LE PROFEZIE DELLE CERIMONIE.I. — DE’ MORTI CHE SI VANNO A SOTTERRARE.
I semplici popoli porteran gran quantità di lumi per far lume ne’ viaggi a tutti quelli, che integralmente hanno perso la virtù visiva.
Agli omini saran fatti grandissimi onori e pompe, sanza lor saputa.
E quanti fien quelli che piangeranno i lor antenati morti, portando lumi a quelli.
In tutte le parti d’Europa sarà pianto di gran popoli per la morte d’un solo omo, morto in Oriente.
Molti, che tengon la fede del figliolo, sol fan templi nel nome della madre.
Quelli che, con vestimenti bianchi, andranno con arroganti movimenti minacciando con metallo e fuoco, chi non faceva lor detrimento alcuno.
Molti fien quelli che, per esercitare la lor arte, si vestiran ricchissimamente: e questo parrà esser fatto secondo l’uso de’ grembiali.
Allora tutti quasi i tabernacoli, dove sta il corpus domini, si vedranno manifestamenteper sè stessi andare per diverse strade del mondo.
Le sventurate donne, di propria volontà, andranno a palesare agli uomini tutte le loro lussurie e opere vergognose e segretissime.
Parleranno li omini alli omini, che non sentiranno; avran gli occhi aperti, e non vedranno; parleranno a quelli, e non fia loro risposta; chiederan grazia a chi avrà orecchi, e non ode; faran lume a chi è orbo.
Ohimè! che vedo il Salvatore di novo crocifisso.
Io vedo di nuovo venduto e crocifisso Cristo, e martirizzare i sua santi.
Quelli che saranno morti, dopo mille anni, fien quelli che daranno le spese a molti vivi.
Infinita moltitudine venderanno pubblicamente e pacificamente cose di grandissimo prezzo, sanza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, nè in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana.
Le invisibili monete faran trionfare molti spenditori di quelle.
Assai saranno, che lascieranno li esercizî e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizî, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio.