AUTOBIOGRAFIA DELD.rHERZL.1

AUTOBIOGRAFIA DELD.rHERZL.1Son nato nel 1860 a Budapest vicino alla sinagoga il cui Rabbino ultimamente m'ha accusato di voler conquistare per gli Ebrei maggior onore e libertà di quella ch'essi hanno ora. Non posso negare d'aver frequentato una scuola. Prima fui mandato in una scuola preparatoria ebraica dove godevo d'una certa stima perchè mio padre era un agiato negoziante. I miei primi ricordi mi richiamano alla mente una bastonata che ricevetti per non aver saputo i particolari sull'esodo egiziano. Oggi molti maestri mi batterebbero volentieri poichè io me ne ricordo troppo. A dieci anni passai alla scuola tecnica, dove un professore spiegò il significato della parola:pagàno, dicendo che appartengono a questa classe gl'idolatri, i maomettani e gli Ebrei. Dopo questa curiosa spiegazione abbandonai la scuola tecnica e passai al „Ginnasio evangelico“: in settima classe scrissi il mio primo articolo di giornale, naturalmente senza firma. In quel tempo morì la mia unica sorella, una giovane di 18 anni; mia madre ne fu così colpita che dovemmo stabilirci a Vienna. Qua seguii il corso di legge e presi parte a tutte le pazzie studentesche. Portai il berretto d'una corporazione di studenti finchè questa decise di non [pg 16] accoglier più Ebrei. Dissi allora addio a quei nobili giovani e mi misi sul serio al lavoro. Nell'84 fui laureato ed entrai nella pratica giudiziaria, prima alla Corte di Vienna, poi a Salisburgo. Naturalmente io scriveva più per il teatro che per la corte, e poichè capii che come ebreo non sarei mai pervenuto alle funzioni di giudice, dissi addio a Salisburgo e alla carriera giudiziaria.Cominciai a scrivere per il teatro ed i giornali. Nell'89 mi ammogliai ed ora ho tre figli: un maschio e due femmine. Durante il mio viaggio in Ispagna nel 1891, laNeue Freie Pressemi propose di diventare suo corrispondente da Parigi. Scrissi là „Le Palais Bourbon“ Nel 95 tornai a Vienna. Durante i due ultimi mesi del mio soggiorno a Parigi scrissi un libro:Lo stato giudaico.Non mi ricordo d'aver scritto nessuna cosa in uno stato d'animo così alto come allora. Heine dice di aver inteso lo sbatter delle ali d'un'aquila sulla sua testa, quando scrisse certi versi. Io pure credeva di sentir qualche cosa di simile ad un rumore passar sulla mia testa quando scriveva quel libro...Nel 1895 ho preso a scrivere un giornale di memorie, oggi ne son pieni 4 volumi. Se io dovessi un giorno pubblicarli, il mondo sarebbe stupito di conoscere che cosa io dovetti soffrire, quali erano i nemici dei miei disegni e chi mi prestava il suo concorso. Ma una cosa è fuor di dubbio: il movimento resisterà. Io non so quando morrò:ma il principio non morrà mai.D.rTeodoro Herzl.Nota[1]Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.Nota di trascrizioneL'ortografia e l'accentazione del testo originale sono state preservate fedelmente.È stato corretto un refuso nell'ultima frase del libro:ma il principio non morrà mai: unildi troppo è stato rimosso.*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DR. TEODORO HERZL — DISCORSO COMMEMORATIVO ***

AUTOBIOGRAFIA DELD.rHERZL.1Son nato nel 1860 a Budapest vicino alla sinagoga il cui Rabbino ultimamente m'ha accusato di voler conquistare per gli Ebrei maggior onore e libertà di quella ch'essi hanno ora. Non posso negare d'aver frequentato una scuola. Prima fui mandato in una scuola preparatoria ebraica dove godevo d'una certa stima perchè mio padre era un agiato negoziante. I miei primi ricordi mi richiamano alla mente una bastonata che ricevetti per non aver saputo i particolari sull'esodo egiziano. Oggi molti maestri mi batterebbero volentieri poichè io me ne ricordo troppo. A dieci anni passai alla scuola tecnica, dove un professore spiegò il significato della parola:pagàno, dicendo che appartengono a questa classe gl'idolatri, i maomettani e gli Ebrei. Dopo questa curiosa spiegazione abbandonai la scuola tecnica e passai al „Ginnasio evangelico“: in settima classe scrissi il mio primo articolo di giornale, naturalmente senza firma. In quel tempo morì la mia unica sorella, una giovane di 18 anni; mia madre ne fu così colpita che dovemmo stabilirci a Vienna. Qua seguii il corso di legge e presi parte a tutte le pazzie studentesche. Portai il berretto d'una corporazione di studenti finchè questa decise di non [pg 16] accoglier più Ebrei. Dissi allora addio a quei nobili giovani e mi misi sul serio al lavoro. Nell'84 fui laureato ed entrai nella pratica giudiziaria, prima alla Corte di Vienna, poi a Salisburgo. Naturalmente io scriveva più per il teatro che per la corte, e poichè capii che come ebreo non sarei mai pervenuto alle funzioni di giudice, dissi addio a Salisburgo e alla carriera giudiziaria.Cominciai a scrivere per il teatro ed i giornali. Nell'89 mi ammogliai ed ora ho tre figli: un maschio e due femmine. Durante il mio viaggio in Ispagna nel 1891, laNeue Freie Pressemi propose di diventare suo corrispondente da Parigi. Scrissi là „Le Palais Bourbon“ Nel 95 tornai a Vienna. Durante i due ultimi mesi del mio soggiorno a Parigi scrissi un libro:Lo stato giudaico.Non mi ricordo d'aver scritto nessuna cosa in uno stato d'animo così alto come allora. Heine dice di aver inteso lo sbatter delle ali d'un'aquila sulla sua testa, quando scrisse certi versi. Io pure credeva di sentir qualche cosa di simile ad un rumore passar sulla mia testa quando scriveva quel libro...Nel 1895 ho preso a scrivere un giornale di memorie, oggi ne son pieni 4 volumi. Se io dovessi un giorno pubblicarli, il mondo sarebbe stupito di conoscere che cosa io dovetti soffrire, quali erano i nemici dei miei disegni e chi mi prestava il suo concorso. Ma una cosa è fuor di dubbio: il movimento resisterà. Io non so quando morrò:ma il principio non morrà mai.D.rTeodoro Herzl.Nota[1]Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.Nota di trascrizioneL'ortografia e l'accentazione del testo originale sono state preservate fedelmente.È stato corretto un refuso nell'ultima frase del libro:ma il principio non morrà mai: unildi troppo è stato rimosso.*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DR. TEODORO HERZL — DISCORSO COMMEMORATIVO ***

Son nato nel 1860 a Budapest vicino alla sinagoga il cui Rabbino ultimamente m'ha accusato di voler conquistare per gli Ebrei maggior onore e libertà di quella ch'essi hanno ora. Non posso negare d'aver frequentato una scuola. Prima fui mandato in una scuola preparatoria ebraica dove godevo d'una certa stima perchè mio padre era un agiato negoziante. I miei primi ricordi mi richiamano alla mente una bastonata che ricevetti per non aver saputo i particolari sull'esodo egiziano. Oggi molti maestri mi batterebbero volentieri poichè io me ne ricordo troppo. A dieci anni passai alla scuola tecnica, dove un professore spiegò il significato della parola:pagàno, dicendo che appartengono a questa classe gl'idolatri, i maomettani e gli Ebrei. Dopo questa curiosa spiegazione abbandonai la scuola tecnica e passai al „Ginnasio evangelico“: in settima classe scrissi il mio primo articolo di giornale, naturalmente senza firma. In quel tempo morì la mia unica sorella, una giovane di 18 anni; mia madre ne fu così colpita che dovemmo stabilirci a Vienna. Qua seguii il corso di legge e presi parte a tutte le pazzie studentesche. Portai il berretto d'una corporazione di studenti finchè questa decise di non [pg 16] accoglier più Ebrei. Dissi allora addio a quei nobili giovani e mi misi sul serio al lavoro. Nell'84 fui laureato ed entrai nella pratica giudiziaria, prima alla Corte di Vienna, poi a Salisburgo. Naturalmente io scriveva più per il teatro che per la corte, e poichè capii che come ebreo non sarei mai pervenuto alle funzioni di giudice, dissi addio a Salisburgo e alla carriera giudiziaria.

Cominciai a scrivere per il teatro ed i giornali. Nell'89 mi ammogliai ed ora ho tre figli: un maschio e due femmine. Durante il mio viaggio in Ispagna nel 1891, laNeue Freie Pressemi propose di diventare suo corrispondente da Parigi. Scrissi là „Le Palais Bourbon“ Nel 95 tornai a Vienna. Durante i due ultimi mesi del mio soggiorno a Parigi scrissi un libro:Lo stato giudaico.Non mi ricordo d'aver scritto nessuna cosa in uno stato d'animo così alto come allora. Heine dice di aver inteso lo sbatter delle ali d'un'aquila sulla sua testa, quando scrisse certi versi. Io pure credeva di sentir qualche cosa di simile ad un rumore passar sulla mia testa quando scriveva quel libro...

Nel 1895 ho preso a scrivere un giornale di memorie, oggi ne son pieni 4 volumi. Se io dovessi un giorno pubblicarli, il mondo sarebbe stupito di conoscere che cosa io dovetti soffrire, quali erano i nemici dei miei disegni e chi mi prestava il suo concorso. Ma una cosa è fuor di dubbio: il movimento resisterà. Io non so quando morrò:ma il principio non morrà mai.

D.rTeodoro Herzl.

D.rTeodoro Herzl.

Nota[1]Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.

[1]Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.

[1]Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.

Riassunta dalJewish Chronicledi Londra del 14 Gennaio 1894.

Nota di trascrizioneL'ortografia e l'accentazione del testo originale sono state preservate fedelmente.È stato corretto un refuso nell'ultima frase del libro:ma il principio non morrà mai: unildi troppo è stato rimosso.

Nota di trascrizione

L'ortografia e l'accentazione del testo originale sono state preservate fedelmente.

È stato corretto un refuso nell'ultima frase del libro:ma il principio non morrà mai: unildi troppo è stato rimosso.

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DR. TEODORO HERZL — DISCORSO COMMEMORATIVO ***


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