vedoue; & hanno appresso de i grandi, ò pur de i golosi ottenuto il primo luogo tra le viuande delitiose di quel paese: benchè nel fiume Dea, & nel fiume Dona non si trouino nè di quella bontà, nè di quella stima.Singulare accuratezza di questi animali amicheuoli per hauerne à compiacere alla lussuria humana.Trouansene assai per la Scotia, & specialmente ne i fiumi chiari, & limpidi, che hanno il fondo di ghiara, & di pietruzze netti dal fango, & da ogni altra sorte di limo, ò di grossa materia; perciochè le si rallegrano di stare in quei luoghi, doue le non sʼhabbino punto ad imbrattare, ò mescolare nella sordidezza della terra, ò torbidezza dellʼacqua; & in quei chiari, & purgati letti de i fiumi concepono elleno le perle, in questo modo procacciando virtù à sè stesse.Nota questo studio naturale.Intorno allʼ aurora quando il Cielo è sereno, & temperato, le si solleuano con tutta la lor casa, ò guscio alla superficie dellʼacqua, in tanto, che le possino col capo loro, che le cauano al quanto fuori, mostrarsi allʼaria sopra lʼacqua; doue così standosi per qualche spatio di tempo, riceueno la rugiada ingordissimamente, che cade; del qual cibo senza dubbio si gli ingenerano le perle,Cagioni principali della qualità delle perle.le quali poi vengono ad esser più, ò meno in numero, ò più grosse, ò minori, secondo il tempo, che le lʼhanno portate, & secondo la disposition dellʼanimale, & la proportione che harà hauuto seco il cibo volta per volta, ò tempo per tempo; che quanto al colore di esse perle non si ha da far dubbio, che quando le son più chiare, ò più oscure, ciò nasce dalla purità ò minore,ò maggiore di essa rugiada, che cade; & ancora ciò forse può auuenire per la qualità del fondo, doue le si posano.Gelosia naturale de i frutti proprij & ragioneuolmente lecita.Il loro vdito è tanto sottile, che se quando le si stanno à riceuer la rugiada, qualchʼvno dalla terra vicina parli vn poco alto, ò che pur vn piccolo sassolino getti nellʼonde, ò nellʼacqua, subito le si nascondono tutte, hauendo solerte cura di conseruar quello, che per vn certo naturale instinto le conoscono, chʼè desiderato dallʼhuomo; & però i pescatori osseruano tra lʼaltre cose questo nel pescare.Modi di pescare le perle.Entrano nellʼacqua quattro, ò cinque di loro in cerchio, & tra di loro compartendo le reti, con vn piede le tengono ciascuno per la sua parte ben ferme in terra, & con lʼaltro piede aiutati dallʼocchio, il quale per la limpidezza dellʼacqua può scorgere sino al fondo; vanno ricercando delle loro conchiglie, non potendo ciò far con le mani per esser lʼacqua alta in simili luoghi ordinariamente, & doue le si posano sino alle loro spalle; le quali ritrouate, tuffandosi essi, & presele, le danno poi à i compagni più scioperati; auuertendo bene nel prenderle di metter la mano sopra la bocca ò testa loro prestamente, & forte tenendo saldo, perchè ogni piccol tempo, che lʼhauessero, le vomiterebbero le perle, & sarieno perdute.Qualità delle perle di Scotia.ora queste perle sono stimate non poco, & sono assai splendenti, & ben ritonde, & di grandezza talʼhora dellʼugne del dito minore dʼvna ragioneuol mano dʼvn huomo, & son di peso leggieri; la qual cosa non si deue attribuire à miglior conditione di esse, per quello, che lʼesperienza, & lʼvso ci ha fatto conoscere; & come si mostrerà per la testimonianza delle perle orientali. Di questa sorte di perle di Scotia habbiamo parlato à bastanza quanto alla lor generatione, & modo di prenderle; delle quali noi non trouiamo, che nessuno de gli antichi Greci habbia fatto mentione;Non si adirino quei, che studiosi de gli antichi scrittori, hanno conosciuto, che non tanto sapeuano quelli, che alcuna cosa non fosse rimasta da sapere à chi di poi è venuto.come ancora non fù fatto mentione dellʼaltre, che nascono dallʼostriche, nè da Dioscoride, nè da Galeno, delle quali noi habbiamo vedute alcune in Inghilterra, ma piccole come grani di miglio, & di panico, & trouate àcaso quando si approno lʼostriche per nostro mangiare, benchè vna grossa come vn grosso pisello attaccata alla conca, ò guscio dellʼostrica ne vedemmo portar ancora dʼInghilterra in Italia lʼanno 1551. dal dottissimo & vero filosofo Daniel Barbaro Orator Veneto, alla cui honorata memoria restiamo noi ancora in singular obligatione. Ma acciochè non manchi perfetione alcuna al proposito delle perle; noi riferiremo quì quello che ne dice il Mattioli solertissimo inuestigatore, & accorto indagatore delle cose naturali sopra il volume di Dioscoride. Dice adunque (recitandoui le parole di Plinio intorno à questo proposito) Plinio al cap. 35. del nono libro,Parole di Plinio intorno alle perle.“che gli animali, che producono le perle nascono nellʼOcceano Indico attorno allʼIsola Taprobana, Toide, & Poniuola promontorio dʼIndia; ma che le migliori vengono dal mar Rosso di Arabia. Et non sono gli animali, che le producono (come dimostrano veramente le madri perle, che ci si portano) molto dissimili dallʼostriche. Hanno questa proprietà, che quando il tempo dellʼanno le stimola à generare, si aprono la notte, & empiendosi, & nutricandosi di rugiada generatiua;Conuengono in natura con quelle di Scotia.della quale ingrauidandosi, partoriscono poscia le perle, essendo chiare, & torbide secondo la qualità della rugiada, che ricolgono. Se quando sʼingrossano è tempo nubiloso, producono le perle pallide, & torbide; grosse le fanno, quando abbondantemente si satiano, & piccole sono, quando non pigliano rugiada à bastanza; nella qual cosa lʼimpediscono, i baleni, perciochè balenando quando le sʼingrossano sʼimpauriscono, & si riserrano innanzi, che le sieno piene di rugiada à sufficienza,Nota tutte queste particularità.& il medesimo fanno per li tuoni, per colpa de i quali generano perle vane, & piene di vento. Nellʼacqua le perle son tenere, ma subito, che le se ne traggono sʼinduriscono. Dicono alcuni che le madri perle vanno à schiera, & che lʼhanno il loro Re di corpo assai maggiore dellʼaltre; & però non poco sʼaffaticano i pescatori per prendere il lor capo; perciochèpreso quello, conducono più facilmente lʼaltre nelle reti: & se sʼaccorgono quando sono aperte della mano del pescatore, che le voglia prendere, la serrano talmente, che gli tagliano crudelmente le dita; facendo per se medesime le loro vendette.Modo di chiarir, & di nettar le perle.Le prese si mettono in alcuni vasi di terra con molto sale; perciochè consumandosi così la carne, rimangono poscia le perle nette nel fondo del vaso. Le più stimate sono le grosse, lucide tonde, & graui; le quali conditioni rare volte si ritrouano vnite insieme in vna perla sola. Et Iuba scriue, che le Madri perle dʼArabia sono simili ad vn pettine, spinose come il riccio marino, dentro alle quali si trouano le perle simili à i grani della tempesta. Et Plinio ancora scriue, che non si trouano più, che quattro, ò cinque perle per animale. Ma Amerigo Vespuccio gentilʼhuomo fiorentino, del nome del quale hoggi si chiama America tutta quella parte di terra, chʼegli scoprì per lʼOcceano Atlantico sotto il cerchio dello Equinotio nel mezzo giorno, afferma egli hauere hauuto tal Madre perla,” che ve ne furono ritrouate dentro cento trenta; & altri dopo à lui, chʼhanno nauigato allʼIndie nuoue dicono di molte più,Nota questa marauiglia comprobata dall'esperienza.& ne recitano historie assai diuerse da quello, che ne scrisse Plinio. Questo tutto recita il Matthiolo sopra il proposito delle perle, circa le quali è da considerare la differenza della chiarezza esser la vera differenza della bontà loro, & ciò lʼesperienza ci mostra; & doue è la rugiada più chiara, & più pura, come ellʼè verso Arabia, India, & sotto Mezo giorno; quiui ancora conuiene, che le perle sieno migliori; con pace de gli Scozzesi; nientedimeno Giulio Cesare delle perle di Scotia fece fare vnaCorazza di perle di Giulio Cesare.ricca corazza per presentarla nel tempio di Diana, la quale per quel tempo fù molto stimata. Ma noi ci ricordiamo dʼhauer veduto lʼanno 1551 in Spira città di Germania nel tempio maggiore molti paramenti da sacerdoti di panno dʼoro, chʼhaueuano i loro fregi larghi, & ampli tutti ricamati con nobil lauoro di perle; nel qual lauorosenza dubbio venʼandaua vna quantità inestimabile; & erano queste perle di Scotia,Habiti Ecclesiastici ornati di perle di notabil lauoro in Spira, andati male per colpa delle guerre ciuili di Alamagna.& di tante sorti, & grandezze, & forme, che ne riusciuano le figure di quellʼopera di Mezo rilieuo con singular proportione, & discretione & giudicio di chi le haueua lauorate, ad vna gran perfetione. Questi furono doni di diuersi Imperatori, i quali poi tutti peruennero alle mani rapaci dellʼessercito del Marchese di Brandeburgho, quando discorde da gli illustri baroni, & principi di quella Imperial prouincia procacciò danno ad ogni natione, & gente di quella inestimabile. Sono ancora intorno alla Spagna delle Conche molto belle da vedere, le quali à Venetia son chiamate Cappesante, forse perchè le sono state conosciute per li pellegrini, i quali ne portano ne i loro cappelli ritornando da santo Iacopo di Galitia, ma le non sono frutteuoli di perle, quantunque le siano à mangiar molto delicate, & massime in Venetia: hauendone anche la Scotia in qualche parte della sua costa delle simili, le quali non generano perleOppinione intorno alle perle riprouata.& dicono gli Scozzesi, che ciò loro auuiene, perchè le si nutriscono assolutamente nellʼacqua salsa, il che se fusse lor propio impedimento, ne anche lʼaltre ricordate di sopra in regioni diuersissime non ne generarebbero; la quale oppinione si proua esser falsa per lʼesperienza, che se ne vede intorno à tutta lʼIsola dʼInghilterra & Scotia, non pur nelle chiocciole Scozzesi ricordate ma nelle ostriche ancora oltra lʼesperienza delle madri perle orientali; delle quali ancora che si sia parlato di autorità di Plinio quel che ne pottette intender lui: non ci parrà superfluo di rimostrar in questo luogo quanto ne hanno ritrouato i moderni Portoghesi, à i quali di tal perfetta cognitione hanno ad hauere obligo gli huomini di erudito ingegno tutti;E ragioneuole di prestar fede à chi di veduta ha testificato le cose, delle quali si tratta.& sia con pace de i partiali de i Greci, che sʼhanno per innanzi creduto, chʼaltra conoscenza, che la da loro proposta non ci fusse; & con tanta ostinatione, che ancora gli altri, che ciò non hanno creder voluto, da essi quasi nemici dellʼhumana natura sonostati perseguitati. Ritornando adunque al proposito nostro delle perle, diciamo, che Don Garzia dallʼHorto nel suo trattato, che fà delle cose medicinali, che ci son portate dallʼIndie orientali parlando delle perle ne scriue quel che segue.Quanto recita Don Garzia dell'Horto intorno alle perle.“Rimane à dir delle perle, le quali non solamente per ornamento sono desiderate, ma etiandio per medicina. e perle, che sono grosse sono daʼ latini detti vniones; & la causa è questa, perchè à pena ne ritrouerete due della medesima grandezza figura, & nitidezza.Vniones, & Margarite perchè così dette.Le picciole sono daʼ latini semplicemente dette Margharite. Da gli Arabi, & da i Persiani, Lulù. Da gli Indiani, Moti. In Malauar, Muto. Et da i Portoghesi, Aliofar, che in Arabico vuol dire, Fulfar, il quale è vn porto nel mare di Persia, doue ne nascono delle perfettissime. Imperochè auuenga Dio, che in Barem, in Catifa, in Comarin, & in altri porti di questo mare, sene ritrouino delle buone, perchè da i nostri fù prima conosciuto questo porto de gli altri, hanno da quello dato il nome in lingua Arabica Aliofar alle perle;Nota tutta questa historia particularissima.& di qui è auuenuto ancora, che quelle sono chiamate orientali, imperochè questo seno del mar Persiano, in comparatione della nostra Europa è orientale. Si generano anco le perle dal promontorio di Corin per insino allʼIsola di Zeilan. La qual pesca è rendita del Re di Portogallo; ma queste la maggior parte sono minute, & non si possono con le già dette pareggiare, perchè sono tutte grandi, & perfettissime, & però queste si comprano anco à più vil prezzo. Et ne sono ancora nellʼIsola di Burneo, le quali quantunque sieno grandi, non però cedono alle già dette di bellezza. Di questa medesima sorte ne trouerete nella China, ma veramente non son belle. E cosa chiara, che anco nel mondo nuouo ne sono, ma veramente non si possono in nessun modo paragonare alle orientali; imperochè, ò sono oscure, & di color nubiloso, ò non sono ritonde, nè lisce. Nascono le perle nellʼostriche. Quelle Conche, che nuotanopiù sopra lʼacque del mare, generano più grosse perle. Et quelle, che sono nel profondo del mare, le fanno più minute. Queste Conche esposte allʼaria si serrano, & sʼapprono, & poi nella carne si trouano le perle, hora assai, hora poche, secondo la grandezza delle conche. Se ne troua anco nelle nostre ostriche, & ne conchili, ma sono meno gentili. Di tutte le conche, quelle sono hauute per migliori & per più atte à far le perle, che sono bianche, & liscie, & da i paesani chiamate Cheripo; delle guscia delle quali si fanno poi cucchiari, & vasi da bere. Ma qui è da sapere, che quel Cheripo non è quella, che volgarmente si dice Madre perla; perciochè questa i paesani la chiamano Chanquo; & se ne fanno tauole da mangiare, castelli, & pater nostri. Se bene questa sorte di Conchili chiamato Cheripo è di fuori scabroso, & ruuido; nella parte di dentro è liscissimo, & bellissimo à vedere. Portansi queste sorti di Conchili per mercantia in Bengala,Nota questo costume lodeuole.doue si puliscono, & se ne fanno vasi da bere; ma della maggior parte se ne fanno armille, & altre cose. Era anticamente in queste parti vn costume, che le vergini di sangue nobile, non poteuano esser corrotte, & suerginate, se non haueuano le braccia ornate di questa sorte di armille: ma hora non si osserua più, & per questa cagione sono venuti questi conchili in più vil prezzo. I mercanti di questo paese, hanno certi strumenti di rame perforati, col quale sogliono fare il prezzo alle perle. Onde quelle perle, che passano per li forami più piccoli sono di vn prezzo; quelle, che passano per li forami vn poco più grandi, sono di più gran prezzo; & così di mano in mano secondo la grandezza de i forami, & delle perle si fa il loro prezzo. Ve ne sono delle così minute, che non si possono in nessun modo forare, perciochè lʼarte è quella, che le fora, & non nascono (come si credono alcuni) così forate; & però restano queste minute alli maestri, & sono di poi portate in Europa, delle quali tal volta sivende lʼonza due assi Franzesi. Le maggiori perle, che si trouano nel Promontorio di Comorin:Peso, & valuta di alcune perle.pesano cento, acini di frumento; & sogliono queste tal volta valere mille cinquecento ducati lʼvna. Io nʼho vedute delle molto più grandi, le quali diceuano essere dellʼIsola di Burneo, ma non erano così belle, come le dette di sopra. Ne ho trouata vnʼaltra quà; che pesaua sessanta acini di frumento. Dicono, che inuecchiate, mancano di peso, & perdono di colore.Modo di lustrar le perle.Ho io sperimentato, che le perle fregate ben bene col riso rotto, & con sale, racquistano il primo vigore, & la nitidezza.Nota.Chiara cosa è, che le perle prese dopo del plenilunio, diminuiscono col tempo; ma quelle, che son prese innanzi del plenilunio, non sono à questo suggette.” Appresso de gli Indiani dirado si seruono ne i medicamenti di perle;La lode ragioneuole d'vno scrittore, è fondata sopra la diligenza vsata da lui con l'occhio intorno alle cose delle quali lui ha scritto.ma i Mauritani assai spesso, sì come facciamo ancora noi, mettendo le perle nelle medicine cordiali. Sino à qui parla Don Garzia delle perle, molto particularmente, et di esperientia, come quello, che più anni era stato, et era ancora in quei paesi, nè però non punto dubbio autore in così fatto proposito. Et questo è quanto habbiamo hauuto à dire di così fatti animali; nel che, benchè siamo stati alquanto lunghi, non douerà parere strano à chi legge, poi che si è trattato di così nobil gioia. Ritrouansi nel mare di Scotia ancora pesci di forme inusitate; alcuni con le squame grandemente aspre, altri con ossi in cambio di squame, come le locuste, alcuni ritondi come palle, con la pelle forata in tal modo, che per quella parte per la quale eʼ prendono il cibo, per la medesima ancora ne mandano fuori gli escrementi.Da poi che l'elemento dell'acqua è così copioso di animali non è marauiglia, se ne produca di spetie diuerse, & quasi infinite.Dellʼaltre sorti, come sono i Rombi, Capitoni, Magarelli, ò vero Sgombri, Pettini, Chiloni, Scotti, Scari, Spari, Spondili, Ostriche, Vitelli marini, Foche, Ceti, de i quali molti non sono conosciuti nei mari mediterranei; & aringhe chiamate da i marinari i Re de pesci, & di tante altre spetie, che diremo? Da poi che egli è certa cosa che della Germania ogni anno passano in Scotiavn numero grande di nauilij per cagione di pescare, & non senza loro gran profitto; & è tanta la gran quantità de i pesci minori intorno alla costa per la benignità di Dio (il quale col mezo della madre natura in cambio di alcune altre cose comprese tra le delitie, che in Scotia non sono, lʼha proueduta)Doue la natura ha mancato in vno emolumento à gli huomini ella ha supplito con vn altro.che il frutto, che si caua di loro, largamente mantiene i popoli; in tanto, che si vede la stessa natura hauer del grano, ò altre biade. Essendosi con lʼesperienza trouato, che nel medesimo luogo, doue un giorno se ne sia presa gran quantità; il giorno seguente non se nʼè presa minore; quasi che sian più presto, per straccare i pescatori, che i pesci si suijno da i loro consueti ridotti; chiaro inditio della soprabbondanza de i pesci di quello Occeano immenso, dal quale la costa nʼè per ogni tempo fornita, per i tempi diuersi dellʼanno con diuerse spetie, & sorti di essi, come meglio ha proueduto la natura, che à gli huomini douesse essere, ò più necessarie, ò di più piacere.Citiso, & sua historia, appresso de gli Scozzesi.Per i luoghi inculti riserbati per gli armenti nasce per sè medesimo il Citiso vtilissimo à i bestiami, & gratissimo alle api, come anche da gli antichi egli è stato conosciuto per tale; benchè vogliono alcuni di loro, et de i moderni ancora, che il Citiso sia pianta, et non herba, quantunque per le parole di Columella se ne potesse stare in dubbio: ma dicendosi da loro, che è pastura per le pecore, et alle galline è par pure, che sia cosa bassa come è lʼherba, et non fruticosa come il mirtho, ò altro simile; ma accordandosi i più chiari autori, che cresca come fanno i virgulti, & i mirthi non occorre altrimenti affaticarsi in questo dubbio, hauendo il Matthiolo assai parlato; dicendosi sol questo, che in Scotia, ò sia per la qualità del terreno, che tale lo produce, ò per il poco vehemente sole ò per il troppo, quasi sempre sforzato vento, che vi si genera, il Citiso non cresce à misura alcuna considerabile di pianta, ma sene sta basso, & commodo ad ogni sorte di animali. Porta questo il suo fiore il mese di luglio di color purpureo, & di sapor dolcissimo.Di questo i Pitti soleuano comporre vna loro sorte di beuanda (come bene dallʼantiche memorie di quelle genti si può ritrouare), non meno vtile, che diletteuole:Beuanda composta di Citiso, & altre cose appresso de i Pitti perduta con quella gente.Ma perchè il modo del farla, & il suo tasto, & la dichiaratione delle cose, che vi si metteuano, mancò insieme con la stessa natione, quando furono i Pitti da gli Scotti cacciati; & del tutto distrutti, non se ne può hoggi ritrouar più il vero essempio; & finalmente nessuna parte è della terra di Scotia per quanto possa lei essere sterile, che non sia vtile almeno per le minere del ferro, ò di qualche altro metallo; benchè quelle molto più vtili si trouino nelle Isole vicine suggette alla Corona di Scotia; alle quali (hauendo noi di già parlato per lʼaltrui verace, & fidele informatione, & per la nostra propria cognitione assai largamente di questa parte della gran Brettagna) ce ne passeremo. Sono vicine alla Scotia nel mare Hibernico quaranta tre Isole, delle quali alcune sono lunghe sino à trenta miglia; ma larghe non più di dodici, da alcuni dette Ebonice, &Isole Hebride in numero 43.da altri Hebride; la prima delle quali è lʼIsola Mona, dal volgo detta Man, la quale nondimeno è della Corona dʼInghilterra, ma della giuriditione del Conte di Derbi; della quale Isola si dice, che gli antichi soleuano portar corona da piombo. Hor questa Isola è appunto contrapposta alla Gallouidia, & alla Inghilterra, in tal modo, che da settentrione ella è alla Gallouidia vicina più, che non è allʼAnglisea, che vicinissima si troua allʼInghilterra da Mezo giorno da quella parte, che VVallia si dice; della quale Anglisea per esser senza controuersia della parte dʼInghilterra, noi non parleremo; dicendo, che Mona viene ad esser nella larga bocca di vn largo seno di mare quasi fronte alla costa del Ducato di Lancastro, sino alla quale quel seno si distende; ella fù già sedia de i sacerdoti Druidi come Giulio Cesare, & Corn. Tacito bene assai dimostrano.Isola Mona & sue qualità.La sua lunghezza da settentrione à Mezo giorno è di miglia trenta due; la maggior larghezza è di quindici miglia, ellʼha dieci et sette parrocchie:produce lino, & canape assai, Grano, orzo, & auena per il suo bisogno, benchè vsano più far il pane di auena, che di altro; hanno del bestiame minuto assai, con buone pasture, ma non son già le pecore così grandi quiui come nellʼInghilterra, non hanno boschi, & però in cambio di legne ardono vna certa sorte di herba quasi simile alla turba,La natura, & il caso ancora operano spesso cose grandemente strauaganti.nel cauar della quale, dicono, che spesso si sono trouati sotto terra alberi grandi, & interi quasi che conuertiti nella propria sustanza della terra; la qual cosa, ò dimostra la bizaria della natura, ò dimostra, che quellʼIsola hora non sia altro, che vna aggregation di terra per cagione accidentale, che habbia ricoperta la sua prima parte, ò suolo quale ei si fusse et innalzatala allʼaltezza et superficie, che hoggi si vede. Nel mezo di essa la si innalza con alcuni monti altissimi, della cima dei quali al cielo sereno si scorge non solamente benissimo la Scotia, ma lʼInghilterra, et lʼHibernia ancora. De i luoghi che vi sono il primo è Russin verso Mezo dì chiamato volgarmente villaggio del castello; perciochè nel suoCastle-town.castello vi si tiene vn poco di guardia, ma ve ne è vn più popolato, che questo non è, che si dice Douglas, doue è vn buonissimo porto,Chi vuol più curiosamente conoscere di queste Isole legga Guglielmo Camdeno nella sua Britannia.doue vanno mercanti con Sale, coiami, lana roza, e carne salata di boue le quali mercantie da quel popolo sono compre auidamente. Da Tramontana di Mona èArana.lʼArana dettaBotha.Botha; perciochè il beato Brandano vi edificò vna casa, che nella lingua comune si dice Both. Poi oltra il cantero èHelau.Helau, &Rothesa.Rothesa, dal capitano Rothesao, il quale primo di tutti per essa condusse gli Scotti dʼHibernia in Albione; & non lontana da questa èAliza.Aliza abbondante di quelli vccelli, che noi dicemo chiamarsiSolande vccelli.solande: & altre seguitano con i loro nomi distintamente, & poste tra settentrione, & ponente; le quali sono copiose di metalli: ma la maggior di tutte èIla.Ila oltra la punta: di Nouanto alla vista di Loquihabria lunga trenta miglia abbondante di biade, & di metalli, se vi fussero chi diligentemente vi lauorasse, ò che non vi fusse tanta carestia dilegne, quanta venʼè. Di poi seguonoCumbra.Cumbra, &Mula.Mula, non inferiori in cosa alcuna ad Ila, ma in Mula è vna fontana limpidissima lontana due miglia dal mare;La natura non si stracca mai di produrre cose à gli ingegni nostri marauigliose.dalla quale escono certe huoua piccoline come perle, piene di humore, & splendenti, & candide, le quali per vn rio, che fà la fontana sono portate ad vna certa gran fossa, la quale non lungi di là mette poi capo nel mare:Iona Isola celebrata per la cagione.nella qual fossa, condotta dal corso dellʼacqua, innanzi lo spatio di dodici hore, con marauiglia della natura stessa riescono Conche ragioneuolmente grandi. Presso à queste seguita lʼIsola Iona tanto ricordata per molti huomini santissimi, che vi hanno habitato, quanto perchè ellʼè stata sepoltura comune à i Re dopo Fergusio secondo, dal quale fù ricuparato, & rischiarato lo splendor della natione Scozzese, quasi prima, che oscurato & rouinato del tutto. Fù Iona da Beda detta Hy, & Hu, & da i Pitti donata à huomini religiosi, i quali con habito particulare come monaci viueuano, perciochè da essi i Pitti haueuano conosciuto per via delle loro predicationi la fede christiana, tra i qualiColombo apostolo de i Pitti.Colombo huomo santo ottenne il primo nome di lode, & di apostolo christiano per la sincerità della sua vita essemplare; per memoria ancora di lui sino al tempo di Beda, lʼIsola fù detta Columbkill, quasi cella di Colombo. Et in questa Isola di poi assai in vn piccol villaggio dettoSodore, onde Sodorensis episcopatus; & insula Sodorensis.Sodore, ò Sedoro, fù messo la Sedia episcopale per quei luoghi, onde tutte quelle isole furon dette Sodorensi, stimandosi che le sieno tutte suggette nello spirituale à quel Vescouado. Dopo Iona alquantoLeuissa.più oltra nel mar Deucallidonico è posta lʼIsola di Leuissa lunga sessanta miglia, & larga trenta;Nota.la quale ha vna riuiera di tal natura, che se la sarà passata à guazzo da qualche donna, nessun Salmone per quellʼanno vi comparirà, benchè de gli altri pesci dʼogni tempo vi si troui quantità grande; cosa marauigliosa è, & da far, che i filosofi stessi non si debbino presumer di saper tutti i segreti della natura; facendo vera quella sentenza, che di tutte le cose, che ci si potrebberosapere, gli huomini ne sanno vna menomissima parte. Di poi èSkia.Skia; poiRona.Rona, nelle quali i vitelli marini, forse per ciò, che vi compariscono à schiere, non temono lʼaspetto humano; & lʼvltima di tutte èHirtha.Hirtha la quale ha di sua eleuatione sessanta tre gradi; onde non passando Mona gradi cinquanta sette; se egli sʼha da credere à gli Astronomi, & principalmente à Tolomeo, che ogni grado celeste corrisponda in terra miglia sessantadue, & mezo; viene adunque ad esser da Mona, che si conta prima dellʼHebride ad Hirtha, che è lʼvltima miglia 375 di distanza. Il nome fù posto à questa Isola dalle pecore, le quali in lingua antica eʼ dicono Hierth: genera capre assai, & i loro becchi sono grandissimi, & hanno le corna lunghissime, & grosse, & le code lunghe sino in terra, & la situatione di questa Isola, & il suo consistente è tale, che rupi altissime à modo di scogli tutta la cingono allo intorno sì, che appena riceue in vn certo ridotto ò piccol seno, che lʼhà vna meno che mediocre naue; doue già non poteua così ageuolmente entrare, come hora fà, se non nel solstitio dellʼestate; nel qual tempo vn Sacerdote sino nel tempo di Iacobo quinto passaua da Leuissa nellʼIsola,Vedi che gouerno spirituale era questo.& battezzaua tutti i bambini nati in quellʼanno, & vi si fermaua per alcuni giorni ministrando loro le cose sacre; dopo il qual termine, hauendo riscosse, & riceuute à buona fede le decime di quello anno dal popolo se ne ritornaua in Leuissa; costume, & abuso non meno disconueuole in quel luogo, che si sia in molti altri;L'auaritia sola è considerata, & la charità Sacerdotale del tutto è smarrita appresso di questa gente.poi, che così come vi nascono huomini, & vi si nutriscono, vi potrebbero ancora viuere i Sacerdoti ò ministri ecclesiastici se gli hauessero tanta cura di quelle creature, che nascono, come lʼhanno di dimandar le loro decime; ma ciò non toccando à noi di trattare lasceremo questo proposito ad altri. Due chiese sono in questʼIsola, vna detta San Pietro, lʼaltra San CNota questo miracolo, il quale può per questo essere accettato, per ciò che Dio riguarda benignamente sopra quei che sono humili, & semplici di core.lemente, & è anticata memoria tra quella gente; che essendo mancato vna volta molti secoli adietro il fuoco in questa vltima Chiesa, la qual fùstimata prodigio superstitioso da quei rozi habitatori del luogo, & non hauendo il modo, nè sapendo come se ne poter procacciar altroue; fù posto dalle persone, le quali semplicemente, & con la fede sincera verso Dio procedeuano, vn fascio di legne da ardere sopra lʼaltare dellʼaltra Chiesa, & facendo il diuoto popolo oratione per la loro commune intentione, & desiderio di ottenere il fuoco dalla prouidenza di Dio per il rimedio dello spento per la lor negligenza; piacque ad esso Dio, il quale risguarda i cuori de gli humili suoi serui di prouederne loro col fare accendere instantemente quel fascio di legne, dal qual caso essi consolati, potettero ancor meglio riconoscerlo per loro protettore, & sempre con essi vnito. Presso à questa è ancora vnʼIsola dishabitata, doue sono certi animali non dissimili dalle pecore quanto alla forma, ma saluatichi; nè si possono prendere senza inganno, & hanno il pelo, ò lana loro dʼvna certa qualità mezana tra la lana delle pecore, & quella delle capre; nè altra sorte di animali non vi si trouano. Tra queste Isole sono molti passi maluagi alla nauigatione quasi Chariddi,Passaggi pericolosi nel mare.con ritrosie pericolosissime fra i loro scogli; ma il più infame passaggio di tutti gli altri è Corebrecho, ben notato nelle carte di questi paesi; dal quale sono rapite le naui, benchè sieno più dʼvn miglio lontane, con la vehemente, & rapace attrattione, che ne fà lʼacqua ritirandosi (come si dee credere) in qualche profonda voragine, che sia nel suo profondo letto; la qual naue così attratta, & aggirata dalla vehemenza dellʼonde sì, che la non può senza la sola gratia di Dio prender corso salubre à se stessa, ne viene da esso inghiottita miseramente. Hora si è detto quello, che dellʼHebride ci è parso à proposito, delle quali la possessione fù anticamente comprata da gli Scozzesi con alcuna quantità di denari,L'Hebride compre da i popoli di Noruegia.& non molta, da i Noruegi, i quali hauendo scorso, et altre volte acquistato terra nella Brettagna sʼhaueuano ancora occupato intorno della Scotia quelle Isole. Et quanto alla lingua, che i popoli dellʼHebrideparlano si conosce tanto simile à quella de gli Hibernici seluaggi,La lingua de i popoli dell'Hebride, & d'Irlanda è simile.che si può conoscere bene assai, che furono già tutti vna gente. Et questo è quel che se ne può per hora dire: però ce ne passeremo à parlare dellʼoche, ò anitre chiamateClakis vccelli, & loro historia.Clakis, credute dal volgo, & da molti scrittori antichi & moderni nascere ne gli alberi di quellʼIsole; delle quali noi diremo quel tanto, che per lunga diligentia, & studio habbiamo potuto ritrouare per vero di esse. Certa cosa è che le nascono de i legni tagliati di quelli alberi, quando però vi concorra la qualità & sostanza dellʼacqua marina alla generatione; imperò che tali vccelli si sono sempre veduti generare, e nascer nel mare, con vn certo spatio di tempo, vi nascono dentro alcuni vermi, i quali nel nascere fanno vedere, che non sono altro, che putrefattione del legno medesimo (come auuenir veggiamo in tutti i legni dolci, i quali generalmente per la loro vecchiezza generano quei vermi, che da gli Italiani son detti tarli) rimanendosi incauato per tutto il legno medesimo. Questi vermi come sono nati formano capo, piedi, & ale, & sempre si pascono della materia sustantiale del legno (come anche fanno i tarli) et in tanto mettono à poco à poco le piume, crescendo di giorno in giorno di corpo sino alla grandezza di vnʼoca mezana; & allʼhora se ne partono essi volandone via come gli altri vccelli. La qual cosa si vidde chiaramente lʼanno 1490, dal popolo in Buthquhania prouincia da noi di sopra ricordata; perciochè essendo stato traportato dallʼonde del mare, ò per tempesta, ò per altra cagione al Castello Pethslege vn grandissimo legno di quella sorte, fece non poco marauigliar le genti della sua grandezza; & alcuni lʼandarono ad accusare al signor del luogo; il quale venuto à vederlo, & imaginandosi quello, che potesse essere, lo fece segare; il che fatto, subito apparirono in gran moltitudine i vermi di già in esso generati; parte di essi senza alcuna precisa forma, parte con qualche distintione delle lor membra, & parte con le membra di già del tutto formate, tra iquali alcuni ve nʼerano con le piume giouanette; della qual cosa hauendo preso singular piacere il signore, fece portare per vna lunga memoria di quel naturale auuenimento il legno così come egli era nel tempio di santo Andrea di Tera (questo è nome del luogo) doue sino ad hoggi è stato conseruato così sforacchiato, ò corroso per tutto, come da i vermi fù lasciato. Et due anni di poi fù pur traportato vn simil legno dallʼonde marine nella foce del Tao, presso al Castello Buthe, il quale fù da molti veduto, & ritrouato dalla medesima sorte, che lʼaltro. Et non fù diuerso il caso da questi due, che occorse circa due anni dopo di vedere à tutto il popolo nel porto di Edimburgo, & fù tale. Vna grandissima naue, il nome della quale, & lʼinsegna era di San Christophoro, essendo stata rimenata da vna dellʼIsole dellʼHebride, doue lʼera stata allʼancora tre anni interi; fù tirata in terra, & fù trouato per tutto, doue ella era stata sotto acqua hauer ripiene le sue tauole, & legni principali di così fatti vermi, tanto principiati, che senza forma, quanto di già ben formati; & però si potrebbe pensare, che tal virtù fusse veramente ne i legni tagliati de gli alberi di quelle Isole, & che quella naue fusse stata fabricata di così fatto legname; sopra il qual proposito, lasciando considerare à chi legge quel che glie ne pare; noi diremo vnʼaltro simil caso pur naturale, che accompagna necessariamente i sopra detti. Vn gentilʼhuomo Scozzese studioso molto delle cose degne di consideratione detto Alessandro Gallouidiano sacerdote della Chiesa Kilkedense, trouandosi alla marina,Marauiglia della natura alla quale discorso humano non può arriuare.& pigliando dalla riua di quellʼaliga, che ordinariamente vi si ritroua in copia; trouò tra i sermenti di essa sino alla radice ò principio suo, & per tutto alcune piccole conche, per la qual cosa marauigliatosi molto, & cercando ancora più oltre, ne aprì curiosamente alcune; per il che se prima si era marauigliato, allʼhora ne rimase stupefatto; perciochè non vi trouò altrimente dentro pesce (come dellʼaltre Conche auuiene) ma vccelli dentro de i nicchi loro,& così grandicello ciascuno, come la grandezza delle Conche capiua in suo proportione. La qual cosa egli mostrò ad altri largamente sì, che non si hebbe punto di dubbio sopra la cosa per sè stessa, ma si bene sopra la cagione di essa cosa. Onde per questo essempio diuerso dal primo, noi pensiamo di potere attribuire la virtù di tal procreatione non tanto à gli alberi soli, quanto allo stesso mareOcceano Padre delle cose, così detto da Homero. ancora, interuenendoui la materia accidentale atta à ricceuere diuerse forme da quello, come da principale agente; per la qual cosa Homero lo chiamò Padre delle cose. Onde noi possiamo facilmente conoscere, che Enea Siluio Piccolomini nobile Sanese, il quale fù poi per le sue virtù chiamato al Pontificato, huomo per altro nelle scienze eruditissimo,Il Piccolomini non s'ingannò, ma fù ingannato.nel suo itinerario, ò descrittione delle tre parti, del mondo, tenne altra oppinione in questa cosa, di quello, che nʼè la verità: perciochè seguitando dalle persone non conosciute scritti, o memoriali incerti, non essendo lui giammai stato in Scotia; riferisce, che i pomi di quelli alberi di quellʼIsole caduti nel mare si conuertono in vccelli; pensandosi che quei pomi così come caggiono si trasmutino con poco, et breue intermedio in quegli animali,Non essendo i pomi di materia consistente, & dura non par verisimile, che i vermi, che ne possino nascere prendino forza, & vigore come gli altri vccelli che nascono del legno.ma ciò apparisce esser falso, perciochè della corruttion di essi pomi à poco à poco, & non subitamente si generano i vermi, come ancora ne i legni già detti (se pur anche de i pomi sia vero che naschino, del che non hauendo da gli Scozzesi tal chiarezza hauuta, ci risoluiamo à non lo credere) i quali poi cresciuti per interualli alla perfettion da noi descritta i pomi restano in nulla: la qual cosa non essendo stata à bastanza considerata, è stato creduto, che ciò sia per via di miracolosa trasmutatione, più tosto, che per natural cambiamento di natura come egli è col mezo lungo della putrefattion della materia preparata à ciò fare, quando la sia dal suo principale agente, che è il mare, aiutata. Et qui faremo fine di parlare in tutto dellʼIsole Hebride, se non, che noi ridurremo in consideratione del lettore, che il nome dellʼIsolaThule fù nome commune di queste Isole settentrionali.Thule ècommune ad altre Isole ancora, oltra la propia, & vera Thule; la qual cosa è ben dimostrata da Tacito, dicendo lui, che lʼarmata Romana mandata à costeggiare allo intorno la Brettagna da Agricola, allʼhora presidente dei Romani nellʼIsola, vide, & scoprì lʼIsola Thule; il che non si può intendere à modo alcuno della vera Thul, la quale si troua secondo Tholomeo posta tra le Isole Scethlandice pur assai di là dalle Orcade, & vicina alla Noruegia, per la gran distanza che vi è. Ma perciochè da gli Scozzesi è chiamata sino ad hora prima Thule lʼIsola dʼIla, & seconda Thule lʼIsola di Leuissa da noi ricordate tra lʼHebride; si può fare euidente coniectura, che vna di queste fusse stata conosciuta da i Romani, & non quello da Tholomeo descritta, & da gli huomini venuti di poi ben conosciuta lontana dalla Scotia trecento miglia, se già non hauessero essi hauuti gli occhi lincei, poichè non si ha memoria, che i Romani si allargassero dalla costa per ricercar alcuna ventura in alto mare.Islanda.Et Islanda ancora Isola posta nel mar congelato, & stimata vltima à settentrione, & doue si nauiga per il traffico de i pesci, si chiama tal volta da gli scrittori Thule.Farina di pesci in Islanda.In questa i pesci sono in luogo di pane à i suoi popoli; perciochè risseccati i pesci sino allʼvltima durezza, ne fanno farina, la quale poi composta à lor modo ne fanno pane, il quale si mangiano cotto sopra de i carboni.Orcadi Isole in numero 30.Appresso allʼHebride sono le Orcadi, parte di esse nel mar Deucallidonico, & parte nel Germanico; delle quali la più nobile èPomonia.Pomonia, non essendo lʼaltre di tal consideratione, che nessuna di esse meriti particular descrittione, come che lʼarriuino al numero di trenta, diuise, & separate dallʼOcceano, lʼvna vicina allʼaltra con spatij breui, & angusti; sì che alcuna ancora ve nʼè ben piccola, & ancora non habitata, nè calcata da gli huomini se non da i pescatori, ò da i corsari, ò pirati. Et già furono sotto la giurisditione de i Pitti, le quali da i Sassoni quando cominciarono ad aiutare i Britanni, chiamati da loro furono assaltate, & spogliate, di poi venuteper spatio di tempo sotto la potestà de i Noruegi, & de i Dani presero i loro popoli la lingua del vincitore, et quella parlano sino ad hora ciò è Gothica; sino à che Christierno Re de i Dani nel 1472, come luoghi lontani, & a sè di poco profitto, & di molta spesa, riceuendo vna certa somma di denari, & non grande, ne consegnò la possessione à i Re di Scotia con ogni sua ragione. Diconsi queste nella lingua Orkney, quasi Argath, la qual parola si interpreta, sopra i Geti, che più tosto si potrebbe dire sopra Cath. perciochè il promontorio di Cathanosia prouincia di Scotia si dice Cath, & queste Isole gli sono allʼincontro. Hora Pomonia fù da Solino chiamata Diutina, perchè lʼhabbia il giorno lunghissimo lʼestate, & hora da i suoi paesani si dice Mainland, che significa, Terra continente, parendo à quei popoli rozi di esser nati, et cresciuti in vna larga, & ampia terra, ancora, che quella Isola non circondi più di miglia trenta in circa. In questa Isola soleua gli anni passati hauer la sua stanza il Vescouo di tutte lʼIsole in vn piccolo castello detto Kirkuale, doue è vn tempio magnifico così come in quei tempi antichissimi i Principi, & i popoli à gara concorreuano allo edificar magnanimamente i luoghi sacri più tosto che i profani, & per vso loro. Et vi sono ancora due altre castella per la conditione del luogo,Qualità dell'Isola Pomonia.& delle genti ben diffese da i pirati; in questa come in alcune dellʼaltre si trouano le vene dello stagno, & del Piombo, ma tutte mancano di legne, nè producono il grano, ma si bene di orzo, & di altre biade sono abbondanti; non hanno serpenti, nè altri animali velenosi, & il medesimo si conferma dʼHibernia, della quale noi habbiamo parlato in altro luogo; però non ci partendo dalle Orcade si dice, che lʼorzo è il loro più familiar nutrimento, perchè di esso fanno il lor pane, se pur qualchʼvno non si facesse portar del grano di fuori, & la loro ceruogia, la quale essi sanno così ben fare, & così buona, che essi ancora beuendone assaiNatura de gli huomini delle Orcadi.(& beuitori sono straordinarij senza dubio) non punto sʼimbriacanoper quello, ò mostrano parte alcuna di minor sentimento, nè nella loro allegrezza, nè dipoi, come allʼaltre genti auuenir veggiamo tra lʼaltre nationi; procedendo ciò (sʼio non mʼinganno) perciochè volti à Settentrione hanno le loro complessioni forti, & gagliarde per resistere ad ogni straordinario disordine: la qual cosa si proua con la esperienza generale di tutti loro nella sanità propia; perchè sono sanissimi sino alla estrema età, nè vi si vsa alcuna sorte di medicine; i corpi loro sono robusti, di carne candida, & delicata quanto alla vista, & dimostratione.Fecondità delle pecore delle Orcadi.Le pecore vi sono così feconde, che quasi tutte vi partoriscono due agnelli alla volta, & tal hora nʼhanno partoriti tre. Hanno tanta copia di vccelli saluatichi, & dimestichi, quanti à pena sene potranno trouare in tutta la Brettagna; ma i loro caualli sono ben piccoli, & minuti di corpo nè maggiori, che gli asini; sono nondimeno questi molto forti alla fatica.Nota la qualità, & natura di questo pesce, il quale per la sua sonnolentia à se stesso nuoce, et ad altri gioua.De i pesci saria superfluo di parlare, essendouene di tutte le spetie tanta abbondanza, che, ò sarebbe impossibile il rimostrarle, ò incredibile allʼvdirle: ma ben diremo di vna sorte, per la marauigliosa sua natura degno dʼesser conosciuto, & dalla penna descritto. Egli è vn pesce grande ancora più dʼvn gran cauallo, il quale quasi sempre è sonnacchioso, ò sonnolento, & ha per vsanza di attaccarsi con i denti; i quali egli ha grandissimi, & fortissimi; à gli scogli, che soprauanzano lʼacqua, & là doue eʼ sono più aspri, & quiui se ne resta sorpreso da vn sonno incredibile, allʼhora se per sorte di là passano nauilij, i marinari vedendolo così pendente dal sasso, gettano lʼanchora; & hauendoui legato vna fortissima gomina, con la barca portano il resto della gomina alla volta del pesce, con la quale essi lo legano verso la coda; hauendo prima per ciò meglio poter fare incauata ò tagliata la sua pelle con alquanto della carne;Si potrebbe fauoleggiando dire, che così fatto animale sia vno de gli assistenti allo Dio del sonno.tanto è quella bestia fissa nel sonno; & per fermar meglio la legatura, & che la gomina non lo lasci; poi facendo vn grandissimo strepito, & grida, & battendolo ancora con le pietre,ò altro sʼeʼ possono, sino che al fine egli con gran fatica destandosi dal sonno, & volendo saltar di nuouo nel mare, & trouandosi impedito, comincia à sbattersi grandemente, con tutte le sue forze, tenuto nondimeno sempre forte dallʼanchora sì, che non può vscir del laccio, onde conoscendo di affaticarsi in vano, & confessandosi in vn certo modo vinto si disquoia,Nota che la natura in ogni animale ha infusa vna certa naturale sagacità.ò si dispoglia, per dir più chiaramente, della sua propria pelle; per la quale lui per suo naturale instinto conosce di essere ricercato, & si rimane come morto sopra lʼacqua resupino: Però i marinari tolto su la pelle; pigliano lui & ammazzandolo cauano dal grasso suo gran quantità di olio; & la pelle adoperano in luogo di corde per cosa durabile per lungo tempo senza rompersi, ò guastarsi. Oltra lʼOrchade per cento miglia sono le Scethlandice, le ricchezze delle quali Isole consistono in pesci risecchi al sole,Ancora questi hanno le loro proprie ricchezze.ò più tosto al vento, & in pelli di animali, & cuoia, come di buoi, di pecore, di capre, di martori & simili: & doue vanno ogni anno gli Olandesi, e i Zelandesi, & altre nationi sul mar di Germania, mercatantandole più per cambio di altre mercantie loro necessarie, che in altro modo. Hanno pochi frumenti, ò biade, se non di quelle, che vi sono portate di fuori; onde perciò si può comprendere, che il sole non vi sia molto gagliardo, ma che il vento, che nel vero regna molto, & grande, & asciutto nel settentrione gli aiuti assai nel seccare i loro pesci. Quanto al viuer loro il medesimo nʼauuiene, che à quei dellʼOrchade,Sobrietà naturale forse non così vniuersale conosciuta fra di noi.perchè non hanno giammai nessuno, che si mostri, ò pazzo, ò imbriaco, ò fuori del douuto senso; benchè con minor marauiglia, che nellʼOrchade, conciosiachè in queste Isole beuono acqua pura, & mangiano temperatamente. Sono oltra le Scethlandice alcune altre Isole della medesima qualità, benchè non hanno lʼvso del frumento à modo alcuno, nè della carne, se non, che viuouo del pesce così risecco, & pesto molto bene,Austerità notabile ma che pur basta à mantener le genti in buona disposition dei corpi loro.& mescolato con acqua fattone fogacce, & cottele sopra il fuoco se le mangiano; essendo il fuoco loro fatto di ossasecche di pesci; niente di meno viuono così sani, come gli altri, che abbondano di tutte le commodità humane: & forse più contenti della loro sorte; perciochè non hanno contentione per le ricchezze, le quali essi non conoscono, non risse, non gare, non quistioni: ogniuno per lo inuerno si prouuede con la pescagione, per la quale sola attendono à fare i fatti loro, & sono in essa grandemente diligenti.Felicità da molti desiderata & da pochi conosciuta.Sono lontane da essi le guerre, & i pensieri di quelle; vsando charità, & semplicità naturale, & cambieuole tra di loro sino allʼvltimo de i loro anni; tenendo puramente la fede christiana senza alcun puntiglio & scrupulo, ò superstitione come la fù lor data dal principio, à i quali vna volta lʼanno passaua già come è detto, dellʼHebride vnʼhuomo di Chiesa, ò pur dallʼOrchade della cui Diocesi sono, per ministrar loro le cose sacre; perciochè tutte queste Isole sono della iurisditione di Scotia, & quella Corona riconoscono quantunque assai liberamente. Il Sacerdote adunque, ò Sacerdoti ò ministri hauendo fatto lʼvfficio loro consueto sì nel battezar tutti i nati di quellʼanno, come in altri casi, essi prendeuano le decime dellʼanno, le quali non sono di altra cosa, che di pesci, & se ne ritornauano alla loro residenza nellʼOrchade, lasciando i popoli sino allʼanno dʼauuenire con la medesima negligenza, che noi diceuamo esser lasciati quelli dellʼHebride, ancora che la loro negligenza forse non è noceuole in queste Isole, quanto nelle Hebride, essendo questi popoli naturalmente semplici, & lontani da i vitij comuni dellʼaltre genti. Tali con la vita loro sono essi, che se noi dobbiamo stimare essere ricchezze le parti apparenti di noi medesimi, essi sono ricchissimi tra tutti gli altri; perchè sono di bellissima statura, & di robuste forze, & sanissimi;L'arte medicinale appresso di loro non viene ad hauer luogo alcuno.non hauendo nè cognitione, nè passione di nissun morbo, come noi altri, però viuono sino ad vna estrema età essenti da ogni dolore di corpo, ò di mente. Et tale informatione di queste genti vscì dal Vescouo, che si ritrouaua allʼhora dellʼOrchade sino al tempo di Iacobo quinto Redi sopra nominato, la quale noi come cosa degna della curiosità de gli huomini lʼhabbiamo voluta includere in questa nostra descrittione, & giustamente, poichè la Corona di Scotia drittamente ha imperio sopra quelle terre così lontane, & da gli antichi non altrimenti conosciute à bastanza.Nota le qualità lodevoli di questo huomo Scethlandico.Haueua quel Vescouo allʼhora nella sua famiglia vnʼhuomo di queste Isole Scethlandice di statura così grande, che facilmente superaua ciascuno altro maggiore, che si fusse potuto trouare tra gli altri huomini, & di bellissima, & di giustissima proportione; & di tal forza, che nessuno poteua stargli à petto, ò giocasse alla lotta, ò à qualunque altro gioco, si volesse; & nella delicatezza delle carni gli poteuano ancora ceder le donne; era di semplicità ingenua, di affabilità, & di charità singulare, come sono gli altri di quei paesi. Però sono degni di riprensione quelli, i quali in vn certo modo ostinatamente contendono,L'oppinione guadagnata nelle scuole non riesce alla esperienza, però bisogna, che la dottrina ceda alla proua.che doue il sole non si scopre così bene, & non si mostra vgualmente come à noi altri, le genti non possino esser altrimenti, che infelici, & barbare per esser poco scoperte da quello; conciosia che nella memoria delle historie non sʼhabbia cognition di gente contenta, ò più beata per sè medesima di questa, se noi già non vogliamo andar dietro alle fauole de i poeti, de i quali non fa punto bisogno di seruirsi per la intelligenza delle cose vere delle nationi della terra, se non quanto in alcuna parte eʼ si sieno voluti concordar con chi nʼhabbia scritta historia ferma, & verace. Hauendo noi detto quanto ci era necessario, & di piacere di tutte le genti sottoposte alla Corona Scozzese, diremo hora, che in questeNota questa historia del succino, ò ambra.Isole nasce il succino intorno à gli scogli, il quale i Greci chiamarono Electrum, & Plinio Chryselectrum, & Dioscoride Pterygophoron, perciochè ei tira à sè per sua occulta proprietà le paglie, & le festuche, & altre cose leggieri; egli è di color dʼoro, & da glʼItaliani detto Ambra gialla; della qual materia quando ella è indurata come cristallo di rocca, ò di montagna, se ne fanno vaghi vezzi, braccialetti,& corone, per le donne, & nellʼInghilterra le donne nobili lʼvsano hoggi molto in braccialetti, & gratiosamente più che di oro;Così come l'oro dimostra l'auaritia altrui bene spesso, così parimente scopre la poca honestà della donna, che lo porta sopra le forze sue.poichè lʼoro è venuto comune ad ogni vna, purchè la se lo sappia guadagnare; così ancora in terra ferma le figliuole altrui honeste per ornamento loro propio ne forniscono con delicati vezzi i colli, & i petti proprij, & quantunque fresca questa ambra la sia odorata (come si dirà) non fù ben conosciuta da molti filosofi.Qualità dell'ambra & suo discorso.Sono ancora dellʼambre nere bellissime le quali hanno la medesima proprietà, che le gialle, anchʼesse risplendenti molto,Ornamento proprio delle donne pudiche, & caste.& ornamento nel modo, che lʼaltre gialle alle giouani, alle vedoue, ò di qualche età, perchè le dimostrano con il lor fisso colore vna certa grauità accompagnata con temperata leggiadria, desiderata dalle matrone di riguardeuole honestà, & stato.Come si generi, & può chiarire & risoluere i diuersi discorsi che da gli antichi ne sono stati fatti.Nasce questo succino, ò ambra attaccato à gli scogli, rotti, & scoscesi dallʼassidua agitatione, & ripercotimento dellʼonde del mare, il quale à poco à poco vi aggiugne materia, come vna schiuma bianca, viscosa, & crassa di qualità; accrescendone à lungo andare la massa in tal modo, che cresciuta, ò per il peso, ò per le tempeste distaccatasi da gli scogli, sene va poi portata dal mare hor quà, hor là. Dicono coloro, che hanno hauuto sorte di vederne spesso di quella, che ancora appiccata à gli scogli non è condotta à perfettione, per non essere stata battuta la massa dallʼonde à bastanza, esser piena di vesciche come vna spugna, & di nessun vigore, ò virtù; onde si comprende, che tutta la bontà,Come la bontà si gli porga, & accresca.& virtù gli peruiene della sua maturatione; cioè quando à complimento la sia stata ben ribattuta dalle onde, & che per quel ribattimento la sia del tutto ben ripiena sino ad vna perfetta spessezza, ò densità, & poi ancora agitata dal mare, & veduta dal sole si venga per il lungo suo moto à far più perfetta; & spesse volte auuiene, che con questo succino, ò ambra si troua dellʼaliga, traportata anchʼessa dallʼonde, & con la sua massa facilmente quando è fresca, & tenera attaccatasi, & mescolatasi, onde inquella parte, doue lʼaliga si mescola, lʼambra viene ad esser men buona. Noi sappiamo, che egli è stata diuersa lʼoppinione di altri da quella, che noi habbiamo scritta, circa il nascimento del succino, ò ambra;Ogni cosa detta, ò rimostrata à profitto altrui è lodeuole.& però ci è piaciuto di hauere hauuta vna tale occasione per profitteuole intelligenza de i più solerti, & suegliati ingegni; per il piacer de i quali si racconterà quello che auuenne nella costa di Scotia intorno al proposito di questo succino, ò ambra. Intorno allʼanno 1546, fù trasportata dallʼonde marine à i liti diNota questo caso dell'ambra.Buthquhania di già tanto da noi nominata vna massa di questo Electro, ò ambra, maggiore del corpo di vn bue; la quale essendo veduta da i pastori, i quali in quei luoghi guardauano i loro armenti, nè sapendo, che cosa la si fusse, pur la tirarono tra terra, & spezzandone vn pezzo, & mettendone à caso vn poco sul fuoco, ne sentirono vn buono odore, onde essi subito con la lor simplicità seluaggia,O più tosto balordaggine.corsono à ridirlo al prete della loro prossima Chiesa allegramente, mostrandogli dʼhauer ritrouato vna cosa così vtile come lʼincenso per la sua Chiesa, se lui la volesse andar à vedere, & prenderne vna parte: ma egli ignorante non meno, che essi grossolani si fussero, andando là,Questo doueua essere vn prete più che grossolano.ne prese solamente quel tanto, che pensò che gli potesse bastar qualche mese, lasciando tutto il resto nel lito alla ventura, nelle mani de i pastori, i quali fattolo in pezzi, se lo abbruciarono in cambio di candele, innanzi, che tal cosa venisse in cognitione di persone di alcun giudicio: in modo, che si potette dir, che ciò fusse stata quella gioia ritrouata dal gallo, il quale di essa fece manco stima, che dʼvn grano di frumento. Essendo nondimeno (benchè tardi) auisato di tal cosa colui;La natura più che violentemente ne venne à rimanere offesa.per lo fauor del quale noi habbiamo potuto poi hauer tutte queste particularità; correndo egli là à gran pena fù à tempo ad hauerne vna piccola parte, hauendo quei buoni compagni consumato tutto il resto, che valeua il peso dellʼoro, per riceuerne tanta commodità quanta nʼharebbero hauuta per venti cinque libre di candele. Et questo sia il fine del nostro parlare sopralʼHebride, sopra lʼOrchade, & sopra le Scethlandice Isole tutte suggette alla Corona di Scotia, quantunque molto più ancora se ne potesse dire; ma ciò è stato il meglio, & più lodeuole, per nostra elettione, & degno di esser raccontato senza biasimo di prolissità. Non volendo in questo fine rimaner di rispondere ad vna tacita obiettione, ò marauiglia, che potrebbe trouarsi allo incontro di chiunque haurà letto questo nostro discorso; come che sia possibile, che la corona di Scotia habbia così poca entrata, hauendo il paese tanto vtile quanto lʼhabbiamo descritto, sapendosi certo, che innanzi, che vi si alterasse la Religione,Senza dubbio le pouertà del Regno è tale che e' pare che i Re siano sforzati di sottogiacere à molte indignità, et molti pericoli come senza dubbio si può conoscer da chi ne può parlare.la corona non arriuaua à scudi cento mila lʼanno; al che si risponde la molta libertà, che hanno hauuta i popoli sempre, ha tenuta la corona pouera, & però ancora à i suoi sudditi, & nobili, & ignobili molto suggetta, & impedita nelle sue imprese il più delle volte: però che nella guerra le seruano comandati per qualche poco di tempo, prouedutisi per sè medesimi di Vettouaglia. Onde finito il tempo, se ne sbandano, & così fanno per le loro partialità; essendo in questo intenti più à seruire à i loro particulari oggetti,Modo di seruire à i loro Re.che alla vera vbbidienza, douuta da i fedeli popoli à i buoni Re; & questo basti per risolution di cotal dubbio.
In questa foce sono alcune Isole, delle quali fù da i nostri padri ben considerata Maia per le antiche reliquie, che vi erano del Diuo Adriano, & de i suoi compagni martirizati in quei paesi per la religione Cristiana.Acqua dolce nel mezo del mare.Quiui allo incontro nel mezo del mare si scopre vno scoglio altissimo, dal quale esce vna fontana copiosissima di acqua dolce con non minor marauiglia della natura, che per gran commodità de i nauiganti. Et ci è vn castello detto Bass giudicato da gli huomini inespugnabile. In questa larghezza di acqua ancora è vno scoglio,Vedi questo scoglio, sua natura, & sua commodità.il quale ha vn ridotto per la bocca del quale appena può entrare vna naue da pescatori, & doue non sono edificate case, nè altra fabbrica; nientedimeno è talmente incauato dalla natura, che vi si accommoda gentilmente, che ridurre vi si voglia, come sʼeʼ fusse in vna casa con tutti gli ordini fabbricata; come in Italia ancora sene veggono nella Toscana, & territorio Romano vicino allʼantica Sutri non piccol numero di simili habitationi, chiamandosi cotal pietra communemente Tufo; non pietra già; ma spetie di terra conglutinata, & che ha riceuuta vna certa qualità adusta, per la quale, quantunque sia facile à riceuer ogni taglio, & forma, ritiene nondimeno lungo tempo essa forma à volontà de gli huomini. In questo scoglio è cosa marauigliosa à vedere,Solandi vccelli, & la loro marauigliosa natura, & la virtù dell'olio loro.che gli vccelli da gli Scozzesi detti Solandi, non dissimili da quelli, che Plinio chiama Aquile acquatiche, ci habitano in gran numero, in tal maniera, che quasi in nessunʼaltro luogo se ne vede di quei paesi se non in quello. Questi vccelli quando vengono da prima, cioè verso la primauera, portano con essi tanta copia di legni piccoli, & fuscelli per far i lor nidi, che coloro, che habitano là vicini, seruendosene dopo di loro nʼhanno per loro vso per tutto lʼanno, senza che gli vccelli se ne sdegnino, i quali pare, che siano sempre in moto per portarne de i nuoui. Nutriscono essi i loro giouanetti di pesci delicatissimi: imperochè hanno in costume, che volando sopra lʼacque, con veloce occhio quando veggono vn pesce buono per lor preda calandosi sotto acqua se lo prendono; ma se in quel mezo ne vedranno vnʼaltro, che più loro piaccia, lasciano il primo per prender il secondo; & quando gli habbino portati à i figliuoli, & che sien lor leuati, di nuouo ritornando alla pescagione forniscono i giouani quanto possono; in tal modo, che ancora se li rubano loro i loro giouani vccelli, senza che i vecchi si disuijno; onde ne torna non piccol profitto al Signor del luogo; perciochè togliendo loro la pelle, & il grasso ne cauano olio di non poca importanza; oltra, che questi vccelli hanno vn piccol budello ripieno ordinariamente dʼvn certo olio di singular virtù per diuerse malattie; come per la Sciatica, per la gotta, & per altri dolori di simil sorte; la qual cosa è fatta dalla stessa natura, acciochè si conosca, che ancora questo vccello per altro forse da altri poco stimato, ha in sevirtù tale, che non è punto da gli huomini saui da esser dispregiato.La natura pare, che da ogni parte habbia proueduto à i rimedij per le nostre infirmità, se noi vorremo affaticarci per ritrouarli.Nasce ancora in questo scoglio vna certaNota questa herba, & la sua natura.herba molto soaue al gusto (in quel paese però, & non altroue) perciochè se la sarà trasportata, ò trapiantata in altro luogo, nè al gusto riesce soaue, nè crescere, ò prosperar può in maniera alcuna. In quella medesima rupe, ò scoglio fù già trouataNota questa pietra & la sua virtù.vna pietra porosa in forma di spugna, che da vna parte è concaua; & se quel concauo ripieno di acqua salsa, si faccia, ò lascisi passar lʼacqua allʼaltra parte ella si fa dolce; & questa pietra era sino al tempo, che ne furon date gran parte di queste annotationi passata per molte mani per contentar gli occhi de gli huomini honoratamente curiosi; ma bene vltimamente si conseruaua nel castello detto Fast. Nel medesimo Estuario è lʼIsola Emonia, nella quale sʼè veduto vn monasterio habitato già lungamente da i Canonici Augustiniani, da i quali sʼè vsato di scriuere, & di conseruar lʼhistorie del Regno; il quale vfficio non si potendo più far da loro scacciati delle case propie douerà passar in altri, se forse Giorgio Buccanano historico satirico, & amaro non si fusse lui di già vsurpato tale vfficio, per lasciar di sè più odio, che lode tra gli altri suoi. Et sono nelle medesime acque molte altre Isolette più atte à produrre de i conigli, & ad asciugar le reti de i pescatori, che ad altro.Notinsi questi mostri, & si consideri quanto la natura sia potente.Appariscono alcuna volta, & non senza male augurio in queste acque alcuni mostri marini, i quali scoprendosi sino alla metà mostrano la faccia humana, & in capo vn non so che, quasi simili à i cappucci de i monaci, & questi si chiamano Bassinati. Laudonia già detta Pittlandia, propia habitatione de i Pitti, & da gli Scozzesi di poi occupata, per grassezza di terra supera tutte lʼaltre contrade vicine, & haueua molte Abbatie, & castella assai ben munite; delle quali le più chiare sono Hadinthone, Doumbar, Northberuico posseduto hoggi da gli Inghilesi su i confini; & vi è Letha, & la principale Edimborgo, doue è la sua Rocca detta da gli antichi Castello delle pulzelle,Questo pare che si douesse dire Castello alato, leggi il Camdeno.grauissimi; & hora, come lungo tempo innanzi sedia de i Re di Scotia, i quali quando vi habitano si tengono nel castello, essendo così la persona loro più secura da gli insulti del popolo. Da Edimborgo lontano due miglia in circa è vna fontana, nellʼacqua della quale si trouano spesse gocciole dʼolio, che vi nuotano à galla con questa natural sorte, che per qualunque quantità, che se ne ricolga, & caui, non apparisQuesta marauiglia si riferisce al miracolo ma se può esser cosa naturale i filosofi lo disputino.ce di scemar in parte alcuna la sua quantità nella fontana; come ancora per lungo tempo, che si stia senza cauarne non cresce pur dʼvna minima parte: la qual marauiglia ha la sua origine secondo lʼoppinione antica, & di poi nella gente confermata in questo modo: che essendo stato portato in Scotia à Santa Margarita Vergine dellʼolio, che si dice scaturire nel monte Sinai dalla Sepoltura di Catherina Vergine Illustre la quale martirizata per il nome di Iesu Christo, meritò da lui la palma del suo martirio, & da gli huomini il nome di Santa, & versato quello olio, non si sa se à caso, ò per diterminato consiglio in quella fontana; ha di poi sempre ritenuto qualità, & virtù simile alla sua originale; essendo buono, & vtile à diuerse malattie esteriori del corpo; delle quali cose fanno fede il nome, & la stima di quellʼacqua molto da ogni vno apprezzata, la quale tiene ancora il nome di Santa Catherina; & appresso vi è vna cappella del suo nome, dicendosi che da essa Margharita fù edificata in honor di lei. Oltra di ciò alla foce di Forthea è il castello Doumbar munitissimo tra tutti gli altri di Scotia, & già residenza de i Conti della Marcia; appresso del qual castello era vn Collegio di sacerdoti ampio, & già molto stimato. Di poi appresso vi è la Marcia, dalla quale hauendo cominciato la nostra descrittione, & hauendo traversata lʼIsola per il mediterraneo, & sempre lungo il lito, ò costa di poi proceduto siamo ritornati al punto dʼonde ci partimmo; però noi habbiamo dimostro quanto ci pareua necessario delle parti marittime del Regno Scozzese, & di quelle, che più vicine al mare si ritrouano; & per questo ce ne passeremo hora alle parti mediterranee.Sotto la Marcia, & la Tenidalia è la Tuedalia detta dal fiume Tueda; parte non piccola della Laudonia. Sotto le altre Dalie, cioè Valli, (perciochè tanto suona quella parola Dalia in quella lingua) sono la Drisdalia, Valcopdalia, Douglassdalia, & Cludisdalia, così dette da i fiumi Dris, Vauth, Douglas, & Cluda. Di Cludisdalia è il principal castello Glasgua, doue è vna scuola libera assai honorata, la quale porta il nome del Diuo Chentingerno,Minera di oro non stimata per la infingardaggine altrui, e per altra cagione.& è luogo Episcopale (come sʼè dimostro.) In questa regione è vna minera di oro stimata già assai ricca, ma tralasciata per fatal negligenza di chi ha gouernato il Regno. Et quiui si troua il colore azurro assai buono, il quale quasi con nessuna, ò con poca fatica si caua; & vi si sono trouate alcuna volta ancora delle gemme, come Turchese, Robini, & Diamanti, essendo questa stata trouata nel tempo di Iacobo quarto. Vicino alla Argadia verso Lennos, pur nel mediterraneo, è il paese di Sterlingo, & di Monthet, doue è il castello Sterlingo con vna fortissima Rocca, il nome del quale fù già Monte Doloroso; & quì furono i principij della Selua Callidonia; rimanendone ancora i nomi antichi Callendar, & Caldar; la qual selua passando per Monthet, & Ernoualla per lungo tratto ha il suo fine in Atholia, & Loquhabria. In questa selua soleuano essere alcuni buoi candidissimi, ò Tori per dir meglio, con la iuba dinanzi, come hanno i Leoni;Tori candidissimi: & iubati come i Leoni.ma hora non sene troua, se non in vna parte della selua detta Cummirnald, essendo mancati per il superfluo desiderio della gola de gli huomini, perciochè la lor carne è suauissima al gusto, ancora che alquanto cartilaginosa.La natura di quei tori, & lor forza, & odio.La natura di queste fiere è tale, che sono ferocissimi animali, & sempre indomiti, & saluatichi, fuggendo la vista dellʼhuomo, & la sua pratica, in tal modo; che, sʼeʼ sentiranno con lʼodorato; il quale hanno essi potentissimo; doue lʼhuomo habbia calpestata lʼherba, ò tocco arbori, ò piante con le mani, fuggiranno daquel luogo, & abhorrendolo per molti giorni non vi si accosteranno; & se son presi viui, il che pur è difficil cosa, che auenga, senza voler riceuer cibo alcuno, se ne lasciano morir di dolore. Quando eʼ sentono i cacciatori, & chʼeʼ si veggono esser da loro riserrati, & coi cani, ò con strumenti da caccia ò arme assaliti, senza altrimenti cercar di fuggire si muouono con impeto incredibile ad assaltar la più folta schiera, senza punto hauer timore, nè de gli huomini, nè de i cani, nè di ferro, nè di frecce, ò di lance di alcuna sorte,Questo non si deue dir valore non vi essendo la ragione, ma vn natural furore, come auuiene in altri molti animali feroci.ma fracassando ogni cosa lasciano spesso dolorosa memoria delle cacce fatte loro; perchè in effetto non temono cosa alcuna, & il fuggir, chʼeʼ fanno dallʼodor de gli huomini non nasce da altro, che dallʼodio, chʼeʼ portano loro, come ancora per il medesimo odio vengono in disperatione della propia salute, & fanno ogni sforzo per vendicar sè stessi, amando più presto il morire, che lasciarsi prendere. Egli è tra le memorie de gli Scozzesi, cheHistoria di Roberto Brusio intorno à i tori predetti.Ruberto Brusio huomo tra tutti i Re di Scotia illustre & honorato andando per cagion di sollazzo alla caccia, si trouò veramente vicino al pericolo della morte; perciochè penetrando per la selua più negligentemente, che non si conueniua, & male accompagnato (come nel cacciar talʼhora auuiene) eccoti, che vn di quei tori già stato ferito da vna freccia lo scontrò tutto furioso, & pieno di rabbia per la ferita riceuuta; in tal maniera, & così alla sprouista; che esso Rè per sè stesso non si poteua aiutare, nè alcuni di quei pochi, che vicini gli erano lo poteuan difender dallʼacute corna, & dal fiero empito di quella terribil fiera;Vedi, che la virtù si può trouar eccellente ancora nelle persone da noi dispregiate.se vn huomo, il quale per sorte à piedi seguiua la caccia, ò spinto da occulto desiderio dʼhonore, ò da cupidità di guadagno, ò da vero amore, chʼeʼ portasse al Re suo signore, non si fusse messo nel mezo à riceuer lʼimpeto della desperata bestia; in tal modo, che presala per le corna con ambe le mani, & con forza mirabile; essendo anchʼesso dʼindomito vigore; & con molta destrezza dibattendosi con essa la gittò à terra, senza farsiegli altro danno; onde la fù da gli altri coi dardi, & altre armi vccisa.Egli è vfficio di buon principe il rimunerar bene chi ben serue; saria bene, che hoggi fussero tutti tali.Hauendo adunque il Re scampato vn così manifesto pericolo ricompensò anche magnificamente colui, facendolo gentilhuomo, perciochè gentilmente haueua operato, & dandogli il cognome di Turubub, che sʼinterpreta atterrator del Toro; che accompagnando la sua nuoua dignità, & gentilitia con premij conuenienti al merito, & al grado del quale èʼ lʼhaueua ornato, & senza la qual cortesia ogni honore,L'honor delle parole, senza i fatti non bastano; così dissero i soldati di Ottauiano benemeriti di lui.ò lode attribuita al valente huomo saria stata vana, & ridicula; i successori del quale ancora sono in essere honoratamente conseruatori della lor guadagnata lode per la virtù di quel solo huomo à gli altri principio del lor migliore stato, essendo à gli altri essempio di fedeltà. Enerualle è dalla parte dʼOriente di Monthet, & ha allʼincontro dalla medesima banda Fifa, nella quale è Erna piccol fiume, che se ne corre nel Tao, appresso al qual luogo, doue esso perde il suo nome, intorno à quattro miglia è vna pietra, non già considerabile per la sua grandezza,Guarda questa pietra, & la sua strana qualità.ma sì ben per la marauigliosa qualità sua, perciochè ella si può bene assai commuouere, & agitare; ma non già mai leuar di quel luogo doue la si stà con quante forze, & artificio, che vi possino vsare; & quel, che ancora accresce la marauiglia è, che più facilmente si può commuouer da vn solo, che da più huomini, & che da cento ancora. Dallʼaltra riua del Tao è Gourea, Angusia, & Stermunda nobile per coltura, & per pastura. Et presso à questa verso Settentrione è lʼAtholia irrigata da fiumi ameni, & abbondanti di pesci, ne i quali si trouano Murene (se pur ciò sia vero) & dal mare vi penetrano Lupi marini, & altri animali, & pesci diuersi, & i campi sono così fertili, che quasi senza fatica alcuna, ò con pochissima rendono il frutto de i semi gittatiui, & con perfetta maturità corrispondono al desiderio de gli huomini;Nota questa cosa, & vedi se ciò dalla natura sola si può aspettare.& spetialmente intorno al villaggio detto Lud, doue la terra è tanto fertile, che se diligentemente la sia lauorata la produrrà per se medesimalʼorzo molto buono senza hauerui gittate seme alcuno; la ragione della qual cosa si ricorda nella nostra Selua di casi diuersi.Se il grano si conuerte sempre in loglio è considerabile la cosa, & la ragione di ciò.sono nondimeno altre cose contrarie alla natura, che in qualche parte di essa terra il buon grano seminato si conuerte, & deggenera in loglio, il che auuiene ancora in vn certo luogo del contado di Liegi in terra ferma, come nel nostro itinerario Germanico habbiamo scritto. Sotto la Buthquania, & sotto la Boina dalla parte di Occidente sono Bogaualle, & Sareota regioni fertili, & buone per i pascoli, & per le biade; &Nota come la natura va scherzando con la sua arte à marauiglia nostra.ci è vn monte detto Dounder, cioè Aureo da i paesani; & creder si può, che eʼ sia detto così, perciochè le pecore, che vi pascono hanno la lana gialla, & i loro denti pur ancor di color dʼoro, & le loro carni tinte del colore del Zafferano, cioè alquanto più oscuro di quello della lana loro. E ancora in quel paese in vn certo luogo comʼvn gran cerchio, ò corona di pietre grandissime; le quali risuonano nellʼesser battute, come le fussero di rame; & si crede da gli studiosi delle cose antiche di quel Regno, che in quel luogo fusse vn tempio già dedicato à gli Dei Idoli de i gentili.Può esser che sia vna illusione Demoniaca.Dopo questi son altri luoghi susseguenti come Braidalbaim, Strathbraim, Badzenota, & più altri con alcuni Laghi, de i quali non parleremo più oltra, poichè non habbiamo cosa in essi di tal marauiglia, ò consideratione, che noi stimiamo douerne tenere occupato chi legge: & però hauendo sino à quì parlato di tutte le particulari Regioni, & di quelle cose, che ci sono parse degne di memoria in esse; noi ci riuolteremo hora à dir tutto quello, che noi giudichiamo essere à proposito nel generale del Regno Scozzese. Adunque tutto il Regno, doue per gli habitatori la terra non sia occupata con la cultura, ò con i pascoli, ò con altra industria, è pieno di lepri, di caprioli, di cerui, & di caualli saluatichi, i quali con inganni, & insidie presi da i paesani nello inuerno, riescono poi mansueti & buoni. Hanno ancora lupi, & volpi assai; delle pelli delle quali bestie ne cauano più che mediocreprofitto, benchè da i lupi siano lor fatti danni grandissimi ne i greggi, & ne gli armenti per tutto saluo che in vna valle di Angusia detta Glemores,Particular dono di natura è questo per certo.doue le pecore, & altri simili animali possono pascer senza alcuna paura ò pericolo di loro stessi; ma le volpi conciosiachè le sieno nemiche à gli animali domestichi minori di loro, & alle galline, & altri simili vccelli, che per le case si nutriscono, sono anche astutissime, verso de i boschi, & verso i monti, doue la lor caccia è più difficile; in modo, che con nuouo, & inusitato consiglio cercano di remediare gli huomini à quel pericolo, il qual modo forse ne gli altrui paesi potrebbe seruir di essempio. Vsano di tenere adunque, & di procacciar delle volpi giouanette,Modo da diffender dalle volpi i loro pollami casalinghi.& le nutriscono a lor modo sino che ammazzatole poi, & mescolate le loro carni cotte con lʼaltre cose che fanno mangiare à gli altri lor animali perseguitati dalle volpi, possono esser securi per due mesi, che non saranno dalle volpi offesi; le quali hauendo in questo vn tale instinto, che le fuggono, & abhorriscono lʼesca della loro spetie; il che si conosce in questo modo facilmente. Che se sarà vna gallina, ò vnʼoca, ò altro simile, alla quale à posta non si sia dato tal cosa à mangiare, benchè la si troui in compagnia di molte altre, quella sola fra tutte sarà ricercata dalla rapace volpe, & lʼaltre abhorrite.Qualità di Cani di Scotia per la loro natura eccellenti.Ma singular dono della natura è stato, che vi si trouano tre sorti di cani dʼindustria naturale forse non vdita già mai in altri paesi, & grandemente dimestichi, vna sorte è commoda alla caccia (come noi diremo)Prima sorte.e, ma ancora ne i nemici, & ne i ladri, & specialmente se vedranno il signor, ò conduttor loro essere assaltato, ò offeso.Seconda sorte.La seconda sorte ha tal dote, che col solo odore ricercano i caualli, le fiere, gli vccelli, & che più i pesci ancora tra gli scogli sotto lʼacqua perseguitano talmente, chʼeʼ danno non piccolo spasso à i loro padroni.Terza sorte & degna di esser considerata.La terza sorte di questi cani è di tal natura, et qualità, che il loro colore il più delle volte è ruffo &macchiato di nero, ò per contrario nero, & macchiato di ruffo, & di tanto odore, & sagacità, che possono perseguitare i ladri, ò à piedi, che si siano, se hauranno per sorte rubbato alcuna cosa al patron loro; & trouatili non gli lasceranno mai di offendere in ogni maniera, che potranno. Ma se alfine la loro traccia gli guiderà à qualche fiume, conoscendo allʼhora, che i ladri hanno passata lʼacqua si mettono à passar anche essi, & passati, che sono, aggiratisi su per la riua tanto che ritrouino la corrispondente traccia de i ladri la seguitano velocemente sino à tanto che arriuano al luogo doue i ladri si sono riparati. Questa cosa parebbe quasi impossibile à credersi, se non accadesse, che gran parte di quei, che son vicini à i confini dʼInghilterra gli vsano di nutrire per loro profitto, e sicurtà conosciuta da ogni vno, sì per il tempo delle guerre, come della pace; & però al tempo di pace se si trouasse, che vn di questi cani spinto dal patrone per qualche danno riceuuto corresse nemicheuolmente dietro ad alcuno, & che colui tra le altre genti fusse solo dal cane ricercato (come sarebbe senza alcun dubbio) ò che ritiratosi in qualche casa, ò altro luogo si fusse serrato, nè volesse al cane desideroso di entrare aprire, quel tale senza dubbio cade per ciò in manifesta sospittione di furto, & come ladro, ò sospetto almeno può esser preso, & essaminato. Sono ancora in Scotia Aquile, falconi, sparuieri, & altri simili vccelli da rapina;Abbondanza di vccelli di acqua.ma il numero de gli vccelli dʼacqua è tanto grande, & così diuerso, che il volerne far vna compita relatione sarebbe stimata, ò troppo marauigliosa cosa, ò presontuosa: ma diremo dʼvna sorte, che non hanno gli altri paesi: questi sono della grandezza de i corui, ò alquanto maggiori, dettiVccelli strauaganti & ottimi.Auercalze, cioè caualli saluatichi, i quali si pascono delle cime delle foglie de i pini, &Prima sorte.vna sorte di minor grandezza detti galli, ò galline saluatiche si astengono dal mangiar tutte quelle cose, che nascono per via di seme,Seconda sorte.vsando di pascersi delle foglie del citiso; & lʼvna, & lʼaltra sorte di vccelli è dolce, & soaueal gusto.Terza sorte.Vna terza spetie simile al fagiano di fattezze, & di sapore di carne, ma di piuma negra, & con le sue palpebre rosse è chiamato Gallo saluatico del campo, & viue questo di frumento, & di questi nʼhabbiamo veduti in Germania verso lʼalpi.Vccelli strani grandi, & buoni, ma che odiano l'huomo à marauiglia & lor natura.Oltra di questo nascono alcuni vccelli nella Marcia detti Gustarde di colore delle piume, & di sapor della carne non differenti dalle perdrici, ma alquanto più grandi de i Cigni, & son questi rari, & abhoriscono il veder le persone; si trouano ancora di questi così fatti vccelli nel contado di Essessia in Inghilterra, & dicesi, che per la loro grauezza non si posson leuare à volo, ma che col vento alquanto gagliardo fanno il lor viaggio, non si allontanando però molto da i loro luoghi. Pongono questi vccelli lʼhuoua loro nel nudo terreno, & se conosceranno allʼodore, che lʼhuomo lʼhabbia tocche, il che per dono di natura conoscer possono; rimanendo offesi se pur le siano state vn poco mosse, ò col fiato ancora alterate, & allʼhora stimatole inhabili à generare, & però inutili ad esser couate lʼabbandonano, & se ne vanno à partorire dellʼaltre huoua, & à couarle in altro luogo: & questo basti di questi vccelli, perchè il resto sono come ne gli altri paesi.Abbondanza di Salmoni.Dei pesci (come à bastanza si è detto) tanta copia nʼha la Scotia, & particularmente de i Salmoni quanta in tutte le altre regioni di quei mari insieme appena se ne può desiderare; nientedimeno non ci dispiacerà di raccontar quello, che si è sperimentato della natura de i Salmoni forse da altri sino ad hora non stato scritto, che noi almen sappiamo.Historia de i Salmoni, & della loro generatione.Nel tempo dellʼautunno questi pesci si riducono ne i piccoli riui; & luoghi di non molta acqua, ma larghi; & quiui spinti dal natural desiderio della procreatione si congiungono coi ventri; & lʼhuoua loro partorite ricoprono tra la sabbia, ò arena; dal qual tempo rimangono essi veramente tanto magri sì i maschi per essersi priuati del latte, come le femine per hauer prodotte lʼhuoua, che non sono se non la pelle, & le spine, perchè la carne, che è poca non val nulla; & però nonsolamente sono eglino allʼhora cattiui da mangiare, ma hanno seco tale infetta qualità,Nota questa cosa, & guardati come tu vsi la lor carne.che con qualunque altro Salmone buono, et sano, che non hauesse ancora generato essi si riscontrassero gli darebbero della loro maligna qualità da quella parte doue si toccassero insieme; così questi pesci, ò sono presi bonissimi, ò del tutto maluagi, però questa medesima consideratione si può haver de gli altri pesci tutti ne i tempi de i loro congiugnimenti, ancora che non così atti alla putrefatione come i Salmoni sono;Costume sciocco dei golosi.onde errano i golosi, che più amano i pesci, che hanno lʼhuoua, che quei, che hanno il latte, perchè sono più magri senza dubbio quelli, che questi, come lʼesperienza dimostra. Hora di quelle loro huoua ricoperte nellʼarena nascono la primauera & non prima pesciolini così molli, & teneri, che non passando la lunghezza dʼvn dito sono ancora,Vedi questa cosa naturale, che par quasi vna marauiglia.trattandosi con mano, quasi vn liquido humore insieme congelato & arrendeuole; & passati quanto prima possono nellʼacqua salsa tra lo spatio di venti giorni, & non più crescono alla grandezza, che noi poi gli veggiamo più marauigliosa à chi sa come nascono, & crescono, che non à gli altri, i quali solamente gli guardano, & considerano perchè gli agradiscono alle gole loro; come che diuersamente si crede dalla gente della lor propagatione.La natura gli tira al primo loro instinto.Questi poi in diuersi tempi, & occasioni ricercano di ritornare allʼacque dolci doue nacquero, & per questa cagione eʼ sono communemente pescati nelle riuiere dellʼacqua dolce, & intorno alle foci de i fiumi; & in questo è veramente da considerar vna cosa rara, che alcuni fiumi hauendo, & quà, & là certi stretti luoghi tra le rupi & gli scogli, che impediscono il dritto corso dellʼacque, et qualche volta da balze alte cadendo lʼacque fanno à i pesci la salita difficilissima;Quasi che la prudenza naturale non si possa mostrare assai meglio di quella, che noi stimiamo solamente sicura, che dell'esperienza, & dalla lunga età ci è stata dimostra.però non si volendo i Salmoni ingorgare nel pelago, che fà lʼacqua sotto la sua caduta per non hauere à contrastare col dritto filo, & col peso dellʼaqua, che cade, essi innanzi, che si accostino à quel punto, solleuandosi dallʼacqua, per vn proprio instinto di natura,& inarcandosi si scagliano per aria con grande strepito del lor violento moto sopra lʼacqua superiore; & certo con maggior violenza si sforzano di far quel salto ò lancio, che huomo non potrebbe stimare, che potessero far giammai, benchè gli hauessero lʼacqua libera, & aperta. A quelli adunque, à i quali non è data tanta forza di potere sforzare il corso dellʼacque, & che per ciò sono, ò traportati da quelle ò sbattuti à terra, con ingegni proprij, & insidie accommodate al proposito, sono da i paesani presi, & stimati cari per la dolcezza della lor carne.Ogni animale ha il suo destino.Ma quelli, che (come habbiamo detto) solleuati superano il trabocco del fiume, subito vanno à ritrouar (se non sieno presi prima) il luogo doue nacquero lʼautunno, per rimanersi quiui sino al tempo di nuouo parto; i quali pesci in questo solo hanno da gli huomini tanto di tregua, che per tutto il predetto tempo egli è vietato per legge il poterne pescare:Ad ogni sorte di animali la natura per varie cagioni ha proueduto tra i molti pericoli suoi qualche breue riposo.il qual tempo comincia al mezo del mese di Settembre, & finisce al mezo di Nouembre... Prendonsene assai nel Reno di Germania; nella Schelda di Brabantia; nella Mosa, & nella Tamigia dʼInghilterra; in Irlanda, & in altre riuiere, & coste di mare delle parti settentrionali; & tanti in altri luoghi qualche volta, che egli apparisce chiaro, che non sempre eʼ si prendono nellʼacque doue nascono, nè nelle vicine à quelle; ma che traportati dalle fortune del mare se ne entrino poi in quelle riuiere, che più son loro commode quando per loro natura eglino appetiscono lʼacqua dolce.La natura sforza tutti i viuenti à ricercar, ò al meno à desiderar, di ritrouar i luoghi de i loro principij.hauendo noi già punto di dubbio che nella dolce eʼ non siano nati & nella salsa non sieno nutriti; per ritornarsene per natura à ricercar la dolce, come più propria per la procreatione, & generation loro. DAncora questo è incognito alla curiosità de gli huomini.i che cosa questi pesci si paschino, ò come non ci è ben chiaro; perciochè noi non habbiamo già mai vdito, che si sia ritrouato nel loro ventriculo altro, che vn certo spesso, & denso humore non conosciuto da nessuno; & questo basti de i Salmoni.Hora noi parleremo delle Conche ritorte, ò vere chiocciole marine,& delle perle loro; & nel vero, conciosia, che sieno diuerse le spetie delle conche in quei mari, alcune piccole,Nota tutta questa historia delle conche, perchè elle' è diletteuole.le quali essendo fresche son molto grate al gusto; & alcune maggiori, di quella forma, che sono quelle, che hanno la porpora, benchè queste non nʼhabbino; sono nientedimeno diletteuoli, per esser di sapor delicato, & però da non esser dispregiate. Ma quelle, che sono allo ʼntorno del corpo loro intorte, & che hanno i lor capi, ò teste tutte macchiate di colori diuersi, superano tutte lʼaltre di bontà; in tal maniera, che per la loro delicatezza sono state chiamate delitie delle donne vedoue; & hanno appresso de i grandi, ò pur de i golosi ottenuto il primo luogo tra le viuande delitiose di quel paese: benchè nel fiume Dea, & nel fiume Dona non si trouino nè di quella bontà, nè di quella stima.Singulare accuratezza di questi animali amicheuoli per hauerne à compiacere alla lussuria humana.Trouansene assai per la Scotia, & specialmente ne i fiumi chiari, & limpidi, che hanno il fondo di ghiara, & di pietruzze netti dal fango, & da ogni altra sorte di limo, ò di grossa materia; perciochè le si rallegrano di stare in quei luoghi, doue le non sʼhabbino punto ad imbrattare, ò mescolare nella sordidezza della terra, ò torbidezza dellʼacqua; & in quei chiari, & purgati letti de i fiumi concepono elleno le perle, in questo modo procacciando virtù à sè stesse.Nota questo studio naturale.Intorno allʼ aurora quando il Cielo è sereno, & temperato, le si solleuano con tutta la lor casa, ò guscio alla superficie dellʼacqua, in tanto, che le possino col capo loro, che le cauano al quanto fuori, mostrarsi allʼaria sopra lʼacqua; doue così standosi per qualche spatio di tempo, riceueno la rugiada ingordissimamente, che cade; del qual cibo senza dubbio si gli ingenerano le perle,Cagioni principali della qualità delle perle.le quali poi vengono ad esser più, ò meno in numero, ò più grosse, ò minori, secondo il tempo, che le lʼhanno portate, & secondo la disposition dellʼanimale, & la proportione che harà hauuto seco il cibo volta per volta, ò tempo per tempo; che quanto al colore di esse perle non si ha da far dubbio, che quando le son più chiare, ò più oscure, ciò nasce dalla purità ò minore,ò maggiore di essa rugiada, che cade; & ancora ciò forse può auuenire per la qualità del fondo, doue le si posano.Gelosia naturale de i frutti proprij & ragioneuolmente lecita.Il loro vdito è tanto sottile, che se quando le si stanno à riceuer la rugiada, qualchʼvno dalla terra vicina parli vn poco alto, ò che pur vn piccolo sassolino getti nellʼonde, ò nellʼacqua, subito le si nascondono tutte, hauendo solerte cura di conseruar quello, che per vn certo naturale instinto le conoscono, chʼè desiderato dallʼhuomo; & però i pescatori osseruano tra lʼaltre cose questo nel pescare.Modi di pescare le perle.Entrano nellʼacqua quattro, ò cinque di loro in cerchio, & tra di loro compartendo le reti, con vn piede le tengono ciascuno per la sua parte ben ferme in terra, & con lʼaltro piede aiutati dallʼocchio, il quale per la limpidezza dellʼacqua può scorgere sino al fondo; vanno ricercando delle loro conchiglie, non potendo ciò far con le mani per esser lʼacqua alta in simili luoghi ordinariamente, & doue le si posano sino alle loro spalle; le quali ritrouate, tuffandosi essi, & presele, le danno poi à i compagni più scioperati; auuertendo bene nel prenderle di metter la mano sopra la bocca ò testa loro prestamente, & forte tenendo saldo, perchè ogni piccol tempo, che lʼhauessero, le vomiterebbero le perle, & sarieno perdute.Qualità delle perle di Scotia.ora queste perle sono stimate non poco, & sono assai splendenti, & ben ritonde, & di grandezza talʼhora dellʼugne del dito minore dʼvna ragioneuol mano dʼvn huomo, & son di peso leggieri; la qual cosa non si deue attribuire à miglior conditione di esse, per quello, che lʼesperienza, & lʼvso ci ha fatto conoscere; & come si mostrerà per la testimonianza delle perle orientali. Di questa sorte di perle di Scotia habbiamo parlato à bastanza quanto alla lor generatione, & modo di prenderle; delle quali noi non trouiamo, che nessuno de gli antichi Greci habbia fatto mentione;Non si adirino quei, che studiosi de gli antichi scrittori, hanno conosciuto, che non tanto sapeuano quelli, che alcuna cosa non fosse rimasta da sapere à chi di poi è venuto.come ancora non fù fatto mentione dellʼaltre, che nascono dallʼostriche, nè da Dioscoride, nè da Galeno, delle quali noi habbiamo vedute alcune in Inghilterra, ma piccole come grani di miglio, & di panico, & trouate àcaso quando si approno lʼostriche per nostro mangiare, benchè vna grossa come vn grosso pisello attaccata alla conca, ò guscio dellʼostrica ne vedemmo portar ancora dʼInghilterra in Italia lʼanno 1551. dal dottissimo & vero filosofo Daniel Barbaro Orator Veneto, alla cui honorata memoria restiamo noi ancora in singular obligatione. Ma acciochè non manchi perfetione alcuna al proposito delle perle; noi riferiremo quì quello che ne dice il Mattioli solertissimo inuestigatore, & accorto indagatore delle cose naturali sopra il volume di Dioscoride. Dice adunque (recitandoui le parole di Plinio intorno à questo proposito) Plinio al cap. 35. del nono libro,Parole di Plinio intorno alle perle.“che gli animali, che producono le perle nascono nellʼOcceano Indico attorno allʼIsola Taprobana, Toide, & Poniuola promontorio dʼIndia; ma che le migliori vengono dal mar Rosso di Arabia. Et non sono gli animali, che le producono (come dimostrano veramente le madri perle, che ci si portano) molto dissimili dallʼostriche. Hanno questa proprietà, che quando il tempo dellʼanno le stimola à generare, si aprono la notte, & empiendosi, & nutricandosi di rugiada generatiua;Conuengono in natura con quelle di Scotia.della quale ingrauidandosi, partoriscono poscia le perle, essendo chiare, & torbide secondo la qualità della rugiada, che ricolgono. Se quando sʼingrossano è tempo nubiloso, producono le perle pallide, & torbide; grosse le fanno, quando abbondantemente si satiano, & piccole sono, quando non pigliano rugiada à bastanza; nella qual cosa lʼimpediscono, i baleni, perciochè balenando quando le sʼingrossano sʼimpauriscono, & si riserrano innanzi, che le sieno piene di rugiada à sufficienza,Nota tutte queste particularità.& il medesimo fanno per li tuoni, per colpa de i quali generano perle vane, & piene di vento. Nellʼacqua le perle son tenere, ma subito, che le se ne traggono sʼinduriscono. Dicono alcuni che le madri perle vanno à schiera, & che lʼhanno il loro Re di corpo assai maggiore dellʼaltre; & però non poco sʼaffaticano i pescatori per prendere il lor capo; perciochèpreso quello, conducono più facilmente lʼaltre nelle reti: & se sʼaccorgono quando sono aperte della mano del pescatore, che le voglia prendere, la serrano talmente, che gli tagliano crudelmente le dita; facendo per se medesime le loro vendette.Modo di chiarir, & di nettar le perle.Le prese si mettono in alcuni vasi di terra con molto sale; perciochè consumandosi così la carne, rimangono poscia le perle nette nel fondo del vaso. Le più stimate sono le grosse, lucide tonde, & graui; le quali conditioni rare volte si ritrouano vnite insieme in vna perla sola. Et Iuba scriue, che le Madri perle dʼArabia sono simili ad vn pettine, spinose come il riccio marino, dentro alle quali si trouano le perle simili à i grani della tempesta. Et Plinio ancora scriue, che non si trouano più, che quattro, ò cinque perle per animale. Ma Amerigo Vespuccio gentilʼhuomo fiorentino, del nome del quale hoggi si chiama America tutta quella parte di terra, chʼegli scoprì per lʼOcceano Atlantico sotto il cerchio dello Equinotio nel mezzo giorno, afferma egli hauere hauuto tal Madre perla,” che ve ne furono ritrouate dentro cento trenta; & altri dopo à lui, chʼhanno nauigato allʼIndie nuoue dicono di molte più,Nota questa marauiglia comprobata dall'esperienza.& ne recitano historie assai diuerse da quello, che ne scrisse Plinio. Questo tutto recita il Matthiolo sopra il proposito delle perle, circa le quali è da considerare la differenza della chiarezza esser la vera differenza della bontà loro, & ciò lʼesperienza ci mostra; & doue è la rugiada più chiara, & più pura, come ellʼè verso Arabia, India, & sotto Mezo giorno; quiui ancora conuiene, che le perle sieno migliori; con pace de gli Scozzesi; nientedimeno Giulio Cesare delle perle di Scotia fece fare vnaCorazza di perle di Giulio Cesare.ricca corazza per presentarla nel tempio di Diana, la quale per quel tempo fù molto stimata. Ma noi ci ricordiamo dʼhauer veduto lʼanno 1551 in Spira città di Germania nel tempio maggiore molti paramenti da sacerdoti di panno dʼoro, chʼhaueuano i loro fregi larghi, & ampli tutti ricamati con nobil lauoro di perle; nel qual lauorosenza dubbio venʼandaua vna quantità inestimabile; & erano queste perle di Scotia,Habiti Ecclesiastici ornati di perle di notabil lauoro in Spira, andati male per colpa delle guerre ciuili di Alamagna.& di tante sorti, & grandezze, & forme, che ne riusciuano le figure di quellʼopera di Mezo rilieuo con singular proportione, & discretione & giudicio di chi le haueua lauorate, ad vna gran perfetione. Questi furono doni di diuersi Imperatori, i quali poi tutti peruennero alle mani rapaci dellʼessercito del Marchese di Brandeburgho, quando discorde da gli illustri baroni, & principi di quella Imperial prouincia procacciò danno ad ogni natione, & gente di quella inestimabile. Sono ancora intorno alla Spagna delle Conche molto belle da vedere, le quali à Venetia son chiamate Cappesante, forse perchè le sono state conosciute per li pellegrini, i quali ne portano ne i loro cappelli ritornando da santo Iacopo di Galitia, ma le non sono frutteuoli di perle, quantunque le siano à mangiar molto delicate, & massime in Venetia: hauendone anche la Scotia in qualche parte della sua costa delle simili, le quali non generano perleOppinione intorno alle perle riprouata.& dicono gli Scozzesi, che ciò loro auuiene, perchè le si nutriscono assolutamente nellʼacqua salsa, il che se fusse lor propio impedimento, ne anche lʼaltre ricordate di sopra in regioni diuersissime non ne generarebbero; la quale oppinione si proua esser falsa per lʼesperienza, che se ne vede intorno à tutta lʼIsola dʼInghilterra & Scotia, non pur nelle chiocciole Scozzesi ricordate ma nelle ostriche ancora oltra lʼesperienza delle madri perle orientali; delle quali ancora che si sia parlato di autorità di Plinio quel che ne pottette intender lui: non ci parrà superfluo di rimostrar in questo luogo quanto ne hanno ritrouato i moderni Portoghesi, à i quali di tal perfetta cognitione hanno ad hauere obligo gli huomini di erudito ingegno tutti;E ragioneuole di prestar fede à chi di veduta ha testificato le cose, delle quali si tratta.& sia con pace de i partiali de i Greci, che sʼhanno per innanzi creduto, chʼaltra conoscenza, che la da loro proposta non ci fusse; & con tanta ostinatione, che ancora gli altri, che ciò non hanno creder voluto, da essi quasi nemici dellʼhumana natura sonostati perseguitati. Ritornando adunque al proposito nostro delle perle, diciamo, che Don Garzia dallʼHorto nel suo trattato, che fà delle cose medicinali, che ci son portate dallʼIndie orientali parlando delle perle ne scriue quel che segue.Quanto recita Don Garzia dell'Horto intorno alle perle.“Rimane à dir delle perle, le quali non solamente per ornamento sono desiderate, ma etiandio per medicina. e perle, che sono grosse sono daʼ latini detti vniones; & la causa è questa, perchè à pena ne ritrouerete due della medesima grandezza figura, & nitidezza.Vniones, & Margarite perchè così dette.Le picciole sono daʼ latini semplicemente dette Margharite. Da gli Arabi, & da i Persiani, Lulù. Da gli Indiani, Moti. In Malauar, Muto. Et da i Portoghesi, Aliofar, che in Arabico vuol dire, Fulfar, il quale è vn porto nel mare di Persia, doue ne nascono delle perfettissime. Imperochè auuenga Dio, che in Barem, in Catifa, in Comarin, & in altri porti di questo mare, sene ritrouino delle buone, perchè da i nostri fù prima conosciuto questo porto de gli altri, hanno da quello dato il nome in lingua Arabica Aliofar alle perle;Nota tutta questa historia particularissima.& di qui è auuenuto ancora, che quelle sono chiamate orientali, imperochè questo seno del mar Persiano, in comparatione della nostra Europa è orientale. Si generano anco le perle dal promontorio di Corin per insino allʼIsola di Zeilan. La qual pesca è rendita del Re di Portogallo; ma queste la maggior parte sono minute, & non si possono con le già dette pareggiare, perchè sono tutte grandi, & perfettissime, & però queste si comprano anco à più vil prezzo. Et ne sono ancora nellʼIsola di Burneo, le quali quantunque sieno grandi, non però cedono alle già dette di bellezza. Di questa medesima sorte ne trouerete nella China, ma veramente non son belle. E cosa chiara, che anco nel mondo nuouo ne sono, ma veramente non si possono in nessun modo paragonare alle orientali; imperochè, ò sono oscure, & di color nubiloso, ò non sono ritonde, nè lisce. Nascono le perle nellʼostriche. Quelle Conche, che nuotanopiù sopra lʼacque del mare, generano più grosse perle. Et quelle, che sono nel profondo del mare, le fanno più minute. Queste Conche esposte allʼaria si serrano, & sʼapprono, & poi nella carne si trouano le perle, hora assai, hora poche, secondo la grandezza delle conche. Se ne troua anco nelle nostre ostriche, & ne conchili, ma sono meno gentili. Di tutte le conche, quelle sono hauute per migliori & per più atte à far le perle, che sono bianche, & liscie, & da i paesani chiamate Cheripo; delle guscia delle quali si fanno poi cucchiari, & vasi da bere. Ma qui è da sapere, che quel Cheripo non è quella, che volgarmente si dice Madre perla; perciochè questa i paesani la chiamano Chanquo; & se ne fanno tauole da mangiare, castelli, & pater nostri. Se bene questa sorte di Conchili chiamato Cheripo è di fuori scabroso, & ruuido; nella parte di dentro è liscissimo, & bellissimo à vedere. Portansi queste sorti di Conchili per mercantia in Bengala,Nota questo costume lodeuole.doue si puliscono, & se ne fanno vasi da bere; ma della maggior parte se ne fanno armille, & altre cose. Era anticamente in queste parti vn costume, che le vergini di sangue nobile, non poteuano esser corrotte, & suerginate, se non haueuano le braccia ornate di questa sorte di armille: ma hora non si osserua più, & per questa cagione sono venuti questi conchili in più vil prezzo. I mercanti di questo paese, hanno certi strumenti di rame perforati, col quale sogliono fare il prezzo alle perle. Onde quelle perle, che passano per li forami più piccoli sono di vn prezzo; quelle, che passano per li forami vn poco più grandi, sono di più gran prezzo; & così di mano in mano secondo la grandezza de i forami, & delle perle si fa il loro prezzo. Ve ne sono delle così minute, che non si possono in nessun modo forare, perciochè lʼarte è quella, che le fora, & non nascono (come si credono alcuni) così forate; & però restano queste minute alli maestri, & sono di poi portate in Europa, delle quali tal volta sivende lʼonza due assi Franzesi. Le maggiori perle, che si trouano nel Promontorio di Comorin:Peso, & valuta di alcune perle.pesano cento, acini di frumento; & sogliono queste tal volta valere mille cinquecento ducati lʼvna. Io nʼho vedute delle molto più grandi, le quali diceuano essere dellʼIsola di Burneo, ma non erano così belle, come le dette di sopra. Ne ho trouata vnʼaltra quà; che pesaua sessanta acini di frumento. Dicono, che inuecchiate, mancano di peso, & perdono di colore.Modo di lustrar le perle.Ho io sperimentato, che le perle fregate ben bene col riso rotto, & con sale, racquistano il primo vigore, & la nitidezza.Nota.Chiara cosa è, che le perle prese dopo del plenilunio, diminuiscono col tempo; ma quelle, che son prese innanzi del plenilunio, non sono à questo suggette.” Appresso de gli Indiani dirado si seruono ne i medicamenti di perle;La lode ragioneuole d'vno scrittore, è fondata sopra la diligenza vsata da lui con l'occhio intorno alle cose delle quali lui ha scritto.ma i Mauritani assai spesso, sì come facciamo ancora noi, mettendo le perle nelle medicine cordiali. Sino à qui parla Don Garzia delle perle, molto particularmente, et di esperientia, come quello, che più anni era stato, et era ancora in quei paesi, nè però non punto dubbio autore in così fatto proposito. Et questo è quanto habbiamo hauuto à dire di così fatti animali; nel che, benchè siamo stati alquanto lunghi, non douerà parere strano à chi legge, poi che si è trattato di così nobil gioia. Ritrouansi nel mare di Scotia ancora pesci di forme inusitate; alcuni con le squame grandemente aspre, altri con ossi in cambio di squame, come le locuste, alcuni ritondi come palle, con la pelle forata in tal modo, che per quella parte per la quale eʼ prendono il cibo, per la medesima ancora ne mandano fuori gli escrementi.Da poi che l'elemento dell'acqua è così copioso di animali non è marauiglia, se ne produca di spetie diuerse, & quasi infinite.Dellʼaltre sorti, come sono i Rombi, Capitoni, Magarelli, ò vero Sgombri, Pettini, Chiloni, Scotti, Scari, Spari, Spondili, Ostriche, Vitelli marini, Foche, Ceti, de i quali molti non sono conosciuti nei mari mediterranei; & aringhe chiamate da i marinari i Re de pesci, & di tante altre spetie, che diremo? Da poi che egli è certa cosa che della Germania ogni anno passano in Scotiavn numero grande di nauilij per cagione di pescare, & non senza loro gran profitto; & è tanta la gran quantità de i pesci minori intorno alla costa per la benignità di Dio (il quale col mezo della madre natura in cambio di alcune altre cose comprese tra le delitie, che in Scotia non sono, lʼha proueduta)Doue la natura ha mancato in vno emolumento à gli huomini ella ha supplito con vn altro.che il frutto, che si caua di loro, largamente mantiene i popoli; in tanto, che si vede la stessa natura hauer del grano, ò altre biade. Essendosi con lʼesperienza trouato, che nel medesimo luogo, doue un giorno se ne sia presa gran quantità; il giorno seguente non se nʼè presa minore; quasi che sian più presto, per straccare i pescatori, che i pesci si suijno da i loro consueti ridotti; chiaro inditio della soprabbondanza de i pesci di quello Occeano immenso, dal quale la costa nʼè per ogni tempo fornita, per i tempi diuersi dellʼanno con diuerse spetie, & sorti di essi, come meglio ha proueduto la natura, che à gli huomini douesse essere, ò più necessarie, ò di più piacere.Citiso, & sua historia, appresso de gli Scozzesi.Per i luoghi inculti riserbati per gli armenti nasce per sè medesimo il Citiso vtilissimo à i bestiami, & gratissimo alle api, come anche da gli antichi egli è stato conosciuto per tale; benchè vogliono alcuni di loro, et de i moderni ancora, che il Citiso sia pianta, et non herba, quantunque per le parole di Columella se ne potesse stare in dubbio: ma dicendosi da loro, che è pastura per le pecore, et alle galline è par pure, che sia cosa bassa come è lʼherba, et non fruticosa come il mirtho, ò altro simile; ma accordandosi i più chiari autori, che cresca come fanno i virgulti, & i mirthi non occorre altrimenti affaticarsi in questo dubbio, hauendo il Matthiolo assai parlato; dicendosi sol questo, che in Scotia, ò sia per la qualità del terreno, che tale lo produce, ò per il poco vehemente sole ò per il troppo, quasi sempre sforzato vento, che vi si genera, il Citiso non cresce à misura alcuna considerabile di pianta, ma sene sta basso, & commodo ad ogni sorte di animali. Porta questo il suo fiore il mese di luglio di color purpureo, & di sapor dolcissimo.Di questo i Pitti soleuano comporre vna loro sorte di beuanda (come bene dallʼantiche memorie di quelle genti si può ritrouare), non meno vtile, che diletteuole:Beuanda composta di Citiso, & altre cose appresso de i Pitti perduta con quella gente.Ma perchè il modo del farla, & il suo tasto, & la dichiaratione delle cose, che vi si metteuano, mancò insieme con la stessa natione, quando furono i Pitti da gli Scotti cacciati; & del tutto distrutti, non se ne può hoggi ritrouar più il vero essempio; & finalmente nessuna parte è della terra di Scotia per quanto possa lei essere sterile, che non sia vtile almeno per le minere del ferro, ò di qualche altro metallo; benchè quelle molto più vtili si trouino nelle Isole vicine suggette alla Corona di Scotia; alle quali (hauendo noi di già parlato per lʼaltrui verace, & fidele informatione, & per la nostra propria cognitione assai largamente di questa parte della gran Brettagna) ce ne passeremo. Sono vicine alla Scotia nel mare Hibernico quaranta tre Isole, delle quali alcune sono lunghe sino à trenta miglia; ma larghe non più di dodici, da alcuni dette Ebonice, &Isole Hebride in numero 43.da altri Hebride; la prima delle quali è lʼIsola Mona, dal volgo detta Man, la quale nondimeno è della Corona dʼInghilterra, ma della giuriditione del Conte di Derbi; della quale Isola si dice, che gli antichi soleuano portar corona da piombo. Hor questa Isola è appunto contrapposta alla Gallouidia, & alla Inghilterra, in tal modo, che da settentrione ella è alla Gallouidia vicina più, che non è allʼAnglisea, che vicinissima si troua allʼInghilterra da Mezo giorno da quella parte, che VVallia si dice; della quale Anglisea per esser senza controuersia della parte dʼInghilterra, noi non parleremo; dicendo, che Mona viene ad esser nella larga bocca di vn largo seno di mare quasi fronte alla costa del Ducato di Lancastro, sino alla quale quel seno si distende; ella fù già sedia de i sacerdoti Druidi come Giulio Cesare, & Corn. Tacito bene assai dimostrano.Isola Mona & sue qualità.La sua lunghezza da settentrione à Mezo giorno è di miglia trenta due; la maggior larghezza è di quindici miglia, ellʼha dieci et sette parrocchie:produce lino, & canape assai, Grano, orzo, & auena per il suo bisogno, benchè vsano più far il pane di auena, che di altro; hanno del bestiame minuto assai, con buone pasture, ma non son già le pecore così grandi quiui come nellʼInghilterra, non hanno boschi, & però in cambio di legne ardono vna certa sorte di herba quasi simile alla turba,La natura, & il caso ancora operano spesso cose grandemente strauaganti.nel cauar della quale, dicono, che spesso si sono trouati sotto terra alberi grandi, & interi quasi che conuertiti nella propria sustanza della terra; la qual cosa, ò dimostra la bizaria della natura, ò dimostra, che quellʼIsola hora non sia altro, che vna aggregation di terra per cagione accidentale, che habbia ricoperta la sua prima parte, ò suolo quale ei si fusse et innalzatala allʼaltezza et superficie, che hoggi si vede. Nel mezo di essa la si innalza con alcuni monti altissimi, della cima dei quali al cielo sereno si scorge non solamente benissimo la Scotia, ma lʼInghilterra, et lʼHibernia ancora. De i luoghi che vi sono il primo è Russin verso Mezo dì chiamato volgarmente villaggio del castello; perciochè nel suoCastle-town.castello vi si tiene vn poco di guardia, ma ve ne è vn più popolato, che questo non è, che si dice Douglas, doue è vn buonissimo porto,Chi vuol più curiosamente conoscere di queste Isole legga Guglielmo Camdeno nella sua Britannia.doue vanno mercanti con Sale, coiami, lana roza, e carne salata di boue le quali mercantie da quel popolo sono compre auidamente. Da Tramontana di Mona èArana.lʼArana dettaBotha.Botha; perciochè il beato Brandano vi edificò vna casa, che nella lingua comune si dice Both. Poi oltra il cantero èHelau.Helau, &Rothesa.Rothesa, dal capitano Rothesao, il quale primo di tutti per essa condusse gli Scotti dʼHibernia in Albione; & non lontana da questa èAliza.Aliza abbondante di quelli vccelli, che noi dicemo chiamarsiSolande vccelli.solande: & altre seguitano con i loro nomi distintamente, & poste tra settentrione, & ponente; le quali sono copiose di metalli: ma la maggior di tutte èIla.Ila oltra la punta: di Nouanto alla vista di Loquihabria lunga trenta miglia abbondante di biade, & di metalli, se vi fussero chi diligentemente vi lauorasse, ò che non vi fusse tanta carestia dilegne, quanta venʼè. Di poi seguonoCumbra.Cumbra, &Mula.Mula, non inferiori in cosa alcuna ad Ila, ma in Mula è vna fontana limpidissima lontana due miglia dal mare;La natura non si stracca mai di produrre cose à gli ingegni nostri marauigliose.dalla quale escono certe huoua piccoline come perle, piene di humore, & splendenti, & candide, le quali per vn rio, che fà la fontana sono portate ad vna certa gran fossa, la quale non lungi di là mette poi capo nel mare:Iona Isola celebrata per la cagione.nella qual fossa, condotta dal corso dellʼacqua, innanzi lo spatio di dodici hore, con marauiglia della natura stessa riescono Conche ragioneuolmente grandi. Presso à queste seguita lʼIsola Iona tanto ricordata per molti huomini santissimi, che vi hanno habitato, quanto perchè ellʼè stata sepoltura comune à i Re dopo Fergusio secondo, dal quale fù ricuparato, & rischiarato lo splendor della natione Scozzese, quasi prima, che oscurato & rouinato del tutto. Fù Iona da Beda detta Hy, & Hu, & da i Pitti donata à huomini religiosi, i quali con habito particulare come monaci viueuano, perciochè da essi i Pitti haueuano conosciuto per via delle loro predicationi la fede christiana, tra i qualiColombo apostolo de i Pitti.Colombo huomo santo ottenne il primo nome di lode, & di apostolo christiano per la sincerità della sua vita essemplare; per memoria ancora di lui sino al tempo di Beda, lʼIsola fù detta Columbkill, quasi cella di Colombo. Et in questa Isola di poi assai in vn piccol villaggio dettoSodore, onde Sodorensis episcopatus; & insula Sodorensis.Sodore, ò Sedoro, fù messo la Sedia episcopale per quei luoghi, onde tutte quelle isole furon dette Sodorensi, stimandosi che le sieno tutte suggette nello spirituale à quel Vescouado. Dopo Iona alquantoLeuissa.più oltra nel mar Deucallidonico è posta lʼIsola di Leuissa lunga sessanta miglia, & larga trenta;Nota.la quale ha vna riuiera di tal natura, che se la sarà passata à guazzo da qualche donna, nessun Salmone per quellʼanno vi comparirà, benchè de gli altri pesci dʼogni tempo vi si troui quantità grande; cosa marauigliosa è, & da far, che i filosofi stessi non si debbino presumer di saper tutti i segreti della natura; facendo vera quella sentenza, che di tutte le cose, che ci si potrebberosapere, gli huomini ne sanno vna menomissima parte. Di poi èSkia.Skia; poiRona.Rona, nelle quali i vitelli marini, forse per ciò, che vi compariscono à schiere, non temono lʼaspetto humano; & lʼvltima di tutte èHirtha.Hirtha la quale ha di sua eleuatione sessanta tre gradi; onde non passando Mona gradi cinquanta sette; se egli sʼha da credere à gli Astronomi, & principalmente à Tolomeo, che ogni grado celeste corrisponda in terra miglia sessantadue, & mezo; viene adunque ad esser da Mona, che si conta prima dellʼHebride ad Hirtha, che è lʼvltima miglia 375 di distanza. Il nome fù posto à questa Isola dalle pecore, le quali in lingua antica eʼ dicono Hierth: genera capre assai, & i loro becchi sono grandissimi, & hanno le corna lunghissime, & grosse, & le code lunghe sino in terra, & la situatione di questa Isola, & il suo consistente è tale, che rupi altissime à modo di scogli tutta la cingono allo intorno sì, che appena riceue in vn certo ridotto ò piccol seno, che lʼhà vna meno che mediocre naue; doue già non poteua così ageuolmente entrare, come hora fà, se non nel solstitio dellʼestate; nel qual tempo vn Sacerdote sino nel tempo di Iacobo quinto passaua da Leuissa nellʼIsola,Vedi che gouerno spirituale era questo.& battezzaua tutti i bambini nati in quellʼanno, & vi si fermaua per alcuni giorni ministrando loro le cose sacre; dopo il qual termine, hauendo riscosse, & riceuute à buona fede le decime di quello anno dal popolo se ne ritornaua in Leuissa; costume, & abuso non meno disconueuole in quel luogo, che si sia in molti altri;L'auaritia sola è considerata, & la charità Sacerdotale del tutto è smarrita appresso di questa gente.poi, che così come vi nascono huomini, & vi si nutriscono, vi potrebbero ancora viuere i Sacerdoti ò ministri ecclesiastici se gli hauessero tanta cura di quelle creature, che nascono, come lʼhanno di dimandar le loro decime; ma ciò non toccando à noi di trattare lasceremo questo proposito ad altri. Due chiese sono in questʼIsola, vna detta San Pietro, lʼaltra San CNota questo miracolo, il quale può per questo essere accettato, per ciò che Dio riguarda benignamente sopra quei che sono humili, & semplici di core.lemente, & è anticata memoria tra quella gente; che essendo mancato vna volta molti secoli adietro il fuoco in questa vltima Chiesa, la qual fùstimata prodigio superstitioso da quei rozi habitatori del luogo, & non hauendo il modo, nè sapendo come se ne poter procacciar altroue; fù posto dalle persone, le quali semplicemente, & con la fede sincera verso Dio procedeuano, vn fascio di legne da ardere sopra lʼaltare dellʼaltra Chiesa, & facendo il diuoto popolo oratione per la loro commune intentione, & desiderio di ottenere il fuoco dalla prouidenza di Dio per il rimedio dello spento per la lor negligenza; piacque ad esso Dio, il quale risguarda i cuori de gli humili suoi serui di prouederne loro col fare accendere instantemente quel fascio di legne, dal qual caso essi consolati, potettero ancor meglio riconoscerlo per loro protettore, & sempre con essi vnito. Presso à questa è ancora vnʼIsola dishabitata, doue sono certi animali non dissimili dalle pecore quanto alla forma, ma saluatichi; nè si possono prendere senza inganno, & hanno il pelo, ò lana loro dʼvna certa qualità mezana tra la lana delle pecore, & quella delle capre; nè altra sorte di animali non vi si trouano. Tra queste Isole sono molti passi maluagi alla nauigatione quasi Chariddi,Passaggi pericolosi nel mare.con ritrosie pericolosissime fra i loro scogli; ma il più infame passaggio di tutti gli altri è Corebrecho, ben notato nelle carte di questi paesi; dal quale sono rapite le naui, benchè sieno più dʼvn miglio lontane, con la vehemente, & rapace attrattione, che ne fà lʼacqua ritirandosi (come si dee credere) in qualche profonda voragine, che sia nel suo profondo letto; la qual naue così attratta, & aggirata dalla vehemenza dellʼonde sì, che la non può senza la sola gratia di Dio prender corso salubre à se stessa, ne viene da esso inghiottita miseramente. Hora si è detto quello, che dellʼHebride ci è parso à proposito, delle quali la possessione fù anticamente comprata da gli Scozzesi con alcuna quantità di denari,L'Hebride compre da i popoli di Noruegia.& non molta, da i Noruegi, i quali hauendo scorso, et altre volte acquistato terra nella Brettagna sʼhaueuano ancora occupato intorno della Scotia quelle Isole. Et quanto alla lingua, che i popoli dellʼHebrideparlano si conosce tanto simile à quella de gli Hibernici seluaggi,La lingua de i popoli dell'Hebride, & d'Irlanda è simile.che si può conoscere bene assai, che furono già tutti vna gente. Et questo è quel che se ne può per hora dire: però ce ne passeremo à parlare dellʼoche, ò anitre chiamateClakis vccelli, & loro historia.Clakis, credute dal volgo, & da molti scrittori antichi & moderni nascere ne gli alberi di quellʼIsole; delle quali noi diremo quel tanto, che per lunga diligentia, & studio habbiamo potuto ritrouare per vero di esse. Certa cosa è che le nascono de i legni tagliati di quelli alberi, quando però vi concorra la qualità & sostanza dellʼacqua marina alla generatione; imperò che tali vccelli si sono sempre veduti generare, e nascer nel mare, con vn certo spatio di tempo, vi nascono dentro alcuni vermi, i quali nel nascere fanno vedere, che non sono altro, che putrefattione del legno medesimo (come auuenir veggiamo in tutti i legni dolci, i quali generalmente per la loro vecchiezza generano quei vermi, che da gli Italiani son detti tarli) rimanendosi incauato per tutto il legno medesimo. Questi vermi come sono nati formano capo, piedi, & ale, & sempre si pascono della materia sustantiale del legno (come anche fanno i tarli) et in tanto mettono à poco à poco le piume, crescendo di giorno in giorno di corpo sino alla grandezza di vnʼoca mezana; & allʼhora se ne partono essi volandone via come gli altri vccelli. La qual cosa si vidde chiaramente lʼanno 1490, dal popolo in Buthquhania prouincia da noi di sopra ricordata; perciochè essendo stato traportato dallʼonde del mare, ò per tempesta, ò per altra cagione al Castello Pethslege vn grandissimo legno di quella sorte, fece non poco marauigliar le genti della sua grandezza; & alcuni lʼandarono ad accusare al signor del luogo; il quale venuto à vederlo, & imaginandosi quello, che potesse essere, lo fece segare; il che fatto, subito apparirono in gran moltitudine i vermi di già in esso generati; parte di essi senza alcuna precisa forma, parte con qualche distintione delle lor membra, & parte con le membra di già del tutto formate, tra iquali alcuni ve nʼerano con le piume giouanette; della qual cosa hauendo preso singular piacere il signore, fece portare per vna lunga memoria di quel naturale auuenimento il legno così come egli era nel tempio di santo Andrea di Tera (questo è nome del luogo) doue sino ad hoggi è stato conseruato così sforacchiato, ò corroso per tutto, come da i vermi fù lasciato. Et due anni di poi fù pur traportato vn simil legno dallʼonde marine nella foce del Tao, presso al Castello Buthe, il quale fù da molti veduto, & ritrouato dalla medesima sorte, che lʼaltro. Et non fù diuerso il caso da questi due, che occorse circa due anni dopo di vedere à tutto il popolo nel porto di Edimburgo, & fù tale. Vna grandissima naue, il nome della quale, & lʼinsegna era di San Christophoro, essendo stata rimenata da vna dellʼIsole dellʼHebride, doue lʼera stata allʼancora tre anni interi; fù tirata in terra, & fù trouato per tutto, doue ella era stata sotto acqua hauer ripiene le sue tauole, & legni principali di così fatti vermi, tanto principiati, che senza forma, quanto di già ben formati; & però si potrebbe pensare, che tal virtù fusse veramente ne i legni tagliati de gli alberi di quelle Isole, & che quella naue fusse stata fabricata di così fatto legname; sopra il qual proposito, lasciando considerare à chi legge quel che glie ne pare; noi diremo vnʼaltro simil caso pur naturale, che accompagna necessariamente i sopra detti. Vn gentilʼhuomo Scozzese studioso molto delle cose degne di consideratione detto Alessandro Gallouidiano sacerdote della Chiesa Kilkedense, trouandosi alla marina,Marauiglia della natura alla quale discorso humano non può arriuare.& pigliando dalla riua di quellʼaliga, che ordinariamente vi si ritroua in copia; trouò tra i sermenti di essa sino alla radice ò principio suo, & per tutto alcune piccole conche, per la qual cosa marauigliatosi molto, & cercando ancora più oltre, ne aprì curiosamente alcune; per il che se prima si era marauigliato, allʼhora ne rimase stupefatto; perciochè non vi trouò altrimente dentro pesce (come dellʼaltre Conche auuiene) ma vccelli dentro de i nicchi loro,& così grandicello ciascuno, come la grandezza delle Conche capiua in suo proportione. La qual cosa egli mostrò ad altri largamente sì, che non si hebbe punto di dubbio sopra la cosa per sè stessa, ma si bene sopra la cagione di essa cosa. Onde per questo essempio diuerso dal primo, noi pensiamo di potere attribuire la virtù di tal procreatione non tanto à gli alberi soli, quanto allo stesso mareOcceano Padre delle cose, così detto da Homero. ancora, interuenendoui la materia accidentale atta à ricceuere diuerse forme da quello, come da principale agente; per la qual cosa Homero lo chiamò Padre delle cose. Onde noi possiamo facilmente conoscere, che Enea Siluio Piccolomini nobile Sanese, il quale fù poi per le sue virtù chiamato al Pontificato, huomo per altro nelle scienze eruditissimo,Il Piccolomini non s'ingannò, ma fù ingannato.nel suo itinerario, ò descrittione delle tre parti, del mondo, tenne altra oppinione in questa cosa, di quello, che nʼè la verità: perciochè seguitando dalle persone non conosciute scritti, o memoriali incerti, non essendo lui giammai stato in Scotia; riferisce, che i pomi di quelli alberi di quellʼIsole caduti nel mare si conuertono in vccelli; pensandosi che quei pomi così come caggiono si trasmutino con poco, et breue intermedio in quegli animali,Non essendo i pomi di materia consistente, & dura non par verisimile, che i vermi, che ne possino nascere prendino forza, & vigore come gli altri vccelli che nascono del legno.ma ciò apparisce esser falso, perciochè della corruttion di essi pomi à poco à poco, & non subitamente si generano i vermi, come ancora ne i legni già detti (se pur anche de i pomi sia vero che naschino, del che non hauendo da gli Scozzesi tal chiarezza hauuta, ci risoluiamo à non lo credere) i quali poi cresciuti per interualli alla perfettion da noi descritta i pomi restano in nulla: la qual cosa non essendo stata à bastanza considerata, è stato creduto, che ciò sia per via di miracolosa trasmutatione, più tosto, che per natural cambiamento di natura come egli è col mezo lungo della putrefattion della materia preparata à ciò fare, quando la sia dal suo principale agente, che è il mare, aiutata. Et qui faremo fine di parlare in tutto dellʼIsole Hebride, se non, che noi ridurremo in consideratione del lettore, che il nome dellʼIsolaThule fù nome commune di queste Isole settentrionali.Thule ècommune ad altre Isole ancora, oltra la propia, & vera Thule; la qual cosa è ben dimostrata da Tacito, dicendo lui, che lʼarmata Romana mandata à costeggiare allo intorno la Brettagna da Agricola, allʼhora presidente dei Romani nellʼIsola, vide, & scoprì lʼIsola Thule; il che non si può intendere à modo alcuno della vera Thul, la quale si troua secondo Tholomeo posta tra le Isole Scethlandice pur assai di là dalle Orcade, & vicina alla Noruegia, per la gran distanza che vi è. Ma perciochè da gli Scozzesi è chiamata sino ad hora prima Thule lʼIsola dʼIla, & seconda Thule lʼIsola di Leuissa da noi ricordate tra lʼHebride; si può fare euidente coniectura, che vna di queste fusse stata conosciuta da i Romani, & non quello da Tholomeo descritta, & da gli huomini venuti di poi ben conosciuta lontana dalla Scotia trecento miglia, se già non hauessero essi hauuti gli occhi lincei, poichè non si ha memoria, che i Romani si allargassero dalla costa per ricercar alcuna ventura in alto mare.Islanda.Et Islanda ancora Isola posta nel mar congelato, & stimata vltima à settentrione, & doue si nauiga per il traffico de i pesci, si chiama tal volta da gli scrittori Thule.Farina di pesci in Islanda.In questa i pesci sono in luogo di pane à i suoi popoli; perciochè risseccati i pesci sino allʼvltima durezza, ne fanno farina, la quale poi composta à lor modo ne fanno pane, il quale si mangiano cotto sopra de i carboni.Orcadi Isole in numero 30.Appresso allʼHebride sono le Orcadi, parte di esse nel mar Deucallidonico, & parte nel Germanico; delle quali la più nobile èPomonia.Pomonia, non essendo lʼaltre di tal consideratione, che nessuna di esse meriti particular descrittione, come che lʼarriuino al numero di trenta, diuise, & separate dallʼOcceano, lʼvna vicina allʼaltra con spatij breui, & angusti; sì che alcuna ancora ve nʼè ben piccola, & ancora non habitata, nè calcata da gli huomini se non da i pescatori, ò da i corsari, ò pirati. Et già furono sotto la giurisditione de i Pitti, le quali da i Sassoni quando cominciarono ad aiutare i Britanni, chiamati da loro furono assaltate, & spogliate, di poi venuteper spatio di tempo sotto la potestà de i Noruegi, & de i Dani presero i loro popoli la lingua del vincitore, et quella parlano sino ad hora ciò è Gothica; sino à che Christierno Re de i Dani nel 1472, come luoghi lontani, & a sè di poco profitto, & di molta spesa, riceuendo vna certa somma di denari, & non grande, ne consegnò la possessione à i Re di Scotia con ogni sua ragione. Diconsi queste nella lingua Orkney, quasi Argath, la qual parola si interpreta, sopra i Geti, che più tosto si potrebbe dire sopra Cath. perciochè il promontorio di Cathanosia prouincia di Scotia si dice Cath, & queste Isole gli sono allʼincontro. Hora Pomonia fù da Solino chiamata Diutina, perchè lʼhabbia il giorno lunghissimo lʼestate, & hora da i suoi paesani si dice Mainland, che significa, Terra continente, parendo à quei popoli rozi di esser nati, et cresciuti in vna larga, & ampia terra, ancora, che quella Isola non circondi più di miglia trenta in circa. In questa Isola soleua gli anni passati hauer la sua stanza il Vescouo di tutte lʼIsole in vn piccolo castello detto Kirkuale, doue è vn tempio magnifico così come in quei tempi antichissimi i Principi, & i popoli à gara concorreuano allo edificar magnanimamente i luoghi sacri più tosto che i profani, & per vso loro. Et vi sono ancora due altre castella per la conditione del luogo,Qualità dell'Isola Pomonia.& delle genti ben diffese da i pirati; in questa come in alcune dellʼaltre si trouano le vene dello stagno, & del Piombo, ma tutte mancano di legne, nè producono il grano, ma si bene di orzo, & di altre biade sono abbondanti; non hanno serpenti, nè altri animali velenosi, & il medesimo si conferma dʼHibernia, della quale noi habbiamo parlato in altro luogo; però non ci partendo dalle Orcade si dice, che lʼorzo è il loro più familiar nutrimento, perchè di esso fanno il lor pane, se pur qualchʼvno non si facesse portar del grano di fuori, & la loro ceruogia, la quale essi sanno così ben fare, & così buona, che essi ancora beuendone assaiNatura de gli huomini delle Orcadi.(& beuitori sono straordinarij senza dubio) non punto sʼimbriacanoper quello, ò mostrano parte alcuna di minor sentimento, nè nella loro allegrezza, nè dipoi, come allʼaltre genti auuenir veggiamo tra lʼaltre nationi; procedendo ciò (sʼio non mʼinganno) perciochè volti à Settentrione hanno le loro complessioni forti, & gagliarde per resistere ad ogni straordinario disordine: la qual cosa si proua con la esperienza generale di tutti loro nella sanità propia; perchè sono sanissimi sino alla estrema età, nè vi si vsa alcuna sorte di medicine; i corpi loro sono robusti, di carne candida, & delicata quanto alla vista, & dimostratione.Fecondità delle pecore delle Orcadi.Le pecore vi sono così feconde, che quasi tutte vi partoriscono due agnelli alla volta, & tal hora nʼhanno partoriti tre. Hanno tanta copia di vccelli saluatichi, & dimestichi, quanti à pena sene potranno trouare in tutta la Brettagna; ma i loro caualli sono ben piccoli, & minuti di corpo nè maggiori, che gli asini; sono nondimeno questi molto forti alla fatica.Nota la qualità, & natura di questo pesce, il quale per la sua sonnolentia à se stesso nuoce, et ad altri gioua.De i pesci saria superfluo di parlare, essendouene di tutte le spetie tanta abbondanza, che, ò sarebbe impossibile il rimostrarle, ò incredibile allʼvdirle: ma ben diremo di vna sorte, per la marauigliosa sua natura degno dʼesser conosciuto, & dalla penna descritto. Egli è vn pesce grande ancora più dʼvn gran cauallo, il quale quasi sempre è sonnacchioso, ò sonnolento, & ha per vsanza di attaccarsi con i denti; i quali egli ha grandissimi, & fortissimi; à gli scogli, che soprauanzano lʼacqua, & là doue eʼ sono più aspri, & quiui se ne resta sorpreso da vn sonno incredibile, allʼhora se per sorte di là passano nauilij, i marinari vedendolo così pendente dal sasso, gettano lʼanchora; & hauendoui legato vna fortissima gomina, con la barca portano il resto della gomina alla volta del pesce, con la quale essi lo legano verso la coda; hauendo prima per ciò meglio poter fare incauata ò tagliata la sua pelle con alquanto della carne;Si potrebbe fauoleggiando dire, che così fatto animale sia vno de gli assistenti allo Dio del sonno.tanto è quella bestia fissa nel sonno; & per fermar meglio la legatura, & che la gomina non lo lasci; poi facendo vn grandissimo strepito, & grida, & battendolo ancora con le pietre,ò altro sʼeʼ possono, sino che al fine egli con gran fatica destandosi dal sonno, & volendo saltar di nuouo nel mare, & trouandosi impedito, comincia à sbattersi grandemente, con tutte le sue forze, tenuto nondimeno sempre forte dallʼanchora sì, che non può vscir del laccio, onde conoscendo di affaticarsi in vano, & confessandosi in vn certo modo vinto si disquoia,Nota che la natura in ogni animale ha infusa vna certa naturale sagacità.ò si dispoglia, per dir più chiaramente, della sua propria pelle; per la quale lui per suo naturale instinto conosce di essere ricercato, & si rimane come morto sopra lʼacqua resupino: Però i marinari tolto su la pelle; pigliano lui & ammazzandolo cauano dal grasso suo gran quantità di olio; & la pelle adoperano in luogo di corde per cosa durabile per lungo tempo senza rompersi, ò guastarsi. Oltra lʼOrchade per cento miglia sono le Scethlandice, le ricchezze delle quali Isole consistono in pesci risecchi al sole,Ancora questi hanno le loro proprie ricchezze.ò più tosto al vento, & in pelli di animali, & cuoia, come di buoi, di pecore, di capre, di martori & simili: & doue vanno ogni anno gli Olandesi, e i Zelandesi, & altre nationi sul mar di Germania, mercatantandole più per cambio di altre mercantie loro necessarie, che in altro modo. Hanno pochi frumenti, ò biade, se non di quelle, che vi sono portate di fuori; onde perciò si può comprendere, che il sole non vi sia molto gagliardo, ma che il vento, che nel vero regna molto, & grande, & asciutto nel settentrione gli aiuti assai nel seccare i loro pesci. Quanto al viuer loro il medesimo nʼauuiene, che à quei dellʼOrchade,Sobrietà naturale forse non così vniuersale conosciuta fra di noi.perchè non hanno giammai nessuno, che si mostri, ò pazzo, ò imbriaco, ò fuori del douuto senso; benchè con minor marauiglia, che nellʼOrchade, conciosiachè in queste Isole beuono acqua pura, & mangiano temperatamente. Sono oltra le Scethlandice alcune altre Isole della medesima qualità, benchè non hanno lʼvso del frumento à modo alcuno, nè della carne, se non, che viuouo del pesce così risecco, & pesto molto bene,Austerità notabile ma che pur basta à mantener le genti in buona disposition dei corpi loro.& mescolato con acqua fattone fogacce, & cottele sopra il fuoco se le mangiano; essendo il fuoco loro fatto di ossasecche di pesci; niente di meno viuono così sani, come gli altri, che abbondano di tutte le commodità humane: & forse più contenti della loro sorte; perciochè non hanno contentione per le ricchezze, le quali essi non conoscono, non risse, non gare, non quistioni: ogniuno per lo inuerno si prouuede con la pescagione, per la quale sola attendono à fare i fatti loro, & sono in essa grandemente diligenti.Felicità da molti desiderata & da pochi conosciuta.Sono lontane da essi le guerre, & i pensieri di quelle; vsando charità, & semplicità naturale, & cambieuole tra di loro sino allʼvltimo de i loro anni; tenendo puramente la fede christiana senza alcun puntiglio & scrupulo, ò superstitione come la fù lor data dal principio, à i quali vna volta lʼanno passaua già come è detto, dellʼHebride vnʼhuomo di Chiesa, ò pur dallʼOrchade della cui Diocesi sono, per ministrar loro le cose sacre; perciochè tutte queste Isole sono della iurisditione di Scotia, & quella Corona riconoscono quantunque assai liberamente. Il Sacerdote adunque, ò Sacerdoti ò ministri hauendo fatto lʼvfficio loro consueto sì nel battezar tutti i nati di quellʼanno, come in altri casi, essi prendeuano le decime dellʼanno, le quali non sono di altra cosa, che di pesci, & se ne ritornauano alla loro residenza nellʼOrchade, lasciando i popoli sino allʼanno dʼauuenire con la medesima negligenza, che noi diceuamo esser lasciati quelli dellʼHebride, ancora che la loro negligenza forse non è noceuole in queste Isole, quanto nelle Hebride, essendo questi popoli naturalmente semplici, & lontani da i vitij comuni dellʼaltre genti. Tali con la vita loro sono essi, che se noi dobbiamo stimare essere ricchezze le parti apparenti di noi medesimi, essi sono ricchissimi tra tutti gli altri; perchè sono di bellissima statura, & di robuste forze, & sanissimi;L'arte medicinale appresso di loro non viene ad hauer luogo alcuno.non hauendo nè cognitione, nè passione di nissun morbo, come noi altri, però viuono sino ad vna estrema età essenti da ogni dolore di corpo, ò di mente. Et tale informatione di queste genti vscì dal Vescouo, che si ritrouaua allʼhora dellʼOrchade sino al tempo di Iacobo quinto Redi sopra nominato, la quale noi come cosa degna della curiosità de gli huomini lʼhabbiamo voluta includere in questa nostra descrittione, & giustamente, poichè la Corona di Scotia drittamente ha imperio sopra quelle terre così lontane, & da gli antichi non altrimenti conosciute à bastanza.Nota le qualità lodevoli di questo huomo Scethlandico.Haueua quel Vescouo allʼhora nella sua famiglia vnʼhuomo di queste Isole Scethlandice di statura così grande, che facilmente superaua ciascuno altro maggiore, che si fusse potuto trouare tra gli altri huomini, & di bellissima, & di giustissima proportione; & di tal forza, che nessuno poteua stargli à petto, ò giocasse alla lotta, ò à qualunque altro gioco, si volesse; & nella delicatezza delle carni gli poteuano ancora ceder le donne; era di semplicità ingenua, di affabilità, & di charità singulare, come sono gli altri di quei paesi. Però sono degni di riprensione quelli, i quali in vn certo modo ostinatamente contendono,L'oppinione guadagnata nelle scuole non riesce alla esperienza, però bisogna, che la dottrina ceda alla proua.che doue il sole non si scopre così bene, & non si mostra vgualmente come à noi altri, le genti non possino esser altrimenti, che infelici, & barbare per esser poco scoperte da quello; conciosia che nella memoria delle historie non sʼhabbia cognition di gente contenta, ò più beata per sè medesima di questa, se noi già non vogliamo andar dietro alle fauole de i poeti, de i quali non fa punto bisogno di seruirsi per la intelligenza delle cose vere delle nationi della terra, se non quanto in alcuna parte eʼ si sieno voluti concordar con chi nʼhabbia scritta historia ferma, & verace. Hauendo noi detto quanto ci era necessario, & di piacere di tutte le genti sottoposte alla Corona Scozzese, diremo hora, che in questeNota questa historia del succino, ò ambra.Isole nasce il succino intorno à gli scogli, il quale i Greci chiamarono Electrum, & Plinio Chryselectrum, & Dioscoride Pterygophoron, perciochè ei tira à sè per sua occulta proprietà le paglie, & le festuche, & altre cose leggieri; egli è di color dʼoro, & da glʼItaliani detto Ambra gialla; della qual materia quando ella è indurata come cristallo di rocca, ò di montagna, se ne fanno vaghi vezzi, braccialetti,& corone, per le donne, & nellʼInghilterra le donne nobili lʼvsano hoggi molto in braccialetti, & gratiosamente più che di oro;Così come l'oro dimostra l'auaritia altrui bene spesso, così parimente scopre la poca honestà della donna, che lo porta sopra le forze sue.poichè lʼoro è venuto comune ad ogni vna, purchè la se lo sappia guadagnare; così ancora in terra ferma le figliuole altrui honeste per ornamento loro propio ne forniscono con delicati vezzi i colli, & i petti proprij, & quantunque fresca questa ambra la sia odorata (come si dirà) non fù ben conosciuta da molti filosofi.Qualità dell'ambra & suo discorso.Sono ancora dellʼambre nere bellissime le quali hanno la medesima proprietà, che le gialle, anchʼesse risplendenti molto,Ornamento proprio delle donne pudiche, & caste.& ornamento nel modo, che lʼaltre gialle alle giouani, alle vedoue, ò di qualche età, perchè le dimostrano con il lor fisso colore vna certa grauità accompagnata con temperata leggiadria, desiderata dalle matrone di riguardeuole honestà, & stato.Come si generi, & può chiarire & risoluere i diuersi discorsi che da gli antichi ne sono stati fatti.Nasce questo succino, ò ambra attaccato à gli scogli, rotti, & scoscesi dallʼassidua agitatione, & ripercotimento dellʼonde del mare, il quale à poco à poco vi aggiugne materia, come vna schiuma bianca, viscosa, & crassa di qualità; accrescendone à lungo andare la massa in tal modo, che cresciuta, ò per il peso, ò per le tempeste distaccatasi da gli scogli, sene va poi portata dal mare hor quà, hor là. Dicono coloro, che hanno hauuto sorte di vederne spesso di quella, che ancora appiccata à gli scogli non è condotta à perfettione, per non essere stata battuta la massa dallʼonde à bastanza, esser piena di vesciche come vna spugna, & di nessun vigore, ò virtù; onde si comprende, che tutta la bontà,Come la bontà si gli porga, & accresca.& virtù gli peruiene della sua maturatione; cioè quando à complimento la sia stata ben ribattuta dalle onde, & che per quel ribattimento la sia del tutto ben ripiena sino ad vna perfetta spessezza, ò densità, & poi ancora agitata dal mare, & veduta dal sole si venga per il lungo suo moto à far più perfetta; & spesse volte auuiene, che con questo succino, ò ambra si troua dellʼaliga, traportata anchʼessa dallʼonde, & con la sua massa facilmente quando è fresca, & tenera attaccatasi, & mescolatasi, onde inquella parte, doue lʼaliga si mescola, lʼambra viene ad esser men buona. Noi sappiamo, che egli è stata diuersa lʼoppinione di altri da quella, che noi habbiamo scritta, circa il nascimento del succino, ò ambra;Ogni cosa detta, ò rimostrata à profitto altrui è lodeuole.& però ci è piaciuto di hauere hauuta vna tale occasione per profitteuole intelligenza de i più solerti, & suegliati ingegni; per il piacer de i quali si racconterà quello che auuenne nella costa di Scotia intorno al proposito di questo succino, ò ambra. Intorno allʼanno 1546, fù trasportata dallʼonde marine à i liti diNota questo caso dell'ambra.Buthquhania di già tanto da noi nominata vna massa di questo Electro, ò ambra, maggiore del corpo di vn bue; la quale essendo veduta da i pastori, i quali in quei luoghi guardauano i loro armenti, nè sapendo, che cosa la si fusse, pur la tirarono tra terra, & spezzandone vn pezzo, & mettendone à caso vn poco sul fuoco, ne sentirono vn buono odore, onde essi subito con la lor simplicità seluaggia,O più tosto balordaggine.corsono à ridirlo al prete della loro prossima Chiesa allegramente, mostrandogli dʼhauer ritrouato vna cosa così vtile come lʼincenso per la sua Chiesa, se lui la volesse andar à vedere, & prenderne vna parte: ma egli ignorante non meno, che essi grossolani si fussero, andando là,Questo doueua essere vn prete più che grossolano.ne prese solamente quel tanto, che pensò che gli potesse bastar qualche mese, lasciando tutto il resto nel lito alla ventura, nelle mani de i pastori, i quali fattolo in pezzi, se lo abbruciarono in cambio di candele, innanzi, che tal cosa venisse in cognitione di persone di alcun giudicio: in modo, che si potette dir, che ciò fusse stata quella gioia ritrouata dal gallo, il quale di essa fece manco stima, che dʼvn grano di frumento. Essendo nondimeno (benchè tardi) auisato di tal cosa colui;La natura più che violentemente ne venne à rimanere offesa.per lo fauor del quale noi habbiamo potuto poi hauer tutte queste particularità; correndo egli là à gran pena fù à tempo ad hauerne vna piccola parte, hauendo quei buoni compagni consumato tutto il resto, che valeua il peso dellʼoro, per riceuerne tanta commodità quanta nʼharebbero hauuta per venti cinque libre di candele. Et questo sia il fine del nostro parlare sopralʼHebride, sopra lʼOrchade, & sopra le Scethlandice Isole tutte suggette alla Corona di Scotia, quantunque molto più ancora se ne potesse dire; ma ciò è stato il meglio, & più lodeuole, per nostra elettione, & degno di esser raccontato senza biasimo di prolissità. Non volendo in questo fine rimaner di rispondere ad vna tacita obiettione, ò marauiglia, che potrebbe trouarsi allo incontro di chiunque haurà letto questo nostro discorso; come che sia possibile, che la corona di Scotia habbia così poca entrata, hauendo il paese tanto vtile quanto lʼhabbiamo descritto, sapendosi certo, che innanzi, che vi si alterasse la Religione,Senza dubbio le pouertà del Regno è tale che e' pare che i Re siano sforzati di sottogiacere à molte indignità, et molti pericoli come senza dubbio si può conoscer da chi ne può parlare.la corona non arriuaua à scudi cento mila lʼanno; al che si risponde la molta libertà, che hanno hauuta i popoli sempre, ha tenuta la corona pouera, & però ancora à i suoi sudditi, & nobili, & ignobili molto suggetta, & impedita nelle sue imprese il più delle volte: però che nella guerra le seruano comandati per qualche poco di tempo, prouedutisi per sè medesimi di Vettouaglia. Onde finito il tempo, se ne sbandano, & così fanno per le loro partialità; essendo in questo intenti più à seruire à i loro particulari oggetti,Modo di seruire à i loro Re.che alla vera vbbidienza, douuta da i fedeli popoli à i buoni Re; & questo basti per risolution di cotal dubbio.
In questa foce sono alcune Isole, delle quali fù da i nostri padri ben considerata Maia per le antiche reliquie, che vi erano del Diuo Adriano, & de i suoi compagni martirizati in quei paesi per la religione Cristiana.Acqua dolce nel mezo del mare.Quiui allo incontro nel mezo del mare si scopre vno scoglio altissimo, dal quale esce vna fontana copiosissima di acqua dolce con non minor marauiglia della natura, che per gran commodità de i nauiganti. Et ci è vn castello detto Bass giudicato da gli huomini inespugnabile. In questa larghezza di acqua ancora è vno scoglio,Vedi questo scoglio, sua natura, & sua commodità.il quale ha vn ridotto per la bocca del quale appena può entrare vna naue da pescatori, & doue non sono edificate case, nè altra fabbrica; nientedimeno è talmente incauato dalla natura, che vi si accommoda gentilmente, che ridurre vi si voglia, come sʼeʼ fusse in vna casa con tutti gli ordini fabbricata; come in Italia ancora sene veggono nella Toscana, & territorio Romano vicino allʼantica Sutri non piccol numero di simili habitationi, chiamandosi cotal pietra communemente Tufo; non pietra già; ma spetie di terra conglutinata, & che ha riceuuta vna certa qualità adusta, per la quale, quantunque sia facile à riceuer ogni taglio, & forma, ritiene nondimeno lungo tempo essa forma à volontà de gli huomini. In questo scoglio è cosa marauigliosa à vedere,Solandi vccelli, & la loro marauigliosa natura, & la virtù dell'olio loro.che gli vccelli da gli Scozzesi detti Solandi, non dissimili da quelli, che Plinio chiama Aquile acquatiche, ci habitano in gran numero, in tal maniera, che quasi in nessunʼaltro luogo se ne vede di quei paesi se non in quello. Questi vccelli quando vengono da prima, cioè verso la primauera, portano con essi tanta copia di legni piccoli, & fuscelli per far i lor nidi, che coloro, che habitano là vicini, seruendosene dopo di loro nʼhanno per loro vso per tutto lʼanno, senza che gli vccelli se ne sdegnino, i quali pare, che siano sempre in moto per portarne de i nuoui. Nutriscono essi i loro giouanetti di pesci delicatissimi: imperochè hanno in costume, che volando sopra lʼacque, con veloce occhio quando veggono vn pesce buono per lor preda calandosi sotto acqua se lo prendono; ma se in quel mezo ne vedranno vnʼaltro, che più loro piaccia, lasciano il primo per prender il secondo; & quando gli habbino portati à i figliuoli, & che sien lor leuati, di nuouo ritornando alla pescagione forniscono i giouani quanto possono; in tal modo, che ancora se li rubano loro i loro giouani vccelli, senza che i vecchi si disuijno; onde ne torna non piccol profitto al Signor del luogo; perciochè togliendo loro la pelle, & il grasso ne cauano olio di non poca importanza; oltra, che questi vccelli hanno vn piccol budello ripieno ordinariamente dʼvn certo olio di singular virtù per diuerse malattie; come per la Sciatica, per la gotta, & per altri dolori di simil sorte; la qual cosa è fatta dalla stessa natura, acciochè si conosca, che ancora questo vccello per altro forse da altri poco stimato, ha in sevirtù tale, che non è punto da gli huomini saui da esser dispregiato.La natura pare, che da ogni parte habbia proueduto à i rimedij per le nostre infirmità, se noi vorremo affaticarci per ritrouarli.Nasce ancora in questo scoglio vna certaNota questa herba, & la sua natura.herba molto soaue al gusto (in quel paese però, & non altroue) perciochè se la sarà trasportata, ò trapiantata in altro luogo, nè al gusto riesce soaue, nè crescere, ò prosperar può in maniera alcuna. In quella medesima rupe, ò scoglio fù già trouataNota questa pietra & la sua virtù.vna pietra porosa in forma di spugna, che da vna parte è concaua; & se quel concauo ripieno di acqua salsa, si faccia, ò lascisi passar lʼacqua allʼaltra parte ella si fa dolce; & questa pietra era sino al tempo, che ne furon date gran parte di queste annotationi passata per molte mani per contentar gli occhi de gli huomini honoratamente curiosi; ma bene vltimamente si conseruaua nel castello detto Fast. Nel medesimo Estuario è lʼIsola Emonia, nella quale sʼè veduto vn monasterio habitato già lungamente da i Canonici Augustiniani, da i quali sʼè vsato di scriuere, & di conseruar lʼhistorie del Regno; il quale vfficio non si potendo più far da loro scacciati delle case propie douerà passar in altri, se forse Giorgio Buccanano historico satirico, & amaro non si fusse lui di già vsurpato tale vfficio, per lasciar di sè più odio, che lode tra gli altri suoi. Et sono nelle medesime acque molte altre Isolette più atte à produrre de i conigli, & ad asciugar le reti de i pescatori, che ad altro.Notinsi questi mostri, & si consideri quanto la natura sia potente.Appariscono alcuna volta, & non senza male augurio in queste acque alcuni mostri marini, i quali scoprendosi sino alla metà mostrano la faccia humana, & in capo vn non so che, quasi simili à i cappucci de i monaci, & questi si chiamano Bassinati. Laudonia già detta Pittlandia, propia habitatione de i Pitti, & da gli Scozzesi di poi occupata, per grassezza di terra supera tutte lʼaltre contrade vicine, & haueua molte Abbatie, & castella assai ben munite; delle quali le più chiare sono Hadinthone, Doumbar, Northberuico posseduto hoggi da gli Inghilesi su i confini; & vi è Letha, & la principale Edimborgo, doue è la sua Rocca detta da gli antichi Castello delle pulzelle,Questo pare che si douesse dire Castello alato, leggi il Camdeno.grauissimi; & hora, come lungo tempo innanzi sedia de i Re di Scotia, i quali quando vi habitano si tengono nel castello, essendo così la persona loro più secura da gli insulti del popolo. Da Edimborgo lontano due miglia in circa è vna fontana, nellʼacqua della quale si trouano spesse gocciole dʼolio, che vi nuotano à galla con questa natural sorte, che per qualunque quantità, che se ne ricolga, & caui, non apparisQuesta marauiglia si riferisce al miracolo ma se può esser cosa naturale i filosofi lo disputino.ce di scemar in parte alcuna la sua quantità nella fontana; come ancora per lungo tempo, che si stia senza cauarne non cresce pur dʼvna minima parte: la qual marauiglia ha la sua origine secondo lʼoppinione antica, & di poi nella gente confermata in questo modo: che essendo stato portato in Scotia à Santa Margarita Vergine dellʼolio, che si dice scaturire nel monte Sinai dalla Sepoltura di Catherina Vergine Illustre la quale martirizata per il nome di Iesu Christo, meritò da lui la palma del suo martirio, & da gli huomini il nome di Santa, & versato quello olio, non si sa se à caso, ò per diterminato consiglio in quella fontana; ha di poi sempre ritenuto qualità, & virtù simile alla sua originale; essendo buono, & vtile à diuerse malattie esteriori del corpo; delle quali cose fanno fede il nome, & la stima di quellʼacqua molto da ogni vno apprezzata, la quale tiene ancora il nome di Santa Catherina; & appresso vi è vna cappella del suo nome, dicendosi che da essa Margharita fù edificata in honor di lei. Oltra di ciò alla foce di Forthea è il castello Doumbar munitissimo tra tutti gli altri di Scotia, & già residenza de i Conti della Marcia; appresso del qual castello era vn Collegio di sacerdoti ampio, & già molto stimato. Di poi appresso vi è la Marcia, dalla quale hauendo cominciato la nostra descrittione, & hauendo traversata lʼIsola per il mediterraneo, & sempre lungo il lito, ò costa di poi proceduto siamo ritornati al punto dʼonde ci partimmo; però noi habbiamo dimostro quanto ci pareua necessario delle parti marittime del Regno Scozzese, & di quelle, che più vicine al mare si ritrouano; & per questo ce ne passeremo hora alle parti mediterranee.
Sotto la Marcia, & la Tenidalia è la Tuedalia detta dal fiume Tueda; parte non piccola della Laudonia. Sotto le altre Dalie, cioè Valli, (perciochè tanto suona quella parola Dalia in quella lingua) sono la Drisdalia, Valcopdalia, Douglassdalia, & Cludisdalia, così dette da i fiumi Dris, Vauth, Douglas, & Cluda. Di Cludisdalia è il principal castello Glasgua, doue è vna scuola libera assai honorata, la quale porta il nome del Diuo Chentingerno,Minera di oro non stimata per la infingardaggine altrui, e per altra cagione.& è luogo Episcopale (come sʼè dimostro.) In questa regione è vna minera di oro stimata già assai ricca, ma tralasciata per fatal negligenza di chi ha gouernato il Regno. Et quiui si troua il colore azurro assai buono, il quale quasi con nessuna, ò con poca fatica si caua; & vi si sono trouate alcuna volta ancora delle gemme, come Turchese, Robini, & Diamanti, essendo questa stata trouata nel tempo di Iacobo quarto. Vicino alla Argadia verso Lennos, pur nel mediterraneo, è il paese di Sterlingo, & di Monthet, doue è il castello Sterlingo con vna fortissima Rocca, il nome del quale fù già Monte Doloroso; & quì furono i principij della Selua Callidonia; rimanendone ancora i nomi antichi Callendar, & Caldar; la qual selua passando per Monthet, & Ernoualla per lungo tratto ha il suo fine in Atholia, & Loquhabria. In questa selua soleuano essere alcuni buoi candidissimi, ò Tori per dir meglio, con la iuba dinanzi, come hanno i Leoni;Tori candidissimi: & iubati come i Leoni.ma hora non sene troua, se non in vna parte della selua detta Cummirnald, essendo mancati per il superfluo desiderio della gola de gli huomini, perciochè la lor carne è suauissima al gusto, ancora che alquanto cartilaginosa.La natura di quei tori, & lor forza, & odio.La natura di queste fiere è tale, che sono ferocissimi animali, & sempre indomiti, & saluatichi, fuggendo la vista dellʼhuomo, & la sua pratica, in tal modo; che, sʼeʼ sentiranno con lʼodorato; il quale hanno essi potentissimo; doue lʼhuomo habbia calpestata lʼherba, ò tocco arbori, ò piante con le mani, fuggiranno daquel luogo, & abhorrendolo per molti giorni non vi si accosteranno; & se son presi viui, il che pur è difficil cosa, che auenga, senza voler riceuer cibo alcuno, se ne lasciano morir di dolore. Quando eʼ sentono i cacciatori, & chʼeʼ si veggono esser da loro riserrati, & coi cani, ò con strumenti da caccia ò arme assaliti, senza altrimenti cercar di fuggire si muouono con impeto incredibile ad assaltar la più folta schiera, senza punto hauer timore, nè de gli huomini, nè de i cani, nè di ferro, nè di frecce, ò di lance di alcuna sorte,Questo non si deue dir valore non vi essendo la ragione, ma vn natural furore, come auuiene in altri molti animali feroci.ma fracassando ogni cosa lasciano spesso dolorosa memoria delle cacce fatte loro; perchè in effetto non temono cosa alcuna, & il fuggir, chʼeʼ fanno dallʼodor de gli huomini non nasce da altro, che dallʼodio, chʼeʼ portano loro, come ancora per il medesimo odio vengono in disperatione della propia salute, & fanno ogni sforzo per vendicar sè stessi, amando più presto il morire, che lasciarsi prendere. Egli è tra le memorie de gli Scozzesi, cheHistoria di Roberto Brusio intorno à i tori predetti.Ruberto Brusio huomo tra tutti i Re di Scotia illustre & honorato andando per cagion di sollazzo alla caccia, si trouò veramente vicino al pericolo della morte; perciochè penetrando per la selua più negligentemente, che non si conueniua, & male accompagnato (come nel cacciar talʼhora auuiene) eccoti, che vn di quei tori già stato ferito da vna freccia lo scontrò tutto furioso, & pieno di rabbia per la ferita riceuuta; in tal maniera, & così alla sprouista; che esso Rè per sè stesso non si poteua aiutare, nè alcuni di quei pochi, che vicini gli erano lo poteuan difender dallʼacute corna, & dal fiero empito di quella terribil fiera;Vedi, che la virtù si può trouar eccellente ancora nelle persone da noi dispregiate.se vn huomo, il quale per sorte à piedi seguiua la caccia, ò spinto da occulto desiderio dʼhonore, ò da cupidità di guadagno, ò da vero amore, chʼeʼ portasse al Re suo signore, non si fusse messo nel mezo à riceuer lʼimpeto della desperata bestia; in tal modo, che presala per le corna con ambe le mani, & con forza mirabile; essendo anchʼesso dʼindomito vigore; & con molta destrezza dibattendosi con essa la gittò à terra, senza farsiegli altro danno; onde la fù da gli altri coi dardi, & altre armi vccisa.Egli è vfficio di buon principe il rimunerar bene chi ben serue; saria bene, che hoggi fussero tutti tali.Hauendo adunque il Re scampato vn così manifesto pericolo ricompensò anche magnificamente colui, facendolo gentilhuomo, perciochè gentilmente haueua operato, & dandogli il cognome di Turubub, che sʼinterpreta atterrator del Toro; che accompagnando la sua nuoua dignità, & gentilitia con premij conuenienti al merito, & al grado del quale èʼ lʼhaueua ornato, & senza la qual cortesia ogni honore,L'honor delle parole, senza i fatti non bastano; così dissero i soldati di Ottauiano benemeriti di lui.ò lode attribuita al valente huomo saria stata vana, & ridicula; i successori del quale ancora sono in essere honoratamente conseruatori della lor guadagnata lode per la virtù di quel solo huomo à gli altri principio del lor migliore stato, essendo à gli altri essempio di fedeltà. Enerualle è dalla parte dʼOriente di Monthet, & ha allʼincontro dalla medesima banda Fifa, nella quale è Erna piccol fiume, che se ne corre nel Tao, appresso al qual luogo, doue esso perde il suo nome, intorno à quattro miglia è vna pietra, non già considerabile per la sua grandezza,Guarda questa pietra, & la sua strana qualità.ma sì ben per la marauigliosa qualità sua, perciochè ella si può bene assai commuouere, & agitare; ma non già mai leuar di quel luogo doue la si stà con quante forze, & artificio, che vi possino vsare; & quel, che ancora accresce la marauiglia è, che più facilmente si può commuouer da vn solo, che da più huomini, & che da cento ancora. Dallʼaltra riua del Tao è Gourea, Angusia, & Stermunda nobile per coltura, & per pastura. Et presso à questa verso Settentrione è lʼAtholia irrigata da fiumi ameni, & abbondanti di pesci, ne i quali si trouano Murene (se pur ciò sia vero) & dal mare vi penetrano Lupi marini, & altri animali, & pesci diuersi, & i campi sono così fertili, che quasi senza fatica alcuna, ò con pochissima rendono il frutto de i semi gittatiui, & con perfetta maturità corrispondono al desiderio de gli huomini;Nota questa cosa, & vedi se ciò dalla natura sola si può aspettare.& spetialmente intorno al villaggio detto Lud, doue la terra è tanto fertile, che se diligentemente la sia lauorata la produrrà per se medesimalʼorzo molto buono senza hauerui gittate seme alcuno; la ragione della qual cosa si ricorda nella nostra Selua di casi diuersi.Se il grano si conuerte sempre in loglio è considerabile la cosa, & la ragione di ciò.sono nondimeno altre cose contrarie alla natura, che in qualche parte di essa terra il buon grano seminato si conuerte, & deggenera in loglio, il che auuiene ancora in vn certo luogo del contado di Liegi in terra ferma, come nel nostro itinerario Germanico habbiamo scritto. Sotto la Buthquania, & sotto la Boina dalla parte di Occidente sono Bogaualle, & Sareota regioni fertili, & buone per i pascoli, & per le biade; &Nota come la natura va scherzando con la sua arte à marauiglia nostra.ci è vn monte detto Dounder, cioè Aureo da i paesani; & creder si può, che eʼ sia detto così, perciochè le pecore, che vi pascono hanno la lana gialla, & i loro denti pur ancor di color dʼoro, & le loro carni tinte del colore del Zafferano, cioè alquanto più oscuro di quello della lana loro. E ancora in quel paese in vn certo luogo comʼvn gran cerchio, ò corona di pietre grandissime; le quali risuonano nellʼesser battute, come le fussero di rame; & si crede da gli studiosi delle cose antiche di quel Regno, che in quel luogo fusse vn tempio già dedicato à gli Dei Idoli de i gentili.Può esser che sia vna illusione Demoniaca.Dopo questi son altri luoghi susseguenti come Braidalbaim, Strathbraim, Badzenota, & più altri con alcuni Laghi, de i quali non parleremo più oltra, poichè non habbiamo cosa in essi di tal marauiglia, ò consideratione, che noi stimiamo douerne tenere occupato chi legge: & però hauendo sino à quì parlato di tutte le particulari Regioni, & di quelle cose, che ci sono parse degne di memoria in esse; noi ci riuolteremo hora à dir tutto quello, che noi giudichiamo essere à proposito nel generale del Regno Scozzese. Adunque tutto il Regno, doue per gli habitatori la terra non sia occupata con la cultura, ò con i pascoli, ò con altra industria, è pieno di lepri, di caprioli, di cerui, & di caualli saluatichi, i quali con inganni, & insidie presi da i paesani nello inuerno, riescono poi mansueti & buoni. Hanno ancora lupi, & volpi assai; delle pelli delle quali bestie ne cauano più che mediocreprofitto, benchè da i lupi siano lor fatti danni grandissimi ne i greggi, & ne gli armenti per tutto saluo che in vna valle di Angusia detta Glemores,Particular dono di natura è questo per certo.doue le pecore, & altri simili animali possono pascer senza alcuna paura ò pericolo di loro stessi; ma le volpi conciosiachè le sieno nemiche à gli animali domestichi minori di loro, & alle galline, & altri simili vccelli, che per le case si nutriscono, sono anche astutissime, verso de i boschi, & verso i monti, doue la lor caccia è più difficile; in modo, che con nuouo, & inusitato consiglio cercano di remediare gli huomini à quel pericolo, il qual modo forse ne gli altrui paesi potrebbe seruir di essempio. Vsano di tenere adunque, & di procacciar delle volpi giouanette,Modo da diffender dalle volpi i loro pollami casalinghi.& le nutriscono a lor modo sino che ammazzatole poi, & mescolate le loro carni cotte con lʼaltre cose che fanno mangiare à gli altri lor animali perseguitati dalle volpi, possono esser securi per due mesi, che non saranno dalle volpi offesi; le quali hauendo in questo vn tale instinto, che le fuggono, & abhorriscono lʼesca della loro spetie; il che si conosce in questo modo facilmente. Che se sarà vna gallina, ò vnʼoca, ò altro simile, alla quale à posta non si sia dato tal cosa à mangiare, benchè la si troui in compagnia di molte altre, quella sola fra tutte sarà ricercata dalla rapace volpe, & lʼaltre abhorrite.Qualità di Cani di Scotia per la loro natura eccellenti.Ma singular dono della natura è stato, che vi si trouano tre sorti di cani dʼindustria naturale forse non vdita già mai in altri paesi, & grandemente dimestichi, vna sorte è commoda alla caccia (come noi diremo)Prima sorte.e, ma ancora ne i nemici, & ne i ladri, & specialmente se vedranno il signor, ò conduttor loro essere assaltato, ò offeso.Seconda sorte.La seconda sorte ha tal dote, che col solo odore ricercano i caualli, le fiere, gli vccelli, & che più i pesci ancora tra gli scogli sotto lʼacqua perseguitano talmente, chʼeʼ danno non piccolo spasso à i loro padroni.Terza sorte & degna di esser considerata.La terza sorte di questi cani è di tal natura, et qualità, che il loro colore il più delle volte è ruffo &macchiato di nero, ò per contrario nero, & macchiato di ruffo, & di tanto odore, & sagacità, che possono perseguitare i ladri, ò à piedi, che si siano, se hauranno per sorte rubbato alcuna cosa al patron loro; & trouatili non gli lasceranno mai di offendere in ogni maniera, che potranno. Ma se alfine la loro traccia gli guiderà à qualche fiume, conoscendo allʼhora, che i ladri hanno passata lʼacqua si mettono à passar anche essi, & passati, che sono, aggiratisi su per la riua tanto che ritrouino la corrispondente traccia de i ladri la seguitano velocemente sino à tanto che arriuano al luogo doue i ladri si sono riparati. Questa cosa parebbe quasi impossibile à credersi, se non accadesse, che gran parte di quei, che son vicini à i confini dʼInghilterra gli vsano di nutrire per loro profitto, e sicurtà conosciuta da ogni vno, sì per il tempo delle guerre, come della pace; & però al tempo di pace se si trouasse, che vn di questi cani spinto dal patrone per qualche danno riceuuto corresse nemicheuolmente dietro ad alcuno, & che colui tra le altre genti fusse solo dal cane ricercato (come sarebbe senza alcun dubbio) ò che ritiratosi in qualche casa, ò altro luogo si fusse serrato, nè volesse al cane desideroso di entrare aprire, quel tale senza dubbio cade per ciò in manifesta sospittione di furto, & come ladro, ò sospetto almeno può esser preso, & essaminato. Sono ancora in Scotia Aquile, falconi, sparuieri, & altri simili vccelli da rapina;Abbondanza di vccelli di acqua.ma il numero de gli vccelli dʼacqua è tanto grande, & così diuerso, che il volerne far vna compita relatione sarebbe stimata, ò troppo marauigliosa cosa, ò presontuosa: ma diremo dʼvna sorte, che non hanno gli altri paesi: questi sono della grandezza de i corui, ò alquanto maggiori, dettiVccelli strauaganti & ottimi.Auercalze, cioè caualli saluatichi, i quali si pascono delle cime delle foglie de i pini, &Prima sorte.vna sorte di minor grandezza detti galli, ò galline saluatiche si astengono dal mangiar tutte quelle cose, che nascono per via di seme,Seconda sorte.vsando di pascersi delle foglie del citiso; & lʼvna, & lʼaltra sorte di vccelli è dolce, & soaueal gusto.Terza sorte.Vna terza spetie simile al fagiano di fattezze, & di sapore di carne, ma di piuma negra, & con le sue palpebre rosse è chiamato Gallo saluatico del campo, & viue questo di frumento, & di questi nʼhabbiamo veduti in Germania verso lʼalpi.Vccelli strani grandi, & buoni, ma che odiano l'huomo à marauiglia & lor natura.Oltra di questo nascono alcuni vccelli nella Marcia detti Gustarde di colore delle piume, & di sapor della carne non differenti dalle perdrici, ma alquanto più grandi de i Cigni, & son questi rari, & abhoriscono il veder le persone; si trouano ancora di questi così fatti vccelli nel contado di Essessia in Inghilterra, & dicesi, che per la loro grauezza non si posson leuare à volo, ma che col vento alquanto gagliardo fanno il lor viaggio, non si allontanando però molto da i loro luoghi. Pongono questi vccelli lʼhuoua loro nel nudo terreno, & se conosceranno allʼodore, che lʼhuomo lʼhabbia tocche, il che per dono di natura conoscer possono; rimanendo offesi se pur le siano state vn poco mosse, ò col fiato ancora alterate, & allʼhora stimatole inhabili à generare, & però inutili ad esser couate lʼabbandonano, & se ne vanno à partorire dellʼaltre huoua, & à couarle in altro luogo: & questo basti di questi vccelli, perchè il resto sono come ne gli altri paesi.Abbondanza di Salmoni.Dei pesci (come à bastanza si è detto) tanta copia nʼha la Scotia, & particularmente de i Salmoni quanta in tutte le altre regioni di quei mari insieme appena se ne può desiderare; nientedimeno non ci dispiacerà di raccontar quello, che si è sperimentato della natura de i Salmoni forse da altri sino ad hora non stato scritto, che noi almen sappiamo.Historia de i Salmoni, & della loro generatione.Nel tempo dellʼautunno questi pesci si riducono ne i piccoli riui; & luoghi di non molta acqua, ma larghi; & quiui spinti dal natural desiderio della procreatione si congiungono coi ventri; & lʼhuoua loro partorite ricoprono tra la sabbia, ò arena; dal qual tempo rimangono essi veramente tanto magri sì i maschi per essersi priuati del latte, come le femine per hauer prodotte lʼhuoua, che non sono se non la pelle, & le spine, perchè la carne, che è poca non val nulla; & però nonsolamente sono eglino allʼhora cattiui da mangiare, ma hanno seco tale infetta qualità,Nota questa cosa, & guardati come tu vsi la lor carne.che con qualunque altro Salmone buono, et sano, che non hauesse ancora generato essi si riscontrassero gli darebbero della loro maligna qualità da quella parte doue si toccassero insieme; così questi pesci, ò sono presi bonissimi, ò del tutto maluagi, però questa medesima consideratione si può haver de gli altri pesci tutti ne i tempi de i loro congiugnimenti, ancora che non così atti alla putrefatione come i Salmoni sono;Costume sciocco dei golosi.onde errano i golosi, che più amano i pesci, che hanno lʼhuoua, che quei, che hanno il latte, perchè sono più magri senza dubbio quelli, che questi, come lʼesperienza dimostra. Hora di quelle loro huoua ricoperte nellʼarena nascono la primauera & non prima pesciolini così molli, & teneri, che non passando la lunghezza dʼvn dito sono ancora,Vedi questa cosa naturale, che par quasi vna marauiglia.trattandosi con mano, quasi vn liquido humore insieme congelato & arrendeuole; & passati quanto prima possono nellʼacqua salsa tra lo spatio di venti giorni, & non più crescono alla grandezza, che noi poi gli veggiamo più marauigliosa à chi sa come nascono, & crescono, che non à gli altri, i quali solamente gli guardano, & considerano perchè gli agradiscono alle gole loro; come che diuersamente si crede dalla gente della lor propagatione.La natura gli tira al primo loro instinto.Questi poi in diuersi tempi, & occasioni ricercano di ritornare allʼacque dolci doue nacquero, & per questa cagione eʼ sono communemente pescati nelle riuiere dellʼacqua dolce, & intorno alle foci de i fiumi; & in questo è veramente da considerar vna cosa rara, che alcuni fiumi hauendo, & quà, & là certi stretti luoghi tra le rupi & gli scogli, che impediscono il dritto corso dellʼacque, et qualche volta da balze alte cadendo lʼacque fanno à i pesci la salita difficilissima;Quasi che la prudenza naturale non si possa mostrare assai meglio di quella, che noi stimiamo solamente sicura, che dell'esperienza, & dalla lunga età ci è stata dimostra.però non si volendo i Salmoni ingorgare nel pelago, che fà lʼacqua sotto la sua caduta per non hauere à contrastare col dritto filo, & col peso dellʼaqua, che cade, essi innanzi, che si accostino à quel punto, solleuandosi dallʼacqua, per vn proprio instinto di natura,& inarcandosi si scagliano per aria con grande strepito del lor violento moto sopra lʼacqua superiore; & certo con maggior violenza si sforzano di far quel salto ò lancio, che huomo non potrebbe stimare, che potessero far giammai, benchè gli hauessero lʼacqua libera, & aperta. A quelli adunque, à i quali non è data tanta forza di potere sforzare il corso dellʼacque, & che per ciò sono, ò traportati da quelle ò sbattuti à terra, con ingegni proprij, & insidie accommodate al proposito, sono da i paesani presi, & stimati cari per la dolcezza della lor carne.Ogni animale ha il suo destino.Ma quelli, che (come habbiamo detto) solleuati superano il trabocco del fiume, subito vanno à ritrouar (se non sieno presi prima) il luogo doue nacquero lʼautunno, per rimanersi quiui sino al tempo di nuouo parto; i quali pesci in questo solo hanno da gli huomini tanto di tregua, che per tutto il predetto tempo egli è vietato per legge il poterne pescare:Ad ogni sorte di animali la natura per varie cagioni ha proueduto tra i molti pericoli suoi qualche breue riposo.il qual tempo comincia al mezo del mese di Settembre, & finisce al mezo di Nouembre... Prendonsene assai nel Reno di Germania; nella Schelda di Brabantia; nella Mosa, & nella Tamigia dʼInghilterra; in Irlanda, & in altre riuiere, & coste di mare delle parti settentrionali; & tanti in altri luoghi qualche volta, che egli apparisce chiaro, che non sempre eʼ si prendono nellʼacque doue nascono, nè nelle vicine à quelle; ma che traportati dalle fortune del mare se ne entrino poi in quelle riuiere, che più son loro commode quando per loro natura eglino appetiscono lʼacqua dolce.La natura sforza tutti i viuenti à ricercar, ò al meno à desiderar, di ritrouar i luoghi de i loro principij.hauendo noi già punto di dubbio che nella dolce eʼ non siano nati & nella salsa non sieno nutriti; per ritornarsene per natura à ricercar la dolce, come più propria per la procreatione, & generation loro. DAncora questo è incognito alla curiosità de gli huomini.i che cosa questi pesci si paschino, ò come non ci è ben chiaro; perciochè noi non habbiamo già mai vdito, che si sia ritrouato nel loro ventriculo altro, che vn certo spesso, & denso humore non conosciuto da nessuno; & questo basti de i Salmoni.
Hora noi parleremo delle Conche ritorte, ò vere chiocciole marine,& delle perle loro; & nel vero, conciosia, che sieno diuerse le spetie delle conche in quei mari, alcune piccole,Nota tutta questa historia delle conche, perchè elle' è diletteuole.le quali essendo fresche son molto grate al gusto; & alcune maggiori, di quella forma, che sono quelle, che hanno la porpora, benchè queste non nʼhabbino; sono nientedimeno diletteuoli, per esser di sapor delicato, & però da non esser dispregiate. Ma quelle, che sono allo ʼntorno del corpo loro intorte, & che hanno i lor capi, ò teste tutte macchiate di colori diuersi, superano tutte lʼaltre di bontà; in tal maniera, che per la loro delicatezza sono state chiamate delitie delle donne vedoue; & hanno appresso de i grandi, ò pur de i golosi ottenuto il primo luogo tra le viuande delitiose di quel paese: benchè nel fiume Dea, & nel fiume Dona non si trouino nè di quella bontà, nè di quella stima.Singulare accuratezza di questi animali amicheuoli per hauerne à compiacere alla lussuria humana.Trouansene assai per la Scotia, & specialmente ne i fiumi chiari, & limpidi, che hanno il fondo di ghiara, & di pietruzze netti dal fango, & da ogni altra sorte di limo, ò di grossa materia; perciochè le si rallegrano di stare in quei luoghi, doue le non sʼhabbino punto ad imbrattare, ò mescolare nella sordidezza della terra, ò torbidezza dellʼacqua; & in quei chiari, & purgati letti de i fiumi concepono elleno le perle, in questo modo procacciando virtù à sè stesse.Nota questo studio naturale.Intorno allʼ aurora quando il Cielo è sereno, & temperato, le si solleuano con tutta la lor casa, ò guscio alla superficie dellʼacqua, in tanto, che le possino col capo loro, che le cauano al quanto fuori, mostrarsi allʼaria sopra lʼacqua; doue così standosi per qualche spatio di tempo, riceueno la rugiada ingordissimamente, che cade; del qual cibo senza dubbio si gli ingenerano le perle,Cagioni principali della qualità delle perle.le quali poi vengono ad esser più, ò meno in numero, ò più grosse, ò minori, secondo il tempo, che le lʼhanno portate, & secondo la disposition dellʼanimale, & la proportione che harà hauuto seco il cibo volta per volta, ò tempo per tempo; che quanto al colore di esse perle non si ha da far dubbio, che quando le son più chiare, ò più oscure, ciò nasce dalla purità ò minore,ò maggiore di essa rugiada, che cade; & ancora ciò forse può auuenire per la qualità del fondo, doue le si posano.Gelosia naturale de i frutti proprij & ragioneuolmente lecita.Il loro vdito è tanto sottile, che se quando le si stanno à riceuer la rugiada, qualchʼvno dalla terra vicina parli vn poco alto, ò che pur vn piccolo sassolino getti nellʼonde, ò nellʼacqua, subito le si nascondono tutte, hauendo solerte cura di conseruar quello, che per vn certo naturale instinto le conoscono, chʼè desiderato dallʼhuomo; & però i pescatori osseruano tra lʼaltre cose questo nel pescare.Modi di pescare le perle.Entrano nellʼacqua quattro, ò cinque di loro in cerchio, & tra di loro compartendo le reti, con vn piede le tengono ciascuno per la sua parte ben ferme in terra, & con lʼaltro piede aiutati dallʼocchio, il quale per la limpidezza dellʼacqua può scorgere sino al fondo; vanno ricercando delle loro conchiglie, non potendo ciò far con le mani per esser lʼacqua alta in simili luoghi ordinariamente, & doue le si posano sino alle loro spalle; le quali ritrouate, tuffandosi essi, & presele, le danno poi à i compagni più scioperati; auuertendo bene nel prenderle di metter la mano sopra la bocca ò testa loro prestamente, & forte tenendo saldo, perchè ogni piccol tempo, che lʼhauessero, le vomiterebbero le perle, & sarieno perdute.Qualità delle perle di Scotia.ora queste perle sono stimate non poco, & sono assai splendenti, & ben ritonde, & di grandezza talʼhora dellʼugne del dito minore dʼvna ragioneuol mano dʼvn huomo, & son di peso leggieri; la qual cosa non si deue attribuire à miglior conditione di esse, per quello, che lʼesperienza, & lʼvso ci ha fatto conoscere; & come si mostrerà per la testimonianza delle perle orientali. Di questa sorte di perle di Scotia habbiamo parlato à bastanza quanto alla lor generatione, & modo di prenderle; delle quali noi non trouiamo, che nessuno de gli antichi Greci habbia fatto mentione;Non si adirino quei, che studiosi de gli antichi scrittori, hanno conosciuto, che non tanto sapeuano quelli, che alcuna cosa non fosse rimasta da sapere à chi di poi è venuto.come ancora non fù fatto mentione dellʼaltre, che nascono dallʼostriche, nè da Dioscoride, nè da Galeno, delle quali noi habbiamo vedute alcune in Inghilterra, ma piccole come grani di miglio, & di panico, & trouate àcaso quando si approno lʼostriche per nostro mangiare, benchè vna grossa come vn grosso pisello attaccata alla conca, ò guscio dellʼostrica ne vedemmo portar ancora dʼInghilterra in Italia lʼanno 1551. dal dottissimo & vero filosofo Daniel Barbaro Orator Veneto, alla cui honorata memoria restiamo noi ancora in singular obligatione. Ma acciochè non manchi perfetione alcuna al proposito delle perle; noi riferiremo quì quello che ne dice il Mattioli solertissimo inuestigatore, & accorto indagatore delle cose naturali sopra il volume di Dioscoride. Dice adunque (recitandoui le parole di Plinio intorno à questo proposito) Plinio al cap. 35. del nono libro,Parole di Plinio intorno alle perle.“che gli animali, che producono le perle nascono nellʼOcceano Indico attorno allʼIsola Taprobana, Toide, & Poniuola promontorio dʼIndia; ma che le migliori vengono dal mar Rosso di Arabia. Et non sono gli animali, che le producono (come dimostrano veramente le madri perle, che ci si portano) molto dissimili dallʼostriche. Hanno questa proprietà, che quando il tempo dellʼanno le stimola à generare, si aprono la notte, & empiendosi, & nutricandosi di rugiada generatiua;Conuengono in natura con quelle di Scotia.della quale ingrauidandosi, partoriscono poscia le perle, essendo chiare, & torbide secondo la qualità della rugiada, che ricolgono. Se quando sʼingrossano è tempo nubiloso, producono le perle pallide, & torbide; grosse le fanno, quando abbondantemente si satiano, & piccole sono, quando non pigliano rugiada à bastanza; nella qual cosa lʼimpediscono, i baleni, perciochè balenando quando le sʼingrossano sʼimpauriscono, & si riserrano innanzi, che le sieno piene di rugiada à sufficienza,Nota tutte queste particularità.& il medesimo fanno per li tuoni, per colpa de i quali generano perle vane, & piene di vento. Nellʼacqua le perle son tenere, ma subito, che le se ne traggono sʼinduriscono. Dicono alcuni che le madri perle vanno à schiera, & che lʼhanno il loro Re di corpo assai maggiore dellʼaltre; & però non poco sʼaffaticano i pescatori per prendere il lor capo; perciochèpreso quello, conducono più facilmente lʼaltre nelle reti: & se sʼaccorgono quando sono aperte della mano del pescatore, che le voglia prendere, la serrano talmente, che gli tagliano crudelmente le dita; facendo per se medesime le loro vendette.Modo di chiarir, & di nettar le perle.Le prese si mettono in alcuni vasi di terra con molto sale; perciochè consumandosi così la carne, rimangono poscia le perle nette nel fondo del vaso. Le più stimate sono le grosse, lucide tonde, & graui; le quali conditioni rare volte si ritrouano vnite insieme in vna perla sola. Et Iuba scriue, che le Madri perle dʼArabia sono simili ad vn pettine, spinose come il riccio marino, dentro alle quali si trouano le perle simili à i grani della tempesta. Et Plinio ancora scriue, che non si trouano più, che quattro, ò cinque perle per animale. Ma Amerigo Vespuccio gentilʼhuomo fiorentino, del nome del quale hoggi si chiama America tutta quella parte di terra, chʼegli scoprì per lʼOcceano Atlantico sotto il cerchio dello Equinotio nel mezzo giorno, afferma egli hauere hauuto tal Madre perla,” che ve ne furono ritrouate dentro cento trenta; & altri dopo à lui, chʼhanno nauigato allʼIndie nuoue dicono di molte più,Nota questa marauiglia comprobata dall'esperienza.& ne recitano historie assai diuerse da quello, che ne scrisse Plinio. Questo tutto recita il Matthiolo sopra il proposito delle perle, circa le quali è da considerare la differenza della chiarezza esser la vera differenza della bontà loro, & ciò lʼesperienza ci mostra; & doue è la rugiada più chiara, & più pura, come ellʼè verso Arabia, India, & sotto Mezo giorno; quiui ancora conuiene, che le perle sieno migliori; con pace de gli Scozzesi; nientedimeno Giulio Cesare delle perle di Scotia fece fare vnaCorazza di perle di Giulio Cesare.ricca corazza per presentarla nel tempio di Diana, la quale per quel tempo fù molto stimata. Ma noi ci ricordiamo dʼhauer veduto lʼanno 1551 in Spira città di Germania nel tempio maggiore molti paramenti da sacerdoti di panno dʼoro, chʼhaueuano i loro fregi larghi, & ampli tutti ricamati con nobil lauoro di perle; nel qual lauorosenza dubbio venʼandaua vna quantità inestimabile; & erano queste perle di Scotia,Habiti Ecclesiastici ornati di perle di notabil lauoro in Spira, andati male per colpa delle guerre ciuili di Alamagna.& di tante sorti, & grandezze, & forme, che ne riusciuano le figure di quellʼopera di Mezo rilieuo con singular proportione, & discretione & giudicio di chi le haueua lauorate, ad vna gran perfetione. Questi furono doni di diuersi Imperatori, i quali poi tutti peruennero alle mani rapaci dellʼessercito del Marchese di Brandeburgho, quando discorde da gli illustri baroni, & principi di quella Imperial prouincia procacciò danno ad ogni natione, & gente di quella inestimabile. Sono ancora intorno alla Spagna delle Conche molto belle da vedere, le quali à Venetia son chiamate Cappesante, forse perchè le sono state conosciute per li pellegrini, i quali ne portano ne i loro cappelli ritornando da santo Iacopo di Galitia, ma le non sono frutteuoli di perle, quantunque le siano à mangiar molto delicate, & massime in Venetia: hauendone anche la Scotia in qualche parte della sua costa delle simili, le quali non generano perleOppinione intorno alle perle riprouata.& dicono gli Scozzesi, che ciò loro auuiene, perchè le si nutriscono assolutamente nellʼacqua salsa, il che se fusse lor propio impedimento, ne anche lʼaltre ricordate di sopra in regioni diuersissime non ne generarebbero; la quale oppinione si proua esser falsa per lʼesperienza, che se ne vede intorno à tutta lʼIsola dʼInghilterra & Scotia, non pur nelle chiocciole Scozzesi ricordate ma nelle ostriche ancora oltra lʼesperienza delle madri perle orientali; delle quali ancora che si sia parlato di autorità di Plinio quel che ne pottette intender lui: non ci parrà superfluo di rimostrar in questo luogo quanto ne hanno ritrouato i moderni Portoghesi, à i quali di tal perfetta cognitione hanno ad hauere obligo gli huomini di erudito ingegno tutti;E ragioneuole di prestar fede à chi di veduta ha testificato le cose, delle quali si tratta.& sia con pace de i partiali de i Greci, che sʼhanno per innanzi creduto, chʼaltra conoscenza, che la da loro proposta non ci fusse; & con tanta ostinatione, che ancora gli altri, che ciò non hanno creder voluto, da essi quasi nemici dellʼhumana natura sonostati perseguitati. Ritornando adunque al proposito nostro delle perle, diciamo, che Don Garzia dallʼHorto nel suo trattato, che fà delle cose medicinali, che ci son portate dallʼIndie orientali parlando delle perle ne scriue quel che segue.Quanto recita Don Garzia dell'Horto intorno alle perle.“Rimane à dir delle perle, le quali non solamente per ornamento sono desiderate, ma etiandio per medicina. e perle, che sono grosse sono daʼ latini detti vniones; & la causa è questa, perchè à pena ne ritrouerete due della medesima grandezza figura, & nitidezza.Vniones, & Margarite perchè così dette.Le picciole sono daʼ latini semplicemente dette Margharite. Da gli Arabi, & da i Persiani, Lulù. Da gli Indiani, Moti. In Malauar, Muto. Et da i Portoghesi, Aliofar, che in Arabico vuol dire, Fulfar, il quale è vn porto nel mare di Persia, doue ne nascono delle perfettissime. Imperochè auuenga Dio, che in Barem, in Catifa, in Comarin, & in altri porti di questo mare, sene ritrouino delle buone, perchè da i nostri fù prima conosciuto questo porto de gli altri, hanno da quello dato il nome in lingua Arabica Aliofar alle perle;Nota tutta questa historia particularissima.& di qui è auuenuto ancora, che quelle sono chiamate orientali, imperochè questo seno del mar Persiano, in comparatione della nostra Europa è orientale. Si generano anco le perle dal promontorio di Corin per insino allʼIsola di Zeilan. La qual pesca è rendita del Re di Portogallo; ma queste la maggior parte sono minute, & non si possono con le già dette pareggiare, perchè sono tutte grandi, & perfettissime, & però queste si comprano anco à più vil prezzo. Et ne sono ancora nellʼIsola di Burneo, le quali quantunque sieno grandi, non però cedono alle già dette di bellezza. Di questa medesima sorte ne trouerete nella China, ma veramente non son belle. E cosa chiara, che anco nel mondo nuouo ne sono, ma veramente non si possono in nessun modo paragonare alle orientali; imperochè, ò sono oscure, & di color nubiloso, ò non sono ritonde, nè lisce. Nascono le perle nellʼostriche. Quelle Conche, che nuotanopiù sopra lʼacque del mare, generano più grosse perle. Et quelle, che sono nel profondo del mare, le fanno più minute. Queste Conche esposte allʼaria si serrano, & sʼapprono, & poi nella carne si trouano le perle, hora assai, hora poche, secondo la grandezza delle conche. Se ne troua anco nelle nostre ostriche, & ne conchili, ma sono meno gentili. Di tutte le conche, quelle sono hauute per migliori & per più atte à far le perle, che sono bianche, & liscie, & da i paesani chiamate Cheripo; delle guscia delle quali si fanno poi cucchiari, & vasi da bere. Ma qui è da sapere, che quel Cheripo non è quella, che volgarmente si dice Madre perla; perciochè questa i paesani la chiamano Chanquo; & se ne fanno tauole da mangiare, castelli, & pater nostri. Se bene questa sorte di Conchili chiamato Cheripo è di fuori scabroso, & ruuido; nella parte di dentro è liscissimo, & bellissimo à vedere. Portansi queste sorti di Conchili per mercantia in Bengala,Nota questo costume lodeuole.doue si puliscono, & se ne fanno vasi da bere; ma della maggior parte se ne fanno armille, & altre cose. Era anticamente in queste parti vn costume, che le vergini di sangue nobile, non poteuano esser corrotte, & suerginate, se non haueuano le braccia ornate di questa sorte di armille: ma hora non si osserua più, & per questa cagione sono venuti questi conchili in più vil prezzo. I mercanti di questo paese, hanno certi strumenti di rame perforati, col quale sogliono fare il prezzo alle perle. Onde quelle perle, che passano per li forami più piccoli sono di vn prezzo; quelle, che passano per li forami vn poco più grandi, sono di più gran prezzo; & così di mano in mano secondo la grandezza de i forami, & delle perle si fa il loro prezzo. Ve ne sono delle così minute, che non si possono in nessun modo forare, perciochè lʼarte è quella, che le fora, & non nascono (come si credono alcuni) così forate; & però restano queste minute alli maestri, & sono di poi portate in Europa, delle quali tal volta sivende lʼonza due assi Franzesi. Le maggiori perle, che si trouano nel Promontorio di Comorin:Peso, & valuta di alcune perle.pesano cento, acini di frumento; & sogliono queste tal volta valere mille cinquecento ducati lʼvna. Io nʼho vedute delle molto più grandi, le quali diceuano essere dellʼIsola di Burneo, ma non erano così belle, come le dette di sopra. Ne ho trouata vnʼaltra quà; che pesaua sessanta acini di frumento. Dicono, che inuecchiate, mancano di peso, & perdono di colore.Modo di lustrar le perle.Ho io sperimentato, che le perle fregate ben bene col riso rotto, & con sale, racquistano il primo vigore, & la nitidezza.Nota.Chiara cosa è, che le perle prese dopo del plenilunio, diminuiscono col tempo; ma quelle, che son prese innanzi del plenilunio, non sono à questo suggette.” Appresso de gli Indiani dirado si seruono ne i medicamenti di perle;La lode ragioneuole d'vno scrittore, è fondata sopra la diligenza vsata da lui con l'occhio intorno alle cose delle quali lui ha scritto.ma i Mauritani assai spesso, sì come facciamo ancora noi, mettendo le perle nelle medicine cordiali. Sino à qui parla Don Garzia delle perle, molto particularmente, et di esperientia, come quello, che più anni era stato, et era ancora in quei paesi, nè però non punto dubbio autore in così fatto proposito. Et questo è quanto habbiamo hauuto à dire di così fatti animali; nel che, benchè siamo stati alquanto lunghi, non douerà parere strano à chi legge, poi che si è trattato di così nobil gioia. Ritrouansi nel mare di Scotia ancora pesci di forme inusitate; alcuni con le squame grandemente aspre, altri con ossi in cambio di squame, come le locuste, alcuni ritondi come palle, con la pelle forata in tal modo, che per quella parte per la quale eʼ prendono il cibo, per la medesima ancora ne mandano fuori gli escrementi.Da poi che l'elemento dell'acqua è così copioso di animali non è marauiglia, se ne produca di spetie diuerse, & quasi infinite.Dellʼaltre sorti, come sono i Rombi, Capitoni, Magarelli, ò vero Sgombri, Pettini, Chiloni, Scotti, Scari, Spari, Spondili, Ostriche, Vitelli marini, Foche, Ceti, de i quali molti non sono conosciuti nei mari mediterranei; & aringhe chiamate da i marinari i Re de pesci, & di tante altre spetie, che diremo? Da poi che egli è certa cosa che della Germania ogni anno passano in Scotiavn numero grande di nauilij per cagione di pescare, & non senza loro gran profitto; & è tanta la gran quantità de i pesci minori intorno alla costa per la benignità di Dio (il quale col mezo della madre natura in cambio di alcune altre cose comprese tra le delitie, che in Scotia non sono, lʼha proueduta)Doue la natura ha mancato in vno emolumento à gli huomini ella ha supplito con vn altro.che il frutto, che si caua di loro, largamente mantiene i popoli; in tanto, che si vede la stessa natura hauer del grano, ò altre biade. Essendosi con lʼesperienza trouato, che nel medesimo luogo, doue un giorno se ne sia presa gran quantità; il giorno seguente non se nʼè presa minore; quasi che sian più presto, per straccare i pescatori, che i pesci si suijno da i loro consueti ridotti; chiaro inditio della soprabbondanza de i pesci di quello Occeano immenso, dal quale la costa nʼè per ogni tempo fornita, per i tempi diuersi dellʼanno con diuerse spetie, & sorti di essi, come meglio ha proueduto la natura, che à gli huomini douesse essere, ò più necessarie, ò di più piacere.Citiso, & sua historia, appresso de gli Scozzesi.Per i luoghi inculti riserbati per gli armenti nasce per sè medesimo il Citiso vtilissimo à i bestiami, & gratissimo alle api, come anche da gli antichi egli è stato conosciuto per tale; benchè vogliono alcuni di loro, et de i moderni ancora, che il Citiso sia pianta, et non herba, quantunque per le parole di Columella se ne potesse stare in dubbio: ma dicendosi da loro, che è pastura per le pecore, et alle galline è par pure, che sia cosa bassa come è lʼherba, et non fruticosa come il mirtho, ò altro simile; ma accordandosi i più chiari autori, che cresca come fanno i virgulti, & i mirthi non occorre altrimenti affaticarsi in questo dubbio, hauendo il Matthiolo assai parlato; dicendosi sol questo, che in Scotia, ò sia per la qualità del terreno, che tale lo produce, ò per il poco vehemente sole ò per il troppo, quasi sempre sforzato vento, che vi si genera, il Citiso non cresce à misura alcuna considerabile di pianta, ma sene sta basso, & commodo ad ogni sorte di animali. Porta questo il suo fiore il mese di luglio di color purpureo, & di sapor dolcissimo.Di questo i Pitti soleuano comporre vna loro sorte di beuanda (come bene dallʼantiche memorie di quelle genti si può ritrouare), non meno vtile, che diletteuole:Beuanda composta di Citiso, & altre cose appresso de i Pitti perduta con quella gente.Ma perchè il modo del farla, & il suo tasto, & la dichiaratione delle cose, che vi si metteuano, mancò insieme con la stessa natione, quando furono i Pitti da gli Scotti cacciati; & del tutto distrutti, non se ne può hoggi ritrouar più il vero essempio; & finalmente nessuna parte è della terra di Scotia per quanto possa lei essere sterile, che non sia vtile almeno per le minere del ferro, ò di qualche altro metallo; benchè quelle molto più vtili si trouino nelle Isole vicine suggette alla Corona di Scotia; alle quali (hauendo noi di già parlato per lʼaltrui verace, & fidele informatione, & per la nostra propria cognitione assai largamente di questa parte della gran Brettagna) ce ne passeremo. Sono vicine alla Scotia nel mare Hibernico quaranta tre Isole, delle quali alcune sono lunghe sino à trenta miglia; ma larghe non più di dodici, da alcuni dette Ebonice, &Isole Hebride in numero 43.da altri Hebride; la prima delle quali è lʼIsola Mona, dal volgo detta Man, la quale nondimeno è della Corona dʼInghilterra, ma della giuriditione del Conte di Derbi; della quale Isola si dice, che gli antichi soleuano portar corona da piombo. Hor questa Isola è appunto contrapposta alla Gallouidia, & alla Inghilterra, in tal modo, che da settentrione ella è alla Gallouidia vicina più, che non è allʼAnglisea, che vicinissima si troua allʼInghilterra da Mezo giorno da quella parte, che VVallia si dice; della quale Anglisea per esser senza controuersia della parte dʼInghilterra, noi non parleremo; dicendo, che Mona viene ad esser nella larga bocca di vn largo seno di mare quasi fronte alla costa del Ducato di Lancastro, sino alla quale quel seno si distende; ella fù già sedia de i sacerdoti Druidi come Giulio Cesare, & Corn. Tacito bene assai dimostrano.Isola Mona & sue qualità.La sua lunghezza da settentrione à Mezo giorno è di miglia trenta due; la maggior larghezza è di quindici miglia, ellʼha dieci et sette parrocchie:produce lino, & canape assai, Grano, orzo, & auena per il suo bisogno, benchè vsano più far il pane di auena, che di altro; hanno del bestiame minuto assai, con buone pasture, ma non son già le pecore così grandi quiui come nellʼInghilterra, non hanno boschi, & però in cambio di legne ardono vna certa sorte di herba quasi simile alla turba,La natura, & il caso ancora operano spesso cose grandemente strauaganti.nel cauar della quale, dicono, che spesso si sono trouati sotto terra alberi grandi, & interi quasi che conuertiti nella propria sustanza della terra; la qual cosa, ò dimostra la bizaria della natura, ò dimostra, che quellʼIsola hora non sia altro, che vna aggregation di terra per cagione accidentale, che habbia ricoperta la sua prima parte, ò suolo quale ei si fusse et innalzatala allʼaltezza et superficie, che hoggi si vede. Nel mezo di essa la si innalza con alcuni monti altissimi, della cima dei quali al cielo sereno si scorge non solamente benissimo la Scotia, ma lʼInghilterra, et lʼHibernia ancora. De i luoghi che vi sono il primo è Russin verso Mezo dì chiamato volgarmente villaggio del castello; perciochè nel suoCastle-town.castello vi si tiene vn poco di guardia, ma ve ne è vn più popolato, che questo non è, che si dice Douglas, doue è vn buonissimo porto,Chi vuol più curiosamente conoscere di queste Isole legga Guglielmo Camdeno nella sua Britannia.doue vanno mercanti con Sale, coiami, lana roza, e carne salata di boue le quali mercantie da quel popolo sono compre auidamente. Da Tramontana di Mona èArana.lʼArana dettaBotha.Botha; perciochè il beato Brandano vi edificò vna casa, che nella lingua comune si dice Both. Poi oltra il cantero èHelau.Helau, &Rothesa.Rothesa, dal capitano Rothesao, il quale primo di tutti per essa condusse gli Scotti dʼHibernia in Albione; & non lontana da questa èAliza.Aliza abbondante di quelli vccelli, che noi dicemo chiamarsiSolande vccelli.solande: & altre seguitano con i loro nomi distintamente, & poste tra settentrione, & ponente; le quali sono copiose di metalli: ma la maggior di tutte èIla.Ila oltra la punta: di Nouanto alla vista di Loquihabria lunga trenta miglia abbondante di biade, & di metalli, se vi fussero chi diligentemente vi lauorasse, ò che non vi fusse tanta carestia dilegne, quanta venʼè. Di poi seguonoCumbra.Cumbra, &Mula.Mula, non inferiori in cosa alcuna ad Ila, ma in Mula è vna fontana limpidissima lontana due miglia dal mare;La natura non si stracca mai di produrre cose à gli ingegni nostri marauigliose.dalla quale escono certe huoua piccoline come perle, piene di humore, & splendenti, & candide, le quali per vn rio, che fà la fontana sono portate ad vna certa gran fossa, la quale non lungi di là mette poi capo nel mare:Iona Isola celebrata per la cagione.nella qual fossa, condotta dal corso dellʼacqua, innanzi lo spatio di dodici hore, con marauiglia della natura stessa riescono Conche ragioneuolmente grandi. Presso à queste seguita lʼIsola Iona tanto ricordata per molti huomini santissimi, che vi hanno habitato, quanto perchè ellʼè stata sepoltura comune à i Re dopo Fergusio secondo, dal quale fù ricuparato, & rischiarato lo splendor della natione Scozzese, quasi prima, che oscurato & rouinato del tutto. Fù Iona da Beda detta Hy, & Hu, & da i Pitti donata à huomini religiosi, i quali con habito particulare come monaci viueuano, perciochè da essi i Pitti haueuano conosciuto per via delle loro predicationi la fede christiana, tra i qualiColombo apostolo de i Pitti.Colombo huomo santo ottenne il primo nome di lode, & di apostolo christiano per la sincerità della sua vita essemplare; per memoria ancora di lui sino al tempo di Beda, lʼIsola fù detta Columbkill, quasi cella di Colombo. Et in questa Isola di poi assai in vn piccol villaggio dettoSodore, onde Sodorensis episcopatus; & insula Sodorensis.Sodore, ò Sedoro, fù messo la Sedia episcopale per quei luoghi, onde tutte quelle isole furon dette Sodorensi, stimandosi che le sieno tutte suggette nello spirituale à quel Vescouado. Dopo Iona alquantoLeuissa.più oltra nel mar Deucallidonico è posta lʼIsola di Leuissa lunga sessanta miglia, & larga trenta;Nota.la quale ha vna riuiera di tal natura, che se la sarà passata à guazzo da qualche donna, nessun Salmone per quellʼanno vi comparirà, benchè de gli altri pesci dʼogni tempo vi si troui quantità grande; cosa marauigliosa è, & da far, che i filosofi stessi non si debbino presumer di saper tutti i segreti della natura; facendo vera quella sentenza, che di tutte le cose, che ci si potrebberosapere, gli huomini ne sanno vna menomissima parte. Di poi èSkia.Skia; poiRona.Rona, nelle quali i vitelli marini, forse per ciò, che vi compariscono à schiere, non temono lʼaspetto humano; & lʼvltima di tutte èHirtha.Hirtha la quale ha di sua eleuatione sessanta tre gradi; onde non passando Mona gradi cinquanta sette; se egli sʼha da credere à gli Astronomi, & principalmente à Tolomeo, che ogni grado celeste corrisponda in terra miglia sessantadue, & mezo; viene adunque ad esser da Mona, che si conta prima dellʼHebride ad Hirtha, che è lʼvltima miglia 375 di distanza. Il nome fù posto à questa Isola dalle pecore, le quali in lingua antica eʼ dicono Hierth: genera capre assai, & i loro becchi sono grandissimi, & hanno le corna lunghissime, & grosse, & le code lunghe sino in terra, & la situatione di questa Isola, & il suo consistente è tale, che rupi altissime à modo di scogli tutta la cingono allo intorno sì, che appena riceue in vn certo ridotto ò piccol seno, che lʼhà vna meno che mediocre naue; doue già non poteua così ageuolmente entrare, come hora fà, se non nel solstitio dellʼestate; nel qual tempo vn Sacerdote sino nel tempo di Iacobo quinto passaua da Leuissa nellʼIsola,Vedi che gouerno spirituale era questo.& battezzaua tutti i bambini nati in quellʼanno, & vi si fermaua per alcuni giorni ministrando loro le cose sacre; dopo il qual termine, hauendo riscosse, & riceuute à buona fede le decime di quello anno dal popolo se ne ritornaua in Leuissa; costume, & abuso non meno disconueuole in quel luogo, che si sia in molti altri;L'auaritia sola è considerata, & la charità Sacerdotale del tutto è smarrita appresso di questa gente.poi, che così come vi nascono huomini, & vi si nutriscono, vi potrebbero ancora viuere i Sacerdoti ò ministri ecclesiastici se gli hauessero tanta cura di quelle creature, che nascono, come lʼhanno di dimandar le loro decime; ma ciò non toccando à noi di trattare lasceremo questo proposito ad altri. Due chiese sono in questʼIsola, vna detta San Pietro, lʼaltra San CNota questo miracolo, il quale può per questo essere accettato, per ciò che Dio riguarda benignamente sopra quei che sono humili, & semplici di core.lemente, & è anticata memoria tra quella gente; che essendo mancato vna volta molti secoli adietro il fuoco in questa vltima Chiesa, la qual fùstimata prodigio superstitioso da quei rozi habitatori del luogo, & non hauendo il modo, nè sapendo come se ne poter procacciar altroue; fù posto dalle persone, le quali semplicemente, & con la fede sincera verso Dio procedeuano, vn fascio di legne da ardere sopra lʼaltare dellʼaltra Chiesa, & facendo il diuoto popolo oratione per la loro commune intentione, & desiderio di ottenere il fuoco dalla prouidenza di Dio per il rimedio dello spento per la lor negligenza; piacque ad esso Dio, il quale risguarda i cuori de gli humili suoi serui di prouederne loro col fare accendere instantemente quel fascio di legne, dal qual caso essi consolati, potettero ancor meglio riconoscerlo per loro protettore, & sempre con essi vnito. Presso à questa è ancora vnʼIsola dishabitata, doue sono certi animali non dissimili dalle pecore quanto alla forma, ma saluatichi; nè si possono prendere senza inganno, & hanno il pelo, ò lana loro dʼvna certa qualità mezana tra la lana delle pecore, & quella delle capre; nè altra sorte di animali non vi si trouano. Tra queste Isole sono molti passi maluagi alla nauigatione quasi Chariddi,Passaggi pericolosi nel mare.con ritrosie pericolosissime fra i loro scogli; ma il più infame passaggio di tutti gli altri è Corebrecho, ben notato nelle carte di questi paesi; dal quale sono rapite le naui, benchè sieno più dʼvn miglio lontane, con la vehemente, & rapace attrattione, che ne fà lʼacqua ritirandosi (come si dee credere) in qualche profonda voragine, che sia nel suo profondo letto; la qual naue così attratta, & aggirata dalla vehemenza dellʼonde sì, che la non può senza la sola gratia di Dio prender corso salubre à se stessa, ne viene da esso inghiottita miseramente. Hora si è detto quello, che dellʼHebride ci è parso à proposito, delle quali la possessione fù anticamente comprata da gli Scozzesi con alcuna quantità di denari,L'Hebride compre da i popoli di Noruegia.& non molta, da i Noruegi, i quali hauendo scorso, et altre volte acquistato terra nella Brettagna sʼhaueuano ancora occupato intorno della Scotia quelle Isole. Et quanto alla lingua, che i popoli dellʼHebrideparlano si conosce tanto simile à quella de gli Hibernici seluaggi,La lingua de i popoli dell'Hebride, & d'Irlanda è simile.che si può conoscere bene assai, che furono già tutti vna gente. Et questo è quel che se ne può per hora dire: però ce ne passeremo à parlare dellʼoche, ò anitre chiamateClakis vccelli, & loro historia.Clakis, credute dal volgo, & da molti scrittori antichi & moderni nascere ne gli alberi di quellʼIsole; delle quali noi diremo quel tanto, che per lunga diligentia, & studio habbiamo potuto ritrouare per vero di esse. Certa cosa è che le nascono de i legni tagliati di quelli alberi, quando però vi concorra la qualità & sostanza dellʼacqua marina alla generatione; imperò che tali vccelli si sono sempre veduti generare, e nascer nel mare, con vn certo spatio di tempo, vi nascono dentro alcuni vermi, i quali nel nascere fanno vedere, che non sono altro, che putrefattione del legno medesimo (come auuenir veggiamo in tutti i legni dolci, i quali generalmente per la loro vecchiezza generano quei vermi, che da gli Italiani son detti tarli) rimanendosi incauato per tutto il legno medesimo. Questi vermi come sono nati formano capo, piedi, & ale, & sempre si pascono della materia sustantiale del legno (come anche fanno i tarli) et in tanto mettono à poco à poco le piume, crescendo di giorno in giorno di corpo sino alla grandezza di vnʼoca mezana; & allʼhora se ne partono essi volandone via come gli altri vccelli. La qual cosa si vidde chiaramente lʼanno 1490, dal popolo in Buthquhania prouincia da noi di sopra ricordata; perciochè essendo stato traportato dallʼonde del mare, ò per tempesta, ò per altra cagione al Castello Pethslege vn grandissimo legno di quella sorte, fece non poco marauigliar le genti della sua grandezza; & alcuni lʼandarono ad accusare al signor del luogo; il quale venuto à vederlo, & imaginandosi quello, che potesse essere, lo fece segare; il che fatto, subito apparirono in gran moltitudine i vermi di già in esso generati; parte di essi senza alcuna precisa forma, parte con qualche distintione delle lor membra, & parte con le membra di già del tutto formate, tra iquali alcuni ve nʼerano con le piume giouanette; della qual cosa hauendo preso singular piacere il signore, fece portare per vna lunga memoria di quel naturale auuenimento il legno così come egli era nel tempio di santo Andrea di Tera (questo è nome del luogo) doue sino ad hoggi è stato conseruato così sforacchiato, ò corroso per tutto, come da i vermi fù lasciato. Et due anni di poi fù pur traportato vn simil legno dallʼonde marine nella foce del Tao, presso al Castello Buthe, il quale fù da molti veduto, & ritrouato dalla medesima sorte, che lʼaltro. Et non fù diuerso il caso da questi due, che occorse circa due anni dopo di vedere à tutto il popolo nel porto di Edimburgo, & fù tale. Vna grandissima naue, il nome della quale, & lʼinsegna era di San Christophoro, essendo stata rimenata da vna dellʼIsole dellʼHebride, doue lʼera stata allʼancora tre anni interi; fù tirata in terra, & fù trouato per tutto, doue ella era stata sotto acqua hauer ripiene le sue tauole, & legni principali di così fatti vermi, tanto principiati, che senza forma, quanto di già ben formati; & però si potrebbe pensare, che tal virtù fusse veramente ne i legni tagliati de gli alberi di quelle Isole, & che quella naue fusse stata fabricata di così fatto legname; sopra il qual proposito, lasciando considerare à chi legge quel che glie ne pare; noi diremo vnʼaltro simil caso pur naturale, che accompagna necessariamente i sopra detti. Vn gentilʼhuomo Scozzese studioso molto delle cose degne di consideratione detto Alessandro Gallouidiano sacerdote della Chiesa Kilkedense, trouandosi alla marina,Marauiglia della natura alla quale discorso humano non può arriuare.& pigliando dalla riua di quellʼaliga, che ordinariamente vi si ritroua in copia; trouò tra i sermenti di essa sino alla radice ò principio suo, & per tutto alcune piccole conche, per la qual cosa marauigliatosi molto, & cercando ancora più oltre, ne aprì curiosamente alcune; per il che se prima si era marauigliato, allʼhora ne rimase stupefatto; perciochè non vi trouò altrimente dentro pesce (come dellʼaltre Conche auuiene) ma vccelli dentro de i nicchi loro,& così grandicello ciascuno, come la grandezza delle Conche capiua in suo proportione. La qual cosa egli mostrò ad altri largamente sì, che non si hebbe punto di dubbio sopra la cosa per sè stessa, ma si bene sopra la cagione di essa cosa. Onde per questo essempio diuerso dal primo, noi pensiamo di potere attribuire la virtù di tal procreatione non tanto à gli alberi soli, quanto allo stesso mareOcceano Padre delle cose, così detto da Homero. ancora, interuenendoui la materia accidentale atta à ricceuere diuerse forme da quello, come da principale agente; per la qual cosa Homero lo chiamò Padre delle cose. Onde noi possiamo facilmente conoscere, che Enea Siluio Piccolomini nobile Sanese, il quale fù poi per le sue virtù chiamato al Pontificato, huomo per altro nelle scienze eruditissimo,Il Piccolomini non s'ingannò, ma fù ingannato.nel suo itinerario, ò descrittione delle tre parti, del mondo, tenne altra oppinione in questa cosa, di quello, che nʼè la verità: perciochè seguitando dalle persone non conosciute scritti, o memoriali incerti, non essendo lui giammai stato in Scotia; riferisce, che i pomi di quelli alberi di quellʼIsole caduti nel mare si conuertono in vccelli; pensandosi che quei pomi così come caggiono si trasmutino con poco, et breue intermedio in quegli animali,Non essendo i pomi di materia consistente, & dura non par verisimile, che i vermi, che ne possino nascere prendino forza, & vigore come gli altri vccelli che nascono del legno.ma ciò apparisce esser falso, perciochè della corruttion di essi pomi à poco à poco, & non subitamente si generano i vermi, come ancora ne i legni già detti (se pur anche de i pomi sia vero che naschino, del che non hauendo da gli Scozzesi tal chiarezza hauuta, ci risoluiamo à non lo credere) i quali poi cresciuti per interualli alla perfettion da noi descritta i pomi restano in nulla: la qual cosa non essendo stata à bastanza considerata, è stato creduto, che ciò sia per via di miracolosa trasmutatione, più tosto, che per natural cambiamento di natura come egli è col mezo lungo della putrefattion della materia preparata à ciò fare, quando la sia dal suo principale agente, che è il mare, aiutata. Et qui faremo fine di parlare in tutto dellʼIsole Hebride, se non, che noi ridurremo in consideratione del lettore, che il nome dellʼIsolaThule fù nome commune di queste Isole settentrionali.Thule ècommune ad altre Isole ancora, oltra la propia, & vera Thule; la qual cosa è ben dimostrata da Tacito, dicendo lui, che lʼarmata Romana mandata à costeggiare allo intorno la Brettagna da Agricola, allʼhora presidente dei Romani nellʼIsola, vide, & scoprì lʼIsola Thule; il che non si può intendere à modo alcuno della vera Thul, la quale si troua secondo Tholomeo posta tra le Isole Scethlandice pur assai di là dalle Orcade, & vicina alla Noruegia, per la gran distanza che vi è. Ma perciochè da gli Scozzesi è chiamata sino ad hora prima Thule lʼIsola dʼIla, & seconda Thule lʼIsola di Leuissa da noi ricordate tra lʼHebride; si può fare euidente coniectura, che vna di queste fusse stata conosciuta da i Romani, & non quello da Tholomeo descritta, & da gli huomini venuti di poi ben conosciuta lontana dalla Scotia trecento miglia, se già non hauessero essi hauuti gli occhi lincei, poichè non si ha memoria, che i Romani si allargassero dalla costa per ricercar alcuna ventura in alto mare.Islanda.Et Islanda ancora Isola posta nel mar congelato, & stimata vltima à settentrione, & doue si nauiga per il traffico de i pesci, si chiama tal volta da gli scrittori Thule.Farina di pesci in Islanda.In questa i pesci sono in luogo di pane à i suoi popoli; perciochè risseccati i pesci sino allʼvltima durezza, ne fanno farina, la quale poi composta à lor modo ne fanno pane, il quale si mangiano cotto sopra de i carboni.Orcadi Isole in numero 30.Appresso allʼHebride sono le Orcadi, parte di esse nel mar Deucallidonico, & parte nel Germanico; delle quali la più nobile èPomonia.Pomonia, non essendo lʼaltre di tal consideratione, che nessuna di esse meriti particular descrittione, come che lʼarriuino al numero di trenta, diuise, & separate dallʼOcceano, lʼvna vicina allʼaltra con spatij breui, & angusti; sì che alcuna ancora ve nʼè ben piccola, & ancora non habitata, nè calcata da gli huomini se non da i pescatori, ò da i corsari, ò pirati. Et già furono sotto la giurisditione de i Pitti, le quali da i Sassoni quando cominciarono ad aiutare i Britanni, chiamati da loro furono assaltate, & spogliate, di poi venuteper spatio di tempo sotto la potestà de i Noruegi, & de i Dani presero i loro popoli la lingua del vincitore, et quella parlano sino ad hora ciò è Gothica; sino à che Christierno Re de i Dani nel 1472, come luoghi lontani, & a sè di poco profitto, & di molta spesa, riceuendo vna certa somma di denari, & non grande, ne consegnò la possessione à i Re di Scotia con ogni sua ragione. Diconsi queste nella lingua Orkney, quasi Argath, la qual parola si interpreta, sopra i Geti, che più tosto si potrebbe dire sopra Cath. perciochè il promontorio di Cathanosia prouincia di Scotia si dice Cath, & queste Isole gli sono allʼincontro. Hora Pomonia fù da Solino chiamata Diutina, perchè lʼhabbia il giorno lunghissimo lʼestate, & hora da i suoi paesani si dice Mainland, che significa, Terra continente, parendo à quei popoli rozi di esser nati, et cresciuti in vna larga, & ampia terra, ancora, che quella Isola non circondi più di miglia trenta in circa. In questa Isola soleua gli anni passati hauer la sua stanza il Vescouo di tutte lʼIsole in vn piccolo castello detto Kirkuale, doue è vn tempio magnifico così come in quei tempi antichissimi i Principi, & i popoli à gara concorreuano allo edificar magnanimamente i luoghi sacri più tosto che i profani, & per vso loro. Et vi sono ancora due altre castella per la conditione del luogo,Qualità dell'Isola Pomonia.& delle genti ben diffese da i pirati; in questa come in alcune dellʼaltre si trouano le vene dello stagno, & del Piombo, ma tutte mancano di legne, nè producono il grano, ma si bene di orzo, & di altre biade sono abbondanti; non hanno serpenti, nè altri animali velenosi, & il medesimo si conferma dʼHibernia, della quale noi habbiamo parlato in altro luogo; però non ci partendo dalle Orcade si dice, che lʼorzo è il loro più familiar nutrimento, perchè di esso fanno il lor pane, se pur qualchʼvno non si facesse portar del grano di fuori, & la loro ceruogia, la quale essi sanno così ben fare, & così buona, che essi ancora beuendone assaiNatura de gli huomini delle Orcadi.(& beuitori sono straordinarij senza dubio) non punto sʼimbriacanoper quello, ò mostrano parte alcuna di minor sentimento, nè nella loro allegrezza, nè dipoi, come allʼaltre genti auuenir veggiamo tra lʼaltre nationi; procedendo ciò (sʼio non mʼinganno) perciochè volti à Settentrione hanno le loro complessioni forti, & gagliarde per resistere ad ogni straordinario disordine: la qual cosa si proua con la esperienza generale di tutti loro nella sanità propia; perchè sono sanissimi sino alla estrema età, nè vi si vsa alcuna sorte di medicine; i corpi loro sono robusti, di carne candida, & delicata quanto alla vista, & dimostratione.Fecondità delle pecore delle Orcadi.Le pecore vi sono così feconde, che quasi tutte vi partoriscono due agnelli alla volta, & tal hora nʼhanno partoriti tre. Hanno tanta copia di vccelli saluatichi, & dimestichi, quanti à pena sene potranno trouare in tutta la Brettagna; ma i loro caualli sono ben piccoli, & minuti di corpo nè maggiori, che gli asini; sono nondimeno questi molto forti alla fatica.Nota la qualità, & natura di questo pesce, il quale per la sua sonnolentia à se stesso nuoce, et ad altri gioua.De i pesci saria superfluo di parlare, essendouene di tutte le spetie tanta abbondanza, che, ò sarebbe impossibile il rimostrarle, ò incredibile allʼvdirle: ma ben diremo di vna sorte, per la marauigliosa sua natura degno dʼesser conosciuto, & dalla penna descritto. Egli è vn pesce grande ancora più dʼvn gran cauallo, il quale quasi sempre è sonnacchioso, ò sonnolento, & ha per vsanza di attaccarsi con i denti; i quali egli ha grandissimi, & fortissimi; à gli scogli, che soprauanzano lʼacqua, & là doue eʼ sono più aspri, & quiui se ne resta sorpreso da vn sonno incredibile, allʼhora se per sorte di là passano nauilij, i marinari vedendolo così pendente dal sasso, gettano lʼanchora; & hauendoui legato vna fortissima gomina, con la barca portano il resto della gomina alla volta del pesce, con la quale essi lo legano verso la coda; hauendo prima per ciò meglio poter fare incauata ò tagliata la sua pelle con alquanto della carne;Si potrebbe fauoleggiando dire, che così fatto animale sia vno de gli assistenti allo Dio del sonno.tanto è quella bestia fissa nel sonno; & per fermar meglio la legatura, & che la gomina non lo lasci; poi facendo vn grandissimo strepito, & grida, & battendolo ancora con le pietre,ò altro sʼeʼ possono, sino che al fine egli con gran fatica destandosi dal sonno, & volendo saltar di nuouo nel mare, & trouandosi impedito, comincia à sbattersi grandemente, con tutte le sue forze, tenuto nondimeno sempre forte dallʼanchora sì, che non può vscir del laccio, onde conoscendo di affaticarsi in vano, & confessandosi in vn certo modo vinto si disquoia,Nota che la natura in ogni animale ha infusa vna certa naturale sagacità.ò si dispoglia, per dir più chiaramente, della sua propria pelle; per la quale lui per suo naturale instinto conosce di essere ricercato, & si rimane come morto sopra lʼacqua resupino: Però i marinari tolto su la pelle; pigliano lui & ammazzandolo cauano dal grasso suo gran quantità di olio; & la pelle adoperano in luogo di corde per cosa durabile per lungo tempo senza rompersi, ò guastarsi. Oltra lʼOrchade per cento miglia sono le Scethlandice, le ricchezze delle quali Isole consistono in pesci risecchi al sole,Ancora questi hanno le loro proprie ricchezze.ò più tosto al vento, & in pelli di animali, & cuoia, come di buoi, di pecore, di capre, di martori & simili: & doue vanno ogni anno gli Olandesi, e i Zelandesi, & altre nationi sul mar di Germania, mercatantandole più per cambio di altre mercantie loro necessarie, che in altro modo. Hanno pochi frumenti, ò biade, se non di quelle, che vi sono portate di fuori; onde perciò si può comprendere, che il sole non vi sia molto gagliardo, ma che il vento, che nel vero regna molto, & grande, & asciutto nel settentrione gli aiuti assai nel seccare i loro pesci. Quanto al viuer loro il medesimo nʼauuiene, che à quei dellʼOrchade,Sobrietà naturale forse non così vniuersale conosciuta fra di noi.perchè non hanno giammai nessuno, che si mostri, ò pazzo, ò imbriaco, ò fuori del douuto senso; benchè con minor marauiglia, che nellʼOrchade, conciosiachè in queste Isole beuono acqua pura, & mangiano temperatamente. Sono oltra le Scethlandice alcune altre Isole della medesima qualità, benchè non hanno lʼvso del frumento à modo alcuno, nè della carne, se non, che viuouo del pesce così risecco, & pesto molto bene,Austerità notabile ma che pur basta à mantener le genti in buona disposition dei corpi loro.& mescolato con acqua fattone fogacce, & cottele sopra il fuoco se le mangiano; essendo il fuoco loro fatto di ossasecche di pesci; niente di meno viuono così sani, come gli altri, che abbondano di tutte le commodità humane: & forse più contenti della loro sorte; perciochè non hanno contentione per le ricchezze, le quali essi non conoscono, non risse, non gare, non quistioni: ogniuno per lo inuerno si prouuede con la pescagione, per la quale sola attendono à fare i fatti loro, & sono in essa grandemente diligenti.Felicità da molti desiderata & da pochi conosciuta.Sono lontane da essi le guerre, & i pensieri di quelle; vsando charità, & semplicità naturale, & cambieuole tra di loro sino allʼvltimo de i loro anni; tenendo puramente la fede christiana senza alcun puntiglio & scrupulo, ò superstitione come la fù lor data dal principio, à i quali vna volta lʼanno passaua già come è detto, dellʼHebride vnʼhuomo di Chiesa, ò pur dallʼOrchade della cui Diocesi sono, per ministrar loro le cose sacre; perciochè tutte queste Isole sono della iurisditione di Scotia, & quella Corona riconoscono quantunque assai liberamente. Il Sacerdote adunque, ò Sacerdoti ò ministri hauendo fatto lʼvfficio loro consueto sì nel battezar tutti i nati di quellʼanno, come in altri casi, essi prendeuano le decime dellʼanno, le quali non sono di altra cosa, che di pesci, & se ne ritornauano alla loro residenza nellʼOrchade, lasciando i popoli sino allʼanno dʼauuenire con la medesima negligenza, che noi diceuamo esser lasciati quelli dellʼHebride, ancora che la loro negligenza forse non è noceuole in queste Isole, quanto nelle Hebride, essendo questi popoli naturalmente semplici, & lontani da i vitij comuni dellʼaltre genti. Tali con la vita loro sono essi, che se noi dobbiamo stimare essere ricchezze le parti apparenti di noi medesimi, essi sono ricchissimi tra tutti gli altri; perchè sono di bellissima statura, & di robuste forze, & sanissimi;L'arte medicinale appresso di loro non viene ad hauer luogo alcuno.non hauendo nè cognitione, nè passione di nissun morbo, come noi altri, però viuono sino ad vna estrema età essenti da ogni dolore di corpo, ò di mente. Et tale informatione di queste genti vscì dal Vescouo, che si ritrouaua allʼhora dellʼOrchade sino al tempo di Iacobo quinto Redi sopra nominato, la quale noi come cosa degna della curiosità de gli huomini lʼhabbiamo voluta includere in questa nostra descrittione, & giustamente, poichè la Corona di Scotia drittamente ha imperio sopra quelle terre così lontane, & da gli antichi non altrimenti conosciute à bastanza.Nota le qualità lodevoli di questo huomo Scethlandico.Haueua quel Vescouo allʼhora nella sua famiglia vnʼhuomo di queste Isole Scethlandice di statura così grande, che facilmente superaua ciascuno altro maggiore, che si fusse potuto trouare tra gli altri huomini, & di bellissima, & di giustissima proportione; & di tal forza, che nessuno poteua stargli à petto, ò giocasse alla lotta, ò à qualunque altro gioco, si volesse; & nella delicatezza delle carni gli poteuano ancora ceder le donne; era di semplicità ingenua, di affabilità, & di charità singulare, come sono gli altri di quei paesi. Però sono degni di riprensione quelli, i quali in vn certo modo ostinatamente contendono,L'oppinione guadagnata nelle scuole non riesce alla esperienza, però bisogna, che la dottrina ceda alla proua.che doue il sole non si scopre così bene, & non si mostra vgualmente come à noi altri, le genti non possino esser altrimenti, che infelici, & barbare per esser poco scoperte da quello; conciosia che nella memoria delle historie non sʼhabbia cognition di gente contenta, ò più beata per sè medesima di questa, se noi già non vogliamo andar dietro alle fauole de i poeti, de i quali non fa punto bisogno di seruirsi per la intelligenza delle cose vere delle nationi della terra, se non quanto in alcuna parte eʼ si sieno voluti concordar con chi nʼhabbia scritta historia ferma, & verace. Hauendo noi detto quanto ci era necessario, & di piacere di tutte le genti sottoposte alla Corona Scozzese, diremo hora, che in questeNota questa historia del succino, ò ambra.Isole nasce il succino intorno à gli scogli, il quale i Greci chiamarono Electrum, & Plinio Chryselectrum, & Dioscoride Pterygophoron, perciochè ei tira à sè per sua occulta proprietà le paglie, & le festuche, & altre cose leggieri; egli è di color dʼoro, & da glʼItaliani detto Ambra gialla; della qual materia quando ella è indurata come cristallo di rocca, ò di montagna, se ne fanno vaghi vezzi, braccialetti,& corone, per le donne, & nellʼInghilterra le donne nobili lʼvsano hoggi molto in braccialetti, & gratiosamente più che di oro;Così come l'oro dimostra l'auaritia altrui bene spesso, così parimente scopre la poca honestà della donna, che lo porta sopra le forze sue.poichè lʼoro è venuto comune ad ogni vna, purchè la se lo sappia guadagnare; così ancora in terra ferma le figliuole altrui honeste per ornamento loro propio ne forniscono con delicati vezzi i colli, & i petti proprij, & quantunque fresca questa ambra la sia odorata (come si dirà) non fù ben conosciuta da molti filosofi.Qualità dell'ambra & suo discorso.Sono ancora dellʼambre nere bellissime le quali hanno la medesima proprietà, che le gialle, anchʼesse risplendenti molto,Ornamento proprio delle donne pudiche, & caste.& ornamento nel modo, che lʼaltre gialle alle giouani, alle vedoue, ò di qualche età, perchè le dimostrano con il lor fisso colore vna certa grauità accompagnata con temperata leggiadria, desiderata dalle matrone di riguardeuole honestà, & stato.Come si generi, & può chiarire & risoluere i diuersi discorsi che da gli antichi ne sono stati fatti.Nasce questo succino, ò ambra attaccato à gli scogli, rotti, & scoscesi dallʼassidua agitatione, & ripercotimento dellʼonde del mare, il quale à poco à poco vi aggiugne materia, come vna schiuma bianca, viscosa, & crassa di qualità; accrescendone à lungo andare la massa in tal modo, che cresciuta, ò per il peso, ò per le tempeste distaccatasi da gli scogli, sene va poi portata dal mare hor quà, hor là. Dicono coloro, che hanno hauuto sorte di vederne spesso di quella, che ancora appiccata à gli scogli non è condotta à perfettione, per non essere stata battuta la massa dallʼonde à bastanza, esser piena di vesciche come vna spugna, & di nessun vigore, ò virtù; onde si comprende, che tutta la bontà,Come la bontà si gli porga, & accresca.& virtù gli peruiene della sua maturatione; cioè quando à complimento la sia stata ben ribattuta dalle onde, & che per quel ribattimento la sia del tutto ben ripiena sino ad vna perfetta spessezza, ò densità, & poi ancora agitata dal mare, & veduta dal sole si venga per il lungo suo moto à far più perfetta; & spesse volte auuiene, che con questo succino, ò ambra si troua dellʼaliga, traportata anchʼessa dallʼonde, & con la sua massa facilmente quando è fresca, & tenera attaccatasi, & mescolatasi, onde inquella parte, doue lʼaliga si mescola, lʼambra viene ad esser men buona. Noi sappiamo, che egli è stata diuersa lʼoppinione di altri da quella, che noi habbiamo scritta, circa il nascimento del succino, ò ambra;Ogni cosa detta, ò rimostrata à profitto altrui è lodeuole.& però ci è piaciuto di hauere hauuta vna tale occasione per profitteuole intelligenza de i più solerti, & suegliati ingegni; per il piacer de i quali si racconterà quello che auuenne nella costa di Scotia intorno al proposito di questo succino, ò ambra. Intorno allʼanno 1546, fù trasportata dallʼonde marine à i liti diNota questo caso dell'ambra.Buthquhania di già tanto da noi nominata vna massa di questo Electro, ò ambra, maggiore del corpo di vn bue; la quale essendo veduta da i pastori, i quali in quei luoghi guardauano i loro armenti, nè sapendo, che cosa la si fusse, pur la tirarono tra terra, & spezzandone vn pezzo, & mettendone à caso vn poco sul fuoco, ne sentirono vn buono odore, onde essi subito con la lor simplicità seluaggia,O più tosto balordaggine.corsono à ridirlo al prete della loro prossima Chiesa allegramente, mostrandogli dʼhauer ritrouato vna cosa così vtile come lʼincenso per la sua Chiesa, se lui la volesse andar à vedere, & prenderne vna parte: ma egli ignorante non meno, che essi grossolani si fussero, andando là,Questo doueua essere vn prete più che grossolano.ne prese solamente quel tanto, che pensò che gli potesse bastar qualche mese, lasciando tutto il resto nel lito alla ventura, nelle mani de i pastori, i quali fattolo in pezzi, se lo abbruciarono in cambio di candele, innanzi, che tal cosa venisse in cognitione di persone di alcun giudicio: in modo, che si potette dir, che ciò fusse stata quella gioia ritrouata dal gallo, il quale di essa fece manco stima, che dʼvn grano di frumento. Essendo nondimeno (benchè tardi) auisato di tal cosa colui;La natura più che violentemente ne venne à rimanere offesa.per lo fauor del quale noi habbiamo potuto poi hauer tutte queste particularità; correndo egli là à gran pena fù à tempo ad hauerne vna piccola parte, hauendo quei buoni compagni consumato tutto il resto, che valeua il peso dellʼoro, per riceuerne tanta commodità quanta nʼharebbero hauuta per venti cinque libre di candele. Et questo sia il fine del nostro parlare sopralʼHebride, sopra lʼOrchade, & sopra le Scethlandice Isole tutte suggette alla Corona di Scotia, quantunque molto più ancora se ne potesse dire; ma ciò è stato il meglio, & più lodeuole, per nostra elettione, & degno di esser raccontato senza biasimo di prolissità. Non volendo in questo fine rimaner di rispondere ad vna tacita obiettione, ò marauiglia, che potrebbe trouarsi allo incontro di chiunque haurà letto questo nostro discorso; come che sia possibile, che la corona di Scotia habbia così poca entrata, hauendo il paese tanto vtile quanto lʼhabbiamo descritto, sapendosi certo, che innanzi, che vi si alterasse la Religione,Senza dubbio le pouertà del Regno è tale che e' pare che i Re siano sforzati di sottogiacere à molte indignità, et molti pericoli come senza dubbio si può conoscer da chi ne può parlare.la corona non arriuaua à scudi cento mila lʼanno; al che si risponde la molta libertà, che hanno hauuta i popoli sempre, ha tenuta la corona pouera, & però ancora à i suoi sudditi, & nobili, & ignobili molto suggetta, & impedita nelle sue imprese il più delle volte: però che nella guerra le seruano comandati per qualche poco di tempo, prouedutisi per sè medesimi di Vettouaglia. Onde finito il tempo, se ne sbandano, & così fanno per le loro partialità; essendo in questo intenti più à seruire à i loro particulari oggetti,Modo di seruire à i loro Re.che alla vera vbbidienza, douuta da i fedeli popoli à i buoni Re; & questo basti per risolution di cotal dubbio.