XIX.Camilla a Riccardo.

XIX.Camilla a Riccardo.

«Vi recherà meraviglia ricevere una mia lettera. Ve ne dico la ragione in due parole: Bice è ammalata, non vi spaventi la cattiva notizia: il medico dice che si tratta d'una malattia nèpericolosa, nè grave. Guarirà rivedendovi — essa ve lo assicura per bocca mia. Io poi vi assicuro che guarirà anche prima. A ogni modo è in letto, e, non potendo scrivervi di propria mano, ha pregato me di darvi sue notizie.

«Ora che vi ho detto la ragione per cui vi scrivo, non ho più nulla da dire. M'inganno. Sappiate adunque che Bice non pensa che a voi, e ha fatto una grande scoperta... Indovinate?... vi ama più di prima!

«Un'altra cosa ancora; la malattia l'ha fatta più pallida; essa vorrebbe che dicessi «più brutta,» ma non è vero niente.

«Un'altra. Il suo canarino è ammalato, sta tutto il giorno in un cantuccio della gabbia, rifiuta il cibo, perde le piume.

«Ho finito.

«Ah! mi dimenticavo di dirvi che dovete rispondere subito subito, inviando la lettera al mio ricapito e ferma in posta, perchè non vada in mano di mio marito. Fratel Biagio ha i suoi principî, e non crede ben fatto che una ragazza scriva e riceva delle lettere. Ha cento ragioni, ma bisogna pur perdonare qualche cosa all'amore.

«S'intende, senza che ve lo dica, che Bice è smaniosa di vedervi, e che dovete affrettare di togliervi alle vostre brighe curiali per ritornarle vicino.

«Se può avere qualche efficacia sulle vostre determinazioni, sappiate che mio marito e la zia Angelica e io lamentiamo ogni giorno la vostra assenza.»


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