XI

Il cantare di Madonna Elena si trova in due codici:

E.—Cod. Morenianu-Bigazzi CCXIII, c. 136 a [Di Madona Elena imperadrice], fin. e. 148a[Finis]. Il titolo non è esatto, perché appartiene ad un altro celebre cantare di argomento religioso.

F.—Cod. CLX della Bibliot. comunale di Perugia (giá C. 43):Novela di Lena imperadrice—"Questo cod. ha parecchie lacune ed è scorrettissimo". Col sussidio dell'uno e dell'altro dei codd., il cantare fu pubblicato da Ottaviano Targioni-Tozzetti nel librettoCantare | di | Madonna Elena | Imperatrice[per nozze Soria-Vitali], Livorno, 1880 (16°, di pp. 57) [T].

Il Targioni ebbe dal D'Ancona le copie del codice Perugino e del codice Moreniano, ch'egli definisce Pisano, perché allora era in proprietá di un prete del contado di Pisa. Il cod.E, scritto a Pisa, reca molte grafie pisane, "pulsella", "fattesse" ecc, le quali non furono eliminate tutte dal Targioni; io ho tolte anche le poche che vi erano restate. Ometto l'apparato alle varianti, perché esso è stato dato nell'edizione del Targioni e la lezione scelta da lui nei casi dubbi è sempre la piú giudiziosa e aggraziata.

In qualche luogo mi sono scostato dall'edizione T, sia per rendere al verso la giusta misura, sia per schiarire il senso, che era evidentemente oscurato e arruffato dai copisti:

III, 7 EF e disse: Arnaldo grossa son. T corregge: "Arnal". "Questi scorciamenti non sono insoliti ai cantori popolari". Mi pare che d'un cosí strano scorciamento non vi sia bisogno, perché per dare la misura al v. basta togliere l'"e" iniziale

VII, 4 a[d]

XIV I codd. sono molto discordi:

Quivi avea giente di molti coluri di strane parti e de lontan paesi e de liali e de li tradituri e de li avari e anche de li cortisi. Appresentò lo vin li servituri e si fu dato bere al re Alvisi e lo ne bevé a tutta sua volontade, poi porse la coppa a Urgier lo podestade.

Quivi aveva giente de molti paesi di strane parti e da lungie cittade e degli avari e ancor de' cortesi, con una coppa di gram dengnitade, a mercatanti, a signori e a borghesi e Carlo n'ebe a la sua volontade, e poi la diede a messer Rugieri; di mano in mano, a' maggior cavalieri.

Il testo F dovrebbe essere accolto senz'altro, se fosse possibile ridurre a forma toscana le rime: "cortisi", "Alvisi". Per schiarire il testo E, evidentemente bisogna mutare "a" (v. 5) in "ha" =vi sono mercanti, signori e borghesi, e mutare "n'ebbe" (v. 6) in "bebbe" (=bevé di F), iniziando col nuovo verso (6) un nuovo periodo logico.

XVIII, 1 e[d] 4 o[d] è il vin… vi 6 parole ('n)

XIX, 2 che[d]

XXIV, 4 T destro a la terra

XXV, 7 a[d]

XXVII, 2 tu se' vantato? Muto in "ti sei vantato", per coerenza col v. 6 "mi son vantato"

XXIX, 4 che[d]

XLIII, 2 a[d]

LI, 2 EF che fu adimandato; T: "ch'e'fu", ma neppure la correzione dá senso. Suppongo che il "che" dei mss. fosse in origine un "cho", vale a dire "ciò". E allora tutto si rischiara.

LVI, 7 a[d]

LX, 2 EFT questo non è piú da sofferire; mancano la rima e la misuradel verso, perciò modifico: "questo colpo non è da sofferere"7 gran[de]

LXII. Nei codd. e in T mancano tutte le rime: "Madonna Elena il volse anco ferire: | la testa presto gli volea tagliare | Messer Guarnieri disse: Non mi uccidere | ch'io veggio ben ch'io non posso scampare. | Venga il libro e sí lo fate scrivere… Muto "uccidere" (v. 3) in "finire" e "lo fate scrivere" in "vi fate a udire". "Scrivere" fu attratto dall'"hanno scritto" di LXIII, 2

LXII, 7 EFT che quelle gioie ch'io v'ò mostrate. Il verso manca:correggo: "Come quelle gioie ch'io ho mostrate"

LXIV, 8 EFT non vo' ch'Elena non mi trovi. Tolgo la ripetizione del"non" e sostituisco: "ch'Eléna qui mi trovi"

LVII, 7 EF solonato. Il T. stampa "solo nato", che non dá sensoalcuno; si legga "sollenato", cioè istupidito per il dolore,svanito di mente (v. Gloss.)

LXIX, S EFT potremo. Ma il povero vecchio non c'entrava per nulla!Leggasi: "potrete".

Anche del cantare diCerbinonon s'hanno manoscritti, ma solo stampe popolari:

1.—LA NOVELLA DI CERBINO.—Segue una stampa in legno, rappresentante un combattimento navale, poi due ottave. Inc.: "O sacre sante gloriose muse"—In-4°, cc. 6. non numerate (reg: a-aiij) a due colonne con 4-5 ott. per col.—Fin. dopo 4 ott.: Finis. Il Molini,Operette bibliografichecit., p. 184 la definisce "del principio del '500 e forse di Firenze, 1502"; cfr. R. Renier,Sonetti e strambotti dell'Altissimo, XLIVn.—Un esemplare è nella Magliabechiana (981-7) ed è quello ch'io segno [M].

2.—LA NOVELLA DI CERBINO—s. n., in-4°, 6 cc. non numerate; in fronte un intaglio in legno "che rappresenta la battaglia navale descritta per entro la novella, sopra la quale leggesi il titolo suddetto, e sotto le 2 prime ottave. Il "verso" dell'ultima carta contiene 8 st. e la parola: Finis. L'edizione sembra fatta in Firenze, sul cadere del sec. XV". Cosí G. B. Passano,I novellieri ital. in verso, p. 93.

3.—NOVELLA DEL CERBINO | in ottava rima | di un anonimo | antico—Bologna, 1862. In-16°, pp. 38. [Disp. XXV.^2 dellaScelta di curiositá letterarie]. Questa edizione è condotta su M ed è anonima.

Preparando ii testo di questo vol., ho tenuto sott'occhio questo libretto moderno [S] e l'edizione del Cinquecento [M]. Eccone le varianti piú cospicue:

I, 5 M perle culle labbra;S perre cui le.Per ristabilire la misura del verso, sostituisco "per la quale"

IV, 8 M secondo

VI, 3-4 S sua; M. sua gentileza e genolosia | non acchador ma per terra & per mare

VII, 8 M beltá

VIII, 2 MS si che ella3 M seppe

IX, 4 MS al suo6 MS sua beltá, sua belleza gloriosa

X, 3 M ai6 MS suto t'è.

XI, 2 M posti 4 M risposti 5 M che pur Cerbin oncerto 6 M costi

XIV, 2 M legadra5 [ne]

XVIII, 7 S venisse ch'ella n'andasse8 S voler per forza rapirla

XXI, 2 M ognun

XXIV, 3 M in Granata bisognava che andassi 5 M che 'l sapporasse

XXVIII, 6 M due galee soctile

XXX, 7 MS prima a dire

XXXI, 1 M a voi

XXXIV, 2 [a]

XLVIII 2 M parebe

L, 5 [è] ferito

LXXIII, 8 M antroposse

LXXIV, 2 a[d]

LXXIX, 6 M estice S estinte (sic)

LXXX, 8 M respondeam'ecco

LXXXI, 1 M Non3 M Non resterano che sempre geme e prora

LXXXII, 5 M incontroS incontro ti sarò

LXXXIX, 1 MS virtú 7 M corpo mio la mia 8 M che spento sia la tua famosa fortezza

XCII, 4 M dolci carmi.

A, con—Liombr., II, 25.6.

accarnare, affondare nella carne la spada—Gismir., II, 35.8

aguiglia, aquila—Gismir., 1, 18.2; 19.7; II, 41.1

aiuolo, tirar l'aiuolo, tendere la rete, preparare un imbroglio (cfr.Crusca^5, 1, 331)—Storia di tre giov. disperati, I, 35.4

aiutante, forte, agile—Cerbino, 68.4

aldace, audace—Gismir., II, 27.6

ambasciare, fare un'ambasciata—Gibello, 31.3

are, aria—Lionessa, 48.1

aritornare, ritornare—Gibello67.8

assiso, messo in possesso—Gibello, 89.5

atropòsse, morte—Cerbino, 73.8

Balio, governatore—Gibello, 9.7

banda, bandiera—Gibello, 24.8

barbuta, elmo—Gismir., I, 27.2

barnaggio, baronaggio—Gibello, 62.1

batolo(di vaio), falda del cappuccio che scendeva sulle spalle e talvolta pendeva sul petto per la sua lunghezza (Crusca^5, II, 95)—Reg. d'Or., I, 23.7

benezione, benedizione—Reg. d'Or., II, 48.2; III, 43.6

bigordare, armeggiare—Gibello, 14.3

bisante, moneta d'oro dell'impero d'Oriente—Gismir., II, 43.8

bossoletto, scatoletta—Gismir., 12.6

bramo, bramoso—D. del Vergiú, 22

brigare, procurare—Gibello, 74.6

bubio, viso b., rannuvolato e brusco—D. del Vergiú, 43.4. Cfr. ilCentil. del Pucci, c. LI, terz. 54: "il qual fu sí crudel con viso bubbio".

burraio, burrone—Reina d'Or., III, 31.8

bussare, scuotere le frondi e le frasche nelle siepi e nelle macchie—Reina d'Or., III, 32.8 [Questo significato non è registrato dalla Crusca^6, II, 332.] .

Camoscio (portare il piede nel c.)—Storia di tre giov., I, 37.5

cavelle, cose—Lion., 13.5

cerchiovito, circuito, circo, arena—B. Gherardino, II, 41.3

cerco, cercato—Donna del Vergiú, 6.1

ciambra, camera—Reina d'Or., IV, 34-4

compagna, compagnia—Gibello, 52.8;Reina d'Or., IV, 9.5

con, come—Vergiú, 10.5

coraggio, cuore (pensate nel vostro coraggio)—Gismir., I, 26.5; II, 50-1

corlare, scrollare—Bruto, 19.7; 20.4

cosso, la sua donna gli tornò nel cosso,?,—Bruto, 18.5

credere, offrire—Storia di tre giov., 44.4

Dannaggio, danno—Vergiú, 51.8

dicapare, decapitare—M. Elena, 20.6; 51.8

divario, mutazione—Storia di tre giov., I, 17.3; III 28.7

diviso, (per non diviso), termine giuridico: in comune (Crusca^5,IV, 781)—Reina d'Or., I, 8.4

dotta, ora:a so dotte, alle ore sue, alle oredebite—B. Gherard., II, 39-4 [v.so dotte]

Fantina, fanciulla—Vergiú, 57.7

fazzione, fattezza del volto, fattura d'una cosa—Liombr., I, 16.8; 45.4

fiancare, sorreggere, dare aiuto—Gibello, 80.8

finare, finire—Reina d'Or., III, 19.4

fiotta, frotta—Gibello, 37.8

franco, libero—Gibello, 86.3

Gaiardo, gagliardo—Bruto, 44.6

gallare, esultare—Gismir, I, 33.6;Vergiú, 66.2

Gesò, Gesú—B.Gher., I, 1—Anche la leggenda di Vergognaed. D'Ancona, I, 1: "O Gesò Cristo sommo redentore"

gesta, famiglia, schiatta e anche corte—Gibello, 21.5; 24.2;77.2; M. Elena, 74.4

giovane, gioventú—Bruto, 6.1

gostare, costare—Gismir., II, 42-3

groppiera, sella—Gibello, 16.4

Imboscare, celarsi in un bosco—Gismir., n, 70.8

impossibole, impossibile—Bruto, 27.3

incorporare(le parole), formare le parole—Lion., 26.5

indovino(capello indov.)—Gismir., I, 14.7

insegnato, saggio—Gibello, 83.3;Gismirante, II,13.1;Reina d'Or., II, 26.3

interiglio, interiora—Gibello, 61.6

intorsare(e molto bene all'oste il becco intorsa)—Storia di tre giov., 25.3

Laniere, pigro—Gibello, 30.5. Il Selmi ravvicina assai opportunamente (p. 52) il v. dell'Intelligenza: "E disse ai suoi:—Or non siate lanieri"

latire, latrare (ella lativa)—Vergiú, 8.7

lattovaro, medicamento, pozione mescolata—Storia di tre giov., II, 28.8

lista(luceva piú che oro inlista)—Vergiú, 48.3

luminèra, luminaria—Reina d'Or., III, 35.3

Magnalmo, magnanimo—Cerbino, 5.6

maniero, familiare, affabile—Gibello, 12.5

marmerúca, marrúca—Vergiú, 44.8

mastra, principale (maestra): mastra porta—Gismir., I, 33.8;Bruto, 38.3; mastra sala—Lionessa, 23.1

mattutino, ora notturna—Gismir., I, 29.8

memoria, mente—Vergiú, 14.3

mena, cosa—Reina d'Or., III, 41.3

mestiero, pratico—Vergiú, 56.8

mica, briciola; usato come particella negativa, come "punto"—Vergiú, 53.6

moro, gelso—Vergiú, 64.6

mostrare, parere (non mostrava dogliosa: non pareva dogliosa—Vergiú, 55.7; non mostri: non sembri—Reina d'Or., II, 21.4). Usato assol.mostra, sott. il "raconto", dice la leggenda—Gismir., II, 25.6; 34.1

musare, accostare il volto in atto di fiutare, di ricercare e di desiderare—Vergiú, 35.5 (l'Amore… solo sua bellezza guarda e musa)

musorno, istupidito—Vergiú, 40.2

Natura, nascita—Gibello, 25.6

Orino(all'orino), ombra—Bruto, 23.5

Parletico, paralitico—Storia di tre giov., II, 32.3

parte, mentre (parte che facía: mentre faceva)—Gismir., II, 42-5

pellicini(d'una borsa), le estremitá dei lembi per i quali la borsa si può afferrare e scuotere per vuotarla—Storia di tre giov., 33.7

pennello, stendardo—Gismir., 36.6

piaggia, erta—Bruto, 45.4

piuolo(piantare a piuolo), piantare in asso—Storia di tre giov., 35.6

podesta, podestá—Gibello, 24.6

possente, possibile—Gibello, 85.4

predicare, persuadere—Gibello, 70.1—Il Selmi (p. 58) ravvicina il passo dell'Apollonio di Tiroin prosa: "e con umile parole lo cominciò a predicare che gli piacesse di non mandarla in siffatto luogo"

prieta, pietra—Cerbino, 14.1; 49.3

promettere, assicurare—Liombruno, II, 37.3

procurare, chiedere notizie—Gismir., I, 24.7

puntaglia, moltitudine di lance—M. Lionessa, 6.1

rabbaruffare, confondere—Cerbino, 50.1

ragione, qualitá—Vergiú, 55.8

ragionale, ragionevole—Gibello, 80.5

ramo(che di pazzia menava ramo)—Vergiú, 22.

Rène, re—Gibello, 81.2

replicare, raddoppiare—Storia di tre giov., II, 15.4

ringioiarsi, riempirsi di gioia—Gibello, 67.7

risedio, edificio, accampamento—Reina d'Or., IV, 6.3; cfr. PUCCI,Centil., 1.46 "Dieder la terra e quella disfèr tutta, infino a' fondamenti ogni risedio".

roncione, cavallo da sella—Gibello, 56.3

ròta, tribunale (Ròta di Maometto, che risiedeva a Roma)—Reina d'Or., IV, 30.5

Santo, chiesa—Gismir, I, 12.3; 27.1

scapigliare, scarmigliare—Gibello, 72.5

schiavina, veste da gaglioffo—Gismir., II, 22.4

scocozzato, cornuto—M. Elena, 17.7

scorgere, mostrare il cammino e fare scorta—Reina d'Or., IV, 17.8 [Qualche esempio analogo reca ilDiz. del Tommasèo e Bellini].

scuola(d'un giardino)—Vergiú, 45.6

sempricitade, semplicioneria—Bruto, 16.5

smagliare, togliere—Reina, I, 48.7

sodotte—a sodotte—B. Gherard., II, 39.4, v. "dotta"a' so dotte: alle sue ore.Dottaperotta, ora è comune nella lingua antica ed è registrata dai dizionari.

sogliáre, soglia—Gismir., 12.3

sollenato, svanito di mente—M. Elena, 67.7

subbio(come panno in subbio), rullo compressore—Vergiú, 43.7[Questo significato manca nei dizionari; comunementesubbiovale "rocchetto da telaio".]

Tenuta, signoria—Gibello, 37.6 e 8

tornare, tardare—Gibello, 74.2. Il Selmi annota: "con tale uso il verbo 'tornare' manca nei vocabolari".

tradizione, tradimento—M. Elena, 8.8.

transito, morto—Vergiú, 43.5; 61.7;Gibello, 72.8

troncascino(il porco troncascino)—Gismir., II, 14.7; II 23.7

uso, òso, ardito—Liombr., II, 19.6

vallare, cadere in basso (a valle)—Bruto, 33.8

vasa("bestia di vasa")—Storia di tre giov., 64.3

vembro, membro—M. Lionessa, 10.7

verghetta, anello—M. Elena, 35.6

verzúe, vergiú—Donna del Vergiú, 5.3; 10.8

vilia, vigilia—Gismir., I, 10.7; 11.1; 25.1

vilume, volume—Gismir., I, 32.2

vitare, eccitare—Gibello, 15.6 cfr. la nota 34 del Selmi (p. 50)

Zambra, camera—Vergiú, 17.5; 46.2; 50.8; 61.2; 63.5;Mad.Lionessa, 13.4;Storia di tre giov., I, 35.7; 40.3; 41.2; 48.4;II, 14.1; II. 30.3; II. 39.7;Liombruno, I, 13.3;Reina d'Or.,II, 44.7;M. Elena, 33.1

zita, zitella, fanciulla—Vergiú, 5.1

Alessandria—vi sbarca Gherardino;B. Gherard. II, 16.1; II, 26.1

Amerigo di Nerbona—M. Elena, 2.3

Aquilina, fata amica di Liombruno —Liombr., I, 14.2; 18.3; 19.8; 43.4; 46.1; II, 2.6; 15.8; 24.7; 26.8; 29.4; 35-8; 38.6; 47.1

Arnaldo di Gironda—M. Elena, 2.5-7; 3.7; 5.3; 6.1; 7.3; 65.1

Arnaldo, figlio di m. Elena—M. Elena, 7.7; 31.7; 56.8; 67.8

Argogliosa. principessa di Genudrisse—Gibello, I, 9.3; 23.1; 41.8;42.3-5; 84.7; 85.1

Artú—Pulzella gaia, 1.5; 3.7; 38.1; 41.2; 42.1; 46.7; 52.1;56.5—Gismir., cant. I 2.4; 5.4; 7.4; 43.4—Ospita il padre di Gismir., I, 2.4; ha caro Gismir., I, 5.4;Gismir. gli chiede commiato, I, 16.3;Gismir. gli conduce laPrincipessa, I, 43-4—Lo sparviero di A.—Bruto, 26.8—Curiositá della corte di A.—Bruto, 5.2—Usanze della sua corte—Gismirante, I.6-7

Astor di Mare—P. gaia, 56.2

Azzolino Romano—M. Lionessa,1.3

Balbani, baroni di Maometto—Reg. d'Oriente, IV, 35.7

Bellicies, amante di Tristano (Cfr.Il Tristano Riccardianoed. E.G. Parodi, Bologna, 1891, p. 27 e sg.)—Donna del Vergiú, 58.8

Berta, segretaria della regina d'Oriente—Reg. d'O., II, 25.1; 26.8; 27.3; 29.3; 30.2; 31.1; 36.2; 37.1; 44.8; 45.5; 48.5; 49.7; III, 9.4; 15.1; 18.1; 23.1; 24.5; 25.1

Biagio, il piú sciocco dei tre giovani disperati—Storia di tre giovani disperati, passim.

Bianca, fata innamorata di Gherardino—B. Gher., I, 25.2

Bologna—nemica della famiglia dei da Romano—M. Lionessa, 43.8; —vi viene a studiare il re d'Or.,Regina d'Or., II,31.2; 32.2 —via che da Firenze conduce a Bol.—M. Lion., 43

Borgogna—Guernieri duca di B.—Donna del Vergiú, 2.3; 14.2

Bravisse o Bramisse, capitale di re Tarsiano—Gibello, I, 2.2; 7.7; 62.3

Breus o Breusse—Pulzella gaia, 55.8; 57.4.

Calliano—gli è raccomandato Gismirante—Gism. I.3.8.

Camellotto, capitale del regno di Longres, patria di Artú—Pulz.gaia, 46.3; 54.2; 56.2

Capitano, marito di Leonessa—M. Leon., 1.5; 4.3; 6.1; 7.2; 8.6;11.1; 12.1; 13.2; 24.8; 25.2; 31.5; 32.2; 43.3

Carlo magno—M. Elena, 6.3; 9.6; 11.2; 13.3; 14.1-6; 15.3; 16.1;20.1; 22.1-5; 26.8; 27.5; 38.7; 39.2; 47.2; 48.4; 52.6; 55.1;65.8; 66.7; 69.5; 70.3

Cavaliere (il) Cortese, padre di Gismirante—Gism., I.2.2. —(il) Nero—Gibello, 25.8; 26.3; 30.5; 31.2; 51.2; 61.1 —(il) Vermiglio—Bel Gher., II, 38.2

Conte (il) Vermiglio—Gibello, 32.2; 34.2; 61.2

Cortese—v. Cavaliere cortese.

Costanza d'Altavilla—Cerbino, 4.8

Elena, figlia del re di Tunisi—Cerbino, 17.3; 29.4; 55.8; 56.4; 80.8; 97.1.

Elia—Reg. d'Or., III, 39.4

Enoc—porta nel paradiso la regina d'Oriente—Reg. d'Or., III, 39.4

Estor—v. Astor.

Fata Bianca, amica di Gherardino;—B. Gher., I, 25.2; II, 10.5;14.8; 24.2; 25.1; 39.1—Innominata, amica di Gismirante;Gism., I, 8.8; 20.3—Morgana, madre di Pulzella gaia—P. gaia, I, 15.3; 51.2 [v. Morgana].

Firenze, visitata da Salomone—M. Lion., 39.7

Francesca da Rimini—Donna del Vergiú, 64.8

Francia, il re di F.—Lion., 3.4; 4.1

Gabriello, l'angelo—Reg. d'Oriente, III, 42.3

Galasso—Pulz. gaia, 56.3

Galatea, regina della Spina—Reg. d'Oriente, IV, 2.2; 11.2; 28.8; 44.3

Galliano—Gismir., I.3.8

Galliano, borgata in val di Sieve, sull'antica via della Futa,Lionessa, 43.1

Galvano—Pulzella Gaia, passim

Genudrisse o Gienidrisse: cittá e reame di G.—Gibello, I.7.8; 8.1; 44.8; 46.7; 47.2; 48.2; 49.2; 51.7; 52.1; 62.1; 75.3; 78.7

Ginevra—P. gaia, 3.8

Gioganti neri—Regina d'Or., I, 19.2; 21.7

Gironda—M. Elena, 23.7; 32.8; 41.2; 44.5—dote di M. Elena, 7.2; signoreggiata da Arnaldo di Narbona, 3.2;4.3; 71.3

Girondino di Gironda—M. Elena, 7.8; 31.7; 56.8, 67.8

Granata—Cerbino, 23.3; 24.3;Liombr., I, 33.2 —il re di Granata;Cerb., 15.7; 19.1;Liombr., I,31-5; 38.1; 40

Guarnieri d'Oltremare—M. Elena, passim

Guglielmo (messer), amante della donna del Vergiú—Vergiú, passim

Guglielmo II, re di Sicilia—Cerb., 4.2; 20.4; 2I.4; 25.4; 39.3; 40.2; 85.7; 86.2; 88.5; 98.1

Isotta—Cerbino, 34.5

Ivano—P. gaia, 56.5

Lancillotto—Cerbino, 34.5;Gismirante, I, 3.8;Pulz.gaia,II.4-7 56.1

Liombordo—Pulz. gaia, 56.6

Lione (messer), padre di Gherardino—B. Gher., I, 3.7; 4.1

Lionello—Pulz. gaia, 56.4

Lombardia; Lionessa, principessa di L.—Lion., I.6-7

Macometto (Maometto), ha in Roma la sua sede—Reina d'Or., IV 30.3

Marco Bello, scudiero di Gherardino—B. Gher., I, 8.7; 9.1; 10.8; 12.4; 15.2-8

Mare—v. Astor (di) Mare

Messina—Cerbino, 27.4; Messinesi—Cerb., 36.2; 38.3

Mompolier (di) Ruggieri—M. Elena, 6.8

Morgana—P. gaia, 15.3; 51.2; 54.5

Nerbona (di), Amerigo, padre di Arnaldo v. Amerigo; Arnaldo

Neri—giganti d'Oriente—Reina d'Or., I, 19.2; 21.8

Palamides—P. gaia, 56.3

Palermo—Cerbino, 13.6; 23.8

Paradiso Deliziano o Luziano—Reina d'Oriente, I 28.2; III, 39.7;Lion., 47.7

Parigi—vi dimora Capitano,Lion., 3.7; 9-3 —vi giunge Salomone,Lion., 20.7; il clero fa omaggio a Salom.,Lion., 29.7

Patrimonio, la prov. di Roma—B. Gher., I, 3.8

Piramo e Tisbe—Cerbino, 34.2;Donna del Vergiú, 64.6

Porco (il) Troncascino, che custodisce il cuore dell'UomoSelvaggio—Gismir., II, 14.7;l'imperatore gli dá in pasto un suo figliuolo,Gism., II, 23

Rodi, vi combatte il duca di Borgogna—Donna del Vergiú, 68.5

Roma—colonna che sorge sul Campidoglio,Bel Gher., I, 3.1—Castello delle Milizie,Reg. d'Oriente, I.36.8—Sede della "rota" di Maometto,Reina d'Or., IV, 30.5—È signoreggiata dal Porco Troncascino,Gismir., II, 14.8—e ne è liberata da Gismirante,Gismir., II, 45; 46.4; 48, 5-6-8—Patria di Gismirante,Gismir., I, 2.9—Gismir. vi arriva,Gism., II, 20.6—Vi giungono la regina d'Oriente,Reina d'Or., I, 29.1—e il cavaliere Cortese,Gismir., I, 2.6—Vi abitano i tre giovanidisperati,Storia di tre giov., I, 24.7

Ronciglione, ufficiale della corte di Maometto—Reina d'Or.,IV, 31.6

Roncisvalle—Cerbino, 67.8

Rota di Maometto in Roma—Reina d'Or., IV, 30.5

Ruggiero di Mompellier—M. Elena, passim

Ruggiero Normanno di Sicilia—Cerb., 4.6; 5.1

Salomone ritrovato nel Paradiso deliziano dalla regina d'Or.—Reina d'Or., III, 39.8

Sardigna—Cerbino, 29.1

Selvaggio—v. Uomo selvaggio.

Serpentina: ròcca, dov'è imprigionato Gibello—Gibello, 41.1; 67.3; il duca di Serp.—Gibello, 44.5; 63.1; 72.4. La duchessa di Serpentina—Gibello, 61.1; 69.1; 70.1; 71.1; 73.7

Siena, vi giunge Salomone—M. Lionessa, 39.2

Spagna, vi giunge uno dei giovani disperati—Tre giov. e tre fate,I, 25.2.—La regina di S. truffa a Biagio il corno, il tappeto e la borsa:Tre giov. e tre fate, I, 26.

Spina, la reina delle S.: v. Galatea.Ròcca della S.—Reina d'Or., IV, 2.2.

Tarsiano, re di Bravisse:Gibello, I, 2.2; 38.8; 41.4; 43.2; 46.8;56.1; 58.1; 58.8; 60.7; 64.7; 69.5; 73.8; 80.7

Tavola Ritonda—Pulz. gaia, 6.8; 7.5

Tisbe—v. Piramo e T.

Trapani—Cerbino, 72.2

Tristano—Gismir., I.3.7;Pulzella gaia, 56.1;Cerbino, 34.5—Il caval. Cortese gli raccomanda Gismirante,Gismir., I.3.7—Bellicies muore per amor suo,Donna del Vergiú, 58.8

Troiano (messer)—Pulzella gaia, 1.7; 2.1; 3.3; 26.1; 56.4

Tunisi—Cerbino, 7.1; 11.7 13.6; 22.2; 40.3

Turchia—Viaggio di Biagio in T.,Tre giovani e tre fate, II, 18.1

Uomo Selvaggio—Gismir., 1,45; 11.1; II.7.8—Abita in un castello con quarantatré donne—Gismir., II, 8

Ustica—Cerbino, 72.2

Valentra, cittá della donna della Spina—Reina d'Or., IV, 19.8

Valle Bruna—Gibello, 25.8; 26.1; 51.1; 53.1

Vergiú—la donna del V.:La donna del Vergiú, 5.3; 23.2; 54.4: ladonna del Verzieri, ib., 56.4

Vermiglio: il cavalier Verm.—Bel Gher., II, 38.2—il conte V.—Gibello, 50.6; 59.2; 61.7: 62.5; 63.7

I —IL BEL GHERARDINO.Cantare primo………………………… pag. 5» secondo……………………….. » 17

II —PULZELLA GAIA.Cantare primo…………………………. » 31» secondo……………………….. » 45

III —LIOMBRUNO.Cantare primo…………………………. » 61» secondo……………………….. » 75

IV —ISTORIA DI TRE GIOVANI DISPERATI E DI TRE FATE.Cantare primo…………………………. » 91» secondo……………………….. » 109

VI —GIBELLO.Cantare primo…………………………. » 145» secondo……………………….. » 157

VII —GISMIRANTE.Primo cantare…………………………. » 171Secondo »……………………………. » 183

X—REINA D'ORIENTE.Primo cantare…………………………. » 231Secondo » …………………………… » 245Terzo » …………………………… » 259Quarto » …………………………… » 273


Back to IndexNext