LV.Camilla a Riccardo.

LV.Camilla a Riccardo.

«Balzo da letto per iscrivervi. Qual notte! quali terrori! Che fate voi, in quest'ora? Dormite? Sognate forse di me? Vi scrivo per stordirmi, per ingannare queste ore terribili di tenebre, di solitudine e d'insonnia.

«Come è pigro il tempo! quanto tarda a spuntare l'alba!

«Credete voi ai presentimenti? Ditemi di no; ve ne scongiuro. Anch'io non vi credo; di giorno anzi ne rido; ma di notte si diventa fanciulli e ogni ombra piglia sembianza di fantasma.

«In questo momento mi faccio forza, ma poc'anzi... lo credereste? ho avuto paura dell'attaccapanni. Anche ora non sono proprio un'eroina, e mi guardo ogni tratto intorno, perchè gli spettri non mi piglino alla sprovveduta; ma se non altro la mia mente è con voi, il mio cuore è con voi... non sono più sola.

«Mi viene In mente che per cacciar la pauradei fantasmi, non è il miglior mezzo parlarne.. Parliamo d'altro.

«Ancora non mi sono fatta un'idea del come passerò il mio tempo. Sono proprio spaventata dalla solitudine che mi attende.

«La zia Angelica è un'eccellente creatura, ma non si sa che fare, nè che dire con lei. Bice ha altro da pensare... fortunatamente: perchè come potrei io guardarla in faccia?

«Ah! Riccardo! quanti affanni e quante dolcezze mi cagiona il vostro amore!

«Anche il vedervi, il trattenermi con voi mi è negato. Sì, mi è negato; non cercate di persuadermi del contrario; se vi è cara la mia pace, se vi è caro il mio onore dite a voi stesso che io non posso vedervi, che le vostre visite frequenti svelerebbero a tutti il nostro segreto. E pensate se si sapesse, se mio marito....»

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