XLVII.Riccardo a Camilla.
«Che dite, mia buona amica, che dite mai? Dubitereste della mia lealtà, della mia fede, del mio amore? È vero, io ho dei torti verso di voi; ho potuto forse dimenticarmi un istante al vostrofianco, ma il pensiero dei dolori che il mio amore vi costa, mi ha fatto già pentire amaramente del mio delirio. Perchè fu solo un delirio, Camilla, un sublime, un immenso delirio, quello che mi ha aperto audacemente le porte del cielo...
«Ebbro dell'amor vostro, e insoddisfatto ancora feci sogni di paradiso e d'inferno.
«Vi giuro che questo non avverrà mai più! io non profanerò la santa serenità di questo cielo infinito, dove è sorto il nostro amore.
«Una sola promessa da voi, in cambio del mio giuramento. Amatemi sempre; e tutto il vostro cuore mi appartenga.»