SCENA I.

Uno stambugio: non lurido, ma sguernito. Un letto di ferro per due, con i cuscini puliti e una coperta decente. Una tavola di legno grezzo. Un paio di sedie. Una panchetta. Una credenza. Qualche altra suppellettile indispensabile. In mezzo alla stanza: un gran braciere, spento. Un piccolo crocifisso a capo del letto. Niente altro ai muri e niente sulle scarse suppellettili. Si ha l'impressione del vuoto e del freddo. Una sola porta a due battenti in fondo, la quale dà in un vicolo recondito. In uno dei due battenti è praticato un alto finestrino angustissimo, per cui non può passare neppure una testa. Ha una griglia di ferro come se fosse il finestrino d'un carcere e uno sportello di legno. La porta e il finestrino sono chiusi. È notte. Lo stambugio è nel buio fitto.SCENA I.GRAZIELLA, sola, e Alcune voci.Graziella(avvolta in uno scialle, dorme supina sul letto. Nell'oscurità sembra una morta.)(Dopo un po' disilenzio, giunge, lento dalla strada, il canto «a dispetto» d'una comitiva di nottambuli sinistri.)Una voceTu stai dormendoe non lo sai che noi stiamo svegliati,e siamo diecia cantare per te che ci hai lasciati.Il coroChe ci hai lasciati.Graziella(si sveglia, erge il torace, rabbrividisce, e mormora:)Maria Vergine!(Silenzio. Poi di nuovo il canto.)(Ella, immobile, ascolta.)Una voce diversaTi sei scordatache quando stavi al vicolo Schiavonenoi passavamoe ci chiamavi tu, dal tuo balcone.Il coroDal tuo balcone.[1]Qualcuno dei nottambuli(alzando il tono per farsi sentire, dice strascicatamente:)Questa è una porta che non si riapre più.Graziella(piano, come se la persona che ha parlato le stesse vicino)Possiate morire in galera!Un altro nottambuloUno solo è il santo che sa fare il miracolo.Un altroE il santo che lo sa fare questo miracolo... sta venendo.Graziella(tra sè)Deve essere Salvatore che viene.(Allibita)Se gli dicono qualche cosa, che accadrà?!(In fretta, scende dal letto, a tentoni cerca sulla credenza un piccolo lume di ottone, lo accende, corre al finestrino, lo apre un poco e spia.)Si allontanano....(Rassicurata)Madonna mia cara, ti ringrazio!(Chiude lo sportellino, si accerta che è ben chiuso, e resta intenta, aspettando il segnale di Salvatore.)(Si ode un lungo fischio.)Graziella(animandosi molto)È lui! è lui!(Aspetta ancora.)(Si ode un'altra volta lo stesso fischio più vicino.)Graziella(si affretta ad aprire la porta.)SCENA II.GRAZIELLA e SALVATORE. Indi le VOCI di prima. Indi la VOCE di FRANCESCA.Salvatore(comparisce.)(Cappello a cencio e giacca col bavero alzato.)Graziella(gli si aggrappa addosso come una bambina.)(Restano un istante abbracciati.)SalvatoreSono stato così in pensiero! È una notte come non me ne ricordo. Non sembra di stare a Napoli. C'è un'aria di ghiaccio che intirizzisce le midolla. E sapevo che tu non avresti potuto comprare nemmeno un poco di carbonella... come, pur troppo, non ho potuto comprartene io.GraziellaVerso il tramonto, me ne ha regalato uno spizzico il tavernaio qui accanto. Per un'oretta mi sono riscaldata. Ma poi....SalvatoreTi ho pregato di non accettare mai regali da nessuno.GraziellaSoffrivo tanto! Ho dovuto accettare. Ma guarda la cenere nel braciere: era proprio uno spizzico.(Un silenzio. Va per chiudere la porta. Sporge la testa fra i battenti)Salvatore....SalvatoreChe è?GraziellaComincia a nevicare.Salvatore(gettando via il cappello)Vorrei che facesse tanta neve da seppellirci!(Siede.)Graziella(gli si accosta affettuosamente)Mi avevi promesso di avere coraggio.SalvatoreDove lo trovo più il coraggio? Sono stato licenziato.GraziellaChe mi dici?!SalvatoreQuesto ti dico. Alle dieci di stasera, chiudendo il negozio, il signor Alberto mi ha fatto sapere che s'era provveduto d'un altro contabile.GraziellaÈ una canaglia.SalvatoreNon è una canaglia, no. Il mese scorso, mi dette due mensili in anticipo, e me li ha condonati. Perchè canaglia? Chi paga ha il diritto di essere servito; e io non ho saputo servirlo. La volontà non basta. Si ha da avere l'abitudine al lavoro. Ero arrivato sino all'età di trentaquattro anni stando fra le case di malaffare, dove ti ho conosciuta, e le case da giuoco, e non m'era mai passata neppure per l'architrave del cervello l'idea di lavorare. Giuocavo con astuzia e avevo anche fortuna; e così mi trattavo da signore e non avevo bisogno di nessuno. Ma abbiamo voluto liberarci tutti e dueda questa bella roba, che intanto non ci metteva dinanzi la faccia della miseria, e adesso divertiamoci a fare la guerra senza fucili. Ci siamo già ridotti in questo canile; e finiremo sul lastrico della strada.GraziellaVedrai, invece, che a poco a poco....SalvatoreChi è fatto di gesso non diventa di ferro. Mettiti bene in mente che io non sarò mai buono a guadagnarmi un soldo col lavoro.GraziellaSei tanto istruito. Sei stato a scuola. Mi dicesti che sei stato perfino in un collegio, lontano da Napoli.SalvatorePerbacco se ci sono stato! Ed ero il primo della classe, come suol dirsi! Un portento! Un fenomeno d'intelligenza! I maestri, per non farmi troppo insuperbire, mi ammonivano: «dovete ringraziare il babbo che vi ha dato tutto questo ingegno». E siccome mia madre mi aveva lasciato credere che un padre lo avevo avuto sul serio e che era morto prima che nascessi, io... gli spedivo i ringraziamenti in paradiso. Già!... E che medaglini sul petto!...Che uniforme stringata!(Ride con amarezza)Eh eh!... Un collegio di nobili, ti dico, perchè lei... li aveva i quattrini per farmi stare insieme con i figli dei galantuomini. Quella poveretta ci aveva pensato ad attaccarmi addosso la scorza del galantuomo. Il sangue me lo aveva dato cavandolo dalle lordure più ributtanti; ma la pelle, ah! la pelle me la voleva fare con l'oro di zecchino.GraziellaCertamente la sua intenzione era buona.Salvatore(alzandosi bruscamente)Non difenderla, tu. Ti proibisco di difenderla.GraziellaUna madre è sempre una madre, Salvatore. Una intenzione cattiva, non poteva averla.SalvatoreNon doveva mettermi al mondo!(Breve pausa.)E quando mi ci aveva messo, non doveva tenermi lontano e non doveva lasciarmi crescere nell'ignoranza di ciò che essa faceva. Vivendo bambino presso di lei, mi sarei nudrito del fango della casa. Quel fango mi sarebbe entrato nella carne, mi sarebbe entrato nelle vene, mi sarebbe entrato nell'anima, e più tardi, diventando uomo, io avreiadorata mia madre e avrei creduto di fare una cosa naturalissima continuando a godermi tranquillamente i lucri della sua vergogna!Graziella(con umiltà dolorosa)Tu lo dimentichi che io sono stata come lei.(Un silenzio.)Salvatore(avvicinandosi a lei e prendendole la testa).... Perdonami.(Pausa)Del resto,... per te,... è tutt'altro! Tu, senza aspettare la vecchiaia, hai avuta l'energia di toglierti da quella vitaccia. Sapesti mostrare tanto desiderio di uscirne da commuovere me, che ne avevo orrore, e hai saputo essere tale una santa creatura da farmi appunto dimenticare il tuo passato. Quale donna sarebbe stata come te? Se la gelosia che mi divora non te l'avesse impedito, ti saresti rassegnata perfino al mestiere della serva per rimanere con me! E difatti ci sei rimasta, affrontando prove anche più dure, affrontando prove anche più pesanti. Se non te ne stanchi, la gente dovrà venire a baciare il lembo della tua veste! Sì sì, Graziella: questo è vangelo.Graziella(come intontita)Se non me ne stanco?!SalvatoreTutto può accadere.Graziella(prorompendo)Con te sempre. Salvatore! Con te nel freddo e nella fame! Con te sino all'ultimo. E vicino a te voglio morire! E voglio essere calata nella fossa dalle mani tue,... dalle mani tue.... Non te ne sei ancora persuaso?Salvatore(torce il collo per nasconderle il volto.)Graziella(circondandolo con le braccia)E no! Se hai le lagrime agli occhi, fammele vedere. Perchè mi privi di questa consolazione? Non sono esse il segno che non hai finito di volermi bene?Salvatore(con dolcezza, con voce quasi di pianto)Contavo di poterti dire un giorno: «Guarda, Graziella: noi andavamo per un brutto mare, per un brutto mare maligno, ed io ho portato a salvamento la barca tua come tu hai portato a salvamento la mia». Ma te lo posso dire questo in coscienza? Te lo posso io dire? E posso io avere ancora, in coscienza, la speranza di dirtelo?GraziellaSe non l'hai più tu questa speranza, ce l'ho io, Salvatore! Ce l'ho io! Ed è così viva, e così forte, che mentre tu ti affliggi e ti lamenti, una festa di tenerezza mi sta dentro il cuore, e io ti bacio, teh!, ti bacio e ti bacio come se fosse una notte di gioia e come se ci aspettasse un letto di rose!(Continua a baciarlo.)Salvatore(in un risveglio di desiderio stranamente circospetto, tirandola a sè le sussurra all'orecchio:)— Vogliamo fingere... che sia di rose?GraziellaSì.Salvatore(la stringe fortemente al petto.)(Giunge di nuovo il canto dei malviventi.)Una voceCon un gelosoTi sei voluta chiudere in prigione.A pane ed acqua,Campate tutti e due di passione.Il coroDi passione.Salvatore(al primo spunto, ha distaccata da sè Graziella come se si vergognasse di essere sorpreso in flagrante ed è rimasto ad ascoltare fremendo e comprimendosi in una sofferenza atroce.)Li senti, li senti gli amici tuoi come ci sfregiano?GraziellaMaledetti!Una voce diversaPrima con noiPassavi allegramente le nottate.E mo sospiriPer quante lire noi t'abbiamo date.Il coroT'abbiamo date.Salvatore(acceso di sdegno feroce, sta per precipitarsi ad aprire l'uscio.)Graziella(trattenendolo disperatamente)Che vai a fare, Salvatore?! Tu sei solo ed essi sono molti!... Vai a farti uccidere!... Vai al macello!...Salvatore(dibattendosi)Purchè almeno io ne strozzi uno, non me ne importa di restare ucciso!Graziella(mettendosi dinanzi alla porta e respingendolo)No, Salvatore mio! Getta me piuttosto in una fogna.... Lascia che m'insultino.... Insultami tu pure.... Ma non andare, non andare a morire per le mani di quella gente ch'è stata già la mia dannazione!Salvatore(desistendo, indietreggia, siede, si abbatte.)(Lunga pausa.)E va bene! Devo essere anche un vigliacco, e lo sarò. Domani a notte, quegli scavezzacolli torneranno a piantarsi dinanzi alla casa nostra per ridere di noi e per offenderci, e poi ci torneranno un'altra notte, e poi ogni notte ci torneranno, e io zitto, sempre zitto ad ascoltarli, perchè essi sono molti e io sono solo, e con rispetto anzi li dovrò ascoltare, sì, sì, con rispetto e con soggezione, perchè essi, in molti, ti hanno dato da mangiare, e io, che sono solo, no, niente!GraziellaDio, che ti esce di bocca!SalvatoreE trovalo tu, trovalo tu un mezzo per non farci mettere i piedi sulla schiena.GraziellaCi sono tante persone che lasciano la terra dove sono nate. Lasciamola anche noi.Salvatore(levandosi con veemenza)Col denaro di chi? Parli senza pensare. Hai la testa soltanto all'amore, tu! Soltanto dell'amore ti preoccupi. E con l'amore in saccoccia, secondo te, ci possiamo mettere in viaggio!... In viaggio per dove?... Qua, qua, in prigione, come ci cantano i tuoi amici. In prigione a pane ed acqua, e intorno a noi il carnevale di tutti coloro che si vantano d'averti pagata!Graziella(si annichilisce, sedendo, tutta raccolta, sopra una sedia, e, per prudenza, tace.)(Un silenzio.)Salvatore(brontolando)Non c'è da illudersi. Noi dovremmo avere il buon senso di tornare ciascuno al punto dal quale siamo partiti quattro mesi or sono.Ognuno nasce con un indirizzo scritto qua(si tocca la fronte)come sopra una lettera messa alla posta, e, gli piaccia o no, a quell'indirizzo ci deve andare.Graziella(timidissimamente)Tu dici così; ma poi neppure tu ti staccheresti da me. Questo lo so.Salvatore(fingendo di non aver udito, continua a ragionare, brontolando)Ci siamo incocciati a camminare con la testa in giù e le gambe in aria!... Per gli altri è uno spettacolo meglio che a teatro; ma per noi!... Per noi può essere la morte!... Finiamola una buona volta con questa cosa pazza che si chiama l'amore!(Lontano da lei, si sdraia sulla panchetta, stendendo le gambe.)(Un silenzio.)(poi parlano con lentezza triste. Ogni parola è come un lieve rintocco funebre.)Graziella(avvoltolandosi più strettamente nello scialle)Bada che il freddo aumenta. Si gela. Se... stanotte... non vuoi metterti a letto..., pìgliati almeno quella coperta....SalvatoreE tu?GraziellaIo ho il mio scialle.SalvatoreMa tremi tutta.GraziellaChe fa?...SalvatoreVacci tu a letto.GraziellaNo, Salvatore,... non ci vado.(Un silenzio.)(Si ode picchiare alla porta.)Graziella(balza in piedi.)Salvatore(levandosi)E chi può essere che bussa a quest'ora?!Graziella(aggrappandosi a lui, paurosamente)Salvatore!(Ancora silenzio.)SalvatoreSarà stato qualche viandante che ha avuto il prurito di scherzare.(Si torna a battere.)GraziellaDunque, è veramente qualcuno che cerca di noi!(In preda allo spavento)Che sieno di nuovo quei farabutti?!Salvatore(resta colpito, si morde le labbra, si contorce: diventa livido.)Graziella(va ad aprire il finestrino, guarda fuori e si calma)No, Salvatore. È una donna.Salvatore(trasalendo)Una donna?!Graziella(richiude il finestrino.)Non ne ho potuto distinguere il volto perchè essa porta sulle spalle un sacco che quasi le copre la testa, ma certo è una donna.Salvatore(intuendo, corre alla porta e interroga con durezza ed urgenza)Chi sei? Chi sei? Voglio sentire la tua voce. Dimmi chi sei!Francesca(di fuori debolmente)Sono... mamma tua.Salvatore(furibondo)Va via! Va via!Graziella(con un accento di bontà devota)Fallo per Graziella: non la scacciare così.SalvatoreMa, insomma, che pretende da me? Ogni tanto mi segue, per la strada, da lontano. Ogni tantome la trovo di faccia. Ogni tanto me ne vedo spiato. E viene anche a cercarmi nel mio tugurio, in questa notte orribile?... Ah, è lo spettro del mio destino infame!Francesca(di fuori, con voce tremula)Vengo a portarti un sacco pieno di carboni. Cade la neve, stanotte. Non rifiutare per te e per la tua compagna un poco di calore.(Un silenzio)Graziella(timidamente implorando)Salvatore!...Salvatore(va per aprire, ma, per una repulsione invincibile, indietreggia. Indi, a Graziella, con lo sguardo a terra, sommessamente:)Apri tu.Graziella(apre.)SCENA III.GRAZIELLA, SALVATORE, FRANCESCA.Francesca(passa appena la soglia con gli occhi ricercatori e si ferma, curva sotto il peso del sacco di carboni.)(È sulla sessantina, ma è emaciata, stanca, logora, e sembra più vecchia.)(È coperta di panni laceri.)(Sui suoi capelli scinti, qua e là sulle sue vesti, come sul sacco, biancheggiano i fiocchi di neve.)GraziellaDate a me.FrancescaÈ pesante. Faccio io.GraziellaVi aiuto.FrancescaGrazie.(Insieme, trasportano il sacco sin presso il braciere.)Salvatore(che è rimasto indietro per schivare gli occhi di Francesca, stretto tra la passione che lo invade e l'avvilimento di sè stesso, quasi per sottrarsi al tormento, non veduto, prende il cappello, e, con la fronte bassa, senza far rumore, esce.)Graziella(interrogando Francesca con intimità timida e affettuosa)Come lo sapevate che ne avevamo tanto bisogno?FrancescaIo resto spesso la notte, per due o tre ore, sulla strada, davanti alla vostra porta. Mi ci rannicchio e faccio finta di dormire. E, invece, metto tutto l'orecchio sul legno, e, nel silenzio, se voi due parlate, alcune parole mi giungono chiare. Io ero già al mio solito posto prima che egli arrivasse. Io li ho visti i giovinastri che cantavano. E quando egli è comparso laggiù, in fondo al vicolo, per nascondermi a lui mi sono allontanata nell'ombra, ma non troppo. Mi ero anche accorta che voi avevate aperto un poco il finestrino... ed ero sicura che voi avevate nel cuore gli stessi palpiti che avevo io. Vi benedicevo e pensavo: «in ogni caso, ci saranno quattro braccia a difenderlo». Poi, per fortuna, i giovinastri hanno svoltato per l'arco di Sant'Agnese: egli si avvicinava, si avvicinava, i giovinastri sparivano; tutto era tranquillo; egli è entrato sanoe salvo; la porta si è richiusa;... io ho baciato a terra.Graziella(guardandola con uno stupore misto di tenerezza profonda)Anche voi, dunque, state a vigilare sempre?FrancescaSempre.GraziellaLo senti, Salvatore?(Si volta e, non vedendolo, si allarma.)Ma dove è andato?(corre alla porta, lo scorge sulla strada e, con la parola calda e col gesto, lo chiama:)Vieni qua, Salvatore! Ti farà male di stare là fuori.La voce di Salvatore(aspra e dolorosa)Non voglio ascoltare quello che dite.GraziellaE che diciamo noi che ti possa dispiacere? Vieni qua! Vieni qua!Francesca(ansiosamente e sommessamente)No, Graziella, non lo chiamate, non lo chiamate ancora. È la provvidenzache lo ha allontanato....(Affrettandosi a parlare, in tono segreto)Io sono venuta a portarvi anche un poco di danaro.Graziella(con un moto di sorpresa e di giubilo, tutta irradiandosi)Possibile?!(Poi subito, mutando)Voi, così poverella?!...FrancescaLo conservavo per lui da tanti anni, da tanti anni, e stanotte m'è parso che il conservarlo più a lungo sarebbe stato un peccato mortale.Graziella(ha una espressione di spavento. Indi balbetta:)Ma quello... è un danaro ch'egli rifiuterà.FrancescaSe gli direte che siete madre, io credo che non vorrà rifiutarlo.Graziella(in uno scatto di meraviglia come dinanzi a un prodigio)E voi sapete che io sono madre?!FrancescaSì, io lo so, io l'ho capito. E sono pure certa che a lui non lo avete confessato.GraziellaNon glie l'ho confessato per paura che me ne rimproverasse. Ma voi, voi, per quale miracolo avete potuto capire?...FrancescaTutto io capisco di voi, come se vivessi accanto a voi....GraziellaMi avete vista forse andare, in questi giorni, da donna Concetta Verrusio?...FrancescaSì, che vi ci ho vista andare.... Vi seguo così spesso per la strada....GraziellaÈ una brava levatrice quella.... Io ci andavo perchè non mi sentivo bene.... Temevo tanto per la mia creatura!...FrancescaE avevate sulla faccia smorta tanta bellezza e tanta bontà! Io avrei voluto acquetarvi almeno per l'avvenire; avrei voluto dirvi: «per il figlio che dovrà nascere, non state in pena, perchè ciò chevi serve per farlo crescere sano e forte ce l'ho io, sì, sì, ce l'ho io...; prendete, prendete!» Ma, come voi, ho avuto paura di Salvatore, e ho ritardato fino a questo momento. Intanto, non speravo di potervi parlare stanotte da sola a sola e perciò ho ficcata la borsa col denaro là dentro, fra i carboni.Graziella(febbrilmente) Presto! Presto! Ch'egli non la veda! Se ne avrò il coraggio, gliela darò io quando voi sarete uscita.(Guatando la porta, si curva sul sacco, lo apre e cerca.)Fargliela vedere adesso che voi siete qui sarebbe un'imprudenza! un'imprudenza!...Francesca(curva anche lei sul sacco, trova subito la borsa)Eccola qua. Nascondetela.... Nascondetela....Graziella(nascondendo la borsa nella cintola, sotto lo scialle)Dio mio, mettetemi nell'anima il coraggio necessario!Francesca(sempre più piano e circospetta)Se continuate a vivere in questo squallore, voi farete un figlio di mala salute....GraziellaMeglio la morte a me e a lui che questo scrupolo di coscienza!FrancescaLa fame consuma, l'inverno è crudele....Graziella(sentendo il rumore dei passi di Salvatore che ritorna, fa segno a Francesca di tacere.)Salvatore(appena entrato, si ferma diffidente.)(Un breve silenzio.)(Poi, a Francesca)Al mio arrivo ti sei ammutolita?GraziellaHai detto di non volere ascoltare.Salvatore(guardandole tutt'e due)Non è per questo che ha taciuto. C'è nell'aria qualche altra cosa.GraziellaNiente contro di te. Questo è sicuro.SalvatoreChi lo sa!GraziellaEssa ti ha voluto e ti vuole bene come te ne voglio io.Salvatore(andando rapidamente e minacciosamente verso Graziella)Ma io domando a te, e rispondimi netto, o tutto bianco o tutto nero: penseresti tu mai di darmi a campare facendo ciò che facevi una volta?GraziellaNo! No! Neanche se ti vedessi in agonia!SalvatoreE dunque non devi dire che essa mi ha voluto bene come me ne vuoi tu.Francesca(con umiltà)Quando tu eri bambino, io non sapevo, non potevo sapere.... Ero così diversa dalle femmine oneste.... Non vedevo che con gli occhi che avevo io.... Da nessuno le avevo potute imparare certe cose.... Tu me le insegnasti disprezzandomi, me le insegnasti maledicendomi.... E da quel giorno volli vivere nella povertà. Avevo trentotto anni,è vero; ma mi dicevano che parevo più bella di prima. Me l'ero sempre tenuta cara la bellezza, e, per quello che m'insegnasti tu, n'ebbi orrore. E mortificai il mio corpo; stetti sotto il sole e sotto la pioggia guardando il cielo; entrai nelle chiese mettendo la bocca dove gli altri mettevano i piedi; mi nudrii col pezzo di pane che mi dava la carità cristiana; e certe volte, come sta digiuna questa pentita per meritare il tuo amore, io stetti digiuna per meritare il tuo perdono.Salvatore(commosso, suo malgrado)Le mortificazioni con cui ti sei punita potranno salvarti l'anima... quando finirai di soffrire sulla terra, e ciò, forse,... sarà giusto; ma, disgraziatamente, non potevano salvare me dal veleno che già mi avevi dato a bere e che doveva rodermi per tutta la vita.(Avvicinandosi a lei e facendo con tutt'e due le mani l'atto di aprirsi il petto)Guardala da vicino questa confusione di odii, di amarezze e di dolori, che si sono ammassati qua dentro.Francesca(quasi nascondendo il viso, si scosta un poco.)Salvatore(continuando)Guardalo da vicino questo mostro che per metà è un signore e per metà un miserabile, che è mezzo ignorante e mezzo istruito, mezzoindulgente e mezzo crudele, mezzo coraggioso e mezzo vigliacco! Ah, tu non te lo immagini come sia triste vivere così!... Ho ribrezzo del disonore, e intanto giro intorno ad esso continuamente. Non so adattarmi alla straccioneria, e intanto sono l'ultimo degli straccioni. Tolgo dal vizio una donna che si struggeva di passione per me, e intanto bestemmio quel momento di bontà e aspetto che proprio tu venga ad offrirle ciò che io non le posso comprare! Se avessi almeno adesso la forza di perdonarti, Dio Santissimo, non sentirei così grave il peso di questa umiliazione!Francesca(tremando)Io non sono venuta per essere perdonata, Salvatore. È da molto tempo che non lo spero più, perchè mi sono capacitata che tu non puoi.Salvatore(sempre più commosso).... Quando ti scorgo, tutta impaurita, con quella faccia macilenta, con quegli occhi infossati che luccicano ancora come due lumi accesi in un sepolcro, io provo uno strazio, uno strazio, e ho la tentazione di gridarti: «mamma mia, mamma mia, vieni qua, accostati a me come una mamma al figlio....» Ma subito il veleno che mi desti a bere mi sale alla testa, mi piglia il cervello.... Io me ne sento ubbriaco, me ne sento bruciato, e lotto con me stesso; e mi pare di avere nel petto due cuori che urtano l'unonell'altro e si frantumano, e allora questi occhi che non riesco a chiudere vorrei cavarmeli con le unghie per non vedere più i tuoi che mi fanno spasimare!FrancescaIo ti prometto... che da oggi innanzi... mi ti nasconderò meglio. Ti vedrò, ti vedrò sempre,... senza farti vedere i miei occhi.... Così non ti darò mai più tormenti e tu non penserai mai più che io speri d'essere perdonata. Mi hai permesso di entrare nella tua casa: mi hai permesso di parlare con lei(indica Graziella)e io te ne ringrazio... e me ne vado contenta. Lo avevo tanto desiderato!...(Si asciuga qualche lagrima)E se... una preghiera mia può essere da te accolta insieme... col piccolo regalo che t'ho portato,... io ti prego, Salvatore,... ti prego di non abbandonarla questa giovane buona..., perchè niente conforta l'anima d'un uomo infelice come il difendere dal peccato una povera donna caduta.Graziella(prorompe in singhiozzi e le getta le braccia al collo.)Francesca(stringendosela al petto e bagnandola di lacrime, le imprime un bacio in fronte.)Questo, per voi. E questo...(sulla fronte le imprime un altro baciopiù lungo)... per lui.(L'allontana dolcemente da sè, e, lenta, sogguardando il figlio, esce.)SCENA IV.SALVATORE e GRAZIELLA.Salvatore(si è seduto presso la tavola, poggiandovi il capo pesantemente.)Graziella(si passa il fazzoletto sugli occhi, socchiude la porta, prende in un canto un mucchio di trucioli e di carte lacerate e lo pone nel braciere dopo di averne tolta la cenere.)Salvatore(voltandosi come per assicurarsi che Francesca sia uscita, vede la porta semiaperta e domanda perplesso:)Perchè non hai chiusa la porta?GraziellaE ancora sospetti?! L'ho lasciata un po' aperta per fare del fuoco.(Accende con un fiammifero la minutaglia che è nel braciere, sulle fiamme getta subito una manata di carbonella e poi un po' di carboni grossi e vi soffia con una ventola di paglia.)Salvatore(si alza, diffidente, va a chiudere la porta, ne toglie la chiave, e se la mette in tasca. — Apre il finestrino. — Torna a sedere.)Be', adesso me lo dirai di che ti parlava mia madre.Graziella(lasciando il ventaglio, con reticenza)Se ti sapessi più ragionevole.... Se tu non sentissi tanto odio per lei....Salvatore(cupo e chiuso)Non l'intenderai mai tu quello che ho sofferto e che soffro per causa sua! Eppure, non è per lei che sento odio. Lo sento per me stesso.(Poi, cercando di convincerla)Se io non fossi nella miseria, penserei prima di tutto... a soccorrerla, senza fargliene accorgere, beninteso, e penserei a toglierla di mezzo la strada. Questo non significa odiare. Io sono più ragionevole di quanto tu credi, e perciò... hai torto di farmi dei misteri.Graziella(sempre con reticenza)Proprio della nostra miseria mi parlava mamma tua. E il soccorso che tu vorresti dare a lei, essa... vorrebbe darlo a noi.SalvatoreDovremmo dividerci i soldi che raccoglie stendendo la mano?!GraziellaNo, non diceva questo.SalvatoreE che diceva?(Pausa.)GraziellaAccóstati qua. Vieni a riscaldarti.SalvatoreNo!(Pausa.)Graziella(si leva. Va alle spalle di lui. Lo circonda con le braccia, lievemente, amorosamente)Salvatore....(S'indugia, alzando gli occhi al cielo.)SalvatoreE non continui?Graziella... Se... tua madre....Salvatore(in un simulato tono d'incoraggiamento)Avanti!GraziellaCi avesse portato... anche....Salvatore(sorgendo in piedi, terribilmente)Del danaro?!GraziellaNo! Non fare così!Salvatore(con le pupille dilatate)Dov'è questo danaro? Dov'è? Lo voglio vedere! Dov'è?Graziella(tremando dal capo ai piedi)Più tardi te lo farò vedere!Salvatore(ruggendo)Dove lo hai messo? Dove lo hai messo?GraziellaNon fare così, Salvatore, chè mi spaventi troppo!SalvatoreMostrami subito questo danaro se non vuoi che mi venga un accidente!GraziellaCe l'ho con me, ce l'ho con me, ma lascia che te lo mostri più tardi.Salvatore(l'afferra, la tiene, la fruga)GraziellaAspetta! Aspetta! Aspetta un momento!...Salvatore(tirandole la borsa dalla cintola, sghignazza:)Ah, ecco che dopo vent'anni mi comparisce un'altra volta dinanzi il tesoretto vergognoso! La vedi tu questa borsa?... È la stessa con cui lei tentò di trattenermi venti anni fa, quando, entrato appena nella sua casa sfarzosa, fui preso dallo schifo. Quel giorno io ci sputai sopra, e a lei voltai le spalle per sempre. Ma quella sciagurata, che in tuttoquesto tempo si è martirizzato il corpo e s'è imposto il sacrifizio di chiedere l'elemosina per sè, ha voluto a forza conservare per suo figlio i suoi risparmi d'allora!... A te, naturalmente, tutto ciò sembra sublime!... Io leggo nel tuo cuore l'ammirazione, la compiacenza, la gioia, la gratitudine!... Ah!(Con una smorfia di nausea e uno scatto brutale sta per buttare nel fuoco la borsa.)Graziella(gli prende il braccio gridando:)No!(Breve pausa.)Salvatore(lasciando ricadere la borsa sul sacco)È naturale anche questo! Fra voi due, v'intendete perfettamente!Graziella(risoluta, energica, d'una energia nuova in lei, con la testa alta e la voce vibrante)Ebbene, te lo devo dire?... Te lo dirò. Non è nè per me nè per te che io ti domando di non distruggere questo danaro. No, Salvatore! La verità è che avrò un figlio anch'io. Lo avrò, lo avrò, e lo aspetto come i poverelli che passano questa nottata sul lastrico aspettano il sole di domani!Salvatore(con esasperazione irruenta)Ma come?! Tu sei sicura che avrai un figlio e me l'hai fatto ignorare?Graziella(dolorosamente)Te l'ho nascosto sinora perchè mi dici ogni giorno che commettono un delitto le femmine come me se diventano mamme. Ma questo delitto io l'avevo commesso per te, e mi pareva bello, e non volevo rinunciarci, e intanto mi consumavo, mi consumavo al pensiero di dovertelo confessare!(Mutando tono, quasi solenne)La confessione mi è uscita dall'anima per muoverti a pietà della creatura che dovrà nascere; e adesso spetta a te di decidere. Se non ti fa pena che la nostra creatura nasca nella casa della desolazione e degli stenti, gettalo pure questo danaro e prepàrati solamente a dar conto al Signore della tua azione! Quanto a me, lo sai che mi rassegno a tutto!Salvatore(febbrilmente, tra gli spasimi d'un'angoscia profonda e quelli d'una ferocia compressa)Stringimi, stringimi, stringimi in una tanaglia! Per compassione della creatura che dovrà nascere, stritola la mia coscienza, stritola quest'ultimo avanzo del mio onore che volevo salvare e fanne dei cenci per tappezzarne la tua culla. No! No! No!... Nonprenderò quel danaro maledetto! Tornerò alla vita del vagabondo, tornerò alle case da giuoco, imparerò l'arte del baro se occorre, diventerò un ladro, finirò in galera, ma riuscirò finalmente a liberarmi da tutti questi amori sviscerati che m'incatenano alle femmine che si sono vendute!...Graziella(come se in un attimo le si fosse spalancato un abisso sotto i piedi)Pensa, Salvatore, che se tu mi lasci io non avrò più ragione di vivere!SalvatoreVivrai per tuo figlio che già ti è più caro di me.Graziella(gridando)Non è vero! Non è vero!Salvatore(si sente scoppiare il petto, ma continua freneticamente con la voce rotta dai palpiti che gli salgono alla gola)È vero ti dico, perchè tu stessa me ne hai dato or ora la prova lampante; e io ti giuro che darò conto a Dio della mia azione con la sicurezza d'aver fatto per te il meglio che potevo fare!GraziellaSalvatore, per carità, ascoltami....Salvatore(senza interrompersi)Quel danaro, che per la seconda volta io rifiuto, è tuo, è tuo, perchè tu non puoi averne ribrezzo, e il pericolo che tuo figlio nasca nella casa della desolazione e degli stenti è scongiurato....GraziellaSalvatore, ascoltami....Salvatore(incalzando)Con quello che ti dà mia madre, tu non hai più bisogno della mia persona per tenerti lontana dal vizio....GraziellaSalvatore, ascoltami....(si avvinghia a lui forsennatamente.)Salvatore(cercando di svincolarsi)E io riacquisterò tutta intera la mia libertà, tutta intera, tutta intera, e se ancora sul mio cammino incontrerò delle donne come lei e come te, ah, per l'inferno io le fuggiròcon lo stesso terrore con cui si fuggono gli appestati! Addio!Graziella(sempre più avviticchiata per impedirgli di uscire)Resta con me! Resta con me!SalvatoreLasciami.GraziellaResta con me!(Dei forti picchi alla porta troncano il dibattito. —Salvatore e Graziella, intenti ad ascoltare, si distaccano.)SalvatoreSi bussa di nuovo alla porta!...(Cupo e fremente)Ancora lei?!...Una Voce di uomo(un po' tremola d'ubbriachezza)Chi è di casa?SalvatoreE voi, che volete?La Voce dell'uomoNiente. Ma, caso mai possa interessarvi, vi avverto che qui, dinanzi alla vostra porta, c'è una vecchia distesa a terra.Salvatore(subito)Se siete un poliziotto, mandatela via!La Voce dell'uomoNon sono un poliziotto; sono solamente un ubbriaco..., credo; ma, tanto, lei non se ne andrebbe, perchè è morta.Salvatore(diventando pallidissimo, le mani nei capelli)Morta!...Graziella(atterrita, guardandolo)Morta!La Voce dell'uomoEd ha accanto il suo bravo coltello....Salvatore(cade a sedere sotto l'incubo di un istantaneo rimorso.)Graziella(quasi barcollante, si avvicina alla porta per aprirla. — Poi, si volta verso Salvatore)Hai tu la chiave?SalvatoreSì....GraziellaDammela.Salvatore(cava dalla tasca la chiave. — Non ha la forza di alzarsi. — Glie la porge da lontano, stendendo il braccio, che oscilla come un ramo d'albero scosso dal vento.)Prendi....Graziella(attaccata alla porta, si sente mancare.)Un momento....La Voce dell'uomoBuona notte!(Sipario.)

Uno stambugio: non lurido, ma sguernito. Un letto di ferro per due, con i cuscini puliti e una coperta decente. Una tavola di legno grezzo. Un paio di sedie. Una panchetta. Una credenza. Qualche altra suppellettile indispensabile. In mezzo alla stanza: un gran braciere, spento. Un piccolo crocifisso a capo del letto. Niente altro ai muri e niente sulle scarse suppellettili. Si ha l'impressione del vuoto e del freddo. Una sola porta a due battenti in fondo, la quale dà in un vicolo recondito. In uno dei due battenti è praticato un alto finestrino angustissimo, per cui non può passare neppure una testa. Ha una griglia di ferro come se fosse il finestrino d'un carcere e uno sportello di legno. La porta e il finestrino sono chiusi. È notte. Lo stambugio è nel buio fitto.

GRAZIELLA, sola, e Alcune voci.

Graziella

(avvolta in uno scialle, dorme supina sul letto. Nell'oscurità sembra una morta.)(Dopo un po' disilenzio, giunge, lento dalla strada, il canto «a dispetto» d'una comitiva di nottambuli sinistri.)

Una voce

Tu stai dormendoe non lo sai che noi stiamo svegliati,e siamo diecia cantare per te che ci hai lasciati.

Tu stai dormendo

e non lo sai che noi stiamo svegliati,

e siamo dieci

a cantare per te che ci hai lasciati.

Il coro

Che ci hai lasciati.

Che ci hai lasciati.

Graziella

(si sveglia, erge il torace, rabbrividisce, e mormora:)Maria Vergine!(Silenzio. Poi di nuovo il canto.)(Ella, immobile, ascolta.)

Una voce diversa

Ti sei scordatache quando stavi al vicolo Schiavonenoi passavamoe ci chiamavi tu, dal tuo balcone.

Ti sei scordata

che quando stavi al vicolo Schiavone

noi passavamo

e ci chiamavi tu, dal tuo balcone.

Il coro

Dal tuo balcone.[1]

Dal tuo balcone.[1]

Qualcuno dei nottambuli

(alzando il tono per farsi sentire, dice strascicatamente:)Questa è una porta che non si riapre più.

Graziella

(piano, come se la persona che ha parlato le stesse vicino)Possiate morire in galera!

Un altro nottambulo

Uno solo è il santo che sa fare il miracolo.

Un altro

E il santo che lo sa fare questo miracolo... sta venendo.

Graziella

(tra sè)Deve essere Salvatore che viene.(Allibita)Se gli dicono qualche cosa, che accadrà?!(In fretta, scende dal letto, a tentoni cerca sulla credenza un piccolo lume di ottone, lo accende, corre al finestrino, lo apre un poco e spia.)Si allontanano....(Rassicurata)Madonna mia cara, ti ringrazio!(Chiude lo sportellino, si accerta che è ben chiuso, e resta intenta, aspettando il segnale di Salvatore.)

(Si ode un lungo fischio.)

Graziella

(animandosi molto)È lui! è lui!(Aspetta ancora.)

(Si ode un'altra volta lo stesso fischio più vicino.)

Graziella

(si affretta ad aprire la porta.)

GRAZIELLA e SALVATORE. Indi le VOCI di prima. Indi la VOCE di FRANCESCA.

Salvatore

(comparisce.)(Cappello a cencio e giacca col bavero alzato.)

Graziella

(gli si aggrappa addosso come una bambina.)

(Restano un istante abbracciati.)

Salvatore

Sono stato così in pensiero! È una notte come non me ne ricordo. Non sembra di stare a Napoli. C'è un'aria di ghiaccio che intirizzisce le midolla. E sapevo che tu non avresti potuto comprare nemmeno un poco di carbonella... come, pur troppo, non ho potuto comprartene io.

Graziella

Verso il tramonto, me ne ha regalato uno spizzico il tavernaio qui accanto. Per un'oretta mi sono riscaldata. Ma poi....

Salvatore

Ti ho pregato di non accettare mai regali da nessuno.

Graziella

Soffrivo tanto! Ho dovuto accettare. Ma guarda la cenere nel braciere: era proprio uno spizzico.(Un silenzio. Va per chiudere la porta. Sporge la testa fra i battenti)Salvatore....

Salvatore

Che è?

Graziella

Comincia a nevicare.

Salvatore

(gettando via il cappello)Vorrei che facesse tanta neve da seppellirci!(Siede.)

Graziella

(gli si accosta affettuosamente)Mi avevi promesso di avere coraggio.

Salvatore

Dove lo trovo più il coraggio? Sono stato licenziato.

Graziella

Che mi dici?!

Salvatore

Questo ti dico. Alle dieci di stasera, chiudendo il negozio, il signor Alberto mi ha fatto sapere che s'era provveduto d'un altro contabile.

Graziella

È una canaglia.

Salvatore

Non è una canaglia, no. Il mese scorso, mi dette due mensili in anticipo, e me li ha condonati. Perchè canaglia? Chi paga ha il diritto di essere servito; e io non ho saputo servirlo. La volontà non basta. Si ha da avere l'abitudine al lavoro. Ero arrivato sino all'età di trentaquattro anni stando fra le case di malaffare, dove ti ho conosciuta, e le case da giuoco, e non m'era mai passata neppure per l'architrave del cervello l'idea di lavorare. Giuocavo con astuzia e avevo anche fortuna; e così mi trattavo da signore e non avevo bisogno di nessuno. Ma abbiamo voluto liberarci tutti e dueda questa bella roba, che intanto non ci metteva dinanzi la faccia della miseria, e adesso divertiamoci a fare la guerra senza fucili. Ci siamo già ridotti in questo canile; e finiremo sul lastrico della strada.

Graziella

Vedrai, invece, che a poco a poco....

Salvatore

Chi è fatto di gesso non diventa di ferro. Mettiti bene in mente che io non sarò mai buono a guadagnarmi un soldo col lavoro.

Graziella

Sei tanto istruito. Sei stato a scuola. Mi dicesti che sei stato perfino in un collegio, lontano da Napoli.

Salvatore

Perbacco se ci sono stato! Ed ero il primo della classe, come suol dirsi! Un portento! Un fenomeno d'intelligenza! I maestri, per non farmi troppo insuperbire, mi ammonivano: «dovete ringraziare il babbo che vi ha dato tutto questo ingegno». E siccome mia madre mi aveva lasciato credere che un padre lo avevo avuto sul serio e che era morto prima che nascessi, io... gli spedivo i ringraziamenti in paradiso. Già!... E che medaglini sul petto!...Che uniforme stringata!(Ride con amarezza)Eh eh!... Un collegio di nobili, ti dico, perchè lei... li aveva i quattrini per farmi stare insieme con i figli dei galantuomini. Quella poveretta ci aveva pensato ad attaccarmi addosso la scorza del galantuomo. Il sangue me lo aveva dato cavandolo dalle lordure più ributtanti; ma la pelle, ah! la pelle me la voleva fare con l'oro di zecchino.

Graziella

Certamente la sua intenzione era buona.

Salvatore

(alzandosi bruscamente)Non difenderla, tu. Ti proibisco di difenderla.

Graziella

Una madre è sempre una madre, Salvatore. Una intenzione cattiva, non poteva averla.

Salvatore

Non doveva mettermi al mondo!(Breve pausa.)E quando mi ci aveva messo, non doveva tenermi lontano e non doveva lasciarmi crescere nell'ignoranza di ciò che essa faceva. Vivendo bambino presso di lei, mi sarei nudrito del fango della casa. Quel fango mi sarebbe entrato nella carne, mi sarebbe entrato nelle vene, mi sarebbe entrato nell'anima, e più tardi, diventando uomo, io avreiadorata mia madre e avrei creduto di fare una cosa naturalissima continuando a godermi tranquillamente i lucri della sua vergogna!

Graziella

(con umiltà dolorosa)Tu lo dimentichi che io sono stata come lei.

(Un silenzio.)

Salvatore

(avvicinandosi a lei e prendendole la testa).... Perdonami.(Pausa)Del resto,... per te,... è tutt'altro! Tu, senza aspettare la vecchiaia, hai avuta l'energia di toglierti da quella vitaccia. Sapesti mostrare tanto desiderio di uscirne da commuovere me, che ne avevo orrore, e hai saputo essere tale una santa creatura da farmi appunto dimenticare il tuo passato. Quale donna sarebbe stata come te? Se la gelosia che mi divora non te l'avesse impedito, ti saresti rassegnata perfino al mestiere della serva per rimanere con me! E difatti ci sei rimasta, affrontando prove anche più dure, affrontando prove anche più pesanti. Se non te ne stanchi, la gente dovrà venire a baciare il lembo della tua veste! Sì sì, Graziella: questo è vangelo.

Graziella

(come intontita)Se non me ne stanco?!

Salvatore

Tutto può accadere.

Graziella

(prorompendo)Con te sempre. Salvatore! Con te nel freddo e nella fame! Con te sino all'ultimo. E vicino a te voglio morire! E voglio essere calata nella fossa dalle mani tue,... dalle mani tue.... Non te ne sei ancora persuaso?

Salvatore

(torce il collo per nasconderle il volto.)

Graziella

(circondandolo con le braccia)E no! Se hai le lagrime agli occhi, fammele vedere. Perchè mi privi di questa consolazione? Non sono esse il segno che non hai finito di volermi bene?

Salvatore

(con dolcezza, con voce quasi di pianto)Contavo di poterti dire un giorno: «Guarda, Graziella: noi andavamo per un brutto mare, per un brutto mare maligno, ed io ho portato a salvamento la barca tua come tu hai portato a salvamento la mia». Ma te lo posso dire questo in coscienza? Te lo posso io dire? E posso io avere ancora, in coscienza, la speranza di dirtelo?

Graziella

Se non l'hai più tu questa speranza, ce l'ho io, Salvatore! Ce l'ho io! Ed è così viva, e così forte, che mentre tu ti affliggi e ti lamenti, una festa di tenerezza mi sta dentro il cuore, e io ti bacio, teh!, ti bacio e ti bacio come se fosse una notte di gioia e come se ci aspettasse un letto di rose!(Continua a baciarlo.)

Salvatore

(in un risveglio di desiderio stranamente circospetto, tirandola a sè le sussurra all'orecchio:)— Vogliamo fingere... che sia di rose?

Graziella

Sì.

Salvatore

(la stringe fortemente al petto.)

(Giunge di nuovo il canto dei malviventi.)

Una voce

Con un gelosoTi sei voluta chiudere in prigione.A pane ed acqua,Campate tutti e due di passione.

Con un geloso

Ti sei voluta chiudere in prigione.

A pane ed acqua,

Campate tutti e due di passione.

Il coro

Di passione.

Di passione.

Salvatore

(al primo spunto, ha distaccata da sè Graziella come se si vergognasse di essere sorpreso in flagrante ed è rimasto ad ascoltare fremendo e comprimendosi in una sofferenza atroce.)Li senti, li senti gli amici tuoi come ci sfregiano?

Graziella

Maledetti!

Una voce diversa

Prima con noiPassavi allegramente le nottate.E mo sospiriPer quante lire noi t'abbiamo date.

Prima con noi

Passavi allegramente le nottate.

E mo sospiri

Per quante lire noi t'abbiamo date.

Il coro

T'abbiamo date.

T'abbiamo date.

Salvatore

(acceso di sdegno feroce, sta per precipitarsi ad aprire l'uscio.)

Graziella

(trattenendolo disperatamente)Che vai a fare, Salvatore?! Tu sei solo ed essi sono molti!... Vai a farti uccidere!... Vai al macello!...

Salvatore

(dibattendosi)Purchè almeno io ne strozzi uno, non me ne importa di restare ucciso!

Graziella

(mettendosi dinanzi alla porta e respingendolo)No, Salvatore mio! Getta me piuttosto in una fogna.... Lascia che m'insultino.... Insultami tu pure.... Ma non andare, non andare a morire per le mani di quella gente ch'è stata già la mia dannazione!

Salvatore

(desistendo, indietreggia, siede, si abbatte.)(Lunga pausa.)E va bene! Devo essere anche un vigliacco, e lo sarò. Domani a notte, quegli scavezzacolli torneranno a piantarsi dinanzi alla casa nostra per ridere di noi e per offenderci, e poi ci torneranno un'altra notte, e poi ogni notte ci torneranno, e io zitto, sempre zitto ad ascoltarli, perchè essi sono molti e io sono solo, e con rispetto anzi li dovrò ascoltare, sì, sì, con rispetto e con soggezione, perchè essi, in molti, ti hanno dato da mangiare, e io, che sono solo, no, niente!

Graziella

Dio, che ti esce di bocca!

Salvatore

E trovalo tu, trovalo tu un mezzo per non farci mettere i piedi sulla schiena.

Graziella

Ci sono tante persone che lasciano la terra dove sono nate. Lasciamola anche noi.

Salvatore

(levandosi con veemenza)Col denaro di chi? Parli senza pensare. Hai la testa soltanto all'amore, tu! Soltanto dell'amore ti preoccupi. E con l'amore in saccoccia, secondo te, ci possiamo mettere in viaggio!... In viaggio per dove?... Qua, qua, in prigione, come ci cantano i tuoi amici. In prigione a pane ed acqua, e intorno a noi il carnevale di tutti coloro che si vantano d'averti pagata!

Graziella

(si annichilisce, sedendo, tutta raccolta, sopra una sedia, e, per prudenza, tace.)

(Un silenzio.)

Salvatore

(brontolando)Non c'è da illudersi. Noi dovremmo avere il buon senso di tornare ciascuno al punto dal quale siamo partiti quattro mesi or sono.Ognuno nasce con un indirizzo scritto qua(si tocca la fronte)come sopra una lettera messa alla posta, e, gli piaccia o no, a quell'indirizzo ci deve andare.

Graziella

(timidissimamente)Tu dici così; ma poi neppure tu ti staccheresti da me. Questo lo so.

Salvatore

(fingendo di non aver udito, continua a ragionare, brontolando)Ci siamo incocciati a camminare con la testa in giù e le gambe in aria!... Per gli altri è uno spettacolo meglio che a teatro; ma per noi!... Per noi può essere la morte!... Finiamola una buona volta con questa cosa pazza che si chiama l'amore!(Lontano da lei, si sdraia sulla panchetta, stendendo le gambe.)

(Un silenzio.)

(poi parlano con lentezza triste. Ogni parola è come un lieve rintocco funebre.)

Graziella

(avvoltolandosi più strettamente nello scialle)Bada che il freddo aumenta. Si gela. Se... stanotte... non vuoi metterti a letto..., pìgliati almeno quella coperta....

Salvatore

E tu?

Graziella

Io ho il mio scialle.

Salvatore

Ma tremi tutta.

Graziella

Che fa?...

Salvatore

Vacci tu a letto.

Graziella

No, Salvatore,... non ci vado.

(Un silenzio.)

(Si ode picchiare alla porta.)

Graziella

(balza in piedi.)

Salvatore

(levandosi)E chi può essere che bussa a quest'ora?!

Graziella

(aggrappandosi a lui, paurosamente)Salvatore!

(Ancora silenzio.)

Salvatore

Sarà stato qualche viandante che ha avuto il prurito di scherzare.

(Si torna a battere.)

Graziella

Dunque, è veramente qualcuno che cerca di noi!(In preda allo spavento)Che sieno di nuovo quei farabutti?!

Salvatore

(resta colpito, si morde le labbra, si contorce: diventa livido.)

Graziella

(va ad aprire il finestrino, guarda fuori e si calma)No, Salvatore. È una donna.

Salvatore

(trasalendo)Una donna?!

Graziella

(richiude il finestrino.)Non ne ho potuto distinguere il volto perchè essa porta sulle spalle un sacco che quasi le copre la testa, ma certo è una donna.

Salvatore

(intuendo, corre alla porta e interroga con durezza ed urgenza)Chi sei? Chi sei? Voglio sentire la tua voce. Dimmi chi sei!

Francesca

(di fuori debolmente)Sono... mamma tua.

Salvatore

(furibondo)Va via! Va via!

Graziella

(con un accento di bontà devota)Fallo per Graziella: non la scacciare così.

Salvatore

Ma, insomma, che pretende da me? Ogni tanto mi segue, per la strada, da lontano. Ogni tantome la trovo di faccia. Ogni tanto me ne vedo spiato. E viene anche a cercarmi nel mio tugurio, in questa notte orribile?... Ah, è lo spettro del mio destino infame!

Francesca

(di fuori, con voce tremula)Vengo a portarti un sacco pieno di carboni. Cade la neve, stanotte. Non rifiutare per te e per la tua compagna un poco di calore.

(Un silenzio)

Graziella

(timidamente implorando)Salvatore!...

Salvatore

(va per aprire, ma, per una repulsione invincibile, indietreggia. Indi, a Graziella, con lo sguardo a terra, sommessamente:)Apri tu.

Graziella

(apre.)

GRAZIELLA, SALVATORE, FRANCESCA.

Francesca

(passa appena la soglia con gli occhi ricercatori e si ferma, curva sotto il peso del sacco di carboni.)(È sulla sessantina, ma è emaciata, stanca, logora, e sembra più vecchia.)(È coperta di panni laceri.)(Sui suoi capelli scinti, qua e là sulle sue vesti, come sul sacco, biancheggiano i fiocchi di neve.)

Graziella

Date a me.

Francesca

È pesante. Faccio io.

Graziella

Vi aiuto.

Francesca

Grazie.

(Insieme, trasportano il sacco sin presso il braciere.)

Salvatore

(che è rimasto indietro per schivare gli occhi di Francesca, stretto tra la passione che lo invade e l'avvilimento di sè stesso, quasi per sottrarsi al tormento, non veduto, prende il cappello, e, con la fronte bassa, senza far rumore, esce.)

Graziella

(interrogando Francesca con intimità timida e affettuosa)Come lo sapevate che ne avevamo tanto bisogno?

Francesca

Io resto spesso la notte, per due o tre ore, sulla strada, davanti alla vostra porta. Mi ci rannicchio e faccio finta di dormire. E, invece, metto tutto l'orecchio sul legno, e, nel silenzio, se voi due parlate, alcune parole mi giungono chiare. Io ero già al mio solito posto prima che egli arrivasse. Io li ho visti i giovinastri che cantavano. E quando egli è comparso laggiù, in fondo al vicolo, per nascondermi a lui mi sono allontanata nell'ombra, ma non troppo. Mi ero anche accorta che voi avevate aperto un poco il finestrino... ed ero sicura che voi avevate nel cuore gli stessi palpiti che avevo io. Vi benedicevo e pensavo: «in ogni caso, ci saranno quattro braccia a difenderlo». Poi, per fortuna, i giovinastri hanno svoltato per l'arco di Sant'Agnese: egli si avvicinava, si avvicinava, i giovinastri sparivano; tutto era tranquillo; egli è entrato sanoe salvo; la porta si è richiusa;... io ho baciato a terra.

Graziella

(guardandola con uno stupore misto di tenerezza profonda)Anche voi, dunque, state a vigilare sempre?

Francesca

Sempre.

Graziella

Lo senti, Salvatore?(Si volta e, non vedendolo, si allarma.)Ma dove è andato?(corre alla porta, lo scorge sulla strada e, con la parola calda e col gesto, lo chiama:)Vieni qua, Salvatore! Ti farà male di stare là fuori.

La voce di Salvatore

(aspra e dolorosa)Non voglio ascoltare quello che dite.

Graziella

E che diciamo noi che ti possa dispiacere? Vieni qua! Vieni qua!

Francesca

(ansiosamente e sommessamente)No, Graziella, non lo chiamate, non lo chiamate ancora. È la provvidenzache lo ha allontanato....(Affrettandosi a parlare, in tono segreto)Io sono venuta a portarvi anche un poco di danaro.

Graziella

(con un moto di sorpresa e di giubilo, tutta irradiandosi)Possibile?!(Poi subito, mutando)Voi, così poverella?!...

Francesca

Lo conservavo per lui da tanti anni, da tanti anni, e stanotte m'è parso che il conservarlo più a lungo sarebbe stato un peccato mortale.

Graziella

(ha una espressione di spavento. Indi balbetta:)Ma quello... è un danaro ch'egli rifiuterà.

Francesca

Se gli direte che siete madre, io credo che non vorrà rifiutarlo.

Graziella

(in uno scatto di meraviglia come dinanzi a un prodigio)E voi sapete che io sono madre?!

Francesca

Sì, io lo so, io l'ho capito. E sono pure certa che a lui non lo avete confessato.

Graziella

Non glie l'ho confessato per paura che me ne rimproverasse. Ma voi, voi, per quale miracolo avete potuto capire?...

Francesca

Tutto io capisco di voi, come se vivessi accanto a voi....

Graziella

Mi avete vista forse andare, in questi giorni, da donna Concetta Verrusio?...

Francesca

Sì, che vi ci ho vista andare.... Vi seguo così spesso per la strada....

Graziella

È una brava levatrice quella.... Io ci andavo perchè non mi sentivo bene.... Temevo tanto per la mia creatura!...

Francesca

E avevate sulla faccia smorta tanta bellezza e tanta bontà! Io avrei voluto acquetarvi almeno per l'avvenire; avrei voluto dirvi: «per il figlio che dovrà nascere, non state in pena, perchè ciò chevi serve per farlo crescere sano e forte ce l'ho io, sì, sì, ce l'ho io...; prendete, prendete!» Ma, come voi, ho avuto paura di Salvatore, e ho ritardato fino a questo momento. Intanto, non speravo di potervi parlare stanotte da sola a sola e perciò ho ficcata la borsa col denaro là dentro, fra i carboni.

Graziella

(febbrilmente) Presto! Presto! Ch'egli non la veda! Se ne avrò il coraggio, gliela darò io quando voi sarete uscita.(Guatando la porta, si curva sul sacco, lo apre e cerca.)Fargliela vedere adesso che voi siete qui sarebbe un'imprudenza! un'imprudenza!...

Francesca

(curva anche lei sul sacco, trova subito la borsa)Eccola qua. Nascondetela.... Nascondetela....

Graziella

(nascondendo la borsa nella cintola, sotto lo scialle)Dio mio, mettetemi nell'anima il coraggio necessario!

Francesca

(sempre più piano e circospetta)Se continuate a vivere in questo squallore, voi farete un figlio di mala salute....

Graziella

Meglio la morte a me e a lui che questo scrupolo di coscienza!

Francesca

La fame consuma, l'inverno è crudele....

Graziella

(sentendo il rumore dei passi di Salvatore che ritorna, fa segno a Francesca di tacere.)

Salvatore

(appena entrato, si ferma diffidente.)(Un breve silenzio.)(Poi, a Francesca)Al mio arrivo ti sei ammutolita?

Graziella

Hai detto di non volere ascoltare.

Salvatore

(guardandole tutt'e due)Non è per questo che ha taciuto. C'è nell'aria qualche altra cosa.

Graziella

Niente contro di te. Questo è sicuro.

Salvatore

Chi lo sa!

Graziella

Essa ti ha voluto e ti vuole bene come te ne voglio io.

Salvatore

(andando rapidamente e minacciosamente verso Graziella)Ma io domando a te, e rispondimi netto, o tutto bianco o tutto nero: penseresti tu mai di darmi a campare facendo ciò che facevi una volta?

Graziella

No! No! Neanche se ti vedessi in agonia!

Salvatore

E dunque non devi dire che essa mi ha voluto bene come me ne vuoi tu.

Francesca

(con umiltà)Quando tu eri bambino, io non sapevo, non potevo sapere.... Ero così diversa dalle femmine oneste.... Non vedevo che con gli occhi che avevo io.... Da nessuno le avevo potute imparare certe cose.... Tu me le insegnasti disprezzandomi, me le insegnasti maledicendomi.... E da quel giorno volli vivere nella povertà. Avevo trentotto anni,è vero; ma mi dicevano che parevo più bella di prima. Me l'ero sempre tenuta cara la bellezza, e, per quello che m'insegnasti tu, n'ebbi orrore. E mortificai il mio corpo; stetti sotto il sole e sotto la pioggia guardando il cielo; entrai nelle chiese mettendo la bocca dove gli altri mettevano i piedi; mi nudrii col pezzo di pane che mi dava la carità cristiana; e certe volte, come sta digiuna questa pentita per meritare il tuo amore, io stetti digiuna per meritare il tuo perdono.

Salvatore

(commosso, suo malgrado)Le mortificazioni con cui ti sei punita potranno salvarti l'anima... quando finirai di soffrire sulla terra, e ciò, forse,... sarà giusto; ma, disgraziatamente, non potevano salvare me dal veleno che già mi avevi dato a bere e che doveva rodermi per tutta la vita.(Avvicinandosi a lei e facendo con tutt'e due le mani l'atto di aprirsi il petto)Guardala da vicino questa confusione di odii, di amarezze e di dolori, che si sono ammassati qua dentro.

Francesca

(quasi nascondendo il viso, si scosta un poco.)

Salvatore

(continuando)Guardalo da vicino questo mostro che per metà è un signore e per metà un miserabile, che è mezzo ignorante e mezzo istruito, mezzoindulgente e mezzo crudele, mezzo coraggioso e mezzo vigliacco! Ah, tu non te lo immagini come sia triste vivere così!... Ho ribrezzo del disonore, e intanto giro intorno ad esso continuamente. Non so adattarmi alla straccioneria, e intanto sono l'ultimo degli straccioni. Tolgo dal vizio una donna che si struggeva di passione per me, e intanto bestemmio quel momento di bontà e aspetto che proprio tu venga ad offrirle ciò che io non le posso comprare! Se avessi almeno adesso la forza di perdonarti, Dio Santissimo, non sentirei così grave il peso di questa umiliazione!

Francesca

(tremando)Io non sono venuta per essere perdonata, Salvatore. È da molto tempo che non lo spero più, perchè mi sono capacitata che tu non puoi.

Salvatore

(sempre più commosso).... Quando ti scorgo, tutta impaurita, con quella faccia macilenta, con quegli occhi infossati che luccicano ancora come due lumi accesi in un sepolcro, io provo uno strazio, uno strazio, e ho la tentazione di gridarti: «mamma mia, mamma mia, vieni qua, accostati a me come una mamma al figlio....» Ma subito il veleno che mi desti a bere mi sale alla testa, mi piglia il cervello.... Io me ne sento ubbriaco, me ne sento bruciato, e lotto con me stesso; e mi pare di avere nel petto due cuori che urtano l'unonell'altro e si frantumano, e allora questi occhi che non riesco a chiudere vorrei cavarmeli con le unghie per non vedere più i tuoi che mi fanno spasimare!

Francesca

Io ti prometto... che da oggi innanzi... mi ti nasconderò meglio. Ti vedrò, ti vedrò sempre,... senza farti vedere i miei occhi.... Così non ti darò mai più tormenti e tu non penserai mai più che io speri d'essere perdonata. Mi hai permesso di entrare nella tua casa: mi hai permesso di parlare con lei(indica Graziella)e io te ne ringrazio... e me ne vado contenta. Lo avevo tanto desiderato!...(Si asciuga qualche lagrima)E se... una preghiera mia può essere da te accolta insieme... col piccolo regalo che t'ho portato,... io ti prego, Salvatore,... ti prego di non abbandonarla questa giovane buona..., perchè niente conforta l'anima d'un uomo infelice come il difendere dal peccato una povera donna caduta.

Graziella

(prorompe in singhiozzi e le getta le braccia al collo.)

Francesca

(stringendosela al petto e bagnandola di lacrime, le imprime un bacio in fronte.)Questo, per voi. E questo...(sulla fronte le imprime un altro baciopiù lungo)... per lui.(L'allontana dolcemente da sè, e, lenta, sogguardando il figlio, esce.)

SALVATORE e GRAZIELLA.

Salvatore

(si è seduto presso la tavola, poggiandovi il capo pesantemente.)

Graziella

(si passa il fazzoletto sugli occhi, socchiude la porta, prende in un canto un mucchio di trucioli e di carte lacerate e lo pone nel braciere dopo di averne tolta la cenere.)

Salvatore

(voltandosi come per assicurarsi che Francesca sia uscita, vede la porta semiaperta e domanda perplesso:)Perchè non hai chiusa la porta?

Graziella

E ancora sospetti?! L'ho lasciata un po' aperta per fare del fuoco.(Accende con un fiammifero la minutaglia che è nel braciere, sulle fiamme getta subito una manata di carbonella e poi un po' di carboni grossi e vi soffia con una ventola di paglia.)

Salvatore

(si alza, diffidente, va a chiudere la porta, ne toglie la chiave, e se la mette in tasca. — Apre il finestrino. — Torna a sedere.)Be', adesso me lo dirai di che ti parlava mia madre.

Graziella

(lasciando il ventaglio, con reticenza)Se ti sapessi più ragionevole.... Se tu non sentissi tanto odio per lei....

Salvatore

(cupo e chiuso)Non l'intenderai mai tu quello che ho sofferto e che soffro per causa sua! Eppure, non è per lei che sento odio. Lo sento per me stesso.(Poi, cercando di convincerla)Se io non fossi nella miseria, penserei prima di tutto... a soccorrerla, senza fargliene accorgere, beninteso, e penserei a toglierla di mezzo la strada. Questo non significa odiare. Io sono più ragionevole di quanto tu credi, e perciò... hai torto di farmi dei misteri.

Graziella

(sempre con reticenza)Proprio della nostra miseria mi parlava mamma tua. E il soccorso che tu vorresti dare a lei, essa... vorrebbe darlo a noi.

Salvatore

Dovremmo dividerci i soldi che raccoglie stendendo la mano?!

Graziella

No, non diceva questo.

Salvatore

E che diceva?

(Pausa.)

Graziella

Accóstati qua. Vieni a riscaldarti.

Salvatore

No!

(Pausa.)

Graziella

(si leva. Va alle spalle di lui. Lo circonda con le braccia, lievemente, amorosamente)Salvatore....(S'indugia, alzando gli occhi al cielo.)

Salvatore

E non continui?

Graziella

... Se... tua madre....

Salvatore

(in un simulato tono d'incoraggiamento)Avanti!

Graziella

Ci avesse portato... anche....

Salvatore

(sorgendo in piedi, terribilmente)Del danaro?!

Graziella

No! Non fare così!

Salvatore

(con le pupille dilatate)Dov'è questo danaro? Dov'è? Lo voglio vedere! Dov'è?

Graziella

(tremando dal capo ai piedi)Più tardi te lo farò vedere!

Salvatore

(ruggendo)Dove lo hai messo? Dove lo hai messo?

Graziella

Non fare così, Salvatore, chè mi spaventi troppo!

Salvatore

Mostrami subito questo danaro se non vuoi che mi venga un accidente!

Graziella

Ce l'ho con me, ce l'ho con me, ma lascia che te lo mostri più tardi.

Salvatore

(l'afferra, la tiene, la fruga)

Graziella

Aspetta! Aspetta! Aspetta un momento!...

Salvatore

(tirandole la borsa dalla cintola, sghignazza:)Ah, ecco che dopo vent'anni mi comparisce un'altra volta dinanzi il tesoretto vergognoso! La vedi tu questa borsa?... È la stessa con cui lei tentò di trattenermi venti anni fa, quando, entrato appena nella sua casa sfarzosa, fui preso dallo schifo. Quel giorno io ci sputai sopra, e a lei voltai le spalle per sempre. Ma quella sciagurata, che in tuttoquesto tempo si è martirizzato il corpo e s'è imposto il sacrifizio di chiedere l'elemosina per sè, ha voluto a forza conservare per suo figlio i suoi risparmi d'allora!... A te, naturalmente, tutto ciò sembra sublime!... Io leggo nel tuo cuore l'ammirazione, la compiacenza, la gioia, la gratitudine!... Ah!(Con una smorfia di nausea e uno scatto brutale sta per buttare nel fuoco la borsa.)

Graziella

(gli prende il braccio gridando:)No!

(Breve pausa.)

Salvatore

(lasciando ricadere la borsa sul sacco)È naturale anche questo! Fra voi due, v'intendete perfettamente!

Graziella

(risoluta, energica, d'una energia nuova in lei, con la testa alta e la voce vibrante)Ebbene, te lo devo dire?... Te lo dirò. Non è nè per me nè per te che io ti domando di non distruggere questo danaro. No, Salvatore! La verità è che avrò un figlio anch'io. Lo avrò, lo avrò, e lo aspetto come i poverelli che passano questa nottata sul lastrico aspettano il sole di domani!

Salvatore

(con esasperazione irruenta)Ma come?! Tu sei sicura che avrai un figlio e me l'hai fatto ignorare?

Graziella

(dolorosamente)Te l'ho nascosto sinora perchè mi dici ogni giorno che commettono un delitto le femmine come me se diventano mamme. Ma questo delitto io l'avevo commesso per te, e mi pareva bello, e non volevo rinunciarci, e intanto mi consumavo, mi consumavo al pensiero di dovertelo confessare!(Mutando tono, quasi solenne)La confessione mi è uscita dall'anima per muoverti a pietà della creatura che dovrà nascere; e adesso spetta a te di decidere. Se non ti fa pena che la nostra creatura nasca nella casa della desolazione e degli stenti, gettalo pure questo danaro e prepàrati solamente a dar conto al Signore della tua azione! Quanto a me, lo sai che mi rassegno a tutto!

Salvatore

(febbrilmente, tra gli spasimi d'un'angoscia profonda e quelli d'una ferocia compressa)Stringimi, stringimi, stringimi in una tanaglia! Per compassione della creatura che dovrà nascere, stritola la mia coscienza, stritola quest'ultimo avanzo del mio onore che volevo salvare e fanne dei cenci per tappezzarne la tua culla. No! No! No!... Nonprenderò quel danaro maledetto! Tornerò alla vita del vagabondo, tornerò alle case da giuoco, imparerò l'arte del baro se occorre, diventerò un ladro, finirò in galera, ma riuscirò finalmente a liberarmi da tutti questi amori sviscerati che m'incatenano alle femmine che si sono vendute!...

Graziella

(come se in un attimo le si fosse spalancato un abisso sotto i piedi)Pensa, Salvatore, che se tu mi lasci io non avrò più ragione di vivere!

Salvatore

Vivrai per tuo figlio che già ti è più caro di me.

Graziella

(gridando)Non è vero! Non è vero!

Salvatore

(si sente scoppiare il petto, ma continua freneticamente con la voce rotta dai palpiti che gli salgono alla gola)È vero ti dico, perchè tu stessa me ne hai dato or ora la prova lampante; e io ti giuro che darò conto a Dio della mia azione con la sicurezza d'aver fatto per te il meglio che potevo fare!

Graziella

Salvatore, per carità, ascoltami....

Salvatore

(senza interrompersi)Quel danaro, che per la seconda volta io rifiuto, è tuo, è tuo, perchè tu non puoi averne ribrezzo, e il pericolo che tuo figlio nasca nella casa della desolazione e degli stenti è scongiurato....

Graziella

Salvatore, ascoltami....

Salvatore

(incalzando)Con quello che ti dà mia madre, tu non hai più bisogno della mia persona per tenerti lontana dal vizio....

Graziella

Salvatore, ascoltami....(si avvinghia a lui forsennatamente.)

Salvatore

(cercando di svincolarsi)E io riacquisterò tutta intera la mia libertà, tutta intera, tutta intera, e se ancora sul mio cammino incontrerò delle donne come lei e come te, ah, per l'inferno io le fuggiròcon lo stesso terrore con cui si fuggono gli appestati! Addio!

Graziella

(sempre più avviticchiata per impedirgli di uscire)Resta con me! Resta con me!

Salvatore

Lasciami.

Graziella

Resta con me!

(Dei forti picchi alla porta troncano il dibattito. —Salvatore e Graziella, intenti ad ascoltare, si distaccano.)

Salvatore

Si bussa di nuovo alla porta!...(Cupo e fremente)Ancora lei?!...

Una Voce di uomo

(un po' tremola d'ubbriachezza)Chi è di casa?

Salvatore

E voi, che volete?

La Voce dell'uomo

Niente. Ma, caso mai possa interessarvi, vi avverto che qui, dinanzi alla vostra porta, c'è una vecchia distesa a terra.

Salvatore

(subito)Se siete un poliziotto, mandatela via!

La Voce dell'uomo

Non sono un poliziotto; sono solamente un ubbriaco..., credo; ma, tanto, lei non se ne andrebbe, perchè è morta.

Salvatore

(diventando pallidissimo, le mani nei capelli)Morta!...

Graziella

(atterrita, guardandolo)Morta!

La Voce dell'uomo

Ed ha accanto il suo bravo coltello....

Salvatore

(cade a sedere sotto l'incubo di un istantaneo rimorso.)

Graziella

(quasi barcollante, si avvicina alla porta per aprirla. — Poi, si volta verso Salvatore)Hai tu la chiave?

Salvatore

Sì....

Graziella

Dammela.

Salvatore

(cava dalla tasca la chiave. — Non ha la forza di alzarsi. — Glie la porge da lontano, stendendo il braccio, che oscilla come un ramo d'albero scosso dal vento.)Prendi....

Graziella

(attaccata alla porta, si sente mancare.)Un momento....

La Voce dell'uomo

Buona notte!

(Sipario.)


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